Ecotassa, multe, Rca: la batosta continua imperterrita

Ecotassa, multe, Rca: la batosta continua imperterrita

gennaio 4, 2019  |  Senza categoria  |  32 Commenti  |  Lascia un commento


Da anni ormai Emilio Deleidi, collega dalla competenza esemplare, tiene una lezione nei Master automotive della nostra Accademia che s’intitola “L’auto come bancomat dei Governi”. Dura quasi due ore, ma tra poco questo tempo non basterà più perché dal dopoguerra in avanti ogni scusa è sempre buona per vessare l’automobile e fare cassa.
Con l’anno che va incominciare, in attesa degli aumenti delle tariffe autostradali che sono stati soltanto rinviati per non eccedere nella vergogna, tocca agli incrementi sulle assicurazioni dopo un incidente, alla stupida e irritante ecotassa che è soltanto un volgare pretesto per racimolare qualche milione in più – che sarà vanificato dalla depressione del mercato e costerà molto di più in termini di mancata IVA – e, guarda un po’, sull’aumento delle contravvenzioni che già sono carissime.
Perché tanto accanimento contro le auto è facile da capire: si raccatta più denaro che da qualsiasi altra parte ed molto difficile scamparla. Si obietterà, nel caso delle multe, che molti non le pagano; è vero, succede, ma chi Governa lo sa bene così come sa che quelli che le pagano continueranno a farlo mentre quelli che non lo faranno continueranno come prima. In pratica a essere vessati saranno sempre quelli ligi e tanto peggio per loro.
Paghiamo le tariffe delle assicurazioni più salate d’Europa, paghiamo le contravvenzioni più care del Continente, ci distinguiamo come nessuno per le accise spropositate sulla benzina, paghiamo sin dall’acquisto dell’auto una tassa di possesso, subiamo una imposta provinciale di trascrizione legata ai passaggi di proprietà, teniamo in piedi a caro prezzo due registri automobilistici (la motorizzazione e il PRA) e mi fermo qui perché l’elenco diventa offensivo più ci si addentra nei rigagnoli dei costi accessori come le patenti, le revisioni, i passaggi di proprietà, le demolizioni e così via.
Cambiano i padroni del vapore ma è sempre tutto come prima. Vi ricordate Salvini che in campagna elettorale prometteva la riduzione delle accise sui carburanti? E i grillini che si stracciavano le vesti a favore dell’ambiente e poi mettono gli sgravi a chi si può permettere una Tesla anziché favorire uno svecchiamento del parco circolante visto che qualsiasi veicolo nuovo è più pulito di quello che va a sostituire? I gialloverdi di oggi come i rosso-sbiaditi di prima, gli azzurri e tutti gli altri che sono stati al comando in non importa quale repubblica, con buona pace di tutti quegli automobilisti che quando devono cambiare vettura fanno il giro delle concessionarie di un’intera regione per spuntare 200 euro di sconto in più. Poveri loro, poveri noi e povera automobile da troppo tempo non soltanto tosata ma addirittura scorticata.



32 Commenti


  1. Difficile aggiungere qualcosa: e si che doveva essere una ventata di aria nuova, ma pare un’ esalazione mefitica con molto zolfo…

  2. Caro Direttore, agli incentivi accederanno anche i futuri acquirenti di auto dal costo inferiore alle Tesla, incentivi che saranno maggiori in caso di rottamazione di un vecchio veicolo.
    Questa “misura” non usa il mondo dell’auto per fare cassa, perché le stime danno il sistema “ecotassa / ecobonus”, sostanzialmente in parità.

    • Davano. Poi si è infierito su tanti modelli proprio per fare cassa (che non si farà perché lo Stato rimetterà troppa Iva per il calo delle vendite) fregandosene del fatto che si sono favoriti i veicoli diesel rispetto a quelli a benzina, alla faccia dell’ambiente tanto declamato. Con i soldi messi dal Govermo si rifaranno gli stessi numeri di vetture elettriche del 2018 (appena 950 per i privati) in pratica favorendo quelli che l’avrebbero presa comunque.

      • Il calo delle vendite è già in corso, vedremo quante “elettriche” verranno vendute.
        Comunque il 2021 è vicinissimo, e il limite dei 95 gr/km (pena pesanti multe) sarà un problema ben più grosso per i costruttori, rispetto i 150€ di “malus” per le vetture sopra i 160 gr/km di questa “iniziativa” del governo, che comunque va nella stessa direzione delle politiche europee.

  3. Caro Direttore, dato che ho visto molte primavere ( a luglio saranno 65) e leggo 4R dall’età di 8 anni ho avuto modo di vedere ampiamente come i governi, di ogni colore, usino l’auto come un bancomat. Da tempo ho perso ogni speranza che le cose possano cambiare: noi italiani non siamo come i francesi, che sono scesi in piazza dopo un aumento di pochi centesimi sulle accise dei carburanti. E temo che le cose possano solo peggiorare: se veramente l’elettrico (ma sono molto dubbioso) avrà un’ampia diffusione, si ridurranno le auto con motore a combustione interna e di conseguenza anche i consumi di benzina e gasolio. Ma a questo punto i vari governi (non solo quello italiano) vedranno calare gli introiti delle accise, che in Italia dovrebbero valere oltre 30 miliardi di euro ogni anno, e quindi dovranno trovarli da qualche altra parte, magari tassando l’energia elettrica per autotrazione: nulla di nuovo sotto il cielo.
    Posso solo ripetere un consiglio dato in altre occasioni: “volare basso” attuando una sorta di resistenza passiva ed evitando di acquistare auto grondanti Cv e Kg. I primi nelle attuali condizioni di traffico servono a ben poco, i secondi aumentano i consumi e riducono le prestazioni. Per le esigenze di tante famiglie una compatta del segmento B/C basta e avanza, si compra anche per 12.000/15.000 euro e “c’è più differenza tra l’andare a piedi o in Panda che tra l’andare in Panda o in Rolls Royce”.

    • Perfettamente d’accordo. Il problema è che come sempre dipende da quanto possiamo spendere per l’ auto. Nel senso che chiunque continuerà a comperare ciò che si può permettere fregandosene di tutto.
      Proporrei una tassazione sui reali consumi dichiarati con severe sanzioni per i costruttori furbetti.

      • mah, tassare i consumi, oltre ad essere una palese dimostrazione di incapacità di esigere le tasse in proporzione adeguata, è anche un’arma a doppio taglio. E delle peggiori.
        Il motivo è presto detto. Innanzitutto, non viviamo in un sistema chiuso. E se l’Italia anche mettesse l’IVA al 90% sui beni di consumo, ci sarebbe sempre il modo per procurarsi gli stessi prodotti altrove. O sul mercato internazionale o sul mercato nero. Chi ci rimetterebbe di piu’ è ovviamente chi ha poco capitale da movimentare. Chi ci sguazzerebbe è chi ha parecchia liquidità e puo’ ricorrere a parecchi (costosi) artifici per scamparla. Questi metodi diventano tanto piu’ convenienti quanto piu’ alte sono le imposte in un Paese.
        Ma soprattutto, è il concetto stesso di consumo ad essere slegato alla capacità contributiva. Ci sono persone che preferiscono avere pochi soldi sul conto e vivere in modo piu’ spensierato e vecchi taccagnoni che girano con le pezze sul sedere e hanno miliardi in banca. Dal momento che i miliardi in banca fanno la felicità della banca, ma non muovono l’economia, ecco che il patatrac sarebbe completo. Da che mondo e mondo, quando l’economia ristagna il modo migliore per rilanciarla è aumentare la liquidità o migliorare l’accesso al credito. Le stangate sui consumi sono sempre e comunque recessive.
        La cosa migliore? Una tassa proporzionale al reddito per tutti (con scaglioni ovviamente crescenti in modo che resti anche a chi guadagna di meno abbastanza per vivere decorosamente) e poi tutto il resto totalmente libero e con la minor tassazione possibile. Chi, pagate le tasse, ha piu’ soldi in tasca puo’ comprare quel cavolo che vuole senza doversi sentire sempre in colpa. E chi avanza poco, compra quel che puo’. Ci pensa poi il mercato stesso a porre limiti a certi consumi.
        Sovratassare i consumi e lasciare i redditi meno tassati è invece il modo migliore per soffocare il ceto basso.

        • Concetto più che giusto far pagare a chi guadagna di più e già IRPEF è progressiva con percentuali maggiori man mano che aumente l’imponibile peccato..che lo stato non sia in grado o non voglia combattere l’evasione fiscale.Con l’imposta sul consumo che è l’IVA,anche chi evade dovrà pur acquistare carburanti,generi per vivere vestiti ecc sui cui pagherà IVA.Da alcuni giorni lo scontrino del supermercato in cui mi servo oltre all’importo totale,è evidenziata IVA che sarà versata allo stato.Poi, ci sarà sempre quello ricco che conduce vita da povero come gente trovata morta in casa in mezzo all’immondizia con centinaia di migliaia di € nascosti in casa ma nessun governo potrà farci nulla.Ma sono una minoranza:in genere chi ha molti soldi,piace fare la “bella vita” e spendere.

          • sono assolutamente d’accordo sul fatto che tassare solo il reddito sia parecchio piu’ difficile che non tassare i consumi, soprattutto quelli “obbligatori”. Non è un caso se la destra storica, per evitare il default, ha introdotto la tassa sul macinato. E in tempi piu’ recenti, il decreto “Salva Italia” si è concentrato su un aumento delle accise sulla benzina di quasi 10 cent al litro.
            Pero’ ecco, bisogna a questo punto riconoscere di essere nel campo dell’iniquità, senza voler comunque cercare di apparire equi tassando un bene primario piuttosto che un altro (non mi riferisco ovviamente a te). La benzina (e l’auto) è in Italia un bene primario, perchè in moltissimi casi è necessaria per recarsi al lavoro data la mancanza di alternative. E se uno stesso bene primario costa la stessa cifra a un operaio o a un ricco proprietario terriero, ecco che siamo nel campo dell’iniquità pura, visto che entrambi DEVONO acquistare questo bene primario.
            Nel caso invece in cui il costo dello stesso bene primario scendesse perchè le tasse su di esso sono compensate da tasse sul reddito (pagate quindi in proporzione molto di piu’ da chi ha maggiore capacità contributiva) ecco che l’equità sarebbe ristabilita. Certo, ripeto, sarebbe molto ma molto piu’ difficile, ma…
            Anche sui miliardi in banca il governo puo’ fare qualcosa… non una patrimoniale ovviamente, altrimenti i soldi finirebbero all’estero in due minuti. Ma un sistema che incentivi gli acquisti (quindi riducendo appunto le tasse sui consumi) o eventualmente un sistema per cui i soldi depositati finiscono su un fondo di investimento che poi elargisce dividendi (un modello simile a quanto avviene in Norvegia, ad esempio).

    • Sono anch’io del 1954 (65 ad aprile), e non posso che concordare, come concordo IN TOTO, con l’articolo di Carlo Cavicchi.
      Credo che, come nel forum, qui non si possa parlare di politica, ma dico solo che questo governo mi fa paura, per i danni che sta facendo e che penso farà ancora. Comunque buon 2019 a tutti.

  4. Premessa: l’auto elettrica se l’elettricità per rifornirla non proviene almeno per l’85% da fonti rinnovabili inquina, come se non di più (centrali a carbone) dei moderni euro 6. Analizziamo la manovra “ecotassa” nel dettaglio; anche amplificando i numeri di vendita, è chiaro che l’

    • Noi possiamo analizzare tutto, anche Quattroruote lo ha fatto confrontando il consumo di CO2 sul ciclo completo dei vari tipi di auto, con quelle a metano che uscivano vittoriose, ma sono i politici di ogni colore e di ogni luogo della Terra ormai che non ci arrivano.

  5. giuseppe.fischetti

    Come sempre è un piacere leggere quello che scrive, direttore, tutto vero
    tutto condivisibile, mai come questa volta ha colto nel segno, continui,
    grazie.

  6. (continua) ecotassa, come introiti per lo stato, sia superiore di alcuni ordini di grandezza alla spesa per l’ecobonus; quindi si stratta dell’ennesima stucchevole semplice

  7. Purtroppo è tutto vero e ogni volta che i pomposi governanti si spacciano per grandi innovatori c’è da stare sicuri che saranno dei grandi ladri per le nostre tasche. Mi dispiace per tutti quelli che ancora, votando di qua e di là, cercano di cambiare le cose in questo modo, abboccando tutte le volte alle promesse dei vari prestigiatori, fattucchieri e suonatori di flauto.

  8. Caro Direttore,
    ha già detto tutto lei. Difficile aggiungere contenuti. Quasi oramai noioso da parte mia aggiungere critiche trite e ritrite.

    Si, sono deluso. Sono deluso più che altro da come la politica (e qua mi allargo a tutta l’Europa) sia sempre più lontana dalla realtà. Da come la politica viva di utopia e proclami. Da come prenda scuse (forse giuste) al solo fine di vessare i popoli che vi abitano. Sono schifato da questi atteggiamenti, sono schifato da come una volta presa la poltrona, anche persone che fino a poco prima avevano una vita “normale” perdano la visione della realtà per rincorrere interessi o pensieri che sono al di fuori da ogni concretezza.

    Avanti così, poi vedremo quando la “realtà” gli presenterà il conto e gli dimostrerà il fallimento.

    E questo mio pensiero si allarga a tutta la visione politica ed economica attuale dell’occidente.

  9. Una della parole più usate,o abusate,durante la campagna elettorale continua è stata cambiamento.
    Ma per quanto riguarda l’auto sembra che non sia cambiato nulla,in una maniera o nell’altra gli automobilisti sono chiamati a finanziare le promesse elettorali.
    Gli incentivi non cambieranno in maniera significativa il parco auto circolante e chi andrà a sostituire la sua vecchia auto,anche se ne prenderà una nuova e quindi quasi sicuramente meno inquinante,potrebbe essere tassato per questo.
    Il paradosso è che in questo modo si incentiva la gente a non cambiare la propria auto.
    Non voglio dire che in passato chi stava al governo capisse qualcosa di auto o fosse al corrente di quanto incide la spesa per comprare e mantenere un’auto sul budget delle famiglie,ma mi sembra che il livello di ignoranza in materia dell’esecutivo attuale sia ancora più elevato.
    Questi pensano sul serio che chiunque volendo potrebbe comprare e utilizzare un’auto elettrica e ignorano il fatto che per motivi sia economici che pratici le elettriche sono troppo lontane dal diventare la soluzione per la mobilità di massa.
    Senza contare che occorrono infrastrutture e una politica energetica totalmente rivista per passare alla mobilità elettrica.
    Già svecchiare il parco auto sarebbe un buon risultato ma in questo modo secondo me si otterrà l’effetto contrario.

  10. Quando venne presentato il cosiddetto contratto del governo del cambiamento, la prima cosa che pensai (da elettore di destra) fu: “niente da fare, anche questi vanno per slogan”. L’auto è il modo più semplice per far soldi, è trasversale e non si rischia di penalizzare in particolare una lobby o l’altra. I casi di Bologna raccontati dal Direttore, le tasse insulse di Monti, le accise mai ridotte, gli aumenti autostradali (per ora limitati solo a qualche tratto, tra cui la scandalosa autostrada della Val d’Aosta), ‘sti ecobonus attuali, o anche alcune miserabili vicende milanesi (vigili meneghini che multano fuori dal territorio comunale, o il rientro dallo sciopero previsto per un 7 dicembre di qualche anno fa -S. Ambrogio- grazie ad accordi voluti dall’allora sindaco Pisapia, che andò incontro ai vigili ottenendo in cambio l’impegno per un tot di incassi da multe, sentito al Giornale Radio Uno Rai), sempre la solita solfa. Mazzocchi, fondatore di Quattroruote (che sarà diventato una trottola continua a furia di ribaltarsi nella tomba per il disgusto), se ricordo bene scrisse più volte che “l’auto è libertà”. In teoria era ed è verissimo, ed è il motivo -integrato dalle mie esigenze- per cui comprerò un altro turbodiesel alla faccia dei benpensanti della malora, ma la realtà è diversa. L’auto è, involontariamente, un salasso, purtroppo.

    • Proprio perché è, o dovrebbe essere, libertà, dà parecchia noia a chi comanda. Chi comanda ormai non cerca più di essere autorevole, ma autoritario e pertanto la libertà, in qualsiasi forma, dei cittadini non è ben vista.

  11. Come più volte ho scritto, qui l’ecologia non centra nulla; questa è una gabella finalizzata solamente “far cassa” e come sempre l’auto in Italia viene spremuta come un limone. Anzi i vari governi, come nel caso del superbollo, incitano l’invidia sociale e criminalizzano gli imprenditore, e nonostante il superbollo sia stato un fallimento è ancora qui. Questa “ecoTASSA2 porterà a danni ancora più gravi al mercato dell’auto ed ai propri addetti, di quelli che ha fatto il superbollo. Cerchiamo di rendierci conto che” l’Italia non è un paese per auto” e francamente, visto l’astio contro le auto dei vari governi io fossi il CEO di Ferrari, Lambo o FCA le porterei via dall’Italia ed al più presto, perche è questo che il governo vuole, alla faccia dei posti di lavoro che andranno persi. La Tassa sulla nautica docet, la cantieristica da diporto in Italia è praticamente sparita grazie a queste TASSE demagogico/demenziali.

  12. Hanno dichiarato guerra all’auto come se fosse la causa di tutti i mali anche se mi pare aver letto su questa rivista:Direttore mi corregga se è errato che l’auto,contribuisce solo del 12% all’inquinamento totale allora:di cosa stiamo parlando?Perchè non bloccano le navi che usano ancora nafta o olio pesante o i traghetti con motori diesel con oltre 20 anni di vita?Dicono che dobbiamo cambiare stile di vita mentalià?Accontentiamoli subito riducendo l’uso dell’auto il minimo indispensabile e se poi caleranno le entrate:dovranno mettere nuove tasse per compensare i mancati introiti ma almeno,dovranno dirlo pubblicamente anche se dubito e diranno che è colpa della crisi mondiale,che”lo vuole l’Europa” che è la frase che va bene per qualsiasi situazione.Poi come dice l’amico Robby54 quando le auto avranno numeri significanti,aumenterà il costo della energia e comunque non potranno accedere a zone ZTL come ora perché,generano traffico,occupano spazio pubblico e i bus staranno in coda alle auto.Quanto alla multe almeno..sono tasse facoltative:basta rispettare il c.d.s e guardare i cartelli.Quante auto vedo entrare nei varchi ZTL ben pre segnalati e controllati da apparecchiature che leggono la targa perché tranquillamente,stanno parlano o leggono messaggi e quando arriva la notifica”è stato un agguato solo per fare soldi”.

  13. alle parole dirette e precise del direttore mi permetto di aggiungere un corollario. oltre al danno dell’aumento del gettito da maggior prelievo ed incapacità di gestire la leva fiscale (con l’ecotassa destinata a rivelarsi l’ennesimo flop) questo governo manca totalmente di interlocuzione con le imprese, specialmente quelle che rappresentano un’eccellenza mondiale e combattono partite sempre più complesse per restare nel mercato.
    questo fatto è gravissimo perché si stanno avviando delle politiche per combattere disoccupazione e povertà totalmente prive di fondamento e destinate a generare un disastro totale nel 2020 quando non saranno disinnescate le famose clausole di salvaguardia…
    invece di postare e strepitare idiozie a getto il duo (o trio) di idioti al comando avrebbe potuto aprire un tavolo con i rappresentanti del mondo automotive italiano per rilanciare produttività ed investimenti. invito a leggere i dati su quanto pesa (e peserà…) in termini economici ed occupazionali il comparto auto e trasporti nel belpaese, mentre invece lascio ad analisti più esperti del settore l’interpretazione del silenzio dei vertici di FCA che ha preso la palla al balzo della totale incapacità di questo governo per assumere una posizione fumosa sul futuro delle operazioni in Italia.

    • Condivido: troppo impegnati a darsi la voce l’uno sull’altro, i due galletti, per accorgersi del silenzio di FCA che avrà così buon gioco a giustificare, d’ora in poi, la desolante inerzia con cui continuerà a galleggiare nel vuoto nei prossimi mesi.

  14. Dal Corriere di oggi: per distrazione non è previsto allo stato nessun incentivo per la Yaris ibrida (6000 € invece per la Tesla 3 da 50000 € e passa) e accesso libero nei centri storici per le elettriche e le ibride con le conseguenze che solo degli irriducibili incompetenti potevano ignorare. Ma rimedieranno, dicono.

  15. da quando leggo riviste di auto,cioe’ dal ’69,sento queste cose.in un Paese che non e’ in grado(non sa,non vuole,forse entrambe le cose:e notate che dico Paese,non Stato ne’ Governo..)di far pagare le tasse dirette o indirette limitando l’evasione a livelli ragionevoli si fa un elementare ragionamento:se paghi molto meno del dovuto i soldi che ti tieni li investirai,in una percentuale importante,in immobili(ed ecco le varie tasse sulla casa)e in un’altra percentuale,sempre consistente,comprando o cambiando auto(il che spiega anche l’accanirsi dei vari governi su quelle che ritengono”auto di lusso”,dall’Iva al 35 e poi 38% all’introduzione di superbolli,una delle trovate di piu’ corto respiro).quest’ultimo governo stava mostrando addirittura una maggiore incompetenza(uso un’eufemismo)e una sprovvedutezza disarmante.incidentalmente.le motociclette sono ancor peggio trattate(ne ho alcune e ne ho sempre avute):dall’Iva al 38%(quando un motoryacht la pagava al 18,e per un periodo al 9…)all’una tantum decisa dallo sciagurato governo Amato e pari a 5(cinque)volte il bollo annuo e da pagarsi in 15 giorni(ricordo un collega in lacrime perche’ si vide svanire la 13sima mentre pagava le rate di un enduro 600cc…)

  16. Mai come questa volta noto una così pressoché totale convergenza di idee libere delle persone libere che frequentano questo blog. Non altrettanto si può dire di enti che fino ad ora avevo supposto neutrali, all’avanguardia e ben forniti di persone intelligenti. Infatti se anche il MIT, nella persona del professor Carlo Ratti, istiga ulteriormente a delinquere i governi, che dovrebbero secondo lui essere regolatori tassando alcuni mezzi di trasporto e sovvenzionandone altri, aggiungendo che si libererebbero parcheggi da destinare ad altro, ecc. ecc., stiamo freschi. Gli fa da sponda un altro luminare professore, tal Roberto Cingolani che pensa che debba (e non possa, magari scegliere) cambiare il contenuto emozionale dell’auto, che vuole procedere a 100 in autostrada e gli dà noia se gli sfanalano (forse perché è in terza corsia? Non ho mai visto nessuno sfanalare a uno che va a 100 nella corsia più a destra). A volte mi chiedo se far studiare alcune persone crei più problemi che altro, visto che hanno idee, per usare un eufemismo, un tantino limitanti delle libertà delle persone.

    • Il problema non è se siano o meno intelligenti ma se siano o meno sul libro paga di qualcuno.
      Mi stupisco che a volte la scienza sia una cosa “discutibile”. Sullo stesso argomento vi possono essere opinioni scientifiche opposte. Questo mi fa spalancare gli occhi e mi induce sospetti.

  17. Mi associo alle parole del Direttore.
    Del resto viviamo in un Paese in cui nell’analisi costi/benefici di una grande opera alla voce “costi” (anziché benefici …) viene inserito il minor introito per accise sul carburante derivante dal fatto che i TIR viaggeranno su treno … e nessuno dice nulla neanche tra gli “ecologisti” o presunti tali

    • Se quanto dici è vero sarebbe gravissimo.

      • Caro nascarman,

        se hai voglia di perdere cinque minuti digita su google “analisi costi benefici terzo valico”: potrai accedere alla relazione sul sito del ministero e vedere lo schema di pagina 30 dove tra i costi sono inseriti 905 milioni di € di accise sui carburanti (ovviamente i treni non consumano gasolio o benzina) e 864 milioni di € di riduzione dei pedaggi autostradali (ovviamente il treno non prende l’autostrada).
        Tutto avallato da un governo che dice di voler ridurre l’inquinamento da traffico veicolare e punire le autostrade accusate di fare utili sulla pelle dei cittadini.

  18. Come non quotare le parole del “Direttore ad Honorem”? Ormai dell’automobile si parla solo degli scandali. Su di essa non si fa altro che menzionarla dopo gli incidenti stradali nei fatti di cronaca. Sullo scandalo dei FAP/DPF che addirittura ancora si pensa che quest’ultimi tritino il particolato. Ma come mai nessuno giornalista o ingegnere ha contestato le Iene e ha fatto un contraddittorio sul dispositivo Dukic in qui quello che dovrebbe far storcere il naso è che si dovrebbe riomologarlo sulle normative WTLP e non su un ciclo nemmeno riconosciuto dalle autorità? Poi sul Dieselgate: Se la maggior parte della gente avesse una grande onestà intellettuale, avrebbero storto tutti il naso su come negli USA vengano incentivati assetati SUV e Pick Up! E pensare che, oltre alle vittorie delle LMP Diesel Audi, uno dei motivi del successo di quelle auto in USA non potevano essere le norme CAFE volute dall’amministrazione Obama(che molti rimpiangono)?

 

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