Archive for febbraio, 2015

Car of the Year 2015. Secondo me ecco chi vincerà e perché

febbraio 23, 2015  |  Senza categoria  |  110 Commenti  |  Lascia un commento

In questi giorni i 58 giurati di 22 differenti paesi europei stanno votando per eleggere, tra le sette finaliste, quella che lunedì 2 marzo, durante una cerimonia in diretta tv dal Salone di Ginevra, verrà proclamata l’Auto dell’Anno 2015.
Ho fatto parte per oltre 20 anni di questa giuria da cui si esce senza eccezioni al compimento del 64esimo anno di età, e so per esperienza che fare pronostici è quasi sempre impossibile perché le valutazioni dei singoli giurati sono differenti e soprattutto sono veramente differenti le visioni (perché differiscono sul posto le esigenze, la cultura e le aspettative) in base alle aree geografiche. I nordici giudicano in maniera molto essenziale, i latini danno molto peso anche al design, i tedeschi badano tanto alla qualità, i francesi sono molto nazionalisti, i portoghesi, a dispetto della loro collocazione ai margini del continente, sono molto preparati, e così via.
Difficile pertanto fare previsioni e il risultato finale è atteso con molta curiosità dagli stessi giurati, fatta eccezione per la presenza, in alcune edizioni, di vetture chiaramente superiori al resto del lotto. Per esempio io, nel mio abbondante ventennio da votante, ricordo soltanto la prima Toyota Yaris e la prima Ford Focus favorite senza nessun dubbio, per il resto incertezza assoluta.
Quest’anno a giocarsi il titolo di regina saranno queste 7 finaliste: la BMW Serie 2 Active Tourer, la Citroën C4 Cactus, la Ford Mondeo, la Mercedes-Benz Classe C, la Nissan Qashqai, la Renault Twingo e la Volkswagen Passat. Ricordo che per essere candidate le vetture debbono essere in vendita su almeno 5 mercati europei al momento della prima selezione (quindi entro il dicembre 2014) ed essere prodotte in almeno 5 mila esemplari all’anno. Ogni giurato avrà a disposizione 25 punti da dividere su un minimo di 5 finaliste con un massimo di 10 punti alla prima.
Ovviamente, io come tutti, non ho idea di chi potrà essere eletta vincitrice, ma se mi baso sulla mia esperienza passata (anche se diversi giurati del mio tempo non ci sono più e quindi ho meno il polso dei nuovi arrivati) credo di immaginare chi potrà primeggiare. E alla conclusione ci arrivo cominciando a togliere dalla lotta quelle candidate che, basandomi sull’esperienza vissuta, per una ragione o per l’altra non potranno avere i favori di molti elettori.
La vedo dura, ad esempio, per la Nissan Qashqai perché ha la “colpa” non scritta di essere arrivata sul mercato già a gennaio 2014. Troppo presto, prima ancora che fosse eletta la regina 2014. Non è un motivo tecnico, quindi, ma di opportunità; e so che molti a questo badano.
Non vedo benissimo, per quanto l’auto sia a mio avviso meritevole, la Citroen Cactus: so che ai giurati latini piacerà ma so anche che il blocco scandinavo e i russi sono di solito refrattari alle caratteristiche estetiche (che sono premianti sulla Cactus). Avrà quindi molti voti ma a mio parere non a sufficienza.
Discorso un po’ simile si può fare per la Renault Twingo. La stampa in generale, alla sua presentazione, l’aveva battezzata come la 500 a 4 porte e questo non era un complimento, bensì un’etichetta un po’ scomoda. La scelta della trazione posteriore poi ha mortificato il bagagliaio e su una utilitaria questa può essere una colpa grave conoscendo il metro di misura di molti giurati.
La vedo un po’ dura anche per Classe C e Mondeo, due auto ben riuscite che avranno sostenitori convinti che però si divideranno, chi per l’una e chi per l’altra, disperdendo voti.
Al dunque, credo che la Bmw Serie 2 Active Tourer, incasserà molti punti non tanto perché si tratta della prima Bmw a trazione anteriore, quanto perché il suo comportamento su strada ha stupito molti addetti ai lavori. Nei test approfonditi, anche sul bagnato, ha dato risposte davvero eccellenti e questo è di solito un motivo di appeal caro alla larga schiera di giurati che mettono il piacere della guida al primo posto. Valore importante perché di solito trasversale, dal Portogallo alla Russia, dalla Finlandia all’Italia.
Infine resta la Vw Passat che io vedo favorita perché potrebbe mettere d’accordo un po’ tutti. L’auto ha una linea perfetta senza apparire troppo di design, ha motori e prestazioni interessanti, un prezzo alto ma non altissimo, una qualità oggettiva che non si discute (altro valore molto trasversale) e sarà messa un po’ da tutti ai primi posti, anche se magari non sempre al primo. E per esperienza so quanto conti avere sempre voti buoni, piuttosto che dei massimi e dei minimi. La vedo piazzatissima o votata come prima. E siccome alla fine è il totale dei voti che conta, se avessi due lire da scommettere le punterei lì.

In Giappone più colonnine che distributori? Da noi è impossibile tutto

febbraio 18, 2015  |  Senza categoria  |  24 Commenti  |  Lascia un commento

Sul sito www.macitynet.it leggo quanto segue: “Uno studio di Nissan evidenzia che nel paese del Sol Levante le stazioni di ricarica sono circa 40.000 contro le 34.000 che offrono il solo carburante. Questo significa che in un tempo relativamente breve da quando i veicoli elettrici hanno cominciato a essere diffusi, le infrastrutture di supporto si sono moltiplicate rapidamente, favorite ovviamente anche dal fatto che una presa di corrente, seppure per auto, non ha le stesse complicazioni e costi di un distributore di carburante fossile”.
La notizia, comunque da verificare, è molto interessante perché apre una prospettiva che da noi appare ancora molto lontana: quella di avere più colonnine di ricarica elettrica che distributori di benzina. Il fatto è che in Italia parlare di infrastrutture equivale a infilarsi in un ginepraio da cui è praticamente impossibile uscire. Le complicazioni per chi vuole fare qualcosa sono continue e così si finisce per rinunciare.
Già abbiamo scritto che se in Germania bastano 3 mesi per impiantare un distributore di metano mentre da noi non bastano 3 anni, ecco che a Bologna hanno appena inaugurato (con un ritardo di un anno sui tempi previsti) il “kiss & ride”, un sottopassaggio al servizio della Stazione Centrale e l’alta velocità dove si può sostare per un periodo massimo di 15 minuti dall’entrata all’uscita e dove nemmeno il guidatore può mai scendere dalla vettura (se avete con voi la nonnina deve fare tutto da sola, compreso lo scarico delle valigie dal bagagliaio). Ma c’è una coda: lì le vetture a Gpl non possono entrare.
Ma come? In tutto il mondo le auto, considerate ecologiche, sono sempre ammesse perché le nuove valvole di sicurezza le proteggono, invece in Italia no: esistono ancora vecchie norme e troppi pregiudizi.
Hai voglia di arrivare al Giappone…

Europa tra le minacce di Grecia e Ucraina e l’inatteso boom dell’auto

febbraio 10, 2015  |  Senza categoria  |  76 Commenti  |  Lascia un commento

Stiamo vivendo giorni molto difficili per l’Europa, stretta tra due problemi molto più grossi di quanto le generazioni precedenti potevano mai immaginarsi. Da una parte la crisi della Grecia che è sull’orlo del baratro, con la probabile uscita dall’euro sempre più minacciosa perché, se succederà, non sarà per vera scelta ma per mancanza di alternative. Dall’altra la situazione drammatica in cui versa l’Ucraina e che ci vede tutti sul chi va là perché quando si arriva tanto vicini a una vera guerra è molto difficile prevedere che conseguenze si possono avere per gli altri Paesi dell’Unione Europea.
Eppure, quasi si tratti di un paradosso, l’economia della Vecchia Europa pare avviata a una ripresa che, qui o là, sembra essere forte o meno forte ma che pur sempre ripresa è. E guarda caso passa anche dal mondo dell’auto, uno dei settori che negli ultimi cinque anni ha sentito e pagato di più la crisi economica.
Vuoi grazie al crollo del prezzo del petrolio, vuoi perché il ricambio delle auto vecchie diventa una necessità, fatto sta che il mese di gennaio ha dato segnali insperati non soltanto nei paesi più in salute come la Gran Bretagna, dove si è arrivati al 35. mese consecutivo con il segno più, ma anche dove meno ce lo si poteva aspettare.
Il +11% dell’Italia è stato quindi una sorpresa (e poteva essere un dato molto migliore se non ci fosse stato il problema della mancanza delle targhe…), e pure il +27,5% della Spagna è stato notevole, per quanto influenzato dagli incentivi alla rottamazione. Ma soprattutto ha sconvolto tutti gli analisti il +47,1% della Grecia. Sì, proprio quella Grecia a rischio default. Non ci sono soldi per la carne, per le pensioni e la disoccupazione è a livelli stellari, però l’impennata nelle vendite di automobili deve far riflettere. Il panorama è inquietante, ma la gente in Europa (+7% il mercato totale) si rimette in auto. Per gli ottimisti è il segno che dalla voragine si può risalire, per i pessimisti che troppi ballano mentre il Titanic affonda. Non resta allora che aspettare i numeri di febbraio, anche se le prime cifre ufficiose che girano parlano di un altro mese da incorniciare.
E voi, siete ottimisti o pessimisti? Che lettura date alla ripresa economica che si sta percependo, pur a dispetto di una catastrofica guerra che minaccia di essere alle porte e di una Grecia che potrebbe finire fuori dall’Europa?

Bmw i3, un gioiello sotto costo?

febbraio 3, 2015  |  Senza categoria  |  77 Commenti  |  Lascia un commento

Nei giorni scorsi ho avuto occasione di percorrere molti chilometri al volante della Bmw i3 che sta facendo un test di durata per Quattroruote. Non sto a dirvi che l’automobile offre prestazioni davvero interessanti e che nel traffico cittadino garantisce scatti a dir poco brucianti, capaci di piantare quasi tutte le altre auto che incontra sulla strada. L’accelerazione del motore elettrico è talmente sorprendente che già in troppi prima di me l’hanno sottolineata. Lo stesso si può dire per la qualità delle finiture e del suo livello premium che trasuda continuamente. Persino la frenata mi è parsa migliore rispetto alla prima volta che avevo guidato quest’auto, ma forse perché allora fu in pista e lì tutto si amplifica. Fatto sta che la domanda che mi ha tormentato non appena ho fatto il cambio di vettura è “ma quando ci perdono su ogni auto che vendono?”.
Niente a sentire gli uomini Bmw, ma la loro risposta non mi convince. C’è troppo ben di Dio concentrato in quei 4 metri, troppa tecnologia diffusa perché i conti adesso tornino. E mi sono dato anche una risposta; non è casuale il prezzo sotto ogni logica. Accadde all’inizio anche con la Toyota allorché lanciò la prima, decisamente brutta, Prius. Pure allora quel concentrato di futuro arrivava sul mercato a un prezzo troppo basso rispetto agli investimenti sostenuti. Perché fanno così, allora? Perché a volte i costruttori accettano di produrre in perdita?
Quando queste “dirompenti” automobili nuove arrivano sul mercato, i concorrenti sono spesso molto curiosi di capire quanto verrebbe a costare farsi a casa propria una vettura simile. Ogni Casa ha un reparto molto raffinato, nel gergo si chiama di tear-down, in cui ogni cosa della concorrenza viene vivisezionata per valutare quanto costerebbe rifarla uguale. Si parla anche di reverse-engineering, concepire una cosa partendo dal prodotto finale. In questi casi un prezzo basso di vendita serve a far passare ogni velleità di imitazione ai concorrenti, lasciando loro capire che perderebbero soltanto denaro. Chi è più ricco, ma deve esserlo davvero, può anche provarci, mentre i più desisteranno.
Morale: per vincere in molti casi bisogna anche saper perdere risorse. Almeno in una fase iniziale. Ed è molto meno folle di quanto si potrebbe pensare.