Archive for gennaio, 2013

Il bello di riscoprirsi bambini

gennaio 31, 2013  |  Senza categoria  |  100 Commenti  |  Lascia un commento

Lamborghini Aventador Roadster a HomesteadOgni tanto è bello tornare bambini. A me è successo, ed ero un po’ una mosca bianca, con la mia gioia, tra i pochi fortunati colleghi presenti in Florida per il lancio mondiale della Lamborghini Aventador Roadster.
Ecco, per un vecchio reporter legato da sempre alle corse in auto, entrare in un tempio della velocità come il Miami Speedway a Homestead e poterci girare a piacimento al volante di un bolide estremo è stato come per un fanciullo visitare Gardaland.
Gli ovali hanno un fascino unico perché lì il concetto di velocità si sublima. A Homestead la pole record registra una media sul giro di 357 all’ora. Un qualche cosa di pazzesco se poi si aggiunge che ci corrono tutte insieme, nel caso della Nascar, più di 40 vetture una dentro l’altra.
Ecco, per me girare lì, assalire le pendenze assurde delle curve con banking di 20 gradi, immaginare quelle tribune piene di pubblico, è stata adrenalina pura che non sospettavo più di riapprezzare.
Poi, certo, c’è stata prova dell’Aventador roadster con i suoi 700 cavalli e le botte alla schiena ad ogni passaggio di marcia, ma niente a che vedere con l’emozione di essere in quell’incredibile luna park. Magia del luogo, che ti fa capire come le situazioni contìno ancor più dei mezzi a disposizione.
Ecco, questa volta non ho molto da proporre ai vostri sempre divertenti commenti, ma volevo trasmettervi quello che ho provato, e magari capire se anche a voi è mai successo qualcosa di simile, non importa dove e non importa quando.

Scegli me che sono meglio di te

Scegli me che sono meglio di te

gennaio 25, 2013  |  Senza categoria  |  104 Commenti  |  Lascia un commento

La foto che vedete qui sopra è soltanto un esempio di un modo di fare pubblicità che è la regola negli Stati Uniti dove non si parla soltanto del proprio prodotto ma si attaccano i diretti concorrenti. Le leggendarie sfide tra Coca Cola e Pepsi sono soltanto la punta dell’iceberg perché da quelle parti non si risparmia nessuno e basta cercare sulla rete o su you tube per vedere come non ci sia settore dove non brillino esempi in questo senso.
Di recente la sfida senza quartiere tra Apple e Samsung tiene banco, ma la storia delle comparative in campo automobilistico è una magnifica raccolta di stoccate al calor bianco.
Da noi non avviene altrettanto perché la normativa vieta attacchi, ammettendo al massimo di esaltare i propri pregi. Se sia un bene oppure un male è terreno di dispute che appassiona più gli addetti ai lavori che gli utenti finali, però un po’ di melassa in meno e un pizzico di pepe in più non guasterebbe.
Perché tutto questo preambolo? Perché da un po’ di tempo qualcosa di vagamente riconducibile avviene da noi sul mercato auto. La concorrenza stimola offerte mirate diciamo “contro” la concorrenza diretta per portarsi in casa nuovi clienti, fedeli a marche rivali. Hanno iniziato i brand premium tedeschi col dare un bonus di sconto a chi compera ad esempio una Bmw dando dentro o un’Audi oppure una Mercedes. Lo fa da un annetto anche l’Alfa Romeo (1500 euro in più) se per una Giulietta si dà dentro una Vw Golf, e lo fanno diversi altri ancora.
In tempi duri è una battaglia molto “americana” perché da quelle parti è proprio la regola e, a sentire addetti ai lavori, è anche una cosa che funziona. A questo punto si obbietterà: ma se il valzer va di continuo, tutti si rubano tutti; obiezione vera ma il fine è quello di portarsi un nuovo cliente in casa e magari tenerselo poi stretto se si trova bene.
Insomma non è la comparativa classica della pubblicità ma in fondo è la stessa guerra senza quartiere che ha il pregio di non girare attorno alle cose, ma le affronta a viso aperto. Un po’ come dovrebbe essere nel campo delle competizioni agonistiche dove è molto onesto fare reclamo, ed è invece molto subdolo non uscire allo scoperto ma far girare sospetti. Certo, per il tradizionale bizantinismo di casa nostra è un modo di agire molto di rottura, però sta prendendo sempre più piede.

La poesia che sa trasmettere Giugiaro

gennaio 18, 2013  |  Senza categoria  |  124 Commenti  |  Lascia un commento

Come probabilmente diversi di voi già avranno saputo, quest’anno il premio intitolato a Gianni Mazzocchi è stato assegnato  a Giorgetto Giugiaro, un personaggio così grande e cos’ rinomato in tutto il mondo da non avere bisogno di motivazioni.

Però a voi, che siete di solito molto attenti anche alle sfumature, vorrei dare una prova di quanto lui sia sensibile e capace di spiegare le cose con una umanità unica, mostrandovi un piccolo spezzone durante la premiazione di ieri: la risposta alla domanda su quale fosse, tra i tanti capolavori usciti dalla sua penna e dal suo genio, la vettura a cui si sente in un certo qual modo più legato.

 

 

Questa descrizione di noi italiani, della nostra capacità di fare grandi cose con pochi mezzi è, a mio avviso, pura poesia; e non volevo che queste parole restassero un privilegio dei soli pochi fortunati presenti in sala a Milano.

Ma quanto ne capite dei gusti del mercato?

gennaio 9, 2013  |  Senza categoria  |  163 Commenti  |  Lascia un commento

Dopo oltre due anni di frequentazione assidua su questo blog mi sembra venuto il momento di ripescare un po’ delle cose che vi avevano coinvolto in passato per un riesame a distanza. Ad esempio i giudizi dati sulle auto nuove. Il tema me lo hanno suggerito i dati di vendita degli ultimi due mesi dove la Fiat, pur nel tracollo generale, è andata meno peggio della media grazie soprattutto alla Panda che, dopo un faticato inizio, ha trovato un passo a lei più consono, e soprattutto alla 500L che sta andando benissimo tanto è vero che la piccola monovolume di Torino è entrata di prepotenza nella top ten del mercato e promette di fare ancora meglio.

Ma in particolare mi ha molto colpito la strepitosa e costante marcia della Nissan Juke, una vettura che qui fu accolta con non pochi pregiudizi e troppe critiche alla sua estetica. In tanti vaticinarono un suo flop e ricordo che scrissi “è un’auto che divide molto, quindi potrebbe fare bene perché di solito si rivelano flop o le vetture che ovviamente non piacciono a nessuno oppure quelle che stanno a metà: non piacciono e non dispiacciono”.

Nel suo segmento, invece, da tantissimi mesi, la Juke è sempre salda al secondo posto dietro la corazzata Qashqai, la sua sorella maggiore, e non dà segni di cedimento. Come la mettiamo allora con le tante critiche e i funerei vaticini che si erano letti qui?

Oltre che sicuri appassionati, e in molti casi competenti protagonisti, vi sentite anche rappresentanti del pensiero comune, oppure fate parte di una élite che di auto ne sa ma che di mercato ne capisce poco?

Va da sé che questa è una provocazione, ma le vostre reazioni mi incuriosiscono molto. Dateci dentro.

Quegli interessi che fanno la differenza

gennaio 3, 2013  |  Senza categoria  |  184 Commenti  |  Lascia un commento

Il collega Carlo Di Giusto, che molti seguono direttamente sul suo blog presente sul sito di Quattroruote, ha comperato nei giorni scorsi una vettura per uso personale. E’ competente della materia, si sa muovere nell’ambiente, ha contattato molti concessionari e alla fine ha operato una scelta che rispondeva alle sue esigenze sia di flessibilità che di finanziamento.

Si è quindi portato a casa una Skoda Yeti di cui va molto fiero, ma la cosa che interessa qui è che tra le ragioni che lo hanno definitivamente convinto è che un prodotto della famiglia Volkswagen può contare su tassi d’interesse praticamente nulli rispetto a quasi tutta la concorrenza non tedesca. Questo perché la banca del Gruppo, ovviamente tedesca, può disporre del denaro a tassi risibili al contrario di quanto avviene nel resto dell’Europa e, probabilmente, del mondo. Insomma, nelle diverse concessionarie, un finanziamento di pari importo e di pari durata poteva variare da 315 euro mensili ai 380 per via dei differenti interessi da restituire.”

Del tema si è parlato molto in redazione, e qui è venuto fuori chiaro il lamento di Marchionne della scorsa estate quando, da presidente dell’ACEA (l’associazione dei costruttori) lamentava quella sorta di dumping che avvantaggiava i tedeschi rispetto al resto della concorrenza. Non era, come molti frettolosamente avevano liquidato la questione, un problema di sconti sul prezzo d’acquisto, ma una ragione legata al finanziamento che oggi sta diventando l’unica chiave per favorire un acquisto, e quindi generare mercato.

E’ chiaro che se uno può “prestare” il danaro ad un tasso molto inferiore  ne avrà in fretta grossi vantaggi, e si spiegano tutte le perplessità che molti economisti nutrono verso la Cancelliera Merkel che, con molta abilità, sta dettando le regole alla Comunità Europea. Là dove uno stato dominante e un piccolo gruppo di staterelli satelliti (marginali nei numeri ma forti nei conti) costringono il resto della truppa ad inseguire e, soprattutto, a sacrifici spesso insopportabili.

Buon per Di Giusto che si è preso l’auto che gli serviva al finanziamento che sognava, ma non sempre è così. Molti altri finiscono per operare delle scelte che, in tempo di crisi economica, finiscono per privilegiare i soldi da tirare fuori al piacere della vettura.