Bastasse il 5% di bici in più per ridurre del 30% l'inquinamento a Milano...

Bastasse il 5% di bici in più per ridurre del 30% l’inquinamento a Milano…

settembre 4, 2018  |  Senza categoria  |  17 Commenti  |  Lascia un commento

Leggo sul sempre interessante Affari&Finanza di uno studio della Regione Lombardia, con una simulazione dell’Inventario Emissioni aria di Arpa, secondo il quale se il 5% dei milanesi andasse in bicicletta si avrebbe un calo del 30% dell’inquinamento.
Accidenti, un dato strepitoso! Peccato che quello fosse soltanto il titolo, perché poi andando a leggere i numeri viene fuori -3,8% di PM10, -8% CO2 e -11% di ossidi di azoto. Numeri comunque interessanti, ma anche qui da prendere con le molle perché molto probabilmente si riferiscono al calo dell’inquinamento prodotto dagli autoveicoli, non quello globale.
Infatti quando c’è lo stop alle auto a Milano si è visto che i dati complessivi non cambiano in città, così come è noto che il massimo delle poveri sottili è stato individuato non sulle strade bensì nelle stazioni della metropolitana, in questo specifico caso generato dai freni delle carrozze e dal non ricircolo dell’aria. Ma è un dato che comunque fa media.
Un discorso analogo si può fare riguardo la CO2, dove il peso complessivo delle auto è davvero basso. Basti per questo pensare a Pechino, la città più inquinata del mondo, dove circolano milioni di biciclette senza incidere su quello che si respira perché a produrre CO2 contribuisce tutto quello che facciamo o abbiamo intorno, a cominciare dalle fabbriche per continuare con i mezzi pubblici e per terminare con il nostro vivere quotidiano.
Per esempio uno studio condotto dal Dipartimento di Fisiologia Umana dell’Università Statale di Milano ha confrontato le emissioni di CO2 del veicolo “biologico” del nostro corpo con quello delle auto più “verdi” presenti sul mercato. Si è scoperto che 4 uomini che corrono emettono più CO2 di un’auto ibrida che compie il medesimo tragitto. Questo si calcola prendendo in esame i prodotti di scarto: l’auto ibrida infatti produce 87 grammi di CO2 per chilometro arrivando a 95 quando ospita 4 uomini ognuno dei quali, per compiere lo stesso tragitto correndo, ne produrrebbe 25, per un totale di 100 grammi di CO2 emessi dai quattro ad ogni chilometro.
Peraltro un’indagine della Ademe – l’agenzia francese per l’ambiente e il controllo energetico- ha dimostrato che un impiegato produce, in media, oltre 13 tonnellate di anidride carbonica all’anno. Solo una mail, ricevuta o inviata, ne produce 19 grammi. Il calcolo viene effettuato prendendo in considerazione l’elettricità consumata da un pc e i server che elaborano l’email durante la scrittura, l’invio, la lettura della mail e anche la sua archiviazione.
La lista delle sorprese è comunque infinita, e se si calcola la CO2 prodotta comunque da chi va in bici, beh credere al dato sbandierato dalla Regione Lombardia viene da sorridere. Però fa fare i titoli, e questo conta e fa propaganda.



17 Commenti


  1. Buongiorno,
    vado regolarmente sia in bici, sia in auto.
    Se si vuole incrementare e sviluppare maggiormente l’utilizzo della bici in città sarebbe preferibile dire che questo, laddove è possibile, è meno costoso, più pratico e favorisce l’attività fisica delle persone, rispetto a quello dell’automobile.
    A favore della bici, più che l’ambientalismo può il portafoglio.
    In ogni caso possono risultare determinanti anche le scelte della politica in termini di sviluppo della mobilità in un senso o nell’altro e la realizzazione di infrastrutture a favore della mobilità ciclistica.

  2. Per esempio uno studio condotto dal Dipartimento di Fisiologia Umana dell’Università Statale di Milano ha confrontato le emissioni di CO2 del veicolo “biologico” del nostro corpo con quello delle auto più “verdi” presenti sul mercato. Si è scoperto che 4 uomini che corrono emettono più CO2 di un’auto ibrida che compie il medesimo tragitto. Questo si calcola prendendo in esame i prodotti di scarto: l’auto ibrida infatti produce 87 grammi di CO2 per chilometro arrivando a 95 quando ospita 4 uomini ognuno dei quali, per compiere lo stesso tragitto correndo, ne produrrebbe 25, per un totale di 100 grammi di CO2 emessi dai quattro ad ogni chilometro.

    Avranno tenuto conto anche delle emissioni di CO2 degli occupanti della vettura?
    Perchè va bene che stando seduti e non correndo si consuma meno ossigeno e si emette meno CO2,però non è che respirano solo le persone che corrono,anche quelle che guidano ogni tanto dovranno pur respirare…;-)

    A me tutte queste statistiche sembrano piuttosto sterili,a cosa serve quantificare quale sarebbe l’impatto ambientale del massiccio uso di bici se le nostre città sono sempre più trafficate e quindi meno idonee alla circolazione delle biciclette?
    Non voglio difendere i ciclisti che spesso sono delle mine vaganti,però io onestamente pur vivendo un una città medio piccola non me la sentirei di andare in giro in bicicletta con tutti i pericoli che ci sono.

    Secondo me in assenza di mezzi pubblici degni di essere utilizzati,ma anche quando ci sono,le auto rappresenteranno sempre il mezzo più utilizzato.
    Magari saranno sempre più condivise e sempre più pulite ma ci saranno sempre.
    Altre fonti di inquinamento invece continueranno a passare inosservate,manca poco ormai,un paio di mesi e inizierà la solita tiritera.

    OT io mi auguro che almeno a Genova finchè la viabilità sarà pesantemente influenzata dall’assenza del ponte Morandi si faccia il più possibile ricorso alla condivisione dell’auto.
    Almeno chi può farlo spero che divida l’auto per ridurre,anche se di poco,il numero di vetture circolanti.
    Non sarebbe neanche male se,visto lo stato di emergenza,si arrivasse a una forma di solidarietà stradale che permetta a chi ha bisogno di spostarsi magari di alzare solo una mano e trovare qualcuno diretto nella stessa direzione che offre un breve strappo,in modo da lasciare qualche vettura in garage almeno finchè la situazione non tornerà alla normalità.
    Però in una società come la nostra è un’utopia.

    • neh, le statistiche hanno un senso in quanto partono dal presupposto di voler dimostrare che se ci fossero PIU’ bici INVECE delle auto si inquinerebbe di meno. Ovviamente quindi non si fanno i calcoli “a traffico veicolare invariato”.
      Peccato che si insista nel confondere inquinamento e valori di CO2. L’anidride carbonica non è un inquinante ma un gas serra. Capisco tutti i discorsi sul riscaldamento globale (ma sarà vero? O sono davvero fasi cicliche) ma il vantaggio di mezzi a trazione animale sta nel fatto che non producono sostanze nocive nè in città, nè dove si produce energia. Certo, producono cacca e la cacca sporca, ma salvo rare eccezioni non inquina, al limite porta infezioni se non si pulisce.
      Sul discorso del Direttore non posso che concordare. Si parla ovviamente solo di impatto rispetto all’inquinamento da mezzi circolanti (e secondo me pure sovrastimato), i quali mezzi circolanti costituiscono pero’ solo una piccola frazione degli inquinanti principali (fabbriche e riscaldamento).
      Non è un caso se d’inverno (a traffico invariato rispetto a primavera inoltrata) i livelli d’allarme vengono spesso superati…

    • Però sulle emissioni della Prius chi ti dice che emette solo 95 g di CO2 visto che anche per le ibride i dati sono falsati? Ha proprio ragione Enrico De Vita che usiamo 2 Pesi- 2 Misure.

  3. Non lo dica tanto forte, che questi babbei sono capaci di mettere il limite di velocità anche quando si va a piedi…. Ci sarebbe da urlargli semmai che i dati di inquinamento della città cambiano pochissimo quando si bloccano le auto. Ma si inventerebbero un altro motivo per bloccarle è troppo di moda.
    I politici ormai da decenni non sanno cos’è il bene comune e l’interesse del cittadino comune, ma solo il bene proprio o, al massimo, quello di partito.

  4. la colpa,comunque,e’ delle auto,direttore,ormai lo sappiamo da almeno quarant’anni…e,certo,hanno colpa:come ogni attivita’ umana,bici compresa.divertente,poi,veder messa l’anidride carbonica(CO2 la sigla chimica:ma non sarebbe meglio,per informare un pubblico non sempre attento,spesso poco informato-e’ chimica elementare,ad ogni modo,e dovremmo tutti averne un’infarinatura scolastica-altre semplicemente ignorante,usare il nome italiano?)tra gli inquinanti:se ne deduce che tra i maggiori responsabili dell’inquinamento…c’e’ la vita umana.intendiamoci,la quantita’ di anidride emessa nell’atmosfera e’ un grosso problema.

  5. L’unica cosa “ecosostenibile” è non essere troppi.
    Quindi forse si dovrebbe capire che si può ridurre l’inquinamento e i gas serra ma alla fine il problema principale è che se la popolazione mondiale continua ad aumentare si calcia solo in avanti il barattolo.

    Quindi o così o tornare all’età della pietra?

    (quando si entra in questi argomenti adoro essere un po’ “provocatore”).

    • la CO2, lo insegnano pure alle elementari, è un falso problema. Basta lasciare gli spazi verdi con alberi per risolverlo. Piu’ che la popolazione, il problema è il sistematico sfruttamento del territorio a scopo commerciale. C’^è davvero bisogno di centri commerciali ovunque? C’è davvero necessità di deforestare per creare nuove indistrie che poi vengono abbandonate una volta esauriti gli incentivi?
      Il problema è ripensare la sostenibilità su base globale, destinando sempre piu’ aree all’agricoltura e a boschi e foreste. A me la gente che si fa figa perchè va in bicicletta o perchè mangia bio, ma poi prende l’aereo per andare da Bologna a Roma o ordina prodotti dalla Cina perchè costano 2 euro di meno… ecco, fa solo girare le palle.

      • “A me la gente che si fa figa perchè va in bicicletta o perchè mangia bio, ma poi prende l’aereo per andare da Bologna a Roma o ordina prodotti dalla Cina perchè costano 2 euro di meno… ecco, fa solo girare le palle.”
        :-)

        • Esatto come un militante No TAV che da Roma andava a Torino per protestare contro la Torino Lione e fu fotografato sul “Frecciarossa”.Poteva fare il viaggio sui “regionali” cambiando più volte il treno.Sarebbe arrivato comunque a destinazione con un viaggio dal mattino alla sera.

      • Condivido in pieno. Sulla CO2 ed il riscaldamento globale non si sa come sia la verità. Il problema sono gli inquinanti e questi sono per la maggiore emessi da ben altro che le automobili. Basta pensare ai nostri poveri mari, laghi e fiumi. Ma si sa che la politica spesso deve creare un falso problema per distogliere da quelli reali.
        Di gente che fa cose solo per sentirsi figa ce n’è tanta. Ma spesso come si lodano si imbrodano dato che finiscono in palesi contraddizioni con i loro comportamenti.

  6. E’ una questione di cultura ecologica. Se prendo coscienza, anche partendo dall’incidenza che il mio comportamento nel traffico avrà sull’ambiente, che tutto ciò che facciamo ha un riflesso, diretto o indiretto, sulla qualità dell’ambiente nel quale viviamo, comincerò ad acquisire la mentalità giusta per riservare una parte della mia attenzione ai fenomeni che recano danno alla natura e a pensare a come poter evitarli. Anche spegnere il motore durante le soste, magari soffrendo un po’ per la mancanza dell’aria condizionata, può insegnare pure a spegnere un interruttore di una luce accesa inutilmente, o ad azionare manualmente un cancello ad apertura elettrica, e come anche , per altri versi, a non gettare rifiuti per terra, o a non strombazzare o accelerare inutilmente, o a non adottare scarichi stra-rumorosi, per altro, non si capisce perché, tollerati dalle forze dell’ordine.. etc etc. Niente è troppo per l’educazione ambientale, solo l’eccesso di ignoranza, noncuranza, egoismo, inciviltà.

    • Sono d’accordo che se ognuno mettesse in atto un po’ “di cultura ecologica”, sarebbe meglio per tutti. Ma….ti sei dimenticato che dovremmo andare tutti a non più di 50km/h, che le ibride possono al massimo fare 2/3km in elettrico, poi si va a benzina. Parlo di “quelle vere” perché ci sono, ad esempio, le ultime pseudo ibride Audi le quali possono entrare dove possono le elettriche, hanno 5 anni di tassa di possesso gratis, possono parcheggiare nelle strisce blu senza pagare solo perché sono omologate come mild quando poi sono delle semplici micro ibride cosa, quest’ultima, che non dovrebbe far avere tali agevolazioni. Inquinano come loro né più né meno.
      Detto ciò, qualche anno fa, mia sorella notò (dal balcone) come la raccolta differenziata non fosse per nulla tale perché aveva visto che, all’interno del camioncino (sopra era aperto), era “mischiato” tutto, dalla carta alla plastica. Ne parló con qualcuno e….chissà come, tale notizia, se la ritrovò sul giornale locale. Risultato? I vigili urbani le hanno chiesto la convocazione al Comune col Sindaco perché non era possibile. Ora, mia sorella, ha cercato di tutto per “inculcare” ai suoi figli la raccolta differenziata e, con difficoltà, c’era riuscita ma…..tutto lavoro e tempo perso!
      Dove abito, a parte le salite molto ripide, non esistono corsie ciclabili ed col traffico sarebbe “pericoloso” spostarsi in bici per se e per gli automobilisti.
      A lavoro, poi, mi sento la coscienza “pulita” perché mi dovrei fare 120km tra andata e ritorno ma, per fortuna, ho i mezzi della Regione…. sì quelli immatricolati nel 2001 con almeno 2 milioni di chilometri (che ogni tanto si rompono); che Euro saranno? E nelle città, tipo Napoli, prendere un mezzo pubblico significa sapere quando esci di casa ma non saprai mai quando ci potrai ritornare…una tolleranza di un’ora è più che legittima e pure ottimistica. Ne sa qualcosa mio figlio…
      OK fare del meglio nel proprio piccolo ma se poi chi ci amministra se ne frega altamente….

  7. Siamo in mano ad un branco di incompetenti che non sanno di quello che stanno parlando come quel ministro donna(non dico ministra perché la trovo una solenne stupidata) che parlò del tunnel che collegava Ginevra con il Gran Sasso dopo un esperimento scientifico:avrà anche letto quello che hanno scritto i suoi collaboratori
    ma solo a rifletterci un attimo…!Questa rivista dice che facendo 100 l’inquinamento totale l’auto contribuisce del 12% mi pare e allora,di cosa stiamo parlando?Ma se per magia lasciassimo tutte le auto ferme poi,da dove prenderà lo stato le entrate che mancheranno dalla vendita dei carburanti?

  8. Che “una mail, ricevuta o inviata, ne produce 19 grammi” [di co2], mi sembra una vera baggianata.
    I server che ricevono/inviano email, cosi’ come i dispositivi degli utenti finali del servizio, sono comunque accesi e non cambiano di una virgola la potenza assorbita per una email gestita; di conseguenza emettono co2 anche quando sono semplicemente… accesi.

    Sui normali server/pc, si dovrebbe piuttosto parlare di emissione media oraria di co2, a prescindere dall’uso specifico che se ne fa.

 

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