Fenomeno 500, nonnetta con numeri da record nel mondo

Fenomeno 500, nonnetta con numeri da record nel mondo


È difficile da spiegare agli analisti dell’auto il perché e il percome la Fiat 500 a dispetto dei suoi quasi 12 anni di vita riesca a rimanere un fenomeno di vendite in giro per il globo, ma così è. La chiusura dei dati relativi all’anno 2018 dice che la nonnetta ha ottenuto il suo secondo miglior risultato di sempre con una quota del 15% nel suo segmento in Europa, pari a quasi 200 mila pezzi.
La creatura di Giolito, con il design fresco e a quanto pare pure intramontabile, è stata la più venduta su 11 mercati del Vecchio Continente ed è salita sul podio in altri quattro a riprova che il made in Italy ha ancora un senso e un sapore. Quello che più inorgoglisce è che a dispetto di un’età che per altri modelli sarebbe fatale, è che l’80% delle vendite si contano fuori dai confini italiani (ben 100 i mercati nel mondo) e questo aggiunge stupore a stupore.
Fino a quando si potrà andare avanti? La domanda è lecita, ma la risposta è complessa. Già due anni fa, in occasione del decennale del grandioso lancio mondiale a Torino con un ritorno mediatico che lasciò tutti a bocca aperta, in tanti profetizzarono un declino rapido e doloroso. Al contrario i numeri sono cresciuti e l’accoglienza da parte dei compratori è rimasta caratterizzata dallo stesso entusiasmo.
Il suo messaggio mi pare comunque chiaro: se si azzecca il prodotto le soddisfazioni arrivano puntuali. E per prodotto si sottintende l’insieme dei valori: la guidabilità, i motori, le finiture e il glamour che è qualcosa che va oltre alla bellezza e tocca corde che saltano il cervello e puntano direttamente al cuore.
Un mix così è davvero raro, soprattutto da una ventina d’anni in qua dove l’auto intelligente, affidabile e con un ottimo rapporto qualità/prezzo è stato il mantra di tutti i costruttori. Nel mare delle auto grigie metallizzate la 500 si è imposta con tutta una gamma di colori sfacciati, è uscita dal coro delle auto con un bagagliaio che era puntualmente il più capiente della categoria per proporne uno che è meglio lasciar perdere, costava più della media e spesso offriva meno gadget della media, però era perfetta per chi cercava proprio una cosa così, unica e godibile.
Sostituirla non sarà facile, probabilmente sarà anche impossibile perché certe cose non nascono a tavolino o dentro un computer. Però adesso che Marchionne è entrato in un oblio quasi sorprendente, uscito da tutti i discorsi e da tutte le celebrazioni con una velocità che sgomenta, ricordare che dietro al concepimento della 500 ci sia stato anche il canadese, che per tutti non era certo un “car guy”, mi pare giusto ricordarlo. Era la vettura che citava sempre con più passione aggiungendoci un sorriso che la diceva lunga. La spinta (anche economica) che diede a Luca De Meo perché l’anteprima mondiale potesse lasciare il segno di una Fiat che stava uscendo dal coma profondo in cui l’aveva trovata appena quattro anni prima, fu un segnale forte e forse lo era stata anche la decisione di farla diventare la prima auto elettrica del Gruppo. Alla gente, persino agli appassionati, queste cose sfuggono, ma agli addetti ai lavori no. E parlano chiaro così come stanno ancora parlando i numeri.



65 Commenti


  1. La 500 è assolutamente sostituibile e DEVE essere sostituita, proprio prima che l’età diventi un fardello troppo grosso.
    Come fare? Beh, cambiando tutto sotto pelle ma mantenendo inalterato il design. Esatto, non simile, proprio inalterato (una cosa simile alla Delta futurista, per intenderci).
    Perchè la 500 piace per design e aura glamour ed è attualmente avvantaggiata dal fatto che, Mini a parte, tutti gli altri competitor si sono defilati. Anche la A1, che pur si è rinnovata, si rivolge a un pubblico completamente diverso e molto piu’ tradizionalista.
    E quindi resta solo lei, con quel design meraviglioso e immortale che ritrova la sua essenza in tutte le immagini della sua progenitrice, vero simbolo del Made in Italy nel mondo assieme alla Nutella

    • concordo !
      Il design deve subire pochi ritocchi (come dalla Mini 2001 alla successiva) però va aggiornata, va un po ingrandita per permettere di avere 2 posti dietro reali.
      va aggiornata (sotto pelle e ne contenuti … io ad es odio il suo tachimetro perchè usandola non si legge una mazza!) perchè vanno migliorati quelli che sono i “punti deboli” come fanno tutte quelle casa che hanno un prodotto di successo e lo evolvono per continuarne il successo

      ps: aldilà di Marchionne … sbaglio o l’idea della 500 venne da Lapo? O è una favola?

      • Tutte le cose di successo hanno molti padri. Uno quindi può avere il merito di un’idea, ma se poi non c’è chi ci crede, che la mette in un piano industriale e poi la spinge…

      • @Dadry
        Esatto, aggiornare (anche pesantemente per quanto riguarda pianale e struttura) ma rimanendo assolutamente nel solco della continuità. Il modello dev’essere il passaggio da Mini I a Mini II (intendendo le due prime serie nate sotto BMW) e non Mini II – Mini III, che ha snaturato profondamente lo stile

    • Ma a 5 porte o deve rimanere a 3? Sono indeciso. Adesso la gente vuole la praticità prima di ogni altra cosa…ma per me a 5p perderebbe un po’ di estetica e anche un po’ di compattezza….Ci sono 5 porte piccoline tipo la Twingo, ma il risultato non è il massimo a mio parere. Se la tengono a tre concordo con Voi, modifiche minime…ma se la fanno a 5 come moda vuole sarebbe ben dura mantenere un design molto simile all’attuale.

      • secondo me assolutamente a 3. Del resto, l’exploit lo sta facendo proprio come 3 porte. Chi vuole la 5 porte ha nel gruppo Panda e Ypsilon a cui rivolgersi. Caso mai, se proprio si vuole, si puo’ fare come la Mini che le offre entrambe. Ma solo 5 porte è per me un suicidio. Non ho dati comunque per valutare se la Mini 5 porte sia piu’ gradita o meno della 3 porte…

  2. Il successo delle attuali 500 e Mini, al di là dei contenuti tecnici e qualitativi intrinseci di entrambe, a mio parere sopravvalutati, ritengo sia la dimostrazione di quanto i progetti delle originali fossero geniali ed innovativi e d al contempo quanto scarseggi questo tipo di capacità inventiva oggi

  3. wiliamspreafichi@alice.it

    Davvero un grande successo…..ma l’unica cosa che penso è che spero tanto che FCA non lasci “morire” lentamente questo modello come ha fatto con la Punto e Mito, mi auguro che la 500 abbia un seguito e sia sempre al passo con le nuove tecnologie.Assieme a lei ci metto pure un altro modello di successo di casa Fiat: la Panda,altro modello molto importante, spero vivamente in una sua degna erede,senza di loro non ci sarebbe più il marchio Fiat.

  4. Rinnovare piattaforma ed interni. L’estetica può essere giusto un po’ rivista ma il minimo indispensabile. Mini insegna.

  5. E pensare che chi era alla guida della FIAT inizio anni 2000,non voleva mettere in produzione l’auto derivata da una idea:la 3+1 forse perché ricordava troppo la “cinquecento”?Dovrebbero fare come la Golf o la Porsche 911 con leggeri aggiornamenti di carrozzeria e meccaniche al passo dei tempi.Solo che noi esterofili da sempre,accettiamo modelli come la Golf dove tra una versione e l’altra se entrambe saranno viste di profilo,difficilmente da subito riconosceremmo l’ultima versione mentre se la medesima cosa è fatta da una industria italiana,diremmo che è una “minestra riscaldata” o”non hanno fantasia”

  6. Se mi parla della 500 come “Orgoglio del Made in Italy”, non saprei se arrabbiarmi o riderle in faccia, visto che il suo predecessore, tale Mauro Tedeschini, aveva fatto 12 anni fa un’articolo sulla fabbrica della 500 a Tychy. La 500 oltre a non essere costruita in Italia, era pure (e forse ancora la è) costruita da gente così sottopagata che la 500 non potevano comprarsela (e forse neanche adesso) con lo sconto dipendenti. Una delle persone rimaste scontente dalla 500 è stata una mia cugina: Come 1^ Auto le avevano regalato una 500 C 1.2 con Cerchi da 16. Il motore assetato, la massa dovuta ai rinforzi e i cerchi larghi, non avevano reso quell’auto efficiente. L’ha voluta dar via e , visto che lavora a Parma, ha voluto trasferirsi la.

    • Guardi che l’Up, giusto per farle un esempio, è fabbricata a Bratislava, ma nessuno, forse nemmeno lei, si sognerebbe di dire o di scrivere che è l’orgoglio del “made in Slovacchia”.

      • La Up è assemblata in repubblica ceca per via delle condivisioni con la Skoda Citigo e MAGARI anche perché alla VW costa di meno. La 500 è assemblata in Polonia SOLO affinché alla Fiat costi poco. Scegli tu il caso più disumano, tra i due.

        • Lo stabilimento polacco c’è e deve lavorare. Oltretutto garantisce una qualità altissima (chiedere a concessionari com’era la Panda2…).

          • Però per certe persone che non se ne intendono, la Panda migliore rimane quella squadrata creata da Giugiaro in produzione per 21 anni, ritenendola indistruttibile. C’è chi rimpiange ancora l’inserimento manuale.

          • Vero Guastatore, forse è proprio la Panda migliore. Ma come auto in generale, non come qualità costruttiva (che era da vera Fiat, quella di mia madre diventava una piscina quando pioveva…). Poi col tempo è diventata l’auto robusta e funzionale che tutti conosciamo (ma con saldature vistose e una sicurezza passiva pari al santino di Padre Pio sul parabrezza ;-) )

        • Mai visto tanta ignoranza. Forse il Sig. Autiero (che tempo fa disse “non me ne frega nulla se anche il diesel costa il doppio, tanto io vado a benzina”, nonchè si divertiva a fare l’elenco delle ragazze che pomiciava in auto, salvo poi dare del maschilista perchè qualcuno ha detto che certe auto sono come una segretaria sexy) dovrebbe ricordarsi che a Tychy si costruiva anche la Panda (sul cui pianale è nata la 500) e la Ka (pari pari ricarrozzamento della 500).
          Quindi il caso è disumano tanto quanto lo è quello della VW. Sempre che uno non abbia le fette di salame sugli occhi, ovviamente.

          • Sono completamente sbigottito per l’aggressività del tuo commento, come anche per le affermazioni che (non si sa nemmeno perché, visto che non c’entrano nulla con Panda o Up o 500) mi attribuisci e che io francamente non ricordo (visto che manco dalla partecipazione a questo blog da alcuni anni), senza considerare che associ il mio nome alla parola “ignoranza”, permettendoti come se tu stessi tranquillamente parlando con tuo fratello. Incredibile.
            Completamente sorpreso, anche dalla mancanza di moderazione effettuata dal direttore Cavicchi.
            Sorpreso e amareggiato. Buona serata.

          • manchi da qualche anno, ma i tuo nome e i commenti li ricordo bene, visto che ti firmavi Sergio Autiero – NA.
            Peraltro la parola ignoranza è riferita al fatto che ignori che sulla stessa base 500 venivano prodotte altre vetture nello stesso stabilimento, e cio’ ai tuoi occhi giustifica il definire “disumano” il comportamento di FCA.
            Poi vero, il commento è aggressivo. Definire disumano il comportamento di FCA è invece pacato, rispettoso e argomentato… come definire (parole tue di qualche anno fa) IGNORANTE, RETROGRADO e MASCHILISTA un altro utente del blog, vero?

          • mi spiace di aver reso amara la serata di Italiandandy che poi divenne Hyuppiehyppie…

  7. Della 500 si può parlare bene o parlare male ma resta il fatto che è probabilmente il modello più azzeccato degli ultimi anni,è riuscita a imporre un concetto di vettura apparentemente anacronistico.
    Piccola ma costosa,bella ma tecnicamente una segmento A.
    Ha attirato clienti di tutte le fasce di reddito,gente che magari ha faticato a tirar fuori 10000 euro per un’utilitaria 3 porte ma la voleva perchè era troppo bella.
    E gente che invece avrebbe potuto e voluto spendere molto di più,ma la voleva perchè era troppo bella.
    Con la versione Abarth poi secondo me hanno fatto centro aggiungendo anche la sportività a quello che era già un progetto azzeccatissimo.

    Sostituirla penso che sarà una sfida enorme.
    Più è azzeccato il modello originario più tremano i polsi quando è ora di cambiarlo.
    Il restyling è stato leggero e giustamente secondo me hanno aggiornato gli interni cambiando poco all’esterno.

    Spero che continui a vendere bene,che non venga stravolta ma che non rimanga troppo a lungo sempre uguale nei listini perchè secondo me la cosa peggiore che si può fare a un modello azzeccato è farlo invecchiare a tal punto da far dire ai clienti “10 anni fa’ l’avrei comprata ma oggi no”.

  8. Sorprendenti i numeri ed il tipo di distribuzione delle vendite della 500, che non conoscevo (anche se in Europa e negli Usa è l’unica italiana che si vede a spasso con una decente frequenza). È uno dei capolavori di Giolito, del quale ricordo – sempre per storicizzare, Federico

    • (SEGUE)
      sempre per storicizzare Federico

      • Ci riprovo con la parte troncata (e mi scuso per l’invadenza ! ). Un capolavoro di Giolito, defenestrato dal Centro stile quasi da un giorno all’altro, ed in malo modo, proprio da Marchionne soprattutto per effetto della tormentata gestione del lancio della Giulia (mi è stato raccontato da un suo diretto collaboratore, cui addirittura consigliò di non esprimergli pubblicamente solidarietà per non rischiare di fare la stessa fine). Ora dirige al meglio l’Heritage ed il Riar, ma forse tornerebbe utile di nuovo al suo posto in vista dei ferventi preparativi in FCA per il lancio in sequenza della 500 Giardiniera, della baby Jeep e della nuova Panda. Sì, ferventi è proprio l’aggettivo adatto…

        • Peraltro lo strepitoso progetto della rivoluzionaria Panda, per ora in stand by, è suo…

        • mi sono perso qualcosa ma non ho mai capito perchè allontanarono Giolito visto che Multipla e tutta la bella famiglia 500 è stata da lui disegnata.

          • Anche l’ultima Panda, la Tipo o la 124 spider, se è per questo…

          • e anche la Punto Evo, comunque… ;-)
            In ogni caso, è un grande designer. Ma come tanti, finchè lavorava in Fiat in molti gli davano addosso (successe persino con De Silva). Non parlo ovviamente degli addetti ai lavori, ma dei potenziali acquirenti.

          • @Surfer … ecco sulla Punto Evo sorvolerei :) … (ma è un gusto prettamente personale)
            Cavoli Direttore … lei ogni 2 x 3 continua a buttare lì il sassolino ……… su questo progetto della rivoluzionaria Panda … ed ogni volta continua a far aumentare in me la curiosità !!
            Specie e soprattutto in un mondo dove “creare” qualcosa di nuovo, unico (se non rivoluzionario) è sempre + difficile !!
            Fca avrà il coraggio (e i soldi :) ) per lanciarvisi ???

          • Punto Evo da dimenticare ? Ogni designer ha ovviamente uno scheletro nell’armadio: ad esempio, la Toledo di De Silva, la Croma del 2005 di Giugiaro et c. e comunque la Evo appartiene all’epoca in cui in Fiat ancora si tentava di aggiornare per tempo i modelli per tenere il passo della concorrenza: ditemi voi se, alla luce dell’attuale situazione, è poca cosa…

        • mi chiedo anch’io se lasciare Giolito in disparte sia una scelta logica.accantonarlo e’ stato uno sbaglio di Marchionne,uno dei pochi,certo,di uno che sapeva scegliere i collaboratori(come dimostrato in Ferrari,puntando sul gruppo Binotto-Resta,ecc.)Direttore,con questa futura Panda accende la nostra fantasia:c’e’ qualche speranza di vederla,o pensa che finira’ come tanti,troppi progetti buttati via?

  9. Direttore, i commenti vengono troncati all’invio

  10. A me piacerebbe vederla sostituita dalla versione giardiniera, magari a tre porte ( nel senso 1+2 sul lato dx ); certo non sarebbe una novità assoluta ma a livello simpatia farebbe sicura concorrenza alle analoghe versioni della Mini.
    Come berlina vedrei bene la Bianchina ( anche se l’ esercizio stilistico non sarebbe facile) magari ribattezzata Fantozzina (solo per il mercato Italia).
    Quanto all’ accantonamento di Giolito pienamente d’accordo con Statmaz.

  11. PASSATO – Si, tutti ricordiamo lo stupore per il concept Trepiuno, la voglia matta di vederla in produzione, la lunga attesa, le iniziative online, le foto spia, il lancio del 2007, il concetto di “nuova Fiat”, le vendite successive…tutto meraviglioso. Io stesso me la sognavo, giorno e notte.
    PRESENTE – Oggi vende ancora, come giustamente fa notare il grande Cavicchi, però sinceramente ne comprendo poco il motivo. Di base ha un affidabile 1.2 benzina che è lento, fin troppo pacioso. Un bicilindrico 900cc già a fine carriera che non ha mai brillato per affidabilità. Un cambio automatico che dopo tanti anni di produzione è ancora molto inaffidabile e poco durevole. Un posto guida “vecchio stile Fiat”, cioè a sgabello (criticatissimo soprattutto sulla Abarth), lo spazio per la testa ai posti dietro che non accoglie chi supera 1,75m di altezza, un posteriore ballerino, nessun dispositivo per la sicurezza attiva (frenata automatica etc), una sicurezza passiva (cioè nei crashtest) ormai da auto d’altra epoca. A tutto ciò, aggiungiamo che per averla personalizzata con qualche accessorio in più si finisce per pagare quanto auto di categorie superiori che invece sono moderne, sicure, comode e scattanti. E aggiungiamo infine che quando sfornano versioni per tenere viva l’attenzione sul modello (Spiaggina, Collezione, Riva etc) non fanno altro che aggiungere una colorazione diversa dal solito facendo pagare il tutto quasi 18000 Euro. Ci vuol coraggio, a comprare una 500 nuova, nel 2019, cioè dopo 12 anni dal lancio.
    FUTURO – Non vedo ancora foto spia di un nuovo modello, ma si dice che arriverà. Ora io penso questo: Fiat farebbe bene, per non far morire il mito del modello nei prossimi decenni, a rendere la 500 un degno e convinto manifesto del futuro. Non abbia paura di farla elettrica (guardate Smart, sarà molto coraggiosa a rischiare di perdere clienti pur di fare la fortwo solo elettrica), piena di airbag, sensori, dispositivi, connessioni, etc Me la aspetto così, spero di vederla presto!
    Sergio – BG

    • D’accordo con lei e ha fatto bene a non farsi “intimidire” dal surfista biondo, che, come avrà letto, non risparmia nessuno, nemmeno me, da quando ho messo in dubbio la sua competenza automobilistica: come avrei potuto fare diversamente visto che ha più o meno gli stessi gusti del quasi secolare Principe Filippo ?

  12. Coma profondo in cui la Fiat è ricaduta. Oltre la 500, straordinariamente bella e che godrà di lunga vita grazie all’elettrico, c’è il buio più totale e non mi pare giusto. Il marchio Fiat, nonostante tutto, meriterebbe di più. Anche nell’epoca dei SUV non puoi coprire tutto con Jeep

  13. È difficile da spiegare agli analisti dell’auto il perché e il percome la Fiat 500 a dispetto dei suoi quasi 12 anni di vita riesca a rimanere un fenomeno di vendite in giro per il globo, ma così è.

    Ma gli analisti chi?Una volta incontrai per lavoro un grande industriale del nord italia,leader indiscusso al mondo nel suo settore alla mia domanda quale fosse il segreto del suo successo la risposta fù questa:”Gh’è tri maner de fa andà a mal i aziend,la prima, che l’è la pusèe divertent, l’è cunt i donn. La secunda, che l’è la pusèe stupida, l’è al gioc. La terza, che l’è la pusèe secura, l’è cunt i consulent”.E aggiungo,gli analisti,i professori di economia,non sanno nulla di mercato ed economia,basta parlare due minuti con un prof della bocconi p con uno appena laureato nell’ateneo milanese,ma,anche che è laureato da anni,loro sanno la teoria,i numeri con encefalo piatto,ma il mercato è altra cosa,sono vite umane,sentimenti e passioni.

    Fino a quando si potrà andare avanti?ma quale complessità?:”per sempre”,anzi se non fanno nemmeno un restyling è meglio,non si devono seguire le mode,si devono imporre,questo è valore aggiunto.

    Il successo della 500 è un caso da manuale del piccolo chimico più che di studio o di analisti a meno che non siano analisti psicologici.Prezzi popolari,per tutte le tasche,linea istant classic e cool che non ci si sbaglia mai,storicità del modello,costo di gestione in grado di essere affrontati da qualsiasi portafogli.,immagine del prodotto sempre dovuto a tutti gli altri fattori,colori,allestimenti,motori,guidabilità non c’entrano nulla,se non per gli appassionati.

  14. è un’icona di stile, come la Mini e come la Vespa. Come city car fa anche il suo, nonostante manchino le porte di dietro e lo spazio per i passeggeri posteriori (rivolgersi alla Panda o, finché dura, alla Ypsilon) però è desiderabile per un certo tipo di clienti in città. Quando lo diceva Lapo Elkann (la macchina dev’essere figa, quando vedono una Fiat i giovani si devono gasare), il listino era fatto di Stilo, di Croma 2, di Idea, di Multipla, e sembrava un’eresia. Invece ha avuto ragione lui. Il listino Fiat adesso è diviso fra auto che puntano sul prezzo e la praticità (Panda, Stilo, Qubo, Doblò) e altre che puntano sull’effetto retró e il fattore emozionale. Il difficile sarà riuscire a evolvere restando fedele a sé stessa; Clubman, Countryman, 500L, 500X stanno cercando di mantenere uan longevità del marchio che la Beetle non ha più.

    • Già, la Beetle. Emblema di un progetto fatto a metà.
      Una linea esterna comunque evocativa di un certo stile retro, e poi gli interni che sembravano pari pari quelli di una Golf. Il tutto con la stessa possibilità di personalizzazione (vero atout sia di Mini che di 500, per lo meno all’inizio…) pari a quella della Toyota IQ (altro flopping infatti…).
      Insomma, alla fine nulla di veramente evocativo in senso stretto, solo una linea un po’ all’antica messa su una Golf. Ed ecco svelato l’insuccesso. Con interni più’ “stilosi” e personalizzabili, probabilmente il suo destino sarebbe stato meno infelice. E invece anche con la seconda serie hanno mantenuto gli stessi difetti della prima versione.

  15. il pericolo e’ che si continui con un’auto sempre piacevolissima nell’aspetto senza aggiornare i contenuti..la prima Mini(quella attuale,non l’originale di Issigonis,tra l’altro la mia prima auto)era molto deludente come finiture,qualita’ percepita e reale,contenuti tecnici(un monoalbero otto valvole costruito da tempo in Brasile sotto il cofano):si voleva limitare l’investimento,nel caso si facesse un buco nell’acqua.visto il successo ed i margini di guadagno si e’ passati a contenuti piu’ adeguati la prezzo(sempre spropositato).continuare con un Fire 1.2 ormai fiacco,un cambio robotizzato fastidioso anziche’ comodo,e cosi’ via finira’ con l’uccidere un modello che potrebbe durare ancora moltissimo.

    • ma il 1.2 non è affatto fiacco! Molto meglio del Twinair secondo me, e anche rispetto alla concorrenza si difende ancora bene e consuma pochissimo (io ne ho avuta una di 500 1.2 e in extraurbano facevo senza problemi i 18 km/l, addirittura in media 20 km/l quando sono andato in Spagna). E va per me benissimo come entry level, un po’ come il motore depotenziato della Mini. Certo, poi l’offerta va integrata, ma mi pare che già ci siano i Firefly pronti, ed è abbastanza logico che verranno montati su una ipotetica nuova 500.

    • preciso il mio pensiero:il Fire 1.2 sara’ presto fiacco perche’ peso e dimensioni(poco queste ultime)aumenteranno e gia’ ora e’ un valido motore base se si usa l’auto in zone pianeggianti,non dove abito e mi muovo io(sempre meglio del TwinAir,comunque…):il pericolo e’ che resti l’unico a benzinasalvo non si voglia una vetturetta potente e sportiva.non adottare i nuovi Firefly.un cambio Dct,insomma non aggiornare e migliorare il modello sperando di continuare a venderlo senza investirci soldi porterebbe solo ad un rapido declino di 500 e di Fiat,o quel che ne resta.sulle doti della famiglia Fire concordo con voi.solo che la scelta e’ troppo limitata(insomma sono pessimista su voglia e capacita’ del Gruppo,ecco…)

  16. Buongiorno,
    lo stesso discorso lo si dovrebbe fare anche per la mini, ma stranamente non si fa, come mai?

  17. Il 4 luglio 1969 la Fiat 500 – il progetto 110 – compiva 12 anni: aveva da poco meno di un anno perso la specifica “Nuova” giacché novità non era più e in quell’anno solare avrebbe fatto segnare numeri da record stabilendo la sua maggior quota di produzione.
    Tanto che l’anno successivo gli stabilimenti Autobianchi di Desio dovettero cedere alla piccola Fiat un paio di linee di produzione per star dietro alle richieste di acquisto: e nel 1970 i numeri di vendita superarono quelli già sorprendenti dell’anno precedente.
    La 500 cessò di esistere il 31 luglio di cinque anni dopo, quando dagli stabilimenti di Termini Imerese uscì l’Ultima, una R turchese farfalla codice 463 ancor oggi circolante in splendida forma: ma non fu la fine, anzi un nuovo inizio.
    Finì una storia, iniziò il Mito, la Leggenda, il Simbolo.
    Oggi la “Nuova 500” del 1957-75 è l’Automobile: la più rappresentativa, la più iconica, la più ricercata, la più celebrata al mondo.

    Dodici anni di vita segnava il 1969, dodici ne segna il 2019: dunque la Storia si ripete, se il lavoro è valido.
    Dunque l’attuale 500 è nel pieno della sua maturità, ancora con tanto da dare e da rappresentare.
    Sicuramente gran parte del suo successo è dovuto alla presenza di quel Simbolo nato 62 anni fa che le ha aperto ogni porta: nel nome del Mito e della Leggenda.

    Francesco

  18. Mi spiace poter partecipare poco a questo blog.
    Molto interessante lo spunto di discussione del direttore.
    Mi pare che nella vecchia fiat pensavano già a una 500 remake a inizi anni 90 al posto della cinquecento 92, però in classica logica fiat cioè piccola economica.
    Poi è arrivata mini remake tutt’altro che economica e soprattutto è arrivato Lapo e il progetto è ritornato in auge, se non mi sbaglio all’inizio il finanziere canadese non era molto dìaccordo di mettere in produzione la 3+1 come sempre mancavano sia lungimiranza che i soldi, ma Lapo premeva molto.
    A sbloccare la situazione era arrivata d’aiuto ford che cercava un partner per la futura ka, allora solo smezzando le spese di sviluppo e produzione con ford finalmente i vertici fiat hanno deciso di deliberare 500 su base panda che tra l’altro era già in casa. Hanno tentato con diversi costruttori stessa operazione con erede di gpunto ma hanno ricevuto solo dei no….per cui fine del segmento B per fiat,
    Per quanto riguarda il design bisogna si dire grazie a Giolito, ma secondo me come interni e in parte come esterni l’alone “fighetto” di 500 è dovuto anche a l’ex mini Stephenson. Conoscendo la passione di Giolito per le storiche e il fatto che fiat praticamente da tempo non progetta quasi più auto, non penso starà così male all’heritage.
    500 è un miracolo come dice il Cav perchè 12 anni aggiornamenti quasi zero, vendite in aumento e unica FCA, jeep compresa, che in europa vende nettamente più aldifuori dell’Italia, tanto che ha fatto venire a fiat la “malsana” voglia di non progettarci quasi più una gamma intorno.
    Mi chiedo senza 500 fiat sarebbe morta o avrebbe una gamma degna di essere chiamata tale…chi può dirlo.
    Intanto prox 500 pare sarà solo un pesante carry over dell’attuale per inserirci batterie e si spera qualche adas e rinforzo per i test dei crash.

 

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