Archive for aprile, 2011

Toyota da prima a terza?

aprile 29, 2011  |  Senza categoria  |  32 Commenti  |  Lascia un commento

Povera Toyota. La maledizione del numero 1 l’ha veramente colpita a fondo. Dopo i richiami per il pedale dell’acceleratore che hanno reso orribile l’anno 2010 è arrivata adesso la tragedia del maremoto di inizio marzo scorso le cui conseguenze si cominciano a valutare soltanto ora con dati più seri.
La morale è che quasi certamente a fine 2011 il colosso giapponese scivolerà dal primo posto addirittura al terzo, dietro a General Motors e Gruppo Volkswagen. Un crollo dovuto esclusivamente al deficit della produzione che significherà non avere abbastanza vetture da vendere per rispondere alle richieste del mercato mondiale. La paralisi di molti impianti sta diventando un tema ricorrente con anche in Europa. Si parla di diversi stop della durata imprevedibile nel Regno Unito, in Francia e in Turchia, mentre anche le fabbriche di motori in Polonia e ancora nel Regno Unito produrranno a singhiozzo pe tutto il mese di maggio.
GM e VW non festeggiano troppo, ma sotto sotto stanno già valutando i vantaggi indiretti che potrebbero arrivare . Il guaio che sta strangolando Toyota non è esattamente quello che può far piacere ai competitor, ma è prevedibile che una parte delle mancate consegne potrebbero trasformarsi in vetture vendute dalla concorrenza. In Europa Opel e diversi modelli di VW, ma soprattutto di Seat e Skoda puntano alla “sostituzione”, mentre in Asia e negli Stati Uniti è la GM con la sua produzione di massa che pensa di banchettare un po’.

Le mamme della Classe A migreranno sulla Q3?

aprile 26, 2011  |  Senza categoria  |  63 Commenti  |  Lascia un commento

Al Salone dell’Auto di Shanghai ci sono state due anteprime mondiali che hanno generato grande curiosità (in realtà nel caso della Mercedes si tratta di un concept, anche se poi l’auto finale non si discosterà molto da quanto già anticipato): l’Audi Q3 e la Classe A.
Perché le accomuno? Perché a mio avviso gli uomini di Stoccarda si prendono un bel rischio: la Classe A, almeno in Italia, si è imposta subito (quando ancora costava ben più di oggi) come un’auto perfetta per le signore con buone disponibilità economiche e desiderose di una vettura molto caratterizzata. E’ stato un vero boom, un successo che alla Mercedes ha fruttato non poco. Con la nuova versione, invece, si volta decisamente pagina: auto più mascolina, sfacciata, sportiva, un target peraltro che in Italia è piuttosto confuso.
Per contro arriva dall’Audi una interessantissima Suv dalle dimensioni più contenute ma che richiama in tutto e per tutto i mostri Q5 e Q7 che tanto hanno incontrato i favori qui da noi. Presumere che la Q3 possa diventare una buona soluzione per quelle mamme che se non stanno su un mezzo corazzato non si sentono sicure quando portano a spasso i figli, il passo è breve. Non vorrei, allora, che la concomitanza delle due cose si riveli un grosso favore di Mercedes ad Audi. Il tempo sarà più chiaro, e magari voi la vedete diversamente da me, io in ogni caso resto piuttosto perplesso.

Buona Pasqua a tutti

aprile 21, 2011  |  Senza categoria  |  35 Commenti  |  Lascia un commento

Carissimi,
in questi mesi abbiamo parlato di tutto, dai nuovi modelli alle politiche industriali, dalla tecnologia più spinta all’educazione dei guidatori. E’ stato un rapporto denso di contributi, di passione e di contrasti a volte persino esagerati come probabilmente è anche inevitabile che succeda. Questa volta, però, non è di auto che vi voglio palare bensì di auguri che voglio formulare. Buona Pasqua a tutti, e grazie per la piacevole frequentazione.

La Cina e il lusso a tutti i costi

aprile 20, 2011  |  Senza categoria  |  60 Commenti  |  Lascia un commento

Ogni volta che si arriva a Shanghai sembra tutto più grande, troppo più grande. E il Salone dell’Auto sconvolge per dimensioni e per le presenze. Nella prima giornata, riservata alla stampa e agli operatori del settore, oltre diecimila (!) persone si sono ammassate in giro per gli stand e non oso immaginare che cosa succederà non appena apriranno i cancelli al pubblico. L’incredibile Cina delle contraddizioni, dove i diritti civili sono continuamente calpestati, dove al governo c’è ancora un regime comunista, ma anche dove il capitale muove tutto e dove c’è la più alta concentrazione di ricchi, propone uno spettacolo di passione per l’auto che riporta all’Europa di mezzo secolo fa.
Il primo mercato del mondo cresce senza sosta e tra poco affronterà anche l’arrivo degli incentivi statali che favoriranno l’acquisto di vetture ibride o, semmai si trovassero, di vetture elettriche, anche se in Cina dell’ambiente importa nulla a nessuno, ma soltanto per mettersi un po’ al riparo se mai l’indispensabile petrolio dovesse improvvisamente scarseggiare.
Qui ormai dettano legge i giovani che sono tanti e velocissimamente stanno occupando tutt i posti di comando. Soldi e giovane età fanno la fortuna dei marchi sportivi di lusso (i ricchi più anziani non rinunciano mai all’autista) così si spiega l’età media dei clienti Ferrari che qui è sui 30 anni contro quella del resto del mondo che va dai 45 in su. La casa del Cavallino lo scorso anno ha venduto 300 vetture con un incremento del 50% sull’anno precedente, ma nel 2011 tutto fa credere che si passerà quota 400 (30% in più). Anche la Maserati va a gonfie vele, con 402 auto vendute nel 2010 e già 142 nei primi 3 mesi del 2011 (+ 50%) e a fine anno si conteranno anche 15 concessionari contro gli 11 già operativi. Ma chi promette sfracelli è la Lamborghini perché entro il 2011 vuole il dominio tra le sportive extralusso trasformando quello cinese nel suo primo mercato al mondo. Per riuscirci, malignano i concorrenti, potrebbero scendere a ogni tipo di compromesso: l’importante è che in ogni segmento che conta in quell’area il Gruppo tedesco occupi il primo posto.
Ecco la Cina post-Mao è anche questo e per il visitatore occidentale ogni volta è una sorpresa con il retrogusto un po’ amaro della sconfitta. I giochi ormai si fanno lì, i bilanci si mettono a posto lì e che il più grande commercio mondiale di organi umani sia ugualmente lì, per non parlare di tutto il resto, pare proprio non importare a nessuno.

Gli SMS sono il vizietto dei meno giovani?

aprile 18, 2011  |  Senza categoria  |  48 Commenti  |  Lascia un commento

Sono arrivato a Shanghai per il Salone dell’auto che aprirà domani i battenti con le giornate stampa, ma il primo tema che è venuto alla ribalta a livello internazionale non ha riguardato, come era lecito attendersi, una novità o più novità, bensì la sicurezza alla guida.
Una grande ricerca a livello planetario dimostrerebbe che il nuovo pericolo, addirittura con effetti peggiori dell’assunzione di droghe alla guida, sta nell’uso infelice e spesso sconsiderato che si fa del telefonino. È stato stimato che il 16 per cento delle vittime della strada sia direttamente legato a questo (il 20% se si parla di feriti) con una particolare attenzione su chi scrive messaggi mentre è al volante. Sorpresi? Forse no anche se magari solo pochi si potevano immaginare che uno studio della Carnegie Mellon University sostiene che parlando al telefonino il 37% dell’attività svolta da una parte del cervello viene a mancare, pari a una percentuale di alcol in corpo dello 0,8%. Quello che però sorprende di più è che il cattivo esempio, sprattutto per quello che attiene agli Sms, non viene tanto dai giovani quanto dai guidatori in età adulta, quelli da cui dovrebbe venire l’esempio.
“Non credo che finchè io sarò vivo si arriverà a una proibizione dell’uso del telefono alla guida” ha commentato Joe Simpson, un senatore della California che ha scritto tre leggi contro le distrazioni alla guida “ma sottovalutare il problema è molto grave”. E lo afferma uno che vive in uno stato dove essere pizzicati che si telefona senza far uso di auricolare o vivavoce si richiamo sanzioni salatissime. Penso allora a noi dove questa infrazione (con l’eccezione di pochissime città) è davvero poco contestata e mi chiedo quando il problema verrà affrontato come si deve visto che, e questo non è nella norma, a farne un pessimo sono tanto gli uomini quanto le donne, comprese le mamme che portano a scuola i loro figlioli e che, almeno in quelle particolari condizioni, dovrebbero fare la massima attenzione.

Il prezzo della Freemont fa scalpore

aprile 12, 2011  |  Senza categoria  |  209 Commenti  |  Lascia un commento

Prendo spunto dall’ultimo intervento sul blog precedente, quello di Nascarman.
Scrive il nostro amico: “Spezzo una lancia a favore del connubio Fiat-Chrysler. Devo dire che la Freemont, pur non essendo una tipologia di auto che cattura i miei gusti, la trovo apprezzabile. Non la solita Fiat “automobiletta” ma una vettura che sembra avere le palle. Non ne valuterei mai l’acquisto perché non mi interessa quel filone automobilistico però, a quel prezzo, sembra proprio un’auto con personalità, e ben accessoriata”.
Riprendo queste parole perché nei giorni scorsi il tema è stato discusso apertamente in redazione e molti colleghi hanno espresso un po’ le stesse valutazioni. Senza entrare troppo nel merito della vettura, a colpire tutti è stato il prezzo concretamente concorrenziale, da Fiat di altri tempi. Meno di 25 mila Euro per un’auto di oltre 5 metri completa di ogni accessorio e persino dei sedili in pelle, non è roba di tutti i giorni.
In particolare, mi ha colpito come molti colleghi, pur avvezzi ad automobili molto sofisticate, abbiano apertamente espresso una grande meraviglia per un’auto per niente low cost proposta sul mercato a prezzo da vera low cost.
Ho visto anche che sul sito, direttamente collegati alla notizia, i commenti si sono sprecati. Questo sta a significare almeno due cose: la prima è che quando si va sul mercato con un prezzo accessibile si colpisce nel segno, la seconda che rimane negli italiani un grande affetto per la marca nazionale che si manifesta anche nelle violente critiche di chi la vorrebbe sempre all’avanguardia (a patto però di costare meno della concorrenza). I vecchi direbbero che la Fiat è viva e marcia sempre con noi, io resto invece curioso di provare l’auto; intanto, però, registro questi segnali di vitalità.

Quei Saloni uno sull’altro

aprile 7, 2011  |  Senza categoria  |  28 Commenti  |  Lascia un commento

Ci sono incongruenze nel mondo dell’auto che si fa fatica a capire. In aprile si terrà in Cina, a Shanghai, il Salone dell’auto, un appuntamento che sta diventando irrinunciabile perché ormai il mondo delle quattro ruote guarda all’Asia con ingordigia e interesse. Fioccheranno novità molto importanti e l’interesse dei media, non soltanto di quelli specializzati, si concentrerà lì.
Negli stessi giorni, comunque, ci sarà anche il Salone di New York, un tempo evento di ben poca importanza ma via via rilanciato e adesso abbastanza in concorrenza con quello, più celebrato, Detroit. Anche a New York ci saranno novità molto importanti e la concomitanza, oltre che scomoda per gli addetti ai lavori, è imbarazzante per i costruttori che in molti casi debbono operare delle scelte dolorose se non svenarsi per essere presenti qui e là, com’è il caso della Volkswagen che lancerà l’attesissima nuova Beetle sia a Shanghai che a New York.
Una cosa simile accadrà il prossimo dicembre se gli organizzatori del Tokyo Motor Show confermeranno la data prevista, che è esattamente la stessa del Motor Show di Bologna. Qui molto dipenderà dalle conseguenze del terremoto dell’11 marzo scorso, in ogni caso il calendario prevede la coincidenza delle date e a questo punto viene da chiedersi se chi organizza non pensa, oppure se non è che siano troppi i Saloni dell’auto in giro per il mondo, oppure ancora a chi giova questo tourbillon di esibizioni in un tempo in cui la comunicazione globale è talmente veloce da raggiungere tutti anche senza bisogno di passerelle?

Poi si dice, i fornitori…

aprile 1, 2011  |  Senza categoria  |  67 Commenti  |  Lascia un commento

Riprendo il tema precedente per entrare un po’ di più sui particolari, o meglio per farvi capire quanto sia sottile e perfido il percorso della globalizzazione nel mondo dell’auto.
Portate pazienza e provate a seguirmi. La Chrysler ha sede a Detroit (Michigan), quindi negli Stati Uniti. In uno stabilimento da quelle parti, quello di Brampton in Ontario (Canada), nasce la nuova 300 che in Europa arriverà su molti mercati con il marchio Lancia. Bene, su quella vettura viene assemblato anche un interessantissimo motore a gasolio prodotto in Italia, a Cento (Ferrara), dalla VM. Sempre in quel motore ci sono montati dei pistoni che vengono prodotti in Brasile dalla KS Pistoes di Nova Odessa. Quei pistoni sono abbinati a dei segmenti che sono prodotti in Giappone dalla Riken allocata proprio in riva al mare nell’area duramente colpita dal terremoto dell’11 marzo.
Morale: quest’ultima fabbrica non è ora in grado di rifornire la KS Pistoes di Nova Odessa in Brasile, che a sua volta non può fornire all’italiana VM i pistoni. Senza i pistoni sta andando in crisi la produzione dei motori 6 cilindri diesel della VM che dovrebbero partire per il Canada e finire sulle Thema e sulle 300. Al momento non si è ancora al dramma, in quanto gli assemblaggi andranno a pieno regime dall’estate, ma il terrore corre già sul filo anche perché, quando ripartirà la produzione dei segmenti (se mai ripartirà) la spedizione subirà un ritardo perché ci saranno tutti i controlli per la radioattività che verranno per primi in Giappone all’atto della spedizione, poi in Brasile al momento del ricevimento delle merci in porto, quindi all’arrivo dei pistoni in Italia se la merce porta con sé l’origine dei materiali, quindi (per la stessa ragione) negli Stati Uniti.
Moltiplicate il tutto per tutti i particolari che servono all’industria automobilistica mondiale (pare in loco la produzione dei debimetri serva mezzo mondo) e il panorama diventa sempre più chiaro o, per meglio dire, più oscuro. Sì, davvero ogni giorno che passa l’orizzonte automobilistico si fa più fosco.