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Le auto del 2018 che mi incuriosiscono di più. E le vostre?

dicembre 22, 2017  |  Senza categoria  |  55 Commenti  |  Lascia un commento

Assieme al numero di gennaio di Quattroruote c’è un allegato preziosissimo, curato con la puntuale passione dal collega Roberto Lo Vecchio, dedicato alle novità del 2018. Una guida imperdibile per i veri appassionati che anticipa quello che arriverà sul mercato.
L’elenco delle vetture è lunghissimo, così mi sono preso lo sfizio di appuntarmi le vetture in rampa di lancio che mi incuriosiscono di più. Non sono le più importanti, nemmeno le più belle e nemmeno quelle che saranno le più vendute, semplicemente sono quelle che al vecchio e stanco cronista sono balzate all’occhio lasciando peraltro fuori l’ottava generazione della Golf che non è certo arrivi entro dicembre e che però mi attizza assai perché sarà la grande scommessa del dopo De Silva (salto nel futuro oppure salto nel vuoto, le scommesse sono già aperte).
Ecco la top ten delle mie personalissime curiosità:
1. Rolls Royce Cullinan – Il nome del diamante grezzo più grande al mondo si sposa alla prima SUV della marca più prestigiosa al mondo. Non ho idea di che cosa si possono inventare sulla base della Phantom 8, ma dovrà essere capace di giustificare un costo direttamente legato al diamante che la identifica.
2. Audi e-tron – La prima risposta vera del Gruppo tedesco al dieselgate sarà questa elettrica assolutamente pretenziosa, con 500 km di autonomia e uno stile un po’ spaccone per le tradizioni conservatrici del brand. Per anni la marca ha riempito i forzieri di famiglia, questa volta li svuoterà un po’ ma c’era forte il bisogno e potrebbe tenere alta l’immagine tecnologica. Bella sfida.
3. Alpine A110 – L’auto del ritorno di un modello che a un vecchio rallista come il sottoscritto suscita emozione e nostalgia. So che tutta la prima produzione è già stata venduta sulla carta, ma aspetto l’auto su strada perché il confronto con il passato mi entusiasma e allo stesso tempo mi preoccupa.
4. Kia Stinger – È la novità meno nuova, perché è da un po’ che si vede, se ne parla, fa parlare. Tutti prevedono che al di là della sua bella linea farà molta fatica a imporsi sul mercato, però è davvero piacevole e pone per la prima volta la marca coreana in una nuova dimensione. E a me le scommesse divertono sempre.
5. BMW X2 – Dovrebbe essere molto piccola e potrebbe pestare i piedi a molti concorrenti, soprattutto a tanti che veri concorrenti della Casa di Monaco non sono mai stati. Se il prezzo non sarà sfacciato prevedo molto scompiglio in un segmento cui stanno guardando tutti con molta attenzione e altrettanta attesa.
6. Mercedes Classe A – La quarta generazione consolida la terza così come la seconda consolidò la prima. Sembra una banalità, in effetti con questo modello la Mercedes prima ha imposto una vettura per signore e poi è passata ai maschietti. Pareva un azzardo, invece è stato un successo formidabile. Qui si resta sullo stile sportivo ma si aggiunge la variante tre volumi. Eddai, è proprio una sfida…
7. Ford Focus – Quando si rinnova una bestseller l’attenzione e la tensione sale ai massimi. Ford piace alla sua clientela perché più che emozione assicura sempre certezze e tranquillità. Sono sicuro che non deraglieranno da questa filosofia: sbagliare qui potrebbe costare carissimo.
8. Peugeot 508 – La storia insegna che le berline grosse del leone sono state spesso dei gioielli incompresi. I sussurri assicurano che questa versione avrà uno stile che non passerà inosservato, indispensabile per convincere tutti quelli che o-è-tedesco-o-niente, e a Ginevra, alle soglie della primavera, vedremo come la 508 sboccerà.
9. Volvo XC40 – Chi è meno giovane ricorda come gli svedesi riuscirono a imporsi come maestri nel campo delle prime station wagon. Adesso la loro ambizione è fare altrettanto con le SUV sempre in voga. Se la stupefacente XC90 era un traguardo per pochi, se la XC60 era bella ma ancora non troppo possibile, qui non ci sono più scuse: stile, imprinting, sicurezza e status sono improvvisamente accessibili. I concessionari sono in piena fibrillazione.
10. Range Rover Evoque – L’auto della grandi sorprese, arrivata a suo tempo in ritardo dopo un lancio interminabile, ha stupito il suo stesso costruttore per la capacità di resistere all’incedere degli anni con un successo senza fine. Adesso arriva la nuova generazione che dovrà per forza essere diversa. In questi casi il rischio è di tradire le attese, che sono ovviamente altissime, ma non succederà.

Adesso mi aspetto però quelle che sono le auto che più attizzano voi tra quelle in arrivo. Vivaddio il mercato è pieno di proposte e i gusti sono ancora molto differenti. I vostri, in particolare.

Amministrazioni comunali e visione d’insieme

dicembre 19, 2017  |  Senza categoria  |  26 Commenti  |  Lascia un commento

Ho letto nei giorni scorsi un’interessante e, a mio avviso, intelligente lettera di un lettore al quotidiano La Repubblica. Provo a sintetizzarla con i passaggi che mi paiono più interessanti. L’autore, Luca Poggi, si dice trentasettenne attento ai problemi del traffico, dei parcheggi e dell’inquinamento e soprattutto uno che considera un risorsa tutti i cittadini a prescindere che viaggino a piedi, in bicicletta oppure in auto. Ma proprio perché sono tutti cittadini uguali, quando il tempo si fa brutto, quando cade qualche fiocco di neve, ciclisti, passeggiatori indefessi oppure automobilisti, si mettono indistintamente al volante e il traffico sulle strade si blocca se queste ultime, con il passare degli anni, sono state sacrificate nelle loro dimensioni per ricavarci camminamenti ad hoc.
Il concetto non è campato in aria e chi vive nelle città più popolose si accorge quanto il tempo casa-lavoro si allunga con il meteo negativo. Secondo il lettore il solo metodo sensato per ridurre le automobili non è allora punire le automobili, bensì fare in modo che non sia necessario usarle, magari con un servizio di mezzi pubblici attrattivo o con il lavoro vicino a casa.
In effetti, oggi in molte città strade un tempo larghissime sono state mortificate per dare vita a delle piste ciclabili deserte quando piove oppure quando d’estate picchia un sole cocente, quando è buio oppure quando gela per terra. In sintesi lui sosteneva nella sua lettera che punire le automobili quando c’è bisogno di automobili significa rendere peggiore la vita dei cittadini.
La verità, ovviamente, sta nel mezzo. I ciclisti in crescita hanno bisogno di spazi dedicati, meglio ancora se protetti, il problema è che gli amministratori che si improvvisano operatori di mobilità quasi mai operano con una visione d’insieme ma intervengono con operazioni tampone oggi per non scontentare una categoria, domani per non scontentare quell’altra. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la viabilità è in sofferenza e il lamento continuo la fa da padrone. «Per fare bene ci vorrebbero i soldi – è la risposta che va per la maggiore – e nessun Comune li ha più.» Però va anche detto che un bel progetto d’insieme “trasporto pubblico – trasporto privato” non si vede mai, un qualcosa del tipo: ecco la nostra città ideale per far convivere al meglio autobus, tram, vetture private, ciclisti e pedoni. Questo è il disegno e questi sono i costi affinché si realizzi in armonia. Per riuscirci servono queste risorse, e giù un bel numero non buttato a caso. A fronte di un discorso compiuto magari potrebbero saltar fuori quattrini anche da privati interessati a un progresso fondato sull’efficienza. Ma prima di chiedere i soldi, fuori il progetto complessivo e dettagliato. Un piano vero, insomma, da amministratori che non guardano soltanto al breve periodo. Purtroppo il problema, ne sono convinto, non sono i soldi, quanto la capacità di immaginare una città migliore senza che a guidare le scelte siano la demagogia e non le esigenze dei cittadini. Compresi quegli automobilisti che l’automobile la scelgono non per passione ma per necessità.

Se anche Dallara si deve convertire…

dicembre 5, 2017  |  Senza categoria  |  65 Commenti  |  Lascia un commento

Un pomeriggio al Motor Show di Bologna a pendere dalle labbra dell’ingegner Gianpaolo Dallara, un vero car guy all’americana, un vero appassionato di auto, che lavora nel mondo delle quattro ruote da 57 anni infilzando una perla dopo l’altra nella sua personalissima collana.
Dallara, che è da molti anni il più importante costruttore di vetture da corsa del mondo, ha creato un impero dove splende sempre il sole. Tutte le monoposto delle principali categorie extra F1 nei 5 continenti sono fabbricate da lui, inoltre a lui si rivolgono i più grandi costruttori quando devono chiedere soluzioni all’avanguardia per i loro modelli di punta, da corsa e non solo. Da fuori pare incredibile che aziende al più alto livello si fidino a mostrare a questo genio il loro stato dell’arte: di solito temono soffiate a destra e a manca. Con lui invece no, perché sa farsi i fatti suoi anche se si trova maneggiare nello stesso arco di tempo una trovata avveniristica della Ferrari e una della Porsche. Mirabolante.
Poche settimane fa ha poi reso concreto un suo vecchio segno: produrre una vettura stradale che doveva essere il regalo per i suoi 80 anni anche se è stata presentata quando le primavere sono diventate nel frattempo 81. Una vettura alla sua maniera, estremamente sportiva, pazzescamente adrenalinica con i suoi 400 CV per 850 chili di peso. Roba all’inglese, ma con sofisticazioni tipicamente italiane.
Unico vezzo, a suo giudizio imprescindibile, il cambio manuale perché, sono parole sue «non riuscivo ad immaginarmi niente di diverso, perché credo che per divertirsi serva soprattutto questo…».
Bene, finalmente uno che ha dentro al petto qualcosa che batte in maniera giusta. «Macché – ha aggiunto in fretta – in azienda qualcuno mi ha suggerito che, almeno come optional, forse sarebbe stato meglio offrire anche il cambio automatico con i comandi al volante perché fa più vettura da corsa. Io ho ribattuto che magari in pista è così, ma che su strada, nei rally… No, mi hanno detto, anche nei rally non usa più, che i clienti il vecchio cambio sulle sportive vere non lo vuole più nessuno. Ho ceduto, e l’ho messo come optional. Orbene, a oggi, il 95% degli ordini già in casa vuole la versione con le palette, tanto che stiamo pensando di mettere il manuale inizialmente come optional e probabilmente di arrivare a toglierlo del tutto.»
Riusciranno i frequentatori di questo blog a farsene una ragione?

Ps: nota per così dire di servizio. Per un po’ di tempo sarò lontano dalla redazione e, dove mi troverò, potrei avere dei problemi a collegarmi e pure a rispondere ad eventuali domande. Portate pazienza se ci sarà un po’ da aspettare per l’immissione dei post. Grazie.