Archive for gennaio, 2010

Brawn su Schumi sembra troppo sicuro…

gennaio 26, 2010  |  Formula 1  |  12 Commenti  |  Lascia un commento

Come deve essere letta l’esagerata fiducia su Michael Schumacher, e sul suo intatto livello di competitività, ostentata da Ross Brawn in occasione della presentazione ufficiale del team Mercedes? Poche volte, in tanti anni di lavoro a contatto con il mondo della F.1, mi è capitato di sentire un team manager esporsi tanto. Brawn non è di primo pelo ed ha vinto come pochissimi altri; nel Circus è considerato come merita e di solito ha sempre fatto sfoggio di una grande prudenza. Eppure su Schumi, sul suo potenziale ancora intatto, è parso sin troppo sicuro: lo ha fatto perché ne è veramente convinto, oppure per esorcizzare la paura che non sia così?
Il tema è avvincente e ci porta ai primi test con ancora più curiosità. Sentir dire da Ross che: “ Michael è ancora un ragazzino, che non ci saranno problemi perché lui è un atleta eccezionale e questo non va mai dimenticato…”.
E ancora: “Mi aspetto che lui renderà esattamente come ha saputo fare in passato… Parlando con lui ho capito che non è cambiato, che non perso nulla della sua voglia di vincere e di fare tutto al meglio perché ciò accada… So che sarà concentrato in ogni corsa, in ogni minuto del giorno, in ogni giro che percorrerà in pista… Sono stato troppo tempo con lui per non capire che non è cambiato nulla… Vedrete che sarà ancora incredibilmente veloce e che si rivelerà molto più giovane dei 41 anni che si porta addosso…”.
Beh, se non è convinzione questa non so che cosa lo sia, e conoscendo i modi di fare e di agire di Brown resto molto impressionato. Mi verrebbe da dire che non bluffa, ma tanta fiducia mi sconcerta un po’. Non è troppa?

McLaren soffia il baby de Vries alla Ferrari

gennaio 21, 2010  |  Formula 1  |  9 Commenti  |  Lascia un commento

La McLaren ha già compiuto il primo dispetto della stagione nei confronti della Ferrari. Gli inglesi hanno, infatti, messo sotto contratto il quattordicenne kartista olandese Nyck de Vries, considerato nell’ambiente il più grande prospetto in circolazione.
In Ferrari nessuno aveva mai fatto esplicitamente il suo nome, però si sapeva che nel piano legato alle giovani speranze da arruolare (e poi tenere sotto controllo) questo ragazzino era al primo posto. Probabilmente a convincere l’entourage di de Vries è l’esperienza vissuta da Hamilton, battezzato campione sin dai suoi primi passi con i kart e poi cresciuto dalla McLaren sino alla F.1.
Si può considerare uno smacco per gli uomini di Maranello? Direi di no; forse in McLaren sono stati semplicemente più svelti. Di sicuro la caccia ai giovanissimi sta diventando una paranoia. Prima non li considerava nessuno. mentre adesso se un pilota non sa ancora di latte non va più bene. Forse basterebbe un po’ di misura: fidarsi ogni tanto dei più giovani non è male, farne una fissazione sicuramente sì.
Tanto più che adesso tutto il Circus è in fibrillazione per un quarantunenne che si muove già come il padrone del suo team e che mette paura a tutti, anche se viene da una lunga sosta. Tra Schumi e de Vries passano 27 anni, praticamente l’età del due volte campione del mondo Alonso, e la verità starà probabilmente nel mezzo. In ogni caso il bello della F.1 sta nelle sue esagerazioni: aspettando il baby campione ci godremo il ritorno del nonno da corsa.

L’italiano della McLaren

gennaio 7, 2010  |  Formula 1  |  9 Commenti  |  Lascia un commento

Metti una sera a cena, tra Natale e capodanno, con il responsabile delle sospensioni anteriori della McLaren. Un prezioso personaggio e una bella storia, che gratifica la scuola italiana mai abbastanza celebrata. Il giovanotto è vispo, intelligente e ovviamente bravo se gli affidano le sorti degli ultimi due campioni del mondo, ma soprattutto è italiano. Giovanni Banzola è un malato di auto sin da quando era bambino, e ai tempi dell’università aveva dato vita a un gruppetto di appassionati studenti di ingegneria che invitavano grandi personaggi del mondo delle corse a raccontarsi di fronte a una platea di studenti a bocca aperta.

Appena laureato, il giovane Giovanni ha trovato lavoro alla Minardi, poi è passato per diversi anni a Colonia alla Toyota e da due stagioni è alla McLaren. Sapere che un team anglofilo come la McLaren, dove a capo (più o meno occulto) c’è un perfezionista come Ron Dennis, ha scelto per uno dei reparti più delicati un ingegnere italiano dobbiamo considerarlo come un grande orgoglio.

Non è il solo dei nostri in giro per il Circus, anzi sono davvero in diversi in posizioni importanti, però Banzola come referente chiave per le vetture di Hamilton e Button entusiasma e testimonia di come a volte, senza raccomandazioni, senza essere figli di qualcuno, si può salire in alto contando soltanto sulle proprie capacità.