Archive for marzo, 2016

Una nuova Fiat no-frills in arrivo? Se sì, ecco perché

Una nuova Fiat no-frills in arrivo? Se sì, ecco perché

marzo 29, 2016  |  Senza categoria  |  40 Commenti  |  Lascia un commento


Autologia.net è un sito molto vivace, pieno di spunti interessanti per gli appassionati dei motori, che è stato messo in piedi poco più di un anno fa da Alfio Manganaro, già capo ufficio stampa in Fiat: un collega che ha il gusto della notizia e la voglia ammirevole di dar vita a uno spazio che prima non c’era.
Ebbene qui http://autologia.net/arrivo-fiat-mobi-city-suv-brasiliano/ è apparsa l’anticipazione di una nuova vettura che la Fiat sta lanciando sul mercato sudamericano e che, per prezzo e dimensioni, potrebbe trovare molte adesioni anche sul mercato di casa nostra, soprattutto in scia il successo travolgente che sta incontrando la Tipo.
Il messaggio è chiaro: chi deve cambiare auto vede di buon occhio prodotti non troppo sofisticati e dal prezzo invitante. E’ un ritorno al passato, perché negli ultimi anni c’era invece stata la gara a chi aggiungeva di più sulle automobili per renderle appetitose ai pochi potenziali clienti che si affacciavano in concessionaria. Oggi che le vendite sono riprese, e che stanno tornando quelli che debbono cambiare auto con già un po’ di anni sulle spalle, ecco che l’offerta ritrova un pubblico che era rimasto in prudente attesa, quello che nel 2007 e nel 2009 aveva cambiato vettura per godere degli appetitosi incentivi statali. Quindi non malati di auto, bensì bisognosi di un mezzo di trasporto: gente più orientata alla sostanza che all’apparenza, peraltro una clientela che aveva storicamente fatto la fortuna del Gruppo nazionale oggi diventato America-centrico.
Chissà se la succosa anticipazione, un tempo si sarebbe detto lo scoop, di Autologia si avvererà. Anche secondo me la Fiat Mobi potrebbe sorprendere tutti e ripetere le performance della Tipo. Sempre che a Torino non esitino, proprio per non mettere troppa carne al fuoco e cannibalizzare le vetture made in Turchia che tanto stanno performando.

E adesso vai col 10 marce. Se non ce l’hai non sei nessuno

marzo 22, 2016  |  Senza categoria  |  65 Commenti  |  Lascia un commento

A gennaio, durante il Salone di Detroit, è stata presentata la nuova coupé 2+2 Lexus LC 500 con il suo cambio automatico a 10 marce. Tutti a dire oh, e nemmeno due mesi dopo ecco l’annuncio del nuovo cambio a 10 marce prodotto assieme da General Motors e Ford, con la GM che ha già annunciato che lo monterà entro due anni su almeno otto modelli a trazione posteriore. Non è ancora chiaro invece su quanti modelli Ford verrà montato, ma è sicuro che già in autunno lo si vedrà sulla nuova Raptor.
Dunque la bulimia di marce si sta diffondendo tra i vari costruttori, tanto che gli ex-avveniristici 9 marce paiono già destinati esclusivamente alle versioni a trazione anteriore o integrale (sulla 500X per esempio) dentro le quali trovare lo spazio per le scatole dei cambi, ormai più grandi come dimensioni degli stessi motori, diventa arduo.
Dove si arriverà di questo passo? Difficile dirlo perché pochissimi anni fa si pensava che oltre a 8 marce fosse inutile andare, invece si continua sempre a crescere per l’ansia di tenere il più possibile il motore al miglior rendimento. La ragione è evidente: meglio rende un propulsore, meno consuma. Che per un fabbricante di auto non significa pensare al portafoglio del suo cliente, bensì a emettere meno CO2 e stare così dentro i parametri di legge.
Di questo passo sembrerebbe allora naturale arrivare al cambio continuo che, di per sé, sarebbe l’ideale. Ma qui la faccenda si complica molto e al momento non pare un traguardo a portata di mano. Però le 11 o le 12 marce? Mah, magari sulle auto più grosse e con cambi in linea (per questo sono favorite le trazioni posteriori) non è detto che non avvenga. D’altronde io appartengo a una generazione che già giudicava all’avanguardia vetture con il cambio a quattro marce, e rivoluzionarie quelle a cinque, che non mi stupisco più di nulla. Ringrazio soltanto il Cielo che tutti questi rapporti fioriscano dentro un cambio automatico: se fossero su un manuale tradizionale sai che fatica sarebbe innestare il rapporto giusto…

Perché le auto di domani non sono mai come si immaginano?

marzo 15, 2016  |  Senza categoria  |  36 Commenti  |  Lascia un commento

Nei corridoi di Quattroruote si parla inevitabilmente di automobili. Chi ci lavora non le subisce ma resta un inossidabile innamorato di questo mondo, e ogni occasione è buona per intavolare discussioni che hanno un senso soltanto per via del piacere di parlarci sopra. Se s’incrocia Calzone, il nostro archivista dal cuore che più rosso non si può, si disquisisce esclusivamente di Ferrari e di F1, con Stassano si parla soltanto di piacere di guida e delle emozioni che ne derivano. Per l’ingegner Boni, che guida benissimo anche se non se vanta mai, il futuro è sempre troppo in là, mentre Di Giusto trasuda una passione cui il vigliacco soprannome di “Lumacher”, cucitogli addosso quando correva in salita con macchine improbabili, non rende per nulla merito. La lista delle chiacchierate è interminabile e gli argomenti ogni volta sono differenti e spesso eccitanti.
Così giorni fa si conversava del domani, di come saranno le automobili che si dovranno provare e poi giudicare. Chi applaudiva la Porsche per la scelta della 911 R così retrò nelle sue scelte di base (niente appendici aerodinamiche, cambio manuale e tanti cavalli) veniva subito zittito dal dissacratore di turno che faceva notare che a Stoccarda ci credono a tal punto di produrne appena 991 quando delle 225 mila vetture vendute nel 2015 oltre 155 mila sono state SUV Cayenne o Macan. Chi invece si avventurava sulle linee delle auto che verranno, quelle sempre immaginate a propulsione elettrica e guida autonoma, era immediatamente riportato sulla terra ricordando che anche 50 anni fa ci s’immaginava le auto volanti invece siamo stati invasi dalle vetture a nafta.

Schieramenti e partiti che danno sale al lavoro, però l’argomento auto e futuro rimane molto affascinante e merita, per quanto terra terra, una spiegazione. Perché allora quando si realizza un futuribile oggetto di design (e in particolare un’automobile) sarà sempre lontano da quanto poi accadrà? Perché l’inesistente pretende sempre un grande salto immaginifico, mentre nella realtà si sarà sempre costretti a procedere per piccoli avanzamenti. La Firebird degli anni 50 e la possibile Titan della Apple oggi sono delle provocazioni di stile, una rappresentazione del sentimento del momento congetturato per il domani. Ma le automobili non sono mai diventate come la Firebird del secolo scorso e forse nei prossimi 50 anni non saranno come la immaginata Titan.

La sorpresa della bella Scenic

marzo 8, 2016  |  Senza categoria  |  48 Commenti  |  Lascia un commento

Una delle automobili in passerella a Ginevra che ha raccolto più interesse da parte degli addetti ai lavori è stata certamente la nuova Renault Scenic. La linea filante, quasi da monovolume-coupé, è stata gradita così come l’impatto caratterizzato dalle grandi ruote..
In effetti i cerchi da 20 pollici catturano l’occhio, poi uno si chiede che effetto farà la vettura con le ruote normali, cioè con cerchi da 16 o da 17 o meglio ancora da 18 pollici. Non saranno troppo grandi i passaruota?
Nessun problema: l’auto sarà venduta soltanto con i cerchi da 20, roba da supercar di sogno di qualche anno fa. Ruote alte e molto strette per migliorare i consumi in quanto il diametro grande deforma meno il pneumatico.
Se conta l’apparenza, tutto fila. In realtà però le ruote appaiono molto strette semplicemente perché i cerchioni sono esagerati, ma a ben guardare si tratta di gomme a spalla bassa (55) ma da 195 che è roba mica male come impronta visto che questa larghezza, sui cerchi da 15, è ancora la seconda più diffusa (la prima è la 205/16).
Dunque sono belle sberle come coperture, anche perché sono state prodotte appositamente per questo modello in attesa di trovare un domani altri costruttori che le adotteranno.
Domanda, estetica a parte: la riduzione dei consumi interessa in questo caso di più all’utente finale o al costruttore in sede di omologazione?
Già, perché queste gomme costeranno presumibilmente un 40 o 50 per cento in più di quelle tradizionali (il calcolo della serva quantifica il tutto sui 200 euro in più a treno) e bisognerebbe allora valutare la percorrenza reale in più per litro di carburante. Un bel tema per chi ama fare calcoli e riesce a mettere insieme tutte le possibili variabili legate allo stile di guida, ai tipi di fondi stradali che presumibilmente si affronteranno e perché no, anche alle temperature esterne di utilizzo.
Per noi, utenti più terra terra, è più comodo pensare a un pareggio. Con un pro legato all’estetica dell’auto che ha sempre il suo peso, e un suo contro riconducibile al rischio del possibile danneggiamento di una gomma legato o a una buca malandrina oppure a una foratura disgraziata. L’occhio vuole la sua parte, il portafoglio 50 euro in più di scorta. Che su una macchina così ben armoniosa sono poi un rischio che vale la pena di correre. O no?

Al salone di Ginevra il futuro è una palla. Di gomma

marzo 3, 2016  |  Senza categoria  |  21 Commenti  |  Lascia un commento


Al Salone di Ginevra, nelle giornate di apertura riservate agli addetti ai lavori si respirava un’atmosfera speciale e si girava sollevati da terra: moltissime novità assai interessanti, un mercato italiano da pieno boom economico e uno sguardo sul futuro prossimo venturo come se fosse davvero dietro l’angolo.
Vi risparmio le auto nuove perché se ne parla in ogni dove, ma vi segnalo la cosa più curiosa che ha catturato il mio occhio e stimolato la mia mente: la gomma-palla di Goodyear. Una provocazione, penserete, e probabilmente avrete ragione. Ma il vostro vecchio cronista, che ne ha viste tante (e altrettante le ha buttate nel cestino) non è rimasto insensibile a questa folle idea perché se è di domani che si deve parlare, che sia davvero domani e non un oggi camuffato.
Dunque di che cosa si tratta: di un nuovo pneumatico dalla forma sferica che ben si sposa con le auto-non-auto che ci stanno prefigurando, dove il pilota legge il giornale mentre l’auto si sposta e fa quello che le pare.
Si legge questo sul comunicato stampa ufficiale: “La forma sferica di Eagle-360 è stata ideata per fornire la massima manovrabilità, grazie all’orientamento multiplo e antinausea, che consente alla vettura di muoversi in tutte le direzioni e, grazie alla sua capacità di curvare a 360°, faciliterà il parcheggio anche in spazi ridotti. In più sarà collegato al veicolo attraverso levitazione magnetica, che aumenta il comfort dei passeggeri e riduce la rumorosità. I sensori all’interno del pneumatico registrano e regolano l’usura, rilevano le condizioni metereologiche e del manto stradale e comunicano tutte queste informazioni alla vettura. Grazie all’utilizzo della stampante 3-D per produrre il battistrada sarà possibile personalizzare il pneumatico creando l’opzione ideale in base alla zona di residenza dell’automobilista.
Il concept è stato sviluppato avvalendosi delle ultime scoperte in campo biomimico, ovvero la scienza che prende ispirazione dalla natura: Il battistrada riproduce il disegno di un particolare tipo di corallo (corallo – cervello), i tasselli e le scanalature multi-direzionali contribuiscono ad assicurare un’area di contatto sicura. Il fondo delle scanalature ha le stesse caratteristiche della spugna naturale, che si indurisce quando è asciutta e si ammorbidisce quando è bagnata, per offrire adeguate prestazioni di guida anche in caso di pioggia e una buona resistenza all’aquaplaning”.
Vabbé è fantascienza. Comprendo il vostro scetticismo, però dopo continue flebo ad alto contenuto di guida autonoma, una gomma a sfera che firma la svolta non poteva mancare. Fantascienza per fantascienza almeno un film nuovo è arrivato sui nostri schermi.
Questo il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=_uEDO1hAfmE