Archive for ottobre, 2013

Se nel motore manca la benzina

ottobre 29, 2013  |  Senza categoria  |  106 Commenti  |  Lascia un commento

Ma ha ancora senso proporre sul mercato italiano modelli con motorizzazione a benzina nei segmenti più alti?

La domanda mi è venuta dopo aver letto con attenzione un report che mi è stato passato dalla redazione riguardo le vendite di quest’anno, da gennaio a settembre, e che potete controllare direttamente nella sintesi allegata qui di seguito.

Confronto dati di vendita auto a benzina e auto a gasolio

Il dato generale è disarmante e ai vari costruttori costa lacrime e sangue. Non solo: anche per i concessionari è un fastidio non da poco perché spesso debbono prendersi in casa qualche modello a benzina che poi non riusciranno a piazzare se non con sconti rovinosi.

Zero auto vendute  in 9 mesi nel caso di Audi Q7, Bmw X6, Volkswagen Touareg oppure Volvo XC90, una sola Bmw X5, appena 3 Mercedes GLK…

Tutte auto molto grosse? Beh, anche scendendo di fascia di prezzo non è che le cose vanno molto meglio se su 2.780 Bmw X1 2wd si contano la miseria di 18 auto a benzina.

Scendiamo ancora di fascia? I numeri evidenziano che su 4.660 Peugeot 3008 quelle immatricolate a benzina sono state 58; peggio però è andata alle Peugeot 508: a fronte di 3254 sono tristemente soltanto 6 quelle abbeverate con la super.

E’ la marca del Leone che non tira? No, non va meglio in Volkswagen che a fronte di 5.742 Passat quelle a benzina sono state 51, oppure in casa Ford dove contro 945 Mondeo totali ci si ferma appena a 12…

Insomma, nel nostro Paese come si sale di categoria il monopolio del diesel è assoluto. Al punto da chiedersi se abbia ancora senso proporre modelli con alimentazione a benzina la cui gestione organizzativa costa sicuramente molto di più dei vantaggi economici che possono ritornare dalle vendite.

Già, i mezzi pubblici…

ottobre 22, 2013  |  Senza categoria  |  119 Commenti  |  Lascia un commento

Bologna, ore 9 di una mattina qualsiasi. Ho un appuntamento a Mantova alle ore 11, roba da tre quarti d’ora di strada a prendersela comoda; io ho tutte le intenzioni di fare con comodo e così ho deciso di partire con larghissimo anticipo. Scendo in garage e scopro che la mia auto ha un problema meccanico e non si può muovere. Abito poco distante dalla stazione ferroviaria e mi dico: che problema c’è, prendo un treno e sono a posto, tanto ho tempo.

Mi precipito in stazione e scopro che la prima opportunità è un FrecciaBianca che parte alle 9,18 e mi porta in 50 minuti fino a Parma, lì debbo scendere e prendere un regionale che in 40 minuti mi allunga fino a Piadena dove, 47 minuti dopo, parte un altro regionale che in 20 minuti arriva a Mantova. In totale fanno 2 ore e 52 minuti che saranno alla fine 3 ore, se tutto va bene.

Credo di sognare e provo il successivo treno, ma per salirci dovrò aspettare due ore. Alle 11,15 c’è un FrecciaArgento che in 50 minuti mi scarica a Verona, poi mezzora dopo posso prendere un regionale con cui in 46 minuti potrei scendere a Mantova. Totale, appena 2 ore di viaggio.

Di più veloce non c’è nulla? Certo che c’è. Basta aspettare ancora un po’ a partire, approfittando di un regionale veloce che in mezzora arriva a Modena e lì montare su un altro regionale che arriva a Mantova. In totale fa 1,47’, tempo record della giornata. In fondo sono le 9 del mattino e grazie ai mezzi pubblici posso essere a destinazione alle 13,15’ salvo lentezze impreviste. Quattro ore e un quarto, due ore in ritardo sul mio appuntamento, per percorrere una distanza che in auto avrei percorso in tre quarti d’ora.

Opto per un’auto a noleggio, e benedico queste scatole a quattro ruote; soprattutto chi le ha inventate.

Quel boom della Maserati

ottobre 15, 2013  |  Senza categoria  |  183 Commenti  |  Lascia un commento

In questa povera Italia, travolta dai mugugni e sfinita dalle tasse e dai balzelli, c’è una buona notizia che sta passando un po’ troppo sotto silenzio: il boom della Maserati.

Chi conosce la storia della marca, con il suo passato gloriosissimo e il triste declino di fine secolo, ricorderà lo stato pietoso in cui versava quando la Fiat incaricò Montezemolo di occuparsene, distraendo parte del suo tempo dalla Ferrari che aveva già rilanciato e che si avviava all’epopea vincente in F.1.

A Modena lo stabilimento era un rudere e attorno c’erano soltanto erbacce. Mancavano da tanti anni i programmi, le vetture e le speranze di sopravvivere. Un quadro nerissimo che Montezemolo affrontò di petto tra lo scetticismo generale. I più attenti rammenteranno il giorno in cui il presidente della Ferrari annunciò che con i nuovi prodotti in programmazione la Maserati sarebbe arrivata a produrre 10 mila vetture nel 2010. Fu seppellito da una risata generale e le battute si sprecarono.

Al contrario, ogni record storico fu battuto nel 2008 quando si arrivò a vendere ben oltre 8 mila auto tra l’ammirazione dei più increduli, oltretutto con uno stabilimento modello a far bella mostra di sé e anche importanti trionfi sportivi a completare la festa. Al dunque mancavano soltanto poco più di un migliaio di auto per mantenere la promessa, se non che arrivò la crisi economica che tutti sappiamo, e il traguardo fu mancato. Anzi, rinviato.

Nel frattempo la Fiat aveva acquisito lo stabilimento di Grugliasco dove più di 1500 persone erano a state appiedate dalla crisi della Bertone e tiravano avanti senza speranze per il futuro.

Fu allora che Marchionne annunciò: “Li faremo lavorare per la Maserati”. Altra grassa risata accompagnata da uno scettico: “E per fare che cosa? Non basta già lo stabilimento di Modena?”.

Figuriamoci quando lo stesso Marchionne, due anni fa, vaticinò che la Maserati sarebbe arrivata a produrre non 10 mila, ma 50 mila vetture nel 2015. “Quello delira” commentarono quasi tutti.

Ebbene, a fine estate 2013, si possono elencare questi numeri che sono davvero importanti:

  1. La Maserati è presente su 70 mercati
  2. Oggi conta 250 concessionari avviati a diventare 420 entro il 2015
  3. A tutto agosto erano state ordinate 20.300 vetture
  4. A Grugliasco tutte le maestranze sono state riassunte e si aggiungeranno presto altri 500 operai
  5. A Grugliasco si produrranno a regime 3000 vetture al mese
  6. A fine anno si passerà la quota-ordini di 30 mila vetture (record dei record, va da sé)
  7. Si stanno approntando le linee a Mirafiori della SUV Levante di si prevede una produzione minima di 20 mila pezzi all’anno
  8. Il traguardo delle 50 mila auto nel 2015 sarà sicuramente raggiunto

Mi paiono ottime ragioni per festeggiare qualcosa di buono in un panorama tristissimo in cui siamo annegati.

Tutte quelle campagne d’opinione contro l’automobile

ottobre 9, 2013  |  Senza categoria  |  56 Commenti  |  Lascia un commento

Nei giorni scorsi si è tenuto un importante Convegno a Roma organizzato dal centro Studi Promotor. Nell’occasione la relazione di Gian Primo Quagliano, una delle voci che più contano tra gli analisti del settore, ha portato osservazioni e elencato numeri che vale davvero la pena di ripassare partendo da questa sua premessa: “Prendendo a pretesto la crisi, contro l’automobile viene condotta una campagna di opinione fortemente penalizzante dettata da una malintesa sensibilità ambientale all’insegna del politicamente corretto e costruita non di rado su dati falsi o su interpretazioni di comodo o parziali di dati veri”.

Tutto il suo intervento sarebbe da riproporre, ma mi sono appuntato tre passaggi tra i tanti e ve li riassumo:

  1. Un tema caro ai nemici dell’auto è il tasso di motorizzazione italiano che sarebbe (ma non è vero) il più alto d’Europa. Ma come potrebbe essere diversamente se, secondo Legambiente,  fatta 100 la media UE, la nostra dotazione di metropolitane è pari a 39,6, quella di treni pendolari è pari a 45,8 e quella di treni ad alta velocità è pari a 61,2?
  2. Molto spazio è stato dato dai media al boom di vendite di biciclette nel 2012, un dato che viene paragonato al crollo del mercato auto. Ma anche il mercato delle bici è calato (altro che boom) tanto che si conta un ribasso del 19,3% rispetto al 2007.
  3. Altro tema che poi dilaga sui media è l’esplosione del car-sharing inteso come alternativa all’auto di proprietà. Vogliamo parlare di numeri e non soltanto di impressioni? Dal 2009 al 2011 i dati (citati dalla ricerca di AlixPartners cui tutti hanno fatto riferimento) dicono che gli utenti sono passati da 17.900 a 22.700. A fronte di un circolante di oltre 35 milioni di auto vogliamo avere il senso delle dimensioni e parlare di numeri risibili?

La sintesi non rende ovviamente giustizia al grosso lavoro di Quagliano, però nella sua fretta vorrebbe fare riflettere come e quanto sull’opinione pubblica si stia tentando un’azione distorta per criminalizzare un mondo, quello dell’auto, che di problemi reali ne ha già tanti di suo senza bisogno che leggende metropolitane ne complichino ulteriormente la vita.

 

 

Addio a Superbollo e tagliola neopatentati?

ottobre 3, 2013  |  Senza categoria  |  152 Commenti  |  Lascia un commento

Che cosa succederà adesso? L’iva è aumentata e non calerà a breve, anzi forse non calerà mai più, e il suo aumento toccherà anche la benzina visto che grava su tutto, accise comprese. Ma, rispetto alla fine di settembre, altre nuvole si profilano all’orizzonte: infatti, prima che si materializzasse il caos governativo che ha portato il Presidente del Consiglio ad andare in Parlamento per ottenere una nuova fiducia, si stava costruendo qualche cosa di molto positivo per gli automobilisti italiani. Ecco che cosa.

Stando ai bene informati, nel testo della legge di Stabilità attesa in questo autunno erano già entrati due provvedimenti molto importanti: il primo trattava dell’abolizione del Superbollo, che sta costando un patrimonio al Fisco Italiano, mentre il secondo prometteva di abolire l’assurdo obbligo ai neopatentati di guidare per un anno vetture al di sotto dei 55 KW (ne leggete più diffusamente sul blog del nostro Mario Rossi). Che cosa succederà adesso?

I più ottimisti sono convinti che tutto resterà come già deciso, ma essere prudenti, in questi casi è d’obbligo. Certo che sarebbe davvero un gran peccato se proprio sul più bello dovesse saltare tutto perché, se è vero che il nostro mondo ormai ha fatto il callo al peggio, risolvere situazioni anomale e dannose come queste sarebbe una bella boccata di speranza.

Incrociamo le dita.