Archive for agosto, 2016

Giugiaro e le sue visioni

agosto 25, 2016  |  Senza categoria  |  35 Commenti  |  Lascia un commento

Sono passati almeno quarant’anni, ma il ricordo è ancora vivido. Ero al Salone di Ginevra mescolato a molti colleghi che contavano più di me. Un piccolo capannello attorno al già celebrato Giorgetto Giugiaro che parlava a ruota libera. Ricordo bene che enunciò tra lo stupore di tutti i presenti (e pure tanto scetticismo, va sottolineato) che secondo lui il futuro del car design avrebbe dovuto guardare a vetture alte, comode, tutto fuorché filanti.
Ora, che il car designer del secolo sia sempre stato capace di vedere lontano è storia nota. Però così lontano non se lo poteva aspettare nessuno. Aveva appena presentato il taxi Alfa Romeo New York e sembrava più una difesa necessaria del suo lavoro che una vera e propria visione. Invece poco dopo svelerà la Lancia Megagamma che era antesignana di tutte le MPV che arriveranno negli anni a seguire, senza parlare della moda attuale che è deflagrata nelle SUV e nelle crossover.
Perché ho tirato fuori questa storia? Semplicemente perché ho letto le recenti dichiarazione di Stefano Domenicali, numero uno della Lamborghini, che ha chiarito che a Sant’Agata si aspettano di raddoppiare la produzione attuale con il prossimo arrivo della SUV Urus.
Sì, davvero Giugiaro ha sempre visto lontano. All’epoca se uno avesse parlato di un produttore di vetture Gran Turismo che pensava di ampliare la gamma con una berlinona o ancor peggio con una sorta di fuoristrada si sarebbe gridato allo scandalo (e infatti l’anticipatrice Lamborghini LM non funzionò…). Oggi, non soltanto non s’indigna nessuno, ma addirittura si parla di raddoppiare la produzione…

Quei luoghi comuni che infestano la F1

agosto 11, 2016  |  Senza categoria  |  39 Commenti  |  Lascia un commento

Roberto Chinchero è un bravissimo collega che ho avuto il piacere di avviare alla professione oltre venti anni fa. Adesso è diventato anche una voce popolare di Sky, e i suoi commenti durante i Gran Premi di F1 sono sempre attenti e competenti. Dalla sua ha una solida esperienza maturata nelle gare minori di monoposto, e questo gli dà una grande vantaggio nell’ambiente perché tutti i piloti che oggi animano in Circus lui li ha visti cominciare e li ha seguiti nella loro crescita. Insomma, ne sa tanto, e solo il suo senso della misura gli impedisce di fare a spallate con colleghi più blasonati ma che ne sanno molto di meno.
La premessa è doverosa perché vi voglio proporre una parte di un suo intervento su Facebook che dà un bel calcio a uno dei troppi luoghi comuni che girano attorno alla F1, quello dei piloti che oggi sono lì soltanto grazie al portafoglio pieno, anche se questo mai come adesso è assolutamente falso, retaggio di una realtà che aveva raggiunto vette vergognose negli anni 80, quando gli schieramenti erano sì rimpolpati da giovanotti con una esagerata dote al seguito.
Eccovi, di seguito, che cosa ha scritto Chinchero, note che sottoscrivo in pieno e che debbono illuminare i troppi ciechi che straparlano di F1 senza sapere quello che dicono:
“Oggi è stato ufficializzato il prossimo esordio in Formula 1 di Esteban Ocon. Mi fa particolarmente piacere perché (al di là di quello che riuscirà ad ottenere, e credo che non sarà poco) quella di Esteban è un’altra storia di un ragazzo che ha avverato il sogno di esordire in Formula 1 senza essere un pilota pagante. Ora, visto che leggo sempre tanti luoghi comuni sulla Formula 1, ho fatto appello alla mia memoria per un rapido calcolo. Dei 22 piloti che vedremo in pista a fine mese a Spa, ben 18 sono arrivati in Formula 1 per meriti, ovvero senza mettere sul piatto sponsorizzazioni o capitali personali. Valutando anche i restanti quattro (Gutierrez, Perez, Nasr ed Ericsson) comunque parliamo di gente che ha vinto campionati, e nel caso di Perez, diventati anche degli ottimi piloti”.
Premesso che correre in auto è estremamente costoso, certi pregiudizi sono difficili da estirpare, e chi scrive di F1 –per ignoranza o per cialtroneria- spesso si guarda bene dal farlo. Invece, mai come oggi si arriva in alto solo grazie al talento: le squadre bisognose non ci sono più (persino la Sauber si è sistemata) e tutti vogliono schierare il meglio in circolazione. La caccia ai giovani velocissimi è maniacale e lo schieramento se ne avvantaggia.
Bisognerebbe sottolineare tutto questo, invece passa il messaggio che il livello sia basso, che arriva in alto soltanto chi è raccomandato. Non è giusto e nemmeno onesto.
Meno male che qualche addetto ai lavori se ne è accorto. E lo scrive. Era ora.
Bravo Chinchero.