Archive for agosto, 2011

Formica lascia la Fiat. Mi pare un peccato

agosto 30, 2011  |  Senza categoria  |  102 Commenti  |  Lascia un commento

Non è passato nemmeno un anno e Andrea Formica, arrivato dalla Toyota con tante ambizioni e riconosciute capacità già celebrate ai suoi tempi in Ford, lascia la Fiat. La notizia non sorprende molto gli addetti ai lavori perché da quando si era insediato sul ponte di comando a Torino i suoi rapporti con Sergio Marchionne non sono mai parsi idilliaci, e la sua esclusione dal nuovo super Group Executive Council, formato da 22 fidatissimi manager a capo di tutte le attività, è stata probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Perché poi uno indubbiamente bravo come Formica non abbia funzionato è difficile da sapere; di sicuro la sua lunga scuola in Ford non era molto piaciuta alla rete dei concessionari Fiat che ha sempre visto il suo forte tentativo di imporre un prezzo chiaro ai modelli in vendita come un serio pericolo per le entrate, forzatamente ridimensionate dal non potere giocare con gli sconti via via trattatati con i clienti (più alti con quelli più duri da convincere, e più blandi con le persone più ingenue o comunque meno accorte). Il calo delle vendite Fiat ha poi fatto il resto e così l’amore mai nato è arrivato in fretta al capolinea.
Personalmente non ho elementi per dire se la Fiat abbia fatto bene oppure male a farsi scappare un dirigente così preparato; resto comunque dell’idea che questa sia un’opportunità sprecata. Formica non è di certo uno che si sottomette facilmente, perché alle spalle ha una grossa preparazione professionale e idee molto chiare sul come si opera sul mercato europeo, e questo suo carattere forte (un uomo di carattere non ha un bel carattere, insegnavano i nostri vecchi) non lo ha sicuramente aiutato in un ambiente rassegnato da anni a dire sempre di sì a quanto arriva dall’alto. A sua volta Marchionne, che è senza dubbio molto capace ma che non ammette contraddittorio, fatica a convivere con sottoposti che non sono sulla stessa lunghezza d’onda. Facile, quindi, prevedere come sarebbe andata a finire. Siccome, però, io resto convinto che le persone brave sono sempre un valore aggiunto in qualsiasi azienda, fossi nel padrone del vapore adesso non festeggerei troppo.

Un’estate più tranquilla del solito

agosto 29, 2011  |  Senza categoria  |  19 Commenti  |  Lascia un commento

Finite le vacanze? Per noi a Quattroruote – con soltanto una settimana di chiusura – sono state veloci, ma mi auguro che a voi sia andata meglio. In ogni caso, facendo un bilancio a fine agosto, si può notare con sorpresa (e con piacere) che non si ricordano in tempi recenti degli esodi migliori. Nel complesso, ci sono stati pochi incidenti con grosse conseguenze, e persino un traffico mediamente fluido. Vabbè, qualcuno in coda c’è stato, ma rispetto al passato tutto è stato piuttosto scorrevole anche nelle giornate da bollino nero.
Merito di chi? Sicuramente di chi si è messo in viaggio con saggezza, perché non ci sono state le concentrazioni abituali, anche se, nel complesso, si sono registrate più vetture del solito sulla rete autostradale (la sola che può offrire dati certi e confrontabili). Poi, probabilmente, dei tanti cantieri in meno e pure dei due giorni in più senza camion. Fatto sta che i bollettini di guerra che in passato accompagnavano ogni mese d’agosto non si sono sentiti. Mettiamoci in aggiunta la crisi economica che, pesando tanto sulle tasche dei contribuenti, ha imposto piedi più leggeri per risparmiare sul carburante (senza rinunciare alle ferie) e, magari, una cultura un po’ cresciuta al volante; fatto sta che è andata meglio del previsto. Ve ne siete accorti anche voi, oppure il vostro report personale è di tutt’altro avviso?

Quei bip che possono salvare una vita

agosto 22, 2011  |  Senza categoria  |  58 Commenti  |  Lascia un commento

Invitato da una piccola associazione per la sicurezza stradale, mi sono trovato pochi giorni fa a parlare del problema dei troppi infortuni legati ai bambini (o anche gli animali) dai veicoli in manovra. Ogni tanto le notizie arrivano sui media nazionali perché un piccolo perde la vita, ma la quotidianità passa sotto silenzio seppure ai pronto soccorso degli ospedali le conseguenze di episodi di questo tipo sono frequentissime.
L’occasione mi ha fatto pensare, allora, alla straordinaria utilità dei sensori di parcheggio che oramai sono disponibili su tantissime vetture, putilitarie comprese. Col passare degli anni ho perso molte delle velleità di guida veloce e mi rendo conto che la discreta abilità che mi aveva accompagnato negli anni in cui gareggiavo si è andata un po’ a sfumare, com’è naturale che sia. In compenso non ho perso la mia buona, oserei dire ottima, capacità di parcheggiare in spazi davvero ridottissimi. Vabbè, direte, sai che qualità; e avete pure ragione, però in mancanza d’altro riesco pure ad andare orgoglioso del poco che mi rimane. Ma giorno dopo giorno mi accorgo anche che grazie ai sensori (e a un buon mestiere affinato nel tempo) manovro in spazi angustissimi senza nemmeno giare più il collo, ma facendomi guidare esclusivamente dai bip bip crescenti. Mai una botterella e una comodità senza pari.
Eppure, questo prezioso aiuto è niente se collegato al tema di inizio: gli avvisatori acustici diventano irrinunciabili proprio per impedire gli urti a persone o animali coperti dagli angoli bui. In ragione di ciò il loro costo aggiuntivo si giustifica ampiamente: se anche in un solo caso, nel corso della vita di un’auto, possono impedire un urto contro un bambino, benedetto il giorno che li hanno inventati.

Le piccole scalano gli Usa

agosto 16, 2011  |  Senza categoria  |  61 Commenti  |  Lascia un commento

Sul Financial Times , l’autorevole Financial Times come si sarebbe detto un tempo, è apparso oggi 16 agosto un interessantissimo articolo intitolato “Le auto piccole scalano gli Usa”.
Il tema è svolto con la proverbiale e minuziosa esposizione di dati a supporto, e curiosamente comincia con Roger Burton, un investigatore privato di Lake Zurich a nord di Chicago, che ha sostituito la sua imponente Cadillac Escalade per una Fiat 500 chiarendo che la Cadillac non era una cattiva automobile, ma che gli pareva di portare a spasso una casa. Di qui a dire che oggi cool è essere europei il passo è breve. Non a caso nella pubblicità della nuova Buick Regal berlina si sottolinea che si tratta della prima volta per il brand a stelle e strisce che si fa uso di una vettura tedesca (di fatto l’Opel Insignia).
Che qualcosa stia davvero cambiando lo chiarisce poi Sheryl Connelly, un analista dei clienti che lavora in Ford: “ Oggi tra un ventenne americano ed uno europeo ci sono tantissime cose un comune, quello che non accadeva tra i pari età quarant’anni addietro”. Per questo la GM sta spingendo la, per loro, piccola Chevrolet Cruze, mentre la Ford punta tanto sulla Fiesta e sulla Focus (prodotte rispettivamente in Messico e in Michigan) dopo il grande successo della Fusion berlina che altro non è che la Mondeo.
Peraltro le vendite delle vetture europee sono arrivate a quota 9,6%, traguardo mai avvicinato in precedenza mentre il crollo dei mastodontici crossover americani si evidenzia nel passaggio dal 21% al 16% del mercato, con due dei più popolari bestioni, l’Hummer e il Ford Excursion, che sono spariti totalmente dalla scena.
Infine, ecco l’arrivo dei diesel sulla spinta della Vw che ne ha fatto una vera crociata, culminata con lo strepitoso spot al Super Bowl. Chiaro, per ora le vetture a gasolio interessano solo i mercati della East e della West Coast, ma l’aumento delle vendite delle Vw diesel, pari al 26% da un anno a questa parte, fa sì che tra le “piccole” ormai la quota sia del 2,5%. Un dato impensabile ancora due anni fa.
Ma sì, anche se la Fiat 500 a fine anno non raggiungerà i numeri previsti per i noti problemi con i concessionari, troppo in ritardo sulla tabellina di marcia nell’aprire i locali dedicati, è anche curioso che in Texas proprio la Fiat 500 si sia assicurata il titolo di “miglior design e miglior rapporto prezzo-qualità”. Vogliamo chiamarlo segno dei tempi?

La Thema tornerà anche station wagon?

agosto 3, 2011  |  Senza categoria  |  118 Commenti  |  Lascia un commento

La notizia è succosa, per quanto tra le righe di una intervista, appena apparsa sul New York Times, fatta a Ralph Gilles, capo del design della Chrysler.
Interrogato riguardo la Dodge Magnum, che altro non è che la versione station wagon della 300 (prossima Lancia Thema, per capirci), si è fatto scappare che: “Quell’auto venne letteralmente uccisa da un manager della Chrysler che ora non è più in azienda, dato che è andato in pensione. Da noi ci sono molte persone in che amano, e parecchio, quell’auto”. Quindi potrebbe tornare? “Un sacco di cose non erano possibili prima. Ora lo sono”.
Decodificare queste parole non difficile: ora che Chrysler e Lancia sono di fatto una cosa sola, e stante il fatto che la Lancia ha un suo mercato prima di tutto in Italia e in Francia e poi un po’ meno nel resto d’Europa (ma soltanto in Europa), ecco che chi sta sul ponte di comando si rende conto che con la Thema Sw si potrebbero fare dei numeri che in Lancia mai si sono sognati con la vecchia Thesis. Di qui l’esigenza di ripensare a una decisione presa nei giorni in cui la Casa di Auburn Hills era in piena bancarotta. Ma c’è già uno studio di design? “Dovete aspettare. –ha chiuso la questione Gilles – Stanno arrivando grandi cose. E’ tutto quello che posso dire”.
Teniamoci queste parole. Se accadrà, molti dei tanti che avevano sacramentato per la mancanza di una a coda lunga saranno più di buonumore.