Archive for gennaio, 2016

Macché gasolio o benzina, la mia auto va ad accise

gennaio 23, 2016  |  Senza categoria  |  73 Commenti  |  Lascia un commento

Incrocio un amico e lui mi dice: “Sai, con il crollo progressivo del petrolio ormai la mia auto va ad accise…”.
La battuta è divertente ma sottintende anche una grande verità perché ormai la percentuale della pressione fiscale su ogni litro di carburante ha raggiunto vette vergognose e ingiustificabili. Per chi non lo ricordasse, è giusto allora sottolineare che il petrolio al barile è passata dai 150 dollari del luglio 2008 ai 30 di oggi. Per essere ancora più chiari, questo significa che costa cinque volte di meno.
In pratica, sul prezzo alla pompa per un valore che crolla ci sono tanti altri valori che restano invece fissi e sui si paga pure l’iva. Passavo per la Germania nei giorni scorsi e leggevo i tabelloni delle aree di servizio con il gasolio a 0,90 e non è che i tedeschi paghino poco di tasse. In realtà pagano molto, ma anche un molto che è molto meno che da noi.
Peraltro da sempre ci hanno insegnato che nel caso di paesi importatori di greggio l’andamento dell’economia è legata direttamente al costo del petrolio. Il greggio cresce e tutto cresce (produrre energia costa, spastarsi costa, coltivare i terreni con mezzi meccanici costa) mentre le entrate dalle esportazioni calano perché i nostri prodotti costando di più diventano meno concorrenziali sul mercato internazionale.
Ottimo quindi quanto sta avvenendo, anche se da più parti si grida ai guai legati al crollo del petrolio per i suoi effetti deflagranti in campo finanziario (la borsa boccheggia perché tutti i titoli legati al greggio vanno giù).
Il problema esiste ma riguarda aziende come la BP che ha già annunciato un taglio di 4 mila posti di lavoro, riguarda i paesi produttori di petrolio come gli Stati Uniti – che ricavandolo dalla frantumazione delle rocce non sono più concorrenziali (costa molto di più la lavorazione del prezzo di mercato – come la Norvegia o come la Russia che sta già predisponendo un taglio alla spesa pubblica del 10% per far fronte ai mancati ricavi. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha appena rivisto al ribasso la crescita globale (da +3,6% a 3,4%). Ma noi dobbiamo piangere?
Certo che no. Quando la nostra economia finiva in ginocchio per il prezzo al barile che impazziva nessuno si è mai strappato i capelli; ben venga che noi, così come tanti altri Paesi dell’Eurozona o che so, India, Turchia o Corea del Sud, si goda un po’. E se tutti quei Paesi sotto dittatura che hanno sempre speculato sui denari facili che venivano da un buco nel terreno – invece che programmare la loro economia per arrivare a un benessere diffuso per tutta la popolazione – adesso debbono tirare la cinghia, ce ne faremo una ragione. E se mai fosse nel giusto la banca londinese Standard Chartered che prevede la picchiata fin sotto ai 10 dollari, ancora meglio. Anche se poi alla pompa non ce ne accorgeremmo più perché come sostiene il mio amico tutte le nostre auto invece che andare a nafta o a benzina procederanno ad accise…

Le auto più sicure del 2015: godono le grosse

gennaio 18, 2016  |  Senza categoria  |  39 Commenti  |  Lascia un commento

Quanto sono sicure le auto nuove? A Fine 2015 è possibile avere la classifica dei test EuroNCAP e scoprire quali vetture hanno primeggiato nei loro segmenti di appartenenza, con un premessa molto importante: utilitarie, piccole monovolume e roadster faticano ad ottenere le 5 stelle al contrario delle auto più grosse.
Se si vuole trovare una regina assoluta, la Volvo XC90 pretende lo scettro in quanto oltre alle 5 stelle ha ottenuto anche il 100% nei sistemi di assistenza alla guida. Dunque 5 stelle sì, ma anche nell’ambito delle auto che superano questo importante livello ci sono graduatorie che pesano e che mettono un’auto davanti all’altra: sicurezza passiva, sicurezza passiva per i bambini, protezione pedoni e sicurezza attiva.
Di più, se tra le “piccoline” soltanto due modelli hanno ottenuto le 5 stelle (Honda Jazz e Suzuki Vitara), tra le scoperte nessuna vettura testata ce l’ha fatta a riprova di quanto sia difficile l’esame da superare.
Veniamo allora alla classifica per categoria. La Volvo XC90 già citata, forte anche del suo unico 100% nella sicurezza attiva, ha primeggiato tra le SUV grandi mentre la Mercedes GLC ha svettato tra le SUV piccole. Tra le berline grandi il primato è andato alla Jaguar XE mentre tra le medio-piccole è toccato alla Infiniti Q30. Se si passa alle monovolume, ecco la Ford Galaxy prima tra le grandi e la Vw Touran tra le medio-piccole. La già nominata Honda Jazz ha allora ottenuto il primo posto tra le supermini mentre la Mazda MX-5 è stata la migliore tra le roadster senza però arrivare alle 5 stelle, ma fermandosi a 4.
E’ importante sapere che sono state introdotte nuove norme pertanto i dati 2015 non sono paragonabili a quelli meno severi degli anni precedenti. Un cambiamento proprio per ovviare a risultati che vedevano oramai tutti i modelli ottenere il massimo dei voti. Questo non toglie però la delusione per il peggior risultato dell’anno ottenuto dalla nostra Lancia Ypsilon per via di un principio d’incendio che nel vano motore quando il polo positivo della batteria è andato in cortocircuito e ha dato fuoco al liquido dei freni, che scorre in un tubo che le passa proprio accanto. Un fatto senza precedenti, hanno chiarito in Fiat, su cui hanno assicurato di aver posto immediatamente rimedio. In realtà, sui forum degli appassionati, il tema era stato sollevato da tempo ed è bene che i test euroNCAP lo abbiano messo in evidenza.

Le auto più vendute al mondo, quante sorprese per i non addetti ai lavori

gennaio 11, 2016  |  Senza categoria  |  126 Commenti  |  Lascia un commento

Classica discussione tra amici in una delle tante cene sotto Natale: quale auto si vende di più nel mondo.
L’argomento non è facile perché per i più avere una visione extraterritoriale è davvero complesso, inoltre è assai facile confondere tre ben precisi concetti, quello di Gruppo, quello di marca e quello di modello. Peraltro coincidenti in un solo caso, quello di Toyota, stante che il brand giapponese svetta in tutte tre le classifiche.
Torniamo ai modelli allora, e qui la confusione diventa davvero padrona del campo perché ben pochi hanno idea di quanto sia grande il pianeta e di come auto che sono popolarissime da noi, molto diffuse anche in Europa, diventino poi inesistenti in campo globale.
Difficile per esempio accettare l’idea che una Vw Sagitar (chi ne sa qualcosa?) venda quasi il doppio della Fiat Panda e che la cinese Geely Emgrand venda come la Fiat 500 che rimane l’italiana più comperata nel mondo.
E’ il bello dei numeri che testimoniano come le city car siano un fenomeno del sud Europa (le Kcar lo sono invece nel solo Giappone), le utilitarie siano un successo nel solo Vecchio Continente mentre le medie (il nostro segmento C) vadano bene dappertutto, infastidite semmai dalle vetture più grandi, quelle che per noi fanno parte del segmento D.
Affidandoci ai dati completi riferiti ai primi 11 mesi del 2015, ecco allora che il podio mondiale è occupato da tre regine compatte: Toyota Corolla (la nostra Auris) con 1.134.933 auto vendute, seguita dalla Vw Golf (965.281) e dalla Ford Focus (751.232).
Al quarto posto e prima delle vetture medie, c’è la Toyota Camry (709.521) mentre la prima delle utilitarie è la Vw Polo, sesta assoluta (642.458) che precede nella categoria la Fiesta (507.074), peraltro decima assoluta.
Per le auto più popolari sulle nostre strade non c’è molta fortuna nei grandi numeri. La Fiat 500 (200.939) pur con il supporto che le viene dagli States, è solo tredicesima tra le “small cars”, dove dietro alle già citate Polo e Fiesta vengono nell’ordine Renault Clio, Toyota Yaris,Honda Jazz, Peugeot 208, Kia Rio, Opel Corsa, Hyundai i20, Chevrolet Sail per limitarci alla top ten.
Tra le piccoline invece la Chevrolet Spark primeggia (174,627), mentre la Vw Up! (166.783) lotta con la Ford Ka (161.370) e la Fiat Panda (159.532). Ma in valori assoluti siamo lontanissimi dalle prime della classe. E meno male, verrebbe da dire, perché se i nostri centri medioevali fossero presi d’assalto dalle auto che primeggiano nel mondo, di spazio per muoversi ne resterebbe tanto di meno.
A proposito, e per curiosità, nessuno dei miei amici aveva la minima idea che il modello più venduto al mondo – e con tanto margine – fosse la Toyota Corolla. Per tutti loro l’Auris non esisteva proprio, in compenso tutti immaginavano la Yaris molto in alto, pur se non proprio in vetta.