Archive for settembre, 2009

Kimi va, su Massa tanta pressione

settembre 29, 2009  |  Formula 1  |  24 Commenti  |  Lascia un commento

La Ferrari ha scelto: va via Raikkonen. Non c’è ancora l’annuncio ufficiale ma pare sia soltanto una formalità. Non è stato facile decidere e di sicuro le pressioni della Fiat saranno state importanti considerando che al momento il Brasile è il mercato più importante e più redditizio per il Gruppo torinese.

Kimi lascia dopo tre stagioni all’insegna di ombre e luci, imperlate dal titolo 2007 ma con un senso di incompiuto che non era prevedibile al momento del suo sbarco a Maranello. Considerando il valore assoluto del pilota, è indubbio che qualche cosa non abbia funzionato pur se non è questo il momento per attribuire colpe. Di sicuro il carattere del pilota può non avere aiutato, ma è altrettanto vero che negli ultimi due anni a Maranello troppi cambiamenti nella struttura del team hanno destato qualche perplessità.

Il pallino passa adesso nelle mani di Massa che al rientro sarà più che mai sotto pressione perché dovrà ritrovare la forma dei giorni migliori, non far rimpiangere l’addio a Kimi e reggere la sfida con un campione espertissimo quale Alonso.

Si merita un grosso in bocca al lupo perché per lui sarà durissima, ma anche Kimi avrà le sue gatte da pelare in McLaren, dove Hamilton non farà sconti. Non fosse altro che per questo giro di piloti (arricchito da Rosberg probabilmente in Brawn, Kubica – povero lui – in Renault e Hulkenberg in Williams) l’anno prossimo si avvia in maniera eccitante, tanto più che squadre come Red Bull e Brawn non potranno più essere considerate dei team minori, bensì scuderie molto più forti delle varie BMW, Toyota oppure Honda che avevano sì il blasone, ma che negli ultimi anni hanno fatto più da sparring partner a Ferrari e McLaren che essere vere rivali.

Ferrari-Alonso: è l’ora di decidere

settembre 22, 2009  |  Formula 1  |  11 Commenti  |  Lascia un commento

Adesso non è più il momento di aspettare. Archiviato il caso Renault-Singapore con nessun coinvolgimento per Fernando Alonso (ma non le polemiche, perché strascichi ci saranno per forza) è l’ora che in Ferrari si decidano sullo spagnolo perché non è più tempo di rinvii: tutto il mercato piloti è bloccato in attesa delle mosse incrociate tra il due volte campione del mondo e la squadra italiana.
E’ vero, a Maranello non sanno come comportarsi: vorrebbero lo spagnolo ma per reggere l’impatto economico del suo ingaggio dovrebbero liberarsi del fardello Raikkonen che è legato alla squadra per un altro anno, e costa a sua volta una cifra ben sopra la media. C’è però il problema Massa, sul cui conto tutti si dichiarano sicuri che tornerà quello di prima o addirittura migliore, che è convalescente e che dovrà mettersi alla prova. La Ferrari non “può” scaricarlo ma qualche dubbio circola sulle sue reali condizioni di salute e c’è la paura di disfarsi a caro prezzo di Kimi (nessun altro team può permettersi l’ingaggio del finlandese, quindi un aiuto sostanzioso da Maranello dovrà arrivare) per poi ritrovarsi in casa un pilota meno competitivo. Quindi si prende tempo, col risultato che tutte le suggestioni diventano possibili: restare con i due di oggi, parcheggiare Massa, parcheggiare Kimi.
Non è una decisione facile, questo è giusto dirlo, però occorre scegliere prima che siano gli eventi a decidere e non la logica di squadra. Alonso è lì che aspetta e la nuova Renault probabilmente legherà alla sua presenza il restare o meno in F.1. Se lo spagnolo va è molto probabile che il team trovi una scusa per uscire dal giro con scorno della Fota che teme che questo accada minando la credibilità dell’associazione. La Ferrari è quindi tra due fuochi: sostiene la Fota e vuole la Renault tra i soci, però allo stesso tempo vorrebbe lo spagnolo. Il gioco è intricatissimo e nessuno sta compiendo la prima mossa con il rischio che la Scuderia resti alla fine con il cerino in mano.

Briatore va via, la Renault anche?

settembre 17, 2009  |  Formula 1  |  12 Commenti  |  Lascia un commento

Il caso Renault ha tenuto banco per quindici giorni, ma l’addio di Briatore farà parlare per anni. Succede sempre così quando ci sono di mezzo gli uomini, soprattutto quelli che nel bene (e anche nel male) hanno segnato pagine molto importanti.
Il fattaccio in cui la Renault è coinvolta è gravissimo. Questo va chiarito prima di avventurarsi in qualsiasi altra considerazione. Le scorrettezze sono un ritornello che in F.1 è di casa, con pagine e pagine nere venute alla luce e verosimilmente tante altre di più che sono rimaste nascoste, ma nella vicenda Singapore c’è un’aggravante: l’imposizione all’anello debole (il giovane Piquet a rischio di non rinnovo di contratto) di commettere un’azione decisamente antisportiva.
Adesso Briatore passa un po’ per martire e, sull’onda emotiva, si tende a dimenticare l’eventuale nefandezza perché il personaggio, oltre che simpatico e abile, era anche molto funzionale al sistema. Però, se la malefatta c’è stata, non poteva finire diversamente. In particolare era inevitabile che a intervenire fosse stata prima la Renault della stessa Federazione: A Parigi il fastidio avrà raggiunto i massimi e il grande capo Carlos Ghosn (che con Flavio ha avuto sempre un rapporto di amor e odio) ha probabilmente chiesto la sua testa, un piacere che non ha lasciato ad altri che pur già se lo pregustavano.
La curiosità degli addetti ai lavori si concentra allora su che cosa farà la Renault orfana del suo faro: continuerà lo stesso, o i francesi prenderanno la palla al balzo per scappare via come da tempo stanno già cullando?

Le Brawn, la Ferrari e... Liuzzi

Le Brawn, la Ferrari e… Liuzzi

settembre 14, 2009  |  Formula 1  |  17 Commenti  |  Lascia un commento

Di come Ross Brawn abbia impacchettato tutti i suoi rivali in questo mondiale abbiamo già parlato, e c’è ben poco da aggiungere; con una vettura buona e dei piloti buoni sta facendo il vuoto nonostante ogni tanto incontri sulla sua strada vetture più buone e piloti ottimi. Il mondiale costruttori è già in tasca ed è giusto dire con pieno merito (nella foto, Jenson Button e Rubens Barrichello).
Ma questo campionato è sempre più sorprendente e vivace perché continua a proporre risultati ben differenti da quello che si potrebbe credere alla vigilia di ogni singola gara. Finora hanno vinto sei piloti differenti e quattro costruttori differenti. Da quanto non accadeva? La Brawn era partita al massimo poi è parsa in declino sino a due resurrezioni firmate Barrichello che hanno preso in contropiede mezzo Circus. La Red Bull, partita bene, a un certo punto è parsa imbattibile: c’era solo il dubbio della scelta su chi doveva incoronarsi campione tra Vettel e Webber. Poi è venuta fuori di prepotenza la McLaren (quella di Hamilton, va detto, perché il depresso Kovalainen è una disperazione) e già si è vagheggiato che con sei vittorie di fila Hamilton si sarebbe confermato campione. Infine è toccato alla Ferrari balbettante dell’inizio trovare nel Kers e in un rivitalizzato Raikkonen un passo tale da far dire al finlandese alla vigilia di Monza che per il titolo c’è anche lui.
In più, come se non bastasse, è venuta fuori una Force India che va come la Ferrari, un secondo dietro la miglior Ferrari per due GP di fila e con due piloti differenti che potevano essere tre perché Liuzzi (nell’immagine a lato) è stato la grande rivelazione del GP d’Italia; lui che veniva da due anni di ozi e che si è qualificato pochissimo dietro al suo caposquadra Sutil pur avendo imbarcato 30 chili di carburante in più. Antonio più che bravo è stato portentoso: nell’Italia dei Fisichella (rimandato a Singapore) e dei Trulli ha mostrato un piglio così sfacciato da lasciare stupefatti. Vabbè, non ha finito la gara, ma con la tattica giusta che aveva adottato poteva davvero aspirare al podio. Io lo ammetto: non avrei scommesso un centesimo su di lui perché da troppo tempo lontano dalle corse. Ma adesso mi sa che qualche eurino lo rischierò, specie se gli allibratori continueranno a pagarlo tanto bene.

Adesso sotto con Fisichella

settembre 3, 2009  |  Formula 1  |  25 Commenti  |  Lascia un commento

Alla fine l’ha spuntata il Fisico. Anche questo un premio alla carriera, quasi che ci fosse un’asticella al di sotto della quale non si poteva andare: Schumacher, Badoer, Fisichella. Tutti in zona quaranta, la temperatura giusta per la febbre dei tifosi Ferrari.

Adesso non ci sono più scuse. Se Michelone avesse mai fallito sarebbe stato perché era da troppo tempo lontano dalle piste; con Badoer, che ha clamorosamente toppato, si è giustamente sottolineato che da uno fuori dalle gare da addirittura dieci anni non ci si poteva aspettare niente di più; invece da Fisichella, in fase indubbiamente discendente di carriera per via dell’età e non certo dello spirito, non si potranno comunque accampare scuse vista la corsa in Belgio dove è arrivato a un solo secondo da Raikkonen, il vincitore.

Conosco Giancarlo dai tempi del kart, quando era il più bravo di tutti e da tutti riconosciuto come il più forte anche se non riuscì mai ad arrivare a un titolo sicuramente alla sua portata. Allora si diceva che era la copia di Senna perché pure Ayrton stradominò con i kart ma collezionò “zero tituli” per jella e per la forza strafottente di un Fullerton che aggiungeva troppo mestiere a grandi qualità.

Quando Giancarlo arrivò in F.1 in tanti vedevano in lui un predestinato, poi però le cose hanno preso una piega strana con un bilancio che non gli rende merito. In Ferrari arriva alla soglia della pensione e con un contratto a tempo che non è mai il massimo della vita. Però Fisico è un duro, uno che porta sulla pelle molte cicatrici per torti subiti. Darà il suo massimo, questo è sicuro, e non deluderà. Il suo inossidabile ottimismo gli farà credere persino che questo sia un premio, ma se andrà forte magari si convincerà che forse è una beffa. Tutto troppo tardi e per troppo poco tempo.