Ha ancora senso spendere un patrimonio per comperare un box?

marzo 15, 2019  |  Mercato, Senza categoria  |  37 Commenti  |  Lascia un commento


Investire in un box per ricoverarci un’automobile ha ancora senso? Il tema è molto meno banale di quanto si possa credere per almeno un paio di buone ragioni: i costi e il futuro delle automobili.
I COSTI. In Italia negli anni del boom economico le città videro una continua ricostruzione dopo i danni della seconda guerra mondiale, mentre le periferie erano tutto un fiorire di cantieri per dare vita a palazzi su palazzi per rispondere alla grande richiesta di alloggi . Al tempo le auto erano poche, le strade sufficientemente larghe per ospitare eventuali vetture, e i soldi faticosamente racimolati per arrivare alla prima casa non prevedevano l’aggiunta di un box. Pertanto ne vennero costruiti pochi in rapporto agli appartamenti col risultato che nel tempo la caccia al garage è diventata maniacale. Oggi parcheggiare in strada è quasi impossibile mentre tutti vorrebbero la propria auto sotto casa. Il risultato è che un appartamento vale molto di più se con box annesso, e il bene in sé è diventato preziosissimo con prezzi di vendita saliti alle stelle mano a mano che le offerte si sono fatte più scarse. In parallelo l’investimento nel box ha fruttato i soldi spesi e ancora adesso c’è chi industria per trovarne uno pur con cifre da capogiro. Ma ha ancora senso indebitarsi? La risposta è anche qui doppia: nel breve sì se l’esigenza diventa primaria, ma anche no se si pensa a una spesa oggi persino esagerata (nei grandi centri si arriva anche a 100 e passa mila euro…) come forma di investimento per rendere più preziosa la proprietà in ottica futura, cioè tra venti o trenta anni.
CHE AUTO AVREMO? Già, il nuovo tema è che tutto porta a pensare a un concetto del possesso dell’automobile molto differente dall’attuale. In pratica si parla di guida autonoma, di far sparire le automobili dai centri urbani, di passare dal concetto di possesso a quello del noleggio diffuso: in pratica di fare piazza pulita delle automobili di proprietà. In sintesi, quello che un po’ tutti gli analisti e il pensiero politico corrente immaginano è un domani dove l’automobile passi da fine primario a semplice mezzo di trasporto declinabile in tanti modi, ma sempre meno come bene proprio ed esclusivo. È possibile, addirittura è molto probabile, che le automobili stiano entrando in una fase di declino storico e qualche indicatore c’è già. Per esempio anche il semplice carsharing, il numero di veicoli condivisi globalmente in Italia tra il 2013 e il 2017 è quintuplicato, mentre il numero degli iscritti e dei noleggi è cresciuto rispettivamente di diciotto e trentasette volte. Senza contare che da marzo 2017 a marzo 2018 si è riscontrato un aumento non solo del numero di auto condivise, ma anche del numero di noleggi giornalieri per auto.
Se la crescita dei vari trend sarà davvero così, investire una fortuna in un box per lasciare qualcosa un domani ai figli può rivelarsi allora un’operazione miope, basata sui bisogni di oggi ma non a misura dei bisogni di domani. E prima d’infilarsi in un investimento in proporzione molto più alto che in quello di un appartamento, è bene capire per che scopo lo si vuole fare.



37 Commenti


  1. Azzeccare previsioni sul futuro a medio-lungo termine è esercizio che ad oggi non mi risulta sia riuscito a nessuno.. mediamente sono proiezioni di tendenze di breve termine, che quindi possono virare in poco tempo.
    A Milano pare che i prezzi dei box siano già in calo da qualche tempo. Difficile prevedere se e per quanto questo continuerà ad avere luogo. Sicuramente l’auto è sempre meno necessaria, ma non è detto che continui (o torni) ad essere un oggetto del desiderio in quanto tale.

  2. Dopo la primi crisi petrolifera del 1973 con le domeniche a piedi per davvero:e non come ora con le domeniche ecologiche dove praticamente girano tutti,con gli esperti che pronosticavano il petrolio esaurito a inizio anni 2000 e oramai siamo al 2020 e si legge di nuovi giacimenti,non mi fido più di pronostici sul mondo auto tipo”tra 40 anni saranno in maggioranza auto elettriche perché si ricaricheranno in pochi minuti,l’energia elettrica sarà al 100% con le rinnovabili,i camion in autostrada avranno motori elettrici che prenderanno corrente come i filobus e avranno la guida automatica:sentito dai politici che dicono che la nuova linea Fréjus sarà già superata per queste novità detto questo,per molti decenni ancora un box per chi abita in zone centrali e usa l’auto tutti i giorni è quasi indispensabile magari non comperato ma in affitto per mettersi al riparo da”patrimoniali”.Non credo che comunque tutti noi faremo in tempo a vedere che non varrà più quasi nulla per chi lo ha acquistato.Magari i pro nipoti,ci metteranno il “drone” che porterà la spesa a casa o l’auto che vola.

    PS Fortunato Lei se non abita nel centro di Bologna.

  3. Bella domanda la sua…
    E devo dire che è un po di tempo che me la sto facendo…. nel mio caso la risposta è: spero di comprarlo appena possibile… da un lato potrei usarlo per ricaricare una ipotetica ibrida plug-in, e se un domani usassimo solo auto in sharing… ci terro dentro i miei vecchi mezzi a 2 e 4 ruote… ancora tutti rigorosamente a carburatore..
    nell’attesa di mettere da parte i soldi necessari… magari qualcun altro inzierà a porsi lo stesso dubbio… ed i prezzi scenderanno a livelli piu umani..

  4. La mia idea è: ha senso se si posseggono automobili d’epoca da salvaguardare e preservare per il futuro. In questo caso non c’è da pensarci neppure una frazione di secondo: l’automobile d’epoca e la sua integrità vien prima di qualunque altra co(a)sa, gioco di parole che indica il livello di priorità, ovvero che anche la casa vien dopo le auto d’epoca.

    Se si tratta di automobili moderne: può aver senso se ci si può permettere di pagarlo in contanti: è comunque una comodità non indifferente in città dove è difficile trovare il parcheggio. Nel caso, invece, in cui ci si debba indebitare, ovvero accendere un mutuo: piuttosto meglio affittare un posto auto in un garage mensile; in qualunque momento, al cambiare delle esigenze, si può eliminare questa voce di spesa.

    * * *

    Per la cronaca: io, attualmente, dispongo di un discreto spazio per ricoverare le automobili all’interno della mia proprietà unifamiliare. In garage, al coperto, dormono le automobili d’epoca, comunque coperte da telo felpato per evitare la polvere; l’automobile moderna è all’aperto, in giardino, ma coperta da telo impermeabile, felpato, areato e che mi è costato 100 euro: per far sì che l’automobile si conservi al meglio, sebbene sia una moderna “auto di plastica” come chiamo le automobili moderne; è di plastica, ma comunque ci tengo e, dunque, non mi costa fatica ogni qual volta la utilizzo (non quotidianamente) toglierle il telo e rimetterglielo appena rientro. Sono gesti di amore e gratitudine verso le nostre più care e fedeli compagne di vita: le automobili, senza le quali saremmo persi e molto più tristi.

    Francesco

  5. un box in zona centro a milano rispetto al 2001 è calato del 50% e in periferia del 25%,come gli immobili,anche quelli di prestigio da qualche milione di euro che si vendevano senza nemmeno dare mandato ad immobiliaristi specializzati,immobili da oltre 1milione di euro che si bruciavano in meno di una settimana,e,nonostante i prezzi al minimo storico (così dicono gli esperti) si fà fatica a vendere,certo in alcune città il dato sarà in controtendenza,il prezzo sarà in crescita,però l’incertezza finanziaria generale del paese si riflette anche sulla compravendita di beni immobili e tutte le gabelle medioevali che nè conseguono,in poche parole più che concetti sul futuro dell’auto in pratica c’è sfiducia diffusa del mercato.

  6. Forse l’ idea di box inteso come ricovero della propria vettura è un po’ vetusta, mentre sta prendendo piede il concetto di box inteso come un proprio spazio ove rinchiudersi nei momenti liberi per coltivare i propri interessi.

    E depositare la collezione di Quattroruote dopo che la moglie ha minacciato di portare tutto in discarica…

  7. Una macchina, una rimessa: questa mi sembra sia la legge sacrosanta che vige in Giappone. Se applicata (periodo ipotetico dell’irrealtà) in Italia, per chi non volesse o potesse rispettarla, noleggio o car-sharing d’obbligo. Anche gli affitti ed i costi delle compravendite probabilmente si adeguerebbero alla minore domanda. È difficile da accettare che i parcheggi lungo le vie delle città siano utilizzati da molti furbi come ‘rimesse’ di cui gli altri debbono poi subire gli effetti deleteri in termini di mobilità. È una pratica che ha appunto radici storiche, ma che sarebbe ora di scoraggiare sul serio.

  8. Beato me che non vivo in centro e tantomeno in una grande città. Io parcheggio tranquillamente in strada, anzi, in aree parcheggio apposite nel quartiere.
    Ho conosciuto la realtà milanese e mi fa veramente tristezza. Box auto anche in condomini diversi dal proprio. Obbligo di avere un costosissimo box auto perchè in strada non c’è parcheggio e … udite udite… perchè altrimenti nemmeno ritrovi l’auto sana (o proprio l’auto) il giorno dopo.
    Ma che è vita?
    Meno male in Italia non si vive solo in grandi città, anzi. Questo ovunque, almeno in UE, però le politiche ragionano come se si vivesse tutti in grandi centri.

    Comunque sia se arriverà l’auto elettrica come tutti propagandano e molti sperano sarei proprio curioso di vedere che succederà dato che diverrà una necessità avere il box auto per poterla ricaricare.

    • Esatto … con l’auto elettrica si ribalterà il trend attuale dei box.
      oppure tutti i paesi/città dovranno creare colonnine di ricarica ogni 2-3 parcheggi e attualmente progetti o idee in tal senso non si sono ancora viste
      Mi immagino i marciapiedi di Milano (posto dove sono nato) … colonnine come fossero alberi, cavi di collegamento che potrebbero far da sgambetto ai pedoni, ma spazio ancor + ridotto x camminare, se non si incomincia ora a immaginare la futura mobilità elettrica
      Per me rimane ancora valida l’idea o l’obbligo di costruire un box (ora doppio) x ogni nuovo appartamento. rimane ovviamente il problema x i “vecchi” stabili

    • Una bella fortuna abitare in paese. Non si hanno certi problemi. Hai detto bene, o riempi vie e parcheggi di colonnine, o le elettriche devono per forza avere un box, almeno per qualche anno ancora (ma non è detto che la loro diffusione sarà totale e vicina nel tempo, ho molti dubbi. E come me, i tanti pezzi grossi delle Case intervistati da 4R che chiedono lumi sulle strategie energetiche). Ma anche senza elettrica, ritengo fondamentale il box. Ormai è pieno di teppistelli vari che di notte vanno a sfasciare finestrini, spesso impuniti (parlo di Novara, dove certe cose avvengono con una certa frequenza. Immagino che anche altrove succeda).

    • Magari la ricarica sarà wireless e non saranno più necessarie le colonnine.

      • spero proprio di no. Un conto è una ricarica wireless vicino a una sorgente, come accade oggi quando appoggi il telefonino su una piastra. Un conto è mettere un campo elettrico nell’ambiente tale da poter ricaricare un’auto senza collegamenti o colonnine. Facciamo prima a friggerci tutti e buona notte ;-)

        • Pensavo la stessa cosa !!!!!!!!!!!!!!!!!!! :)

        • La ricarica wireless limitata ad esempio ai parcheggi…

          • no no. Un cellulare ricarica a 1A. Una vettura penso proprio che richieda un amperaggio tale da creare lampi degni di una bobina Tesla.

          • il punto non cambia. Perchè una ricarica wireless funzioni, occorre che la distanza tra batteria e “piastra” generante il campo elettromagnetico sia non superiore a 4 cm. In caso contrario, il campo magnetico deve essere aumentato in modo esponenziale all’aumentare della distanza. Considerato che la distanza da terra della batteria è comunque superiore ai 4 cm a causa delle ruote, ecco che una soluzione del genere sarebbe assai svantaggiosa. POerchè richiederebbe un surplus di corrente per generare il campo elettromagnetico, che si disperderebbe senza contribuire alla ricarica. Ecco perchè tale tecnologia è limnitata a telefonini e piccoli elettrodomestici.
            Insomma… molto meglio la colonnina e stop.

  9. no,se pensato come investimento a lungo termine non ha piu’ molto senso;si’,se,ad esempio,si e’ appassionati di motociclette(io..)o si possiede o possiedera’ qualche auto classica od in procinto di diventarlo.

  10. Secondo me si,almeno nelle città in cui un box non costa un occhio della testa.
    Innanzitutto perchè la ricerca del parcheggio è stressante,e poi perchè l’auto invecchia meglio se è ricoverata in un box.
    Sicuramente nelle grandi città il cambiamento arriverà prima,ma in quelle piccole secondo me l’auto non sarà condivisa ancora per parecchi anni quindi penso che un appartamento col box si possa rivendere meglio ancora per un po’.
    Poi ci sono anche quelli che comprano un box ma parcheggiano comunque per strada perchè o lo riempiono di roba oppure sono pigri,ne conosco un paio.

  11. Io sarei molto più drastico: non ha senso l’acquisto di una casa in una grande città.
    Abito in una sonnolenta cittadina della provincia emiliana, e guardando il tipo di vita che conduce una mia figlia che abita a Milano, in zona semicentrale (ed ovviamente si è ben guardata dal portare l’auto con sé: utilizza i mezzi pubblici per recarsi al lavoro e l’auto le sarebbe solo d’impiccio, anche perché avrebbe ben poco tempo per usarla) non mi sognerei mai di cambiare residenza, anzi se per lavoro dovessi andare ogni giorno a Bologna cercherei di abitare a 10-15 km di distanza, in una zona ben servita dal trasporto ferroviario.
    Nel luogo dove abito posso tenere l’auto nella rimessa di casa, ma anche il parcheggio fuori non sarebbe un problema salvo avere modelli premium che, dappertutto, possono finire nel mirino dei malintenzionarti

  12. Quando ero alla ricerca della prima casa ho scartato diverse soluzioni perché non erano dotate di un box auto. Per le mie necessità non posso fare a meno di avere un box di proprietà (abbastanza ampio) considerando che ho da stipare dentro oltre all’auto giornaliera, una storica, uno spiderino, una motocicletta e 3 bici.
    Anzi sto seriamente valutando l’acquisto di uno ponte sollevatore monocolonna nel caso dovessi sostituire l’auto di tutti i giorni con una di dimensioni maggiori.
    Cordiali saluti.

  13. 100.000 Euro ed oltre per il box?
    A quel prezzo meglio una seconda casa al mare / in montagna…e la 911 in salotto :)

    Che brividi a leggere “che auto avremo”

    • direi “che auto NON avremo”. E’ pacifico che se si vuole insistere sull’elettrificazione non ci saranno risorse adeguate a permettere un numero cosi’ elevato di vetture e si dovrà per forza di cose ricorrere a trasporti pubblici o car sharing. Non c’è nessuna alternativa a questo.
      Il punto sarà sapere SE sarà in ogni caso permesso circolare occasionalmente con un’auto storica con motore endotermico. Solo in quel caso un box potrà servire. Ma è altrettanto pacifico che, riducendosi di molto la domanda e aumentando quindi a dismisura l’offerta di box non sfruttabili, i prezzi crolleranno, soprattutto se il box in questione non è in una zona ad alto valore residenziale, dove i proprietari possono in effetti permettersi anche di mantenere auto d’epoca.

      • per dirla in breve: un box in centro a Milano (o a Roma, o a Parigi ecc…) sarà probabilmente ancora un buon investimento. Un box in una città di provincia sarà utile come magazzino per tenerci le copie di 4ruote di cui si parlava sopra… ;-)

      • Non credo che la circolazione con automobili a motore endotermico sarà vietata completamente. Vedremo…

      • resto fiducioso che un futuro così grigio se ci sarà sarà solo per i grandi centri urbani.
        Sarebbe il caso che la politica aprisse gli occhi ed iniziasse a diversificare tra grandi città e tutto il resto.
        Quindi fare in modo che chiunque arrivi in città si fermi all’esterno e possa proseguire con tutte le forme di mobilità quali sharing e mezzi pubblici. Questo sarebbe sensato.
        Eliminare l’endotermico in toto? Qualcuno mi spieghi il senso di farlo fuori dai centri urbani. Da me elettrificare non avrebbe senso.

  14. Aggiungo una piccola, ma non trascurabile, considerazione ovvero ci sono box costruiti negli anni 50/60/70 pressochè costruiti sulle misure delle auto di quell’epoca, e non più utilizzabili date le aumentate dimensioni delle auto odierne.

    • I costruttori, almeno nella mia zona, anche nei primi anni 2000 hanno continuato a realizzare autorimesse singole sulle misure delle auto degli anni ’70 del secolo scorso, quanto a larghezza, e quindi praticamente inutilizzabili: questo evidentemente per massimizzare lo sfruttamento delle aree

 

Lascia un commento

Devi essere registrato e loggato per lasciare un commento. Accedi al Club Motori.