Archive for aprile, 2018

Multe più care di notte, un non senso

aprile 23, 2018  |  Senza categoria  |  25 Commenti  |  Lascia un commento

“La sanzione vien di notte/con le strade tutte rotte/viene, bussa e scappa via/poi mi costa una follia”. Questa sembra una filastrocca di Natale, ma purtroppo non lo è. Semmai è una sintesi un po’ sui generis di una decisione impulsiva che è entrata anni fa nel Codice della Strada sull’onda delle famigerati stragi del sabato sera e che resiste senza una vera logica.
Di che cosa si parla? Del fatto che se uno viene multato di notte deve pagare un sovrapprezzo alle contravvenzioni già per conto loro tra le più elevate di tutta Europa. Purtroppo queste avviene molto spesso allorquando la politica si muove in maniera emotiva nella convinzione di quietare un malessere diffuso.
Che senso ha infatti punire con più severità un’infrazione se quest’ultima avviene in condizioni di meno traffico e di minori rischi collaterali? Se uno transita davanti a una scuola dove c’è il limite dei 30 orari a velocità doppia oppure anche tripla è più un pericolo pubblico se lo fa alle 8,30 del mattino oppure alle 23 di sera? E se uno non rispetta uno stop in un incrocio è peggio se lo fa alle 7 di sera oppure alle 4 del mattino? Transitano più pedoni su una striscia pedonale alle 13 oppure alle 3? Allo stesso modo uno è più pericoloso se fa un uso inappropriato del telefonino mentre guida in orario di punta o al contrario se lo fa a notte fonda?
Si può continuare a lungo nell’elenco dei possibili casi di infrazione e non c’è mai paragone tra i pericoli possibili per se stessi oppure verso il prossimo, eppure il Codice della Strada fa un distinguo illogico e sbilanciato all’incontrario.
Ora, questa norma senza senso compiuto andrebbe aggiornata almeno equiparando le due situazioni, la più pericolosa contro la meno pericolosa, anche se adesso togliere la sovrattassa significherebbe immediatamente minori introiti per chi ha sempre più bisogno di fare cassa. Ne consegue che questo non avverrà mai, anche se una recente ricerca di un importante istituto di assicurazioni ha stabilito che al volante la fretta per raggiungere il posto di lavoro o la sede scolastica è micidiale. E la combinazione fretta più distrazione, nell’orario medio delle 8.38 del mattino, è fatale. È infatti a quest’ora che si registra il picco degli incidenti, non certo otto ore prima. Vallo però a spiegare al legislatore che s’illude che chi alza troppo il gomito, o peggio ancora s’impasticca di droghe di ogni tipo, smetta di farlo perché se poi guida e verrà colto sul fatto pagherà un 30% in più.

La Cina è vicina, già proprio vicina...

La Cina è vicina, già proprio vicina…

aprile 17, 2018  |  Senza categoria  |  40 Commenti  |  Lascia un commento

Immagino che se vi parlo della Great Wall H6, SUV cinese fabbricata a Tianjin e a Bahovitsa in Bulgaria per il mercato europeo, resterete abbastanza sorpresi. In effetti sono sorpreso anch’io perché di quest’automobile so ben poco. Lanciata nel 2011 è stata provata da Quattroruote tre anni fa mentre credo che la seconda versione, uscita l’anno scorso, non sia ancora arrivata in redazione.
A leggere la stampa internazionale pare che il restyling sia molto riuscito e questo non deve sorprendere perché sono diversi anni che questo gippone è il più venduto sul mercato cinese a dispetto di dimensioni importanti che lo mettono a confronto con una concorrenza europea e americana che vanta modelli di assoluto prestigio e indubbie qualità.
Ecco, nei giorni scorsi mi sono chiesto proprio incuriosito come la seconda versione si possa essere evoluta rispetto alla prima, quella che Quattroruote non giudicò con molte negatività. E con una sintesi che faceva così: “È il momento di riscrivere i parametri di riferimento che avevamo sulle auto cinesi. Certo, non tutto il divario con le altre Case asiatiche ed europee è stato azzerato, ma è stato compiuto un passo importante. Rispetto ai modelli precedenti, la nuova Suv della Great Wall si è liberata dei contenuti datati che accomunavano tutto il made in China visto sin qui. È migliorata tanto e vanta un design molto vicino ai nostri gusti”.
Perché allora ne parlo? Semplice: perché ho fatto un balzo sulla sedia leggendo i risultati del mese di febbraio dei modelli più venduti nel mondo ed ho visto che per la prima volta una vettura cinese è entrata nella top ten.
In testa come sempre c’è la Toyota Corolla con 81.613 vetture vendute nel mese più corto dell’anno, e precede altri due mostri sacri come la Ford F-Series e ben più staccata la Vw Golf. Fatta eccezione per l’americanissima Ford, per il resto in classifica è tutta una battaglia Giappone- Europa (Toyota Rav4, Vw Tiguan, Honda Civic, Vw polo, Honda CR-V e Toyota Camry). Poi eccola, al decimo posto, la cinese Haval H6 che fa da capintesta a colleghe con gli occhi a mandorla (Bajoun S10 undicesima e Wuling Hongguang tredicesima).
Dunque i cinesi arrivano, fanno man bassa di marchi stranieri (la sola Geely si è portata a casa Volvo, Lotus, Proton ed è la maggior azionista relativa di Mercedes) e trasferiscono le conoscenze sui prodotti di casa. Cinesi snobbati da tutti fino a dieci anni fa, presi in giro per i loro prodotti puntualmente fallimentari nei test di resistenza, e oggi appetiti e appetibili. Lo ammetto: leggere che nel mese di febbraio appena 20 mila pezzi dividono la Golf regina incontrastata d’Europa da quarant’anni in qua da una SUV di cui nessuno da queste parti conosce l’esistenza è il segno del tempo che passa. E suggerisce anche chi saranno i costruttori di auto che faranno i soldi negli anni a venire.

Inventare nuovi modi per rendere accessibile l’acquisto di un’auto nuova

aprile 10, 2018  |  Senza categoria  |  97 Commenti  |  Lascia un commento

Il prezzo d’acquisto delle automobili ha tenuto banco qui nelle scorse settimane quando si è parlato di sud e di vecchie carrette che circolano ancora. Al di là del fatto oggettivo che le automobili, nell’ambito del loro segmento di appartenenza, non sono aumentate in proporzione a molti altri articoli sul mercato, è chiaro che in tempi di crisi economica il listino rimane un fattore decisivo al momento della scelta, specialmente quando si guarda ai modelli più piccoli o comunque più accessibili.
Peraltro oggi il panorama offre vetture sempre all’avanguardia tecnica, un po’ perché la sicurezza lo pretende e molto perché le soluzioni ecologicamente meno invasive diventano sempre più richieste per quanto abbiano costi di produzione esageratamente elevati. Il risultato è che anche tra le utilitarie l’offerta propone vetture ricche di aggeggi un tempo riservati soltanto all’alto di gamma (Esp, airbag, controlli di frenata, pressione delle gomme…) così come soluzioni molto accattivanti sul piano del confort, dell’infotainment (che tanti ormai pretendono), dell’estetica e pure della comodità. Morale: automobili che costano sempre di più.
Mi ha allora molto interessato l’opinione di un assoluto guru del mondo automotive in Italia, Massimo Ghenzer, considerato dall’ambiente – e senza eccezioni – il vero numero uno nel Belpaese non soltanto per il suo glorioso passato al vertice di Ford Italia e Ford Europa, ma anche per la sua argutissima visione.
Sono allora andato a spulciare sul suo blog e, all’interno di un discorso per gli addetti ai lavori intitolato la strategia dei prezzi, ho estratto quanto segue:
“Credo che i costruttori dovrebbero dedicarsi, in parallelo alla presentazione dei gioielli tecnologici, alla tematica del consumatore medio e dei giovani che hanno problemi più basici di gestione di budget familiari sempre più limitati. Tutte le case automobilistiche sono impegnate a ricercare l’innovazione nel progettare nuovi prodotti, ma è arrivato il momento di esercitare la stessa determinazione e continuità d’intenti nel ricercare modelli di acquisto innovativi che rendano il processo più semplice ed economico per il consumatore”.
Mi sembra un pensiero molto mirato e non facilone. Lo sarebbe stato se avesse scritto che le auto dovrebbero costare meno, senza motivare come, sull’onda dei proclami della politica populistica che va per la maggiore. Ha invece chiarito che bisogna trovare nuove strade nel cercare modelli di acquisto innovativi a tutto vantaggio di chi l’auto la vorrebbe ma a certi livelli non se la può permettere.
In un mondo di contratti di lavoro a tempo determinato, con i giovani cui nessuno garantisce più il futuro, con le banche che non erogano prestiti a chi non possiede garanzie, con i proprietari di case che non affittano a chi non può firmare fideiussioni, tocca ai costruttori di auto inventarsi qualcosa, magari caricandosi anche dei rischi dopo che per una vita hanno fatto soltanto affari.

Auto blu: ecco come si fanno cancellare le multe…

aprile 3, 2018  |  Senza categoria  |  44 Commenti  |  Lascia un commento

Mi considero da mezzo secolo un macinatore di chilometri – con una media molto cauta di 50 mila all’anno che fa un totale mal contato di due milioni e mezzo già accumulati – e da sempre in autostrada mi vedo sorpassare da vetture blu, ma anche di un grigio anonimo, con i lampeggianti accesi e medie da Gran Premio di F1.
Ogni volta provo ad immaginarmi il perché di tanta fretta e ammetto che un po’ scalpito perché spesso anch’io avrei fretta e non mi posso permettere di viaggiare a piede giù perché il codice della strada, perché il tutor, perché, perché. E mi dico che forse loro avranno motivi ben più seri dei miei.
Poi nei giorni scorsi leggo della polemica sui giornali riguardo le auto blu della Regione Emilia Romagna che si sono fatte cancellare le multe da un paio di prefetture e mi sono letto le motivazioni portate per la cancellazione.
Ne pesco qualcuna a caso, ma la ragione è sempre la stessa “impegni istituzionali”. Per esempio l’assessore al bilancio Emma Petitti ne ha prese ben tre per uno stesso viaggio tra la Riviera romagnola e Modena: “doveva partecipare a un incontro in università organizzato dalla Fondazione marco Biagi”. Apperò.
Poi leggo che l’assessore all’agricoltura, Simona Caselli, correva oltre i 150 orari a Faenza per partecipare a una visita ai siti produttivi agroalimentari della zona su invito del sindaco di Brisighella. Leggo ancora dell’assessore alla Protezione Civile, Paola Gazzolo, che pescata a 159 all’ora si è giustificata sostenendo che era di ritorno, sottolineo di ritorno (!), da un incontro con gli amministratori locali della Valmarecchia per discutere di parchi.
Mi fermo qui perché non serve andare oltre. Io so che spesso ho appuntamenti almeno altrettanto importanti e mi devo organizzare per arrivare in tempo, so che c’è gente che magari freme perché vorrebbe arrivare in ospedale il più presto possibile perché hanno ricoverato un suo caro, so che per un intoppo sull’autostrada uno può essere in ritardo e rischia di perdere l’aereo. So, soprattutto, che comunque la multa arriverà e sarà salatissima, mentre nessuna giustificazione sarà accettata. Ecco, andate avanti voi, se volete…