Il sottobosco dei prezzi di vendita delle automobili nuove

ottobre 16, 2018  |  Senza categoria  |  31 Commenti  |  Lascia un commento


Ma quanto costa comperare un’auto nuova? Il tema è di grande attualità perché ormai tra i potenziali clienti serpeggia un diffuso malumore. I listini esistono e Quattroruote da sempre ne è il portatore sano, però quel numero ufficiale serve soltanto a ricordare che quello è il prezzo che non deve mai essere pagato.
Sul mercato regna infatti lo sconto diffuso dettato da campagne sempre più aggressive da parte dei costruttori e dal sacrificio mai uguale da parte dei concessionari. Così lo stesso modello si può portare a casa con differenze molto sensibili di prezzo a nord oppure a sud dello Stivale, ma anche all’interno di una stessa regione e peggio ancora nella stessa città.
Di conseguenza la clientela si divide in maniera ingiusta tra chi sa trattare e chi non è capace, tra chi è amico di oppure tra chi è disposto a un pellegrinaggio estenuante tra un rivenditore e l’altro per strappare l’offerta più alettante.
In sintesi si viaggia al buio, e anche chi ha ottenuto il massimo del massimo resta sempre nel dubbio che se avesse insistito di più magari poteva pagare ancora meno. Morale, così non va proprio bene.
Ho molte primavere sulle spalle e ricordo bene quando si andava in commissionaria (un tempo le rivendite si chiamavano così) e l’auto la si pagava a listino. Neanche una lira in meno, semmai godendosi un regalo del venditore che all’inizio era il triangolo, poi nel tempo sono diventati i tappetini, quindi nei casi più esagerati addirittura l’autoradio (ma nel frattempo sono passati dieci anni).
L’automobile come un cosmetico al supermercato: c’è un prezzo scritto e quello si paga senza che a nessuno venga il minimo dubbio. È la maniera più chiara e più onesta, capace di mettere tutti sullo stesso piano: nessuno è avvantaggiato e nessuno si sente turlupinato.
Si potrà mai tornare a mercato così? Probabilmente no, almeno finché si rimane all’acquisto diretto del bene. Meglio potrà andare con il pagamento per l’uso. In questo caso la rata è fissata a monte e difficilmente può cambiare. Non è la soluzione bensì una soluzione. Di sicuro la trattativa attuale è quanto di più confuso, clientelare e torbido ci possa essere.



31 Commenti


  1. Non è che i listini sono gonfiati in previsione di questo? La mia è una semplice domanda.

    PS: comunque è sgradevole soprattutto in cose costose come un’automobile ritrovarsi un prezzo gonfiato pesantemente da IVA e immatricolazione… che come giri la chiave sparisce. Forse dovremmo considerare anche quello. Per questo io acquisto km.0 o aziendali.

  2. Concordo sul fatto che la situazione attuale è quanto di più torbido possa esistere, ormai che acquista un’auto ha l’impressione di frequentare un suk levantino. Non vedo però soluzioni all’orizzonte, salvo quelle da lei indicate per il NLT o formule simili. Purtroppo anche il mercato dell’auto si è adattato ad una situazione frequente in tanti altri settori: elettronica di consumo, RC auto (basta guardare il lib retto rosso che 4R pubb lica ogni anno) e così via. Temo che sopravviveranno (nel senso che faranno gli acquisti migliori) solo i consumatori che faranno pazientemente confronti, magari utilizzando internet e poi recandosi dal concessionario apparentemente più conveniente in zona: nel mondo attuale non c’è pietà per il consumatore disinformato.
    Le segnalo che ancora peggiore è la situazione che viene pubblicizzata attraverso gli sconti sul listino, legati però ad un finanziamento che, alla fine, ti fa pagare l’auto molto di più: guadagni sul listino ma poi, con il gioco degli interessi, paghi interessi al limite dello strozzinaggio (ho visto TAEG del 9%)

    • Già. Trovo vergognoso questa pratica di applicare sconti maggiori se chiedi il finanziamento. Quasi ti obbligano a farlo. Almeno prima, se pagavi cash, ti applaudivano. Ora sembra gli dia fastidio. Guadagnano di più con la finanziaria e con l’auto venduta.

      Oramai tutta la finanza si è spostata più sui prodotti finanziari che sulla “ciccia” vera. Per questo saremo destinati ad una grande bolla.

      • invece per me va benissimo che ci si sposti dal ferro ai prodotti finanziari, o meglio che i beni fisici diventino solo parte di un pacchetto di servizi.
        La bolla ci sarà se verranno fatti pagare in modo sproporzionato dei servizi o, peggio ancora, se si fa pagare la “ciccia” troppo rispetto alla sostenibilità del settore.
        La bolla immobiliare è nata proprio per questo. Per ogni schifoso buco costruito con lo sputo chiedevano cifre pari allo stipendio di 20 anni di un operaio. La causa del crollo del mercato in Italia non è stata tanto i mutui, che erano davvero economici, ma la cifra finanziata per l’acquisto del bene. Tanto che quando il prodotto finanziario è diventato piu’ oneroso, è crollato il castello. E se tutti dovessero pagare cash… beh, vedresti un calo dei prezzi a doppia cifra percentuale, dove chi ha liquidità acquista in saldo tutto.

        • però qua si parlava di auto e qua se paghi cash sei quasi mal visto.

          Io ho preso la mia km.0 4 anni fa e quando ho detto che pagavo con assegno circolare mi hanno fatto l’applauso. Ecco, questo per me è la cosa più logica.
          Invece ora tutti a guadagnare con i pacchetti finanziati.

        • Forse la bolla scoppierà invece in presenza di una nuova recessione, se arriverà: allora molti non saranno in grado di pagare le rate del finanziamento ottenuto, ed i creditori, che spesso sono finanziarie emanazione dei costruttori, si troveranno in mano un sacco di veicoli usati da piazzare in qualche modo, ammesso che riescano a recuperarli (ed in quali condizioni?).
          Un po’ come è successo dieci anni fa con la bolla immobiliare

  3. Due commenti.
    Ormai credo che la maggioranza degli acquirenti compri l’auto a rate o in leasing e – come ha ricordato il direttore – in questi casi le promozioni sono fisse e comunicate sul sito della casa automobilistica. Al massimo la contrattazione e’ sul valore residuo dell’usato.
    Secondo. In passato credo che ci sia stato un dirigente Fiat proveniente da Toyota (Andrea Formica se non sbaglio) che ha cercato di introdurre la politica del prezzo trasparente per le vetture di marchio Fiat, in particolare per la Punto. Mi sembra che la sua strategia non sia stata molto apprezzata dal management e che questa sia stata una delle principali motivazioni per il suo allontanamento dal gruppo. Mi sbaglio? Perche’ le case insistono con la politica degli incentivi?
    In ogni caso, credo che queste prassi andranno gradualmente sparendo con l’affermarsi delle vendite online (sempre che la legge lo consenta).

  4. Devo confessare di preferire la giungla al sistema ad esempio adottato in altro campo da Apple (prezzi fissi, ovunque); più ‘faticoso’, ma si spuntano davvero condizioni vantaggiose. Non rimpiango affatto i tempi in cui si entrava in ginocchio nelle concessionarie VW per chiedere la cortesia di potere acquistare una Golf…Girando fra tre concessionarie per la Renegade (a meno di un anno dal lancio e con tempi di attesa fra i 2 ed i 6 mesi) sono passato da uno sconto stentato del 2% a quello di quasi 11%: per me è meglio così, ma capisco che il rischio di essere fregato per un non appassionato sia davvero alto.
    Quanto all’alternativa del NLT et c. rimango scettico: può essere conveniente alla stregua di quanto lo è l’affitto di una casa rispetto al suo acquisto in base alle proprie inclinazioni, alla disponibilità et c. ma , per definizione, quando c’è di mezzo una finanziaria o una banca la convenienza per il cliente è tutta da dimostrare e, a me, sinora, non è ancora riuscito a dimostrarla nessuno… ; )

    • la filosofia del prezzo fisso di Apple è una bufala micidiale.
      Il prezzo consigliato è lo stesso ovunque (o quasi, visto che poi l’IVA dei diversi Paesi fa la differenza), ma anche per Apple si trovano prodotti nuovi (e originali) a prezzi parecchio diversi da un rivenditore all’altro. Io ho preso ad esempio un anno fa il mio MacBook Air a 1100 Franchi, rispetto al prezzo di 1300 Franchi all’Apple Store. Questo acquistando lo stesso identico prodotto in un negozio di elettronica misto online/fisico. Cioè acquisto online, ritiro in negozio. In Italia l’avrei pagato di piu’, perchè il prezzo nominale era lo stesso, ma in Euro (l’anno scorso 1 franco erano 0,85 euro)

      • Perché una bufala ? Mi riferisco come ovvio ai rivenditori ufficiali; in qualsiasi Apple store tu vada troverai gli stessi prezzi per un dato prodotto (con le variazioni note a seconda dello Stato), pena l’estromissione per esso dalla rete. Se poi te lo vai a comprare al di fuori, almeno per modelli non recenti come il tuo, hai certo la possibilità di risparmiare bene. Non è così, come è noto, per le concessionarie ufficiali che praticano sconti diversi in ragione di molti fattori ed in nome di quel rapporto fra domanda ed offerta citato da Dario che non sono sicuro non vorremo certo mettere in discussione. Che poi il salone auto dietro l’angolo infoltisca la giungla è altrettanto evidente, ma non credo riguardi il nostro discorso, mentre ne aprirebbe di altri molto interessanti…

    • riguardo al discorso della convenienza di un NLT. Tu non acquisti un bene col NLT, acquisti un servizio. Acquisti la comidità di non doverti preoccupare di imprevisti o di rivendita. E i servizi non sono gratis. Quanto vale per te la serenità di non aver perso tutti i tuoi soldi se vai a sbattere contro un muro? Quanto vale la serenità di non dover mettere l’auto sui siti di vendita quando la vuoi cambiare? Quanto vale la serenità di avere per tutta la durata del NLT un servizio di assistenza che ti toglie dalle panne se ti si blocca l’auto? Gratuito e con auto sostitutiva immediata? Queste sono le domande da farsi, non serve a nulla fare la somma dei canoni e vedere se hai speso meno. Se poi una persona fa pochi chilometri e tiene l’auto finchè non crolla… allora il discorso cambia.

      • Ho appena finito di leggere sul Corriere (se non fossi abbonato alla versione digitale a prezzi risibili avrei già smesso di leggerlo da un pezzo, visto che dall’ultima direzione è stato stravolto da capo a piedi, come già capitato altrove…; ) ) una pseudoguida sull’argomento (https://motori.corriere.it/motori/attualita/cards/noleggio-lungo-termine-conviene-oppure-meglio-acquistare-l-auto/boom-noleggi_principale.shtml) : fatti salvi i pregi della scelta pro NLT da te elencati, che però sono validi solo per chi ha adeguata disponibilità finanziaria e si può permettere il “lusso di non pensarci su”, per nessuna delle auto elencate ho ravvisato la minima convenienza di questa soluzione a fronte dell’acquisto se, facendo solo una delle correzioni doverose, consideri – a differenza dello sprovveduto giornalista – il valore residuo del bene al termine del noleggio. E su questa conclusione siamo d’accordo tutti, credo. Basta soltanto che evitare – alle attuali condizioni – di parlare, come fa il Corriere, di convenienza economica dei pagamenti dilazionati rispetto all’acquisto col saldo immediato: ai primi si ricorre per non pensarci su o perché non se ne può fare meno, non è data una terza possibilità.

        • In realtà una (mezza) terza possibilità esiste, ed è quella che si palesa quando una persona vuole cambiare la macchina ogni tot di tempo, prestabilito. Se ad esempio tu vuoi vendere l’auto sempre ogni 3 anni e fai 30000 km l’anno, è possibile che il NLT sia economicamente piu’ conveniente di un finanziamento tradizionale e pure di un acquisto in contanti. Questo perchè il valore di riscatto prefissato è noto fin dall’inizio. Se invece DEVI rivendere l’auto da te dopo tre anni, è possibile che o l’auto ti rimane sul groppone o il prezzo fatto sia assai basso. Non è un caso se il NLT viene scelto in gran parte da aziende e LP che dopo il periodo di noleggio si ritroverebbero un bene abbastanza sfruttato e magari con difficoltà ad essere piazzato.

  5. Una volta c’erano i costruttori generalisti (con gamme ampie) che puntavano sui volumi ed i premium (con gamme più ridotte) che in virtù dei margini maggiori avevano meno pressioni sui volumi. Poi i costruttori premium hanno deciso di fare volumi a tutti i costi, come se fossero generalisti. Ed ora hanno gamme ancora più ampie dei generalisti stessi. Ma per raggiungere volumi sempre più elevati, devono scontare. E se scontano loro, anche i generalisti devono farlo. E così via.

    • perchè anche i premium hanno ddovuto fare i conti con i bilanci. Per garantirsi un gettito adeguato a sostenere i grossi investimenti che un settore premium richiede, non possono prescindere dai volumi. Non parliamo ancora del settore luxury, dove si puo’ chiedere anche milioni per una vettura. Il premium volenti o nolenti non se lo puo’ permettere

  6. Effettivamente non ha molto senso il fatto che la stessa auto se acquistata nello stesso momento in concessionarie diverse debba avere prezzi diversi.
    E la forbice tra il miglior prezzo spuntabile (che poi potrebbe non essere il migliore perchè come ha scritto il direttore il dubbio ti resta,come quando vendi qualcosa e subito dopo ti rammarichi pensando che forse avresti potuto chiedere un prezzo superiore) e quello peggiore è molto ampia.
    E’ vero che ormai non si compra più un’auto ma un finanziamento e quindi le condizioni sono molto differenti a seconda del numero delle rate,dell’anticipo,del tasso di interesse etc etc.
    Però sarebbe bello sapere che la Panda costa Tot,la Fiesta costa Tot e così via.

  7. Carissimi tutti,

    Io sono assolutamente a favore della giungla…..è il libero mercato baby!

    Una volta tanto che si riesce a portare a casa (almeno potenzialmente) un risparmio, perché mai devo lagnarmene?
    Sono pigro e non voglio fare pellegrinaggi, trattative estenuanti e vado di fretta? Pago.

    Lo stesso potrei dire per un piatto di spaghetti tra il ristorante X che pago 8 euro, il ristorante Y che pago 12 e lo Z che pago 16.
    Sempre spaghetti sono………ma io i menù li guardo prima dell’ingresso e se non sono esposti, manco entro!

    Oggi abbiamo a disposizione la tecnologi: sfruttiamola.

    Un saluto a tutti.

    Dario G.

    • Però non è così. Sempre spaghetti sono ma un piatto può essere spaghetti-Panda e l’altro spaghetti-Panamera. Nel caso della jungla dei prezzi delle auto la minestra è davvero sempre la stessa, e quello che cambia è il prezzo.

      • beh, pero’ non è solo nel campo automobilistico che c’è la “giungla” di prezzi. In qualunque altro settore merceologico si trova lo stess identico prodotto con prezzi molto diversi, sia nei negozi che online. Quello che puo’ fare la differenza in questo senso è il servizio offerto al cliente, cosa che esula dall’acquisto in sè. Se io so ad esempio che un rivenditore mi garantisce un servizio post-vendita impeccabile, saro’ molto piu’ ben disposto a spendere qualche centinaio di euro in piu’ all’acquisto, sapendo che pero’ per ogni inconveniente saro’ da lui “coccolato”. Stessa cosa per gli spaghetti. Possono essere cucinati in due ristoranti diversi con ingredienti uguali e uguale qualità. Ma se da una parte ho un cameriere che mi tratta male, io vado nel ristorante dove costa anche qualche euro in piu’. Ci sarà ovviamente in entrambi i casi chi è interessato solo al prezzo, ma appunto la flessibilità è il modo migliore per intercettare le esigenze di varie tipologie di clienti.
        Del resto è stata già tentata la strada del prezzo vero, sia da Fiat che da Ford che da Dacia. Non sempre funziona.
        E se la giungla attuale va cambiata, credo si debba comunque andare nella direzione opposta a quella del ritorno al prezzo fisso. Piuttosto, alla definizione di pacchetti comprendenti differenti benefits, senza acquisto, ma con formula di noleggio. Pacchetti chiari, con voci chiarissime, da costruire su misura. E per ogni voce, libertà massima di prezzo per chi offre. Ci si fa 4 preventivi online con le voci di nostro interesse e via, si sceglie il preventivo piu’ conveniente. Come avviene già ora con le assicurazioni online, con un meccanismo da perfezionare.

      • Gli spaghetti sono spaghetti, la Panda è la Panda.
        Il Luccio è il Luccio, la Panamera è la Panamera.

        Abbiamo già avuto modo di approfondire il discorso dei guadagni dei rivenditori di auto fatti non più con i magini sul prezzo di vendita, ma con i finanziamenti, le assistenze a pacchetto oltre il periodo di garanzia legale, l’assicurazione e altri ammennicoli.
        Gli ammennicoli non mi interessano, non li compro. Mi assumo il rischio e faccio da me appena posso. Tanti fanno così, altri preferiscono l’agiatezza e la spensieratezza. Ma non parlatemi di convenienza o di opportunità….
        Se trovo lo stesso prodotto che costa meno, io non guardo in faccia a nessuno: vado dove costa meno.

        Dario G.

        • dipende appunto dal valore che dai alla spensieratezza e al non dover avere imprevisti. La “convenienza” è qualcosa di estremamente soggettivo. Qualcuno ad esempio considera conveniente passare una giornata a montare i mobili Ikea per risparmiare qualche euro, altri considerano piu’ conveniente investire quelle decine di euro per aver magari una giornata libera da passare coi figli. Come dici giustamente, c’è chi preferisce spesa iniziale ridotta all’osso e poi chissenefrega se arrivano imprevisti e chi invece preferisce investire in serenità. L’importante è che entrambe le categorie abbiano la possibilità di scegliere (e torniamo alla mia proposta di cui sopra)

  8. E’ uno dei tanti segnali che il mercato e’ saturo (anzi piu’ che saturo). Se ci fosse una domanda forte endogena non ci sarebbe la giungla e i prezzi sarebbero livellati verso l’alto. Ma cosi’ non e’ e bisogna incentivare gli acquisti in tutti i modi possibili. Se uno non vuole la giungla puo’ andare in Cina dove ci sono persone che entrano, letteralmente, con la busta di rotoli di Yuan (la banconta di taglio maggiore e’ 100 Yuan, poco piu’ di 10 Euro) e si compra la macchina in contanti senza battere ciglio. E anzi, piu’ costa e meglio e’, che fa status symbol piu’ che da noi. A me sinceramente fa piu’ comodo la giungla

  9. Direttore condivido in pieno le sue critiche all’attuale assurdo sistema di listini “fittizi” per le auto nuove. Mi sento però di precisare due cose. La prima è che questo divario tra il prezzo di listino e quello realmente proposto all’acquirente per alcuni costruttori , in particolare coreani e giapponesi, è più ridotto.La seconda, come è stato già scritto da altri, è che sovente la notevole scontistica rispetto al prezzo di listino è legata all’obbligatorietà di acquistare l’auto tramite finanziamento erogato per lo più da una finanziaria/banca di proprietà della casa automobilistica e a tassi d’interesse quasi usurai tali che alla fine il prezzo pagato non è poi così lontano da quello ufficiale di listino di fatto ridimensionando lo sconto prospettato all’inizio. E mi dispiace aggiungere che mamma Fiat o pardon FCA si distingue per quest’ultima pratica ( parlo per esperienza diretta recente, prima dell’estate ho acquistato una Fiat Punto fine serie per mia madre, per carità il prezzo era sicuramente conveniente ma il finanziamento obbligatorio era con FCA bank al tasso finale TAEG quasi del 9%)

    • L’ha presa con anticipo zero? Se è così ha ancora i soldi in banca e spende la cifra finale con investimenti sopportabili. Se invece non aveva tutto il capitale, ha potuto comunque viaggiare in auto godendosela, e non deve ragionare su quel più che alla fine avrà speso, ma sul fatto che senza questa possibilità sarebbe ancora a piedi.

      • L’anticipo era quasi zero , intorno ai 700 euro ma se avessi voluto avrei potuto finanziare praticamente tutto l’importo. Certo per molte persone poter avere un’auto nuova senza sborsare nulla subito è un bel vantaggio ne convengo. Peccato però che l’anticipo di 700 euro che ho versato era il massimo consentito. Veda direttore per mia mamma, persona vicina ai 70 anni, l’idea di avere un debito non piace molto e avrebbe voluto dare un anticipo più consistente per poter avere una rata un po più bassa. Purtroppo ciò non era possibile. L’anticipo massimo consentito su un importo totale di circa 12.000 euro era appunto di 700 euro. Non credo di dover aggiungere altro.

  10. le aziende serie hanno prezzi fissi,le aziende poco serie di cui non ho alcuna fiducia,gestite in modo mediocre,incapace,senza professionalità da improvvisati quali i costruttori automobilisitici sono che si adattano alla jungla del mercatino ed altre adottano questa poco simpatica pratica,se a milano in vile romagna paghi uno smartphone 100€ e a rozzano 90€ e viceversa,tanto mi basta per non comprare più nulla da quell’impresa.Poi non esiste che se l’auto costa 10€ poi mi vedo lievitare del 10% il prezzo per tasse e gabelle feudali varie,gente che ci vuole straguadagnare(i concessionari)o trsaperdere con anche 1.000€ di differenza x la messa in strada tra due concessionari della stessa città e della stessa marca,stesso modello.

  11. Quando si andava in “commissionaria” non esistevano quasi le premute ed i concessionari avevano margini molto più alti degli attuali concessionari. I listini sono imposti dalla case costruttrici che regolano anche gli incentivi, da cui dipendono le differenza di prezzo tra le concessionarie dello stesso costruttore. Anche sui canoni del NLT ci sono differenze tra i vari operatori, quindi non credo sia una soluzione. In tutti i casi il cliente è libero di acquistare o meno, quindi perché ci sarebbe bisogno di una soluzione per un problema che non esiste? Il prezzo non è tutto. Io ad esempio preferisco un punto vendita e assistenza vicino, consulenti preparati e disponibili, affidabilità dell’azienda a cui affido i miei soldi, possibilità di provare le auto, velocità nel risolvermi eventuali problemi, tempi di consegna rapidi, ritiro della mia permuta. Il prezzo è anch’esso importante, certo, ma nell’artcolo mi sembra strumentale ad una forma di populismo che una rivista importante come QR non ha bisogno di cavalcare.

 

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