Archive for maggio, 2018

Multe raddoppiate, ma le pagano sempre in meno

maggio 28, 2018  |  Senza categoria  |  38 Commenti  |  Lascia un commento

Domenica 27 maggio su tutti i quotidiani è apparsa con grande rilievo la notizia del boom assoluto delle contravvenzioni, arrivate nel 2016 a 2,5 miliardi di euro (!) contro l’1,4 del 2006.
Già qui ci sarebbe da fare un salto sulla sedia perché si tratta di un dato stratosferico quanto ingiustificato che ci porta a un primato europeo per nulla lusinghiero. Impossibile immaginare che la nostra indisciplina sia tanto peggiorata in un decennio, più corretto immaginarsi che gli occhi elettronici sempre più sparpagliati sul territorio, meglio ancora dove è più facile fare cassa, stiano lavorando a pancia bassa.
Ma il secondo dato, ancor più sconfortante, è che di questa cifra stellare soltanto il 39% è stato riscosso mentre il 61% delle contravvenzioni sono finite in cavalleria.
Peggio di dieci anni prima? Certo che sì, visto che nel 2006 il 60% era stato pagato così che il quasi raddoppio dell’imponibile si è adeguato o quasi a quello incassato un decennio fa.
Qui si possono aprire mille discorsi. Il primo è che non serve questa tolleranza zero di comodo alle spalle degli automobilisti se poi tanti la fanno franca. Il secondo è che una volta di più siamo di fronte a due Italie, con l’eccezione del Molise che con il 75% è la regione più virtuosa dello stivale a dispetto di un sud dove appena 27,5% fa il suo dovere (addirittura il 18,4 in Sicilia…). Terzo, e più desolante, è che da noi la piaga di mancanza di certezza della pena (vale per tutto, dagli arrestati liberati all’istante, dai troppi evasori che la fanno franca fino a quelli che non pagano le contravvenzioni al codice della strada) sembra un male inestirpabile.
Uno stato che non riesce a far rispettare le sue regole (comprese quelle vessatorie ai danni dei cittadini ligi al dovere) è uno stato senza prospettive. Succede infatti, per restare al campo che ci riguarda da vicino, che multe sempre più salate, e trappole sempre più nascoste, gravano sempre e soltanto sulle vittime più rispettose delle regole: gli automobilisti che pagano subito, quasi sempre entro i primi 5 giorni.
Se si dovesse pagare meno pagheremmo tutti? Il tema ricorda il cane che si mangia la coda, però se guardiamo al 2006 il sospetto viene: quando le sanzioni erano più calmierate – e comunque molte di meno – più automobilisti espiavano la loro colpa.
Al liceo s’imparavano le parole di Svetonio: le pecore vanno tosate, non scorticate. Andatelo a riferire ai fanatici dei multavelox-bancomat.

Auto anacronistiche e prezzo della benzina che sale

maggio 22, 2018  |  Senza categoria  |  26 Commenti  |  Lascia un commento

In questi giorni il prezzo della benzina si è impennato perché è cresciuto il costo del petrolio al barile e non ci sono buone sensazioni che a breve tornerà a calare. Anzi.
Ovviamente sarà cresciuto anche all’estero e in particolare sarà cresciuto pure negli Stati Uniti dove a dominare la scena sono le SUV più grosse e i vari pik-up mossi da motori a dir poco esagerati.
Eppure da quelle parti sta andando in scena una via senza ritorno che vede sparire i modelli più tradizionali, cioè quasi tutte le berline che avevano cercato il loro posto al sole in questo millennio.
In casa FCA è ben nota l’uscita di scena della Dodge Dart e della Chrysler 200 che pure alla loro apparizione promettevano numeri importanti che invece sono stati visti soltanto con il cannocchiale. Ma la scure è calata pesantemente anche in Ford dove in sequenza sono arrivati a fine corsa la popolare Taurus, la Fusion e la Fiesta con il listino che vede confermata la sola Mustang (icona irrinunciabile più per l’immagine che per fare cassa) e dall’anno prossimo la Focus Active che sarà il crossover più umano del Gruppo. Per il resto stop a tutte le auto tradizionali e spazio esclusivamente alle SUV e ai mastodontici pik-up che circolano puntualmente con il cassone vuoto. Ciao ciao berline e che Dio gliela mandi buona, perché se il carburante andrà alle stelle qualcuno poi dovrà farsi delle domande.
E da noi? Il problema esiste ma è meno serio. È vero sì che SUV e crossover crescono a dismisura, ma in molti casi è più la forma che la sostanza ad avere il sopravvento. Questo soprattutto tra le utilitarie dove adesso c’è la corsa a chi la fa più alta perché poi quello che conta è apparire che essere. Ma non da oggi in Italia si compera l’auto per la sua faccia piuttosto che per la sua anima, e in fondo in questo non c’è niente di male.

Incredibile a dirsi, però accade…

maggio 15, 2018  |  Senza categoria  |  38 Commenti  |  Lascia un commento

Lo scorso sabato, nel primo pomeriggio rientravo verso casa e sull’autostrada A27 mi sono fermato nell’area di servizio Piave Ovest per guardarmi sul tablet le qualifiche della Formula 1 in Spagna.
Siccome faceva molto caldo e il sole picchiava duro ho scelto una zona ombreggiata vicino all’ingresso del punto di ristoro e, mentre mi accingevo a gustarmi il collegamento, ho notato una Mercedes un po’ datata che si è fermata pochi metri davanti a me. Il grande piazzale era deserto e si potevano contare soltanto due vetture parcheggiate, la mia e appunto la Mercedes da cui sono scesi un uomo sulla quarantina e una signora più giovane.
Perché mi sono incuriosito? Perché i due si erano sistemati esattamente sulla piccolissima area riservata ai portatori di handicap nonostante lì attorno ci fossero almeno una cinquantina di spazi liberi.
Non sono stato comunque il solo ad incuriosirmi perché nemmeno un paio di minuti dopo è arrivata una vettura della Polizia Stradale che deve aver pensato la mia stessa cosa. I due agenti sono scesi e hanno aspettato che i due uscissero dal bar, poi hanno chiesto al conducente i documenti ed hanno iniziato un controllo meticolosissimo alla vettura: fari, indicatori di direzione, stato delle coperture, bagagliaio, documenti della passeggera per finire con un lunghissimo interrogatorio. Non so come sia finita la questione perché io ero molto preso dalle qualifiche e non ho idea se ci sia stata una contravvenzione o meno. Di sicuro il conducente non ha passato dei momenti tranquilli e ben gli sta.
Resta comunque un mistero perché uno, con tutto lo spazio a disposizione si debba sistemare proprio dove non deve, e non tanto perché c’è un divieto generico quanto perché proprio nell’unica piazzola riservata ai disabili. Maleducazione, menefreghismo, oppure una insensibilità congenita? Di sicuro a uno così cialtrone io avrei tolto quei punti sulla patente che invece vengono automaticamente rapinati a chi supera anche di un solo chilometro i ridicoli e vigliacchi limiti di velocità esclusivamente per fare cassa.

Perché il futuro a bordo di un’auto ci sorprenderà

maggio 9, 2018  |  Senza categoria  |  25 Commenti  |  Lascia un commento

Negli anni 50 ci si immaginava il nuovo millennio con le auto che volavano, incroci di strade di ogni tipo con quattro o cinque livelli di percorrenza e tante suggestioni che poi si sono perse via via, mentre in compenso sono arrivati il navigatore satellitare, l’infotainment a bordo, i sensori di parcheggio, telecamere di ogni tipo, la frenata assistita e tutti quegli aiuti alla guida che ci stanno portando verso un futuro che un po’ ci confonde ma che sarà ben lontano dal modo di portare l’auto in giro per le strade cui siamo sempre stati abituati.
Ma quello che più cambierà sarà il modo di vivere l’automobile quando si è a bordo, e lo stesso uso che si farà dei mezzi di trasporto. Per esempio è di questi giorni l’annuncio di Ford in collaborazione con Aedo, una start-up italiana, del progetto “feel the view” che sta per “sentire la vista” che altro non è che un modo un po’ pittoresco per sintetizzare che anche i non vedenti a bordo dell’auto potranno percepire quello che scorre a fianco del finestrino.
In pratica la superfice del finestrino laterale permetterà di riprodurre quello che viene fotografato da un apparecchio integrato trasformando il vetro in una sorta di display tattile in modo che i ciechi o anche gli ipo-vedenti, sfiorando con le dita questo supporto, possano mentalmente ricostruire quello che c’è attorno.
Evito di entrare sulle formidabili soluzioni che sfruttano speciali led e miracolose vibrazioni con 255 livelli d’intensità capaci di far arrivare al cervello la trasposizione di quanto scorre all’esterno, ma non posso non sorprendermi una volta di più di quanto il mondo auto, che ai meno attenti pare sempre immobile, riesca invece a superare ogni immaginazione perfezionando sempre più la sua offerta.
È vero, le auto hanno quattro ruote come un secolo fa e non si alzano da terra, per il resto invece la loro evoluzione mi affascina; e mi rammarico soltanto nel sapere che non potrò campare abbastanza per cogliere tutto quanto di straordinario arriverà negli anni a venire. Sono nato su automobili esclusivamente meccaniche che offrivano prestazioni ridicole al cospetto delle vetture di oggi, che avevano un confort imparagonabile e che si fermavano esclusivamente alla funzione primaria di spostare cose e persone da un punto all’altro. Di quelle macchine ho goduto fascino ed emozioni, ma mi sento molto fortunato per aver potuto apprezzare giorno dopo giorno tutta l’evoluzione senza farmi prendere troppo dalla nostalgia. Ho goduto sempre di ogni opportunità che mi veniva offerta, fossero i vetri elettrici, gli specchietti retrovisori manovrabili dall’interno, le gomme che quasi non si bucano più, l’aria condizionata, l’Abs, l’Esp, i cambi automatici a doppi frizione, i nuovi motori tre cilindri che sono piccolissimi ma hanno prestazioni mostruose, il navigatore satellitare e ancora, ancora, ancora…
L’idea che presto anche in non vedenti saranno meno penalizzati, almeno a bordo di un’auto, che vite umane saranno salvate perché nuovi sistemi di sicurezza verranno in aiuto, che arriveranno sistemi che metteranno limite all’abuso di distrazione a bordo (succederà molto prima di quanto pensiamo), mi eccita e semmai m’infastidisce non riuscire nemmeno ad immaginare che cosa accadrà nel giro di dieci, venti, cinquant’anni perché so che quelli che ce la faranno se la godranno proprio.

Furbetti con targa estera, fine dei giochi?

maggio 2, 2018  |  Senza categoria  |  46 Commenti  |  Lascia un commento

Diciamolo pure: quante volte abbiamo mal digerito i troppi furbetti al volante che viaggiano sfacciati alla guida di vetture con targa estera infischiandosene dei limiti, dei tutor, dei semafori e di quant’altro, certi che a loro le multe non arriveranno mai.
Si tratta di automobilisti che oltre a non subire contravvenzioni aggirano anche il fisco perché schivano le care assicurazioni italiane, si evitano le nostre costose tasse di possesso (bollo e superbollo) e nemmeno compaiono come intestatari di auto di lusso. Molti eludono anche la regola che vuole che dopo 12 mesi una vettura straniera deve essere obbligatoriamente immatricolata in Italia contando sul fatto che i controlli sono sempre più ridotti perché, com’è noto, ormai le uniche contravvenzioni che piovono a raffica sono quelle legate a rilevazioni strumentali.
È difficile quantificare quante sono queste vetture irregolari, ma le forze dell’ordine le hanno stimate in diverse migliaia, cioè tante, troppe. E la quasi totalità hanno targhe di paesi extraeuropei o comunque fuori dalla UE. In più molte targhe si rifanno a paesi con banche dati non accessibili dalle forze dell’ordine (Romania, Polonia, Bulgaria…) e dove le assicurazioni costano meno, sempre che le auto siano poi davvero assicurate.
Adesso però la cuccagna potrebbe essere al capolinea, ma il condizionale in questi casi è sempre d’obbligo, perché è stata promessa una riforma al Codice della strada che vieterà a chiunque sia residente in Italia da più di sessanta giorni di circolare con veicoli immatricolati all’estero. Il governo l’ha annunciato in Commissione Trasporti rispondendo a una interrogazione del deputato Pd Emiliano Minnucci che ha poi commentato: “L’impostazione data a questo provvedimento rappresenta un importante punto di partenza per risolvere una situazione che nel corso del tempo è degenerata in un vero e proprio caos normativo a discapito dei cittadini onesti e delle stesse forze dell’ordine impegnate nei nostri territori. In quest’ottica, infine, consiglio al Governo di non escludere a priori l’idea di intervenire attraverso un decreto”.
Già, operare per decreto significherebbe che si è capito a fondo il problema, ma non succederà. E con le lune dopo l’ultima tornata elettorale il rischio è che tutto finisca una volta di più a tarallucci e vino.