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Chi sarà la sorpresa del 2017?

dicembre 20, 2016  |  Senza categoria  |  76 Commenti  |  Lascia un commento

Adesso arrivano le Feste e di tempo da dedicare al blog ne avrete poco. Però non potete cavarvela così, perché io invece vorrei farvi lavorare anche sotto l’albero. Arriva l’anno nuovo e io vi propongo una personalissima schedina: 13 vetture di cui una sola veramente premium (ma è di casa nostra e non potevo rinunciarvi) da osservare con grande attenzione perché potrebbero cavarsela bene sul mercato. Ditemi poi voi se tra queste ci sarà la sorpresa dell’anno, e se sì, fatemi sapere quale.
1. Alfa Romeo Stelvio. Dopo la fascinosa Giulia sono in molti a scommettere che sarà proprio con questa SUV, un po’ coupé e molto glamour, che l’Alfa segnerà numeri importanti relativamente al segmento in cui competerà, che non è certo quello delle utilitarie a buon prezzo.
2. Citroen C3. La sua linea sbarazzina e il sistema che filma e assicura selfie a bocca desidera dividono già i lettori di Quattroruote tra conservatori e progressisti. A mio avviso è un prodotto molto azzeccato. La prima C3 lanciò nel firmamento Olivier François, allora direttore generale; questa farà la fortuna dell’ottimo Eugenio Franzetti che ha lasciato la Comunicazione per la Direzione Vendite?
3. Ford Fiesta. Impatterà sul mercato soltanto nella seconda metà dell’anno, ma sarà una delle regine del prossimo Salone di Ginevra. A sentire quelli dell’ovale blu la best seller di casa Ford sarà rivoluzionaria, e vorrebbe ripetere il boom del 2009 quando da sola riuscì a prendersi il 5% di quota, un risultato incredibile. Difficile che si ripeta, però sarà una cliente indigesta a tanti concorrenti.
4. Hyundai i30. Chi li ferma più i coreani? Auto ben costruite, garanzia lunga e da un po’ c’è pure lo stile. Il mix è ideale per fare numeri. Semmai quello che manca un po’ è il pepe. Anzi no, sullo slancio delle imprese nei rally, arriverà anche la versione da 250 CV per sfidare apertamente la Vw Golf GTi. L’alta Corea ci annegherà?
5. Kia Rio. Secondo me una delle regine di Parigi lo scorso autunno. Ben fatta come sempre e più gustosa che mai. Dovrà vedersela prima di tutto con i cugini di Hyundai che vanno a gonfie vele con la i20 e a cui dovranno per forza pestare i piedi. E poi con tutta l’altra concorrenza che già la teme, oltre che per lo stile, anche per il sempre straordinario rapporto prezzo/qualità.
6. Mini Countryman. Vista da vicino a Los Angeles ha fatto impressione perché ormai di mini, nel senso di piccolo, non c’è più niente. Però è una vettura tosta e capace di far innamorare gli amanti del genere. Non costerà pochissimo, ma pare lo sbocco naturale per quei clienti fedelissimi che adesso pretendono qualche cosa di più.
7. Nissan Micra. È a suo modo una vera rivoluzione perché si tratta di tutta un’altra automobile. Addio India, e a tutte le ombre che l’accompagnavano, per rifarsi una verginità potendo contare su una base che sta funzionando alla grande, quella della Renault Clio. Guarderà ad un pubblico differente, e se il pubblico differente guarderà verso di lei sarà un successo annunciato.
8. Peugeot 3008. È già un fenomeno travolgente e promette di tenere bene anche nell’anno nuovo. Diversa in tutto rispetto alla versione che l’aveva preceduta, questa SUV ambiziosa spalanca nuove opportunità alla Casa del Leone che fin qui aveva ammiccato soprattutto alle monovolume. I concessionari sono molto fiduciosi e non tremano nemmeno per l’arrivo dell’altrettanto attesa nuova 5008.
9. Renault Koleos. In redazione a Quattroruote mi assicurano che spaccherà perché ha un design forte e motori turbo, sia benzina che diesel, da fare paura. Per i francesi è un buon momento sul nostro mercato grazie a una gamma tutta nuova. Mancava solo questa “ciliegiona” a completare la festa.
10. Seat Ibiza. Onestamente non ho idea di come sarà e nemmeno su quanto costerà. Negli anni ho però conosciuto bene De Meo e ho toccato con mano tanti suoi miracoli. Pertanto sono curiosissimo di capire come posizionerà l’auto simbolo dell’industria spagnola, e mi aspetto sorprese e fuochi d’artificio. Ma con me se le aspettano anche i concorrenti.
11. Skoda Kodiaq. Ne ho già parlato qui, e pure in modo lusinghiero perché ha una linea molto accattivante e assicura un senso d’insieme perfettamente riuscito. Molti analisti sono convinti che sarà la vettura che definitivamente sdoganerà la marca ceca anche da noi, con numeri in linea con il resto d’Europa dove viaggia a gonfie vele.
12. Suzuki Ignis. Nelle grandi città passerà forse inosservata, ma c’è tutto un mondo che l’aspetta a braccia aperte. Sono quelli che abitano in regioni di alta collina oppure di montagna dove un’auto ben fatta che si arrampica dappertutto può essere una insidiosa alternativa alla Panda 4×4 che spopola ma che costicchia abbastanza di più. Mi piacciono le sfide, e questa me la gusterò.
13. Toyota C-HR. L’ordine alfabetico la penalizza, ma nella mia curiosità è al primo posto perché per la marca giapponese leader nel mondo è una sfida mica da ridere. Non certo per la qualità, va da sé, e nemmeno per la tecnologia, ma per la linea esagerata che la caratterizza. Un’auto un po’ marziana da tenere molto d’occhio: specialmente in Italia i modelli un po’ sfrontati colpiscono spesso nel segno.

Spegnete quella luce, please

dicembre 7, 2016  |  Senza categoria  |  61 Commenti  |  Lascia un commento

Ebbene sì, macino molti, troppi, chilometri in autostrada e ogni anno ritrovo gli stessi problemi, quasi che si davvero impossibile venirne a capo. La nebbia, per esempio: si è tanto ridotta anche in quelle parti del nord Italia dove è sempre stata di casa. Ma mica può sparire del tutto.
Così ogni tanto si ripresenta, a volte davvero molto fitta e più spesso appena accennata oppure a banchi. Ecco, in quel momento mi ritrovo davanti troppi guidatori che accendono i fari antinebbia (anche andando a 100 all’ora o ancora di più, quando cioè la luce bassa che illumina pochi metri davanti all’auto diventa un fastidio invece che un aiuto perché oscura la visuale lontana) e soprattutto si dimenticano di spegnere la luce posteriore rossa non appena la nebbia sparisce. Così chi segue si trova a percorrere ore alla guida tormentato dal semaforo della vettura davanti che perfora il cervello e non è di nessun aiuto né per chi precede né per chi sta dietro.
Insomma, quello che dovrebbe essere (e lo è in condizioni adeguate) un grosso aiuto alla sicurezza diventa un fastidio, e alla lunga un pericolo, perché ipnotizza ed acceca chi è costretto a stare al passo, oppure a sfilare, vetture dentro le quali i rispettivi guidatori per nulla s’interessano della loro inutile fonte di luce posteriore.
Ovviamente chi è costantemente sgarbato con il prossimo non verrà mai sanzionato per questo, sarebbe troppo facile, pertanto ogni volta finisco con l’augurargli di stare lui per ore in colonne dietro ad un altro conducente maleducato quanto lui, ma so che non succederà perché in troppi casi lui sarà un guidatore occasionale, uno che fa poca strada, oppure uno che stando dietro nemmeno capirebbe perché disattento alla visuale e quindi poco infastidito.
Soluzioni? Non ne trovo, però vado giù di testa e mi trovo costretto a sognare l’auto che guida da sola perché a perdere la vista sarebbe lei e non io, e perché in quel nuovo mondo dove presto cadremo, l’auto davanti non sarebbe così inutilmente scorretta verso il prossimo.