Archive for settembre, 2015

Se i giovani oggi non aspirano più alla patente di guida

settembre 25, 2015  |  Senza categoria  |  80 Commenti  |  Lascia un commento

In tempi di terremoto per il mondo dell’auto, dopo la faccenda Volkswagen di cui si è conosciuto il deflagrante inizio ma di cui si fatica anche ad intuire la possibile evoluzione e ancor peggio la fine, è arrivato un articolo pubblicato dal quotidiano francese Le Monde che non dice nulla di veramente nuovo ma ripropone un tema che da almeno un lustro in qua tormenta i produttori di automobili.
Quell’articolo inizia con queste parole: “Per i 18 anni vuoi che ti paghiamo le lezioni di guida per la patente? E alla domanda dei genitori il ragazzo farfuglia altro. No, preferirei una bici a scatto fisso, un computer più potente o, meglio ancora, un cellulare”-
Anche in Francia, come peraltro in Italia, il calo dei neopatentati è sempre più evidente, in particolare nelle grandi città. Al rito di iniziazione si arriva molto più avanti, quando l’auto magari diventerà indispensabile per spostarsi al lavoro. Ma sarà uno strumento e non più un punto d’arrivo, meglio ancora un sogno come lo era stata per un secolo. Le Monde riporta anche il parere del sociologo Laurent Foiullé che spiega che nell’immaginario collettivo dei giovani le vetture non rappresentano più la modernità.
Chi segue le faccende automobilistiche sa che il fenomeno era partito prima in Giappone poi aveva preso forma anche negli Stati Uniti prima di sbarcare in Europa. Una piaga che ha segnato i mercati saturi senza trasformarsi ancora in cicatrice. Il tema tiene comunque banco e le recenti vicende, che la rete ha amplificato a dismisura, contribuiranno ancor allo scetticismo dei più giovani verso i veicoli a quattro ruote, anche perché i nuovi tempi disaffezionano dagli spostamenti in quanto ormai a casa si fa tutto: si sta collegati con gli amici, si gustano i film on demand, ci si fa portare la pizza, si compiono in tutta comodità operazioni bancarie, si prenotano aerei, alberghi e ristoranti, si stampano certificati del Comune. Al contrario se vai per strada paghi per parcheggiare, non puoi andare veloce, se bevi sei a rischio patente, non puoi entrare in molti centri storici, stai in colonna per ore…
Pertanto la disaffezione dei giovani verso l’auto m’intristisce e allo stesso tempo mi è anche comprensibile. Ma io la macchina non la tradirò mai perché è stata una deliziosa compagna della mia lunga vita. Già, io me la sono proprio goduta.

Diabolico marchionne, che ci sia o non ci sia, si parla sempre di lui

settembre 17, 2015  |  Senza categoria  |  56 Commenti  |  Lascia un commento

Sergio Marchionne al Salone di Francoforte non si è presentato togliendo a molti cronisti l’opportunità di un titolo ad effetto. Piaccia o non piaccia l’uomo col maglione trova sempre il modo d’interessare, ed ha una capacità unica nel dettare l’agenda a tutti. In un Salone dell’Auto, specialmente in uno del peso di quello tedesco, parlano tanti grandi capi del mondo automotive, ma l’italo-canadese che comanda il gruppo italo-americano riesce sempre a vincere la sfida dialettica, a prendersi la fetta più grossa dell’attenzione.
Questa volta non poteva però succedere. Trattenuto negli Usa a discutere con il sindacato alla ricerca di un accordo che si è materializzato molto più in fretta di quanto molti analisti si aspettassero, il numero uno di FCA ha comunque aleggiato dentro tutti gli stand nelle giornate riservate alla stampa.
Argomento sulla bocca dei presenti era la sua recente ostinazione nel voler convolare a giuste nozze con gli americani della General Motors, l’azienda che per un secolo è stata la prima al mondo nel campo automobilistico e che ancora si gioca la leadership mondiale in una lotta a tre con Toyota e Volkswagen.
Battaglia persa in partenza, scommettevano in tanti; ce la farà , ce la farà, sostenevano molti altri, il tutto in un brusio di fondo alimentato più dalle opinioni personali che da conoscenze concrete della realtà delle cose. Con due pilastri su cui s’innestavano le ragioni dell’una e dell’altra parte. Il primo dato di fatto è che la presidente della GM, Mary Barra, e tutto il consiglio con lei, non ne vogliono sentir parlare in nessun modo. Sanno chi si porterebbero in casa e chi sarebbe poi a comandare. Vade retro, insomma. Il secondo è che gli azionisti della GM sono invece molto delusi di come vanno le cose. Da anni il titolo soffre e non si vede ancora la luce in fondo al tunnel. Molti di questi vorrebbero una sterzata decisa, molti di questi hanno anche investito capitali che a noi umani mettono agitazione soltanto a sentirne i numeri. Gente che sarebbe ben lieta di scommettere che anche soltanto a un annuncio di un accordo ci potrebbe essere uno scossone in borsa che potrebbe vedere i loro soldi fruttare qualcosa. Magari molto, e sarebbe il colpo del secolo, magari anche poco, ma permetterebbe in ogni caso un recupero, la possibilità di liberarsi di un fardello che da 8 anni ha dato più dolori che gioie.
Al vostro cronista che si limita ad ascoltare e che niente ha da guadagnare in un senso o nell’altro, il chiacchiericcio ha divertito molto. Di solito l’argomento Marchionne teneva banco per la sua presenza, questa volta lo ha fatto pur in sua assenza. Non esiste che ci sia una regia dietro, ma qualcosa di diabolico forse sì.

La Golf che non c’è, eppure pretende la scena in tutti i Saloni

settembre 8, 2015  |  Senza categoria  |  32 Commenti  |  Lascia un commento

Arriva Francoforte, con i suoi padiglioni immensi e la prospettiva di macinare chilometri ben sapendo che nelle due giornate stampa sarà impossibile vedere tutto quello che sarà esposto. Per chi ci va per lavoro è una tortura, e lo dico non per piangermi addosso – considero infatti questo mestiere ancora un privilegio – ma perché con il passare degli anni la fatica degli spostamenti, in un contesto dove troppi fanno a gara a chi può sfoggiare più metri quadrati, si fa sentire con sempre minore pietà.
Ma l’importanza di quello che c’è vince comunque sul dolore dei piedi, e allora via alla festa degli occhi e il patimento degli arti. Ci sarà se non di tutto, molto di quanto ci si può aspettare nelle edizioni migliori. Auto di tutti i generi e di tutti i prezzi, pronte ad invadere un mercato che ha da una vita una monopolista che qui è la grande assente, una con cui le ambizioni di ogni marca vanno a fare puntualmente i conti: la Golf.
Ad ascoltare i si dice, è molto probabile che il suo momento sarà sempre qui, ma tra due anni, e già m’immagino i commenti dei tanti insofferenti al suo primato continentale: è sempre la stessa, una presa per i fondelli, ha stufato.
Di auto mi occupo da una vita, la mia, e ogni volta anch’io mi pongo la domanda: fin quando potrà durare? E ogni volta non so rispondere, salvo poi constatare che le vendite la premiano puntualmente. Ho fatto un conto un po’ frettoloso e per difetto, e il risultato è disarmante per la concorrenza. Con l’anno in corso la Golf è sul mercato da 41 stagioni e per 25 volte la più venduta in Europa, accontentandosi negli altri casi di essere seconda.
Essendo avanti con gli anni, ricordo bene lo stato in cui versava la Volkswagen prima che quel genio di Giugiaro suggerisse la prima Golf. Parlare di azienda in stato confusionale e vicina al collasso è già un giudizio benevolo. Il dopo Maggiolino non riusciva a proporre niente di accettabile e negli occhi dei capi si percepiva il terrore per il domani.
In questo momento, invece, la Vw è la prima marca al mondo e probabilmente lo sarà anche a fine anno, con un sorpasso a Toyota e GM che era nell’aria da un po’ e che anticiperebbe di 3 anni l’obiettivo sbandierato nel 2010 da Martin Winterkorn, il numero uno del Gruppo tedesco.
Un primato che muove prima di tutto da un modello che sembra ogni volta non proporre nulla di nuovo: si materializza, insomma, il grande mistero glorioso che ad ogni edizione anima la grande esposizione tedesca. La Golf, comunque la si metta, a Francoforte è sempre al centro della scena, sia quando fa l’ennesimo debutto, sia quando sta confinata in un angolo dell’immenso padiglione della Casa di Wolfsburg. Eh sì, vera prim’attrice rimane questa due volumi, così rigorosa e così poco appariscente, che tutti sognano di scalzare da un trono dove sta ostinatamente incollata.
Perché in Europa è sempre l’auto più venduta? Perché batte tutte le altre auto, di non importa quale segmento, tipologia, dimensioni, senza essere necessariamente la più bella, la più solida, la più affidabile, la più economica, la più risparmiosa, la più avveniristica, la più comoda, la più potente, quella tecnicamente più all’avanguardia?
Ce lo chiederemo tutti nei prossimi giorni e non saremo originali perché sono almeno vent’anni che ci poniamo la stessa domanda.

Le regine accessibili di Francoforte

settembre 2, 2015  |  Senza categoria  |  40 Commenti  |  Lascia un commento

Il Salone di Francoforte sta per aprire i suoi gioielli al grande pubblico e per gli appassionati ci sarà da divertirsi perché – al solito verrebbe da dire – c’è tanta carne al fuoco. Una vetrina per tutti i gusti e per tutte le borse in quanto auto accessibili e bolidi di sogno si divideranno equamente la scena.
Non so voi, ma io sono molto incuriosito non tanto da quelle auto di alto di gamma che saranno sicuramente belle da togliere il fiato, ma soprattutto da quelle che in molti si potranno permettere.
Ho provato allora ad appuntarmi 13 possibili regine del Salone limitando questa selezione ai modelli almeno abbordabili anche se non tutti a buon mercato. I differenti prezzi di listino non rendono, va ripetuto, queste auto paragonabili, ma avendo tutte buoni motivi per centrare le attese riposte su di loro, quali vi sembrano le più interessanti?
1. ALFA ROMEO GIULIA QUADRIFOGLIO. Tanta potenza e tanta cattiveria: è l’attesa berlina del Biscione finalmente visibile da tutti.
2. AUDI A4. Arma da sempre vincente della Casa di Ingolstad, si propone come completamente riprogettata.
3. BMW X1. Non sarà una sorpresa perché è già stata anche provata dalla stampa mondiale, ma essendo realizzata sulla nuova piattaforma Ulk a motore trasversale con trazione anteriore o integrale genererà un grande interesse attorno a sé.
4. INFINITI Q30. Figlia degli accordi tra Renault-Nissan e Daimler, sfrutta la piattaforma modulare Mfa della Mercedes-Benz. A suo modo una sorta di Classe A vestita con gli stilemi del marchio premium asiatico, pare molto accattivante.
5. JAGUAR F-PACE. Prima vettura SUV della nobile marca britannica, promette una grande leggerezza e mille trovate ingegneristiche. Ma l’esame sarà concentrato soprattutto sul suo look.
6. KIA SPORTAGE. Il cavallo di più grande successo della marca coreana si fa ancora più aggressivo e al solito sfida sfrontatamente la cugina Tucson che sul mercato sta già incontrando molto interesse.
7. MERCEDES CLASSE C COUPE’. Aggressiva è aggressiva, in linea con le ultime riuscite realizzazioni stilistiche della Casa della stella. Più grande e ribassata, la Coupé offre diverse funzioni di guida semi-autonoma.
8. MERCEDES GLC. La SUV media di Stoccarda promette sfracelli, ma va a lottare contro una concorrenza molto agguerrita. Se il costo degli optional non graverà troppo, potrebbe suscitare gli appetiti di fedelissimi della concorrenza.
9. MINI CLUBMAN. Cinque porte sono una grossa novità, mentre i fari posteriori a marcato sviluppo orizzontale danno un bel calcio alla tradizione. La terza generazione della Clubman farà discutere molto.
10. OPEL ASTRA. Più leggera, progettata su una struttura assolutamente inedita, l’intramontabile Astra cambia ancora una volta i suoi connotati e i suoi… organi, perché tutti i motori sono di ultima generazione.
11. PEUGEOT 308 GTI. Con la faccia da cattiva e motori con CV in abbondanza s’inserisce nel solco dei bolidi del Leone che hanno sempre avuto una clientela fedele e soddisfatta. Non può tradire le attese.
12. RENAULT TALISMAN. Con molto coraggio la marca francese ritenta la via delle berline medio-grandi (oggi il segmento D raggiunge dimensioni importanti) proponendo una linea con i muscoli in bella vista. Avrà successo anche fuori della Francia?
13. SUZUKI BALENO. Piccola SUV oppure berlina compatta? Per niente banale nella linea è attesa nelle concessionarie della Casa giapponese con fremente attesa. In Italia potrebbe spostare molto all’insù i numeri di vendita.