Archive for dicembre, 2015

Inquinamento e povertà, un tema che scotta

dicembre 21, 2015  |  Senza categoria  |  99 Commenti  |  Lascia un commento

Il tema dell’ambiente tiene sempre più banco e la recente conferenza dell’ONU a Parigi non a caso è finita su tutti i media con il grande risalto che ha meritato.
A tutti è chiaro che occorra fare qualcosa, meno chiaro è in che direzione andare perché si scontrano sempre due realtà con esigenze ben differenti. I Paesi più evoluti, con economie solide alle spalle e uno sviluppo che ha portato a un benessere diffuso, spingono per interventi strutturali molto forti. Per contro i paesi in via di sviluppo, e che aspirano a loro volta a un benessere diffuso, considerano il tema del clima ancora in secondo piano rispetto alla crescita; pertanto puntano i piedi.
Trovare la sintesi è difficile perché chi vuole uscire dalla povertà pretende comprensione, ed è difficile schierarsi contro, difficile soprattutto farlo con la pancia piena.
Ragionavo su questo leggendo un’ordinanza del Comune di Bologna che prevede una deroga ai blocchi sul traffico per chi ha un Isee inferiore ai 14 mila euro. In pratica, non si può circolare con i mezzi più inquinanti a patto di non essere poveri. Lo spirito della norma è chiaro: chi non ha soldi non può cambiare l’automobile e quindi è autorizzato lo stesso a circolare.
Si scontrano allora due diritti: quello alla salute che è di tutti, e quello di violare le regole per chi non potrebbe fare altrimenti dovendo comunque spostarsi. Se ci pensate accade a livello locale quello che si dibatte nelle alte sedi internazionali.
L’argomento non è di poco conto, e nemmeno di facile soluzione. Anche perché di fatto si blocca il traffico dei mezzi più moderni e meno inquinanti, ma si permette la circolazione alle vetture che avvelenano di più. Per contro bisogna anche stare dalla parte dei più deboli, se no sarebbe troppo facile. Banalizzando: l’ambiente è di destra o di sinistra? Oppure ancora, se parlare di ambiente è di sinistra e preoccuparsi dei più deboli è di sinistra, che cos’è alla resa dei conti più di sinistra?
Ammetto che di fronte a un tema contingente (abito a Bologna e mi sono posto il problema) ho collegato con più lucidità le storture che vengono puntualmente a galla in campo internazionale: l’eterna lotta tra ricchi e poveri presenta sfaccettature sempre diverse, sempre attuali e sempre in attesa di risposte che non arrivano mai, forse perché le risposte che accontentino tutti non si riescono a trovare.
Buon Natale a tutti.

Quelle trovate di cui si potrebbe fare a meno

Quelle trovate di cui si potrebbe fare a meno

dicembre 15, 2015  |  Senza categoria  |  66 Commenti  |  Lascia un commento

Ricordo che molti anni fa la Citroen, mi pare sulla C4, aveva pensato a un gancio a lato del sedile passeggero dove si potevano fissare i manici dei sacchetti della spesa. Un’idea dal costo ridicolo ma dalla grande praticità.
Forse qualcun altro ha copiato l’idea (Skoda mi pare, ma non ne sono sicuro), comunque ha suscitato l’interesse di pochi e me ne dispiaccio. In compenso negli anni si sono viste tante trovate, non sempre a basso costo, di dubbio gusto e di utilità nulla. Perché i costruttori vi ricorrano mi è abbastanza oscuro. Ecco allora qualche esempio che porto a oggetto di discussione, più che altro per sollecitare anche il parere di chi legge e scoprire altre ideuzze miserrime sparse qua e là e che adesso mi sfuggono.
1) L’ombrello nella portiera, per esempio. Aveva iniziato la Rolls, poi altri sono venuti dietro. Non credo che costi poco trovare questo spazio. E’ così indispensabile?

2) Le feritoie delle uscite-aria in vera pelle che si trovano sulle Porsche? Va bene ostentare il lusso, però però…

3) Il vasetto portafiori da riempire d’acqua visto sulle Vw Beetle. Un tocco di classe o una boiata pazzesca?

4) I doppi scarichi al retro di cui soltanto uno vero. Sì, l’estetica vuole la sua parte, ma non credo che sia questo il vero design.

5) Le prese d’aria in plastica all’anteriore. Fanno sì auto da corsa, ma quando uno se ne accorge l’effetto attributi-che-cadono è miserevole.

Aspetto adesso i vostri contributi o anche soltanto il vostro parere.

La Panda come il maiale: non si butta via niente

dicembre 6, 2015  |  Senza categoria  |  37 Commenti  |  Lascia un commento

La notizia in sé non fa scalpore: da quanti anni di fila non ricordo nemmeno più, l’auto più rubata in Italia continua ad essere la Fiat Panda. Succede perché è sempre in vetta alla classifiche delle vendite? Può essere una buona ragione, se se ne vendono sempre tante vuol dire che in tanti la vogliono.
Ho provato a capire, a chiedere, a informarmi chiedendo anche al mondo dei rottamatori. Le risposte, però, non sono state molto convincenti. Pare infatti che il numero delle vetture demolite non corrisponda e nemmeno si avvicini al numero di quelle sottratte ai legittimi proprietari. Se così fosse salterebbe la teoria che vecchi numeri di telaio finissero irregolarmente sulle auto rubate e poi rimesse in circolazione con targhe pulite.
Anche l’idea che finiscano all’estero, nascoste dentro bisarche più o meno improvvisate, pare essere molto credibile. I mercati dell’est europeo, quelli verso cui il grosso delle auto rubate confluisce, paiono per nulla interessati alle utilitarie di casa Fiat, per quanto offerte a prezzi molto convenienti. Mi dicono che rischi, costi di trasporto e margini troppo bassi sconsiglierebbero questo tipo di operazione. Meglio, molto meglio, usare questo canale per le grosse vetture premium (le berline tre volumi come preferite) non necessariamente della versione più recente.
Le Panda, allora? Non si rivendono: si demoliscono e finiscono sul mercato sotto forma di ricambi d’occasione. La crisi economica che sia avvia al nono anno consecutivo sarebbe la ragione principale dietro al commercio di ricambi dall’origine incerta.
Per risparmiare, in molti casi con l’intenzione di arrivare in qualche modo al momento della sostituzione del veicolo di proprietà, meglio spendere poco e allungare la vita al mezzo bisognoso. Il dialogo sarebbe grosso modo questo: “ Mi dispiace ma dopo l’incidente bisogna sostituire anche il differenziale”. “Ma quanto mi verrà a costare?”. “Abbastanza, purtroppo”. “ Ma lei non ne avrebbe sotto mano uno usato ma in buone condizioni. Sa, giusto per tirare avanti un paio d’anni. Dopo magari cambierò quest’auto con una più nuova…”. “Beh, forse ne posso avere uno. E’ quasi nuovo…”. “E quanto spenderei?”. “La metà. Ovviamente in nero”. L’ultima parolina sarebbe quella più attesa dal cliente.
Pare che come accade con il maiale, della Panda non si butti via niente. Paraurti, fiancate, portiere, vetri, sedili, specchietti sono la manna dei carrozzieri più disinvolti. Gli organi meccanici sono preda delle officine meno affidabili. I libretti di circolazione ambitissimi dal sottobosco illegale.
In più le Panda sarebbero prede facili. Spesso parcheggiate all’aperto, spesso in strade poco illuminate e meno controllate dalle telecamere fisse, molto spesso senza sofisticati sistemi antifurto, praticamente mai protette da sistemi di controllo satellitari o con appariti elettronici di localizzazione. Si dice che basti meno di un minuto per rubarle e meno di un giorno per sventrarle e smerciare il tutto. Sembra anche che ci siano vere e proprie organizzazioni che comprano all’ingrosso e poi abbiano i loro canali per la vendita al dettaglio.
Il quadro è disegnato quasi come inevitabile, ma non sorprende troppo. Si tratterebbe dell’ennesima guerra tra poveri: spesso non agiato il proprietario, spesso in difficoltà economiche l’acquirente finale. In mezzo la malavita ufficiale e quelli che lo fanno per tirare avanti l’attività e si danno così una facciata meno compromessa.
Mi sono sentito anche dire: “Non si indigni troppo, in fondo una sola vittima ha reso felici tante altre persone. Provi a contarle: i ladri, i ricettatori, i rivenditori e i tanti clienti…”.