Archive for dicembre, 2010

Nel 2011 vorrei che…

dicembre 28, 2010  |  Senza categoria  |  132 Commenti  |  Lascia un commento

Uno strappo alla regola per capodanno si può fare. Me lo chiede un fedele presenzialista del blog, “italiandandy”.
Questa la sua idea-curiosità: che cosa sperano di avere/vedere, da automobilisti, nel 2011, gli amici del blog? Quali sono i loro più grandi desideri? Sognano qualcosa di ovvio come l’abbassamento dei prezzi dei carburanti, o anche qualcosa di più imprevedibile e curioso?
Se l’argomento vi appassiona lo appureremo dal numero di interventi. Si parte!

Cento novità in arrivo. Troppe?

dicembre 22, 2010  |  Senza categoria  |  110 Commenti  |  Lascia un commento

Ci sarà anche la crisi, ma la fiducia evidentemente non manca; almeno non manca ai costruttori di automobili. Nel numero di gennaio di Quattroruote c’è al solito l’ampia sezione delle novità dell’anno che va a cominciare, e bisogna notare che ci sarà da divertirsi sia per l’importanza dei modelli in arrivo che per la loro quantità. Sì, perché cento auto nuove pronte al lancio sono davvero fuori da ogni ragionevolezza, almeno visti i tempi che corriamo e le tasche vuote di molti possibili clienti in tutta l’Europa.
In anticipo rispetto a voi (dirigere Quattroruote qualche vantaggio lo dovrà pur dare…) mi sono quindi sfogliato le pagine e mi sono gustato le anteprime: beh, di sostanza ne ho vista tanta perché non c’è Casa che non abbia qualche carico da giocare. Sono aspettative fuori luogo? Il tema me lo pongo: i mercati sono tutti, chi più chi meno, in forte contrazione e senza nemmeno gli spiccioli per un caffè al bar è pensabile che sia sufficiente il richiamo di un modello nuovo a rimettere in movimento tutto?
Davvero non so rispondere, ma vi assicuro che scoprire che cosa succederà mi attizza, perché nei prossimi dodici mesi, con tutte queste proposte al top dell’interesse, sapremo se il vecchio continente può reggere ancora all’invasione delle quattro ruote oppure se la saturazione è un dato di fatto cui adeguarsi senza più ambizioni di crescita e illusioni di grandeur.
Date, allora un’occhiata alla lista delle auto in rampa di lancio, e magari giudicate con occhio critico le forme delle vetture più attese così come ho fatto io, e poi parliamone. Questa volta la discussione va sul concreto e magari assieme al bilancio 2011 verificheremo se i più di noi ci hanno preso o hanno toppato le previsioni.

Quel metrò che inquina tanto…

dicembre 12, 2010  |  Senza categoria  |  97 Commenti  |  Lascia un commento

Il tema scotta, ma bisogna pur parlarne. Il Corriere della Sera ha portato alla luce con grande evidenza un’inchiesta della Procura di Milano che mette sotto accusa in maniera impietosa una realtà che a politici ed ambientalisti risulterà particolarmente scomoda: nel metrò l’aria è dieci volte più inquinata che in superficie. Sotto la città lo smog prodotto dall’usura dei freni, dai binari e dai cavi elettrici è ben oltre i limiti di legge; altro che quello prodotto dalle automobili, da sempre nel mirino di tutti.
Attenzione: questo non significa che non si debba continuare a migliorare l’aria che respiriamo anche attraverso il contributo dei veicoli a due o quattro ruote, però è importante che salti fuori che la crociata non può continuare ad essere a senso unico. Chiunque di noi, non importa dove abiti, può controllare quotidianamente come spesso i mezzi pubblici contino su bus obsoleti e puzzolenti, come dai camini di troppi uffici dell’amministrazione statale, provinciale o comunale escano gas velenosi tollerati in maniera esattamente opposta di quanto avviene per le auto. In quest’ultimo caso non ci sono ecopass di alcun genere: al mezzo privato è vietato tutto, a quello pubblico è concesso troppo. Scoprire che viaggiare in metrò è molto più insalubre che farlo per strada dà perlomeno da pensare. Non perché si debba rinunciare a migliorare le vetture, ma per intervenire e provare a fare qualcosa anche riguardo al resto, magari mettendoci almeno un centesimo dell’impegno che hanno profuso in questi ultimi venti anni i costruttori di automobili.

Che nome per la Lancia king size?

dicembre 9, 2010  |  Senza categoria  |  82 Commenti  |  Lascia un commento

Quelli perennemente arrabbiati si calmino un momento, giusto il tempo per affrontare il tema che sto per proporvi: che nome dare alla prossima ammiraglia Lancia. La premessa è indispensabile prima che i commenti si riempiano di rimpianti e di rancori, perché bisogna farsene una ragione: la Lancia di una volta non c’è più e mai più ci sarà.
In realtà è mezzo secolo che il marchio torinese ha segnato il passo con poche eccezioni (la Fulvietta, la Thema, la Delta e fors’anche la Prisma), perle nel mare di brutture come la Trevi o la Beta berlina. Ma non è del passato che ho voglia di parlare, bensì del futuro più prossimo che alla Lancia porterà presto tre auto nuove, la Ypsilon, il monovolume grande su base Voyager, e la berlinona su base 300C (auto a mio avviso molto ben riuscita, anche se molti si indigneranno).
Ecco la 300C nuova versione la si vedrà a Detroit e per ora si sa che avrà finiture e interni di sogno mentre ci sono un po’ di perplessità sulla sua linea dopo il… rinfresco. Ritoccare linee ben riuscite è sempre difficile e questo genera apprensione, ma i bene informati assicurano che si sta ancora lavorando sugli ultimi perfezionamenti, quindi incrociamo le dita.
Le indecisioni più grandi vertono comunque sul nome da dare alla versione per l’Europa che, in quasi tutti i paesi, porterà la livrea Lancia. Girano al momento tre ipotesi: un nome tutto nuovo (improbabile), un nome leggendario ma un po’ antico (Flaminia) e uno di grande successo e più recente (Thema). Sono in corso sondaggi discreti qua e là per il Vecchio Continente e l’occasione è propizia per sentire anche il vostro parere. Quale nome preferireste ripescando nel passato: Flaminia o Thema?

Giornalisti, lettori e un sondaggio alla buona…

dicembre 4, 2010  |  Senza categoria  |  95 Commenti  |  Lascia un commento

E’ partito il Motor Show e quest’anno non si tratta di un’edizione qualsiasi. Serve infatti agli operatori del settore, un mondo sterminato che troppo spesso si riduce alla conta degli operai che nelle fabbriche ma che va allargato a numeri dieci volte più grandi perché a soffrire sono anche i fornitori e tutti quelli che vivono attorno alle concessionarie e che sono altrettanto a rischio del posto di lavoro, per toccare con mano le reazioni del pubblico e avere il polso delle situazione, soprattutto di quello che accadrà nei prossimi mesi.
Nei due giorni destinati alla stampa e agli operatori ho provato, allora, un mini-sondaggio tra i colleghi per capire quale auto avrebbero letta come regina della manifestazione. Il valore di questo sondaggio è minimo: non ho parlato con tutti e comunque la scientificità non è stata per niente di casa. Una semplice domanda e una raccolta nemmeno scritta delle risposte. Alla buona, insomma.
Mi ha comunque colpito che la maggioranza, una larga maggioranza, abbia messo davanti a tutte le altre auto, la Range Rover Evoque. Poco conta che per qualcuno fosse la più bella, per qualcun altro la più interessante e così via, a me ha colpito che per ragioni differenti era comunque il nome più gettonato. Mi sono chiesto quindi se una risposta simile potrà venire anche dal grande pubblico e non potendo rivolgere la domanda agli spettatori (anche perché non sarò sul posto) provo a girarla a voi. Vorrei. Insomma. capire quanta distanza c’è tra i giudizi di chi in mezzo alle auto c’è a tempo pieno, e magari attiva dei filtri di giudizio forse troppo sofisticati, e gli appassionati che invece hanno altri gusti, parametri, valori e esigenze alla base del loro giudizio di getto. Ribadisco: giudizio di getto. Perché non vorrei farvi riflettere troppo, non mi spetto un’analisi raffinata: così come ho interpellato i colleghi per una risposta al volo, vorrei sapere voi, tra le auto esposte al Motor Show (per quello che ne potete sapere, se non siete stati sul posto) quella che giudichereste regina. al di là delle convinzioni che avete sulle singole marche, sui giudizi di merito, sui frutti delle vostre competenze.
In sintesi, addetti ai lavori e appassionati viaggiano su due strade diametralmente differenti o ci sono ancora situazioni che fanno convergere i giudizi?