Giornalisti, lettori e un sondaggio alla buona…

dicembre 4, 2010  |  Senza categoria  |  95 Commenti  |  Lascia un commento

E’ partito il Motor Show e quest’anno non si tratta di un’edizione qualsiasi. Serve infatti agli operatori del settore, un mondo sterminato che troppo spesso si riduce alla conta degli operai che nelle fabbriche ma che va allargato a numeri dieci volte più grandi perché a soffrire sono anche i fornitori e tutti quelli che vivono attorno alle concessionarie e che sono altrettanto a rischio del posto di lavoro, per toccare con mano le reazioni del pubblico e avere il polso delle situazione, soprattutto di quello che accadrà nei prossimi mesi.
Nei due giorni destinati alla stampa e agli operatori ho provato, allora, un mini-sondaggio tra i colleghi per capire quale auto avrebbero letta come regina della manifestazione. Il valore di questo sondaggio è minimo: non ho parlato con tutti e comunque la scientificità non è stata per niente di casa. Una semplice domanda e una raccolta nemmeno scritta delle risposte. Alla buona, insomma.
Mi ha comunque colpito che la maggioranza, una larga maggioranza, abbia messo davanti a tutte le altre auto, la Range Rover Evoque. Poco conta che per qualcuno fosse la più bella, per qualcun altro la più interessante e così via, a me ha colpito che per ragioni differenti era comunque il nome più gettonato. Mi sono chiesto quindi se una risposta simile potrà venire anche dal grande pubblico e non potendo rivolgere la domanda agli spettatori (anche perché non sarò sul posto) provo a girarla a voi. Vorrei. Insomma. capire quanta distanza c’è tra i giudizi di chi in mezzo alle auto c’è a tempo pieno, e magari attiva dei filtri di giudizio forse troppo sofisticati, e gli appassionati che invece hanno altri gusti, parametri, valori e esigenze alla base del loro giudizio di getto. Ribadisco: giudizio di getto. Perché non vorrei farvi riflettere troppo, non mi spetto un’analisi raffinata: così come ho interpellato i colleghi per una risposta al volo, vorrei sapere voi, tra le auto esposte al Motor Show (per quello che ne potete sapere, se non siete stati sul posto) quella che giudichereste regina. al di là delle convinzioni che avete sulle singole marche, sui giudizi di merito, sui frutti delle vostre competenze.
In sintesi, addetti ai lavori e appassionati viaggiano su due strade diametralmente differenti o ci sono ancora situazioni che fanno convergere i giudizi?

Magico Tarquini: l'Italia allora c'è...

Magico Tarquini: l’Italia allora c’è…

novembre 23, 2009  |  Senza categoria  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

Un italiano campione del mondo sulle quattro ruote fa una certa impressione perché non accade di frequente. In F.1 non succede dai tempi di Ascari, quando questo campionato nasceva e pareva che soltanto quelli di casa nostra potessero farcela; nei rally bisogna tornare a fine anni ’80 grazie a Biasion, e per il mondiale Turismo a 22 anni orsono grazie a Roberto Ravaglia.
Insomma, benedetto sia Gabriele Tarquini se ci ha riportato una corona iridata grazie al titolo conquistato a Macao domenica scorsa dopo una stagione intensa a combattuta fino all’ultimo giro. Tarquini non è un più di primo pelo: corre da una vita e da almeno vent’anni è sempre al top; però gli mancava la grande consacrazione che è finalmente arrivata e che è un vero premio alla carriera.
Per il nostro automobilismo è una sana boccata d’ossigeno perché ci stavamo convincendo che le corse in automobile non siano fatte per noi. Curioso, perché in moto siamo al top non soltanto con l’immenso Valentino Rossi, ma brilliamo in tutte le categorie e in nessun campionato si possono fare i conti senza i nostri. Purtroppo non accade altrettanto in auto e qui bisognerebbe aprire un discorso troppo lungo se alla fine sono sempre gli altri a vincere e mai i nostri ragazzi. Il mondiale sfumato ad Alboreto un quarto di secolo fa è l’ultima occasione sfuggita in F.1, poi tanta, troppa nebbia. I fenomeni nascono persino in Finlandia (dove i partecipanti alle gare in pista sono quattro gatti) mentre nessuno dei nostri riesci a imporsi. Non siamo una razza inferiore, però un po’ lo sembriamo: sarebbe ora che chi può cominciasse a guardare anche nel nostro giardino.

Todt, Vatanen o chi per il dopo Mosley

giugno 30, 2009  |  Senza categoria  |  12 Commenti  |  Lascia un commento

Si parla tanto dell’addio, molto probabile anche in un mondo come quello delle corse dove “mai dire mai”, di Max Mosley. Il presidente della Fia ha dichiarato nei giorni scorsi che è stanco, aggiungendo che “quando ho iniziato l’attività ero già vecchio abbastanza per essere padre del più giovane pilota impegnato in F.1, e oggi sono vecchio al punto di poter essere nonno di molti dei piloti che corrono gli attuali Gran Premi”.

Ovviamente, se Mosley si farà davvero da parte occorrerà trovare un degno sostituto, e il concetto di degno va sottolineato. Presiedere la Fia non significa solamente occuparsi di F.1 come troppi credono. L’organismo mondiale dell’automobile si occupa a tempo pieno dei problemi legati all’auto di tutti i giorni, e qui le battaglie di Mosley per i crash test, per ridurre gli incidenti stradali, per imporre ai governi nazionali regole più attente e ai costruttori obblighi importanti per migliorare le vetture sul piano della sicurezza, sono state apprezzatissime al punto che molti arrivano a dire che mai prima di lui si era lavorato tanto e tanto bene. In questa logica è sbagliato credere che siano le squadre di F.1 a decidere chi sarà il suo successore e non è nemmeno detto che si tratti di un uomo di sport.

Jean Todt è un nome che circola molto e, anche se è osteggiato dai team non ferraristi, ha buone chances perché è considerato uno di larghe vedute e interessi che vanno oltre le semplici competizioni. In particolare l’attività che adesso ha messo in piedi con il dottor Saillant sui traumi post incidenti sono una buona arma da spendere.

Ma come lui, o più di lui, è molto considerato Ari Vatanen, l’asso finlandese dei rally che per Todt ha corso e che ha vinto un titolo mondiale nel 1981 proprio battendo Todt (che era navigatore) e il suo pilota Frequélin. Vatanen da tempo si è dato alla politica arrivando ad essere eletto per due mandati consecutivi al parlamento europeo, prima in Finlandia e poi in Francia dove adesso vive e ha una fattoria con annessa cantina.

Vatanen, che al volante era considerato un vero matto, è una persona pacatissima e di saldi principi (anche quando correva non brindava mai con champagne ma esclusivamente con latte). E se Todt ha sempre avuto rapporti molto stretti con Mosley (troppo a sentire i suoi detrattori) Vatanen è sempre stato fuori dai giochi della Federazione e appare per questo più limpido. In più viene dalla Finlandia, quindi da un Paese dove non ci sono costruttori automobilistici, quindi viene reputato più indipendente proprio nell’ottica di legiferare in campo automobilistico extra gare. Vedremo chi la spunterà, e soprattutto se si farà avanti anche lì il fatidico terzo uomo che potrebbe mettere d’accordo tutti.