Il dramma di Marchionne e la sua residenza in Svizzera

luglio 25, 2018  |  Senza categoria  |  51 Commenti  |  Lascia un commento

In questi giorni cupi e persino drammatici per il Gruppo FCA si è scritto e letto di tutto su Sergio Marchionne , e non voglio inserirmi nella lista dei cantori e dei detrattori alla ricerca di una ribalta. Il mio pensiero sul manager, chi frequenta da anni questo blog lo conosce bene. Ero preparato come tutti alla sua uscita dal ponte di comando ed ero fiducioso che il passaggio del testimone, per quanto complesso, non sarebbe stato traumatico.
Purtroppo i tempi e i modi hanno complicato tutto tratteggiando un futuro, almeno nel breve, estremamente complesso e mi auguro che il sistema all’interno di FCA non perda la bussola anche se la tempesta da affrontare è di quelle che promettono il peggio.
Nella valanga di righe che i computer di mezzo mondo hanno sputato in queste ore, al di là delle parole vigliacche, delle offese gratuite oppure delle lodi sperticate e a volte persino beatificanti, c’è un concetto che troppe volte ha trovato spazio e pure troppi che gli hanno dato corda: l’etichetta di evasore, o se preferite di elusore fiscale per aver trasferito la sua residenza in Svizzera per non pagare le tasse in Italia.
Ecco, sostengo sempre che tutte le opinioni hanno diritto di cittadinanza, ma non sopporto le falsità gratuite e peggio ancora quelle interessate, soprattutto quando non vengono dalla gente che non può sapere e va ad orecchio bensì da chi, giornalista o politico, sindacalista oppure economista, parla senza informarsi prima di ergersi a giudice supremo.
I fatti dunque: Marchionne, come quasi tutti sanno, era un italiano molto anomalo perché era cresciuto sin da quando aveva appena 14 anni in Canada, più precisamente in Ontario. Che cosa significa questo? Che da quelle parti ha studiato alla scuola superiore e sempre lì ha preso ben tre lauree. Basta così? No, sempre in Canada aveva iniziato a lavorare con un crescendo di successi professionali fin che ha avuto una chiamata prestigiosissima in Svizzera come amministratore delegato di SGS Group a Ginevra. Era il 2002, e in quell’anno lui ha lasciato l’America per sistemarsi prima nel Canton Zugo e poi in una casa nel Cantone Vaud, a Blonay, un piccolo borgo con appena 6 mila abitanti.
Abitava già in Svizzera quando è arrivata la chiamata della Fiat ormai sull’orlo della bancarotta. Gli hanno detto «Vieni qui e fai quello che puoi; noi non ci caviamo più i piedi e il rischio non riuscire più a pagare i prossimi stipendi è pressoché certo».
L’uomo aveva detto sì, si era rimboccato le maniche e poi tutto quello che è successo dopo è cosa nota anche ai ciechi (meno a quelli in malafede o tormentati dai preconcetti). Soprattutto lo ha fatto senza spostare mai la sua residenza. Avrebbe dovuto cambiare casa per spostarsi in Italia? E perché mai, tanti grandi manager preferiscono stare dove già abitano, dove i figli vanno a scuola, dove si trovano bene e dove si possono rifugiare quando si ritagliano un fine settimana libero. E poi perché? La sua azienda è una multinazionale con sede all’estero e che fa profitti soprattutto all’estero. Lui poi era un canadese di fatto con lontane origini italiane. Pensate forse che il successore, l’inglese Mike Manley, si trasferirà in Italia? No di certo: continuerà ad abitare dove sta adesso e tutt’al più potrebbe avvicinarsi a Detroit dove passerà la maggior parte del tempo.
In ogni caso non corrisponde al vero, ed è questo che trovo falso e strumentale, sostenere che Marchionne si era trasferito in Svizzera per non pagare le tasse qui. Lui abitava già in Svizzera prima di arrivare da noi, e lì ha continuato ad abitare. Far credere il contrario è davvero un’operazione di bassa lega.



51 Commenti


  1. C’è addirittura gente che gioisce di questa situazione, dimenticando che il dolore degli altri è un qualcosa che ci riguarda tutti.
    A tal riguardo Enzo Biagi disse che non esiste essere umano che val la pena di invidiare.
    Lavoro per il Gruppo ma mi ritengo “vergin da servo encomio” e tantomeno di “codardo oltraggio”.
    Ora riesco a vedere solo un uomo che improvvisamente si sarà accorto che tutto il potere ed il denaro non valgon niente di fronte alla salute, la vita ed all’amore.
    Di sicuro nei momenti che han preceduto l’ oblio avrà avuto la nostalgia delle cose semplici trascurate ma fondamentali, come giocare coi figli, accarezzare le persone che si amano, ect…
    Infine si tratta di un uomo che ha dedicato tutta la vita al lavoro, al servizio degli altri con l’ esempio ( che rimane la più alta forma di autorità ).
    Non saprei quanto tempo abbia dedicato a se stesso.
    Non sappiamo le reali condizioni, ma da quanto emerge si ritengono gravi.
    Ciao Capo, ricorda che Enzo Ferrari, da te molto ammirato, diceva che gli italiani perdonano tutto tranne il successo.
    Una carezza.

  2. In questo blog si è parlato di Marchionne più volte, con opinioni differenti. Ho visto in questi giorni addirittura dei festeggiamenti, alla notizia della sua agonia (è mancato poco fa). Cosa dire? Toccherà anche a loro. Da un lato posso capire che gli operai, non tutti, possano aver avuto da ridire sull’operato: dall’altro, difficile non vedere in che stato si trovasse il Gruppo, alle prese con il deludente rapporto con GM e con anni di modelli infelici, e con poche prospettive (ok, non è solo questione di prodotto: ma se produci auto, i mezzi devono essere all’altezza). Marchionne ha fatto quello per cui è stato ingaggiato, e pure bene, con qualche punto a sfavore ma ci sta. Ora è stato rimpiazzato, ma ho la netta sensazione che nel giro di non troppo tempo anche coloro che oggi squallidamente festeggiano finiranno per doversi ricredere e rimpiangerlo (più che lo schifo verso i ricchi, l’invidia e rancore: ma non siamo tutti uguali, non tutti hanno le capacità per arrivare a posizioni di vertice – e di responsabilità, concetto ormai trascurato da tanti-, è la natura delle cose. Certi non si rendono conto che i soldi aiutano, ma non sono proprio tutto: Marchionne guadagnava assai, ma non ha avuto tempo per goderseli come si deve). Quanto al prodotto: bene la 500 e il filone derivato, bene la Giulia e la Stelvio (non tanto per vendite, quanto per aver ridato un po’ di vita ad un marchio prestigioso con prodotti appaganti, riportandolo pure in F1 con la Sauber), bene Maserati e Ferrari, Lancia n.c. (sacrificata, ma era da troppo tempo agonizzante. Il colpo di grazia sono stati i modelli USA rimarchiati), Fiat così e così (detto della 500, ho sempre pensato che sarebbe stato il caso di sostituire la Punto con un nuovo modello, per questioni di ricavi sembra che il gioco non valesse la candela, ma continuo a pensarla alla stessa maniera; male la Bravo, imbroccata la Tipo e pure la 124 per quanto di nicchia). Certo, si poteva forse fare di più. Ma ha ereditato anni zeppi di modelli discutibili (Stilo, Marea, K e Thesis i primi che ricordo…).

  3. Sono sempre stato convinto che la morte di una persona non debba cambiare l’opinione che si ha della stessa. Diversa è l’evidenza dei numeri, efficacemente presentati dal sindacalista CISL Bentivoglio durante la trasmissione Omnibus di LA7 del 24/07. Tali numeri sono tutti positivi rispetto a quando Marchionne aveva preso il timone, compresi i dati occupazionali degli impianti italiani. Se di fronte a tali numeri, una certa parte della sinistra, nonché, ancora più grave, esponenti di governo specialmente del M5S, si ostinano a negare l’evidenza, vuol dire che siamo messi proprio bene. D’altra parte anche per come stanno gestendo l’ILVA rimane confermata l’incompetenza (o la più profonda malafede) di queste persone, più volte dimostrata anche in passato. Certamente sono persone da ammirare per come hanno gabbato milioni di cittadini che li hanno votati.
    Detto questo, in FCA rimangono delle voragini nel listino rispetto per esempio al gruppo VW ma non solo. Ma nelle condizioni-zombi in cui versava la Fiat 14 anni fa, era possibile fare diversamente? Io credo di no, ma se qualcuno mi dimostra il contrario sono pronto a ricredermi. D’altra parte mi è dispiaciuto che sia stato nominato Manley e non Altavilla.

  4. Giusto ricordare la verità circa la posizione fiscale di Marchionne, la cui onestà e trasparenza devono rimanere fuori discussione. Nelle ore drammatiche che stiamo vivendo la cosa più fastidiosa, per me, è il finto cordoglio dei mediocri politici nostrani che non hanno mosso un dito per garantire uno straccio di concreto sostegno agli obiettivi di Marchionne sin dal suo insediamento. Tutto quello che ha ottenuto è principalmente merito suo (grazie, ovviamente, al capitale della famiglia). Qual è la tempesta cui lei ha accennato ? Manley sembra, a quanto si legge, sia stato indicato da lui, anche l’avvicendamento in Ferrari è verosimile sia stato concordato con Sergio, probabilmente in questo ultimo mese. Da questo punto di vista tutto sembrerebbe sotto controllo, gestito con oculatezza. Ma azzardo una risposte e lei ovv mi bacchetti se del caso: si legge proprio ora che i conti in Europa stanno peggiorando (come potrebbe essere diversamente se solo Jeep vende come si deve), in Cina va malissimo, il piano industriale non ha definitivamente convinto nessuno degli addetti (i profani, a pelle, l’idea che ci fosse di nuovo solo molto fumo se la sono fatta subito, senza giri di parole) perché non porta nuovi modelli, se non in tempi finanziariamente inaccettabili. Insomma, per ora i conti sono a posto, c’è addirittura il pareggio di bilancio: quindi, o si trova entro un anno il compratore per FCA (che Manley sia un car guy interessa ormai poco, visto che di ‘new cars’ quasi non c’è l’ombra) o…lampi e tuoni.

    • I dati ufficiali di oggi 25 luglio 2018 di FCA. Questa è l’eredità di Marchionne:
      FCA riporta per la prima volta una liquidità netta industriale, a quota 0,5 miliardi di euro.
      EBIT adjusted a 1,7 miliardi di euro, margine al 5,7%;
      utile netto adjusted e utile netto rispettivamente a 1,0 miliardi di euro e 0,8 miliardi di euro.
      Utile netto adjusted confermato a circa 5,0 miliardi di euro.

      • Aggiornamento delle h 19: Fca chiude a Milano addirittura con – 15% dopo la pubblicazione dei dati, ma, soprattutto, delle stime della trimestrale; vedremo tra poche ore cosa succederà oltre Oceano; potrebbe essere che le Borse abbiano già metabolizzato i brillanti risultati da lei ricordati e, come avviene quasi di regola, li abbiano subito archiviati, già sentendo, appunto, quell’aria di tempesta.

  5. Concordo e avevo immaginato che avesse preso la residenza in Svizzera quando iniziò a lavorare per una assicurazione di quel paese.A ognuno non piace pagare le imposte e peggio hanno fatto i piloti italiani di moto e di ex F1,che hanno preso residenza a Montecarlo ma anche molti industriali italiani con industrie attive in Italia che non nomino per non prendere una querela.A parole per tutti l’Italia è il più bel paese del mondo ma appena possono…!

  6. Ma poi, anche così fosse stato, se uno non ha rubato nulla dove è il problema?
    Abbia l’Italia ad essere competitiva ed appetibile fiscalmente. Ma quella gente vhe che ha da ridire, quando acquista un televisore od un feigorifero, vanno dove lo stesso modello costa di più?

    • scherzi? Quella è gente che va a comprare le cose online direttamente dalla Cina o ai megastore Hao-Mai. Ben sapendo che in questo modo non sostiene i commercianti locali. Ma il problema è sempre lo stesso. Importa solo quello che fanno gli altri.
      Mi ricordo poi di tutti quelli che definiscono Valentino Rossi un “evasore”, come se fosse lui stesso che compila la sua dichiarazione dei redditi e volutamente trascura qualcosa. Soliti moti di pancia di invidiosi che evaderebbero – loro si’ – volentieri se potessero. E ignorano che l’evasore – in questo caso – è lo stuolo di consulenti fiscali che Valentino Rossi ha al suo fianco.

  7. Non sono mai stato, né sono attualmente, un ammiratore di Sergio Marchionne; tutto si può dire fuori che non fosse un manager capace, che abbia salvato il gruppo Fiat è sotto gli occhi di tutti (non purtroppo la Fiat, ma quello è un’altro discorso e non c’entra neanche molto qui…), ma, appunto, oltre ai meriti, credo anche ci siano state molte zone d’ombra, detto ovviamente col massimo rispetto della persona, e pure diversi fallimenti. Ma, dinanzi alla morte, conta poco, e, come scriveva un’altro lettore nel suo commento, credo tutto questo valesse poco dinanzi al fatto di non poter più vivere la sua famiglia.

    Detto questo, oltre allo schifo totale delle lacrime di coccodrillo che sgorgano a fiumi ogni volta che muore uno famoso o importante (lacrime di coccodrillo nel senso che non sai quanti siano veramente toccati o quanti lo facciano per dire “io l’ho detto…”), pur non stimando Marchionne, non posso non associarmi alla schifezza denunciata dal Direttore Cavicchi a proposito dell’infamia riguardo alla sua residenza in Svizzera. Uno schifo di cui vergognarsi profondamente, se chi pronunciasse queste falsità fosse capace di farlo. Ma, purtroppo, siamo nell’epoca delle fake news….

  8. Si critica la residenza in Svizzera: che dire allora dei residenti in Italia che hanno portato la Fiat nel baratro e che godono di pensioni e vitalizzi da nababbi ?
    Non faccio i nomi ma ci siam capiti benissimo…

  9. Direttore grazie per questa precisazione sulla residenza di Marchionne. Non ho mai dato peso alle critiche gratuite e ipocrite sulla questione proprio perché Marchionne se pur di origini italiane era canadese e prima di entrare in Fiat aveva lavorato fuori dall’Italia quindi aveva il sacrosanto diritto di prendere la residenza dove voleva. Se già viveva in Svizzera tanto meglio un argomento in più da rinfacciare ai meschini che lo attaccavano . Ieri sera i tg nazionali hanno aperto tutti con la notizia della morte del grande manager e il tg2 se non erro tra le varie interviste ha mandato in onda anche le interviste ai leader dei sindacati nazionali che ricordavano il manager defunto. Ebbene mancava quella del leader della CGIL Camusso. Onestamente trovo questa mancanza gravissima . Capisco che lo scontro con la CGIL sia stato molto duro ma l’identificazione del manager come un “nemico” da disprezzare anche da morto è figlia di una logica barbara e indecente. Si rassegni la Camusso ormai FCA è una multinazionale globale con una “parte” italiana e se Marchionne poteva anche sedersi al tavolo con loro e interloquire in italiano dubito che Manley avrà contatti diretti con i capi dei sindacati. Oltretutto non credo che queste persone siano in grado di sostenere una conversazione in lingua inglese.

  10. Grazie direttore. Purtroppo l’era social da ad analfabeti funzionali e, cosa peggiore, delinquenti interessati, la stesso diritto di parola di un premio nobel. Questa non e’ un bene, non e’ nemmeno democrazia: e’ solo un enorme e pericolosissimo sbaglio, ed avviene solo perche’ cosi’ alcuni fanno un sacco di soldi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti; a parte le carognate su Marchionne (e altri), le teorie no-vax, i gomblotti di ogni genere, la terra piatta… Ma che schifo!

    • Guarda, per me la più grande mossa sotto analfabetismo funzionale è stato il DieselGate: Ok, VW, Mitsubishi, Suzuki ed altri avranno fatto di ogni e di questo noi giù lo sapevamo grazie a Cavicchi, i suoi successori, i suoi predecessori e le loro Crew che ci hanno spiegato che le auto consumavano più del dichiarato, ma nessuno li ha ascoltati, compresi quegli ignoranti di sindaci che ci sono in diverse metropoli che addirittura pensano che il Motore Diesel aumenti l’effetto serra quando è stato fatto evolvere proprio per combattere quest’ultimo. A me sta sulle scatole che abbiano pure più parola persone che danno addosso all’auto e che nemmeno hanno letto nulla su di essa (addirittura Beppe Grillo diceva che le riviste di motori sono roba inutile https://youtu.be/sC6YeS2jzto), però nessuno ha fatto le pulci sulle automobili che usano la maggior parte degli Statunitensi, ovvero SUV e Pick Up V8 molto assetati e pure agevolati fiscalmente.

  11. Panegirici, talora patetici, da parte degli uomini di FCA (e non potrebbe essere diversamente) e dei principali quotidiani, sia di quelli in quota FCA (Repubblica e La Stampa) che di quelli che lo sono stati fino a ieri (Corriere della sera). Critiche ed offese spesso gratuite da parte della sinistra extraparlamentare e del sindacalismo fiancheggiatore. Difficile, perché troppo presto, farsi un’idea obiettiva del ruolo di Marchionne, con tutta la mia buona volontà ed al netto dei miei limiti. 4R scrisse a suo tempo che impose poco prima della presentazione ufficiale la modifica del cruscotto della Giulietta: è la “versione” che preferisco…

    • caro Stefano, essendo stato SM persona molto riservata circa il suo (scarsissimo) tempo libero non potremo mai avere un quadro perfetto del personaggio. Dal punto di vista manageriale non c’è storia. Chi sostiene che abbia fatto una scelta facilissima acquisendo Chrysler perchè tanto non aveva nulla da perdere è persona che non ha la piu’ pallida idea di cosa sia il mondo della finanza. La scelta piu’ semplice per SM sarebbe stata fare uno spezzatino di assets, vendere quelli piu’ redditizi e liquidare gli altri, con guadagni enormi per sè stesso e la proprietà. Ha dimostrato di essere un Gigante in un mondo di squaletti. I suoi limiti li vedremo forse piu’ avanti, ma già in un mondo in cui i manager badano alla trimestrale, avere avuto un CEO che ha prodotto un incremento di valore costante per 14 anni è un miracolo.
      Peraltro comunque non tutti i sindacati ne parlano male, c’è chi riconosce pur in presenza di una diversa visione la sua enorme statura manageriale.
      Sull’uomo non possiamo esprimerci. E non dovremmo nemmeno farlo, visto e considerato che – a differenza di molti altri imprenditori che socializzano perdite e privatizzano utili – lo si vedeva di rado a bordo di un panfilo a fare la bella vita. Quindi era comunque uno che in prima persona era esigente con se stesso. Tutto il resto sarà affare della sua famiglia.
      Poi sull’uomo non posso proferire verbo

  12. Piccolo commento per chi fosse interessato ai fatti: Marchionne la sua residenza l ‘ ha spostata da Blonay e l’ha trasferita a Schindellegi, una località del canton Schwyz, i cui residenti godono delle tasse più’ basse della Svizzera. Essendo Marchionne disinteressato ai vantaggi fiscali, come testimoniato su queste pagine da chi ne raccoglieva le confidenze, ci saranno state evidentemente delle ragioni affettive. Forse le montagne li’ intorno gli ricordavano l’Abruzzo natale.

    • Assirisci quindi che Marchionne aveva trasferito la sua residenza da un cantone svizzero in un altro cantone svizzero. Bene.

    • Marchionne ha resuscitato fiat…….per “vantaggi fiscali”…..perchè mai, e che male ci sarebbe.., dovrebbe esserne interessato per se stesso….tra l’altro visto l’enorme patrimonio da gestire…….

    • io credo che quando le cose non si sanno sia meglio tacere e non fare figure barbine.
      Schindellegi non è assolutamente la località in cui si pagano meno tasse nella Svizzera. Nello stesso cantone Schwyz ad esempio, le tasse sono piu’ basse a Wollerau.
      Ma ancor di piu’ avrebbe risparmiato se avesse portato la residenza a Zug. Con lo stipendio dichiarato da Marchionne, avrebbe risparmiato quasi mezzo milione di franchi all’anno.
      Ora, evidentemente hai letto questa grande notizia su qualche sito di fake news scritte per sentito dire.
      Ma se anche lui avesse deciso di spostare la residenza “nella località in cui si pagano meno tasse in Svizzera” avrebbe fatto solo quello che una grandissima fetta della popolazione svizzera fa. Perchè i Cantoni, in concorrenza tra loro, decidono se erogare piu’ servizi o abbassare le tasse.
      Tutto il resto si chiama INVIDIA di non essere nelle condizioni di fare altrettanto.

      • Peraltro Marchionne, cha aveva vissuto molti anni proprio a Zug, si era trasferito nel 2016 a Blonay (dove si pagano più tasse) per starsene lì tranquillo trattandosi di un paese di nemmeno 6 mila anime.

        • ecco, questo particolare non lo sapevo. Ma in ogni caso ha vissuto come molti svizzeri, che non sempre guardano solo al soldo ma nella scelta di dove abitare prendono in considerazione molti altri aspetti (tra i quali anche la qualità di vita). E come dicevo sopra, i Kanton e le Gemeinde (grosso modo assimilabili queste ultime ai nostri comuni) decidono di volta in volta su quali aspetti puntare per attrarre abitanti e imprese.

      • Ben scritto. Federico. Proprio non capisco il problema. Anch’io, se potessi farlo come lo ha fatto Marchionne senza infrangere le leggi, pagherei meno tasse altrove piuttosto che in questo Paese, che le esige a dismisura ed è sempre più scalcagnato: sto rientrando da una vacanza in Sicilia; messo il naso fuori dal villaggio, strade pietose ed immondizia dappertutto, insomma qualcosa che vagamente richiama il Medio Oriente. Recenti analoghe esperienze in Puglia e Campania. Anche la mia città e la mia regione – ‘nordiche’ – sono sempre più simili perché qua la ‘corsa’ è verso il basso e questo Marchionne l’ha visto prima di tutti.

      • Capisco che il tifo fa reagire senza pensare ma perché non leggere con un minimo di attenzione? Io ho scritto che il canton Schwyz è dove si pagano meno tasse. Le differenze tra le località sono minime come puoi verificare qui:https://en.comparis.ch/steuern/steuervergleich/default
        Infine: Blonay é nel cantone Vaud (Waadt in tedesco) famosisssimo per il trattamento fiscale di favore agli stranieri (in tedesco Pauschalsteuer) come puoi leggere qui se parli tedesco: https://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/die-waadt-ist-die-pauschalsteuerkoenigin/story/27142693 Piccolo consiglio non richiesto: impara a rispondere in maniera civile anche nell’anonimato

        • Il tema comunque è distorto. primo perché l’argomento è che Marchionne non si è trasferito in Svizzera per non pagare le tasse da noi, ma abitava sin da prima in Svizzera. Secondo, se io abitassi a Bologna e scoprissi che se mi trasferisco a Milano ne pago di meno, che cosa ci sarebbe di male se lo facessi visto che sarebbe perfettamente legale? Insinuare il contrario non è gettare sterco e basta?

          • E allora se cercare di pagare sempre meno tasse e’ cosa meritevole, perché’ scrivere un articoletto per cercare di dimostrare invece che era interessato a ¨dove i figli vanno a scuola¨e preferiva un paesino come Blonay perché Zug con meno di 30,ooo abitanti era una metropoli invivibile? Chi ha conosciuto Marchiane sa dove erano le sue priorità. Mi piacerebbe avere invece le sue delucidazioni su due argomenti che invece riscuotono l’interesse della stampa seria ovunque nel mondo: Come mai un CEO non informa nessuno di essere gravemente malato? Il Ceo di AIG e quello di Citibank in condizioni molto meno gravi si sono com portati diversamente. E come mai un CEO ha una relazione con una dipendente e continua a tenerla nell’organizzazione in barba a tutte le norme etiche? Questi sono argomenti più’ interessanti

          • Secondo lei io posso essere in grado di risponderle al primo quesito, visto che non è in grado di farlo nessuno non potendo più lui dircelo? Secondo, non capisco dove sia il problema: se viene in azienda da noi vedrà quante persone hanno relazioni strette in orizzontale oppure in verticale. Dove sta il dramma? Semmai l’avrebbe avuto se la persona interessata dopo la relazione avesse avuto una promozione, al contrario è sempre al posto dov’era prima con lo stesso ruolo e lo stesso stipendio. Poi se lei vuole fare polemica a tutti i costi è un problema suo, non mio.

          • Caro Carlo, il problema è sempre lo stesso: se non riesci a raggiungere un certo livello, resta solo la critica livorosa.
            Certe domande degne di Novella 2000 le possiamo lasciare senza risposta credo. Soprattutto quando una persona non capisce che, prima di essere un CEO, Marchionne era un UOMO. Che come tutti gli uomini – forse – ha anche piacere ad avere un po’ di Privacy sui suoi problemi di salute.
            E chi non capisce questo piccolo concetto credo debba astenersi dal parlare di “norme etiche”

          • Caro sig Cavicchi, ora capisco. Lei e’ in grado di dirci che Marchionne adorava vivere in un paesino di 6,000 abitanti ma non e’ in grado di commentare su altri temi.

          • Non posso commentare quello che non so. Altri lo fanno lo stesso? Non siamo tutti uguali.

        • Io l’attenzione ce l’ho messa. Tu hai scritto una castroneria. Punto e stop. E se guardi appunto Cpomparis vedrai che le Tasse sono piu’ basse nel cantone Zug e non nel cantone Schwyz.
          Inoltre, caro il mio saputello, hai citato una Gemeinde in particolare, dicendo che è dove si pagano meno Tasse. Quindi se tu per primo scrivi cose errate, non ti lamentare se gli altri non sono d’accordo.
          E soprattutto, evita di tirare sempre fuori il discorso “tifo” se non sai argomentare. Visto che hai messo il link di comparis.ch, dai un’occhiata al confronto Schwyz-Zug…
          Al tuo consiglio non richiesto rispondo molto semplicemente: io ho risposto in modo civile, ma un commento assolutamente impreciso e volutamente polemico come il tuo non meritava cortesia maggiore.
          E comunque, ripeto l’unica Cosa che ti ostini a non capire: ammesso e non concesso che abbia spostato la residenza da cantone a cantone solo per ragioni fiscali, sarebbero comunque emeriti fatti suoi e non certo atti “osceni” meritevoli del tuo sarcasmo e arroganza.

          • Vedo che sei un seguace di Sgarbi..e’ un livell o che non puoi permetterti di imporre agli altri

          • e io vedo che il tuo è pari a quello di un troll che non sa argomentare ma solo polemizzare per astio personale. E che se preso in castagna non sa ammettere lo sbaglio.
            Parafrasandoti: è’ un livello che non dovresti permetterti di imporre a un blog come questo.

        • Visto poi che qui, a parte Giuseppe, pochi capiscono il tedesco, commento anche un po’ l’articolo che hai linkato.
          Bene, questa Pauschalsteuer non è prerogativa del cantone Waadt (forse ti è sfuggito?) ma Vale in tutti i cantoni ad eccezione di Schaffhausen, Appenzell Ausserrhoden, Zürich, Basel-Stadt, Basel-Landschaft.
          E’ vero che è un sistema di tassazione agevolato per stranieri ricchi (che pero’ non devono avere attività in Svizzera e quindi si tratta grossomodo di un incentivo a trasferire la residenza). Ma non è un sistema riservato al Cantone Waadt.
          Quindi il caro Marchionne avrebbe potuto (e facilmente avrà fatto cosi’) fare la stessa Cosa pure a Zug.

  13. La morte di Sergio Marchionne è una grande perdita. Il prossimo anno si sarebbe si “ritirato” in Ferrari restando però pur sempre a “portata di mano”.
    Credo che FCA abbia ancora bisogno di una mente capace di cogliere, o cercare, opportunità. John Elkann è cresciuto con un ottimo esempio al fianco, ma non saprei dire se è ancora un tantino troppo giovane… L’esclusione di Altavilla potrebbe indicare la voglia di mettere se stesso in primo piano [magari il direttore ne sa di più...o immagina di più] e delegare a Manley un ruolo al di sotto del suo. Con Altavilla sarebbe stato più difficile…
    Ben venga un car guy. Spiace molto per Sergio. Sia per la persona, sia perchè una mente illuminata può dare comunque qualcosa, sempre.
    Cosa dire sugli ignobili commenti degli scorsi giorni… il Paese è purtroppo pieno di gente limitata e di gente in male fede. Motivo per il quale resteremo sempre illusi dietro ad altri paesi più coesi – seppur in realtà meno capaci.
    L’italia è e resterà un Paese di potenzialità inespresse [se non erro una frase di SM]

    • purtroppo ‘ultima frase è evidente ed incontrovertibile…..credo però, a causa di questa mancanza di “espressione”….dovuta a quella parte di sinistra che ha fatto dell’invidia e della povertà sociale la propria ragione di vita, pian piano le nuove generazioni perdano questa grande potenzialità.

      • Non ne farei solo una questione di ideologia.
        I fattori che contribuiscono sono molteplici:
        sfiducia
        egoismo
        comodità
        provincialismo
        povertà mentale
        falso opportunismo
        veduta a corto raggio
        incapacità collaborativa

        Ci sono poche eccezioni, pochi illuminati, pochissime eccellenze. Credo proprio a dimostrazione di una mediocre cultura lavorativa generale – sia da imprenditore che da dipendente.

        Ps: nell’attesa di scendere da un aereo sentii due tedeschi disquisire. Dicevano che se gli italiani lavorassero sul serio loro sarebbero spacciati. Qualche anno e qualche esperienza dopo capii cosa intendevano…

    • io credo che il problema di John Elkann non sia la giovane età (alla fine, ha comunque 42 anni, età in cui i capitani d’industria sono già da tempo sulla cresta dell’onda).
      Cio’ che a mio avviso gli manca è il carisma e, soprattutto, la genialità. Lo vedo insomma come nulla piu’ che un buon amministratore, ma senza nessun guizzo particolare, nè sul campo del prodotto nè in quello della finanza. Spero di sbagliarmi.
      Piu’ volte ho qui (o altrove su 4R) espresso il mio giudizio sui due fratelli Elkann. A mio avviso il genio è Lapo, che purtroppo come molti geni ha grossi problemi psicologici ed è stato pari pari emarginato dalla famiglia. Ma non è un caso se l’idea della 500 è venuta a lui… Certo, un Lapo a gestire la finanza non ce lo vedo proprio, ma mi pare molto piu’ lui “car guy” di tutti gli altri messi insieme.

  14. Concordo con Federico. La cosa migliore che può fare Elkann è individuare un AD in gamba: non sarebbe un merito da poco. Speriamo lo sia Manley. Per me, comunque, vendono tutto appena si paleserà un acquirente: BMW aspettami…Interessante l’intervista di 4R a Montezemolo, che, con tutto il cordoglio del caso, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. Immodestamente gli consiglierei però di non atteggiarsi a campione inascoltato del patriottismo aziendale: che cosa ha fatto di Italo e di Poltrone Frau ce lo ricordiamo tutti…

  15. Egregio Cavicchi, commento solo adesso il suo articolo di ultima pagina di maggio 2018. Anch’io non sono più giovane, e il mondo che Lei descrive decisamente mi manca. Certo all’epoca gli eccessi erano tanti ed è innegabile che un po’ di moderazione non ha fatto male. Adesso però si sta esagerando. Se in Francia hanno abbassato i limiti sulle statali a 80 km/h solo a Luglio, in Italia ci siamo arrivati ben prima; apertamente no, ma oggi quante sono le statali/provinciali con limiti apposti localmente superiori a 70 km/h ? Da qui una considerazione: quasi tutte le auto attuali passano da 0 a 100 km/h in meno di 10 secondi e superano i 200 km/h, tuttavia possono legalmente essere guidate solo come fossero motocarri. I lettori che si indignano, secondo Lei, se vengono provate le prestazioni per le quali le auto sono state progettate e costruite, perché non acquistano solo motocarri? Spiegateglielo e chiarite loro che le auto sono oggetti diversi perché riescono a dare senso e piacere ai viaggi, rendendone insignificante la meta. Per gli spostamenti ci sono ottimi treni, li usino, invece di pascolare sulle strade “connessi” al nulla e circondati da mille idiozie assolutamente inutili per coloro che ancora conoscono il significato di “guidare”.

 

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