Archive for settembre, 2016

Se io fossi in Peugeot uno così non me lo farei scappare

Se io fossi in Peugeot uno così non me lo farei scappare

settembre 29, 2016  |  Senza categoria  |  35 Commenti  |  Lascia un commento

Da molti anni ho l’abitudine di chiacchierare con i tassisti per capire come vanno le auto che guidano. Si tratta di solito di piloti con esperienza e che percorrono molta strada. Pertanto possono informare senza interessi di parte sugli eventuali problemi dei vari modelli, cosa che a un giornalista di solito non è concesso, se non in occasione delle sempre più rare (e costosissime) prove di durata.
Così mi sono molto divertito ad ascoltare un tassista bolognese che mi ha portato all’aeroporto per raggiungere Parigi e il Salone dell’Auto.
Ebbene, se io fossi nella Peugeot uno così non me lo farei scappare: ce ne fossero dei venditori come lui nelle concessionarie. Era al volante di una 3008 posseduta per quattro anni e con alle spalle 170 mila km. Una vettura tenuta benissimo tanto che gli interni sembravano assolutamente nuovi e che lui, per ragioni fiscali, era costretto a lasciare per un modello nuovo: una Vw Touran.
A sentire il tassista, mai aveva avuto per le mani un’auto capace di non dargli il minimo problema – zero, zero, zero – insisteva a sottolineare, alla cui guida non si stancava, comoda anche per i passeggeri, e con un bagagliaio che gli permetteva anche quattro persone a bordo oltre a lui con relativi bagagli ingombranti.
“Ho guidato di tutto – ribadiva – ma mai nulla mi ha tanto soddisfatto”.
A quel punto gli ho chiesto perché non ne avesse preso un’altra tanto più che la nuova ha appena ottenuto anche le 5 stelle Euro NCAP, e lui mi ha risposto: “ che l’avrebbe fatto volentieri ma che ha dovuto rinunciare all’idea perché la nuova 3008, pur molto bella, è troppo SUV, cioè troppo alta da terra. Per molti clienti anziani, spesso anche in cattive condizioni fisiche per cui debbono chiamare uno come me, questo è un problema, e anche la vera ragione perché le SUV in versione taxi sono rarissime”.
Ho allora stabilito, una volta di più, che in ogni situazione ci possono essere dei limiti che anche noi, che per mestiere ci occupiamo di automobili dalla mattina alla sera, nemmeno ci immaginiamo. Ma al di là di questo la passione che questo guidatore trasmetteva mi ha veramente colpito. Non mi doveva vendere nulla: era semplicemente soddisfattissimo e dispiaciuto di privarsi di un mezzo che gli è entrato nel cuore. E mi ha aggiunto: “È sa quanto mi hanno dato per questa auto che a lei pare nuovissima e che peraltro è ancora perfetta? 5.500 Euro. Niente. E so già che la rivenderanno a 9 mila o 9.500…”. Le automobili, vivaddio, sono ancora oggetti di cui ci si può innamorare.

Se Skoda, con uno spot, ci riporta ai valori più veri

settembre 20, 2016  |  Senza categoria  |  41 Commenti  |  Lascia un commento

Ci sono cose che ogni tanto di riconciliano con la vita, non fosse altro che per dare un bel calcione all’abuso delle nuove tecnologie, al modus imperante di ragionare o convivere soltanto attraverso i social media e tutto quello che ci gira attorno. Insegnare come si sta al mondo, quali valori contano di più, non è peraltro compito dell’industria automobilistica, se però questo avviene bisogna battere le mani.
Esce, allora, in questi giorni un spot che fa molto pensare, ideato dalla Skoda Italia e capace di coniugare il cervello al cuore: il messaggio è la presa di coscienza di quello che siamo a confronto con il rischio di diventare quello che gli altri vorrebbero che fossimo. In sintesi io valgo per i miei meriti, non per i “mi piace” che ricevo sui vari social. Una risposta intelligente a situazioni che stanno diventando quotidianamente una brutta regola che sfocia tristemente nella ragazzina vittima di uno stupro e filmata dalle sue amiche che invece che intervenire in suo aiuto hanno pensato a che cosa avrebbero postato e sul relativo ritorno, nei dannati “like”.
Skoda entra allora nel nuovo modo di vivere il quotidiano, quell’ eccesso di tecnologia che una recente indagine mette sotto accusa con la forza dei numeri: il 39% delle persone avrebbe detto che si è stufata (finalmente verrebbe da aggiungere) della dipendenza da smartphone e derivati e vuole tornare ai rapporti interpersonali diretti.
Lo spot che si può vedere qui: https://youtu.be/PTTKD4Xn1D0, è una forte riflessione che arriva non a caso da una marca che poggia da sempre sulla consistenza, e che sta vivendo il suo momento magico con oltre un milione di vetture vendute a fine anno (chi poteva immaginarlo soltanto dieci anni fa?) facendo boom persino sul mercato italiano (+34% su una media di crescita di +17%) dove da sempre l’apparire conta più dell’essere. E tutto senza avere ancora in listino una SUV, cioè quella specie di assegno circolare che sta facendo la fortuna di molta concorrenza. Il rimedio a questa lacuna arriverà a breve con l’attraente Kodiaq, attesa nelle concessionarie il prossimo marzo, e poi, un anno più avanti con la rivisitazione della Yeti in versione crossover. Ma sarà un di più, perché la soddisfazione è quella di aver comunque imposto nel tempo la filosofia di semplificare la vita a bordo dei clienti, e quella di far apprezzare la sostanza al posto dell’effimero: valori che nella società attuale si vanno vieppiù imponendo come conseguenze positive di una lunga crisi economica che ha colpito duro.
Cercare clienti tra quelli che pensano piuttosto che tra quelli che cliccano è un annuncio chiaro e pure controcorrente: le auto per quello che offrono come auto e non per quello che promettono come sussidiarie del telefonino e delle sue degenerazioni peggiori.

A Parigi scatterà l'ora X delle elettriche?

A Parigi scatterà l’ora X delle elettriche?

settembre 14, 2016  |  Senza categoria  |  44 Commenti  |  Lascia un commento

Al Salone di Parigi ormai alle porte potrebbe davvero scattare l’ora X tanto attesa: i costruttori tedeschi sveleranno al mondo il loro stato dell’arte riguardo l’auto elettrica e le loro ambizioni fanno molto pensare.
Mai prima si erano sentiti propositi altrettanto bellicosi, ad esclusione delle profezie di Carlos Ghosn alla fine del decennio scorso. Percorrenze in elettrico di 400 chilometri, tutto uno stuolo di modelli in arrivo da qui al 2020, piattaforme dedicate, la Bmw che smantella la “divisione i” e include i veicoli a impatto minimo insieme agli altri prodotti, la Volkswagen che anticipando l’arrivo del nuovo concept lo sistema sotto un velo a fianco di due vetture iconiche come la Beetle e la Golf, sono tutti segnali che non possono sfuggire.
Parlare conseguenze dello scandalo dieselgate è fin troppo facile. C’è stato un pastrocchio da cui l’industria mondiale cerca di uscire con le ossa meno rotte possibile, e tutti si tuffano verso il nuovo che nuovo non è, scoprendo all’improvviso che se po’ fa, che sotto pressione i pregiudizi, i limiti tecnici e le convenzioni si possono superare.
Allora delle due l’una: ci avevano sempre imbrogliato. Oppure, niente come la necessità aguzza l’ingegno.
Con gli anni se non proprio saggio, ho cominciato ad essere più attento. Provo a cogliere i segnali e mi faccio delle domande provando a darmi anche delle risposte. Credo allora che questa potrebbe davvero essere la volta buona. Se i colossi tedeschi si rifugiano lì significa che non sanno come reagire alle pressioni legate all’inquinamento che si preannunciano irrisolvibili, e poi che l’auto a guida autonoma, pur con tutte le sue oggettive difficoltà pratiche, sarà improcrastinabile e comunque esclusivamente elettrica.
Chi deve sostenersi economicamente non può allora restare alla finestra, e se il futuro lo vede esclusivamente in quella direzione, farà come sempre buon viso a cattivo gioco.
Con un ulteriore dubbio: che ne sarà delle vetture ibride plug-in se le elettriche pure arriveranno a breve a quasi 500 chilometri di autonomia?

E se la sorpresa viene dalla Bentley Bentayga?

settembre 5, 2016  |  Senza categoria  |  80 Commenti  |  Lascia un commento

A un mese dal giro di boa di metà anno e sempre a un mese dal Salone di Parigi che farà da attesa passerella per molte vetture che vivacizzeranno il mercato dell’auto negli anni a venire, mi sono guardato con molta attenzione i numeri legati alle vendite dei vari modelli sulle scena europea e ne ho tratte un po’ di considerazioni, del tutto personali, che vi ribalto per vostra curiosità.
Partiamo dalle cose di casa nostra, giusto per ribadire che sulle vetture piccole la scuola dell’ex mamma Fiat è ancora dominante. Il dominio di Panda (+20%) e 500 (+3,9%) continua imperterrito con Panda adesso davanti. Entrambi i modelli hanno passato quota 100 mila con la terza in classifica, la Vw Up poco sopra 50 mila (-4,3%).
Ma se la lotta in famiglia Fiat è molto ravvicinata, quella tra Kia Sportage e Hyundai Tucson è addirittura al calor bianco con appena 600 vetture a dividere le due gemelle (77.831 per Sportage contro 77.221 di Tucson…), anche se va detto che la Nissan Qashqai è ancora leader indisturbata davanti a loro con quasi il doppio di modelli venduti.
Lotta ai ferri cortissimi anche sul podio delle vetture Premium del segmento D, dove Bmw con la 3 ha superato la Mercedes Classe C con numeri molto simili (75.434 contro 74.998). Davanti, con 10 mila pezzi in più resta l’Audi con la A4.
Però, per non infilarmi in un elenco infinito, vi sottopongo due segmenti di cui si parla poco.
Le elettriche, per cominciare. Sono già passati otto anni dai grandi proclami di Renault e del suo grande capo Carlos Ghosn, però i numeri continuano ad essere miserevoli. In Europa, dove nell’area nord la sensibilità per i veicoli a basso inquinamento tocca punte ammirevoli , l’incremento annuo non arriva al 7% su una quota di mercato impalpabile. La regina è la Renault Zoe con 11.727 pezzi davanti alla Nissan Leaf con 10.876. È vero che gli incrementi di questi due modelli sul 2015 sono in apparenza confortanti (rispettivamente +40% e +25%), però i sogni di un decennio fa si sono molto ridimensionati.
Infine ho buttato l’occhio nel mondo del lusso dove si ragiona non in decine di migliaia bensì in termini di unità. Ebbene a comandare le danze è la Bentley Continental GT/GTC con 917 vettura davanti all’Audi R8 a 899, comunque con un significativo +43% a consolarla. La prima Ferrari è comunque sul podio come Vettel a Monza; terzo posto per la 488 (824) che precede la California (467) e la Maserati Quattroporte (397).
In ogni caso, se volete saltare sulla sedia, c’è al sesto posto una new entry che fa già scalpore: la Bentley Bentayga di fresco arrivo fa già meglio di Aston Martin Vintage e di Lamborghini Huracan. A Sant’Agata comunque sorridono. Se tanto mi dà tanto, con la loro Urus faranno sfracelli.