Archive for giugno, 2009

Todt, Vatanen o chi per il dopo Mosley

giugno 30, 2009  |  Senza categoria  |  12 Commenti  |  Lascia un commento

Si parla tanto dell’addio, molto probabile anche in un mondo come quello delle corse dove “mai dire mai”, di Max Mosley. Il presidente della Fia ha dichiarato nei giorni scorsi che è stanco, aggiungendo che “quando ho iniziato l’attività ero già vecchio abbastanza per essere padre del più giovane pilota impegnato in F.1, e oggi sono vecchio al punto di poter essere nonno di molti dei piloti che corrono gli attuali Gran Premi”.

Ovviamente, se Mosley si farà davvero da parte occorrerà trovare un degno sostituto, e il concetto di degno va sottolineato. Presiedere la Fia non significa solamente occuparsi di F.1 come troppi credono. L’organismo mondiale dell’automobile si occupa a tempo pieno dei problemi legati all’auto di tutti i giorni, e qui le battaglie di Mosley per i crash test, per ridurre gli incidenti stradali, per imporre ai governi nazionali regole più attente e ai costruttori obblighi importanti per migliorare le vetture sul piano della sicurezza, sono state apprezzatissime al punto che molti arrivano a dire che mai prima di lui si era lavorato tanto e tanto bene. In questa logica è sbagliato credere che siano le squadre di F.1 a decidere chi sarà il suo successore e non è nemmeno detto che si tratti di un uomo di sport.

Jean Todt è un nome che circola molto e, anche se è osteggiato dai team non ferraristi, ha buone chances perché è considerato uno di larghe vedute e interessi che vanno oltre le semplici competizioni. In particolare l’attività che adesso ha messo in piedi con il dottor Saillant sui traumi post incidenti sono una buona arma da spendere.

Ma come lui, o più di lui, è molto considerato Ari Vatanen, l’asso finlandese dei rally che per Todt ha corso e che ha vinto un titolo mondiale nel 1981 proprio battendo Todt (che era navigatore) e il suo pilota Frequélin. Vatanen da tempo si è dato alla politica arrivando ad essere eletto per due mandati consecutivi al parlamento europeo, prima in Finlandia e poi in Francia dove adesso vive e ha una fattoria con annessa cantina.

Vatanen, che al volante era considerato un vero matto, è una persona pacatissima e di saldi principi (anche quando correva non brindava mai con champagne ma esclusivamente con latte). E se Todt ha sempre avuto rapporti molto stretti con Mosley (troppo a sentire i suoi detrattori) Vatanen è sempre stato fuori dai giochi della Federazione e appare per questo più limpido. In più viene dalla Finlandia, quindi da un Paese dove non ci sono costruttori automobilistici, quindi viene reputato più indipendente proprio nell’ottica di legiferare in campo automobilistico extra gare. Vedremo chi la spunterà, e soprattutto se si farà avanti anche lì il fatidico terzo uomo che potrebbe mettere d’accordo tutti.

Pace fatta. Era ora!

giugno 24, 2009  |  Formula 1  |  9 Commenti  |  Lascia un commento

Alla fine hanno fatto pace, e non poteva essere altrimenti. Mosley, l’uomo che un anno fa era già stato fatto fuori se non fosse intervenuta di peso la Ferrari a salvarlo, oggi potrebbe davvero farsi da parte. Se così fosse, chiuderebbe male una lunga carriera impreziosita da tante cose buone a cominciare dalla sicurezza delle monoposto che lui ha perseguito con ogni mezzo, spesso scontentando i costruttori sempre mal disposti a spendere denaro per questioni lontane dai loro interessi diretti. Jean Marie Balestre, il dittatore della Fia che aveva preceduto Mosley, era stato nel mirino non meno dell’avvocato inglese, ma è una storia che si ripete sempre: chi deve legiferare pesta sempre i piedi a chi mette i suoi interessi personali davanti a quelli del sistema. Accade in tutte le federazioni dove le guerre con le leghe sono sempre all’ordine del giorno.
Comunque quello che conta è che si è arrivati a un accordo. L‘unico possibile, il solo logico. Si ripartirà da quello che c’è oggi (e che, sia chiaro, non va bene) sperando che davvero tutte le squadre restino al loro posto, cosa per nulla sicura. Il rischio, va detto con largo anticipo, è che si arrivi a un tutti contenti con uno schieramento impoverito e dimezzato. Sarebbe una vera beffa.

Ecclestone, fatti vivo!

giugno 19, 2009  |  Formula 1  |  14 Commenti  |  Lascia un commento

Adesso tocca a Bernie Ecclestone, il solo che ha il potere, il carisma e i mezzi giusti per risolvere una situazione assurda che si è incancrenita per il braccio di ferro, ostinato tra Max Mosley e Luca Montezemolo.

L’idea dei due campionati è folle e oggettivamente senza prospettive. In più nessuno ci crede fino in fondo che possa succedere, anche se, a forza di minacciare, e poi pur di non perdere la faccia, si rischia davvero di arrivare a una rottura che potrebbe non portare da nessuna parte.

Ecclestone, fino a oggi, non si è mischiato nella faccenda lasciando che a sfidarsi fossero da una parte il potere sportivo e dall’altra la lega dei costruttori i cui interessi restano ovviamente… interessati. Il vecchio Bernie si è tenuto fuori perché lui si occupa esclusivamente dei diritti commerciali legati alla F.1, ma a questo punto deve farlo. È il solo che conosce i punti deboli di tutti i contendenti e possiede anche le leve giuste per sistemare le cose. Se la F.1 è diventata una disciplina planetaria lo si deve al piccolo boss che ha sempre messo d’accordo tutti restando il solo capace di una visione delle cose a vantaggio del sistema.

Nulla è perduto (al di là delle minacce e degli insulti) però non è più tempo di aspettare. Ecclestone è chiamato a sistemare le faccende per salvare la sua creatura. Tutti si aspettano (e agognano, di qua e di là) il suo intervento. Che lo faccia, allora.

Torna Audetto, la BMW a Sauber, Renault a Briatore…

giugno 15, 2009  |  Formula 1  |  8 Commenti  |  Lascia un commento

L’ultima soffiata è una notizia non ancora ufficiale, ma che nel marasma che sta ammorbando la F.1 porta un po’ di sollievo. Daniele Audetto, uno dei personaggi più positivi, più bravi e più simpatici del Circus, torna sulla scena come team manager del team di Adrian Campos che correrà l’anno prossimo con le vetture Dallara. Audetto, che in tempi recenti era stato capace di fare miracoli con le vetture Super Aguri, è stato voluto personalmente da Bernie Ecclestone, ansioso di trasmettere agli appassionati che attorno alle squadre nuove non c’è l’improvvisazione che troppi vanno dicendo in giro, ma che al contrario si tratta di squadre serie, capaci e ben decise a vendere cara la pelle.
Le voci su Audetto si aggiungono ad altre che toccano invece squadroni di vertice, segnatamente la Renault e la BMW. Anche se in seno alla Fota, l’associazione dei costruttori, tutto viene tenuto sotto coperta per non indebolire la posizione intransigente contro Mosley, già stanno prendendo forma le prossime mosse di chi dalla F.1 non vede l’ora di scappare. La Renault dovrebbe finire in mano a Briatore che da grande capo diventerà il proprietario, mentre la BMW dovrebbe trovare la via di fuga meno indecorosa rivendendo tutto (o regalando, si vedrà) a Sauber che continuerebbe con le sue forze così come aveva iniziato.
E la Ferrari? E tutte le storie che si stanno leggendo? L’impressione che arriva forte e chiara da chi vive all’estero e guarda con più distacco alle cose, è che la rissa verbale tra Montezemolo e Mosley sia andata un po’ troppo avanti, ma che nel contempo il rapporto che lega la Casa di Maranello alla Federazione ricordi troppo da vicino quello di certe vecchie coppie dove si litiga continuamente senza arrivare mai a un vero divorzio perché nessuno dei due ha i soldi sufficienti per formalizzare l’atto. Ma sì, siamo sempre al punto di partenza: la querelle finirà non appena verrà trovato un accordo che non faccia perdere la faccia a chi sta litigando.

Vettel troppo nel mirino

Vettel troppo nel mirino

giugno 8, 2009  |  Formula 1  |  13 Commenti  |  Lascia un commento

Salviamo il soldato Vettel. Il talentuoso giovanotto è sotto pressione; tutti pretendono da lui la gara della vita e questo ogni domenica in cui corre la F.1. Ma il tedesco non ha ancora compiuto 22 anni e non può superare ogni ostacolo con il solo enorme talento di cui dispone.
Quest’anno possiede un’auto molto competitiva però nessuno gli regala nulla. Attacca sempre a testa bassa, come è caratteristico dei giovanissimi, e spesso riesce a stupire, ciò nonostante ogni tanto sbaglia. Meno in passato, quando non aveva tutti i riflettori addosso, di più adesso. Chi si occupa di contabilità gli addebita l’incidente con Kubica in Australia che gli ha tolto punti preziosi (oltre ad aver compromesso la corsa del rivale), l’incidente a Montecarlo e lo svarione durante il primo giro in Turchia. Dopo sette Gran Premi il bilancio non è esaltante, eppure lui è uno dei pochi con potenzialità superiori. Da sempre mettere il dito sulle cose negative anziché porre l’accento sulla guida magistrale è un viziaccio dei critici. Hamilton stesso, che al primo anno ha compiuto manovre geniali e dato prova di una classe sopraffina, è stato messo sul banco degli accusati perché esagerava, come se andare sopra le righe a vent’anni sia una colpa anziché una regola. E chi è più vecchio ricorda la fatica che fece persino Senna ad essere accettato dai più. Bravino sì, ma troppo esuberante lo etichettarono in tanti nelle sue prime due stagioni. Giudizi impietosi con cui spesso quelli agli inizi debbono scontrarsi. Per fortuna il tempo è sempre galantuomo e i più bravi emergono comunque diventando poi intoccabili. Però un po’ di pazienza sarebbe gradita, e Vettel se la merita.