Archive for dicembre, 2013

L’italiano al volante, i siriani e i tedeschi…

dicembre 24, 2013  |  Senza categoria  |  27 Commenti  |  Lascia un commento

La storia che vi sottopongo ha visto come protagonista un operatore lombardo che nei giorni scorsi è stato fermato a Rosenheim in Germania mentre prestava regolare servizio di noleggio con conducente. Sulla sua auto, però, viaggiavano dei passeggeri che si sono rivelati dei profughi siriani scappati dalla loro terra per via del sanguinoso conflitto in atto da tempo.
Il noleggiatore sa che il suo servizio non prevede limiti territoriali (art. 13 della L 21/1992) e che tanto meno è tenuto a chiedere i documenti ai suoi passeggeri, comunque la polizia locale lo ha portato a Monaco di Baviera e lo ha arrestato per traffico di clandestini. Unica concessione una brevissima telefonata a casa per avvisare che era in gattabuia in Germania.
Ovviamente la famiglia è stata presa dal panico e si è rivolta ai legali dell’associazione dei noleggiatori che si sono messi in contatto con il nostro Consolato in Germania. Sono stati giorni di tensione poi il nostro è stato scarcerato ed è tornato in Italia.
Il tema che sta sotto a tutta la vicenda resta comunque spinoso. Da un lato è certo che il compito di un noleggiatore o di un tassista è di fare il suo mestiere, che rimane quello di trasportare persona da un punto A a un punto B del nostro Paese o in un altro Paese, dall’altro ci sono le leggi dei vari stati che sono più o meno permissive riguardo l’immigrazione clandestina.
Si può trovare la quadra per risolvere una questione come questa?

Sogno di una notte di mezzo inverno

Sogno di una notte di mezzo inverno

dicembre 18, 2013  |  Senza categoria  |  200 Commenti  |  Lascia un commento

Mi sono molto divertito, nei giorni scorsi, a leggere le reazioni dei frequentatori del sito di Quattroruote, riguardo la notizia del possibile arrivo di una versione pepata e marchiata HF della Lancia Ypsilon, confrontandole con i risultati del sondaggio poi postato riguardo l’interesse o meno per la messa in produzione di questa versione e anche con le reazioni su Facebook alla notizia.

I frequentatori più accesi del sito erano in larga parte critici, quelli del sondaggio in larghissima parte favorevoli e quelli su Facebook quasi tutti entusiasti.

In pratica si sono colte le diverse anime che un costruttore deve valutare prima di prendere una decisione: i più “esperti”, quasi sempre scettici, la base più allargata degli appassionati di automobili molto più possibilisti, e i tantissimi che poi vanno in concessionaria e di fatto sono i più vergini, quelli con meno tabù e meno prevenzioni, molto più aperti alle novità.

Poi sono andato più a fondo all’argomento perché da vecchio lancista e ex rallista m’è subito venuta l’acquolina in bocca sognando quello che una piccola fetta (ma tutt’altro che lontana dalle posizioni che contano nel Gruppo Fiat-Chrysler) cova da tempo: l’idea di tornare a gareggiare nei rally con il marchio Lancia lasciando la pista al marchio Alfa Romeo.

Così ho sorriso leggendo molti commenti sfiduciati riguardo alle possibili evoluzioni sportive della piccola Ypsilon, considerata una vettura su misura per le donne, e di per sé assolutamente inadatta ad un eventuale impiego in corsa.

La mia età avanzata mi ha fatto tornare indietro nel tempo, a tutte le volte che ho visto nascere vetture da rally destinate a un glorioso impiego che erano partite da basi assolutamente improbabili. La MG Metro 6R4 Gr.B, la Saab 96 due tempi, la Datsun 1600 SSS, la Mitsubishi Lancer 1600 GSR, per arrivare alla straordinaria Fiat 131 Abarth che muoveva da una berlina ottima per la famiglia, ma niente di più, per diventare un bolide ultracompetitivo capace di una tenuta di strada e un innesto di curva inimmaginabile per le migliori Gran Turismo in circolazione e anche in gara.

Ma sì, nelle competizioni volere è potere: con il denaro giusto, tutto si trasforma in maniera incredibile. Pensate forse che Hyundai Wrc sia lontana parente della i20 stradale? E forse la Polo Wrc che ha dominato la stagione appena conclusa ha qualche cosa, se non un po’ di faccia, in comune con la pur ottima versione stradale?

Così ho fatto disegnare al nostro magico Poblete una possibile versione Wrc della Lancia Ypsilon e mi sono messo a sognare. Ho pensato a che cosa i progettisti avrebbero potuto piazzare sotto la carrozzeria, ho immaginato che cosa i meccanici del vecchio reparto corse saprebbero ancora combinare sui campi di gara e ho passato una notte felice con le memorie (mie di quarant’anni fa) e le illusioni (su quello che potrebbe accadere). Perché credetemi, Dio solo volesse che fosse vero, qualsiasi vettura può diventare vincente, soprattutto con le regole attuali che impongono di fatto la stessa architettura e le stesse potenze.

Dite che ho sognato e basta? Probabilmente sì, ma che male c’è?

Ha senso uccidere Chevrolet per salvare Opel?

dicembre 12, 2013  |  Senza categoria  |  80 Commenti  |  Lascia un commento

La General Motors ha preso nei giorni scorsi una decisione molto discutibile: per aiutare la sua marca tedesca Opel chiuderà le operazioni europee della Chevrolet, brand peraltro presente in tutto il mondo è anche uno dei pochi rimasti tra quelli delle origini che contribuirono a portare il Gruppo americano a una supremazia incontrastata per oltre mezzo secolo.
Togliere la Chevrolet dal Vecchio Continente significa buttare via tutto il lavoro di questi anni, smantellare un’organizzazione sul territorio costruita e fortificata giorno dopo giorno, e forse regalare una quota di mercato alla Opel in difficoltà,anche se in grande parte sarà offerta su un piatto d’argento alla concorrenza che si divorerà avidamente la torta.
È vero che negli ultimi tempi alcuni modelli erano troppo simili (Mokka e Trax su tutti), ma in altri casi si erano trovate soluzioni intelligenti di diversificazione tant’è che nessuno può confondere la Zafira con l’Orlando o la Spark con la Corsa. L’esempio da imitare era semmai il modo di operare di Renault e Nissan che tengono entrambe ottime quote senza cannibalizzarsi troppo.
Piuttosto in General Motors avrebbero dovuto esportare la Opel in Cina, un mercato che gli americani maneggiano da protagonisti. Lì i brand tedeschi impazzano, e aggiungerne uno avrebbe significato vendite certe approfittando dei tanti stabilimenti già in essere sul posto per una produzione di almeno 300 o 400 mila veicoli l’anno. Per la Opel poteva significare un bella boccata d’ossigeno capace di alleviare conti sempre sofferti, e si sarebbe evitato di cancellare Chevrolet a vantaggio di rivali generalisti affamati che sicuramente si ingegneranno per portarsi a casa i clienti orfani.

Il nuovi crash test mettono paura

dicembre 5, 2013  |  Senza categoria  |  160 Commenti  |  Lascia un commento

L’ennesima rivoluzione nel mondo dell’auto è alle porte e già i costruttori tremano perché, a partire dal 2014 (e poi via via fino al 2016), sono previste una serie di novità per i test EuroNCAP che si possono riassumere così:

  1. Non potrà avere le 5 stelle il modello che non avrà di serie (quanto meno sulle versioni che si prevede saranno più vendute) i sistemi elettronici di frenata automatica, tra l’altro testati sulle utilitarie da Quattroruote   sul numero di luglio 2013 – pagina 176 – e  in video http://tv.quattroruote.it/la-prova/video/i-sistemi-anticollisione/
  2. L’euroNCAP premierà anche la presenza  rispettivamente del limitatore attivo di velocità, dei sistemi elettronici in grado di evidenziare al guidatore la segnaletica stradale (limiti velocità, cartelli di divieto sorpasso e così via…) e quelli che aiutano a restare nella corsia di marcia (telecamera che vede le linee di demarcazione).
  3. Cambieranno da gennaio anche i manichini che simulano le gambe dei pedoni nelle prove d’urto e i manichini che simulano adulti e bambini a bordo rendendo severissimi i test.

Questo significa che le nuove auto costeranno di più, perché dovranno essere pensate per superare l’esame, e poi che – almeno all’inizio – saranno pochissime le vetture che riusciranno a conquistare le prestigiose 5 stelle.

In realtà tutto si supera: basta mettere mano al portafoglio è i problemi si risolvono, soltanto che in questo momento bisognerà capire se i costruttori sceglieranno di aumentare i listini oppure se si caricheranno le spese riducendo quegli utili che negli ultimi anni si sono ridotti all’osso.

Al proposito, i vecchi come me ricordano quando a fine anni 80 i produttori di utilitarie piangevano perché i costi aggiuntivi dell’iniezione elettronica e del catalizzatore per le Euro 1 del 1993 avrebbero messo fuori mercato i prezzi delle piccole. Oggi siamo arrivati alle Euro 6, anche diesel, e le utilitarie si producono ancora alla faccia dei dispositivi complessi aggiunti al motore e allo scarico. Questo perché i volumi produttivi riducono in fretta i costi industriali. Ergo: si può fare.

Semmai la vera domanda è: questi dispositivi elettronici saranno poi capiti a fondo ed apprezzati dai consumatori, oppure verranno percepiti come una complicazione e, più banalmente, come un costo in più e basta?