Archive for maggio, 2015

Se le auto ormai vanno tutte in bianco

Se le auto ormai vanno tutte in bianco

maggio 28, 2015  |  Senza categoria  |  44 Commenti  |  Lascia un commento

Nei giorni scorsi Massimo Nascimbene, condirettore di Quattroruote, è stato a Livorno all’Autotrade Logistics dove arrivano le auto che provengono da oltre mare: modelli di Kia, Hyundai, Nissan, Dacia, Mitsubishi, SsangYong, Jeep, Chrysler e così via. Una distesa immensa di auto parcheggiate prima di essere smistate per le varie destinazioni. La sua sorpresa, mi ha raccontato, è che, nella marea di carrozzerie, ormai il colore che domina la scena è il bianco che ha confinato il grigio metallizzato a parte residuale.
Per noi italiani questa è un po’ una sorpresa, anche se l’ultimo report di Axalta Coating Systems, l’azienda leader nel mondo per prodotti per la verniciatura, lo aveva ben evidenziato sostendo che a livello globale ormai il bianco era il colore preferito nel 29% dei casi davanti al nero fermo al 19% e al grigio metallizzato staccato al 14%.
Ovviamente non in tutti i continenti c’è lo stesso trend ma per questo la tabella più sopra può aiutarci a capire meglio dove e come.
Ripensando a questo mi è venuto in mente un sondaggio che 8 anni fa fu fatto sul sito di Quattroruote per chiedere ai lettori quale sarebbe stata a lor dire la tinta più adatta per sposarsi alla Volkswagen Tiguan che stava arrivando nelle concessionarie.
Il risultato fu un plebiscito a favore del bianco, dato che però fu considerato con un po’ di sufficienza dagli uomini del marketing di quel tempo, convinti come erano che invece il colore più adatto sarebbe stato il solito grigio metallizzato. Un errore, perché in effetti quello più richiesto si rivelò proprio il bianco.
I frequentatori del sito, insomma, mostrarono di cogliere più in fretta la mutazione del gusto che poi si sarebbe diffusa negli anni a seguire, anche senza prendere in considerazione l’Africa dove il bianco spopola secondo logica, visto che con il caldo i colori scuri non sono il massimo per la vita dentro l’abitacolo.
Quello che m’incuriosisce è che ormai il blu è, a livello mondiale, relegato a una quota misera del 6%, inferiore addirittura al rosso (9%), mentre in Italia sembra ancora tanto richiesto.
E voi che idea avete al riguardo; qual è la tinta preferita? E quale pensate diventi (o torni) il colore di massa nei prossimi anni?

Macché sconto, la voglio pronta consegna

maggio 21, 2015  |  Senza categoria  |  47 Commenti  |  Lascia un commento

Il bello dell’Italia, dicono in tanti, è che è popolata da italiani. Gente cioè che ha spesso comportamenti e reazioni assolutamente sorprendenti.
Prendiamo il caso delle automobili che ci sta a cuore. Le ultime statistiche dicono che in media il possesso di un’auto è salito dai 7 anni del 2007 ai quasi 10 del 2014.
La crisi economica, l’affidabilità superiore delle vetture più nuove e la minor tendenza ad invecchiare aveva generato tutto questo. Adesso, però, sembra che all’improvviso il mercato si sia rimesso in movimento con una previsione di 200 mila pezzi in più venduti alla fine di quest’anno.
Certo, si è ancora molto lontani dai numeri irripetibili del 2007 o anche soltanto del 2009, ma una ripresa in doppia cifra è pur sempre un segnale molto confortante.
Il bello è però quello che sta accadendo in concessionaria. Ne parlavo qualche sera fa con uno dei più grossi commercianti nel panorama nazionale, uno che ha tante rivendite in differenti regioni, e mi ha sorpreso quello che ha confidato: “Sembra un paradosso, ma stiamo vivendo una situazione decisamente inaspettata. Prima la clientela era scomparsa, quasi refrattaria a ogni idea di un nuovo acquisto, poi, quasi che tutti assieme si fossero messi d’accordo, ecco che arrivano per comprare e hanno addosso una fretta quasi ossessiva di tornarsene a casa con la nuova vettura. Si assiste così a situazioni deliranti in un mondo che negli ultimi tempi aveva fatto dello sconto all’osso l’unica forma di vendita. Adesso par contare soltanto la pronta consegna e ci sono tanti clienti che passano da una concessionaria all’altra disposti a spendere anche 300 euro in più a parità di modello, pur di non dover aspettare anche due sole settimane…”.
Il bello dell’Italia è proprio che è popolata da italiani.

Evito il gatto rischiando di andare a sbattere, oppure viceversa?

maggio 12, 2015  |  Senza categoria  |  86 Commenti  |  Lascia un commento

Il tema della guida autonoma sta tenendo banco ormai da molti mesi e l’ultima notizia è che ci sono stati quattro incidenti (nessuno dei quali grave) da settembre a oggi in California, primo Stato americano a dotarsi di una legge per la circolazione delle auto-robot sulle strade pubbliche. Il dato, riferito agli ultimi otto mesi “regolamentati”, e basato su un totale di 48 autorizzazioni rilasciate dall’amministrazione, è stato comunicato dall’Associated Press: stando al report, tutti i sinistri si sono verificati a velocità bassissime (sotto le 10 miglia orarie, 16 km/h) e solo due durante la guida autonoma vera e propria. Negli altri casi, al volante si trovava infatti un tester umano. Stando sempre alle cifre dichiarate l conto degli ultimi mesi equivale a “quindici anni di guida umana”, pari a circa 140 mila miglia percorse dalle vetture senza pilota alla guida. Numeri davvero minimi che farebbero sembrare tutto rose e fiori.
In realtà bisognerà vedere che cosa potrà succedere quando per strada le vetture senza guidatore saranno molte di più, anche se al riguardo i costruttori si mostrano molto fiduciosi perché la messa a punto delle vetture si va perfezionando giorno dopo giorno.
In ogni caso ho trovato davvero centrata una frase pronunciata qualche sera fa a Milano da Luca de Meo, membro del board di Audi. “Tutto sta procedendo al meglio, ma ci sono molti algoritmi che debbono essere ancora messi a fuoco, ad esempio come si dovrà comportare una vettura quando incrocerà un gatto e davanti ci saranno due possibilità: mettere sotto il gatto, oppure evitarlo e finire contro un palo a lato della strada”.
Un esempio di grande scuola, che mescola la sicurezza degli occupanti il veicolo con il rispetto dell’animale indifeso. Ma quanti algoritmi così si possono presentare strada facendo? Si potranno prevedere tutti e si potrà decidere con grande serenità di aver optato per la soluzione più adeguata?
A me, guidatore di tutti i giorni l’esempio di cui sopra mi è parso, oltre che molto calzante, anche molto inquietante. So anche che guidando, d’istinto, proverei prima a evitare il gatto e poi a evitare l’impatto, ma pure che a volte non riuscirò a evitare l’impatto con l’animale e altre volte non potrò evitare di fare danni alla mia auto.
Insomma, mi ha dato molto da pensare.

Una volta si diceva: la jungla del traffico

maggio 6, 2015  |  Senza categoria  |  24 Commenti  |  Lascia un commento

Ero dietro a una gazzella dei Carabinieri a Bologna e l’ho seguita per un lungo tratto, impossibilitato dal traffico a sorpassarla. Così ho apprezzato la guida di chi era al volante, sempre il più a destra possibile, sempre nel rispetto dei limiti di velocità, senza strappi inutili, quindi con i consumi sotto controllo non dovendo inseguire nessuno né tantomeno intervenire per una chiamata.
All’ingresso della prima rotonda di via Zanardi ho visto però che la freccia non era stata attivata, e nemmeno più avanti quando l’auto ha svoltato a destra. Ancora un centinaio di metri e ancora una svolta a destra senza uso dell’indicatore di direzione e poco più avanti, finalmente, ecco la luce a segnalare la svolta, in questo caso a sinistra.
Dunque, il viziaccio ormai cronico di tanti automobilisti si è trasferito anche sulle auto di chi deve far rispettare il codice. Non una grande idea, va detto.
In questo blog si è parlato ripetutamente del continuo, costante abbandono delle buone norme di comportamento alla guida, quasi che la pigrizia abbia il sopravvento sulla ragione. Non si trasgredisce per fare i furbi, oppure anche soltanto per trarne un vantaggio, ma perché è più comodo. Non si tiene la destra, non si usano le frecce se non per svoltare a sinistra (lì ancora sì, perché si ha paura di essere tamponati), si tengono accese le luci posteriori da usare in caso di nebbia anche quando la visibilità è tornata perfetta, non si spengono gli abbaglianti anche in caso di incrocio con altre vetture. E’ sparito il Codice della Strada ma è finito il soffitta anche il galateo della guida, quasi che fare i propri comodi sia un diritto. Come usare il cellulare e compiere allo stesso tempo manovre incerte che mandano nel panico chi segue; lo fanno indistintamente uomini e donne, gli stessi che poi mandano a quel paese chi glielo fa notare.
La strada è in mano ai nuovi barbari, ma la cosa non fa notizia. Ormai i reati sono soltanto quelli che si possono documentare con strumenti elettronici oppure i divieti di sosta. Poi ogni tanto arriva la constatazione che il maggior numero di incidenti, con conseguenze spesso tragiche, avvengono non sulle veloci vie di scorrimento bensì in città. Guarda un po’.