Gli incentivi sulle elettriche fanno ridere e non convinceranno nessuno

Gli incentivi sulle elettriche fanno ridere e non convinceranno nessuno

dicembre 14, 2018  |  Senza categoria  |  65 Commenti  |  Lascia un commento


Il parco auto italiano è caratterizzato da una presenza imbarazzante di veicoli altamente inquinanti, e lo si è già scritto in questo blog già tante volte. Si tratta di vetture euro 0, 1, 2, 3 e pure le euro 4 come adesso sostengono molti sindaci.
Per fare del bene all’ambiente andrebbero tutte rottamate per essere sostituite con modelli molto meno inquinanti. Tutti quelli nuovi a listino per esempio, e poco importa con che tipo di alimentazione perché sono tutti estremamente vantaggiosi rispetto a quelli che andrebbero a rimpiazzare.
Questo lo sappiamo tutti, qua dentro e non solo qua dentro, però la cosa sfugge ai politicanti che ci governano (e pure quelli che non ci governano perché l’ignoranza in materia è quasi totale in barba ai vessilli) che beati loro l’auto mica se la devono comperare.
Così adesso sono stati proposti incentivi considerati irrinunciabili per l’acquisto di vetture totalmente elettriche, addirittura 6 mila euro per chi vorrà portarsene a casa una. Saranno in molti ad approfittarne?
In passato, chi ha buona memoria, ricorderà che cosa successe con le auto a metano, tanto per fare un esempio. Eravamo nel 2009 e lo stato propose un incentivo di 3.500 euro per auto a metano, elettriche o a idrogeno con emissioni inferiori a 120 grammi CO2/km. La cifra era cumulabile con la rottamazione con un totale di 5 mila euro di risparmio.
Ora, fece molto scalpore il numero di auto a metano acquistate sul continente (nelle regioni interessate dagli incentivi) e poi portate in Sardegna dove di distributori di metano non ne esistevano. Molti sardi comprarono di fatto lo sconto e poi giravano con il piccolo serbatoio a benzina. Facevano rifornimento più spesso, ma su una Panda avevano risparmiato quasi il 50%.
Ma questo non potrà accadere con chi abita ai piedi delle Alpi, nella piana del Campidano o comunque in Umbria, Marche, bassa Toscana e via così dove il traffico è relativo e le distanze diventano comunque alte, senza peraltro grosse città con i vincoli delle varie zone a traffico limitato. Ipotizziamo pure quello che non è comunque credibile, cioè che i nostri governanti riescano a piazzare una colonnina ogni 5 km su tutte le strade nazionali. Se anche fosse così, se anche la gente avesse il tempo di stare ferma un tot per effettuare la ricarica, dove trova i soldi per comperarsi un’auto elettrica anche con i 6 mila euro di incentivo? Col metano si arrivò a sfiorare il 50% di vantaggio, con una Nissan Leaf base ne servirebbero comunque 30 mila pur con l’aiuto statale. E di lì si va in su perché la tanta attesa Tesla Model 3 passerà i 50 mila euro e non parliamo dell’Audi e-tron, della Jaguar I-Pace e così via. Il vantaggio è ridicolo rispetto alla cifra da sborsare. Possibile che a nessuno di chi sta al governo riesca un elementare due più due?



65 Commenti


  1. L’auto. E tutto il resto?
    Pensano di governare con i soldi del Monopoly e che governare sia come fare un gioco di società.
    L’insensatezza e le contraddizioni dell’intera azione politica di questa maggioranza si porta dentro anche questa trovata fiscale che riguarda noi automobilisti.
    Entro in concessionaria per firmare un contratto ed esco con un F24 da versare!!! Si sarebbe potuto tenerla per il per il 1° aprile, almeno avrebbe fatto ridere.
    Ha poco senso discutere e strapparci le vesti, dobbiamo affidarci a un antico adagio cinese, “Siediti in riva al fiume e aspetta: prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico”.
    Passeranno, anche se purtoppo lasceranno pure loro la loro parte di danni in dote alle generazioni future.

  2. Purtroppo è un mix di incompetenza e marketing politico.
    Se un messaggio colpisce la maggioranza delle persone (quelle che si informano meno su certe questioni), perché devo chiedermi se è ragionevole o meno, il mio obiettivo è il consenso. Le buone decisioni sono solo strumentali ad aumentare il mio consenso (e quindi la mia sopravvivenza politica).
    Quindi non mi interessa approfondire certe tematiche se la maggioranza la pensa così. Se approfondisco e prendo una decisione sensata ma poco comprensibile, guadagno il consenso di una minoranza, lasciando indifferente la maggioranza, o peggio, la maggioranza sarà contro di me perché avranno il dubbio di non aver fatto qualcosa per loro.
    I politici che invece pensano al successo/benessere della nazione vengono chiamati “statisti”. Purtroppo questa categoria è quasi estinta.

  3. Perdonato loro perché non sanno quello che fanno…! disse un Signore oltre 2000 anni addietro.

  4. Ma l’energia elettrica cresce sugli alberi o la si produce in centrali bruciando carburante fossile? Quindi: calcolando l’equivalente della CO2 emessa nell’intero ciclo di funzionamento dei veicoli elettrici, comprendendo sia la fabbricazione degli stessi che la produzione dell’energia con cui vengono fatti funzionare, solo nei paesi dove la parte dell’energia rinnovabile è oltre 85%, l’elettrico emette meno CO2 dei benzina e dei diesel.
    L’Italia, in questa classifica, si colloca con un valore equivalente di 170 g/km di CO2 che è comunque molto più alto rispetto ai diesel e ai benzina attuali. La Germania sale a 179, la Gran Bretagna a 189 e gli Stati Uniti “sforano” in zona rossa (si utilizza ancora il carbone) a 202 g/km. Male anche Messico (203) e Turchia (204) ma le cose peggiorano, e non di poco, per Cina (258), Indonesia (270), Australia (292), Sudafrica (318) e India (370) tutti Paesi che sono fortemente dipendenti dal carbone per produrre elettricità. Quindi la sostenibilità dell’elettrico ad oggi è inferiore a diesel e benzina.

  5. Io sono convinto che l’elettrico sarà una realtà per pochi per i seguenti motivi:
    - prezzo
    - no necessità di percorrere lunghe distanze
    - problema infrastrutturale ed energetico a gestire una mobilità elettrica di massa.

    Quindi od i politici aprono gli occhi o questa guerra ai motori tradizionali finirà solo in cacca.

    Ancora, piuttosto, devo comprendere cosa abbiano in testa i politici. La mia idea è che cerchino solo scuse per prendere soldi a noi cittadini (tassandoci le auto con la scusa dell’ecologia), vogliano farsi propaganda e vogliano distrarci dalle altre (e a mio parere più sostanziose) cause dell’inquinamento.

  6. Oramai è chiaro a tutti che questo governo di dilettanti non sa più come raccogliere soldi per mantenere le promesse elettorali;
    questa maggioranza eletta ancora una volta per “disperazione” ( e son 25 anni…) è il naturale risultato della mediocrità degli italiani frammista alla disinformazione; tutti siam convinti che basta mettere insieme due concetti da bar dello sport conditi con un po’ di Wikipedia per fare uno statista…
    Pur di far cassa sarebbero disposti a mettere una tassa sulle suole delle scarpe ( qualora ci ridurremmo ad andare tutti a piedi in nome dell’ ecologia )

    • per carità cancelli rapidamente questo commento che se l’idea arriva a qualche grillino poi va a finire che la tassa sulle suole la mettono per davvero!! da gente che sta pensando di tassare le bevande gassate perché contengono troppo zucchero direi che con l’auto stanno limitando i danni.
      lo sanno tutti ed è facilissimo da capire: per ridurre l’inquinamento nei centri urbani non serve nessuna tassa: bisogna regolamentare la circolazione. provassero a limitare l’accesso in auto a Milano, Roma o Bologna ai soli residenti, ci sarebbero più utenti per i trasporti pubblici, con effetti positivi sugli investimenti in mobilità ed infrastrutture efficienti e sulla salubrità dell’aria.

  7. Da tempo atavico ho perso le speranze che chi stà al governo riesca a fare due più due,ho rinunciato alla risposta,anche perchè;evidentemente l’elettorato italiano non è interessato al risultato.Crede a tutto,senza riscontro e senza riuscire a fare due più due.Insomma….non è una risposta difficile da ottenere,è elementare,non richiede nessuna conoscenza particolare,è solo una questione di logica.

  8. Aggiungo.
    Posso trovare giusto (anche se droga il mercato) incentivare con sconti rottamazione il passaggio da una qualsiasi vettura Euro minore/uguale di 4 a qualunque Euro 6 o ibrida od elettrica. Senza tutte queste manfrine su elettriche. E’ sempre un enorme guadagno nelle emissioni passare ad esempio da una Euro 2 (fosse anche una Panda) ad una Euro 6 (fosse anche una A6). Anche perchè la cosa migliore è lasciare la totale libertà di acquistare qualunque vettura senza dover punire o disincentivare qualcuno.
    Poi siamo onesti. Con l’incentivo dovrei acquistare una vettura elettrica? Mi date un motivo per farlo? Il motivo è l’incentivo?
    Molti acquistano le auto non solo con la calcolatrice ma anche un minimo con il cuore. Ovvero comprano qualcosa che gli piace. Mi dite che offerta elettrica c’è ora? Pochi modelli di cui molti, i più piacevoli esteticamente, comunque troppo costosi. Quindi se tolgono 10mila euro su una I-Pace pensano che chi può spendere 25’000 euro per una vettura la corra a comprare?
    Il passaggio da una tradizionale ad una elettrica avviene in numeri rilevanti non se ci metti un incentivo ma se:
    1) vi è posto dove ricaricarla a casa
    2) non vi è esigenza di lunghe percorrenze
    3) e’ probabilmente una seconda auto da accostare ad una tradizionale
    4) vi è un prodotto esteticamente e prestazionalmente (anche come dimensioni e spazi) interessante.

    Hanno dimostrato che le prestazioni ci sono, ok. Ma i primi 3 punti possono essere soddisfatti mediamente da chi vive in grandi città (chi vive nelle piccole città nemmeno sente l’esigenza di una elettrica). Sul quarto punto invece c’è ancora un’abisso. Ad esempio se la Leaf mi fa cagare non la compro nemmeno se mi costasse meno di una Panda. Ecco il punto.
    Non lo vedono che ora tutti corrono a comprare il suv? Ebbene secondo questi politici tutta questa gente cosa acquisterebbe? La Leaf o la Zoe? O pensano che correrebbero a spendere 65 mila euro (già scontati) per una I-Pace? Non crederanno davvero che tutte le persone rinuncino all’auto che piacerebbe a loro per prendere una elettrica di altra tipologia.
    C’è la Golf elettrica? Ottimo. Allora tutti coloro che vogliono una hatchback acquisteranno la Golf elettrica perchè mi ci hai messo l’incentivo? Non direi proprio.

    Io sono un caso strano ok. ma ora come ora, l’unica elettrica che comprerei che mi attira come prestazioni stradali e linea è la Model S. Ma i soldi chi li ha? Me la compra il governo con l’incentivo? Ma mi facciano il piacere.

    A me sembra tutto semplicemente ridicolo.

  9. Direttore, che un’auto piccola a benzina euro 4 (ma anche 3) inquini più di un suv diesel da 2 tonnellate, mi scusi, ma non ci credo nemmeno se lo vedo.
    E basta starci in coda in salita, o passare un dito sul cofano posteriore, per rendersene conto.
    Il diesel va tolto dal mercato, mezzi pesanti compresi.

    • Linquinamento non si misura con un dito. Di sicura una vettura a benzina, come ha indicato lei, emette una quantità di CO2 superiore a un motore più moderno a gasolio. E infatti la tassa progressiva proposta è sbagliata perché penalizza oltre misura i motori a benzina rispetto a quelli diesel, che invece sono più inquinanti realtivamente ai monossidi di azoto (formula NO) di cui il governo non ha tenuto conto.
      Il primo passo, quello sicuramente più importante a favore dell’ambiente, è e rimane lo svecchiamento del parco auto attuale perché tutte le auto nuove sono meno dannose di quelle vetuste. Che le piaccia o no le cose stanno così. Poi tra i modelli nuovi ci sono essere quelli più o meno virtuosi, ma tutti sono meglio di quelli vecchi che circolano per il pianeta.

    • Può essere, in termini di CO2.
      Ma il guaio dei diesel è tutto il resto.
      Anche perché, un conto è da nuovi, un conto è dopo pochi anni di utilizzo; quando i complessi meccanismi di abbattimento delle emissioni non sono più funzionali come all’inizio, e dagli scarichi in accelerazione escono fumate nere che ricordano le locomotive dell’800.
      Mi spiace, ma io sono tra quelli che ritengono che il diesel vada semplicemente bandito. Assieme, evidentemente, alle caldaie a gasolio, che in alcune città sono ancora utilizzate.
      Accadrà, è solo questione di tempo.

      • Comunque se lei vede fumare un diesel euro 5, lo fotografi e ci mandi la foto. Sarà interessante.
        Il tema qui, comunque non è la guerra al diesel, ma come si può pensare di invogliare uno indeciso a spendere almeno 30 mila euro per una vettura piccola. Gli incentivi sono tali se incentivano davvero, come fu per il metano o il GPL nel 2009.
        Mi sono spiegato oppure ancora no?

        • A parte il fatto che un Diesel euro 6 (se rispetta le normative) emette circa lo stesso NOx di un benzina https://www.fleeteurope.com/en/taxation-and-legislation/europe/features/do-you-know-your-euro-6-your-6c-and-6d-temp

          A seguire una tabella che chiarisce bene l’inquinamento di tutti i motori x trazione e l’elettrico e l’idrogeno non ne escono vincenti

          Veicoli a MOTORE DIESEL
          da 100 unità di petrolio, bruciandole nel motore (rendimento 38% teorico 44%), otteniamo 38 unità di energia meccanica

          Veicoli a MOTORE BENZINA
          da 100 unità di petrolio bruciandole nel motore (rendimento 30 %), otteniamo 30 unità di energia meccanica

          Veicoli ad IDROGENO con FUEL CELL
          da 100 unità di petrolio tramite le centrali termoelettriche a GAS (rendimento 55 %, Carbone 25%) si ricavano 55 unità di energia elettrica, con l’ energia elettrica si scinde l’acqua ( rendimento 95 % ) e si producono 52 unità di idrogeno, per liquefare l’idrogeno (rendimento 80%) otteniamo 42 unità di idrogeno liquefatto, ossidando l’idrogeno nelle le fuel cell (rendimento 45 %) si ottengono 22 unità di energia elettrica, con l’energia elettrica tramite un motore elettrico (rendimento 88% ) otteniamo 19 unità di energia meccanica

          Veicoli ad IDROGENO con MOTORE A SCOPPIO ( 4 tempi derivazione benzina )
          da 100 unità di petrolio tramite le centrali termoelettriche a GAS ( rendimento 55 % ) si ricavano 55% unità di energia elettrica con l’ energia elettrica si scinde l’acqua (rendimento 95%) e si producono 52 unità di idrogeno per liquefare l’idrogeno (rendimento 80%) otteniamo 42 unità di idrogeno liquefatto, bruciando l’idrogeno nel motore a scoppio (rendimento 30%) otteniamo 13 unità di energia meccanica

          Veicoli ad ARIA COMPRESSA
          da 100 unità di petrolio tramite le centrali termoelettriche (rendimento 55%) si ricavano 55 unità di energia elettrica con l’ energia elettrica si comprimono (rendimento 60%) 33 unità di aria ad alta pressione espandendo l’aria nel motore ad aria (rendimento ottimistico 25 %) otteniamo 8 unità di energia meccanica

          Auto elettrica con ACCUMULATORI elettrici
          da 100 unità di petrolio tramite le centrali termoelettriche (rendimento 55%) si ricavano 55 unità di energia elettrica, perdite di rete 7% si ricavano 51 unità di energia elettrica, con l’energia elettrica si caricano gli accumulatori (rendimento carica/scarica 80%) 41 unità di energia elettrica, con l’energia elettrica tramite un motore elettrico (rendimento 88%), otteniamo 36 unità di energia meccanica !

          Veicoli a FILO elettrici (filobus, metropolitane, locomotive, tram)
          da 100 unità di petrolio tramite le centrali termoelettriche (rendimento 55 %) si ricavano 55 unità di energia elettrica, perdite di rete 7% si ricavano 51 unità di energia elettrica, con l’energia elettrica, tramite la linea aerea (filo), si alimenta un motore elettrico (rendimento 88%), otteniamo 45 unità di energia meccanica

        • @Cavicchi
          Gli incentivi del 2009 sono stati pero’ a conti fatti un mezzo imbroglio per gli utenti finali. Perchè se è vero che il prezzo finale risultava poco piu’ basso di un modello equivalente a benzina, il sovrapprezzo del listino base delle auto a metano rispetto alle benzina era abnorme. Il risultato era che gran parte dell’incentivo veniva mangiato dalla casa. L’esempio concreto l’ho vissuto in prima persona quando ho fatto un preventivo per una Punto classic 3 porte a metano. Di listino (nel preventivo) la mettevano a ben 18500 euro contro i 13500 o simili del 1.2 60 cv a benzina. Tolti sconti e rottamazioni, benzina e metano finivano per costare la stessa cifra. Ma se ci si pensa… lo Stato ha pagato un incentivo di 5000 euro. Se alla fine l’utente paga la stessa cifra per le due alimentazioni, e nessun impianto a metano costa 5000 euro… chi si è pappato la differenza? Mi sarei aspettato insomma che l’autpo a metano costasse 2000 euro meno di quella a benzina. Insomma, sono stati si’ incentivi, ma equamente divisi tra Casa e utente.

          • il succo è: se siano incentivi, che non diventino come i saldi in negozio, dove il prezzo dopo lo sconto è tanto ma tanto simile a quello che si trovava nello stesso negozio una settimana prima

        • Riguardo al “fumare” di una Euro 5.
          Oggi ero dietro ad un Peugeot che sembrava un furgoncino )… beeper? Nemo? non so come si chiami ma era un po’ come il Cubo).
          Targato EF. Fumo non ne vedevo ma di puzza me ne entrava tanta che ho dovuto mettere il ricircolo.
          E non è l’unica. Anche altre auto mi son trovato in queste condizioni eppure erano modelli di 4-5 anni.

          • beh, se hanno 5 anni ma 300.000 km…

          • Fede, il problema è che vi sono meccanici che tolgono il filtro. Molti portano l’auto a sistemare per problemi al filtro antiparticolato e vi sono meccanici che lo tolgono direttamente (ovviamente d’accordo col proprietario).

      • Sentiamo. Se uno fa tanta strada e abita in regioni senza distributori di Metano (in primis la Sardegna) oppure in alta montagna (al posto di bombole, sotto al pianale vorrebbe un albero di trasmissione e un differenziale in più), come fa a non volere il Diesel? E poi non sarebbe giusto se fuma portarlo dal meccanico e farci una buona manutenzione?

      • Fare foto è difficile, mentre sto guidando.
        Certo che non di rado ho visto fumate tali da limitare la visibilità per alcuni secondi, francamente impressionante.

        Il mio ragionamento non è tanto sugli specifici incentivi, effettivamente discutibili, quanto sulla necessità di abbandonare il diesel. Anche, e sottolineo anche, sui mezzi pesanti (bus, camion ecc…).

        Fra l’altro, noto, qua a Firenze, che ormai sono molti i tassisti che scelgono l’elettrico puro (quasi sempre Nissan, in qualche caso Tesla).
        Segno che in termini di affidabilità e percorrenze ormai ci siamo.

        E’ un vero peccato che non si sia costruita un’industria nazionale elettrica. Speriamo FCA recuperi il tanto tempo perso.
        Pur se rimango dell’idea un polo italiano e pubblico sull’auto autonoma e elettrica sarebbe stato un volano eccezionale, con investimenti che erano una frazione delle decine e decine di miliardi buttati su bonus vari.

        • in generale, la logica vuole che se si abbandona un’alimentazione, lo si faccia a favore di un’altra alimentazione che impatta meno sulle emissioni inquinanti. L’esempio giusto che fai è quello delle caldaie a gasolio, che sono, dati alla mano, il vero problema dello sforamento delle emissioni di polveri sottili nelle città (guarda caso infatti, succede sempre d’inverno…). Questo perchè le caldaie a gas già ci sono, sono molto piu’ efficienti e inquinano molto meno sotto tutti i punti di vista.
          Per le auto, chiedere che il diesel venga bandito e che il benzina resti è – sorry – pura ideologia. Perchè come dimostra molto bene l’articolo riportato qui sopra da @astralddom, il benzina inquina di piu’ senza se e senza ma. Tu dici giustamente che le vecchie vetture a gasolio ogni tanto lanciano fumate nere, dovute appunto alla scarsa manutenzione. La soluzione piu’ semplice quindi non è togliere un’alimentazione che inquina meno di un’altra, ma – come avviene per le caldaie – obbligare a una costante manutenzione.
          Poi che prima o poi il diesel venga abbandonato ci sta. Ma se vedi bene, da quando si sono resi conto che sia le emissioni di CO2 che di NOx aumentano DI PIU’ se ci sono piu’ motori a benzina (che consumano di piu’ di un diesel…) si sono affrettati tutti a programmare uno stop sincrono per diesel e benzina…
          Il discorso sull’elettrico è altrettanto stupido, proprio perchè prima di incentivare un’alimentazione occorre renderla davvero meno inquinante. E finchè la quota di elettricità prodotta proveniente da centrali termoelettriche tradizionali è cosi’ alta, il problema viene soltanto spostato in campagna.
          Ricordiamoci inoltre che l’Italia è per gran parte un importatore di energia… e che di incentivi per l’energia da fonti rinnovabili sono stati elargiti a piene mani (vedasi campi ricoperti di pannelli solari e pale eoliche che tutti schifano perchè “rovinano il paesaggio”).

          • PS il discorso sull’elettrico che considero stupido non è il tuo, ma quello dei politici… rileggendolo, non si capiva bene da cio’ che ho scritto.

        • Caro Andresb,

          Giusto per mia curiosità…..
          1) che auto guida abitualmente?
          2) in benefit aziendale o di sua proprietà?
          3) che motore ha?
          4) quanti km all’anno percorre?

          Sa a volte se uno si trova a riflettere sulla propria situzione personale scopre cose……
          Spero di leggerla presto.

          Dario G.

      • Io non so lei che auto possieda o che esperienze ha avuto con i diesel ma posso dirle che la mia Renault Clio 3 dci del 2009 ( euro 4 con filtro antiparticolato) che ha percorso quasi 180.000 km non emette un filo di fumo nero nemmeno se faccio una brusca accelerata a freddo.

  10. Infatti, personalmente il massimo che mi potrei permettere di elettrico è una Zoe, neanche troppo accessoriata; ma poi avendo moglie e due figlie ventenni che si “degnano” ancora di venire in vacanza con papà e mamma avrei problemi di bagagliaio; il prezzo base è di circa 26.000, per rendermela appetibile l’ incentivo deve essere almeno di 7.000 -8000 euro; chi me li dà ? Il “Tecoppa” ? ( personaggio del grande Piero Mazzarella, per chi non ama il teatro meneghino ).

    • in effetti, il problema è che anche scontando 6000 euro una Zoe costerebbe comunque quasi due volte una Clio dotata del motore piu’ piccolo a benzina (si’ perchè anche quella a sua volta viene scontata dalla casa madre). E il secondo problema è che anche quie 6000 non sono per tutti, ma solo per i primi che arrivano. E vengono incentivate anche altre vetture con importi minori, non solo le elettriche. Per incentivare le elettriche dovrebbero fare come in California. Sconti veramente sostanziosi e un battage pubblicitario per far sembrare “cool” chi ha piccole auto elettriche. Le case dovrebbero altrettanto smuoversi per creare prodotti sfiziosi che attraggano le persone facoltose. Cosi’ inizierebbe un circolo “virtuoso” che permetterebbe anche di avere il tempo di sviluppare una strategia energetica decente. Questi 6000 invece non servono a niente. Perchè le elettriche se le compreranno gli stessi che se le sarebbero comprate senza incentivi, ma saranno contenti di aver risparmiato qualcosa.

  11. È di poche ore fa la notizia che saranno tassati i SUV e le auto di lusso….Ok per questi ultimi, ma quali caratteristiche dovranno avere i SUV per essere ritenuti tali? Forse se ne usciranno con l’altezza da terra che, magari, si fisserà a oltre 18cm così rimarranno escluse il 90% dei SUV venduti? E le stesse ibride, che caratteristiche dovranno avere visto che sono omologate come tali anche auto con degli Start & Stop di ultima generazione?
    Vabbè, ritornando agli incentivi per le elettriche, perché “regalare” oltre 6.000€ ad uno che può permettersi una I-Pace o una Tesla piuttosto che per una e-tron che costano almeno 80.000€? A questo punto dovrebbe essere inversamente proporzionalmente, visto che chi “può permettersi” di spendere certe cifre, certo non ha problemi economici…
    Dall’articolo.

    https://www.quattroruote.it/news/mercato/2018/12/14/osservatorio_findomestic_in_italia_il_mercato_dell_usato_vale_piu_del_nuovo.html

    emerge che “…. l’andamento degli acquisti di auto nuove tra i privati è penalizzato da una serie di fattori: l’incertezza della situazione economica, la crescente incidenza sui budget familiari dei beni durevoli per la casa, gli interventi normativi come le nuove procedure di omologazione WLTP e i provvedimenti contro le motorizzazioni diesel…favorita non solo dall’incertezza della situazione economica (riguardo le auto usate ndr) , ma anche dall’offerta particolarmente vivace nel segmento delle km 0 e delle vetture provenienti dal noleggio”. Il tutto senza dimenticare come i listini della seconda mano siano ovviamente inferiori al nuovo. Particolare, tra l’altro, un trend in controtendenza rispetto agli ultimi dati sulle immatricolazioni: mentre sul mercato del nuovo si sta riscontrando un progressivo “abbandono” del diesel, nell’usato le compravendite di auto a gasolio si mantengono in crescita…”

    Da cui, si può ben capire (se non si è già consapevoli) che il problema è sociale. Se non si ha lavoro e se lo si ha, spesso è precario, l’ultima cosa che si va a sostituire è proprio l’auto e si tende sempre più a risparmiare andando sull’usato e….magari diesel. Figuriamoci a chi può interessare un’auto elettrica (pure se incentivata) se, magari, si deve fare innumerevoli “giri” prima di poter trovare un posto libero per poter parcheggiare la propria auto in strada. Sì perché chi “può” acquistare una elettrica, vuol dire che possiede un box privato cosa che la stragrande maggioranza della gente che possiede un’auto, non ha… E dove ricarica per andare a lavoro il giorno dopo?

    Ma poi voglio riprendere parte di un mio commento nel suo blog risalente a quasi un anno fa “Il mondo auto su svena:rientrerà nell’investimento?” : “…Di sicuro ha letto l’articolo del direttore Gian Luca Pellegrini sul fascicolo di novembre 2017 che riguardava l’intervista al AD di PSA, Tavares, che sì, dice di essere pronto all’elettrico ma afferma che “…le regole non garantisco più neutralità tecnologica: seguono ragioni politiche…” E si pone delle domande a cui ancora non ha avuto risposta (ma neanche io nonostante le abbia poste in alcuni commenti).

    1) Qual’è la finalità ultima di tale transazione forzata verso l’elettrico?
    2) L’energia necessaria a muovere le auto a batterie sarà del tutto pulita?
    3) Davvero l’impatto ambientale di produrre e riciclare le batterie sarà nullo?
    4) Avremo abbastanza terre rare per costruire gli accumulatori?
    5) Siamo tutti favorevoli a un ritorno del nucleare?
    6) Chi si farà carico della visione globale?
    7) Non è che tra venti anni ci troveremo a dover risolvere aspetti che avrebbero dovuto affrontare ora?

    Domande che ancora non hanno risposte. Ce ne accorgeremo tra una decina d’anni.
    La stessa Vag, che sta sbandierando le proprie future auto elettriche con news quotidiane, dal 1939 emette ogni anno milioni di metri cubi di CO2 (e non solo…) dalle sue 4 ciminiere per produrre energia elettrica e riscaldamento dalle proprie centrali “a carbone” di Wolfsburg, che poi, sono divenute pure il “simbolo” di Vag nel mondo…Però nel 2022 ci sarà la conversione a gas naturale sennò sarebbe stato il colmo.
    Alla fine, meglio una Punto del 2000 con un bel impianto a Gpl; costa poco, potrà circolare liberamente, ha prezzi d’uso bassi, si fanno “risparmiare” soldi allo Stato per incentivi…..Alla faccia dei diesel di ultima generazione Euro6D-temp!!!

    • Ho letto che si parla di tassare le vetture che superano i 130 g/km di CO2 emessa. Quindi, se davvero così fosse, non capisco con che logica i giornalisti abbiano tirato fuori “suv ed auto di lusso”.

      Definiscono di lusso anche una 208 GTI?

  12. Buonasera a tutti,
    a volte rimango stupito da come un incentivo governativo del 20% circa sul prezzo di listino sia considerato come “qualcosa in meno” sul prezzo di listino.
    Vuol dire che il mercato dell’auto, dove lo “sconto” è ormai dovuto, è veramente arrivato alla frutta.
    Credo sia considerato ininfluente un incentivo di tale portata proprio per la scarsa trasparenza dei costruttori e della rete vendita, che a differenza dell’unico costruttore di auto elettriche al mondo, non produce sul venduto, ma sulle previsioni di vendita.
    Se un sconto del 20% non viene percepito come importante un problema di mercato, e di addetti ai lavori ci sarà o no?
    L’ho scritto qui circa 10 anni fa, c’era ancora il Dott Todeschini, e non c’era il costruttore di auto elettriche, ai tempi dei vecchi incentivi.
    Quindi non scrivo per contraddire qualcuno, ma perchè prendo atto che in 10 anni i politici non saranno cambiati, ma non è cambiato (quasi per nessuno tranne che per Tesla che infatti non vendeva ancora), il modo di vendere auto…
    Perchè non prenderne umilmente nota invece di invocare il governo ladro?
    Tanto piove e nevica ugualmente, senza bisogno di dargli la colpa!
    Saluti,
    Giuseppe L

    • Il 20% si riferisce al modello più economico, peraltro quello che nessuno vuole perché troppo caro rispetto a quello che si può trovare sul mercato con la stessa cifra. Certo, uno con il portafoglio pieno, non ha problema ad aggiungere al parco auto di famiglia un’utilitaria che costa come una vettura di segmento C col pieno di optional. Ma chi ha quel portafoglio lì non ha nemmeno bisogno dell’incentivo. Ma chi si può permettere un’auto sola in famiglia, e non ci vuole girare soltanto in città ma magari andarci in vacanza con moglie e figli si farà convincere da quel 20% in meno?

    • @joaopinto
      E’ un po’ come se al supermercato ti offrissero due prodotti equivalenti, ma uno bio, l’altro no. Prendiamo ad esempio delle arance?
      Prodotto normale, ottime arance Tarocco della Sicilia, 4 euro al kg
      Stesse arance, ma BIO, 8 euro al Kg
      A un certo punto il supermercato, per incentivare l’acquisto delle Bio, decide di fare uno sconto del 20%, facendole pagare quindi 6,40 euro al kg.
      Traiamone le conclusioni…
      Ma questo solo per le arance. Prova a pensare invece che questo sconto, non del 20% ma sempre di 1,60 euro, si applichi solo ai prodotti che costano almeno 30 euro al kg.
      Perchè alla fine le proporzioni sono queste. Ecco, vedi bene che chi poteva permettersi il frutto prelibato che viene dalla Tanzanica a 30 euro al kg se lo sarebbe comprato anche se il prezzo non fosse sceso a 28,40. Chi bada al sodo, continuerà a prendere le arance a 4 euro al kg. Con buona pace del supermercato.

      • per dire, io ieri ero al supermercato qui a Basilea e ho visto una mozzarella di bufala in offerta. Caso vuole che lo sconto fosse proprio del 20%, ma il prezzo finale fosse 14,50 franchi (circa 12,50 euro). Per una bufala assolutamente normale???
        Ovviamente è rimasta dov’era… e purtoppo non è una bufala! ;-)

        • Carissimi blond surfer e direttore,
          Comprendo il discorso ma e’ teorico, perche’ una meva e benzina per rimanere nelgruppo costa circa 20000 e la leaf 30000, quindi circa il 50% in piu’ vero, che incentivati diventano il 30%.
          Ma con auto a benza se abito a milano dove vado?
          Forse i 6000 € in 10 anni li recupero in qualita della vita ed in minore stress.
          Perche il benessere deve sempre venire dopo il dio denaro?
          Qui arriva la scorrettezza nella valutazione del mercato da parte delle case.
          Le arance.non le avro mai scontate se non a fine stagione, le auto sempre.
          Le case dovrebbero produrre il giusto per non dover calare le braghe scontare semlre e rendere il mercsto auto poco credibile.
          Questo era il senso.
          Notte
          Giuseppe L

          • Megane renault per rimanere nello stesso gruppo di nissan per capirci scusate lo strafalcione da smartphone

          • E se io abito a Voghera non vado dappertutto, e così ad Avellino, Nuoro, Forlì. Il mondo non si ferma alle poche città più grandi. E non si possono fare le regole pensando a quelle. Su un parco circolante di 36 milioni auto, il problema in città può toccarne 4 milioni. E allora? I 32 milioni rimanenti sono figli di un Dio minore?

          • @joaopinto
            Io comprendo benissimo il tuo discorso. Ma la massa degli acquirenti non è costituita da persone che possono permettersi di spendere migliaia di euro in piu’ per “benessere”. Che poi è relativo, visto che i blocchi del traffico non veng0ono fatti per l’inquinamento, ma per il numero di vetture troppo elevato. Quanto accaduto a Bologna con le auto ibride (e cvapiterà a Milano) dovrebbe far riflettere.
            Sul fatto che ci sia sovraproduzione siamo anche d’accordo… ma poi i lavoratori mandati a casa chi li mantiene? Siamo sempre nell’ambito di un equilibrio precario tra esigenze sociali e finanziarie.
            Ma tieni conto che il fatto che il benessere venga dopo il dio denaro non lo decidono le case, ma gli acquirenti…

          • Siccome abitiamo tutti in grandi città….

            Che tristezza che i governanti pensino come se fossimo tutti in centro a Milano. Già è triste stare nel caos, forse l’inquinamento lo troverei il minore dei mali ed un aiuto per l’eutanasia :D

          • Qui si parla tranquillamente di spendere 20-30000 € come minimo per portarsi a casa qualcosa che probabilmente tra 5-6 anni qualche politicante ti dirà che non va più bene. Come è successo per le auto a metano. Grazie, ma non fa per me.

  13. Buongiorno.
    Come Lei sa, incentivi sull’acquisto delle auto elettriche esistono in Europa in Germania, Francia e GB, e in altri Paesi sono allo studio. L’effetto sul mercato c’è stato. Date le scarse risorse finanziarie a disposizione, l’idea di un incentivo per tutto il mercato automobilistico per rottamare le auto più inquinanti, non è sostenibile, per quanto auspicabile. Tra l’altro, in passato, sia i concessionari che alcuni produttori si sono sempre dichiarati contrari a questi provvedimenti, accusandoli di “drogare” il mercato, di ridurre i margini sulle vendite e di favorire i costruttori esteri con soldi pubblici che finirebbero nelle loro tasche. L’idea di un provvedimento più mirato sul modello Europeo, non risolve certamente il problema dell’inquinamento da traffico, per il quale servirebbero provvedimenti più strutturali e risorse certamente maggiori, ma può essere uno strumento, per quanto di nicchia, utile a diffondere la mobilità elettrica in ambito urbano, creando una domanda che stimolerebbe anche le aziende che forniscono infrastrutture di ricarica.

    • si’, ma effettuati in maniera completamente diversa e su una base sia economica che culturale completamente diversa. Con buona pace di un ex utente del blog che su questo punto me la dava sempre addosso, non si puo’ trasferire in blocco l’esperienza di un Paese in un tessuto sociale completamente diverso.
      Per dire, qui in Svizzera funziona senza nessun problema l’abitudine dei produttori agricoli di lasciare incustoditi tutti i prodotti su un bancone (o far tagliare agli utenti i fiori) e lasciare la cassetta sul tavolo stesso, nella quale lasciare l’importo esatto richiesto per l’acquisto. Secondo me, una cosa del genere in Italia non funzionerebbe proprio benissimo.. ;-)
      In Germania comunque gli incentivi per le elettriche ammontano a un miliardo di euro (non 300 milioni come annunciato in Italia) e ne beneficiano solo auto che costano meno di 60.000 euro. Già qui qualche differenza, visto che in Italia anche una Model X da 150.000 euro ne beneficerebbe…
      E poi qual è la situazione energetica in Germania? La Germania da lustri ha iniziato la cosiddetta Energiewende, in pratica una strategia energetica ad ampio respiro che le permette di produrre abbastanza energia da non dipendere in modo massiccio dall’estero. In piu’ la popolazione ha già da tempo molta piu’ sensibilità per il tema ambientale di quanto accade in Italia.
      Insomma, mi pare che questi incentivi in Italia siano la medicina giusta per la malattia sbagliata :-D

      • Hanno fissato la soglia per il bonus alle ibride/elettriche a 45000, per decenza. Mi chiedo se è che cosa farà ora, ad esempio, Alfa Romeo per riportare le Giulia e le Stelvio a benzina sotto la soglia fatidica delle emissioni (160), che fa scattare il malus. Nel caso non faccia nulla immagino un ulteriore danno alle immatricolazioni totali, già poco brillanti: difficilmente quei pochi che preferiscono le benzina ripiegheranno sulle diesel, secondo me; più facile si rivolgano altrove.

        • L’Alfa Romeo, se le cose staranno veramente così, ri-omologherà le sue vetture – raggiungibili – con una potenza dichiarata inferiore. E lo stesso faranno altri costruttori. Ma è un pateracchio rdicolo. Se fosse successo in Francia sarebbe successo il finimondo. Da noi il vero rischio è che l’inglese Manley – molto meno legato di Marchionne alla sensibilità tricolore – colga la palla al balzo per rimodulare il piano di investimenti annunciato

          • La rievocazione della Francia è ridicola nel momento in cui il Governo, a tutela della mobilità (anche per la Sua rivista considerata sacra) ha raddoppiato le pene per i blocchi stradali punibili ora con pene fino a 4 anni di reclusione. La “sensibilità tricolore” di Marchionne, poi, è una bella favola. Nessuna delle promesse o “assicurazioni” di Marchionne in Italia si è mai realizzata. Non la piena occupazione, non i salari tedeschi, non gli investimenti e i nuovi modelli. La realtà è un calo progressivo delle immatricolazioni Fiat e Lancia, un rilancio dell’Alfa Romeo stentato e già in difficoltà. La realtà è un aumento della cassa integrazione, l’abbandono della produzione di utilitarie (la Fiat ha insegnato al mondo come costruirle), un ritardo incolmabile sull’elettrico e l’ibrido e investimenti promessi per 5 miliardi (vedremo) a fronte di 6 miliardi di incasso per la sola vendita della Magneti Marelli.

          • O lei non sa che cosa dice, oppure lei è politicamernte obnubilato. Si vada a vedere che cosa era la Fiat quando è arrivato Marchionne, si vada a vedere l’occupazione degli stabilimenti e le prospettive (la bancarotta dietro l’angolo, o forse già dentro la porta) con un monte debiti altissimo e la cessione alla GM già scritta. Quando avrà fatto questa fatica, magari se ne può riparlare.
            In quanto alla Marelli, la deve considerare un’azienda di FCA i cui piani futuri prevedono sì 5 miliardi di investimenti in Italia, ma un tot anche in Polonia, in Turchia, in Serbia, in Cina, in Sudamerica e soprattutto nel Nordamerica. Se guarda al totale per i prossimi anni vedrà che la percentuale di Marelli ha ben altri contorni. Lo so che fare uno sforzo costa fatica, però aiuterebbe.

          • Beh, insomma, credo ormai si possa cercare un giudizio distaccato sulla gestione Marchionne che, sta nei fatti, presenta luci assieme a cupe ombre.
            Che siano stati fatti gravissimi errori è palese, altrimenti i numeri sul mercato europeo sarebbero diversi; inutile rammentare come i target previsti per Alfa e Maserati siano lontani anni luce.

            La versione che quando arrivò Marchionne Fiat era una società decotta, dice verità e bugie.
            Probabilmente era una società in crisi sul piano finanziario (se parliamo della solo Fiat Auto, non del gruppo, ben più ampio).
            Ma non aveva affatto i cassetti vuoti.
            Marchionne assume la guida a metà 2004.
            Se prendiamo i 3 anni intorno a quella data, un lasso di tempo cui i progetti scaturiti in auto erano già conclusi prima, o erano sostanzialmente già pronti, troviamo auto come nuova Panda, Grande Punto, Alfa Romeo 159, Brera/Spider, Ypsilon 2a serie, Musa, Thesis, nuova Maserati Quattroporte, Ferrari F430. E un sacco di altri modelli che non sto a citare.
            Insomma, sostenere che fosse un’azienda industrialmente al palo, è falso.
            Avercela oggi quella cadenza di nuovi modelli.

          • Si fidi, l’azienda non era in crisi bensì proprio avviata alla bancarotta con molti quadri che non ricevettero per diversi mesi lo stipendio. Maserati e Ferrari erano del tutto indipendenti da Fiat, e molti dei modelli erano già arrivati sul mercato con esiti drammatici sul piano delle vendite.

          • Detto ciò, sull’Alfa Romeo, credo Marchionne (il Marchionne degli ultimi anni) fosse colui che davvero ci credeva, nel gruppo.
            Dunque, per l’Alfa, è una sciagura, la sua scomparsa.
            Lo stesso Marchionne s’era reso conto che il piano di rilancio Alfa era molto più complicato del previsto, che vi voleva una tenacia a medio-lungo termine. Non si trattava solo di modelli, ma anche di rete di distribuzione e assistenza, struttura commerciale, immagine del marchio ecc…
            Purtroppo, almeno in Europa, secondo me sono stati commessi due errori gravi, con Alfa.
            Primo, lo stile, troppo anonimo e timido.
            Sono auto belle, ma non emozionano troppo a guardarle, certo non quanto le qualità dinamiche meriterebbero.
            Manca quello stupore, quella personalità, che ci si aspetta da un’Alfa, come da una Ferrari.
            Secondo, la mancanza di motorizzazioni a benzina d’ingresso, con cambio manuale.

          • Intanto mi presento, che non mi piacciono i nick names: Antongiulio Mannoni. Poi, Dott. Cavicchi, la sua risposta è un po’ troppo sopra le righe. Io ho riportato, informandomi da appassionato di auto, le riserve che molti giornali economici, certamente non obnubilati ideologicamente (sic!), italiani e non, hanno espresso sul Piano Industriale FCA recentemente presentato. Inoltre, la stessa stampa economica è divisa sul bilancio della gestione Marchionne del Gruppo (brutto comunque personalizzare). Rifugiarsi dialetticamente nel “senza Marchionne la FIAT sarebbe fallita” (tesi sulla quale, peraltro, esistono opinioni diverse) non è una risposta a nessuno dei fatti che ho riportato né alle crude cifre delle vendite del marchio in Europa e nel mondo. Discutere sul passato è, questa si, fatica sprecata, ma pare che per Lei sia l’unico argomento a disposizione.

          • Premesso che in un post sugli incentivi (troppo limitati) alle vetture elettriche il tema Marchionne lo ha introdotto lei, io sarò anche obnubilato ideologicamente, ma i fatti sono lì a fare da testimoni. Poi non mi permetto di discutere le opinioni che ognuno ha il diritto di avere, in particolare se si tratta di una persona garbata come nel caso suo. Lei pensa che fosse più solida la Fiat del 2003 rispetto a FCA di oggi? Le lascio tranquillamente la sua opinione. Se però mi indica un giornale economico che sostiene la sua tesi le sarò grato. O anche se riesce a trovare un semplice azionista (di quelli che non contano nulla, ma hanno investito i loro pochi risparmi) che preferisce la situazione di allora rispetto a quella di oggi. In quanto al piano di Manley se ne può parlare, ma non in un post sugli incentivi per le auto elettriche, bensì in uno dedicato perché l’argomento è troppo importante per ridurlo a poche righe.

        • a me risulta pero’ che un bonus/malus all’acquisto in base alle emissioni in Francia già esista.. anche se in quel caso sostituisce il bollo auto, che nel paese transalpino non esiste.
          Il limite di 45000 euro + IVA è in effetti stato messo, quando avevo commentato ancora non lo sapevo..
          L’effetto recessivo per certe categorie di vetture è evidente, similmente a quanto accaduto per il super bollo. Ovviamente ci saranno re-omologazioni simile a quelle fatte per i motori più’ potenti a suo tempo, tutti portati a 249 cv :-D
          Se pero’ Manley prende questa palla al balzo, credo lo faccia proprio più’ che altro come scusa per provocare uno strappo e cercare altri contributi sotto altre forme, anche perché i modelli non ri-omologabili perché troppo distanti dalla soglia sono quelli che anche prima Alfa non vendeva in numeri importanti in Italia (non so quanti da voi abbiano preso una Giulia 2.0 da 280 cv ad esempio…)

    • ma da noi hanno aggiunto una nuova tassa per far pagare ad altri automobilisti l’incentivo. Questo è l’abominio.

  14. Ho appena letto dell’entità tutt’altro che trascurabile dell’ecotassa (dai 1100€ in su se emissioni superiori a 160), ma nulla a riguardo dell’abolizione del superbollo. Possibile che lo mantengano ?

  15. Premesso che anche una vecchia Hummer, se fa 1000 km/anno, ha emissioni ridicole, una tassa che tenga conto solo delle emissioni unitarie e non del moltiplicatore (i km percorsi) è inadeguata, ingiusta e dimostra la manifesta incompetenza dei governanti. Che via via gli italiani provano a cambiare, ma ogni volta con risultati nefasti.
    Gli incentivi viceversa sono comunque da accogliere con favore, anche se scarsi in questo caso, mentre divieti e limiti sono assolutamente da combattere.
    Un altro modo per combattere l’inquinamento in modo sano sarebbe quello di rendere efficiente e capillare il trasporto pubblico, senza togliere spazio alle auto ovviamente. Ma sappiamo anche in questo caso che i nostri politicanti preferiscono giocare sporco e imporre limiti e divieti: costo zero e comodità salvaguardata scaricando sul cittadino i problemi.

    • Aridaje Maurizio con sta storia di una tassa “giusta” se proporzionale ai consumi.
      Vogliamo tornare alla tassa sul macinato?
      L’unica tassa “equa” è quella proporzionale al reddito, perchè tiene conto della capacità contributiva. Tutte le altre sono piu’ o meno inique, perchè non si puo’ distinguere se non in casi specifici tra consumo ludico e consumo “di sopravvivenza”.

      • Certo, quella più giusta è quella sul reddito progressiva, ma certamente meglio una sui consumi che una sulla tipologia di auto indipendentemente da come la si usa. E poi, con tutto il mio amore per le auto, non posso certo affermare che la benzina sia necessaria quanto la farina.

 

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