Archive for dicembre, 2012

Storie di fine anno

dicembre 31, 2012  |  Senza categoria  |  80 Commenti  |  Lascia un commento

Due episodi, peraltro non collegati tra loro, mi hanno particolarmente colpito in questi giorni festivi, e vorrei condividerli con voi.
Il primo. Ho incontrato per il tradizionale scambio di auguri natalizi un caro conoscente che lavora sulle Volanti dei Carabinieri. Una persona ancora piuttosto giovane e con un carico d’entusiasmo che di solito mi solleva il morale. Non quest’anno però. Si parlava di come va con la delinquenza locale e del suo incrudimento di cui parlano molto i giornali bolognesi.
Tra le tante cose interessanti che mi ha raccontato mi ha colpito il fatto che ormai il vero problema è rappresentato dai romeni (quelli ovviamente non inseriti, perché generalizzare sarebbe una semplificazione ingiusta) e dall’alto livello di tecnologia di cui dispongono. In particolare spesso usano automobili estremamente moderne e veloci, frutto di furti mirati, cui l’Arma fa davvero fatica a prendere le contromisure. “I colleghi debbono spesso inseguirli a bordo delle Fiat Punto oppure, se va bene, Fiat Bravo di cui dispongono, mentre loro scappano a bordo di Audi o BMW, spesso nelle versioni più performanti. Inoltre sulle nostre vetture non esistono nemmeno le gomme termiche per via dei costi, così gli inseguimenti sono sempre disperati”.
Vi risparmio altre considerazioni sul fatto che i delinquenti sparano mentre gli agenti hanno precisi protocolli da rispettare, che rischiare (lui è uno di quelli sempre sulla strada) con una famiglia a casa e una paga di 1500 euro al mese è un compromesso difficile, che molti giovani accettano di andare in Polizia dove i rischi sono addirittura maggiori ma almeno di si prende una paga più alta. Argomenti non da questo blog, mentre lo è quello sulle vetture citate prima e su cui, chi di dovere, dovrebbe riflettere; magari rinunciando alle auto blu, troppe e inutili nella maggioranza dei casi, e dotare invece di mezzi adeguati chi deve controllare il territorio. Utopia? Sì, e anche amara.
Il secondo. Giravo per Trieste la vigilia di Natale e mi sono imbattuto a un semaforo in una vettura ferma davanti a me. Sul lunotto posteriore spiccava con bella evidenza il cigno verde di Legambiente e sotto una scritta piuttosto marcata che recitava: “l’auto avvelena, usala meno che puoi”.
Un messaggio chiaro, per molti versi condivisibile. Poi però gli occhi mi sono caduti sul mezzo che si portava appresso il monito: una vecchia “cinquecento s”, a occhio del 1995, con la targa bianca che iniziava con un eloquente AK. Ho provato a scattare una foto col telefono ma il risultato è stato infelice. Comunque, se la signora che la guidava, oltre che ammonire il prossimo che l’auto avvelena, avesse fatto a meno di circolare con la sua vecchia Euro zero, magari Legambiente e tutto l’ambiente avrebbero ringraziato.

Un miliardo per Melfi, questi sì che sono auguri di Natale

dicembre 20, 2012  |  Senza categoria  |  71 Commenti  |  Lascia un commento

Partiamo da una premessa importante: è Natale. Dobbiamo quindi essere tutti più buoni, anche quelli tra di voi che al solo nominare un nome o una marca vanno i fibrillazione e subito sfoderano il peggior veleno.

Ma la notizia è grossa e, in questi tempi grigi, è soprattutto straordinaria. Per una volta cerchiamo allora di capirne la portata. La Fiat, attraverso il suo uomo più rappresentativo, Sergio Marchionne, ha annunciato il via ai lavori di ammodernamento dello stabilimento di Melfi (sì quello che tutti pensavano venisse chiuso in fretta) con un investimento di oltre un miliardo di euro, una cifra incredibile per un paese in piena depressione e in un’area che troppi vorrebbero dismessa.

Sul posto nascerà il piccolo crossover della Fiat, la 500X, e soprattutto la piccola Jeep, un modello completamente nuovo destinato a tutti i mercati mondiali (il marchio ha una distribuzione globale come pochissimi altri brand) e che verrà fabbricato esclusivamente in Italia.

Da quanto tempo ci si augurava che arrivasse una marca in più, magari straniera, a produrre da noi. Adesso ci sarà la Jeep con una scelta che ha già messo in fibrillazione gli americani, quelli stessi che si erano già indignati fuori misura all’idea che la loro icona potesse nascere in Cina, quindi al di fuori degli States.

Nell’impianto di Melfi verranno introdotte le più moderne soluzioni tecnologiche che, organizzate secondo i principi del World Class Manufacturing, permetteranno a Melfi di diventare uno stabilimento automobilistico all’avanguardia nel mondo.

Un po’ quello che è successo con Pomigliano, capace di vincere nel giro di pochi mesi i due più prestigiosi premi riservati ai migliori stabilimenti europei per organizzazione aziendale, qualità del lavoro, logistica e confort ambientale. Riconoscimenti che hanno generato un premio di produzione di 500 euro per ogni singolo operaio.

Insomma, restando in tema automobilistico, è davvero un grande regalo di Natale dopo lunghi mesi di preoccupazioni, e per me è anche un’ottima opportunità per aggiungerci i miei di auguri a tutti voi, ringraziandovi per la fedeltà e la pazienza che mostrate verso questo… bar animato dalle vostre discussioni.

Piech e la F1, un amore che non sboccia mai

dicembre 18, 2012  |  Senza categoria  |  49 Commenti  |  Lascia un commento

Non c’è una rinuncia ufficiale perché in precedenza non c’era stata una adesione ufficiale, ma adesso pare proprio certo che la Porsche non sarà della partita nel 2014 allorché in F1 i motori passeranno dagli attuali V8 ai V6 turbo da 1.6 litri.

Da almeno due stagioni, infatti, nel Circus si vagheggiava l’ipotesi di un ritorno della marca tedesca al più alto livello essendo il campo dei motori a 6 cilindri quello più famigliare in casa Porsche e poi perché molti suoi dirigenti si erano fatti scappare la volontà di un clamoroso rientro.

Invece pare che sia stato proprio il grande padrone, Ferdinand Piech, a mettere il veto. Un no che toglie pepe alla F1 e che getta la Casa della giumenta nello sconforto perché, in grande segreto erano stati contattati (e forse già messi sotto contratto) diversi tecnici di primo piano della Bosch, della Mercedes ed anche ex uomini Bmw del team che operava in F1.

Resta il programma ufficiale per Le Mans nel 2014 ma non avrà lo stesso sapore e c’è già chi mugugna che forse era meglio continuare in beata solitudine anziché finire nel calderone del Gruppo Volkswagen dovendo sottostare a strategie complessive più grandi.

In ogni caso non si tratterà di roba da poco perché il prototipo ibrido, che debutterà appunto nel 2014, sarà sviluppato completamente all’interno del reparto corse di Weissach e attorno al progetto ci lavoreranno non meno di 200 persone con la la supervisione ex BMW Fritz Enzinger.

Insomma, roba grossa, ma niente a che vedere con le aspettative di tutti gli appassionati, già in sollucchero all’idea di un rientro Porsche nel Circus; là dove regolarmente Ferdinand Piech non vuole mettere piede, ogni volta tentato dal farlo e poi sempre risoluto nel dire di no nonostante i continui appelli di Ecclestone che proprio con Piech non trova mai gli argomenti giusti.

Incidenti stradali, segnali positivi dai numeri

dicembre 9, 2012  |  Senza categoria  |  101 Commenti  |  Lascia un commento

Ogni tanto qualche dato confortante solleva il morale. Sono usciti in questi giorni i dati definitivi (Istat-Aci) sugli incidenti stradali, dati relativi al 2011 completo. I numeri sono confortanti, pur sapendo che bisogna fare sempre meglio. Dunque tutti i riferimenti sono in miglioramento, anche tenendo conto del calo del traffico nel 2011 che sarà ancor più sensibile nei bilanci 2012: meno incidenti (-2,7%), meno morti (-5,6%) e meno feriti (-3,5%). L’Italia in Europa non eccelle, ma galleggia a centro classifica facendo però meglio di Austria, Germania e Belgio che pochi anni fa ci precedevano.

La maggioranza dei sinistri avviene sulle strade extraurbane e urbane mentre sulla rete autostradale gli incidenti si sono ridotti moltissimo (pesano per il 5,4%), ma anche qui occorre fare un distinguo importante: se infatti nel giro di 10 anni gli incidenti sulla media delle autostrade si sono ridotti del 45%, sulla rete di Autostrade per l’Italia il calo è stato addirittura del 75%. Ovviamente c’è un perché, e conta tanto: sui tratti di Autostrade per l’Italia è stato steso per tutta la lunghezza l’asfalto drenante e pure tutti gli spartitraffico sono a norma. Non sono dettagli da poco e i numeri lo testimoniano. Se si fa, si possono anche chiedere aumenti di pedaggio, in caso contrario è lecito parlare di sopruso e di recente Quattroruote ha stigmatizzato, per esempio, le pessime condizioni della Milano-Torino.

Non vi voglio tediare con troppi numeri, però è bene sapere che da quando i controlli sul territorio sono aumentati c’è stato un crollo dei sinistri nelle 16 ore maledette che vanno dalle 22 alle 6 di mattina del venerdì e dalle 22 alle sei di mattina del sabato. Ebbene dal 2010 al 2011 le morti totali si sono più che dimezzate scendendo da 917 a 421!

Infine vi segnalo una curiosità: il peggior decennio, in Italia, resta quello degli anni 60, pur con molto meno traffico ma con mezzi evidentemente molto meno sicuri e strade a loro volta meno protette. Il miglior decennio è fortunatamente l’ultimo. Il confronto è istruttivo: 56.431 morti negli anni 2000 contro 95.386 degli anni ’60. Insomma, il sistema dei trasporti (veicoli, viabilità e leggi), pur con tutte le sue contraddizioni, ha funzionato.