Archive for agosto, 2018

Quella postura alla guida che troppi ignorano

Quella postura alla guida che troppi ignorano

agosto 28, 2018  |  Senza categoria  |  23 Commenti  |  Lascia un commento


Lo ammetto, credevo che certe posture si fossero perse nella notte dei tempi, invece in questi giorni d’estate mi capitato di vedere ancora giovani e vecchi automobilisti guidare con lo schienale molto inclinato all’indietro e le braccia tese come accadeva ai piloti di F1 di metà anni 60.
Al tempo poteva essere una stupida emulazione dei grandi assi del volante che dovevano stare sdraiati dentro monoposto insicure al massimo, ma oggi nessun pilota guida più così, non importa se in F1 o in qualsiasi altra disciplina motoristica, eppure c’è gente che insiste e non capisce quanto rischi.
Credo che insegnare la posizione di guida sia un obbligo delle scuole guida e mi auguro anche che lo facciano, ma non capire che la prontezza di riflessi è fondamentale quando si conduce un mezzo dalla massa esagerata e dalle prestazioni odierne mi sgomenta.
Lo schienale va tenuto il più dritto possibile, basti per questo guardare ai piloti di rally che fanno dell’imprevedibilità al volante una regola di vita: sembrano tutti dei camionisti, ma lo fanno perché non puoi mai sapere che cosa può esserci dopo una curva e devono essere pronti a reagire nel minor arco di tempo per non finire fuori strada. Comunque schienale dritto e braccia abbastanza piegate sono la buona regola ricordando sempre che a schiena appoggiata la distanza dal volante deve essere tale che a braccia diritte si appoggino i polsi sulla corona nella parte superiore.
Sono regola ben note e completamente assimilate? Direi proprio di no, almeno in tempo di vacanze ho avuto la conferma che non lo sono. E ho trovato la cosa disperante, perché sembra proprio che chi guida non percepisca che cosa stia facendo e i pericoli che sta correndo.

Che idea! Destinare parte dei ricavi delle multe alla manutenzione delle strade…

agosto 21, 2018  |  Senza categoria  |  21 Commenti  |  Lascia un commento


La tragedia di Genova ha colpito tutti, e le sue conseguenze ce le porteremo addosso per lungo tempo. Il disastro, il dramma dei morti e la sciagura dei senza più casa sono ferite profonde che si dimenticheranno con fatica. Al contrario mi auguro di scordare in fretta il triste teatrino dei politici di turno che non hanno perso tempo per la loro campagna elettorale (eterna) dove ad ogni annuncio deve seguire subito l’annuncio successivo. Sono vecchio, quindi sono cresciuto con la sobrietà di un tempo quando i ministri aprivano la bocca una volta all’anno e magari dicevano sciocchezze anche allora, ma almeno arrivavano col contagocce e non a raffica come adesso.
Al riguardo ho letto un’intervista sulle pagine locali del Corriere della Sera al sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Michele Dell’Orco dove si segnala l’impegno del Governo affinché i Comuni destinino parte degli incassi delle multe alla manutenzione delle strade.
Bell’idea, ma non mi pare nuovissima. Sono decine (!) di anni che Quattroruote lo segnala nell’indifferenza generale. Doveva pertanto crollare un ponte, e che ponte, per ricordarsi che esiste una legge che prevede che questo avvenga . Ma la sicurezza e la manutenzione delle strade non hanno mai portato voti, meglio allora un’aiuola fiorita in una piazza oppure amenità simili, tanto poi per piangere c’è sempre tempo.

Se a un comportamento corretto in auto deve pensarci l’auto stessa

agosto 10, 2018  |  Senza categoria  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

La Commissione Trasporti della Camera ha approvato il disegno di legge che prevede l’obbligo di montare sulle auto seggiolini salva bebè equipaggiati con dispositivi che ricordino la presenza del bambino a bordo.
Se soltanto questo provvedimento servirà anche a salvare una sola vita umana ben venga, ma quello che mi suggerisce questo intervento dall’alto è che siamo arrivati all’ultimo stadio della protezione degli individui a bordo.
Un tempo c’era poco e niente, poi si è cominciato a multare chi aveva comportamenti scorretti, quindi sono state inasprite le sanzioni con risultati diciamolo pure deludenti.
Ecco che adesso per eliminare i problemi non si pensa più di ricorrere agli automobilisti, bensì alla tecnologia.
Il caso dei seggiolini dei bambini che ricordano ai genitori distratti che a bordo si sono dimenticati un loro figlioletto è soltanto una faccia del problema. Ormai all’industria automobilistica si chiede di trovare un modo per disattivare i telefoni cellulari nell’abitacolo (almeno quello di chi guida) oppure di impedire la messa in moto se il guidatore è alticcio, quindi pericoloso per sé e per gli altri.
Ben vengano tutte le trovate possibili e immaginabili, ma bisogna ammettere che questa è una resa, perché comportamenti che dovrebbero essere normali vengono troppo spesso ignorati al punto che si chiede a elementi esterni di provvedere. Anche perché chi telefona mentre guida viene multato in un caso su un milione e chi alza il gomito viene pizzicato con grande difficoltà e quasi sempre dopo essere stato coinvolto in un incidente.
Evviva l’elettronica di bordo, quindi, e che sia benedetta. Però dovremmo anche chiederci in che mondo viviamo se dobbiamo affidare a comandi esterni il nostro comportamento civico.