Archive for maggio, 2009

Danica, una donna per la Formula 1

maggio 25, 2009  |  Formula 1  |  33 Commenti  |  Lascia un commento

Si parla tanto delle possibili squadre che potrebbero arrivare in F.1, e tra queste del team USF1, una squadra a stelle e strisce con piloti americani al cento per cento. Tra i nomi ci sono quelli di Marco Andretti, l’ultimo della gloriosa stirpe, e dell’affascinante Danica Patrick (nella foto), velocissima fanciulla che svetta sempre tra i migliori delle gare Indycar e capace anche di metterseli tutti dietro un anno fa a Motegi.
Da tempo in F.1 non si vede più gareggiare una donna, e sarebbe davvero ora che il gentil sesso trovasse un posto in griglia anche se molti ostinati pseudo puristi storceranno la bocca ritenendo le corse in auto un territorio riservato alle scorrerie dei maschietti.
Beh, domenica scorsa la bella Danica ha perso in volata la 500 Miglia di Indianapolis, la gara più famosa del mondo, quasi 800 km a piede giù, a una media oraria da far accapponare la pelle. La Patrick è finita sul podio, terza a 2 secondi dal vincitore Castroneves mostrando, con una prestazione sensazionale, di reggere la fatica di una battaglia prolungata e sempre sul filo dei trecentocinquanta orari. Roba per duri e puri, insomma, e una pilotessa così dovrebbe davvero arrivare in F.1. Per l’interesse della disciplina sarebbe un acquisto, oltre che gradevole, che farebbe molto discutere gli appassionati portando pepe ad un ambiente da troppo tempo cloroformizzato, se non per beghe esclusivamente legate ai soldi (e solo ai soldi).

Ferrari, tutto va sempre più storto

maggio 20, 2009  |  Formula 1  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

Ancora una batosta, questa volta in Tribunale. Per la Ferrari è davvero un momentaccio che riporta a tempi e anni davvero lontani. Gli appassionati si erano abituati bene: vittorie a catena, organizzazione formidabile, affidabilità assoluta, potere di condizionamento senza uguali sulla federazione sportiva. Era soltanto ieri eppure pare una vita fa.
Diciamolo chiaramente: ogni singolo passo falso in sé ci può stare. È la somma degli intoppi che agita e che non lascia prevedere nulla di buono. Con Todt sul ponte di comando o non si andava in causa oppure si era certi di vincere. Con Brawn al muretto non c’erano mai errori e con lui in fabbrica la parola “rotture” non era inserita dal vocabolario. Infine, con Schumi in pista, nessun traguardo pareva precluso (anche se ovviamente non si vinceva sempre).
Poteva continuare sempre così? Ovvio che no, però il salto dal paradiso all’inferno è troppo crudele da sopportare. Si dirà, ma Mosley è impazzito. Forse sarà anche vero, ma l’uomo che le Rosse adesso vedono con fastidio è quello che a suo tempo ha sempre dato una grossa mano a Maranello tanto che nei giorni del caso sadomaso in cui l’inglese finì coinvolto, gli unici a tendergli la mano furono quelli della Ferrari.
Che cosa è successo tanto in fretta da lasciare tutti sconcertati? Difficile dirlo e ognuno avrà in testa le sue personalissime idee. Io temo però che in Italia tutto il sistema dia sempre troppo consenso al Cavallino, come per default. Parola di re, si sarebbe detto un tempo. Invece anche i più bravi possono sbagliare e dirlo ogni tanto non sarebbe male. Possibile che nessuno abbia ancora provato a chiedersi che cosa valga davvero la minaccia di Maranello di mettere in piedi un altro campionato? Nell’ambiente nessuno ci crede e questo invece che preoccupare fa scrollare le spalle al Circus. Sono anch’io dell’idea che la F.1 senza la Ferrari sia zoppa, ma credo che sia senza gambe anche la Ferrari senza la F.1. I grandi costruttori, quelli come la Renault, la Bmw e la Toyota, rischiano di sparire a prescindere dai regolamenti più o meno giusti. In realtà cercano di approfittare delle beghe attuali per avere una buona scusa per una ritirata indecorosa dettata dai quattrini che non hanno più. Figuriamoci se hanno voglia di dar vita a un nuovo campionato dove dovrebbero investire ancora più denaro magari impegnandosi per un programma poliennale e con più monoposto da schierare.
Tutto il contrario della Ferrari che delle corse ha un bisogno vitale, la ragione per cui alla fine un accordo, molto mascherato, salterà fuori. Ci si può scommettere: sarà una soluzione che farà uscire tutti vincitori. Fosse vivo il poeta titolerebbe la storia “la quiete dopo la tempesta”. Ma i veri problemi non stanno nelle polemiche, bensì nei troppi passi falsi a catena in cui le Rosse stanno incappando. È di questo che bisogna davvero preoccuparsi.

Raikkonen nei rally a caccia d’affetto?

maggio 11, 2009  |  Formula 1, Rally  |  9 Commenti  |  Lascia un commento

Anno davvero duro per Kimi Raikkonen, l’asso della Rossa che una volta non rende lui e una volta lo mortifica la sua squadra. Le voci di un suo taglio a fine anno a favore di Alonso si moltiplicano, rendendogli le cose sempre più difficili anche se lui, finlandese, dovrebbe essere freddo e insensibile a tutto.
Come allo stadio, con le squadre in difficoltà, gli ci vorrebbe una bella iniezione di fiducia dal pubblico, cioè dai suoi sostenitori che gli sono ancora grati per il titolo iridato vinto in volata due stagioni fa. Ma come fare se il mondiale corre lontano dall’Italia?
Una soluzione c’è, e potrebbe rivelarsi formidabile. Kimi, infatti, dovrebbe correre il rally della Marca a Treviso il 30 maggio. Al volante della Fiat Grande Punto S2000 con cui ha già gareggiato sulle nevi del nord a inizio stagione, l’asso delle Ferrari sarà la grande attrazione della gara. Problemi di ordine pubblico? Il rischio esiste perché il bagno di folla potrebbe prendere in contropiede i pur bravi organizzatori del Motoring Club Sernaglia che hanno una grande esperienza alle spalle, ma un Kimi a portata di mano di folla sarà un grande colpo e per lui una boccata d’affetto di portata clamorosa. Con un dubbio: alla fine la Ferrari lo lascerà davvero correre o all’ultimo momento qualcuno ci ripenserà?

Brawn, la Fota e le furbate

maggio 8, 2009  |  Formula 1  |  8 Commenti  |  Lascia un commento

Interrogato dal nostro lettore Roberto Torta sul fatto che potesse essersi approfittato del suo ruolo di consulente tecnico della Fota per tirare un colpo basso agli avversari (risposte ad altre domande saranno sul numero di giugno di “Quattroruote”) Ross Brawn ha chiarito quanto segue:

“Il Gruppo di lavoro tecnico della Fota non stabilisce le regole. Quello lo fa la Fia. Le regole con cui corriamo oggi vennero decise dalla Fia prima ancora che, nello scorso settembre, la Fota stessa venisse costituita. Le regole erano già fissate dalla Fia a quell’epoca e, personalmente – visto che stiamo parlando della fine del 2007 – non ero ancora neppure tornato in attività in F.1 quando vennero stabilite. La Fota lavora a proposte per il futuro da discutere con la Fia, per ridurre i costi, per migliorare lo spettacolo… ma non a questo regolamento. Se in F.1 vuoi limitare a 100 le prestazioni, ti conviene cercare di fissare regole pensando di bloccarle a 50 perché gli ingegneri sono talmente brillanti che arriveranno a 100; devi sapere che se fissi il limite a 100 ti troverai con 150, è inevitabile. Vedendo le regole create a fine 2007, avevo ad un certo punto suggerito di porre certi limiti al regolamento perché a mio avviso c’erano spazi liberi d’interpretazione, ma a rifiutare la mia proposta fu proprio un certo numero di squadre che oggi si lamentano. Per questo trovo frustranti questi commenti su di me, visto che la situazione attuale è il risultato di tutto ciò e di regole votate a fine 2007”.

Brawn è certamente uno molto furbetto, ma è anche uno che parla chiaro.
Voi che cosa ne pensate?

Senza la Ferrari sì, senza la Ferrari no

maggio 4, 2009  |  Formula 1  |  14 Commenti  |  Lascia un commento

Ormai le decisioni che contano vengono discusse attraverso i giornali. La Ferrari, capintesta dei grandi team della F.1, è del tutto contraria al tetto di spesa che permetterebbe a piccole squadre di entrare nel Circus con meno soldi a disposizione ma più libertà progettuali. “Non è ammissibile che ci sia una F.1 a due velocità”, tuona il presidente del Cavallino Luca di Montezemolo. “Non lo accetteremo a costo di dar vita a una serie parallela alla F.1, e per la F.1 sarà la fine senza la Ferrari”.
Una minaccia che ha fatto il giro di tutti i quotidiani la scorsa settimana generando scalpore e apprensione. Max Mosley, presidente della Federazione internazionale, non si è però fatto intimorire e attraverso le colonne del “Financial Times” ha ribattuto: “Lo sport potrà sopravvivere anche senza la Ferrari”, ma per non caricare troppo i toni ha anche aggiunto che “sarebbe però triste perderla, perché è il vero team nazionale italiano”.
Guerra aperta? Beh, in effetti sì. Ma a tirare le fila c’è sempre Bernie Ecclestone che ha affidato il suo pensiero al “Times” chiarendo: “Non lascerò che Mosley distrugga la Ferrari tanto più che nessuno vuole che accada. Io credo che, sull’idea del tetto salariale, tutti, Ferrari compresa, possano essere d’accordo. L’importante è fissare una cifra che vada bene a ciascuno. Si lavorerà per questo”.
Come andrà a finire? Che oggi pensare a due campionati distinti è una pura follia visto che si fa già fatica a mettere insieme un parco partenti decenti; quindi si farà un po’ di polemica poi si arriverà a una soluzione condivisa che sarà verso l’alto se le squadre che adesso sono sul piede di partenza, perché i vari management non ne vogliono più sapere delle corse per via degli alti costi, si impegneranno a continuare, oppure sarà verso il basso se sarà indispensabile imbarcare nuovi soggetti per avere uno schieramento di partenza se non ottimale almeno passabile.
Voi, invece, credete alla possibilità di due campionati distinti?