Archive for settembre, 2010

Se Parigi val bene una mossa

settembre 27, 2010  |  Industria, Mercato  |  32 Commenti  |  Lascia un commento

A Parigi annunciano con puntuale sciovinismo che il Salone dell’auto in avvio questa settimana (e che loro chiamano, ovviamente, Mondial de l’Automobile, per non farsi mancare nulla) vedrà in passerella ben 100 anteprime mondiali.

Di questi tempi annunci roboanti tirano un po’ su il morale perché non è che in Europa l’auto se la passi proprio bene visto che il mercato viaggia con un vistoso trend discendente a dispetto di una Russia che ha ripreso a tirare. Il guaio è che nella melma non c’è soltanto l’Italia, anzi: la Germania soprattutto fatica marciando al 30% in meno.

La domanda, allora, è se le grandi esposizioni abbiano ancora un vero senso. Ormai, infatti, le novità vengono tutte (o quasi) anticipate di qualche giorno e i media non si tirano indietro nel mostrarle. L’effetto sorpresa viene così a mancare e il pubblico comincia a segnare il passo, anche se centinaia di migliaia di persone restano sempre traguardi da non buttare via e nessuno ci vuole rinunciare all’insegna del meglio meno che niente.

Il peggio è che calano anche le vere anteprime importanti: la stessa Volkswagen, che punta apertamente al primato mondiale di vendite nel giro di pochi anni, va a Parigi con soltanto la Passat rivisitata (parlare di auto nuova è un azzardo); così, ad esclusione dei francesi e di qualche costruttore minore, il piatto piange un po’. Da tempo, peraltro, le presentazioni si inseguono giorno dopo giorno, preferendo lanci diversificati alle manifestazioni in comune, perché la paura che assilla i costruttori è che del proprio prodotto non si parli abbastanza se mostrato assieme a quelli della concorrenza. Morale: le luci sempre più forti illuminano modelli sempre meno inediti. A salvare la scena restano allora le sole concept car, auto che adesso sono meno distanti che in passato dalla grande serie. Lì, l’occhio attento può trovare una ragione vera per una visita che un minimo di senso per intuire che domani ci aspetta. Ma può bastare?

Ancora i cinesi, povero me…

settembre 20, 2010  |  Industria, Nuove tecnologie  |  82 Commenti  |  Lascia un commento

Un interessantissimo articolo di Massimo Gaggi, apparso sabato scorso sulle pagine del Corriere della sera, iniziava così: “Venti di guerra commerciale tra Washington e Pechino che non solo continua a mantenere artificialmente basso il cambio della sua valuta, ma ora minaccia le industrie automobilistiche straniere: se volete entrare nel nostro mercato dovete darci la vostra tecnologia”.
L’argomento scotta, perché io ho iniziato il mio rapporto con voi proprio parlando della Cina e infilandomi in un vespaio fatto di accuse di razzismo, di protezionismo e di scarsa prospettiva. Il tema cinese però esiste e non lo si può liquidare con un semplice: lasciamoli lavorare.
Vi immaginate se la Fiat imponesse ai costruttori stranieri che vogliono vendere in Italia di cedere le loro tecnologie? Scoppierebbe un putiferio e anche su questo blog si alzerebbero alti lai di indignazione.
Oggi la Cina è per molti costruttori un’ottima opportunità per fare cassa: si vende bene e tanto e i bilanci ringraziano. Per i grandi manager che regnano nel breve volgere di qualche stagione è una vera manna: si fanno affari subito e poi saranno problemi di chi verrà. Saranno soprattutto problemi per le nuove generazioni, ma chissenefrega dei giovani. Chi è sul ponte di comando pensa all’oggi, a fare lui bella figura e magari saltare sul timone di un’altra azienda profumatamente pagato, forte dei risultati ottenuti nel breve.
Nessuno è così cieco da non vedere che la Cina è destinata a colonizzare tutto il mondo (sono intelligenti, furbi, lavoratori indefessi e hanno un culto del denaro da far impallidire qualsiasi paese capitalista), nessuno crede nemmeno che impiegheranno molto a produrre le auto migliori perché possono permettersi di sperimentare le novità più ardite su un pubblico che si avvicina alle quattro ruote adesso e non ha la cultura, le associazioni dei consumatori a sua tutela, e nemmeno la possibilità di opporsi ai collaudi di massa.
Ricordo pochi mesi fa a Shanghai una magnifica illustrazione dove si vedeva un occidentale che aveva l’auto e sognava la bicicletta contrapposto a un cinese che ha la bicicletta e sogna l’auto. Un poster parlante.
Io, al riguardo, ho le mie idee in testa, ma sono curioso di conoscere le vostre.
Provate allora voi a concludere, con parole vostre, questo blog. Dare un finale alle premesse di cui sopra.

Ogni promessa è debito

settembre 16, 2010  |  Blog  |  67 Commenti  |  Lascia un commento

Quando ho ereditato questo blog qualcuno di voi mi ha chiesto la possibilità di un incontro e soprattutto una visita al nostro centro prove sul circuito di Vairano (PV). Ho subito risposto promettendo che avrei fatto il possibile per accontentarvi. Sono quindi a dirvi che per i più fedeli, compresi quelli più critici che restano comunque i benvenuti, abbiamo previsto una prima possibilità d’incontro il prossimo martedì 28 quando sono in opera alcune sessioni di test. Chi fosse interessato a partecipare deve dare una conferma (per permetterci di offrire un’accoglienza adeguata) scrivendo a web@quattroruote.it.

I posti sono gioco forza limitati, ma se si supererà il numero massimo che la struttura è in grado di accogliere, senza che questo crei dei problemi al regolare svolgimento dei lavori, organizzeremo una seconda giornata più avanti.

Spero che questo sia solo l’inizio di una collaborazione sempre più stretta e sono anche convinto che quando toccherete con mano il nostro modo di lavorare molti pregiudizi nei nostri confronti si ridimensioneranno. Insomma, voi con noi potrebbe essere un bel modo di fare strada insieme.

La sorpresa Lotus

settembre 10, 2010  |  Lotus  |  77 Commenti  |  Lascia un commento

Al prossimo Salone dell’Auto di Parigi la vera star potrebbe essere la piccola Lotus. Stando ai rumors che circolano, la gloriosa marca britannica potrebbe presentare addirittura 6 modelli completamente nuovi tra cui una vettura quattro posti, e forse quattro porte. Se così sarà, e pare proprio di sì, la Lotus segnerebbe una svolta storica tornando ad essere al centro dell’attenzione di tutti i costruttori, e quindi non soltanto dei suoi concorrenti diretti, come era accaduto soltanto ai tempi di Chapman.

Pare che dietro a tutto ci sia il cambiamento manageriale avvenuto due anni fa alla Proton (la Casa malese che possiede il marchio); fatto sta che da un po’ di tempo in Lotus sono arrivati dirigenti di alto profilo (molti ex Ferrari) e si parla addirittura di coinvolgere l’immortale Bob Lutz, già chairman di Chrysler e poi vice presidente di General Motors.

Staremo a vedere, ma è interessante notare che in poco tempo il marchio ha cambiato pelle, obiettivi e ambizioni. Poi sarà la storia a dire se saranno riusciti nel loro intento.

I record della Polo dicono che…

settembre 6, 2010  |  Volkswagen  |  153 Commenti  |  Lascia un commento

Quando un anno fa la Vw Polo fu eletta “Auto dell’Anno” qualcuno storse il naso: poco originale, poco innovativa, perfettina ma noiosa, e via così. Adesso si può già fare un primo bilancio sul suo successo commerciale e i numeri sono a dir poco stupefacenti. In Europa, nel mese di luglio, la Polo è risultata la seconda auto più venduta alle spalle della sola inarrivabile Golf con uno strepitoso +83,7% rispetto allo stesso mese del 2009 quando il mercato era quasi il 20% più sostenuto. E anche sull’arco dei primi sette mesi è stata sfacciata, salendo sul podio preceduta soltanto da Golf e Fiesta con oltre 220 mila immatricolazioni e pur con il crollo del mercato tedesco. Tutto d’un colpo le regine storiche del mercato, dalla Clio alla Corsa, dalla Punto alla Focus o alla 207, sono state surclassate con immaginabili contraccolpi tra i vari costruttori. Che morale dobbiamo trarne? Che la qualità paga sempre, o che il basso profilo (poco cinema e tanta sostanza) in tempi di crisi è più rassicurante per il cliente piuttosto che design sfacciati o troppo aggressivi?