Addio C3 Pluriel. La rimpiangeremo?

agosto 9, 2010  |  Industria  |  73 Commenti  |  Lascia un commento

La scorsa settimana la Citroën C3 Pluriel è uscita di produzione. Dal 2003, anno della sua presentazione, ne sono stati venduti 110 mila esemplari di cui 30 mila in Italia. Se ne va dalla scena in punta di piedi, ma è stata una cabriolet decisamente originale. Più volte mi sono chiesto, pur trovandola particolarmente simpatica, se sia stata una vettura riuscita, se sia davvero entrata nel cuore degli automobilisti di casa nostra (dove peraltro ha avuto il maggior successo al di fuori della Francia) oppure se ha un po’ tradito le attese.

A maggior ragione me lo chiedo e ve lo chiedo adesso. La rimpiangeremo? Diventerà tra pochi anni un oggetto di culto per collezionisti? Oppure non lascerà traccia cadendo nell’oblio?



73 Commenti


  1. Lascerà una traccia come tutte le auto strane, nel cuore di un paio di collezionisti che fra vent’anni la tireranno fuori dal box per far divertire le nuove generazioni.

    Ma io invece le domando: i francesi hanno il culto dell’auto strana e deforme. Ultimamente pare gareggino tra loro nel confondere le linee in modo da rendere indistinguibile il davanti dal dietro; e no, i fari non aiutano più.

    Usano la stranezza per mascherare l’inconsistenza?

  2. In effetti, ogni tanto qualche linea mi lascia un po’ perplesso. Credo che il tema riguardi in particolare le coupé-cabriolet. Ma il tema del gusto è molto spinoso: quello che può piacere a uno magari non soddisfa un altro, e viceversa. Probabilmente è meglio che ci siano auto che sconcertino che solamente vetture fatte con lo stampino. Tutte uguali.

  3. Per quanto mi riguarda la C3 può essere ricordata per il design molto equilibrato come rivisitazione felice delle linee tondeggianti, ulteriore esempio di successo di un designer italiano, Donato Coco, che ha così dato ulteriore lustro alla tradizione nazionale del saper realizzare prodotti molto accattivanti. La possibilità di asportare i montanti e il tettucio per diventare cabrio o spider la ritengo sia un’idea che merita attenzione, sebbene non farà della Pluriel un modello da ricordare, come timido tentativo di realizzare auto che possa essere trasformate/convertite a seconda delle esigenze e quindi multifunzionali.
    Questo aspetto potrebbe essere ripreso per realizzare, ad esempio, volumi di carico variabili facendo convivere una formula berlina/station sulla stessa vettura.

    Direttore avanti così

  4. Per quanto mi riguarda, e’ stata un’auto di cui quasi non mi sono accorto che esistesse, pertanto credo proprio che non ne sentiro’ la mancanza.
    Oltretutto negli ultimi anni non ricordo di averne vista una in giro…

  5. Nel 2005 fui ad un passo dall’acquisto. Mi piaceva molto la linea originale ed il prezzo tutto sommato invitante per una cabrio, ma desistetti quando compresi che se toglievo i montanti dovevo lasciarli in garage. Una cabrio “voglio e non posso”: molto meglio, a questo punto, una vettura impostata come la 500C. Probabilmente, se i montanti fossero stati fissi e non rimovibili, l’avrei presa: ma il solo sapere che “in teoria si potrebbero togliere” a patto di fare solo il giro dell’isolato e con un occhio alle previsioni meteo, me ne fece disamorare.
    Io non la rimpiangerò di certo
    Saluti e buon Ferragosto

  6. Io sono sempre stato un citroenista convinto, pun avendo posseduto finora una sola auto del double chevron: la Saxo 1.1 5 porte SX (vettura, a mio avviso, eccellente nella sua categoria, anche se non era altro che un clone della Peugeot 106). Quindi l’argomento mi appassiona alquanto. Lei dice benissimo, Direttore: “…è meglio che ci siano auto che sconcertino che solamente vetture fatte con lo stampino. Tutte uguali”. Sono pienamente d’accordo: la Saxo non era originale, in quanto come già detto, clone della 106; invece con le serie C la Citroen è tornata a produrre auto originali anche se, a volte, sconcertanti.
    Hanno voluto riprendere l’estro del grande Flaminio Bertoni (scultore oltre che designer), mai sufficientemente elogiato per la sua attività. Si parla tanto di Giugiaro, Pininfarina, Bertone, Gandini, De’ Silva ecc.ecc., non ricordandoci, viceversa, di eccellenti deigner, sempre italiani, che hanno lavorato, nel silenzio e nell’indifferenza generale, al servizio di grandi Case straniere realizzando vetture dal design originale e quasi sempre esteticamente valido.
    Io ricorderei pure Bruno Sacco, che per tanti anni è stato il designer delle bellissime Mercedes, grandissimo pure lui (anche se ricordato molto poco), ma sicuramente meno originale dell’ “artista” Bertoni.
    Tornando a quest’ultimo (ed alla volontà di André Citroen di costruire auto particolarmente originali), facciamo una carrellata di successi transalpini, anche se alcuni piuttosto controversi. La prima auto originale della Citroen è stata la Traction Avant, però più sul piano tecnico che su quello estetico (dal punto di vista estetico erano più originali le aerodinamicissime Peugeot di quei favolosi anni Trenta, specie le coupé-cabriolet con tetto apribile in metallo ripiegabile elettricamente, che la Mercedes avrebbe rilanciato ben 60 anni dopo con la SLK!). Le auto Citroen più originali sul piano estetico sono state, senza dubbio, la 2 CV del 1948 (prodotta fino al 1990!), la DS (che è di un altro pianeta: per me l’auto più originale, ma anche più bella, di tutti i tempi!), l’Ami 6 (che qualche bontempone ha inserito su Internet fra le numerose auto di m….a di tutti i tempi, ma anche qui ci sarebbe tanto da discutere sulle straordinarie qualità di tenuta di strada, prestazioni, versatilità e spazio di questa vettura con motore anteriore bicilindrico boxer raffreddato ad aria di soli 602 cc), la Dyane (nello stesso solco della 2 CV), l’Ami 8 (erede dell’Ami 6), la GS (auto dell’anno 1971), la CX (auto dell’anno 1975) e successivamente (dopo l’ingresso della Citroen nell’orbita Peugeot) la controversa Visa, la grande BX, la Xantia, la XM (auto dell’anno 1990) e, dopo un periodo di auto scarsamente originali, ecco di nuovo le auto della serie C: C1, C2, C3 ecc. Quest’ultima soprattutto ha fatto ritrovare alla Citroen quell’originalità che aveva un po’ perso nel tempo, in modo particolare l’ultima versione con quel parabrezza panoramico, soprannominata Visiodrive. La versione Pluriel, purtroppo, ha denunciato alcuni gravi difetti di tenuta all’acqua della capote, che hanno fatto sì che tale auto, che all’inizio aveva ottenuto uno straordinario successo qui da noi in Italia, successivamente perdesse gran parte del suo fascino iniziale: ecco perché il calo di consensi ha determinato la scelta della Casa di cessarne la produzione.
    A mio avviso, comunque, la Pluriel resta la più simpatica ed originale cabrio dell’ultimo decennio, originale quanto la Méhari (che mi ero prima dimenticato di citare), la FAF ecc.ecc.
    Non vorrei uscire dall’argomento tediandovi ancora di più con il mio intervento (che è risultato troppo prolisso, lo ammetto!), ma vorrei aggiungere un’ultima considerazione: come mai la Peugeot, inglobando la Citroen, riesce a garantirle quell’originalità tipica della marca (vedi la recente serie DS, con la DS3, che se la gioca ad armi pari con la Mini come bellissima ed originale sportiva giovanile, alla quale seguiranno DS4, DS5 ecc.), non preoccupandosi affatto che ciò (almeno in Italia) determini un sempre maggiore successo ed aumento di vendite della seconda a scapito della prima, mentre la Fiat non ha fatto altrettanto con Lancia ed Alfa Romeo (per non parlare di Innocenti ed Autobianchi, marchi addirittura scomparsi!), ma le ha inglobate quasi per eliminarle come pericolose concorrenti, destinandole ad una fine ingloriosa ed indegna della fama imperitura di tali nobilissime Case automobilistiche?
    Cordiali saluti
    Salvatore

  7. La Pluriel sarà stata sicuramente un’auto originale sia come linee sia come proposta. Da premiare il fatto che poteva essere chiusa, aperta, pick-up.
    Però l’ho trovata disgustosa come linea e proporzioni.

  8. E’ stata una vettura simpatica e fuori dagli schemi, su cui però non mi sembra che Citroen abbia puntato moltissimo, visto che ha subito pochissime modifiche nei suoi 7 anni di carriera e in particolare dal punto di vista motoristico è rimasta abbastanza indietro rispetto alla concorrenza. Un po’ lo stesso discorso che si può fare per altre due vetture che escono di produzione senza eredi in questo periodo, cioè l’Alfa Romeo GT e l’Opel Tigra Twin Top, auto che dal mio punto di vista di giovane automobilista sono molto interessanti, che hanno conquistato un buon numero di appassionati e che avrebbero a mio avviso meritato più attenzioni dai loro produttori, ma che invece sono un po’ state lasciate a se stesse durante la loro lunga carriera commerciale.
    Forse il limite della C3 Pluriel è stato proprio quello della poca praticità del sistema di apertura e chiusura della capote, sicuramente molto meno user-friendly del tettuccio ripiegabile della Peugeot 207 CC e delle sue simili. Spero che la futura DS3 Cabriolet, modello che mi interessa moltissimo anche in previsione di un futuro acquisto, risolva molti dei limiti della sua progenitrice ma ne mantenga anche molte delle caratteristiche di simpatia e originalità che l’hanno resa inconfondibile.

  9. Buongiorno a tutti,
    secondo me c’è poco da dire: era l’ennesimo tentativo di proporre una sportiva “low cost” per i giovani. L’idea era quella di un’auto multifunzione, capace di essere una normale citycar durante la settimana di studio/lavoro e diventare una sportiva open air per i weekend. Ma non è stata capita.
    In particolare, secondo me è stato un errore di Citroen chiamarla C3 Pluriel. Così infatti dava l’impressione di essere solo una variante della C3 con la “possibilità” di scoprirsi. Invece Citroen avrebbe dovuto proporla solo come modello a sé e con un nome più accattivante. Ad esempio “Maya”, come il famoso quadro di Goya nelle due versioni: desnuda e vestida. Ed il riferimento ai quadri poteva essere usato anche come leit-motif promozionale. In questo modo sarebbe arrivato al pubblico un messaggio inverso: non un’utilitaria che si scopre, ma una sportiva che si “imborghesisce” per l’uso quotidiano.
    Io credo che comunque in Citroen abbiano imparato la lezione, visto che la C3 a tre porte non solo è stata proposta come un modello a sé, ma addirittura con un marchio diverso.
    Peccato per questa C3 Pluriel. Credo che comunque resterà nella memoria, perché era un’auto originale.
    Buona giornata!

  10. I francesi non sanno più cosa inventarsi per creare auto di effetto, momentaneo, ma del cui naufragio commerciale si era sicuri. Citroen continua a insistere e Renault gli va appresso. Il gusto deve essere generale e non di nicchia perchè di quello non ha bisogno l’industria. La forma ossessiva ad uovo deve aver contaminato anche i design d’oltralpe. Renault va sul pacchiano, cerca qualche effetto speciale di dubbio gusto e vendono in Francia. Pegeut invece stando sul pacchiano cerca di arricchire il prodotto e qualche volta ci riesce. La C3 pluriel era una ipocrisia sin dalla nascita, la macchina che fa 3 funzioni, a chi poteva interessare se non a qualche sprovveduto che pensava fosse vero. In Italia ci sono degli stilisti, veri, a spasso. Dopo ci troviamo macchine in giro che sono un obbrobrio nello stile, contenti loro…. Un saluto.

  11. Un auto in cui pioveva dentro, il cui piacere di guida era quanto di peggio ci fosse sul mercato,paragonabile forse solo a quello offerto dalla Smart forfour (altro flop) e dalle proporzioni terrificanti puo’essere rimpianta? In verita’non mi dispiacerebbe neppure se tutta la Citroen fallisse, non ho mai sopportato quel marchio.

  12. Personalmente non ho mai apprezzato particolarmente la Pluriel, riconosco che è un’auto originale ma niente più, e non sempre definire una cosa “originale” è segno di apprezzamento…
    Riguardo al caso particolare della Citroen vorrei far notare come dalla nuova C5 si sia inaugurato un nuovo ciclo stilistico a dir poco (parere personale) bellissimo, linee morbida ma elegantissime, design aggressivo ma allo stesso modo garbato, le nuove Citroen sono auto che al solo guardarle trasmettono qualità e consistenza, basta guardare la C3 e la particolare DS3, le si accostano più facilmente a vetture di “alto di gamma” che alle solite utilitarie che si vedono in giro… Loro, a parer mio, hanno saputo cavalcare il cambiamento, e lo hanno fatto nel verso giusto (non come Renault che gioca a rimbalzello tra ogni tipo di esperimento concepibile dalla mente umana…).
    - – - – -
    @ Salvo127: hai perfettamente ragione nel dire che la Saxo non era un’auto originale e che derivava dalla 106, ma è indubbio che fosse ugualmente bella, quantomeno nelle sue versioni sportive (VTR/VTS), quindi, anche se non c’è tutta questa originalità l’importante è che la linea sia bella, alle volte il voler essere troppo originali da vita ad orpelli letteralmente inguardabili (Renault Avantime, Vel-Satis, Seat Leon…).

  13. Gentile Direttore,

    La C3 Pluriel era un’auto originale che secondo me rappresentava un’alternativa al solito cui siamo abituati, personalmente non l’ho acquistata e nè l’avrei fatto poichè non rientrava nelle mie necessità, tuttavia poteva essere considerata qualcosa di diverso per i suoi vari aspetti legati alla possibilità di trasformarsi da scoperta a interamente scoperta. Verrà rimpianta da tutti coloro che l’hanno acquistata e da chi come me ne apprezzava le forme e i contenuti; del resto lo furono a suo tempo anche le Mehari, che se pure per aspetti e contenuti diversi, ricalcava in un certo senso lo stile dell’auto anticonvenzionale.

  14. Come l’amico Salvatore (intervento n. 6), sono un fan della Citroën e delle sue linee originali fin dagli Anni Sessanta quando, infamiglia, abbiamo avuto due DS. Preferisco, come suggerisce anche il Cav nel suo intervento al n. 2, sempre l’originalità che paga pegno nei numeri di vendita, piuttosto che l’omologazione dello stile.
    Citroën C3 Pluriel è stata una eccellente trovata dal lato dell’originalità, con forti richiami anche alla tradizione del transalpino marchio del double chevron: forte e rappresentativa testimonianza ne è l’allestimento Charleston della stessa Pluriel.
    Tra l’altro, a Roma di Pluriel se ne vedono davvero tante, come sta accadendo ora con la Fiat 500 Convertibile: modelli di automobile di questo genere, elitarie, lussuose, sbarazzine e simpatiche al tempo stesso solitamente piacciono e si vendono.
    L’unico aspetto che mi lascia perplesso è il loro utilizzo: come accade con le tante Pluriel che vedo circolare lungo le vie di sanpietrino lastricate dell’Eterna Urbe, anche le numerose Fiat 500 Convertibile s’incontrano sempre e immancabilmente con la capote chiusa, persino nelle sere di luglio. Che senso ha, allora, possedere una convertibile se si preferisce il fresco del climatizzatore al dolce ponentino tra i capelli? Forse, il mistero risiede in una sorta di scomodità d’uso?
    * * *
    Non ho mai guidato la Pluriel. Però, attualmente, io guido il secondo modello da me acquistato di una Citroën C2 VTS 125: credo (circostanza che scrivo confidando nel beneficio del dubbio, essendo poco esperto in dettagli tecnici) che il pianale su cui essa sia stata realizzata corrisponda al medesimo della Pluriel. Il comportamento su strada, la tenuta fantastica e incollata rasoterra all’asfalto, il piacere sportivo di guida, la risposta eccellente di freni e cambio fanno della VTS un modello dall’eccellente rapporto qualità/prezzo (come accadeva anche per la Saxo VTS) e, infatti, sempre a Roma se ne incontrano tante. Se tanto mi dà tanto, come si dice: anche la Pluriel dovrebbe essere stato un ottimo prodotto dal punto di vista del piacere di guida.
    E se C2 e C3 Pluriel, almeno a sensazione visiva, si sono vendute molto: eccellente sembra essere la risposta che sta avendo la loro sostituta. Quella coraggiosa e, ancora una volta, originale e anticonformista DS3. Io, in giro, ne vedo tantissime e in tutti gli allestimenti, ma soprattutto nella motorizzazione benzina 1.6 turbo da 156 cavalli; e in tutti i fantasiosi colori, soprattutto nell’abbinamento giallo-nero.
    Probabilmente, i tempi sono maturi per una DS3 cabrio; modello che andrebbe a “intaccare” l’enorme successo delle Cooper e Cooper S cabrio.
    Francesco

  15. Personalmente non mi e’ mai piaciuta , troppo stravagante e poco pratica . Tra qualche anno , ammesso che qualcuno se la ricordi ancora , la ritroveremo nelle auto piu’ brutte di sempre a far compagnia alle varie Fiat Duna , Lancia Trevi , Renault 14 , Volkswaghen 411 , Talbot Tagora , Alfa Romeo Alfa 6 , auto che chi come me ha passato i 50 probabilmente ricorda .

  16. Penso che da tempo i francesi hanno compreso che diversificare la produzione ( non solo a spot pubblicitari cambiando motore o gomme alla STESSA auto) porti alla lunga a risultati buone nelle vendite globali per il marchio , osare nuovi progetti paga se non immediatamente nel prestigio del marchio.
    Strano che le migliori cabriolet provengano da paesi tutto sommato freddi o piovosi….quando nel nostro paese abbiamo i listini desolati….

  17. Non la rimpiangeremo ma sicuramente la ricorderemo.

    Auto simpatica, al di fuori dagli schemi quel che basta. Una vera francese.

    Per chi critica il modo di fare auto dei francesi: se non ci fossero loro (anche se molto più in passato di oggi) il mondo dell’auto sarebbe davvero più grigio e meno interessante.

    Credo che la Pluriel sia tra le pochissime auto che in futuro gli appassionati ricorderanno di questa prima decade del millennio.

  18. Egregio Direttore,
    Io personalmente non rimpiangerò la Pluriel perchè non mi è mai piaciuta e pur derivata meccanicamente da un’auto esteticamente riuscita e molto originale come la C3 è rimasta troppo giocattolo, quasi un canotto gonfio, oltre che poco razionale nell’utilizzo.
    Come molte auto degli ultimi anni nasce per essere un fenomeno di moda ed in quanto tale destinato a durare pochi anni se non mesi; a durare nel tempo sono quei modelli che non nascono per cavalcare l’onda del momento, ma seguendo il filone della semplicità.
    Marco

  19. Scusate ma da quanto tempo viene prodotta???
    Comunque, a parte scherzi, non mi strapperò i capelli per la sua uscita di produzione.

  20. Credo che a questa vettura abbia più nuociuto la fama di scarsa affidabilità delle parti amovibili e della scomodità delle stesse, certamente poco pratiche, che la linea. Piacere o non piacere resta sempre un fattore soggettibile poi onestamente era simpatica e originale, forse con 4 porte avrebbe potuto essere una nuova Dyane. Resta da dire però che almeno la Citroen c’ha provato come fanno un pò tutte le Case con qualche modello di nicchia, particolare. Poi c’è chi prende schiaffoni e chi è invece benedetto dalla sorte come qualche BMW a metà tra il carrarmato e il coupè…
    @@@@
    Intanto ci accingiamo a invadere le strade delle vacanze e allora invito tutti a dare il nostro piccolo esempio di bravi Lettori e Naviganti di Quattroruote. Usiamo la nostra vettura nelle condizioni migliori e rispettando tutto il rispettabile vecchio e nuovo che sia con il cervello e il fisico sempre pronti e efficienti.
    Ritroviamoci poi tutti qui a settembre, pronti per un nuovo anno di emozionanti e vivide discussioni in merito agli argomenti che il Buon Direttore Carlo Cavicchi ci proporrà, in attesa di organizzarci per la famosa visita alla Redazione.
    A Lui e a tutti Voi che avete la pazienza e l’onere di leggere e sopportare anche le mie riflessioni, auguro un’estate piacevole e serena.
    Buone vacanze a tutti
    marco

  21. Non era male e l’ho apprezzata per la semplicità e l’originalità delle linee, anche se non l’avrei comprata neanche sotto minaccia vista l’assurdità (assai poco Citroen) della soluzione adottata per scoprirla. Se ne sono vendute pochissime dalle mie parti (Piemonte) e solo nei primi anni. Futuro come pseudo-auto d’epoca l’avrà solo perché ormai tutte le auto ce l’hanno per il solo fatto d’esser vecchie…
    Al carissimo Francy (14): scopro – forse da buon ultimo – che guidi una C2 senza titubanze e, addirittura, con fierezza, così il pensiero mi è subito corso alle varie occasioni in cui tu ed io abbiamo incrociato il fioretto sulla Giulietta fino all’esaurimento reciproco. Non potevi fare ‘outing’ prima ? Ti avrei ‘infilzato’ a dovere ! Cordiali saluti.

  22. Giustissime le citazioni di Mehari (Sport07, intervento n. 13) e di Dyane (Multiplex, intervento n. 20), così come le doverose lodi all’automobile francese scritte da Oliver80 nell’intervento n. 17.
    Automobili come certe Citroën e, in misura minore, Renault degli Anni Sessanta e Settanta popolano ancora non solo cuore e mente degli appassionati, ma sicuramente anche le strade che quotidianamente percorriamo.
    Segno che certi modelli originali, unici, pratici e anticonformisti al tempo medesimo come è (e sarà) la C3 Pluriel, non solo vengono ricordati, ma gelosamente conservati e continuati a esser usati.
    * * *
    Una quindicina di mesi fa (mi sembra fosse maggio del 2009), domandai al Ted (che, poi, ne scrisse qui sul suo blog) come mai, secondo lui, la meravigliosa e divertente Citroën Mehari che popolava le strade estive della mia giovinezza riscuotendo successo inebriante non avesse, oggi, generato un erede.
    Ebbene. In questi giorni trascorro le mie vacanze tra le isole di Ponza e Ventotene e la Riviera d’Ulisse in quel di Sperlonga. Qui e là, nelle isole e nella riviera pontine, circolano oggi svariate Mehari e Mini Moke, nei vivaci colori bianco, arancione, sabbia, azzurro, celeste, rosso, verde inglese: effettivamente i migliori mezzi meccanici per godere spensierati, prudenti, con un piacere “fricchettone” d’antan sempre in voga, il sole e la brezza dell’estate.
    Spesso recano targhe non originali, ovvero di seconda-terza immatricolazione: segno di un recupero frutto di ricerca, ma anche del bisogno di qualcosa che nuovo non esiste.
    L’anticonformismo un po’ snob e molto intelligente nonché intellettuale dell’automobile francese (e a volte anche inglese) molto originale vince il tempo e, negli anni, batte le concorrenti più “solidamente conformiste”.
    Sarà così anche per taluni (pochi) modelli di oggi, come la Pluriel. Automobile che, fra trent’anni, potrà sostare in piazzette, solcare vicoli e lungomare suscitando ammirazione, come le zie che l’han preceduta nei Settanta.
    Ci scommettiamo un calice di Tunina al fresco di una terrazza nella luce psichedelica del tramonto su Ponza?
    Francesco

  23. @ Niko46
    Se l’avessi ritenuta brutta, non l’avrei nemmeno acquistata, la Saxo: ma vedi, caro Niko, fare auto belle sono tutti capaci: la C5 è molto bella ma non rispetta i canoni di originalità della Casa del double chevron!
    Vuoi mettere la DS del 1955? Lì sì che Flaminio Bertoni, ormai scomparso da quasi 50 anni, ha saputo coniugare al meglio bellezza ed originalità, rendendo la Casa transalpina la più all’avanguardia nel campo del design automobilistico.
    Cordialmente
    Salvatore

  24. Secondo me la Pluriel è una macchina molto carina, che ha avuto un buon successo per la tipologia di vettura ‘estiva’che rappresenta (ne vedo molte dalle mie parti, e non abito ceerto a Tropea…), ma con un sacco di difetti… gli archi smontabili sono un nonsense tecnico e pratico, anche perchè alla fine della fiera ci piove dentro… comunque l’idea del tettuccio in tela retrattile è vincente in questa categoria, e la 500C è la dimostrazione pratica di come si dovrebbe realizzare… credo che Citroen abbia capito la lezione e con la versione di serie delle Revolte correggerà i difetti della Pluriel, sia dal punto di vista tecnico (infiltrazioni d’acqua) che stilistico (evocazione della 2CV lasciata ‘a metà’, anche nella versione Charleston)

  25. Veramente, anche la Toyota, la Nissan ed un pò tutte le case, negli ultimi anni (finiti gli anni ’90) hanno cominciato, forse per “salutare” il nuovo millennio a fare auto molto strane e disgustose.
    Ha cominciato la Toyota nel 1999 con la nuova Celica: molto più brutta rispetto alla precedente…
    Secondo me, tutte queste case hanno sbagliato ed hanno perso i clienti: io mi sarei comprato quasi certamente una Toyota Celica già diversi anni fa, se non fosse stata così spigolosa e sconcertante come linea.
    Così come avrei potuto comprare una Ford nel 2003 ma non l’ho fatto a causa della linea (Fiesta e Focus) veramente disgustosa.
    E poi, le altre le conoscete, non sto a farvi l’elenco.

    Ma non credo che queste auto piacciano molto nemmeno a chi le ha comprate… Infatti molti le hanno cambiate dopo 2-3 anni quando queste linee discutibili diventavano subito “vecchie” e “noiose”, e direi pure “fastidiose”.
    Ad esempio, vedevo le Renault Vel Satis. Qualcuno le ha più viste, quando hanno terminato le vendite?
    E’ come cercare un ago nel pagliaio, l’hanno buttata via tutti, tanto era brutta!
    E la stessa fine la stanno facendo le numerose Renault Megane a Ferro da Stiro: alcuni anni fa se ne vedevano parecchie, adesso sono quasi estinte, è più facile incrociare una Ferrari od una Lambo: come mai?
    E la Nissan Primera terza serie? Lo stesso.

    Sono contento che le case adesso stanno lentamente tornando sulla retta via…

  26. @ Statmaz
    Riguardo al “outing”: arrivasti notevolmente in ritardo, registrando un distacco di almeno 18 mesi. Pari, ovvero, al quello che accuserebbe la falsa Giulietta di oggi nei confronti della Giulietta (quella vera: quella dei Cinquanta) se facessimo loro percorrere la “Fettuccia” di Terracina (che altro non è se non la Statale Appia, quella dei record nei Ruggenti Trenta) partendo all’unisono dalla città del Dio Giove fin a raggiungere Cisterna di Latina. Vista arrivare la Giulietta dei Cinquanta, io e te potremmo goderci la salita in A dei Granata, festeggiare il loro primo scudetto dopo i tempi mitici di Gigi, Ciccio e Paolino, sorseggiare un calice di Cottà disputando tre-quattro mani a tresette, goderci due visioni complete de “Il Sorpasso”, voltarci indietro e scoprir che la falsa Giulietta ha ancor da veni’…
    * * *
    E sì, amico mio: ché se, come è, Giulietta dei Cinquanta è pari al Grande Toro di Valentino… La falsa è un ritratto della Lazietta del Giorgione presidente; mentre qualsiasi Citroën, cominciando da quelle mitiche disegnate da Flaminio come Salvo giustamente ci ricorda, passando per le C2 e giungendo alle DS di oggi son creative, fantasiose, esplosive e anticonformiste come fossero dirette da Lorin Maazel: posto non v’è per false Giuliette al cospetto degli dei…
    * * *
    Amico mio: a tuo beneficio, ti racconto quanto accadutomi oggi.
    Guidando lungo la litoranea che da Sperlonga giunge al porto di Formia, ove partono i traghetti per Ponza, la vecchia Volkswagen Golf GTI terza serie del 1996 che tengo a riposo presso la casa al mare e che utilizzo quando sono qui, questa mattina ho incrociato una falsa Giulietta: la terza che ho visto da quando quel modello è in vendita.
    Di colore biancospino, essa mi ha riservato una sorpresa incredibile: al volante di quell’automobile, infatti, v’era addirittura una terrorizzata Uma Thurman!
    Per farla breve: la famosa attrice è al volante di quell’automobile ininterrottamente dal giorno in cui ha girato il disgraziato spot: il pedale dell’acceleratore, infatti, s’è incastrato e la poveretta non riesce più a fermar la carretta impazzita, girando come una ossessa attraverso i cinque Continenti, urlando al Mondo intero che la vengano a salvare… Una cosa pietosa assai: neppur Ulisse lungo la sua interminabile odissea ha vissuto un peregrinare così incerto e infausto!
    Non so, davvero, cosa fosse più drammatico, cosa più comico: il viso terrorizzato, come una maschera vinta dal dramma e dalla certezza di non venirne via viva della povera Uma che gridava “Mai più una cosa del genere! Questa non è una vera Alfa Romeo: è un catorcio senza anima né cuore, non compratela mai o ve ne pentirete!” oppure lo sguardo da ebete, simile a un rinoceronte rimbambito da una dose massiccia di Tavor, Xanax e Roipnol tra loro miscelati che altro non è il frontale della falsa Giulietta modello 2010…
    E sì, caro amico mio Statmaz: buffa la vita, vero?
    Per fortuna, come sempre giustamente io affermo, è più facile veder solcar le nostre strade da una “Scalino” dei Sessanta: così, davvero, gli occhi trovano pace.
    Francesco

  27. A rimpiangerla credo che saranno in pochi….
    Ad amarla sicuramente ci penserà qualcuno. Forse farà più o meno la fine della Citroen Mehari…o di auto come la Fiat Barchetta. Insomma, continuerà a piacere ad un ristretto numero di automobilisti, che la conserverà più o meno gelosamente, considerandola (come concetto di auto) qualcosa di quasi irripetibile. E fanno bene….(a me piacciono le nicchie, le chicche, le cose che non tutti hanno).
    * * * *
    @ Direttore: non va in vacanza?
    Sergio Autiero (NA)

  28. Tutti a Quattroruote siamo in vacanza. L’azienda è chiusa per i primi 15 giorni di agosto. Si ricomincia la prossima settimana…

  29. A me sinceramente un po mancherà (non nelle versioni pacchiane D&G) in questo piattume automobilistico. Sicuramente era piu cabrio di quanto non lo sia la tanto osannata 500c, carina ovviamente ma è solo un tetto apribile. Almeno nella pluriel, anche senza togliere i montanti, potevi abbassare i vetri laterali anteriori e posteriori e l’assenza del montante centrale garantiva comunque una guida da cabrio.
    Certo i problemi iniziali d’infiltrazione ne hanno compromesso l’immagine in un momento commerciale importante come quello del lancio….sarebbe stato meglio rimandare l’inizio delle vendite ma sopperire a queste carenze.
    Comunque addio Pluriel….anzi arrivederci perchè quando rivedro’ il “capolavoro” Audi A1 con i suoi archi in contrasto di colore non potro’ che ricordarla

  30. @ Salvo127: è vero che la C5 non rispetta i canoni di originalità della casa francese, ma è bensì vero che ad oggi (molto più che 55 anni fa) è difficilissimo creare qualcosa di bello e originale; come in ogni altro campo (musica, lettura, film…) ormai si è provato di tutto e tentare una nuova via il più delle volte si rivela un errore invece di un successo.
    Nel mondo delle automobili un unico insuccesso potrebbe anche pregiudicare la vita futura della casa stessa e, per quanto la Citroen sia “mantenuta” dalla Peugeot, non credo che a quest’ultima faccia poi così tanto piacere avere un buco nero in casa che prosciuga tutti i suoi fondi…
    Non ci resta che confidare nei nuovi astri nascenti del design italiano (qualora ce ne siano), che rimangono nell’ombra degli studi di design delle varie case automobilistiche sperando di non incappare in altre “Invo”…

  31. Francy, mi sa che la C2 VTS ha poco della Pluriel. Ipotizzo questo perchè la vts è una discreta “bombetta” con buone doti stradali. La Pluriel mi sembra che non sia mai stata lodata per le sue doti in curva.
    Poi potrebbe essere che il telaio sia il solito ma con le sospensioni completamente rivisitate.

  32. @Niko46
    Quello che dici è giustissimo: essere originali oggi è più difficile rispetto ad oltre mezzo secolo fa, ma ciò non deve farci desistere dal tentare vie nuove.
    La parola d’ordine deve essere: ABBASSO L’OMOLOGAZIONE!
    Ad esempio, la nuova serie DS che è iniziata con la DS3 abbina in modo ottimale bellezza ed originalità.
    Cordialmente
    Salvatore

  33. @ NascarMan (31)
    Credo tu abbia decisamente ragione!
    * * *
    @ Niko & Salvo (30 e 32)
    Al livello assoluto e generale, effettivamente attualmente non è più possibile concepire stile e arte come espressione del bello in funzione di canoni classici e armonici. Non a caso si parla, oggi, di visulae più che di pittura, di sonorità piuttosto che di musica.
    Arte, allora, come pura espressione: comunicazione del sentire, rappresentazione delle emozioni, interazione con la realtà, trasposizione della stessa in forma di utilizzo pratico.
    Se lo stile (che si tratti di arte visiva o musicale, di architettura, di design) inseguisse, come a volte accade, il bello puro e l’armonia fine a sé stessa finirebbe, come a volte succede, per giungere al manierismo: nulla di peccaminoso, per carità; però niente che riesca a comunicare emozioni, a dialogare con il pubblico, a suscitare sorpresa, meraviglia.
    Diversamente: se esprimo, attraverso lo stile, la realtà che viviamo non potrò che raggiungere risultati stilisticamente impuri, sconcertanti, ermetici, contaminati, magari anche “brutti” (se si potesse definire tale concetto); però, sicuramente, avrò toccato le corde del cuore e della mente di chi osserva. Avrò comunicato sentimenti, avrò dialogato e aperto una porta.
    * * *
    Al cospetto di una architettura moderna, progettatra e realizzata con la coscienza artistico-sociale di chi sa comunicare la realtà di oggi, difficilmente si prova l’emozione del “bello”: ma ci si sente toccati.
    Non potrei mai sostenere se preferisco la chiesa di Santo Stefano Rotondo, la fontana del Bernini, il Foro Mussolini di Moretti o il Maxxi di Zaha Hadid. Ognuna di queste opere interpreta, sapientemente, e comunica, perfettamente, il suo tempo.
    Ma se, oggi, mi trovassi davanti a una chiesa che “scimmiottasse” linee e stilemi romanici: passerei oltre, senza neppur considerarla se non con una nota di disgusto e amara ironia nel sorridere al suo cospetto.
    Sarebbe manierismo: bello, forse!, ma sterile nel dialogare, incapace di interpretare.
    * * *
    Non posso che concordare con Salvatore: la C5 è una bella e armoniosa berlina, ma non comunica l’anima e la genìa di Citroën. Piacevole e, infatti, vende; ma piacevole non è un risultato: come scrivere di un vino che è di pronta beva; piace, ma non ha profondità né complessità e non riesce a impegnarmi i sensi; se non mi impegno, non mi diverto, non trovo soddisfazione.
    Soddisfazione, perché riesce a impegnare l’intelletto, la trovo invece al cospetto della C3 Picasso. Bella, come valore assoluto (sempre che si possa definire in assoluto simile concetto), certo non è. Ma esprime il coraggio di interpretare, perfettamente, l’epoca. Come fece la 2CV, come la 600 Multipla del 1956, come la Twingo dei Novanta, come la Multipla di qualche anno più tardi, come la C4 coupé. E lì, in quella automobile non-bella, si può leggere l’emozione del design.
    Quanto nella riuscitissima, come afferma anche Salvatore, DS3. Ormai se ne vedono tante e si è imparato a riconoscerne forme, stile, proporzioni. Proporzioni: per nulla armoniose, a ben osservare. Per niente piacevole: per questo, oltre al coraggio di linee mai viste e assai complesse, riesce a impegnare occhio e mente, a toccare le corde dei sensi. Tutti.
    La C5 piace, ma non avrà posto né nel cuore né nei musei; diversamente, allora, da come accaduto per le DS, le Ami 6; come sarà per le C4 coupé, le C3 Picasso, le DS3.
    Il “bello” è anacronismo provinciale; il successo, artistico, mentale, intellettuale, storico, capace di vincere il tempo: è solo del prodotto pensato con coscienza sociale e originalità non omologata.
    Mettiamoci il cuore in pace: piaccia o no, questa è la nostra epoca, espressione di angoscia e insicurezza. Piacevoli i preraffaelliti, ma avevano una coscienza artistico-civile?
    Caravaggio e i caravaggeschi, invece…
    Francesco

  34. La si può definire molto brevemente: oscena ed assolutamente inutile, oltre che inefficace (basta pensare all’assurdità di dover lasciare in garage i montanti…), come del resto la maggior parte delle CItroen.

  35. La “stranezza” che la contraddistingue ha fatto di lei un insuccesso commerciale, frutto della fretta con la quale la grande ed innovativa Citroen ha voluto inseguire sull’onda dell’emozione i remake di New Beetle e Mini che spopolavano all’epoca, ma la “stranezza” sarà anche il motivo per il quale diventerà un pezzo da collezione. Ne avete mai viste in giro senza montanti? La mehari era un’altra cosa in quanto pensata per essere venduta nelle ex colonie francesi dei paesi dove difficilmante sarebbe venuto a piovere.

  36. Sicuramente tra 25 anni vedremo una copertina di Ruoteclassiche dedicata alla Pluriel, ci sarà un club, degli amatori, qualche raduno e la simpatica storia di una ragazza che ci dirà d’averla ereditata quasi intonsa da una vecchia zia. Apparte questo, non credo. Il problema di queste auto di nicchia moderne è che spesso ti lasciano un’impressione d’incompiutezza che non riesce a fartele amare. Ad esempio, la Pluriel non è una cabrio, non è una convertibile, non è una “spiaggina”, è un esercizio di stile da Salone che s’è deciso di produrre. Personalmente, ritengo che ogni esercizio di stile, pure il peggiore, abbia una sua intrinseca dignità e pertanto andrebbe prodotto in piccole-grandi serie, purché a prezzi idonei, tuttavia nella fattispecie del modello in questione non s’è mai sviluppata una versione che potesse far breccia.
    Molti han parlato della Mehari, quella, come le varie spiaggine su base 500 – 126 o le dune buggy, era un auto dalla carrozzeria imputrescibile (in resina) e meccanica semplice (non sottovaluterei il raffreddamento ad aria, meglio sopporta lunghi mesi d’inutilizzo invernale): sono caratteristiche oggi improponibili, nessuno acquisterebbe una toycar del genere, qualora fosse omologabile. In PSA ci han provato con una scialba via di mezzo, le cose son andate come sono andate, amen.
    Un rapido pensiero va alle già citate piccole sportive morenti senza eredi, auto anchesse non sviluppate a dovere: una Tigra col 1.6 turbo o col 1.7d da 125 cv avrebbe avuto ben altro successo, e pure l’Alfa GT avrebbe potuto meritare di meglio se solo in Alfa si fossero impegnati.
    PS: Salvo, riguardo il binomio Saxo – 106, tranquillo, entrambe erano sviluppate sul primigenio pianale dell’Ax. Oggi la C2 ricalca quell’idea d’utilitaria con un feeling un po’ rallistico, ma pure lei scomparirà presto dai listini senza eredi!

  37. Sono CESARE ZACCARIA – E’ in vigore una nuova legge sulle notifiche delle contravvenzioni al Codice della Strada. Come mai QUATTRORUOTE non informa i lettori?

  38. Il nuovo codice della strada è stato deliberato quando questo numero di Quattroruote era già in edicola. Sul prossimo, in arrivo attorno al 25 agosto, ci sarà (allegato e gratuitamente) un utilissimo libretto con tutte le informazioni utili sul nuovo codice

  39. Credo, che come la sua antenata la Mehari verrà capita solo tra qualche anno…..
    la sua particolarità era appunto la possibilità di essere una trasformabile.
    certo se si decide di smontare i montanti e inizia a piovere…. si rischia la doccia ma questa trasformazione, molto scenografica, era da utilizzare per andare in spiaggia, non certo nel tragitto casa-ufficio per il quale è sufficente scoperchiare il tutto abbassando la capotte
    Non sono un fan della Citroen, ma ho sempre aprezzato le auto prodotte.

    @ DrHouse2008, non serve avere più di 50 anni per avver visto le vetture da te citate, a 30 le ho poute vedere e me le ricordo, basta poi avere quello che abbiamo tutti noi, la passione per le auto!!!!!

    Buon ferragosto a tutti!!!

  40. a Francy (26).
    T’è fami propi ghignè, cioè, in vercellese, mi hai fatto ridere di gusto, anche perché la Giulietta della bionda è stata vista sfrecciare pure fra le nostre risaie.
    Di Citroen, in famiglia, una sola: una DS 21 IE acquistata nuova da mio padre ‘perché ideale per trainare la roulotte’. Inaffidabilità totale con tappe forzate presso le officine di mezza Italia, di mezz’Europa e pure del Marocco. Per quasi 5 m di lunghezza offriva un bagagliaio simile ad un pozzetto, un tetto non metallico su cui quasi nulla poteva essere caricato e due fari di profondità, collegati allo sterzo, costantemente strabici. Ma aveva le sospensioni idropneumatiche, il volante monorazza ed i sedili a sofà. Venduta dopo 4 anni per disperazione. Dopo anni bui di variazioni sul tema (se tu solo dedicassi alla linea della BX o della XM o della Xantia la stessa caustica attenzione riservata alla Punto Evo…), per Citroen la fine della storia: la gamma attuale è costituita da cloni Peugeot, qua e là variati da azzardi stilistici obiettivamente un po’ kitsch. E la C2, anche se con 125 CV, è la C2, cioè un’auto che ha avuto il solo merito di anticipare la linea infelice della nuova Twingo; non ha alcuna peculiarità tecnica, un motore ordinario ed è, per inciso, pure uscita succube dal confronto con Fiat e Renault pubblicato su 4R nel marzo ’09. Insomma, ammettilo, guidi e ‘tifi’ Citroen, ma solo perché sai che là ad aspettarti, nei momenti di sconforto automobilistico, c’è sempre la Golf GTI (passione, questa sì, condivisa), cioè quanto di più simile all’innominabile, di cui – ti informo – sembra si siano venduti sinora 20000 esemplari, in scala 1:1. Tranquillo però: solo altri tre a Roma…!
    Cordiali saluti.

  41. @ Statmaz
    Grande Statmaz! Felice di averti di gusto fatto ridere: nulla v’è di più serio, infatti, che ironizzar e prendere alla leggera le nostre passioni! Ché questo sono: passione, qualcosa che vive, vien dal cuore e di sentimenti, ovvero irrazionalità, si ciba.
    Infatti all’Automobile ci si accosta con i sentimenti, l’emotività, i colpi di fulmine, il senso artistico ed estetico: passione e amore.
    Quanto tu scrivi riguardo a motore e caratteristiche tecniche della C2, per esempio, sa di eccessivamente freddo e razionale e per me risulta novità: non so neppur che tipo di motore monta, la mia C2, né come sia “fatto”; pensa che ho scoperto solo 5-6 mesi fa (sono 6 anni che, sommati i due modelli di C2, guido tale automobile) come il suo propulsore sia stato sviluppato, o comunque condiviso, con BMW per la Mini!
    * * *
    Quando ho acquistato la prima VTS (che, credo, avesse 116 cv di potenza, ma non ne sono sicuro: l’unica differenza con la serie successiva che mi intrigava e mi convinse a comprarne una nuova, dacché mi ero trovato benissimo senza accusare il minimo problema, risultò essere, per me, la calandra di disegno nuovo e le appendici aerodinamiche più pronunciate disegnate dalla Orciari) non sapevo neppure che cilindrata avesse, né quanti cavalli: la vidi, neppur la provai, staccai un assegno e la comprai. Fu il cuore e un dardo scoccato da Cupìdo a suggerirmi l’acquisto a occhi chiusi, oltre a esser stanco degli svariati problemi di affidabilità che la Golf mi regalava, tanto che ora è qui parcheggiata al mare, insieme a una vecchia Uno, e chi della famiglia viene la usa…
    Ovviamente: come sempre per me accade, delle due prove su strada pubblicate su “Quattroruote” negli anni scorsi (una, se ben ricordo, fosse insieme ad Abarth 500 e Twingo: quella che tu citi?) ho solo visto le foto sfogliandole, ma non le ho lette, né conservate (sugli scaffali della libreria, con bottiglie di vino vuote a far da fermalibro, preferisco conservare i romanzi di Fante o di DeLillo). Non mi interessa la razionalità fredda di ciò che ruota attorno alla passione, ma la sua essenza estetico-emotivo-sentimentale. Ovvero: l’unica vera Passione.
    E la sensibilità estetica suggerisce che le linee dinamiche e coraggiose della C2 costituiscono un evento di indubbio interesse nella recente storia dell’automobile: ovvero puro stile Citroën; differentemente dai modelli da te, giustamente, citati.
    * * *
    Ovviamente: l’esperienza diretta mi suggerisce che guidare una piccola come la VTS è molto più gratificante, divertente, emozionante di quanto possa offrire una Golf, piuttosto legata e ingombrante. Credimi.
    Non tutte le ciambelle riescono con il buco: una delle due DS (21 Pallas color verde metallizzato, targata LT 12 .. ..) è ancora in mano di mio zio, che gelosamente la conserva e, senza alcun problema di affidabilità, ancor quotidianamente usa nonostante i 38 anni di età (della DS, ovvio! Lo zio ne ha 80…).
    * * *
    O grande Statmaz! Hai letto l’ultima sulla Invo? Quell’incapace di Maglionne, nel disperato tentativo di venderne qualcuna, fallita la spedizione commerciale extra-terrestre che ha riportato a casa solo pernacchie, ha sborsato fior di quattrini affinché nell’ultimo video del gruppo musicale inglese elettro-hip-hop-dance Faithless si vedesse per qualche secondo la Invo, ché magari in Inghilterra si commuovono e ne comprano due-tre da usar come pollaio.
    Faithless: poco ne so, cibandomi di sola musica classica, nu-metal, punk e rock gotico; so, però, che il suo significato corrisponde a sleale, perfido, infido, più alla lettera miscredente. Ormai, davvero, neppure in Fiat si fidano-affidano-credono nella Invo…
    * * *
    Oh, grande Statmaz: se vedi ancora Uma che ripassa dalle risaie, cerca di bloccarla! Sembra che ci sia una grossa e gustosa taglia a chi riesce nell’impresa!
    Un abbraccio,
    Francesco aka Francy

  42. Io l’ho comprata usata con pochi chilometri. Io ne ho fatti già quattromila in un paio di mesi e di difetti finora non ne ho notati di evidenti, se non il rumore del fruscio dell’aria quando si va sui 130kmh. La sua linea è piaciuta a chiunque l’abbia vista e ci sia salito. No non ho smontato le parti laterali, ma il tetto si apre comunque tutto fino al cofano ed è facile da usare basta premere un bottone e tenerlo premuto per ripiegarla. E poi ditemi un automobile senza difetti, ditemela! Anche il sito di quattroruote ha qualche piccolo bug, ma non per questo non lo usiamo e non ci veniamo più.

  43. Mi ricorda un po’ la Samba cabrio della Talbot…

  44. Ho trovato la pluriel carina ed originale ma non mi è mai venutabla voglia di comprarla. Trovo comunque alcuni commenti sterili in quanto per qualcuno le auto dovrebbero essere tutte uguali ossia tedesche e prive di fantasia. Le francesi soprattutto la peugeot e la citroen riescono a coniugare vendite e creatività molto meglio di altre marche.

  45. @cherub
    Vedo che sei poco aggiornato in materia di automobili, perché la C2 è già uscita di scena! Quanto al fatto che non avrà eredi, ti sbagli di grosso, anche qui dimostrando di essere poco aggiornato: la sua erede c’è già ed è la DS3, stupenda automobile!
    Per quanto riguarda il pianale di Saxo e 106, non mi può che far piacere, da citroenista convinto, che entrambe lo abbiano ereditato dalla simpatica, leggera, brillante e con ottima tenuta di strada, AX…
    Cordialmente
    Salvatore

  46. Come ci insegna Ruoteclassiche, un’auto venduta in pochi esemplari può diventare storica in anticipo, ma ci insegna anche che se è piaciuta poco da nuova può darsi che non piaccia neanche da storica. Vedremo. Ciò detto, sicuramente io la C3, come quasi tutte le Citroen, non la rimpiangerò.

  47. http://www.quattroruote.it/news/articolo.cfm?codice=264993
    ***
    Scusate l’off topica ma il secondo video dedicato alla NSX in questo vostro articolo mi ha emozionato tantissimo. La musica che incalza al momento dell’accensione del motore, con il rombo che diventa lui stesso musica è meraviglioso!!!
    Ecco perchè non ce la faccio a vedere l’auto elettrica… perchè io AMO il suono di certi motori.
    Questo video è eccezionale, agita in me la passione che ho per le auto (limitata solo dal portafogli). Auto che non gusti solo per la velocità ma per ogni particolare, per la linea, per un parafango, un paraurti, la manopola del cambio o il volante e… per la loro voce.

  48. @Salvo:
    Sì, confesso che per i miei parametri di riferimento, l’essere aggiornato sul mondo dell’auto non prevede il monitoraggio costante dei listini Citroen. Circa la DS3, invece, non sono tanto daccordo. Senz’altro è una bella macchinetta, elegante e sportiva, e rappresenta un’ottima idea di marketing: non è una semplice variante 3 porte della C3, è più una piccola coupé shootingbrake in salsa francese, elegante e snob, sportiva e raffinata. Molto grintosa! Presto, probabilmente arriverà pure una elegante cabrio per sostituire la Pluriel (tanto per reimmettermi nell’alveo dell’argomento della discussione). Ma ha perso completamente quell’anima sbarazzina e utilitaristica che discendeva dalla 2CV, passando per Visa, AX e Saxo. Di fatto, pure la C2 non era la semplice variante 2 porte della C3, era una declinazione in scala minore, non distegnante, però, versioni “giovani” e cattivelle. Quindi, se la C2 era una versione differente e tendenzialmente minore della C3, la DS3 è qualcosa di differente ma tendenzialmente maggiore (pure come prezzi a parità di motorizzazioni) della C3. In altri termini, un neopatentato alla ricerca di un’utilitaria, dovendosi accontentare di una versione base, con la C2 avrebbe risparmiato, con la DS3 no (infatti il target di mercato è tutt’altro, riposizionato in alto per fronteggiare Mini, Alfa e Audi).
    Tali differenze sono state volutamente ricercate dal marketing PSA perché la C2, Italia esclusa, ha deluso le aspettative. Infatti, mentre nel paese della FIAT ha spopolato tra i giovani superando le aspettative iniziali, negli altri paesi non ha centrato i target di vendita, quindi si è penasto sarebbe stato meglio cambiare.
    Anche su strada, giustamente, le differenze si sentono: fosse solo per questioni di sicurezza e di rispetto del codice, si è perso il comportamento nervoso e la forte dinamicità del retrotreno che erano un marchio di fabbrica delle piccole pesti Citroen dagli ’80 in poi (ma io già con un’AX 1.1 riuscivo a scodare e guirare “di freno”). Già la C2 era un altro pianeta rispetto alle precedenti, ma ora con la DS3 siamo a livelli di stabilità degni di una BMW (credo dipenda sia dall’ottimo binomio telaio-pneumatici che dall’elettronica imperante).
    In conclusione, ottima la DS3, ma per chi si voleva accontentare della C2 oggi cosa c’è? La C1? Non è altrettanto trendy!
    Un saluto.

  49. @ NascarMan
    Trovo giusto quanto tu scrivi, caro Nascar, riguardo al fascino indiscutibile e irrinunciabile delle sonorità roboanti dell’Automobile, sportiva soprattutto.
    Dimentichi, però, che l’Uomo ha dalla sua il potere più invincibile e forte che esista in natura, tale da renderlo(ci) sovrano nel Regno animale e, soprattutto, capace di fronteggiare, sempre vittorioso, qualsiasi mancanza: fantasia e memoria.
    Sapessi, Nascar amico mio, quanto a volte desidero riascolare l’”Imperatore”, Quinto Concerto per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven, nella strabiliante esecuzione e direzione di Alexander Lonquich; oppure i magistrali assoli alla chitarra del sublime Steve Vai: non posso, ahimè, permettermi, al semplice schiocco di dita, di convocarli a casa per una privatissima performance. Che fo, allora? Mi isolo da tutto e da tutti, mente serena e sgombra: ecco che con la memoria sono a quell’ultimo concerto, e la fantasia ricostruisce, nota su nota, ogni passaggio esecutivo e virtuosistico.
    Ciò che ho ascoltato una volta, non muore né vive invano: mi appartiene, è mio, è patrimonio indissolubile. Meglio: io sono quella esperienza.
    * * *
    Una volta, una volta sola, che ascolto attraverso tutti i miei sensi un Borgogna, questo diventa mio patrimonio, con tutte le emozioni che dal calice sono transitate dentro di me: si chiama memoria, arricchimento culturale, esperienza. Altrimenti: perché dovremmo provar piacere, se questo non lasciasse traccia dentro di noi? Resteremmo, diversamente, sempre neonati, inermi, indifesi, privi di esperienza, alla mercè dell’incognito.
    Se ho ascoltato, una volta sola anche, avviarsi roboante e sonora una Countach: io sono diventato quella Lamborghini. Non sono, queste, esperienze che si dimenticano, che solo sfiorano senza divenir parte integrante dell’Uomo attento e passionale.
    * * *
    Giro la chiave nel quadro, oppur premo un pulsante ché identico gesto finalizzato è, metto in moto una Tesla Roadster e nella mia mente ritornano, immediatamente, le sonorità rombanti di quella Miura, di quella Diablo. Si scatena, dentro e fuori di me, l’inferno e il piacere è esattamente lo stesso.
    Una sonorità, un rombar di motore altro non è che sensazione: la mente intelligente e potentissima dell’Uomo sa come trovar dentro di sé lo stesso sentire.
    Altrimenti saremmo rimasti all’età della pietra, senza tali capacità. Altrimenti non saremmo organismi dotati di intelligenza, ma unicamente organismi.
    Dai, non avvilirti: anche nel futuro, con le automobili elettriche saprai divertirti, emozionarti, goder di immenso piacere!
    Francesco

  50. a xensus.
    Vuoi conoscere un’auto senza difetti?
    La Hyundai Accent 3a serie (CRDI ACTIVE 110 cv)
    E’ un’auto da 12.000 euro, e per il prezzo che costa non ha i sedili in pelle e gli inserti in legno pregiato o altre raffinatezze, però la guido da 2 anni e mi dà soddisfazioni incredibili. Non ho riscontrato difetti. Mentre la serie precedente, la Accent 2a serie ne aveva alcuni (ma per il prezzo che costava era comunque il meglio sul mercato).
    Ha prestazioni veramente buone a fronte di un consumo veramente basso (oltre 20 km. di media, 23km/l la mia media personale in 2 anni). Solo auto più piccole e più leggere di questa (e meno prestazionali) riescono a fare meglio…
    Ho scoperto che accelera meglio della Audi TDI 2.5 di qualche anno fa(ovviamente con modifica centralina e gomme Michelin energy), ad esempio, quella con 155 cv., per non citare auto come la Golf TDI da 140 cv. e tutte le altre… Ho scoperto che supera i 200 kmh. col GPS (anzichè i 176 dichiarati).
    La Active 4 porte la porti a casa con 10.000 euro.

    Si potrebbe dire che i suoi difetti sono che non ha l’ESP o 6 airbag (ne ha 2) o l’autoradio di serie (ma ha l’impianto già predisposto e 100 altri accessori che altre case invece fanno pagare a parte).
    Ma i difetti di cui si parla qui, mi pare siano altri, non delle dotazioni che non ha. Ad esempio se avesse cattiva tenuta di strada, o montaggi fatti veramente male o baule inadeguato o posti scomodi. Ma nulla di tutto questo.
    Certo, non è una Maserati o una Mercedes CLS, alcune auto saranno anche più comode. Ma per un omone come me da 1,86×90 kg ed anche altri più grossi di me è comodissima. Ha i comandi ben posizionati e facilmente azionabili, e veramente tutto a posto. I tappetini di materiale non pregiato potrebbe essere un difetto? Per me no perchè li cambio ogni anno con 10 euro di spesa, a che servirebbe un’auto più costosa? Indubbiamente un’auto più costosa ti può dare più comodità ma di contro ha i consumi e costi di gestione nettamente più alti. Quindi, per chi guadagna 1.200 euro al mese potrebbe essere una spesa irragionevole.
    Se volete, vi posso parlare dei difetti che avevano le mie auto precedenti, ma questa proprio no. Non ne ha. Ha invece dei pregi sconosciuti al 99% degli italiani che non l’hanno mai avuta nè provata.

  51. le auto del 2000 non diventeranno d’epoca, ma solo vecchie. Non si usano materiali fatti per durare 30 anni e soprattutto l’elettronica si deteriorerà definitivamente ben prima. Così non ci rimarrà nessuna traccia di questa specie di budino scapottabile, e meno male…
    PS io rispetto le opinioni di tutti, per carità, ma che una Hyundai Accent a gasolio sia l’auto senza difetti… allora la mia BMW cos’è, una marziana? chi si accontenta gode… così così! (Liga)

  52. Nessun rimpianto!
    Auto scomoda da trasformare, con i montanti da tenere in garage, mah…
    E’ normale che, finito l’effetto novità, auto così muoiano naturalmente dal punto di vista commerciale.
    Però Coco, così osannato, non è stato un pò sopravvalutato?
    In fondo ha fatto un’unica auto di successo, la C3 berlina.
    Saluti

  53. Io, invece, a differenza di Lukemctarry (intervento n. 51), desidero rendere un plauso ad Artek per ciò che egli scrive riguardo la sua Hyundai Accent.
    Infatti, l’esaltazione amorosa e passionale con cui Artek dipinge la sua automobile è perfettamente, fra l’altro, in sintonia con il pensiero del grande Luciano da Correggio: «Chi s’accontenta, gode… Così così!» scrive e canta l’amico Luciano “Liga” Ligabue. La persona che riesce a veder poesia, estasi artistica, dinamismo futurista, godimento impareggiabile nella propria automobile, si tratti questa di un Piaggio Ape 600 piuttosto che una Lamborghini Miura, è colui che non si ferma, accontentandosi e godendo “così così”, alla semplice apparenza insita nella superficialità di una Accent quanto di una M3 Coupé: egli, non accontentandosi, scava nel profondo dell’anima, della mente e del cuore di quella Accent, riuscendo a cogliere ciò che la freddezza altrui non è capace di penetrare, realizzando il medesimo miracolo di un Michelangelo Merisi o di un Duccio da Buoninsegna. Dipinge la realtà che vive dietro lo specchio dell’anima, gli occhi attraverso la cui profondità si trova la realtà di ciascuno. Differente mille volte al giorno, sempre diversa pur se apparentemente uguale.
    Non esiste una sola Accent, né una unica M3: ognuna di esse ha un proprio carattere, frutto dell’anima che esprime al suo interno e che, soprattutto, occhi sensibili riescono a cogliere se capaci di non fermarsi alla superficiale apparenza.
    L’Uomo che non si accontenta di godere “così così” è colui che ha fatto propria la lezione di Luigi Pirandello: la realtà che vive dentro di noi, di chi e di cosa ci circonda, non è unica; ma infinitamente molteplice a seconda dello sguardo che la indaga. Se quello sguardo è superficiale, si accontenterà “così così” di una semplice BMW, fredda e posata; oppure di una banale Hyundai, maldestra e timida.
    * * *
    L’occhio che non trova limite al godere, invece, penetra in quella M3 e in quella Accent come un amante nell’atto del possesso sublimante l’amore espressione del sentimento più irrazionale: nell’una coglierà, oggi, il fuoco, nell’altra l’acqua. Domani: altro ancora. Infinite volte.
    In entrambe l’essenza del vivere: il vero godere senza il limite di un “così così”.
    Accettare, passivamente, che una BMW sia necessariamente migliore di una Hyundai vuol dire non riuscire a cogliere l’anima dell’Automobile, fermandosi alla superfice e “godendo così così”.
    Che peccato, allora, sarebbe: come scrivere che non si sa amare l’Automobile, “andando in bianco” non solo la prima notte di nozze, ma tutte le altre a seguire.
    Francesco

  54. #51. Potrebbe anche essere senza difetti, questo non significa che i materiali e la meccanica siano di qualità. Io posso avere una plastica economica senza difetti come un alcantara senza difetti. Ovvio che il prezzo è diverso.
    Piuttosto mi preoccupa l’averla potenziata. Non è un’auto adatta come freni, sospensioni e gomme, ad arrivare a 200km/h. Oppure mi sbaglio. Che ruote monta? Ha i dischi anche dietro? (non ho mai sentito lodi sulla tenuta di strada).

  55. Quattroruote Ago 2010 : prova durata Fiat Bravo 1.6 MJT DPF Dynamic; 100.000Km
    Ho letto con curiosità la prova-test durata della media di casa Fiat su Quattroruote del mese di Agosto 2010, e con stupore ho appreso dei risultati relativi alla affidabilità meccanica di quest’auto, ma con qualche riserva e alcune precisazioni che vorrei rivolgere ai tecnici di questa rivista specializzata.
    Punto primo: l’esemplare in questione utilizzato per la prova tecnica di durata è un modello servito dalla rete ufficiale Fiat senza pregiudizio o vizio di forma, o è un’esemplare disposto dalla casa madre, esempio modelli per mercati esteri o modelli speciali-prototipo da laboratorio…??? nel primo caso siamo di fronte ad un risultato obiettivo che misura la qualità, nel secondo caso invece, potrebbe verificarsi un classico esempio di “artificio” volto a condizionare con favor ela prova a guadagno della casa madre, che assembla quest’autoveicolo con componentistica rigorosamente selezionata con standard più stretti o modificata con componentistica realizzata con lotto di qulità superiore allo standard di progetto.
    Punto secondo: La condizione che ha visto il cedimento per usura sopravvenuta del sincronizzatore in metallo serie “acciaio” (ho dei dubbi…???) è da considerare di fatto sotto un’altro punto vista; i cambi di questa sere media di veicolo, sono del tipo “tranxale”, con cambio e differenziale asemblato in unico body, e l’olio utilizzato in questo ambito è il classico 75W90 semisintetico, che non è prescritto in sostituzione periodica programmata in questi modelli di fascia media, mentre altre case, per modelli di fascia superiore, vedi BMW e AUDI, ne prescrivono la sostituzione periodica, preservando qualità dell’olio e affidabilità del gruppo cambio differenziale; evito di sottolineare che quest’olio deve favorire e salvaguardare sia il differenziale ruote anteriori e il cambio manuale.inultile ribadire che, senza la sostituzione preventiva programmata, qualche organo potrebbe subire usura meccanica tale da compromettere il manovellismo di tale gruppo meccanico; in questo ambito si sviluppano forze meccaniche di pressione temperatura, che spesso devono essere contrastate fa fluidi lubrificanti di qualità mediocre dal prezzo contenuto.Non si capisce il motivo di tale speculazione inerente la sostituzione di questi fluidi,forse per non ricevere lamentele dei clienti che devono sborsare più denaro a fronte della manutenzione ordinaria.
    Punto terzo: Il pedale della frizione che si indurisce a 100.000 km e da imputare all’olio idraulico (lo stesso del circuito frenante) della pompa frizione, che pe rle sue caratteristiche “viscosometrice” e idrodinamiche, è da sostituire ogni 2 anni, pena la perdita di viscosità e la maggior e forza da imprimere al pedale come se fosse una frizione a filo.Stesso discorso per l’impianto frenante, senza sostituzione programmata dell’olio idraulico, anche la frenata efficace è compromessa, soprattutto con frenate in successione.
    Ultimo punto: I tagliandi programmati a 35.000km dal check di bordo mi lasciano perplesso, questoe semplare di vettura, equipaggiato don DPF, ha l’iniezione pilota supplementare epr pulire il filtro Antiparticolato, e a seguito di questa condizione, il livello dell’olio potrebbe aumentare, ed essere inquinato dal combustibile; sarebbe il caso di eseguire anche dei test di tenuta del lubrificante con gli strumenti che la tecnica mette a disposizione per valutare l’effettiva tenuta di questo fluido; ravviso per correttezza l’articolo di Quattroruote inerenti i propulsori diesel DPF “impazziti”….
    Cordiali saluti.

  56. Gentile “poker333″. Fino al 17 agosto a Quattroruote non c’è nessuno perché l’azienda ha chiuso per effettuare manutenzione annuale. Al rientro i nostri tecnici le risponderanno qui, sul blog, con tutte le informazioni che le interessano.
    Di sicuro l’auto è stata scelta a caso tra la produzione di serie (non avrebbe senso il contrario) . Non si stacchi dal blog e sarà accontentato.

  57. Egregio Direttore,
    in questi giorni estivi ho avuto l’occasione di vedere in giro un discreto numero di C3 Pluriel, e mi sono sorte due riflessioni: la prima è che l’auto ha avuto una buona diffusione anche grazie ad un prezzo non esagerato, la seconda è che sarebbe potuta diventare un auto di culto come la Mazda Mx-5 se solo fosse stata un’auto dalle soluzioni più semplici; per farla breve le vetture che ho visto avevano tutte il tetto aperto e gli archi dei montanti fissati, il che può pure piacere, ma mi sembra un non riuscire a sfruttare fino in fondo l’aspetto ludico di questo modello che voleva essere berlina, cabriolet, spider e pick-up tutto in uno.
    Infine due richieste fuori tema ma veloci: mi piacerebbe ritrovare sulla rivista il listino in verticale anzichè come adesso in orizzontale e vorrei che le prove dei modelli fossero più approfondite e non si risolvessero in poche paginette un po’scarne.
    Marco

  58. No, ma sicuramente diventerà un modello da collezione in futuro, come la 2 cavalli, la charleston, la DS ecc..

  59. Francesco, sei stato sublime nel tuo intervento #53.
    Come non mi sembra casuale la frase “allora la MIA bmw cos’è, una marziana?” Invece di un più sobrio “allora una bmw cos’è, una marziana?”

  60. E sì, caro Nascar: io credo che ai nostri occhi, tutte le automobili che scegliamo siano dei marziani; come, né più né meno, le ragazze di cui ci innamoriamo.
    Insomma: la nostra automobile non ci arriva tra le mani così, per caso, “questa qui come un’altra, tanto una vale l’altra”! La chiamiamo, tra mille altre, perché sentiamo di condividere con essa almeno (almeno: perché, comunque, dopo resterà sempre nel nostro cuore e nei nostri pensieri, come una compagna di viaggio) un pezzo della nostra vita.
    * * *
    La chiamiamo; o forse sarà ella a chiamarci: ma sicuramente le diremo «Ci sei sempre stata…» anche quando era ancor da incontrare, perché così è. Nel nostro e nel suo Destino.
    Ed essa, ma dovrei ancor meglio scrivere ella, avrà sicuremente mille e uno difetti (in tutte le automobili, osservandole con razionale distacco, troveremo un difetto!): ma ai nostri occhi rappresenterà l’imperfetta perfezione.
    Quella che ci fa battere il cuore a un ritmo molto più veloce del normale senza, però, mai crear problemi ad arterie e miocardio e che ci fa capire, anche, cosa significa il detto “l’amore è cieco”.
    Accanto a lei godiamo. Altro che “così così”… Totalmente. Pazzamente.
    E a lei canteremo: «Più ti guardo e meno lo capisco / da che posto vieni [... ] Chi ti ha fatto i fari e quei cerchi / ci sapeva fare / chi ti ha dato il rombare / ti voleva bene / quando il Cielo non bastava / e non bastava la brigata / eri solo da incontrare / ma tu ci sei sempre stata…».
    * * *
    La nostra automobile e il nostro incontrarci (noi con lei, ella con noi) resterà, sempre, uno dei misteri che accompagnerà felicemente il nostro percorso di vita.
    E la circostanza che non riusciremo, né sapremo, mai dare risposta a quella scelta, a quell’incontro: costituirà, sempre, una sottile e dolcissima gioia.
    Francesco

  61. @NascarMan
    Ma siamo sicuri che la frase sulla Bmw l’abbia detta Francesco? Per come lo conosco io da questo blog, non mi sembra proprio il suo modo di comunicare!
    Cordiali saluti
    Salvatore

  62. La mia Accent, a differenza del modello in vendita monta cerchi in lega da 15″ con gomme 195/55 R15 Michelin Energy Saver (al prezzo dell’auto comprata nuova, va aggiunto oltre 1000 euro solo per questo).
    Ovviamente Nascarman non sa come lavorano alla Hyundai!
    Le plastiche del cruscotto non sono affatto plasticacce malfatte e scricchiolanti come quelle della GPunto o della Panda!!! Così come i sedili e tutto il resto. Piuttosto, potresti fare un confronto con la Fiat Bravo, e non è detto che la Bravo sia fatta meglio (nonostante costi il doppio). Meglio fare il confronto con la Croma, per alcuni particolari. Ad esempio la potenza dei gruppi ottici, i tergicristalli pesanti e precisi e persino gli spruzzini a 3 vie che con pochissima acqua ti inondano il parabrezza, e molti altri particolari curati ti fanno capire che non è un’auto fatta all’economica! E’ si economica ma l’hanno fatta bene, migliorando persino qualche piccolo difetto che si poteva trovare nel modello precedente. E non hanno nemmeno risparmiato tantissimo sui materiali, come altre auto, come ad esempio la Skoda Fabia. Questa auto, confrontata con quelle del suo segmento, dà l’impressione di essere di una categoria superiore.
    I freni a disco sono sulle 4 ruote, e sono ottimi. Anche se non fosse un’auto per andare a 200 (ma lo è), non c’è problema. Il fatto di raggiungerli per alcuni secondi non è lo stesso che mantenerli per 100 km.
    E non ho intenzione di fare viaggi a quella velocità anche perchè c’è il fatto che la 5a marcia è un pò corta e supera nettamente i 4200 giri a 200 kmh…
    In autostrada a 130-140 si viaggia bene, attorno ai 3000 giri.
    Ma quando non vado di fretta vado a 100-110. Sia chiaro. Non scambio la strada per la pista!
    E’ un’auto robusta, così come il motore e la meccanica.
    Quello che poteva mancare all’auto nuova, i cerchi in lega da 15″, ce li ho messi io. Hanno naturalmente penalizzato un pò la velocità ed i consumi, ma come ho già detto sono eccezionali anche così. Ci ho guadagnato in tenuta di strada.
    Sui giornali so che ne hanno parlato male (sulla tenuta di strada) perchè non hanno fatto il paragone giusto: hanno probabilmente paragonato un’auto con i cerchi in lega, più larghi, con una Accent con i cerchi da 14″ non in lega.
    Ma io vi posso garantire che prima di montare i cerchi in lega alla Accent precedente (gli stessi cerchi da 15″ che ho poi “passato” a quest’altra), quando l’ho portata a far modificare l’assetto e l’estetica nel 2005 ho guidato per una settimana una Panda 1.3 multijet… E la tenuta di strada della Accent era doppia rispetto alla Panda! Tant’è che in alcune curve che prima percorrevo a 40 kmh. con la Accent, fatte con la Panda ho rischiato di andare fuori strada ed ho dovuto ridurre nettamente la velocità. Le curve da 40 kmh. dovevo farle a 30, e quelle da 50 a 40… In pratica dovevo viaggiare 10 kmh. sotto a come ero abituato, comunque con una guidasportiva ma tranquilla.
    Invece sui giornali si leggeva dell’ottima tenuta di strada della Panda, mentre scarsa quella della Accent… Dunque, vedete voi cosa combinano i giornalisti!
    Ma poi, basta vedere la fisica di un’auto!
    Se una è larga 163 cm.,alta 155 e lunga 350, mentre l’altra è larga 168, alta 140 e lunga 424, è molto probabile che sia la seconda a tenere meglio la strada…
    La mia Accent, rispetto a qualunque BMW vi fa risparmiare almeno l’80% sui consumi reali di carburante (quelli dichiarati sono sempre fasulli), l’80% dei costi di gestione, e vi fa risparmiare sui bolli, assicurazione… E per giunta se ne lascia tranquillamente alle spalle parecchie in autostrada, più di quel che vi aspettereste.
    Per questo è l’auto ideale per uno che guadagna 1.200 euro al mese.
    Le BMW lasciatele a chi guadagna 2-3 mila euro o più al mese…
    Io, se potessi, mi prenderei una Nissan GTR: perfetta per il mio stile di guida, e per rispecchiare la mia persona (grintosa, sportiva, vincente ma anche parca nei consumi, spaziosa, comoda e piacevole da guidare).

  63. @ luckemtarry: perchè chi ha la BMW non si deve accontentare? Ha il massimo del massimo?
    Il costo dell’auto e del mantenimento è da considerare un aspetto positivo? E parchè marziana? E’ migliore della concorrenza? Sarebbe tutto da vedere…
    Una BMW al prezzo della Accent, vorrei vedere cosa ti dà… Credo proprio che non ci sia paragone! La BMW non è in grado di fare un’auto simile a quel prezzo! Ed un esempio è la costosissima MINI. A parità di allestimento costa il doppio della Accent, pur consumando di più, ed essendo più piccola e scomoda…

  64. Salvo, ho sbagliato a non specificare di chi era la frase sulla BMW. Era del commento #51.
    ****
    Artek, non ho criticato la tua Accent come scadente, anzi, l’ho difesa dicendo che ci possono essere interni in plastica perfetti come in alcantara perfetti.
    Però ribadisco che non la credo stabile e sicura a 200km/h. Come comportamento stradale me la confronti con una Panda, auto che io trovo pericolosa anche a 150km/h. Ma confrontamela con una Golf, con una Polo GTI o una Gpunto Sport. Non credo proprio che riesca a tenere il passo nemmeno della C2 vts a livello di tenuta di strada e potenza frenante.
    Le bmw, per quanto auto preferite dai presuntuosi (qui nella mia zona si è più originali con una Accent che con un 330) hanno comunque un comportamento stradale stupefacente. Non credo proprio che una Accent possa tenersi dietro un bmw (a parità di pilota).

  65. Caro Nascarman.
    E’ chiaro che se ho “tirato” la mia Accent ai 200 non l’ho fatto in curva, ma sul diritto.
    Non faccio gare sui curvoni a 150-200 kmh. con le auto che tu hai menzionato, peraltro molto più costose della mia e con assetto più rigido (magari anche più scomode). La Accent non l’ho comprata per fare i migliori tempi sul giro, per quello mi comprerei una NISSAN GTR (che si mangia quelle che tu menzioni a colazione, con gli occhi chiusi).
    La Accent l’ho comprata per risparmiare sui costi di esercizio, che sono la metà di quelli delle auto che tu hai menzionato (un bel risparmio: circa 1000 euro all’anno per chi fa 20.000 km all’anno… una 13a bella e buona!).
    E comunque, in autostrada, le lascio dietro quasi tutte in accelerazione…
    Quindi non ho optato per un’auto che non dà soddisfazioni, anzi. Ma, come già detto e ripetuto, non è una Maserati, e nemmeno un’auto sportiva. Ha solo l’accelerazione da sportiva, con i suoi 303 NM a 1800 giri (dato dichiarato dalla Digital Tuning) su 1.130 kg di peso. Controllate qui:
    http://www.digitaltuning.ch/prodotti.php?m=2&s=1

    Per il resto è solamente un’auto comoda e risparmiosa: il sogno di chi guadagna 1.000 euro al mese (… e senza difetti).

  66. Il mio riferimento sulla Panda era per ricordare che quando i giornali (tutti) l’hanno provata hanno dichiarato che ha un’ottima tenuta di strada. Invece, quando l’ho provata io mi sono accorto che è un’auto da vecchiette!
    E poi davano alla linea un voto altissimo: 9,5-10 quando alle auto come la Corvette o Camaro danno 7-8, alla Ferrari 8,5-9 (capite? la Panda era l’auto più bella del modo, così come hanno dipinto la GP)…
    Tutto per vendere le FIAT.
    E ci sono riusciti. Peccato che hanno lasciato molti clienti insoddisfatti a causa dei gravissimi difetti delle auto, o solo perchè si sono accorti che nonera proprio come la dipingevano…
    E adesso pagano gli errori fatti (aver preso in giro i clienti) perdendo di anno in anno la fiducia di chi glie la dava…

  67. @ Francy
    Grazie per l’apprezzamento.
    Tuttavia, tengo a precisare che sono una persona obiettiva, non che si “culla nelle proprie illusioni”!
    Se avessi tra le mani un “catorcio”, non avrei problemi a dirlo!

    Per dire: non vedo la mia Accent diversamente rispetto ad una BMW serie 1 solamente perchè ho comprato la Accent….
    Ho valutato, 2 anni fa, l’acquisto di una BMW serie 1 bezina 1.6 usata al prezzo della mia Accent nuova: 10.000 euro.
    Però mi sono chiesto: è questo che voglio?
    Una BMW solo perchè è una BMW?
    O voglio un’auto che come costi di gestione e carburanti costi la metà? E che fatta la modifica di centralina abbia le prestazioni migliori (in strada ad andatura normale, non guidando al limite su tutte le curve…).
    Voglio un’auto solo per attirare l’attenzione ed il rispetto degli altri (BMW) o un’auto che abbia anche una linea che mi piace (Accent)?
    Allora ho scelto la Accent per questi motivi:
    1) Perchè era nuova, contro una usata.
    2) Costa meno di bollo, di assicurazione, circa il 50% in meno di costi per il carburante, per le gomme e per tutto quello che è da cambiare regolarmente.
    3) La preferisco nella linea.
    4) Ha il bagagliaio più grande.
    5) Ha un motore con molta più coppia dopo la modifica (303 NM contro i 170 della BMW 1.6 a benzina), un motore più prestazionale e che si addice meglio al mio stile di guida risparmioso.
    6) I pregi che può avere la BMW rispetto alla Accent (miglior tenuta di strada, miglior guidabilità, migliori interni, più rispetto dagli altri automobilisti) non sono le mie priorità.

    Mi auguro solo che gli automobilisti imparino a rispettare la Accent come rispettano una BMW (per il momento la BMW è molto più rispettata… gli danno la precedenza, la sorpassano con più rispetto, ecc…)
    —-
    Chiaramente, poi, nulla è perfetto, tutto ciò che esiste ha dei difetti.
    Ma se io ho detto che la Accent (non la MIA, ma tutte) non ha difetti, non mi riferisco ad un assoluto, ma a quello che generalmente si intende per difetto:
    un paraurti montato male, una posizione di guida scomoda, uno scricchiolio strano proveniente da un cassetto, una chiusura fatta male, un gancio che non fa il gancio, un faro che non illumina, vibrazioni strane del cruscotto, segnalazioni strane della strumentazione, un “buco” nell’erogazione del motore, l’inserimento difficoltoso delle marce, una visibilità troppo scarsa, un volante impreciso, sospensioni troppo dure, un pedale troppo duro od impreciso, elettronica che va in tilt, impianto frenante non all’altezza, climatizzatore che non fa il climatizzatore, luci dell’abitacolo carenti (MACCHE’! La Accent 3a serie ha 4-5 luci nell’abitacolo tutte azionabili a piacimento…)…ecc….
    Ribadisco, la Accent 3a serie Non ha difetti, e non è l’unica auto che guido regolarmente (l’altra, una SPORT KA, invece è purtroppo piena di difetti, anche se abbastanza piacevole da guidare e dalle ottime prestazioni sui percorsi lenti).
    E non è l’auto che vorrei, ma solo quella che mi posso permettere per risparmiare abbastanza per vivere non-di-sola-auto.
    Ho 1000 interessi nella vita e non intendo spendere tutti i miei soldi per un’auto troppo costosa.
    Se potessi, mi prenderei almeno una Lotus Evora!
    Aspetterò che scendano i prezzi e salga il mio stipendio!
    Nel frattempo mi accontento di risparmiare guidando un’auto che non mi svuota le tasche come quelle che pretendono di farle concorrenza…

  68. @artek1234
    Caro artek, dopo tale gratuita promozione che tu hai fatto su questo blog di una delle auto di maggior successo della Casa coreana, la Hyundai dovrebbe minimo minimo regalarti una Accent nuova di zecca, magari pure con centralina modificata di serie!!!
    Simpaticamente
    Salvatore

  69. Artek, approvo in pieno la tua descrizione di “auto priva di difetti”. Una Accent ben assemblata ha meno difetti che una Mercedes male assemblata, ovvio. Mi fa piacere che tu sia così contento della tua auto, che vivrai con passione e piacere ogni volta che ti metterai alla guida.
    Scrivi “Mi auguro solo che gli automobilisti imparino a rispettare la Accent come rispettano una BMW (per il momento la BMW è molto più rispettata… gli danno la precedenza, la sorpassano con più rispetto, ecc…)”
    Questa frase mi fa inorridire. Inorridire perchè conferma la mia idea di perchè tante persone acquistano certe auto. Figurati che io ho più rispetto di una Accent che di un BMW. Perchè? Perchè, almeno dalle mie parti, chi acquista un bmw è un cafone prepotente che punta nel timore reverenziale dell’auto per fare il figo e incollarsi al tuo sedere mentre guidi.
    Io rispetto chi si comporta nel modo corretto e mi rispetta a sua volta. Chi non rispetta gli altri non merita il mio di rispetto, anche fosse su di una Ferrari.
    Sinceramente non capisco perchè un BMW debba incutere rispetto. Che ha? Il rispetto si dovrebbe dare alle persone, non alle auto.

  70. Sono andato a vederla, quando è uscita, per regalarla a mia moglie e poi ho acquistato la 206cc perche il tettuccio di quest’ ultima si apriva del tutto elettricamente ed avevi subito una cabrio vera. Se ricordate la 206cc ebbe nello stesso periodo un buon successo e costava poco di più.
    Mi portò in concessionaria il ricordo della mia prima auto, una Diane6 color giallo canarino. Non avevo soldi e le varie Fiat 127, 126 e Renault4 dei miei amici proprio non le digerivo quindi entrai in una concessionaria Citroen convinto assolutamente che la mia auto sarebbe stata la 2CV. Quando fui sul posto, nonostante l’ estetica molto più accattivante, non ruscii ad azzardare del tutto (la 2CV aveva i freni a tamburo un “motoricchio” e i vetri laterali che si aprivano solo “all’ insù”) ed optai appunto per la Diane convinto dai dischi anteriori e da qualche cavallo in più (pochissimi in verita).
    Perche il paragone con la Diane? Ma ovviamente per il tettucio in tela, completamente arrotolabile sulla 6, che le accomuna, solo che alla Pluriel mancavano i miei diciannove anni, qualche ragazza compresa mia moglie (in verita poche, se volevi far colpo ci voleva l’ Alfetta) e tutte quelle cose che si fanno solo a quell’età.
    P.S. ai Carabinieri la Diane gialla non piaceva, mi fermavano spesso probabilmente credendo fossi un drogato.

  71. Per “poker333″ ecco quanto desiderava sapere, come mi è stato riferito dal nostro centro tecnico:

    1) La vettura sottoposta al test era un comunissimo esemplare di Bravo. Dunque, non era un modello speciale e nemmeno un’auto appositamente preparata per prove di affaticamento

    2) Non conosciamo le cause della prematura usura del sincronizzatore della terza marcia: potrebbe effettivamente trattarsi di una carenza di lubrificazione, così come di un difetto del materiale

    3) Il pedale della frizione non si è indurito a 100.000 km ma molto prima, già attorno 40.000 km. Di conseguenza, il fenomeno non può essere addebitato a un deterioramento delle caratteristiche del lubrificante

    4) Durante il nostro test non abbiamo rilevato un aumento del livello dell’olio di lubrificazione a causa di un possibile trafilamento di gasolio. Questo inconveniente non colpisce allo stesso modo tutti i modleli di vetture diesel (molto dipende dalla messa a punto del software centralina) e si manifesta in modo più evidente sugli esemplari che percorrono esclusivamente brevi percorsi in ambito cittadino. Questo non è stato l’impiego della nostra Bravo, il cui utilizzo ha rispecchiato quello medio di un utente di tale categoria di vettura. Pertanto, le perplessità del lettore riguardo le scadenze (troppo lunghe) dei tagliandi, ci sembrano eccessive. Semmai, il nostro consiglio è quello di verificare con una maggior frequenza livello e consistenza del lubrificante.

  72. Speriamo che la ripropongano derivata dalla nuovissima DS3, dalla eminente DS4 o ancora dalle Picasso…

  73. io continuo a rispettare le opinioni di tutti, anche di coloro che amano le Hyundai Accent e le BMW. Entrambe auto con i loro pregi e i loro DIFETTI. Ammiro chi si fa i conti in tasca prima di scegliere l’auto da acquistare: non rinuncerà alla manutenzione e alla sicurezza in seguito. Anch’io ho fatto così, e non guadagno migliaia di euro al mese. Però qui stiamo chiaccherando di auto, non prendiamoci così sul serio, accidenti!!

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