Archive for novembre, 2016

Continua la fuga dei grandi designer verso l’Oriente

novembre 30, 2016  |  Senza categoria  |  11 Commenti  |  Lascia un commento

L’ultima bomba che circola è il possibile approdo di Wolfgang Egger a capo del design della cinese Byd, uno dei marchi più vivaci e anche più all’avanguardia tecnica di quel Paese. Egger è un designer molto popolare in Italia perché all’Alfa Romeo è stato prima valida spalla di Walter De Silva per le riuscitissime 156 e 147 e poi per aver disegnato la bellissima 8C. Vi risparmio la sua lunga e prestigiosa carriera anche in Seat e in Audi oltre che a capo dell’Italdesign, una bella storia che però ultimamente vede tante teste cadere nel dopo Winterkorn, a riprova che il dieselgate continua ad avere forti ripercussioni non soltanto nel campo più strettamente tecnico. Succede infatti che quando cambiano i capi, finiscono per cadere in disgrazia anche i preferiti dai capi, poco conta infatti il loro valore assoluto.
Egger finirà in Cina dove già lavorano illustre matite come Gert Hildebrand (Qoros), Anders Warming (Borgward), Peter Horbury (Geely-Lynk & Co.) e Dimitri Vicedomini (Huasong-Brilliance) e questo significa che a breve l’assalto di quei produttori al mercato mondiale non si baserà soltanto su prodotti ben fatti e a prezzi concorrenziali, ma anche su vetture esteticamente molto riuscite. In fondo si ripeterà quanto è successo con le coreane Hyundai e Kia dove l’arrivo del grande Peter Schreyer (il papà dell’Audi TT prima serie) ha segnato una svolta stilistica molto importante che continuerà ancora dopo il rinforzo di un altro super designer come Luc Donckerwolke.
Volendo banalizzare si potrebbe dire che noi i designer li alleviamo e poi ce li facciamo rubare, ma è una sintesi troppo sciocca. In realtà il mercato globale è questo, e dobbiamo aspettarci un futuro che vedrà per forza la parte orientale del mondo protagonista assoluta. Semmai si può notare che i soli che resistono a forti contaminazioni nel campo dello stile sono i giapponesi, che reggono benissimo la scena puntando tutto sulla qualità e sull’efficienza senza preoccuparsi troppo dell’estetica (probabilmente Mazda a parte), però saranno anche i primi a doversi guardare dall’assalto dei loro vicini. A quando un celebrato designer occidentale a capo di un centro stile giapponese?

Se un’auto è una SUV ma non lo sembra

novembre 19, 2016  |  Senza categoria  |  48 Commenti  |  Lascia un commento

Al di là dell’incredibile ritorno mediatico incontrato dalla prima SUV dell’Alfa Romeo, 850 giornalisti stipati come sardine sotto il grande telone all’esterno dei padiglioni del Salone di Los Angeles e altrettanti in fila fuori e impossibilitati ad entrare, la vera stella dell’esposizione californiana è stata la concept i-Pace, prima vettura completamente elettrica della Jaguar.

Introdotta con una presentazione assolutamente inedita che ha portato gli addetti ai lavori in un mondo virtuale fuori da ogni immaginazione, l’originale vettura ha sorpreso per la purezza delle linee e per una forma decisamente inusuale per una SUV, o almeno per come siamo abituati noi a considerare le SUV.
Filante e bassa, con un impatto aerodinamico incredibile e la promessa di rispettare uno 0-100 sotto i 4 secondi ( risultato incredibile per un’auto che si avvicina ai 5 metri e peserà non meno di due tonnellate), questa vettura rompe molti schemi.

“Non ci sono state mai difficoltà nel pensare una vettura così nuova” ha chiarito Ian Callum, il geniale designer che l’ha concepita “anzi, è stata una gioia sin dall’inizio … La libertà è divertente. E questa auto elettrica, con tutte batterie stese lungo tutto il pianale è a suo modo un inno alla libertà. Certo, è stata anche una sfida complessa, ma abbiamo trovato i modi per superarla. Ci siamo messi dietro all’idea due anni e mezzo fa ed eccola qua la I-Pace, bella e efficiente come ci auguravamo.”

Resta il fatto che proprio non sembra una SUV, peraltro non sembra nemmeno grande quanto invece è, così il risultato è quanto mai intrigante.

Ancora una volta è venuto allora in aiuto Ian Callum: “SUV è l’acronimo di Sport Utility Vehicle, e questa è una sintesi perfetta per la I-PACE Concept. Il fatto è che sorprende tutti perché tradizionalmente le SUV non hanno mai avuto un profilo elegante essendo sempre nate su architetture classiche, ma le libertà che può offrire una vettura elettrica come questa può permettere di rispondere alle esigenze di un cliente di una SUV senza costringerlo dentro una gabbia molto aggressiva.”

Si aprirà una via estetica nuova? Tra gli stand del Salone di Los Angeles se lo sono chiesti in molti.

2 milioni di auto nuove in Italia nel 2017?

novembre 11, 2016  |  Senza categoria  |  12 Commenti  |  Lascia un commento

Ormai non ci sono più dubbi: l’anno 2016 si avvia a un risultato straordinario riguardo al mercato auto nazionale. Si passerà quota 1 milione 850 mila vetture immatricolate, un numero che soltanto tre anni fa pareva un miraggio.
La grande crisi aveva colpito durissimo, e dai 2 milioni e mezzo di veicoli del 2007 si era scesi a poco più di un milione e 300 mila, praticamente la metà. Un vero incubo per i costruttori, con una strage di concessionarie che avevano messo sulla strada almeno diecimila addetti, ma probabilmente molti di più.
La crescita continuerà ancora? Le sensazioni sono buone anche per il 2017, ma è giusto chiarire che oltre questa quota si entra nel campo delle forzature. Fisiologicamente il nostro mercato deve assorbire i numeri attuali, per fare di più occorrono incentivi di vario tipo capaci di drogare la domanda e non sempre questi sono poi un bene.
Non a caso la ripresa è molto figlia dell’invecchiamento delle tante automobili vendute nel 2007 quando gli incentivi statali furono esagerati. Ed è stato un risveglio tardivo, perché nella media il ricambio avviene attorno ai 7 anni di vita. Si è andati più lunghi proprio per il difficile momento economico – che perdura da almeno sette anni – e che peraltro non promette grandi inversioni di rotta nel breve tempo. Poi, però, chi ha bisogno di un mezzo per spostarsi si sacrifica per sostituire quello che ha in casa con uno più efficiente. È proprio questa onda lunga che potrebbe assicurare un buon ricambio, e quindi vendite del nuovo, ancora per un po’.
Ghiotta opportunità, allora, per chi può presentare modelli nuovi e cavalcare l’onda della domanda. Infatti chi mette mano al portafoglio dopo una lunga attesa è sempre portato a stupire prima se stesso di chi lo circonda. Ha voglia di avere, nel limite delle sue possibilità , l’oggetto più d’avanguardia perché poi sa che dovrà tenerselo stretto per tanto tempo.
Arriveremo a due milioni l’anno prossimo? Molti analisti ne sono convinti mentre i costruttori tengono ancora il freno a mano tirato. Il dibattito è aperto, ed è pure divertente: sono tempi in cui chi si lancia in previsioni non ci sta azzeccando molto.

Che cosa non può più mancare su un’auto di oggi

novembre 2, 2016  |  Senza categoria  |  50 Commenti  |  Lascia un commento

Come deve essere l’auto utilizzabile nel suo senso più moderno? Ormai ci sono delle regole ben precise al di fuori delle quali ci stanno soltanto le vetture speciali, le sportive, le microcar oppure le vetture di super lusso.
La filosofia che va già per la maggiore, e che sarà alle base della stragrande maggioranza delle automobili di un prossimo futuro al di là del tipo di alimentazione che le equipaggerà, deve rispondere a questi criteri di base: dovrà essere facilmente parcheggiabile, di lunghezza il più possibile contenuta eppur con ciò confortevole per gli occupanti, di facile accesso (comoda per salire e per scendere) e divertente da guidare.
Detto così sembra un po’ l’uovo di Colombo, ma andando un po’ più a fondo si legge il tutto con queste caratteristiche:
• L’auto dovrà essere il più possibile leggera e con un basso momento d’inerzia
• Dovrà avere una distribuzione dei pesi il più possibile bilanciata
• Essere dotata di sospensioni al miglior livello sia dal punto meccanico che elettronico
• L’infotainment di bordo dovrà garantire il meglio sia per quello che riguarda il suono e le possibilità di sfruttare le opportunità delle rete, ma deve parallelamente regolare e ottimizzare il feeling di guida e assicurare differenti possibilità di prestazioni (eco, normale, sport…)

Infine deve trasmettere al cliente un’alta qualità percepita
Attorno a tutto questo gli ingegneri e i progettisti si arrovellano, ben sapendo che rinunciare qualcosa significa fare un grande regalo alla concorrenza.
La ciliegina sulla torta verrà poi dal design e dallo stile, valori che hanno un peso esagerato su molti mercati (da noi in particolare) ma anche meno peso su tanti altri, ragione per cui chi produce automobili sa bene che i punti chiave sono gli stessi per tutti, e pertanto si possono considerare ormai imprescindibili, mentre una linea ben riuscita oppure una grande affidabilità diventano ragioni in più per un acquisto senza essere però indispensabili.
Se ci pensate, è una vera rivoluzione soprattutto per quelli che si sono innamorati delle automobili abbastanza indietro nel tempo. Una volta si accettava un’automobile brusca, poco confortevole e magari pure brutta purché avesse sotto il cofano un motore potente, oppure si sceglieva un modello semplicemente perché assicurava una tenuta di strada formidabile, oppure ancora perché la sua linea era ricca di fascino: insomma, anche una sola caratteristica capace di fare la differenza, era già sufficiente per operare un acquisto. Al contrario, oggi e soprattutto domani, l’auto dovrà avere al minimo tanti requisiti e semmai potrà avere altre peculiarità come aggiunte, ma queste ultime da sole non basteranno più per giustificare la spesa in concessionaria.