Maleducazione al volante regola costante

È vero, usare l’auto è sempre più una tortura. Penso ovviamente a uno come il sottoscritto che ogni anno percorre più di 50 mila km e che deve confrontarsi continuamente con la maleducazione di troppi.
Gli esempi per prendersela con i consimili si sprecano, e non mi riferisco ai casi più eclatanti di rozzezza su quattro ruote, ma soprattutto ai quei comportamenti sbagliati ostentati come diritti.
Mi spiego meglio con un paio di esempi. Il primo è l’insofferenza di troppi ad usare in autostrada la corsia di destra. Il problema, va detto, si è evidenzia quando le corsie sono più di due. In questo caso troppi occupano di default quella di mezzo, spesso addirittura la terza quando si tratta di autostrade a quattro corsie.
Hai voglia di velocizzare il traffico, se tra un camion e l’altro ci sono 500 metri liberi ci fosse mai uno che si mette tutto a destra. No, i più stanno in mezzo così che le tre corsie i riducono di fatto a due. Dice: ma io procedo a 130 all’ora, cioè alla velocità massima permessa dal codice, quindi che cosa importa dove mi piazzo? In teoria è vero, ma siccome a quella velocità si può viaggiare anche affiancati che male c’è se si sfrutta tutta la carreggiata anziché soltanto due terzi? Evito poi di sottolineare come molti stiano in mezzo anche andando più piano dei 130, a volte persino molto più piano salvo poi prendersela con quelli che magari li passano senza fare zigzag restando sulla loro corsia di marcia (compresa quella più a destra) come avviene su tutte le autostrade del mondo. Se tutti si sforzassero di comportarsi come il codice prevede, e cioè occupando sempre la corsia libera più a destra possibile, il traffico sarebbe molto più scorrevole a vantaggio di tutti, specie dei tanti che in auto sono costretti a viverci macinando chilometri non per piacere ma per lavoro.
Altro caso, molto differente ma altrettanto istruttivo se non proprio comune, è l’aggressività che si palesa anche in situazioni ben più tranquille. Venerdì ho affiancato una signora ferma a un semaforo con al suo fianco un bambinello in piedi e appoggiato alla plancia. Mi sono permesso di avvertire la signora che così facendo metteva a grande rischio l’incolumità del ragazzino (se c’è un tamponamento, se parte l’airbag…) e per risposta mi sono preso un “Si faccia gli affari suoi: il figlio è mio e faccio quello che mi pare”.
Villana? Certo, ma soprattutto male informata che in tempi di sanità pubblica i costi cadono su tutta la comunità, compresi gli eventuali che dovessero mai accorrere a suo figlio.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

novembre 29, 2010  |  Bmw, Sicurezza  |  59 Commenti  |  Lascia un commento

Se la notizia può consolare, il malvezzo non abita (solo) qui da noi. Per anni i disservizi e, diciamolo pure, anche le azioni scorrette a volte persino delinquenziali che hanno macchiato l’immagine degli operai dell’industria dell’auto di casa nostra con particolare focalizzazione sul chiacchieratissimo Pomigliano, hanno emuli anche là dove si crede sempre che tutto sia perfetto.
È di questi ultimi giorni la notizia che un operaio e un impiegato addetto ai ricambi in BMW sono stati arrestati perché dalle linee di produzione di Monaco sparivano sedili, presumibilmente in pelle, che erano poi rivenduti via internet. Non roba da poco, si badi bene, ma per un valore complessivo dell’ordine di 3 milioni di euro (!). E la caccia non è finita, perché adesso sono sospettati di far parte della gang anche altre 15 persone tanto che si teme che il valore finale possa salire ancora di molto.
Dunque, c’è del marcio dappertutto; e se questo non deve consolare, e cancellare quanto di avariato c’è da noi, almeno deve frenare quelli che da fuori ci additano sempre con etichette che generalizzano troppo, raffigurando la nostra classe operaia, nel suo insieme, come la peggiore sulla piazza.

L’auto più pericolosa al mondo?

novembre 9, 2010  |  Sicurezza  |  99 Commenti  |  Lascia un commento

Nell’ultimo numero del britannico Auto Express sotto un occhiello inquietante “È l’auto più pericolosa al mondo” campeggia un titolo terribile inserito dentro una foto agghiacciante. Il titolo recita così: “Marca cinese centra il punto più basso in un crash test”.
Il riferimento è a un test in Brasile dove da un po’ si effettuano queste prove con il regolamento Latino Americano NCAP. Il risultato è stato pari a zero (!) stelle ed è davvero un record negativo mai toccato da nessuno. Curiosamente l’auto è Geely CK1 (senza airbag…), curiosamente la marca che ha appena comperato la Volvo e che è bene augurarsi che dagli svedesi possa apprendere molto.
Sono andato a cercare, e ho trovato il filmato del test di cui vi allego il link

Dire che c’è da restare senza parole è il minimo, ma adesso aspetto che siate voi a scatenarvi.

Quelle gambe a rischio airbag

agosto 31, 2010  |  Sicurezza  |  78 Commenti  |  Lascia un commento

Un caro amico mi ha telefonato inorridito dopo lunghe ore vissute nel traffico del grande rientro dalle ferie di domenica scorsa. Ancora sconcertato, mi ha raccontato di quante persone sedute sul posto di fianco al passeggero lui ha visto con i piedi allungati sulla plancia. Ovviamente si chiede, tra l’incredulo e lo spaventato, se quella gente si rende conto dei rischi che corre in caso di apertura repentina dell’airbag. Il cuscino si spara fuori a 300 all’ora ed è facile immaginare come si potrebbero ridurre le gambe di quei passeggeri imprudenti oltre ogni logica.

Ha ovviamente ragione, ma bisognerebbe aggiungere che ancora troppi viaggiatori non hanno ben compreso che l’utilità dell’airbag va di pari passo con posizioni in auto degli occupanti. L’uso delle cinture, in primis; senza le quali si rischiano pericolose fratture al viso e gravi danni agli occhi, senza parlare dei bambini troppo spesso mal sistemati, addirittura in certi casi in piedi davanti al passeggero. E’ una storia lunga che deve fare riflettere, tanto più che l’operazione di sensibilizzazione è molto difficile con troppe persone che si irritano quando fai notare loro i rischi che corrono. Al di là dei media, soprattutto quelli generalisti che si rivolgono a un pubblico più variegato e meno competente di chi legge le riviste specializzate, chi dovrebbe occuparsi di istruire i viaggiatori e come si potrebbe fare per essere veramente incisivi ben sapendo che purtroppo in situazioni come queste non c’è più sordo di chi non vuol sentire? Le conseguenze degli incidenti stradali sono una vera iattura, oltre che un costo ormai insostenibile per qualsiasi governo, ma dietro alla solita velocità pericolosa e all’uso/abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti ci sono troppi corollari apparentemente ovvi che persistono nel malcostume e nell’ignoranza quotidiana.