Tanti inquinano di più ma lo stop c'è solo per le auto

Tanti inquinano di più ma lo stop c’è solo per le auto


Adesso lo ha scritto con grandissima evidenza anche il Corriere della Sera con l’autorevole inchiesta di Milena Gabanelli e i dati dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), un ente che non si può contestare. Dunque i blocchi del traffico non servono quasi a nulla contro le poveri sottili perché i fattori che incidono di più sull’ammorbamento dell’aria da particolato PM 2,5 sono il riscaldamento e gli allevamenti intensivi di animali, rispettivamente con il 38% e il 15,1%. I veicoli sono al quarto posto con il 9%, precedute dall’industria con l’11,1%.
Vi invito allora alla lettura dell’esaustivo servizio qui
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/inquinamento-smog-riscaldamenti-allevamenti-intensivi-polveri-sottili-pm-particolato/4eb39bde-39f5-11e9-a27a-3688e449a463-va.shtml
Dunque non è soltanto Quattroruote a sostenere da tempo che la lotta all’automobile è una caccia alle streghe che fa comodo a molti amministratori (e agli ambientalisti di oggi e di ieri) perché le vetture si possono criminalizzare senza problemi, o comunque si possono fermare con facilità, mentre le più importanti voci di inquinamento sfuggono a qualsiasi regola e a qualsiasi diktat.
Il calcolo eseguito dall’Ispra tiene conto del particolato primario e secondario insieme. Una novità che cambia la lettura dei dati e l’origine delle cause. Il primario è quello direttamente emesso dalle sorgenti inquinanti (ad esempio dai tubi di scappamento delle auto) mentre si parla di particolato secondario quando in atmosfera si formano le polveri a causa dei processi chimico-fisici che coinvolgono le particelle già presenti.
Il fatto che finalmente anche uno dei più importanti quotidiani italiani porti alla ribalta il problema nella sua completezza informativa è un grande passo avanti, soprattutto in questi giorni che si stanno studiando nuove tasse contro i motori a gasolio per recuperare quattrini spacciando la mossa come un intervento a favore della salute dei cittadini quando si tratta dell’ennesimo “solito modo” di fare cassa.

A troppi non interessa se la benzina sale…

febbraio 1, 2011  |  Carburanti  |  114 Commenti  |  Lascia un commento

Il prezzo della benzina è esagerato e le sue variazioni sono troppo spesso strumentali. Quattroruote lo sostiene da sempre e presto, prestissimo, partiremo con una campagna per provare a porvi rimedio.
Premesso questo, ammetto di essere molto perplesso, e mi chiedo continuamente se davvero gli automobilisti italiani siano interessati a spendere meno quattrini quando fanno il pieno.
Il pensiero mi torna in mente ogni volta che in autostrada mi fermo a rifornire e vedo come sono di più quelli che vanno alle pompe “servito” piuttosto che quelle del “fai da te”, e me lo chiedo ogni volta che vado o torno dal lavoro.
Sulla strada che percorro continuamente ci sono due distributori sistemati esattamente uno di fronte all’altro, gli unici due in un tratto lungo diversi chilometri: uno vende il carburante a un prezzo mediamente più alto dell’altro di quasi 6 centesimi (!), ma non vedo mai nessuno che procede nel senso di quello più caro attraversare la strada e rifornirsi in quello a prezzo più basso. Ieri sera, di proposito, mi sono fermato a osservare restando sul posto un quarto d’ora abbondante e ho avuto la conferma di quanto già chiaro: il via vai, particolarmente intenso, non ha previsto nessun attraversamento, a testimoniare che un risparmio di 6 centesimi al litro non interessava a nessuno. E ho rimuginato che quando si grida al lupo! al lupo! per un aumento lo si fa più per irritazione che per il portafoglio che ne paga le conseguenze.
Forse sono io, che ai centesimi ci guardo, a essere in errore. Io che mentalmente corro con gli occhi su ogni cartellone, e memorizzo dove si spende meno, ad essere esagerato e fuori dalla norma. E mi chiedo, in sintesi, quanto senso avrà battersi per un calo dei prezzi, che sarà sempre sulla base di centesimi, non certo di mezzo euro, se poi al grande pubblico non interessa un fico secco risparmiare su ogni pieno, salvo smoccolare di continuo per i costi alle stelle.