Archive for aprile, 2014

Le nuove tentazioni per chi è al volante

aprile 28, 2014  |  Senza categoria  |  50 Commenti  |  Lascia un commento

Una giovane donna, Courney Ann Sanford, ha perso la vita domenica mentre percorreva la Route 85 nella Carolina del Nord (Stati Uniti) centrando frontalmente un grosso camion che procedeva regolarmente nella sua corsia di marcia.
Perché ne parliamo qui? Perché la polizia, prontamente intervenuta, ha verificato che la trentaduenne al volante aveva appena inviato un messaggio su Facebook con questo testo: “The happy song makes me HAPPY” (ascoltare il brano Happy, nota canzone di Pharrell Williams, mi rende felice).
Ulteriori controlli da parte del locale commissariato hanno anche evidenziato che nei minuti precedenti la guidatrice aveva effettuato diversi “selfies” (come chiamano oggi i vecchi autoscatti) per aggiornare in tempo reale i suoi amici su quello che stava facendo al volante.
Ecco, adesso c’è una nuova minaccia alle porte: l’uso sfrenato dei social network espone i guidatori meno responsabili a distrazioni un tempo inesistenti. Parlare di allarme rosso non è allora esagerato perché gli smartphone perennemente collegati non sono più un rischio solo perché usati per telefonare senza fare un prudente uso dell’auricolare o del Bluetooth, ma anche perché diventano strumenti tentatori per tutte le straordinarie diavolerie che possono permettere.
Siamo preparati per affrontare questo nuovo pericolo? Credo proprio di no. E la cosa mi spaventa molto.

La Cina corre verso l’elettrico

aprile 24, 2014  |  Senza categoria  |  44 Commenti  |  Lascia un commento

Il ritorno in Cina mi mette ogni volta apprensione. Da quelle parti tutto evolve con una velocità che è difficilmente comprensibile per noi europei. Osservavo il traffico di Pechino, città che avevo visitato per la prima volta nel 1988 quando ancora le auto private non potevano circolare ma già c’erano vie larghissime che oggi raccolgono un fiume di vetture che nemmeno a Tokyo s’immaginano, e notavo come ogni volta la circolazione sia sempre meno improvvisata.
I motorini, poi, sono già quasi tutti elettrici e ti arrivano addosso segnalati soltanto da clacson irritanti usati a più non posso. Meno male, si dirà, se no chi se ne può accorgere. Ma che cosa succederà quando tutta la marea di auto procederanno senza fare il minimo rumore? Preoccupazione lecita, perché nel Paese del massimo inquinamento l’avanzata delle auto mosse dalle sole batterie procede a spasso davvero spedito, e non soltanto nei Saloni dell’auto che fanno esclusivamente da vetrina come crede il pensiero comune.
Ho potuto vedere, allora, il piano delle principali città a più alta densità di vetture circolanti, e quello che sta succedendo deve farci capire la differenza tra parole (da noi) e fatti. A Jincheng sono in costruzione 12 stazioni di ricarica veloce e 5.340 colonnine, a Shanghai 50 stazioni di servizio per cambio rapido delle batterie e 6.000 colonnine, a Guangzhou già ci sono 105 stazioni di servizio per cambio rapido delle batterie e 9.970 colonnine, infine a Pechino, leggete bene, sono in costruzione 107 stazioni di servizio e 188 mila (!) colonnine.
La Cina non è uno stato democratico e applica piani che non prevedono discussioni: se si deve fare una strada si abbatte, senza se e senza ma, tutto quello che c’è di mezzo, e così accade se si decide che deve sorgere una fabbrica, un parcheggio, un ospedale oppure una scuola. In alto si ordina e in basso ci si adegua. Però l’osservatore straniero ogni volta rimane sbalordito per la rapidità dei processi e per il mutamento del panorama. Mezzo secolo fa le auto non esistevano, oggi rappresentano il primo mercato del mondo e si avviano a doppiare in un decennio il secondo mercato più grande. La Volkswagen, che in Cina costruisce un nuovo stabilimento ogni due anni, vedrà salire nel 2014 il numero delle sue concessionarie da 100 a 1000 con un incremento delle vendite stimato attorno al 30%.
Credere che anche l’auto elettrica farà passi da gigante diventa allora un obbligo: il mondo sta alla finestra e guarda. Poi, giocoforza, si adeguerà.

Addio alle radio in auto?

aprile 10, 2014  |  Senza categoria  |  69 Commenti  |  Lascia un commento

Davvero nel giro di pochi anni spariranno gli apparecchi radio FM/AM dalle nostre future automobili? La voce gira da un po’, dopo che il direttore di Radio Ink, Eric Rhoads, lo ha scritto in un articolo che ha fatto molto scalpore negli Stati Uniti dove questa rivista è un po’ la bibbia del settore.
La frase che ha messo in subbuglio tutto un popolo di automobilisti scettici è stata questa: “AM e FM spariranno dei cruscotti di due importanti case automobilistiche entro due anni, e saranno eleminati da tutte le auto entro cinque anni”.
Le ragioni sono facilmente intuibili: stando a molte ricerche messe in campo dai produttori di auto, i giovani non ascolterebbero più la radio tradizionale perché sono troppo occupati ad ascoltare musica sul proprio smartphone o collegando alle prese in abitacolo le loro chiavette preregistrate.
Niente da dire, probabilmente è anche vero. Ma quanto pesano i giovani sul mercato dell’auto? In generale sempre meno, e in Italia i numeri fanno persino spavento visto che nel 2013 le automobili vendute nella fascia 18-29 anni hanno rappresentato appena l’8% del mercato. Una miseria.
Chi pensa allora ai più? Per esempio a quelli come il sottoscritto che in auto passano tante ore e che usano proprio la radio per restare informati con quello che avviene nel mondo, non fosse anche che per ascoltare i programmi sportivi?
Ovviamente non credo che la previsione si avvererà, e comunque penso che il problema attecchirà in Europa in ritardo rispetto agli Stati Uniti come sempre accade. Però la prospettiva m’inquieta.
E a voi dispiacerebbe o no?