Archive for febbraio, 2017

Car of the Year. Ecco chi vincerà e perché

febbraio 21, 2017  |  Senza categoria  |  143 Commenti  |  Lascia un commento

Ci siamo di nuovo: il 6 marzo a Ginevra verrà svelata la vettura eletta “Car Of The Year 2017”. I 58 giurati voteranno entro il 3 marzo e come sempre l’esito finale aprirà mille discussioni tra gli appassionati.
Come molti sanno qua dentro, ho fatto parte di questa giuria per 21 anni, nel corso dei quali ho imparato a capire i differenti modi di ragionare dei colleghi che, provenendo da tutta l’Europa, dal Portogallo alla Russia, dalla Scandinavia alla Grecia, tengono conto di esigenze differenti, di culture differenti e anche di priorità differenti.
Sulla base dell’esperienza, da diversi anni su questo blog ho provato ad immaginare come sarebbe andata a finire,e finora ci ho sempre preso, motivando sempre il mio perché, ben sapendo però che non potrà essere sempre così.
Non mi esimo dal farlo nemmeno quest’anno, allora, ricordando che la quarantina di candidate (tutte auto uscite nell’anno 2016 e con la richiesta tassativa di poter essere ordinate in almeno 5 mercati) si è assottigliata a 7 vetture finaliste, troppe a mio avviso in quanto se le prime quattro o cinque escono dalla selezione abbastanza ben delineate, gli ultimi due o tre posti fanno parte di un grande calderone dove bastano pochi voti per far preferire un modello anziché un altro.
Vado, allora, con la logica di sempre, partendo da quelle con minori possibilità di farcela via via risalendo verso il podio e a quella che secondo me sarà la vincitrice.
Ecco, dunque, chi non vincerà di sicuro. Elenco due auto: la Mercedes Classe E e la Volvo S90/V90. Dico la Volvo perché di fatto non è una vettura nuova, bensì la riproposizione come berlina della magnifica SUV XC90 che l’anno scorso ha sfiorato la vittoria dopo un eccitante testa a testa con l’Opel Astra. Stesso pianale, stessi motori, stesso tutto: per questo dai giurati avrà pochi voti. La fascinosa Mercedes Classe E è invece più nuova ed è pure ambiziosa, ma al di fuori della Germania rischia di bucare poco. Costa molto e non è abbastanza rivoluzionaria per farsi preferire. Di sicuro faticherà a prendere voti sui mercati latini, ma anche gli inglesi potrebbero rivelarsi reticenti. No, per me è fuori dai giochi.
Non vedo benissimo nemmeno Nissan Micra e Citroen C3. La Micra non è ancora su strada in troppi Paesi, e questo la rende un oggetto un po’ misterioso. È vero che i giurati hanno potuto provarla, ma sempre in condizioni molto riservate, mai sulle vie di tutti i giorni. L’impatto con l’uso quotidiano è invece molto importante in una valutazione di questo tipo, inoltre il giurato premuroso misura anche l’attenzione dell’uomo della strada. Temo che Nissan pagherà in termini di voti la presentazione nella parte finale dell’anno. La Citroen C3 subirà per contro la concorrenza interna con la Peugeot 3008 e, paradossalmente, i suoi punti forti, quelli che la premieranno sul mercato, valgono poco agli occhi di molti giurati, soprattutto quelli del nord: l’estetica riuscita e l’infotainment a bordo. Il resto della vettura non è altrettanto innovativo e questo le costerà un po’ caro.
Toyota. La C-HR divide in maniera manichea l’uomo della strada. Ha un’estetica molto caratterizzata che piace da impazzire oppure lascia sgomenti. Questo di solito non è mai un male sul mercato, ma impressiona poco i giurati che guardano più ad altri valori piuttosto che l’estetica. E di valori dentro la C-HR ce ne sono molti, manca però la motorizzazione diesel che, per quanto oggi l’immagine dei propulsori a gasolio sia offuscata al pari dell’olio di palma, continua comunque ad avere numeri che contano molto. Se non mi sbaglio sui giurati (qualcuno negli ultimi tempi è di fresco arrivo e non ho avuto modo di vederlo in azione) questa assenza verrà notata e sottolineata in negativo. Considero la H-CR come mina vagante, anche perché in passato Toyota ha colto successi strepitosi con la prima Yaris e poi con la Prius, ma penso che al massimo salirà sul podio e lì si fermerà sul terzo gradino.
Sarà allora testa a testa tra Peugeot 3008 e Alfa Romeo Giulia? Penso di sì. La SUV francese ha una gamma di motori al più alto livello e viaggia sull’onda del successo commerciale di questa tipologia di veicoli che però non sono mai riusciti a vincere l’Oscar delle auto, appunto il Car Of The Year. Che cosa può disturbare la 3008 nella sua caccia al titolo? La presenza della Citroen C3 che un po’ di voti glieli ruberà e poco altro. È una candidata fortissima. Se non ce la farà sarà soltanto per colpa della Giulia.
Dunque l’Alfa Romeo potrebbe spuntarla, anzi, la spunterà. Si tratta di un’auto assolutamente nuova in tutto, con motori aggressivi e una piacevolezza di guida sconvolgente che non passerà inosservata a chi deve votare. In più è di fatto il ritorno in grande stile di un marchio dal blasone lustrissimo e per i giurati latini avrà peso anche la sua linea che sa sedurre chi dà ancora valore allo stile.
M’immagino quindi un arrivo allo sprint un po’ come successo l’anno scorso, e penso che alla fine la spunterà la Giulia. Ma mentre scrivo i giurati ci stanno ancora pensando e li immagino più che mai combattuti. Il 6 marzo sapremo tutto.

E poi uno dice che le auto sono sempre uguali

E poi uno dice che le auto sono sempre uguali

febbraio 14, 2017  |  Senza categoria  |  91 Commenti  |  Lascia un commento

Nelle ultime settimane mi sono goduto un bel po’ di vetture esposte prima a Ferrara in occasione di Auto e Moto del Passato e poi a Torino per Automotoretrò. Un tuffo all’indietro per respirare quell’aria di un tempo che riempie i polmoni di molti di noi che guardiamo con grande interesse a quello che ci prospetta il futuro ma anche con tanta nostalgia a quello che ci aveva regalato il passato.
Così, attraversando i tanti padiglioni ho imbarcato ricordi e fatto confronti. Soprattutto ho ripensato ai tanti discorsi da bar che animano le discussioni di noi appassionati quando parliamo delle auto di oggi. In particolare alla favola metropolitana che come un mantra accompagna l’uscita di tante automobili nuove: è uguale a quella che c’era prima che è uguale a quella di ancor prima.
Ecco, a spasso per queste esposizioni ha guardato molte nonne delle vetture di oggi e mi è venuta in mente la sequenza dell’uomo di Neanderthal che cresce, cresce e muta di aspetto pur sembrando sempre quello precedente.
E mi sono seduto su una Porsche 912, poi su una Golf prima serie e vi risparmio la Mini che avevo posseduto in versione Austin Cooper S con i codolini e i cerchi Minilite da 10 pollici. Io non sono certo cresciuto da allora, anzi, ma mi sono chiesto come facevo ad entrarci, sebbene nel 1969 ci avessi pure gareggiato.
La verità è che ci abituiamo e ci aspetteremmo sempre rivoluzioni invece che evoluzioni, e ci troviamo delusi quando questo non accade. Bisognerebbe allora guardare indietro dopo che si è fatto bene l’occhio all’ultimo modello. Ecco, salire su quello precedente è già un bel salto all’ingiù. Basta far passare un anno, meglio ancora due. Perché chi progetta le auto nuove vede e lavora dove non immaginiamo. Modifica, aggiunge, migliora e arricchisce. Lui lo sa, non fatichiamo a capirlo nella sua interezza. Eppure come un’automobile diventa di ieri il confronto si fa impietoso, e bisogna aspettare che un modello passi da vecchio a storico per tornare a volergli bene.

Sarà anche americana, ma FCA per gli italiani resta la mamma

febbraio 4, 2017  |  Senza categoria  |  199 Commenti  |  Lascia un commento

Leggo dal sito di Quattroruote: “Un trionfo italiano. Si possono riassumere così i risultati del nostro referendum online Le auto che preferisco 2017, un vero e proprio plebiscito per l’industria tricolore, che si è affermata in tutte le categorie previste dal regolamento”.
La sintesi è perfetta, ma si poteva anche scrivere: “un risultato bulgaro” con riferimento alle elezioni che si tenevano in Bulgaria ai tempi dell’influenza dell’Unione Sovietica, che finivano con la netta maggioranza di un solo partito.
Riporto per chi non avesse letto l’esito finale, culminato con la vittoria assoluta dell’Alfa Romeo Giulia per molti versi prevedibile, il risultato per categorie che mi ha mandato al tappeto:

Citycar: Fiat 500
Piccole: Alfa Romeo MiTo
Compatte: Alfa Romeo Giulietta
Beline medie: Alfa Romeo Giulia
Berline grandi: Maserati Ghibli
Ammiraglie: Maserati Quattroporte
Sportive: Ferrari F12berlinetta
Cabrio: Abarth 124 Spider
Suv e fuoristrada compatte: Fiat 500X
Suv e fuoristrada grandi: Maserati Levante
Monovolume: Fiat 500L Living

Ora, non è che la concorrenza fosse assente, insomma non è che qui ci fosse soltanto un partito da votare, ma è stato come se fosse così, e qualche considerazione bisogna pur farla.
Prima di tutto: hanno votato in tantissimi, mi dicono quasi 40 mila, che è un numero già abbastanza difficile da manipolare. Poi, le auto del Gruppo sono sempre sotto critica comune, però rimangono sempre in vetta alle vendite. Questo significa che gli italiani alla fine le comprano e di conseguenza le votano. Infine anche la concorrenza qualche domanda se la dovrebbe porre: perché i loro clienti non intervengono per difendere le loro vetture preferite? Non leggono Quattroruote? A giudicare dai commenti sul forum della rivista sono più quelli che si scaldano per altre marche (Alfa Romeo a parte, forse) che quelli che si sperticano in lodi per FCA. Allora?
Il dubbio che mi viene è che anche noi appassionati di auto siamo democristiani dentro: come ai tempi della prima repubblica, quando la gente nei bar o per la strada si vantava sempre di non votare mai per lo scudo crociato, preferendo spesso partitini più piccoli e più digeribili. Ma al dunque, quando si doveva infilare il voto nell’urna, vinceva sempre la balena bianca e i partitini restavano piccoli (anche se poi, con il proporzionale, diventavano decisivi per formare maggioranze instabili).
Ecco, rileggendomi i risultati della votazione elencati sopra mi è tornata in mente la DC del bel tempo che fu. Siamo mammoni, e probabilmente mamma Fiat l’abbiamo sempre nel cuore.