Tanti inquinano di più ma lo stop c'è solo per le auto

Tanti inquinano di più ma lo stop c’è solo per le auto


Adesso lo ha scritto con grandissima evidenza anche il Corriere della Sera con l’autorevole inchiesta di Milena Gabanelli e i dati dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), un ente che non si può contestare. Dunque i blocchi del traffico non servono quasi a nulla contro le poveri sottili perché i fattori che incidono di più sull’ammorbamento dell’aria da particolato PM 2,5 sono il riscaldamento e gli allevamenti intensivi di animali, rispettivamente con il 38% e il 15,1%. I veicoli sono al quarto posto con il 9%, precedute dall’industria con l’11,1%.
Vi invito allora alla lettura dell’esaustivo servizio qui
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/inquinamento-smog-riscaldamenti-allevamenti-intensivi-polveri-sottili-pm-particolato/4eb39bde-39f5-11e9-a27a-3688e449a463-va.shtml
Dunque non è soltanto Quattroruote a sostenere da tempo che la lotta all’automobile è una caccia alle streghe che fa comodo a molti amministratori (e agli ambientalisti di oggi e di ieri) perché le vetture si possono criminalizzare senza problemi, o comunque si possono fermare con facilità, mentre le più importanti voci di inquinamento sfuggono a qualsiasi regola e a qualsiasi diktat.
Il calcolo eseguito dall’Ispra tiene conto del particolato primario e secondario insieme. Una novità che cambia la lettura dei dati e l’origine delle cause. Il primario è quello direttamente emesso dalle sorgenti inquinanti (ad esempio dai tubi di scappamento delle auto) mentre si parla di particolato secondario quando in atmosfera si formano le polveri a causa dei processi chimico-fisici che coinvolgono le particelle già presenti.
Il fatto che finalmente anche uno dei più importanti quotidiani italiani porti alla ribalta il problema nella sua completezza informativa è un grande passo avanti, soprattutto in questi giorni che si stanno studiando nuove tasse contro i motori a gasolio per recuperare quattrini spacciando la mossa come un intervento a favore della salute dei cittadini quando si tratta dell’ennesimo “solito modo” di fare cassa.



45 Commenti


  1. Caro Sig Cavicchi,è da anni che scrivo in occasione di articoli riguardanti l’inquinamento,il calo vendite che invece dovrebbe aumentare perchè abbiamo un parco di veicoli vecchi che “inquinano..”che facendo 100 l’inquinamento il mondo auto contribuisce solo del 12%(fonte Quattroruote) e pertanto anche a produrre una nuova auto si inquina con tutta la filiera produttiva a cominciare dalle fonderie come ILVA o altre e per chi gira poco,inquinerà più la produzione della sua nuova auto che non la”vecchia” e a tal proposito chi ci governa ha detto che l’inquinamento prodotto per costruire la nuova linea Torino Lione sarà ben superiore al risparmio energetico che si otterrà con la nuova linea che avendo una quota di valico molto inferiore,necessiterrà di minor potenza per trainare i convogli e anzi,con più treni e meno autocarri o vetture sulle autostrade,lo stato ci rimetterà in accise e pedaggi alla faccia di chi dovrebbe aver cura della nostra salute sa cosa le dico:se prima cercavo di usare poco l’auto per contribuire nel mio piccolo all’ambiente ora,la lascio ferma per fargli dispetto e non dargli accise.Quanto alla mia auto a benzina giapponese con 135.000 km,vista l’alta qualità del marchio,posso dire che ha appena finito il rodaggio e la terrò per molti anni ancora magari usufruendo un domani del “bollo ridotto” come le auto con oltre 20 anni.Lo dico da uno che amava l’auto e la leggeva quando era direttore di un settimanale pubblicato a Bologna.

    • Articolo davvero molto interessante, nel quale il problema viene studiato nella sua completezza. Il fatto che il tema sia stato finalmente trattato anche da uno dei quotidiani più importanti è un bel passo avanti.

      Luca

  2. Se ho capito bene, il particolato è formato sia da polveri (solide) che da goccioline (liquidi). Altrimenti non si capirebbe l’ammoniaca tra le fonti di particolato. Oppure se dopo le reazioni chimiche, l’ammoniaca diventa polvere (composti azotati) e quindi il particolato è solo solido.
    Tempo fa su 4R avevo lasciato un commento (scherzoso) riguardante il possibile divieto di vegetariani nei centri città per diminuire l’inquinamento da gas serra (si sa, la digestione del verde produce molto metano allo scarico). Questi poveri sindaci dovranno fermare qualcuno per far vedere che fanno qualcosa.
    Infine. Povera mucca, produce tantissimo gas serra e i suoi liquidi contribuiscono all’inquinamento atmosferico. Chi l’avrebbe mai detto che questo placido animale fosse così cattivo per l’ambiente..

  3. Anche questo governo non si smentisce, e l’auto come al solito rimane il tramite preferito per far soldi, tra vessazioni e tentativi di incoraggiare l’acquisto di nuove vetture che, per molti, non sarebbe indispensabile per vari motivi (cura, manutenzione, pochi km). Limiti ai diesel, poi magari un bel po’ delle vecchie euro 2, 3, 4 vanno a finire in Marocco, Tunisia, ecc. e di fatto continuano a circolare altrove, con tanti saluti al particolato. Per il resto, sono anni che tanti di noi dicono (anzi, diciamo) che in primis andrebbero rinnovate le caldaie, e poi magari certe industrie (gli allevamenti non li criminalizzo, anzi, è cibo…). Vedo, poi, che in diverse interviste fatte ai pezzi grossi delle case automoblistiche, gli stessi manager sono i primi a chiedere chiarimenti sulle politiche energetiche future: per me fanno bene le case che continuano ugualmente a sviluppare i motori benzina e a gasolio. PS: mai e poi mai spenderei 65000 euro per una vettura come la Lexus ES o come quell’altra Lexus coupè provata un paio di anni fa, che manco fanno i 190 orari. Prestazioni ridicole. Berranno poco, specie in città, ma ha senso girare in città grosse con mezzi da 5 metri? Sarebbe bene, invece, che le case protagoniste del segmento B seguissero la strada della Yaris ibrida, per chi fa un uso prettamente urbano, lasciando allo stesso tempo in vendita le versioni ordinarie per il resto della potenziale clientela.
    PPS: qualcuno salterà fuori con il discorso dei limiti, della velocità elemento anacronistico e balle varie. A casa mia è ancora un “fattore” e nei limiti delle possibilità economiche, l’auto dev’essere in grado di fornire prestazioni decenti (ciò non significa andare in giro come un pazzo, fuori legge, niente affatto).

    • La velocità massima è sempre un fattore importante.

      • Dillo alla Volvo, che ha deciso di bloccare a 180 le sue vetture future. Per la sicurezza. Schiantarsi sulle autostrade tedesche a 179 non dovrebbe dare problemi…Ridicolaggini da politicamente corretto. Ma almeno posso dire che la mia Civic sarà in grado di dare la paga, abbondantemente, a tutte le Volvo…

        • Se la Volvo avesse bloccato la velocità a 130 qualcuno potrebbe scrivere ma perché a 129 non è pericoloso uguale? Volvo dà un messaggio preciso è molto onesto: io metto un blocco, chi non è d’accordo non compera una delle mie automobili. Dal punto di vista commerciale è molto più vantaggioso lasciare tutto com’è, ma un’azienda che ha puntato sempre sulla sicurezza certi messaggi hanno un valore importante. Peraltro facevano pagare di più le loro auto quando per prime adottavano sistemi di aiuto alla guida che agli automobilisti interessavano poco o niente. Hanno aperto strade sulla loro pelle è questo va tutto a loro merito perché hanno rinunciato a possibili clienti per perseguire una scopo sociale.

          • Ha puntato tutto sulla sicurezza ma ha anche avuto successo con le versioni da gara della 850, negli anni 90, la Volvo. E le Volvo turbo stradali, sempre più che all’altezza come dotazioni di sicurezza, “filavano” alla grande. Evidentemente i 230 e passa di 20 anni fa erano più sicuri…E’ che son proprio cambiati i tempi, Volvo per mio conto ha voluto aprire una strada cercando consenso tra i moralisti del giorno d’oggi, sicura che potrà trarne beneficio d’immagine. Avrà subito l’appoggio di personaggi come i sindaci di Barcellona e Parigi, sicuro, giusto per rimanere in Europa. O il tizio intervistato qualche mese fa da 4R, quello che dice che bisogna rieducare gli automobilisti, levare importanza alle prestazioni e blablabla…Non è un messaggio onesto, Direttore, qui non la seguo: è un messaggio commercialmente di comodo, perché altrimenti il blocco l’avrebbero fatto 30 anni fa, non ora, in tempi in cui le auto – i diesel, poi…- sono viste solo come bancomat per introiti e il male peggiore per l’inquinamento. Tempi in cui ci si imbatte in situazioni assurde come la discussione sul colore di Will Smith, l’attore, troppo poco nero per vedersi assegnata una parte (intravisto oggi da qualche parte): non so se sia vero, ma ormai certe assurdità sono verosimili (sorvolo sulle caramelle alle donne per l’8 marzo…).

          • Volvo lo fa oggi perché trova uno spiraglio in una società cambiata. Siccome sono 50 anni almeno che lodevolmente, la casa svedese ci mette impegno per rendere più sicure le auto come mai non ha limitato le vetture negli anni 80? O 90? Perché c’era ancora un altro spirito, le prestazioni contavano, eccome, erano uno dei principali “fattori” di vendita e di prestigio. Un conto è la soglia tedesca dei 250 introdotta a fine anni 80, quando ancora i 250 erano alla portate di ben poche auto (la 911 del 1989 faceva i 261, la Turbo i 270; lasciamo stare la F40, mondo a parte). Avessero fatto una scelta simile, quella dei 180, a quell’epoca, sarebbe stato un suicidio d’immagine per Volvo.

          • Ogni cosa si adegua al cambiamento dei tempi, è impossibile ragionare al contrario. Oggi nessuna persona con un minimo di senno può pensare che una donna non debba avere diritto al voto, ma molte nazioni adesso all’avanguardia culturale a concedere a loro questa possibilità ci sono arrivati soltanto nel dopoguerra…

          • @Cavicchi.
            Ne ho un esempio dove vivo io. Il voto alle donne nel cantone Appenzello interno è stato concesso solo nel 1991. E non spontaneamente, sono stati obbligati dalla Confederazione in quanto il vietare il voto alle donne è stato dichiarato incostituzionale.
            Tuttavia il suo discorso in parte conferma l’impianto di Luca. Fanno qualcosa adesso perchè la sensibilità è mutata. E facendo cosi’ vogliono intercettare i consumatori per farsi belli e incrementare le vendite. Il che – per inciso – lo trovo anche normale, visto che Volvo non è una ONLUS

          • La compreranno i benpensanti. E sono sempre di più, quindi il marketing Volvo sta guardando lontano.

  4. finalmente inizia a muoversi qualcuno a raccontare la verità dei fatti.
    Su ambiente e clima credo che sia un bel caos ed ogni corrente è spesso motivata solo da meri interessi politici ed economici.
    Un caos, insomma.

  5. Questo passo mi ha colpito: “il 91% della popolazione mondiale vive in luoghi dove i livelli di qualità dell’aria non soddisfano i limiti fissati dall’OMS17″

    Mi pare ovvio dato che la volontà è quella di essere tanti e tutti appiccicati in enormi agglomerati urbani.
    Per questo spingerei per il telelavoro per tutti i lavori in cui questo sia possibile. Per invitare le persone a sparpagliarsi ed evitare di agglomerarsi in grandi centri urbani, luoghi in cui hai accesso ad ogni comodità ma a mio parere il confort non esiste (ci mettete di più a fare 5 km per arrivare al centro commerciale che io a farne 30).

    • Però se ci sparpagliamo, visto quanti siamo (sicuramente troppi), non lasciamo più un metro quadrato vergine.

    • veramente, non vivo più in città ma, in città mi spostavo con i mezzi, inquinavo meno e ero veloce, inoltre vorrei farti notare che in città praticamente nessuno va ai “centri commerciali”, tutt´al più si va al supermercato, ma normalmente ai negozi (fruttivendolo, macellaio, droghiere eccetera….) vicini e rapidi, a piedi..

      • dipende da che città intendi. Perchè senza scomodare metropoli come Milano e Roma, in una media città come Brescia ci sono le code ogni sabato ai parcheggi dei centri commerciali. E vengono dalla città, oltre che dalle vicinanze. Il fenomeno è ben noto visto che sopravvivono solo alcuni negozi ben precisi in centro città (altra meta spesso raggiunta in Auto con code all’ingresso dei parcheggi sotterranei…). Insomma, dipende.

      • ha vissuto in una città più unica che rara. Io ho solo vissuto esperienze di code, caos e domeniche con i centri commerciali in piena esplosione demografica.

  6. Gentile direttore.In aggiunta al mio precedente commento,non ho visto la percentuale inquinamento dei trasporti intesi anche come autocarri(o sono compresi nella voce”veicoli”) e le navi dove la maggioranza sono alimentate a nafta o addirittura a olio combustibile con camini che fumano come le locomotive a vapore anche quando sono nei porti per poter assicurare energia ai “servizi” tant’è che città di mare come Genova sono tra le più inquinate,traghetti entrati in servizio negli anni ’80 e ’90 con motori diesel che non vengono fermati nei giorni blocco traffico come le auto con motore diesel costruite nel medesimo periodo.Questa farsa della colpa al mondo auto continuerà comunque perché non si è mai visto un politico dire”scusate abbiamo sbagliato…”e di questo report diranno che è di parte come chi contesta a seconda dei risultati le statistiche ISTAT perché,dovranno pescare voti anche tra i verdi,ambientalisti ecc che ci vorrebbero tutti a piedi o in bicicletta salvo poi prendere il jet e non la barca a vela o il cavallo per i loro viaggi nel mondo.

  7. Secondo l’attuale amministrazione della mia città, Milano, dal 2030 sarà vietata la circolazione delle vetture diesel attualmente vendute con lo standard antinquinamento appena aggiornato. Eppure questo standard è identico a quello per le vetture benzina, che invece non verranno toccate.
    Vista la genialità della cosa non ho il minimo dubbio che questa ricerca verrà totalmente ignorata e non oso pensare a cos’altro si inventeranno quando la neonata AreaB si dimostrerà, come inevitabile, completamente inutile per la diminuzione degli inquinanti in città.

  8. Ennesima prova della pochezza conoscitiva (per non dire peggio) di alti burocrati e politici, non solo italiani comunque. Resta il fatto che, anche se, per incanto, tutte le auto circolanti in una grande citta fossero a trazione elettrica non sarebbe un grande vantaggio: anche a non considerare il particolato prodotto dall’usura di manto stradale, pneumatici e guarnizioni dei freni, resterebbe la congestione della circolazione, con migliaia di auto, il più delle volte con il solo conducente, ad ingombrare le strade. Sono e resto dell’idea che i grandi centri urbani, così come si sono sviluppati in Europa, ma non solo, sono poco adatti all’automobile privata, qualunque sia il tipo di trazione: dovrebbero essere fatti grossi investimenti su metropolitane e tram soprattutto, piuttosto che su bus.
    Certo, questa continua corsa a sfornare e vendere nuovi prodotti soddisfa molti interessi. I legislatori ottengono plausi presentandosi, imponendo sempre nuove misure, come difensori dell’ambiente e della salute dei cittadini; i costruttori vedono “promossa” dalle nuove regole la vendita di nuove auto in sostituzione di messi che avrebbero davanti a sé ancora anni di vita utile (un motore è in genere progettato per durare 250.000 km) e fanno contento anche i legislatori di cui sopra, tramite il fisco che incassa miliardi di Euro con IVA ed IPT.
    Se volessi essere cattivo direi che il legislatore, almeno in Europa, ha imposto in questi anni regole severe, ma poi i costruttori hanno fatto finta di rispettarle grazie al legislatore medesimo che faceva finta di controllarne il rispetto: vedi i consumi dichiarati e quelli reali
    Per quel che mi riguarda, condivido alcune affermazioni di Berma1954: avendo la fortuna di abitare in provincia, terremo in famiglia le nostre utilitarie di segmento B fino a quando la loro manutenzione non risulterà antieconomica ed utilizzeremo per gli spostamenti il mezzo di volta in volta più indicato (auto, treno, aereo etc)

    • Stando ai dati dell’Arpa a Milano la maggiore concentrazione di polveri sottili si ha nelle fermate sotterranee della metropolitana…

    • Inizia a diventare un problema anche in provincia: una mia collega, ora a casa in maternità, in famiglia ha solo euro 3 e euro 4 a gasolio. Vive in un paese a meno di 20 km da Novara, ma lavora in centro a Novara. E mi sa che le toccherà cambiare auto per poter avvicinarsi in centro: ma senza raggiungerlo, visto che se si vuole parcheggiare a un km dal posto di lavoro occorre fare l’abbonamento e sborsare circa 300 euro l’anno. Fino alle 7.30 del mattino si trovano ancora posti gratuiti ai limiti dell’area a pagamento, io ne approfitto, col cavolo che spendo tutti quei soldi. Ma lei, come altre o altri, con i figli piccoli, non potrà far altro che sfruttare l’elasticità di orario lavorativo e pagare anche l’abbonamento parcheggio, oltre all’auto nuova…Poi ci si lamenta che i consumi non ripartono mai: lo credo bene.

    • se davvero i nostri politici volessero fare qualcosa per il traffico prenderebbero esempio dal giappone: vi siete mai chiesti perchè le case jap sfornano dei cubi inguardabili di tanto in tanto? Nelle metropoli in giappone sono imposte delle dimensioni massime per le auto e i produttori le sfruttano al massimo. Non risolverà il problema del traffico ma lo migliora. Certo, non so come facciano per i residenti, se vivo in centro dovrò poter andare in vacanza con la familiare parcheggiata nel box di casa….

      • Le Keijidosha da noi, non sarebbero male: Hanno cilindrate e potenze che, se tornassimo indietro di 20 anni, sono tutt’altro che assurde. Alcune di esse sono pure delle micro monovolume con portiere posteriori elettriche!

  9. Alcuni giorni fa ho intravisto un articolo sul Sole 24hin cui veniva affermato che, al momento attuale, secondo non so più quale studio, tenuto conto dell’intero ciclo di vita una vettura elettrica ha un impatto peggiore per l’ambiente rispetto a quelle con propulsori tradizionali. Non ricordo proprio a quale studio si riferissero, però.

    • Se è per questo,ho letto che in caso incendio auto elettrica anche per un corto circuito batterie magari dovuto per le cariche rapide che surriscaldano le batterie(e per rendere le vetture più allettanti si va verso ricariche sempre più rapide),l’incendio non si potrà estinguere con i metodi tradizionali:acqua,schiumogeno e potrebbe durare ore con gas tossici sprigionati con ovviamente il traffico bloccato per ore e non oso pensare,cosa potrebbe succedere in un tunnel.Chiedo al Direttore Sig Cavicchi se è al corrente.

      • Non mi risulta, ma m’informo.

        • io sono ingegnere e per lavoro ho a che fare con batterie simili a quelle automotive, solo le installo su velivoli e confermo tutto, le batterie a alta densità (Li-Po, Li-Ion e LiFePo) NON si possono spegnere, si possono solo raffreddare con grandi quantità di acqua per evitare che facciano grossi danni anche a quello che hanno intorno e si deve per forza di cose attendere che esauriscano tutto il combustibile a disposizione (ovvero il litio)

          • Grazie per la cortese risposta.E quello dell’auto elettrica,sarebbe il futuro?Dove si trovano grosse quantità di acqua in una autostrada?Ci vorrebbe un va e vieni continuo di autobotti con traffico bloccato per ore e ore.E stia tranquillo che al primo grave incendio,chi ora e favorevole all’elettrico sarà il primo a scagliarsi contro queste auto.E’ sempre stato così in Italia con gente che cambia opinione con la velocità della luce.

          • oddio Berma, sinceramente quando c’è un incendio che coinvolge un’autocisterna succede pure di peggio. Non è che i carburanti attuali siano acqua di colonia…

          • ricordo una puntata del vecchio Top Gear in cui Richard Hammond partecipa ad una gara di salita con una supercar elettrica, ne perde il controllo e l’incendio si è spento dopo una marea di tempo.

    • Io ricordo che su Quattroruote di un po’ di mesi fa quelle che rispettavano maggiormente l’ambiente sull’intero ciclo di vita erano quelle a metano.

  10. la notizia si sapeva da anni,riportata ovunque,stampa web,passaparola,da studi scientifici ed accademici,non perchè lo ha detto il corriere o la gabanelli.Non la sapeva solo chi non la voleva sapere o solo chi girava pagina,come i politicanti dove vivo(milano/lombardia)da quattro soldi senza un’idea in testa che mi ritrovo ad ogni nuova elezione,questa volta mi è toccato beppe sala e attilio fontana,pd e lega insomma due compari che si possono dare la mano,ma,anche di altri partiti sarebbe stato lo stesso.Nonostante i dati scientifici loro andranno avanti con le loro idee ottuse ed ignoranti di area b e piano regionale antinquinamento,che non hanno nulla a che fare con la riduzione di quest’ultimo come dimostrato anche da dal centesimo studio dell’ispra semmai ce ne fosse stato bisogno.Ma la cosa che mi fà più paura è la coscienza degli elettori che nonostante tutto vanno avanti imperterriti con la fiducia ad oltranza a gente che non capisce nemmeno dove stia la ragione.Si meritano personaggi del calibro di attilio fontana e beppe sala.

    • Concordo al 100% sul giudizio dei nostri politici e aggiungo che all’estero quando uno perde le elezioni,scompare dalla scena politica come Blair e Cameron o i presidenti U.S.A.Da noi si rimettono sempre in gioco criticando chi li ha appena battuti perché”sta sbagliando..” tant’è che Montanelli soprannominò Fanfani “rieccolo..”

    • Purtroppo anche questo governo ha dato prova di come la fiducia dei cittadini sia sempre più mal riposta.

  11. Se mo le si consente vorrei fare un brevissimo OT sul titolo di Auto dell’Anno 2019. Purtroppo non ho fatto in tempo a commentare nel post dedicato. Per quanto mi riguarda vedo benissimo Jaguar I-Pace, con un’autonomia che comincia ad essere importante e, come sottolineato dal Direttore, ha un prezzo che si discosta meno dalle concorrenti con motore tradizionale rispetto ai segmenti minori. Inoltre, rispetto alle concorrenti Audi e Mercedes, che peraltro ha preceduto sul mercato, ha il pregio di essere nata su una piattaforma ad hoc. Segni particolari: bellissima. Il fatto di essere appunto nata su una piattaforma dedicata, ha consentito di sfruttare appieno le libertà concesse da una meccanica decisamente più semplice rispetto a quella tradizionale. Ian Callum ha così confezionato un’auto dalle proporzioni uniche, rapporto lunghezza/passo, cabina avanzata, sbalzi ridotti. Se la si osserva a fianco di una F-Pace, quest’ultima pare di colpo invecchiata. Se la I-Pace rappresenta il futuro, la Focus rappresenta la classica auto da Auto dell’Anno. Buonissimo rapporto prezzo/contenuti, non l’ho provata ma in generale mi pare un deciso passo avanti rispetto alla generazione passata, linea invitante, con un frontale che trovo particolarmente riuscito, e una bella SW, cosa per niente scontata quando è derivata da una 2 volumi. A giocargli contro potrebbe essere la Ceed, che non vedo come favorita, ma potrebbe classificarsi bene e portare via punti alla Focus. Anche perché ha delle buone carte da giocare: base solida, bei motori come il nuovo 1.6 Diesel, ma lo stesso si può dire del benzina della ProCeed. Entrambi, anche se su scala diversa, offrono piacere di guida e bassi consumi. E poi c’è appunto la ProCeed che aggiunge un tocco di glamour alla gamma già bella completa.
    Chiedo scusa di nuovo per la divagazione.

    PS. Complimenti Direttore per il bell’articolo in ULTIMA PAGINA su Quattroruote di Marzo.

    Un saluto a tutti.
    Luca

  12. Cavicchi ha azzeccato anche stavolta. Sorprendente il fotofinish con l’Alpine. Ma son soddisfatto, io avevo puntato CEED e Focus, molto più rispondenti ai miei gusti, e si sono piazzate bene entrambe.

  13. the_blond-surfer.Il mio commento sull’eventuale incendio di una auto elettrica:sconosciuto anche al direttore Sig Cavicchi,è solo per mettere al corrente chi crede che una auto elettrica non avendo motore a scoppio e serbatoio carburante,non prenderà mai fuoco(come una bicicletta…) e le tempistiche di spegnimento molto più complesse di una vettura”tradizionale”.Poi ovvio che anche il trasporto carburanti è pericoloso ma le cisterne sono in numero nettamente inferiore ad autoveicoli che anche se prendono fuoco molto più spesso di quando uno possa pensare,fanno notizia solo nella cronaca cittadina locale.Tutto qua.Ergo:qualsisi invenzione ha i pro e i contro.

 

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