Archive for agosto, 2009

Super Kimi. E adesso?

agosto 31, 2009  |  Formula 1  |  49 Commenti  |  Lascia un commento

Che sia stato Giancarlo Fisichella l’uomo principe del GP di Spa non ci piove, ma che Kimi Raikkonen sia adesso il pilota al centro della F.1 è altrettanto vero.

Il finlandese, sulla pista regina del mondiale, è stato freddo, implacabile e cinico. È vero che ha approfittato della safety-car per sbarazzarsi in fretta di Fisichella, ma è altrettanto vero che senza la scia di Raikkonen il pilota italiano non sarebbe scappato, e prima o poi il ferrarista avrebbe avuto buon gioco a infilarlo di potenza.

Oggi Kimi sta ritrovando smalto e convinzione; pare proprio che da quando non c’è più nel team il brasiliano Massa a imporre le sue soluzioni tecniche l’auto si cucia meglio addosso al campione del mondo di due anni fa. Fatto sta che lo stato di forma di Raikkonen diventa un vero problema per gli uomini di Maranello, sempre più sulle spine sul da farsi. Chi lo voleva fuori della squadra per la coppia Alonso-Massa, pur con il problema di un contratto onerosissimo da risolvere, adesso vacilla. E se Felipe non tornerà quello di prima? Se impiegherà più tempo del previsto? E ancora: se Kimi va in un altro team, pagato in toto o in parte da noi, e poi magari ci sta davanti?

Tormenti che spiegano bene le indecisioni sul sostituto del brasiliano: Schumi era perfetto sul piano mediatico; un giovane avrebbe avuto senso come strategia ma se poi se la fosse cavata bene avrebbe generato malumori nell’opinione pubblica per un suo appiedamento, oggi si parla di Fisichella ma il rischio che sia molto veloce potrebbe complicare ancora di più la situazione in seno al team in ottica 2010 quando una coppia di piloti bisognerà pur ufficializzarla. Badoer, tra le tante, era la situazione più comoda e, paradossalmente, lo è ancora per quanto i dubbi della vigilia, sull’impiego di un ex pilota che era stato velocissimo ma che da dieci anni era lontano dalle corse, si siano rivelati fondati.

Ma non è la seconda guida il problema del Reparto Corse in questo momento. A Monza qualcuno guiderà e gli appassionati batteranno comunque le mani come sempre succede con la Ferrari. Quello che assilla i capi delle Rosse è il ritrovato Raikkonen. Se dovesse continuare, o addirittura migliorare ancora, la patata bollente scotterà le mani di qualcuno. E nessuno, a Maranello, vuole essere quel qualcuno.

Mosse magistrali, nessuno come Brawn

agosto 24, 2009  |  Formula 1  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

Ci sono mosse che da sole valgono un Mondiale. Ross Brawn, ai bei tempi in Ferrari, ci aveva abituato bene al punto che tutto sembrava normale anziché straordinario. Poi, partito lui, i colpi d’ala sono svaniti nel nulla.
Ma a Valencia ai più attenti non possono essere sfuggite due sfumature decisive per gli interessi della BrawnGP, tappe probabilmente fondamentali per portare questa squadra nata dalle ceneri della Honda alla clamorosa conquista del titolo iridato per costruttori.
Riviviamole perché chi non se ne fosse accorto può capire com’è che si può agire magistralmente operando dal muretto dei box.
La prima. Barrichello è in pista in testa alla gara perché il leader Hamilton è rientrato al 37° giro per il suo rifornimento (disastroso) che gli fa perdere 6”. Il brasiliano ha a disposizione diversi giri per frapporre tra lui e l’inglese un margine di assoluta sicurezza, eppure al 40° giro è richiamato in tutta fretta dal team per la sua sosta. Perché? Perché in pista Nakajima ha appena dechappato una gomma e Brawn teme il possibile ingresso della safety-car. Il brasiliano esce qualche secondo davanti a Hamilton, non con tutto il vantaggio che poteva accumulare con altri tre giri in pista, ma è comunque davanti, cosa che non sarebbe successa se fosse entrata la safety-car e lui fosse dovuto rientrare appunto in regime di safety-car.
La seconda. Due giri dopo, succede che Button entra precipitosamente ai box con almeno un giro di anticipo sul previsto. Che cosa è successo? Brawn si è accorto che Webber, tallonato da Button, ha appena raggiunto Heidfeld che è davanti ma gira più lentamente. Ross intuisce subito che passare il tedesco sarà difficilissimo per Webber e richiama in pit il suo pilota. La Red Bull fa altrettanto il giro dopo, ma è troppo tardi: il tempo perso da Webber dietro a Heidfeld gli costa la posizione rispetto a Button, un sorpasso che in ottica Mondiale piloti è un vero capolavoro.

Schumi non torna. Tre cose da non dimenticare

agosto 11, 2009  |  Formula 1  |  19 Commenti  |  Lascia un commento

Alla fine Schumi ha detto no. Colpa del collo che fa le bizze e a un campione come lui bisogna credere mettendo subito a tacere le chiacchiere che già girano su molti siti internazionali riguardo la sua paura di non essere più all’altezza delle aspettative.

Al suo posto, anzi al posto di Massa com’è più corretto dire, ci sarà Luca Badoer che dalle gare vere è lontano da molto più tempo ma che con la F60 ha maggiore confidenza. Per Badoer è un giusto riconoscimento visto che ha scelto di rinunciare a una carriera al volante per quella non meno rischiosa e sicuramente meno gratificante del tester, ma il suo ritorno è pieno di incognite e di sicuro non lo farà dormire tranquillo.

Di Schumacher, del suo clamoroso possibile rientro, restano in ogni caso tre cose che vale la pena di sottolineare perché nella vita nulla va buttato.

La prima: l’entusiasmo degli appassionati. Il Kaiser è ancora il Numero Uno e il fermento che ha generato in tutto il mondo lo ha testimoniato ampiamente. Amato alla follia (o anche detestato come sempre accade con i campionissimi) con il suo annuncio ha ridato entusiasmo a un ambiente che si stava spegnendo dietro a troppe beghe spesso inopportune. La mossa mediatica è stata colossale e l’audience della gara di Valencia avrebbe di sicuro raggiunto dati da capogiro.

La seconda: la frase di Hamilton. “Schumacher è svantaggiato perché non ha alle spalle gli stessi GP degli altri. E sarebbe scorretto da parte mia gioire se finissi davanti a lui a Valencia. Il ritorno di Michael è elettrizzante. Una leggenda di questo sport. Sarà un onore e un privilegio competere con lui, tutto il mondo starà a guardare”. Il giovane campione del mondo ha reso merito al possibile rientro di Michael sintetizzando al meglio da un lato i possibili problemi a cui poteva andare incontro il tedesco e l’emozione che un campione di fresca laurea poteva provare a competere al fianco del recordman di tutti i tempi. Il moretto, evidentemente, non ha classe soltanto quando guida.

La terza: il commento di Raikkonen. Il ferrarista Kimi ha dichiarato al quotidiano tedesco “Bild” di essere rimasto impassibile alla notizia del ritorno di Schumacher al volante di una vettura del Cavallino. “Chi sia il mio compagno di squadra mi è indifferente” ha affermato il pilota finlandese.
Ma sì, che il finnico sia un tipo freddo lo si sa da sempre. Però un po’ di rispetto non avrebbe guastato, specie quando si viene da due stagioni in pista piuttosto da dimenticare. Di sicuro questa sua dichiarazione a Maranello non passerà inosservata.

Schumi non prova la F60, e allora?

agosto 4, 2009  |  Formula 1  |  21 Commenti  |  Lascia un commento

Non è questione di fare un dispetto, ma di rispetto delle regole. Alla stampa nazionale tutto quello che disturba la Ferrari genera grande scalpore, ma nel mondo non va così. Red Bull, Toro Rosso e Williams sono i tre team che sono venuti alla scoperto dichiarando pubblicamente il loro no alla possibilità per il sette volte campione del mondo Michael Schumacher di provare in via del tutto eccezionale la monoposto Ferrari di quest’anno.
La regola è chiara: non si può. E va rispettata. Si è adeguato il quasi-bambino Algersuari, che mai su una F.1 c’era salito, si adatterà prima di Valencia l’esordiente Grosjean che dovrà sostituire Piquet sulla Renault, non c’è quindi motivo di fare un’eccezione per un pilota esperto e di valore assoluto come il vecchio Schumi che di corse ne sa una più del diavolo.
Anzi, gli stessi tre team (ma anche tutti gli altri, compresi quindi quelli che lanciano il sasso ma nascondono la mano) hanno molto arricciato il naso per l’uso delle gomme slick sulla monoposto 2007 usata da Schumi al Mugello. Si trattava di gomme della Gp2? Loro non lo credono affatto e dicono che gli italiani al solito barano (e qui c’è la notizia: davvero c’è qualcuno in F1 che non bara?) e quindi sono ancora più fermi nel richiedere che anche per Schumi non si facciano eccezioni alla regola.
Va bene così. Michelone è talmente bravo che farà di tutto per portare l’acqua al mulino Ferrari: se ci riuscirà sarà merito suo, se non ce la farà non sarà perché ha potuto provare poco. Questo deve essere chiaro. In questa spettacolare operazione mediatica va bene tutto meno che accampare delle scuse. La Ferrari poteva pescare nel grande mare dei piloti allenati e a spasso, ma ha preferito andare sulla sua icona vincendo la sua gara già prima di correre. Ha sicuramente fatto benissimo, ma, di grazia, niente pianti preventivi. Solo i deboli fanno così, e non è il caso delle Rosse.