Archive for luglio, 2009

Schumi, mossa geniale o occasione persa?

luglio 30, 2009  |  Formula 1  |  25 Commenti  |  Lascia un commento

La mossa è di quelle che piacerebbero a Hollywood: il vecchio campione che torna a calcare le scene e magari rimette tutti ragazzini in riga dall’alto del suo mestiere e della sua classe cristallina. La Ferrari, richiamando quel Michael Schumacher che aveva obbligato a smettere perché c’era un nuovo disegno da portare avanti, ha centrato l’obiettivo di tornare al centro della scena in un anno che più magro non si può.

Dal punto di vista spettacolare non ci poteva essere mossa migliore: a Valencia torneranno i grandi numeri di audience e il mondo sarà calamitato e diviso da scommesse roventi. Ce la farà o non ce la farà? Sin qui niente da dire, il risultato mediatico ha una portata colossale, più ancora di quando tornò Lauda.

Ma se vi va di leggere un’opinione fuori dal coro ve la servo subito. Se tatticamente la mossa Schumi non si discute, dal punto di vista strategico è l’ennesima occasione che la Ferrari si fa sfuggire. In un anno ai margini delle posizioni che contano, senza classifiche per cui lottare, non osare un giovane è mortificante. Perché a Maranello debbono sempre inseguire a pacchi di milioni di euro i campioni affermati senza incrociare mai un talento che sta sbocciando?

Oggi si sbava per Vettel (che due anni fa non costava nulla e che adesso è imprendibile), si ammira Hamilton che la McLaren ha fatto debuttare bambino, si bramava il Kubica in mano ai tedeschi, ci si svenerà per Alonso non avendogli mai prestato un minimo d’attenzione quando vagava tra la Minardi e le formule addestrative.

Weber, il manager di Schumi, nelle ultime ore aveva suggerito di provare il suo nuovo pupillo Hulkenberg, baby di grande avvenire e leader della GP2, ma non è stato ascoltato. Meglio ancora, la Ferrari aveva già avuto modo di saggiare le immense qualità del giovanissimo Bortolotti che la Red Bull le ha soffiato con un contratto quinquennale ma che con una (oggi) misera penale di appena 100 mila euro potrebbe svincolarsi. Invece no, si è preferito l’usato sicurissimo, i titoloni dei giornali, l’emozione dei tifosi. Meglio la gallina oggi dell’uovo domani, insomma. Ma così non si programma, si vive sempre alla giornata.

BMW scappa. A chi tocca adesso?

luglio 29, 2009  |  Formula 1  |  12 Commenti  |  Lascia un commento

Qui è stato detto e ridetto, ma mai troppo creduto. I costruttori non ne vogliono più sapere di gettare soldi in F.1, considerano questo impegno come poco politico in tempi in cui si debbono operare tagli tra i dipendenti oppure si deve ricorrere alla cassa integrazione. Se i piccoli team privati hanno nelle competizione la loro unica ragione di vita, le Case usano le corse quando fanno loro comodo e le lasciano quando l’interesse diventa minore se non proprio una scomodità.
Per questo Mosley (male, va detto) voleva a tutti i costi squadre pronte a rimpolpare gli schieramenti, ma predicava (male) a sordi che non ci volevano proprio sentire, eppure erano già con la valigia in mano.
Adesso è la BMW ad annunciare ufficialmente il suo ritiro a fine anno, e si teme che in fretta arrivino altri due no (Toyota e Renault i costruttori più fortemente sospettati). Chi credeva ingenuamente in un nuovo campionato alternativo adesso è servito: altro che due campionati, c’è già da leccarsi i gomiti se si riuscirà ad averne uno con un parco partenti decente e non robaccia come la Moto GP dove corrono in sedici e di questi oltre la metà sono di team che prendono due secondi al giro in qualifica.

Addio scambio Massa-Alonso?

luglio 27, 2009  |  Formula 1  |  7 Commenti  |  Lascia un commento

Il disgraziato incidente in cui è stato coinvolto Felipe Massa, al di là delle conseguenze non ancora molto chiare sul fisico del malcapitato pilota brasiliano, complica all’improvviso i piani Ferrari per gli anni a venire.
Nel giustificato marasma del dopo-qualifiche sono circolate molte voci e una delle più succose parlava di un progetto che i vertici di Maranello stavano mettendo a punto nell’ottica di portare in Ferrari lo spagnolo Fernando Alonso già nella prossima stagione.
Il problema stava (e sta) nel contratto che lega anche per il 2010 Kimi Raikkonen alle Rosse, un accordo profumatamente remunerato cui il finlandese non intende in alcun modo rinunciare. Una delle soluzioni pensate riguardava allora proprio Massa: il brasiliano, oggi molto veloce e molto quotato, sarebbe stato oggetto di scambio con la Renault con la coppia Raikkonen-Alonso a correre per la Scuderia nel 2010.
Il progetto adesso ovviamente salta perché bisognerà vedere prima lo stato di salute di Felipe, poi valutarne le sue reazioni una volta che torna al volante e quindi pensare a qualsiasi altra possibile soluzione. Ma il piano c’era e si vocifera che alla base ci fosse la voglia di liberarsi del manager di Massa, il figlio di Jean Todt, che al momento non è molto gradito come non lo è più nulla che si leghi all’ex capo della gestione sportiva. Questo spiega anche la freddezza della Ferrari verso l’ipotesi di Todt come successore di Mosley, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata. Che cosa sia successo non è dato a sapere, ma pare proprio che del vecchio amore (e della doverosa riconoscenza) sia rimasto ben poco. Anzi nulla.

Tra Vettel e Webber, chi farà meglio?

luglio 14, 2009  |  Formula 1  |  5 Commenti  |  Lascia un commento

Sette giorni magici, l’arco di una settimana. Per i piloti australiani tutto sembra partire da qui: sabato 11 luglio 2009 Mark Webber ha colto la sua prima pole position (e domenica la prima vittoria), il 14 luglio di trent’anni fa Alan Jones centrò a sua volta la sua prima pole, e mezzo secolo fa, il 18 luglio, fu Jack Brabham a scattare per la prima volta della sua luminosissima carriera davanti a tutti.
Oggi tutti sembrano aver scoperto Webber, un pilota che da una vita è velocissimo in qualifica anche se spesso meno costante in gara, soprattutto quando ha dovuto confrontarsi con David Coulthard che era un osso duro, capace di portare in fondo la sua auto anche se doveva lottare con qualifiche sofferte e con carichi di carburante spesso inadeguati.
Come sempre la propria grandezza uno se la costruisce grazie a chi ha di fianco. Se Webber avesse vinto con l’autorità sfoggiata domenica scorsa al Nurburgring avendo in squadra ancora il vecchio David, tutti avrebbero scritto che oggi la Red Bull è una monoposto strepitosa, capace di far vincere persino uno come l’australiano. Battendo invece l’astro nascente, il predestinato Vettel, non si possono più legare i meriti alla sola vettura ma occorre sottolineare la guida del cangurone che, contro ogni pronostico, oggi nella classifica iridata ha appena 1,5 punti in meno del tedesco e che, sullo slancio dell’impresa recente, può ancora alzare il suo rendimento di pari passo con la crescita dell’autostima.
La sensazione, oggi, di molti addetti ai lavori, al di là del fatto che il giovanissimo Vettel gode di una miglior stampa, è che i favori del pronostico nella lotta interna alla Red Bull sono tutti per il tedesco se ci saranno GP bagnati e per Webber in caso contrario. E secondo voi?

Toyota, stop al Fuji e presto alla F.1

luglio 7, 2009  |  Formula 1  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

L’annuncio shock è stato battuto dalle agenzie in piena notte per l’Europa, mattina presto in Giappone. La Toyota ha annunciato che nel 2010, e poi pure negli anni a venire, non si correrà più il Gran Premio del Giappone di F.1 sulla pista di proprietà del primo Gruppo automobilistico del mondo, il circuito del Fuji dove il Circus era tornato a correre nel 2007 per ufficializzare i trionfi economici e commerciali della Casa giapponese.

La ragione ufficiale è puramente legata ai soldi: organizzare la gara al Fuji costa ogni anno alla Toyota la bellezza di oltre 15 milioni di euro, una cifra oggi giudicata fuori da ogni logica in tempi di crisi mondiale.

La notizia non deve comunque sorprendere, perlomeno non chi ha avuto la pazienza di leggere questo blog negli ultimi mesi. Da tempo qui si fa notare che quattro grandi costruttori impegnati in F.1 stanno studiando una fuga dalla F.1 il meno spettacolare possibile, ma pur sempre una fuga. La querelle Fota-Fia per molti (Ferrari esclusa) era una buona occasione per una ritirata strategica, giustificata e mascherata dall’impossibilità di convivere con una Federazione che cambiava di continuo le regole. Poi però è arrivata la Ferrari con la resistenza dura e l’ipotesi di dar vita a una serie alternativa all’organizzazione della quale dovevano impegnarsi tutti i team attualmente riuniti sotto l’egida della Fota. Una prospettiva terribile per chi di investire nel Circus non ha più voglia né passione, una resistenza passiva che di fatto ha portato all’accordo in extremis facendo tirare un sospirone di sollievo a BMW, Toyota, Renault e Mercedes, terrorizzate dall’idea di sottoscrivere un impegno fuori dalla loro volontà. Adesso ecco i primi cedimenti: la Toyota annuncia lo stop con il GP di casa e a breve darà l’addio alla massima serie. Sarà sola? Difficile crederlo, e meno male che si sono affacciate altre squadre (minori, è vero, ma almeno vive) se no il rischio è di avere schieramenti talmente poveri di partenti era pressoché certo.

Max Mosley è stato arrogante, ottuso e ostinato, ma aveva visto giusto: la sua ansia di preservare il campionato da ritirate repentine andava in questa direzione. Sapeva che contro aveva una Ferrari agguerrita ma in buona fede, perché per il Cavallino le corse sono il sale della vita, ma temeva quei costruttori spendaccioni oggi disposti a scialacquare ma anche prontissimi a chiudere i rubinetti quando gli interessi sarebbero girati da un’altra parte. Anche lo scivolo col buco doveva servire a far vincere finalmente la Toyota affinché non scappasse via. Peccato che la Brawn abbia rovinato tutti i piani.