Archive for luglio, 2017

Il Tar sta con le autostrade. Al diavolo gli automobilisti…

luglio 25, 2017  |  Senza categoria  |  42 Commenti  |  Lascia un commento

E ti pareva? Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso, presentato società di gestione delle autostrade abruzzesi, che collegano Roma a L’Aquila e Pescara, contro il blocco degli incrementi tariffari deciso nel 2014 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Secondo la decisione del Tar del Lazio, il cui organo di appello è il Consiglio di Stato, l’Autostrada dei Parchi, è quindi legittimata a incrementare del 10% i propri pedaggi; ma non solo, perché avrà diritto al recupero dei mancati introiti accumulati dal 2014 a oggi!
Cavoli di chi percorre quel tratto, penserete voi se non entrate tra gli sfortunati automobilisti del centro Italia; però non è così. Credete forse che gli altri gestori nazionali staranno a guardare? Dategli il tempo di fare 2+2 e vedrete che al Tar del Lazio ricorreranno in tanti come se già i pedaggi non fossero esageratamente salati.
È soltanto questione di giorni, poi partirà l’assalto alla diligenza.

Il coraggio di produrre ancora delle spider

luglio 19, 2017  |  Senza categoria  |  63 Commenti  |  Lascia un commento

In Bmw hanno molto coraggio, e per questo vanno sicuramente apprezzati. Sono di questi giorni le informazioni che procedono senza sosta i test della nuova spider Z5 il cui debutto dovrebbe avvenire nel corso del 2018 con la principale novità che sarà rappresentata dall’adozione di un’inedita piattaforma, sviluppata in collaborazione con la Toyota e proposta anche sulla futura Supra.
Perché coraggio? Perché di questi tempi proporre una vettura due posti scoperta significa avventurarsi in un mercato che sta respingendo con predite questa tipologia di vetture. Non che non piacciano agli appassionati, questo no, semplicemente però non vengono acquistate, restando quasi sempre un sogno. Ormai nelle famiglie si operano scelte molto condivise secondo logiche principalmente utilitaristiche: una vettura più grande da famiglia, una vettura più piccola da città come seconda auto, e poi basta così. La spider rientra nella categoria delle cosiddette terze auto, oggi bandite perché i costi sono troppo alti, perché lo spazio per ricoverarle quando non si usano non c’è più, perché non c’è posto per i bagagli, perché o sei un playboy oppure che ne fai, e via così.
I numeri, peraltro sono impietosi. Lo scorso anno la Mazda MX-5 è stata regina in Europa con i suoi 13.677 esemplari, quest’anno proverà ad insidiarla la Fiat 124 che proietta le sua vendite attorno ai 10 mila pezzi cannibalizzando prioprio l’immortale giapponesina.
In quanto alla Bmw Z4, per risalire al suo anno record bisogna arrivare al 2010 quando se ne vendettero nel Vecchio Continente 1.379. Poi il numero è sempre sceso fino a precipitare a 329 nel 2014 e poi tristemente ancora più giù.
Tempi grami, insomma. Senza farsi nemmeno troppe illusioni anche mirando al mercato statunitense dove si è arrivati a numeri di un certo senso una decina di anni fa, con all’incirca 13 mila pezzi venduti. Di sicuro a Monaco sanno fare i loro conti ben meglio del sottoscritto, resto comunque dell’idea che i tedeschi hanno molto coraggio.

Assicurazione auto e controlli, c’è ancora tanto da fare

luglio 12, 2017  |  Senza categoria  |  21 Commenti  |  Lascia un commento

La notizia è di questi giorni e ha generato abbastanza scalpore: tra il 3 e l’8 luglio, in 103 province, oltre 408.000 veicoli sono stati controllati e ben 2.419 sequestrati perché privi di assicurazione. Se il totale vi sembra alto, considerate che in realtà è sotto media perché i controlli sono stati effettuati in autostrada e su strade di grande traffico mentre quelli che circolano fuori regola sono soprattutto in città, nei piccoli paesi e comunque per tragitti piuttosto brevi.
Tra le province con più evasione, maglia nera a Napoli (239 sequestri), cui seguono Roma (120), Palermo (98), Cosenza (64), Reggio Calabria (62), Agrigento (58), Foggia (55) e Catania (49). Numeri impressionanti, ma come detto sopra ben al di sotto di quella che è la vera piaga nazionale considerati i 4 milioni di veicoli senza copertura assicurativa, cifra forse un po’ esagerata, che si stimano circolanti sulle nostre strade.
Ovviamente la cosa mi ha toccato molto da vicino perché un paio di mesi fa mia moglie è stata tamponata violentemente da una vettura guidata da uno straniero sprovvisto di documenti. Vi lascio immaginare la difficoltà, in particolare per una donna, nel redigere uno straccio di dichiarazione d’incidente, con il colpevole che oltre a scusarsi aveva fretta di andarsene via.
Per fortuna oggi lo smartphone ha permesso di scattare molte fotografie sul posto (auto tamponata e auto che aveva tamponato, e soprattutto i danni) e si è potuti risalire alla targa da cui è risultato che l’auto che aveva combinato il danno non era nemmeno assicurata, peraltro intestata ad una persona di cui non si hanno tracce. Meno male che la vettura di mia moglie ha la polizza kasko e questo ha permesso di recuperare una buona parte degli oltre duemila ero di danni subiti, cioè il totale meno la franchigia, ma questo è quello che può succedere a chiunque se ci s’imbatte in chi circola senza copertura assicurativa. Rischio che comprende i sempre più frequenti casi di fuga da parte dei colpevoli.
Ben vengano allora i controlli a tappeto, l’importante però è che non siano spot bensì continui e usando tutti quegli strumenti che la tecnologia permette ma che in molti casi non sono attivati perché non ancora ammessi da decreti legislativi adeguati (lettura automatica negli ingressi delle città con vincoli alla circolazione, ai caselli autostradali, sotto i passaggi del tutor e così via…). Sono anni che si aspetta il via libera al loro uso, ma l’iter puntualmente si arena in Parlamento. In ogni caso, anche ammesso che si arrivasse a una legge mirata già domani, poi tutti gli strumenti dovrebbero essere regolarmente omologati per evitare successivi ricorsi che annullerebbero ogni provvedimento. Così si andrà una volta di più alle calende greche e sul piano assicurativo i rischi sulle strade tenderanno ad aumentare in maniera esponenziale.

Troppe ibride ed elettriche. Il centro storico non le regge più

luglio 5, 2017  |  Senza categoria  |  57 Commenti  |  Lascia un commento

Quello che molti di voi temevano si sta materializzando. Dopo i bollini blu senza i quali non si poteva entrare nei centri storici, poi seguiti dalle marmitte catalitiche, dalle vetture Euro 3 poi Euro 4 quindi Euro 5 e così via, in un crescendo di vetture nuove da comperare oppure da aggiornare per entrare in città, erano finalmente arrivate le ibride e poi le elettriche (già molte le prime e ancora poche le seconde) e in molti hanno pensato che si fosse arrivati alla fine di nuovi divieti.
Invece no. Nei giorni scorsi Irene Priolo, assessore alla Mobilità di Bologna, una delle città considerate più all’avanguardia sui temi dell’ambiente, ha lanciato questo allarme: «Il centro è preso d’assalto dalle auto ibride ed elettriche e stiamo ragionando se e come intervenire, perché si sta palesando un fenomeno che va letto attentamente».
Che cosa intende l’amministratrice? Lo ha chiarito con queste altre parole: «Il Comune ha fatto una politica lungimirante di accesso al centro delle auto elettriche e ibride. Dico lungimirante perché si colloca in una leva alta della sostenibilità, però adesso stiamo avendo il paradosso dell’effetto contrario».
Prego?
«Sì, è stata data la possibilità di entrare e parcheggiare gratuitamente alle vetture meno inquinanti perché in città si contano 1900 veicoli per così dire verdi, ma all’atto pratico hanno chiesto il permesso di entrare 6300 vetture, perché sono tanti anche i mezzi per così dire in regola che arrivano da fuori Bologna, col risultato che il centro storico è preso d’assalto da chi sulla carta è conforme, ma col risultato che il beneficio ecologico è annullato dall’incremento di traffico»
In sintesi? Bisognerà mettere un freno anche alle vetture ibride ed elettriche. E chi per l’ennesima volta è andato in tasca per aggiornare la propria auto con una giudicata a norma? Beh adesso un po’ preoccupato lo sarà perché credere agli impegni degli amministratori riserva sempre amare sorprese.