In difesa delle donne al volante pericolo costante

novembre 23, 2017  |  Senza categoria  |  85 Commenti  |  Lascia un commento

Sfatiamo un mito. Donna al volante, pericolo costante non è più una verità. Per anni, meglio ancora decenni, il refrain ci ha accompagnato in aggiunta a sorrisini e scongiuri ma adesso, se si crede a una ricerca dell’Institute of Transport Economics pubblicata su Frontiers in Psychology, risulta che i giovani uomini sono quelli che commettono più distrazioni. La ricerca è stata effettuata in Norvegia, però c’è da credere che anche da noi il risultato non si dovrebbe discostare molto.
Gli studiosi hanno preso in esame due gruppi di persone: un primo composto da 1100 studenti di scuole superiori, un secondo da un campione di 617 uomini e donne rappresentativo della popolazione norvegese. Sono stati somministrati loro degli appositi questionari sulle distrazioni alla guida e i risultati hanno permesso di rilevare che le donne, soprattutto un po’ più adulte, e coloro che sentivano di poter avere il controllo di ciò che può disturbare al volante riportavano meno disattenzioni.
Oggi siamo circondati da persone che guidano molto piano e molto male, e se ben guardiamo sono individui piuttosto giovani anziché attempati guidatori. Conducenti che lambiccano sul telefonino, che chiacchierano con i passeggeri non guardando la strada davanti, che staccano le mani dal volante per dar vita a goffi balli a ritmo di musica sparata al massimo. L’auto non è più considerato un mezzo di trasporto, bensì una scatola di ferro dentro cui si può fare tutto anziché stare concentrati, quasi che la guida autonoma ci sia già anche se invece è ancora lontana da venire.
Temo che si sia perso il senso del pericolo, quello che un tempo veniva soprattutto dalla tentazione di pigiare sull’acceleratore. Paradossalmente, adesso che quasi tutti vanno molto più piano che in passato, ci sono più rischi perché ci si sposta con la testa tra le nuvole, o comunque impegnata altrove. Anche le donne, si badi bene, non ne sono esenti. Telefonano quanto i maschi e molte volte manovrano sgraziatamente, però hanno più paura e spesso il loro procedere lentamente, e quasi sempre a centro strada, non è dovuto a distrazione ma piuttosto all’insicurezza che le porta, se non altro, a fare più attenzione a dove mettono le ruote.
I giovani, invece, a mio personalissimo avviso guidano molto peggio che un tempo perché hanno tanta passione in meno per l’automobile: si credono esageratamente sicuri e liberi di fare quello più li aggrada, anche leggere il giornale come tanti sconsiderati al volante facevano una volta. Con la differenza che se già era pura follia sfogliare un quotidiano alla guida, figuriamoci sfogliarlo sul telefonino, magari contemporaneamente rispondendo a un post su facebook e mettendo la didascalia a una foto su instagram.
E non mi rassicura che la ricerca si stata fatta in Norvegia, cioè tanto lontano da noi. Temo invece che scendendo verso sud i problemi aumentino invece che diminuire.



85 Commenti


  1. Caro Direttore, cari amici,

    Le donne sono esseri superiori, ne sono convinto da sempre.
    Non sono un mammone, anzi, ma molte delle donne che ho incontrato nella mia vita, una su tutte, mia moglie, le considero superiori a me e a buona parte degli uomini che conosco.

    Tuttavia……Mia moglie guida meglio di me, è più prudente, più attenta. Però guida molto meno di me, per tratti più brevi, se è un po stanca ovviamente guido io, di sera con la pioggia non ha una visione perfetta della strada quindi si rifiuta di guidare, ecc. ecc.
    A mio parere molte donne assomigliano nei comportamenti alla guida alla mia dolce metà.
    Quando invece per motivi diversi che vanno dalle necessità lavorative a situazione personali la donna si ritrova nelle stesse condizioni dell’uomo, ne assume i comportamenti tipici, nel bene e nel male.
    Se mettete delle educande a scaricare carbone sulla banchina di un porto insieme ai peggiori bestemmiatori, in poco tempo le giovin fanciulle ne avranno adottato tutti i difetti, dallo sputo dell’espettorato, al fumo di materiali improbabili, alla grattata ai paesi bassi…..e non intendo l’Olanda.
    Già da decenni in Francia l’emacipazione femminile ha portato le donne ad entrare nelle fabbriche siderurgiche o metalmeccaniche, piuttosto che i lavori nella cantieristica di ogni tipo. L’ambiente non ne ha fatto il più fulgido esempio di femminilità…….
    Un donna che percorre 50.000 km. annui in giro per l’Italia per motivi professionali, in breve tempo guiderà la propria auto esattamente come il suo omologo maschio,

    Statisticamente nel nostro Paese per motivi sociali e culturali la maggior parte delle donne si comportano come mia moglie più che come una metalmeccanica Francese. Pertanto provocano molti meno incidenti di noi uomini e sono più ben viste dalle compagnie di assicurazione.

    Mano male che ci sono anche loro su sta Terra.

    Un caro saluto a tutti,

    Dario G.

  2. In generale concordo su quasi tutto, ma non sfaterei del tutto la diceria. Al limite la estenderei, proprio perché troppa gente, uomini donne o ragazzi, al volante prestano ben poca attenzione. Da pedone, con due km a piedi da fare dal parcheggio all’ufficio ogni giorno (tra andata e ritorno, in centro a Novara), credo però che le donne siano più distratte degli uomini, che pure peccano, e molto. Telefonano troppo anch’essi, sia chiaro, ma i più un occhio alla strada lo danno. O sembra che lo diano. Le donne, da quel che ho notato, se hanno lo smartphone in mano puntano soprattutto quello. Io quando devo attraversare la strada alla Barriera Albertina (spartitraffico costituito da una sorta di mini isolato con due piccoli edifici ottocenteschi, il limite ovest del centro storico) preferisco aspettare e non attraversare, pur avendo la precedenza (sulle strisce). Appena c’è margine attraverso, ma non mi fido più di chi sopraggiunge…PS: una volta il pericolo era dato da tanti, un po’ troppo esaltati, che eccedevano con il gas; adesso magari se ne vanno a 70 quando il limite è 90, rallentando il traffico, ma senza guardare dove vanno, con tante mine vaganti cittadine. Ecco, non sono più dei razzi, ma delle mine… Sui giornali locali il numero di articoli di cronaca riguardanti uscite di strada sul dritto, e senza particolari livelli alcoolici, sta diventando preoccupante.

  3. Sinceramente un questionario non lo vedo una base realistica per effettuare valutazioni sulla guida.

    Per la mia esperienza a me pare che le donne tendano a distrarsi di più degli uomini. L’abitudine di dover fare PR quando si è in auto è maggiore nelle donne che negli uomini. Una mare ne vedo mettersi a telefonare non appena salite in auto una volta uscite dalla palestra o da lavoro.
    Sicuramente le donne, rispetto al passato, hanno fatto un salto in avanti notevole. Ma se prima la donna era quella indecisa alla guida di un’utilitaria ora invece è la spavalda sul suv del marito. Questo, in parte, mi preoccupa. Poi magari funziona così solo davanti alle scuole cui passo vicino quando mi reco in ufficio.
    Comunque sia per la mia esperienza ritengo che alla guida si distraggano più le donne degli uomini.

    Già che ci siamo volevo far notare un’altra tendenza cambiata. Ricordo da ragazzo quando i “coglioni” al volante erano mediamente i ragazzi che si permettevano vetture pompate come Clio Williams, 205 GTI, Renautl 5 GT ecc ecc. Adesso, invece, il “coglione” medio ha tra i 40 ed i 55 anni e guida premium o suv premium.

    Cambiano i tempi.

    PS: mi aspetto subito qualcuno che dirà che generalizzo e sono sessista e razzista ed omofobo :P

    • “PS: mi aspetto subito qualcuno che dirà che generalizzo e sono sessista e razzista ed omofobo :P

      :-)

    • Secondo me è azzardato pensare che tutti i guidatori modifichino le proprie abitudini in maniera radicale andando avanti con l’età.
      Sicuramente con l’esperienza si diventa più abili,e poi andando ancora avanti parte di questa abilità va persa quando si invecchia.
      Si diventa anche un po’ più consapevoli e tranquilli,ma anche qui ci sono delle eccezioni.
      Però quelli che guidavano come dei folli a vent’anni,e magari avevano una piccola vettura pompata con cui bruciavano le berline di lusso ai semafori,oggi guidano ancora,tranne chi è finito a suo tempo contro un albero (e chi ci è andato solo vicino non si sarà per forza dato una calmata).
      Non saranno rimasti tali e quali ma secondo me non è lecito aspettarsi che una persona che a vent’anni era assolutamente imprudente a quaranta sia diventata un’angelo.
      Per me alcuni anche quando gli vengono i capelli grigi,anche quando passano a vetture più alte e più comode,non tagliano del tutto i ponti col proprio passato.
      Senza contare poi che una vettura moderna con motorizzazione diesel va più forte di una sportivetta degli anni 90,quindi vetture più tranquille fino a un certo punto,hanno semplicemente una vocazione meno sportiva.
      Io i sorpassi peggiori li vedo fare a guidatori coi capelli grigi,mi sembra che mediamente abbiano meno pazienza e quindi tendano a esagerare,almeno sulle strade extraurbane.

    • Omofobo no, a meno che tu non abbi incluso i gay nella categoria “donne” ;-)

    • Certo che sei sessista, razzista ed omofobo: io te l’ho fatto notare da quando partecipo (e non è pertanto da pochi anni…) a questo blog. Ma non è colpa tua, cioè qualcosa a cui tu possa rimediare: è proprio scritto nel tuo DNA!
      E francamente non ti invidio…
      Senza offesa
      Cordialmente
      Salvatore

      • Beh, dare a uno seriamente del sessista, razzista e omofobo senza offesa è un po’ complicato…

        • Niente affatto, Direttore…Se io qualifico “nazista” una persona perché condivide l’ideologia contenuta nel Mein Kampf, non per questo tale persona si offenderà. Anzi, può darsi che si sentirà orgogliosa del mio apprezzamento pensando tra sé di essere un buon nazista. E di nazisti il mondo è ancora pieno…Ma loro ritengono di essere nella ragione e che non sia sbagliato essere antisemiti, omofobi, maschilisti, ecc. ecc. Ci si lamenta perché Mladic non si è pentito del genocidio da lui attuato e per il quale è stato condannato all’ergastolo: ma lui continua a credere di essere nel giusto e che la condanna subita sia profondamente ingiusta.
          Perché dovrebbe offendersi Nascar se io lo qualifico sessista se per lui (lo ha già detto in questo blog) il movimento femminista è stato una cosa deleteria? Oppure se invece della legge sulle unioni civili il Parlamento avrebbe fatto meglio ad impiegare il suo tempo approvando altre leggi più (?!?) urgenti, a suo avviso, per il popolo italiano? Non c’è mica nulla di male a pensarla così: ognuno è libero di esprimere le sue opinioni, senza offendersi però se viene poi qualificato omofobo, razzista e sessista.
          Cordialmente
          Salvatore

        • Francamente, senza nulla togliere ai molti casi di discriminazione reali, sono offese che da qualche tempo vengono lanciate fin troppo gratuitamente, con picchi persino ridicoli (ho letto attacchi, da parte di un blogger di un quotidiano, nei confronti di un sussidiario delle elementari -si parla di prima o seconda, non oltre- che mostrava due disegni raffiguranti un uomo, nominato correttamente “uomo”, e una donna con bimbo, definita “mamma”, non necessariamente legata alla figura maschile. Il blogger si è scagliato contro quello che ritiene essere un caso di sessismo ridicolo. Immagino quanti bimbi di 6 o 7 anni, all’inizio del percorso formativo, siano rimasti turbati da ciò: zero.). Lasciando da parte le gravità, e restando sul “generale” preferisco quelli che non si sdraiano sul politicamente corretto, e su quello che si vuole che si dica. Se l’esperienza diretta mostra un numero di donne più propense alla distrazione ritengo lo si debba dire: altrove magari sarà diverso. Ciò non implica inferiorità della donna nei confronti dell’uomo. E credo che qua dentro ci possa pure stare sia l’accenno al vecchio detto “donna al volante” sia le battute sui “coglioni” alla guida spericolata di sportivette, come ha fatto Nascar. L’ eccessiva ingessatura rende rigidi…

          • Ma l’esperienza diretta personale non conta un fico secco…Io posso dire quello che voglio, ma prima di stigmatizzare il comportamento di un sesso o dell’altro devo avere elementi oggettivi di valutazione. pertanto la frase “donne al volante pericolo costante” è soltanto una vieta, usurata, del tutto obsoleta frase che nasconde spesso uno spirito sessista e comunque di pregiudizio nei confronti del comportamento altrui (in questo caso delle donne al volante).
            Cordialmente
            Salvatore

          • Questo fare sempre riferimento al “politicamente corretto” nasconde spesso e volentieri una povertà di idee con la quale non si riesce a controbattere a sufficienza e a dovere le critiche di pregiudizio mosse dagli altri nei confronti delle proprie affermazioni.

          • Tra l’altro io posso dire che per mia esperienza ho visto più uomini distratti al volante invece che donne, ma, come giustamente rileva Zinzanbr, anche questa mia osservazione non può essere presa a pretesto per dire che oggettivamente gli uomini siano più distratti delle donne al volante. Basta non avere pregiudizi in un senso o nell’altro…
            Cordialmente
            Salvatore

          • Quindi l’eccessiva ingessatura, caro Luca, si ritorce proprio contro di voi, che non fate altro che ripetere luoghi comuni…
            Cordialmente
            Salvatore

          • Luca,
            oramai parole come “fascista” e “razzista” sono semplicemente utilizzate come armi per azzittire ed additare in maniera negativa l’interlocutore non appena la pensa diversamente da quello che viene imposto come pensiero comune.
            Quando non hanno argomentazioni ti danno del razzista così devi star zitto e sei brutto e cattivo.

          • Mi tengo la mia povertà di idee. La penso all’opposto, ben sapendo che le esperienze personali, come ho spesso scritto, hanno un valore relativo e non assoluto. Ma non mi si ritorce nulla, figuriamoci…

          • Se tu dici ad un esponente di Forza Nuova che vuole organizzare una sfilata che festeggi la ricorrenza del 28 ottobre che è un fascista, ti risponde esattamente come NascarMan poco sopra…
            Cordialmente
            Salvatore

          • Ma tra far notare che la famosa diceria (brutta e rozza? ok, va bene) non è del tutto estinta, senza per questo mettere sul piedistallo altre categorie, e Forza Nuova, ce ne passa. C’è un ampio spazio di opinioni, di elementi riferibili a dati certi, a esperienze dirette e quindi a dati non certi, ok, ma esistenti -ammesso che si abbia la buona volontà, qua dentro e parlo in generale, di ritenere i pareri dei vari utenti attendibili senza relegarli a ciarlataneria- tra i due estremi.

          • @ Luca
            @ Lucio
            Anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno. Cosi’ un fascista puo’ anche dire qualcosa di giusto, pur essendo fondamentalmente un pirla.
            Definire qualcosa come sbagliata, rozza, schifosa ecc… solo perchè l’ha detta un fascista senza entrare nel merito della cosa in sè è quanto di piu’ superficiale, ideologico e… ignorante ci possa essere. Se un fascista dice che un albero ha le foglie gialle, bisogna contestare il fatto a priori solo perchè l’ha detto un fascista?

        • caro direttore, attento che ci infiliamo in un cul de sac a disquisire se un’offesa è tale solo se cosi’ ricevuta dal destinatario.
          Per quanto mi riguarda, offendere è una cosa che prescinde da come il desitinatario dell’offesa stessa la recepisce. Se l’intenzione è quella di denigrare una persona dando appellativi parecchio severi, non c’è minimamente una riduzione di effetto se l’altra persona ne va fiero.
          Oppure dovremmo concludere che se dai dell’handicappato a una persona severamente minorata mentale, tale che non capisce cosa gli hai detto, tu hai la coscienza a posto, perchè non si è sentito offeso.
          Ma qui l’unica legge che conta sembra essere quella di Salvo. Colui che tutti puo’ apostrofare, ma se gli dici che la sua dialettica forse puo’ convincere un elettore dei 5 stelle si offende quasi come fosse stato colpito da un carro armato.

      • se del sessista, razzista ed omofobo me lo da una persona presa dalla corrente del “politically correct” allora non mi offendo, anzi, lo trovo un complimento.

        Effettivamente dice bene il Direttore, il Senza offesa e Cordialmente sembrano un po’ un paradosso.
        Sai che il sentimento di “non invidia” è reciproco. E preferisco di gran lunga i “difetti” del mio DNA a quelli del tuo. :’)

        • anche quando ti scrivono minacce di denuncia con annessi risarcimenti miliardari iniziano la lettera con un “gent. mo sig,”
          Pura manifestazione di esteriorità lucidata come se fosse argento, ma che nei propri geni ha gli atomi di una lega di stagno.

    • Sinceramente non ho elementi per fare una statistica, anche se basarsi sulle risposte dei suddetti questionari mi pare introduca una percentuale di incertezza non indifferente. Una statistica più veritiera, ma solo per misurare la prudenza e non certo l’abilità di guida, sarebbe quella di misurare il numero di incidenti con colpa o comunque in qualche modo provocati (per esempio tante donne appena si accorgono che le stanno per sorpassare accelerano, che è vietatissimo ma anche in caso di incidente difficilmente rilevabile) però in rapporto ai km percorsi, il valore assoluto porta a conclusioni falsate. Perché gli uomini mediamente percorrono molti più km delle donne e non c’è bisogno di fare una statistica.

  4. Guidare meglio e essere più prudenti sono o meno la stessa cosa dipendentemente da cosa si intende per guidare meglio.
    Le femmine (se uso il termine maschio devo usare il termine femmina e se uso il termine donna devo usare il termine uomo) sono notoriamente più prudenti dei maschi e ciò è dovuto alla selezione naturale dei millenni precedenti, a partire dalla preistoria, quando il rischio dei maschi dava un vantaggio nella probabilità di riprodursi e viceversa per le femmine c’era un vantaggio ad essere prudenti. Oggi che non c’è più o quasi questo tipo di selezione, sia la propensione al rischio che altre caratteristiche nei due generi sono meno lontane che in passato e si avvicineranno sempre di più.

  5. boh, se la ricerca è stata fatta tramite la somministrazione di questionari anzichè su un’osservazione diretta o statistica, lascia il tempo che trova.
    Non ho mai considerato attendibile la diceria, ma a prima vista nemmeno la smentita sembra cosi’ inattaccabile.
    Ma concordo con quanto dice il Direttore in fondo al suo commento. Piu’ che un problema di genere, mi sa che assistiamo a un problema di età.
    Ci troviamo personaggi che portano il cappello anche in agosto che sono una mina vagante, giovani che sembra stiano guidando nei videogames e una grossa fascia di mezzo che tende sempre di piu’ ad essere aggressiva alla guida, con comportamenti che sfociano in vere e proprie aggressioni fisiche.
    Che bel futuro che ci attende.

    • colpa della società. Senza entrare nella morale e negli esempi di vita ma basta vedere il “voglio questo subito” od il “serve ieri”.

      A lavoro ti riempiono di frettolosità anche quando non serve. Il risultato è che siamo diventato così. Ordini roba da internet? La vuoi subito. Porti il PC con cui navighi su FB a riparare? Lo vuoi subito e vuoi passare davanti a chi gli serve per lavorare (che pure loro avranno detto al commesso, giustamente, che gli serve subito),

      in pratica ci siamo accelerati al punto che la carica di stress in corpo sale ogni giorno sempre di più E se poi si aggiungono gli eventuali problemi personali e e le condizioni di ciò che ci circonda non posso che pensare che gli eventi di rissa aumenteranno sempre più.

      • hai parzialmente centrato il problema. Secondo me alla fine l’accelerazione della società ha fatto da detonatore a una miriade di altri problemi che già nel passato comunque condizionavano una certa aggressività o impazienza di fondo.
        La differenza a mio avviso la fa l’amplificazione esponenziale del modello consumistico, che si puo’ diffondere in modo sempre piu’ capillare e che stuzzica l’invidia sociale. E’ stato sdoganato il principio secondo cui è giusto che tutti abbiano tutti. Un proncipio falso come Giuda, ma che è serviuto negli anni scorsi per pompare l’economia a dismisura, creando un modello insostenibile i cui risultati già ora sono evidenti, e che diventeranno ancora peggiori in futuro.
        Ritorneremo probabilmente ai livelli pre-rivoluzione francese, dove pochi hanno moltissimo e moltissimi hanno poco. E non si tratta solo di cose superflue. Il discorso è troppo lungo da affrontare in questa sede, ma dovremmo iniziare a comprendere come ci siamo infilati in un corridoio che porta al suicidio.

  6. Io penso che per quanto riguarda la guida la parità sia stata ormai raggiunta,se in passato molte donne non guidavano (cosa che probabilmente falsava un po’ le statistiche sugli incidenti a favore del gentil sesso) oggi penso che quasi tutte le ragazze compiuti 18 anni si iscrivano a scuola guida come i loro compagni di scuola maschi.
    Dal punto di vista della distrazione c’è poco da scegliere.
    Non penso nemmeno che le guidatrici,almeno quelle giovani,siano più prudenti,ne conosco molte che non hanno alcuna paura e sono capaci di viaggiare a 60 km orari in città senza guardare la strada,o toccare i 140 su limite dei 90 in tangenziale.
    Non sono nemmeno d’accordo sul fatto che siano solo i guidatori più giovani a distrarsi,vedo tanti adulti con lo smartphone in mano o che gesticolano parlando e fanno lo slalom.
    E se anche si distraggono meno hanno dalla loro la maggiore esperienza,che a volte porta l’eccesso di sicurezza che li porta a ritenersi dei piloti infallibili e fare sorpassi al limite.
    Quando devo attraversare la strada onestamente non so cosa augurarmi,è meglio attraversare quando transita un’auto guidata da un giovane,maschio o femmina,distratto o un guidatore che ha superato i sessanta magari con vista e udito non perfetti…
    L’unica cosa certa è che il fatto di avere la precedenza sulle strisce non infonde,almeno in me,alcun senso di sicurezza.
    Se l’auto che sopraggiunge viaggia veloce o il guidatore non mi sembra concentrato sulla strada la lascio sfilare perchè alla fine se quello,o quella,non frena le gambe ce le rimetto io.
    Concordo con entrambi i commenti precedenti.
    Il senso di emulazione ha portato in certi casi le donne a imparare i peggiori comportamenti maschili,più che di emancipazione si potrebbe parlare di regressione.
    Quanto alla barriera albertina secondo me è uno degli incroci più assurdi della città,due flussi di traffico congiungono e sia chi ha la precedenza,sia chi deve concederla,procede guardando di lato per vedere cosa fanno le altre auto.
    E la barriera rappresenta un ostacolo visivo gigantesco,chi svolta a sinistra per aggirarla si trova a ridosso del secondo attraversamento pedonale quasi alla cieca.
    Secondo me le strisce pedonali in quel punto non dovrebbero proprio esserci,è troppo pericoloso attraversare in quel punto.
    Anche vicino a casa mia ci sono due o tre criticità facilmente correggibili,ho provato a segnalarli alla giunta precedente e attuale ma non ho ottenuto alcuna risposta,e dire che dei pedoni sono già stati investiti e un obbligo di svolta a destra avrebbe potuto evitare tanti incidenti senza incidere sul traffico…

  7. Aggiungo una considerazione.
    Spesso si sente dire che i giovani sono sempre meno interessati all’auto (sempre meno interessati un po’ a tutto secondo me) e che questo comporta una minore voglia di imparare a guidare in loro.
    Non voglio difendere la più recente generazione di guidatori,che secondo me è indifendibile poichè ormai schiava dello smartphone,però mi viene da chiedermi se i giovani di un tempo,che ora hanno figli e nipoti,avessero una passione sana o malsana per l’auto.
    Desideravano imparare a guidare meglio oppure semplicemente osare di più e andare più veloce,e osando imparavano,poco o tanto,loro malgrado,anche sbagliando e finendo in qualche fosso ogni tanto…
    Va anche detto che il passo avanti compiuto dalle auto rende tutto più sicuro e più facile,anche andare più forte.
    Un neopatentato attuale se ha la fortuna di guidare una vettura moderna può facilmente compiere manovre che richiedevano molto più coraggio e abilità quando le auto erano meno potenti e meno sicure.
    Questo probabilmente contribuisce ad alterare la percezione del pericolo e li porta a sottovalutare quelli che una volta erano dei rischi.
    Anche qui sono indeciso,è meglio un giovane del passato che guidava una medio-piccola benzina con 60 cv oppure un giovane odierno che guida una media,grande e pesante come una berlina grande dell’epoca,magari turbodiesel con 150 cv.
    Quale sia la combinazione meno rischiosa è difficile da dire secondo me.
    Un’auto leggera e lenta,ma anche meno stabile e sicura,con un guidatore che conosce meno distrazioni ma cerca il divertimento mentre stringe il volante,e magari cerca di emulare i piloti che idolatra seguendo ogni gran premio.
    Oppure un’auto più pesante e potente,ma anche infinitamente più facile e con molti più ausili,in mano a un guidatore più distratto ma che transita più che guidare e non cerca,o almeno non sembra dare molta importanza,alle emozioni mentre guida.
    Entrambi gli esempi mi fanno un po’ paura,il primo per eccesso di esuberanza e il secondo per scarsità di interesse nei confronti della guida.
    Forse i primi sono più pericolosi quando la velocità aumenta e i secondi sono letali in città dove la velocità è bassa ma l’attenzione deve essere assoluta.

  8. La distrazione di quelli al volante che fanno di tutto fuor che guidare con attenzione usando “aggeggi” per svago o prendere l’auto come appendice dell’ufficio con leggere un inviare mail,è anche colpa della pubblicità delle auto “sei sempre connesso” o far vedere che se l’auto frena da sola per un pedone che attraversa non visto,i due davanti sorridono soddisfatti per lo scampato pericolo(io passeggero mi arrabbierei e anche molti con il guidatore) e anche questa rivista che magnifica le doti degli “aggeggi di intrattenimento.

    • ecco, questo è un altro tema che secondo me si deve portare avanti. La pubblicità che ci autorizza alla distrazione. E’ inconcepibile. Dopo anni di campagne sulla sicurezza stradale. Secondo me Quattroruote dovrebbe fare qualcosa al riguardo.

    • Io ho il timore sempre più concreto che la frenata automatica possa diventare in futuro il salvavita o la rete di sicurezza dei distratti.
      E la pubblicità sembra andare in tal senso,mi sembra diseducativo far vedere che guidatrice e passeggera (questo si che è un luogo comune perchè nello spot con protagonisti degli uomini la frenata automatica viene provocata intenzionalmente e non per distrazione) dopo aver rischiato di infilarsi sotto un autobus mostrino solo un piacevole stupore e nessun sollievo o pentimento per essersi distratte.
      Passa il messaggio,secondo me,che la distrazione può capitare ma non è grave perchè ci pensa l’auto a fermarsi,invece di raccomandare a chi guida di non distrarsi.

      • Dici bene, zinzanbr: una piccola anticipazione di quel che potrebbe succedere lo si vede oggi a causa delle luci diurne. Tanti non ci pensano più e credono che “luci diurne” equivalga all’accensione automatica dei fari, perché le diurne non sono “deboli” e a prima vista, di notte, sembra che illuminino bene. Dietro, però, il buio pesto. Vere e proprie mine vaganti, in autostrada, ovunque. Tanto ci pensa l’auto…Un poco di colpa è data dai cruscotti che si illuminano all’accensione dell’auto, una volta per vedere gli strumenti dovevi accendere le luci: ma dovrebbe essere la norma, l’accensione della fanaleria da parte del guidatore, non l’eccezione dovuta allo strombazzamento e allo sfanalare di chi rischia l’incidente e cerca così di far capire all’asino che sta viaggiando, di fronte o davanti, senza luci…

        • Io non sono contrario alle innovazioni come la frenata automatica,però mi spaventa pensare che alcune persone possano affidarsi totalmente a tali ausili e smettano di stare attenti facendosi cullare dal senso di sicurezza.
          Lo spot è assolutamente diseducativo secondo me,oltre che sessista perchè non ci hanno messo un ragazzo a fare la figura dell’imbranato ma due ragazze.
          Mentre i ragazzi negli spot dello stesso marchio fanno una figura migliore,si fingono rapinatori per costringere un guidatore a mollare i comandi dell’auto e vedere coi loro occhi se sterza e frena da sola.
          Dove andremo a finire…

          • Neppure io son contrario alle innovazioni, anche se a volte da quel che scrivo pare di si: mi scoccia constatare che parecchie innovazioni diventino troppo spesso un alibi per non pensare e usare buon senso. Il grottesco è che si finisce per auspicare il ritorno al passato oppure all’innovazione che ovvia ai limiti dell’innovazione precedente (visti i casi delle diurne con l’uomo che “si siede”, tanto ci pensa l’auto)

          • per par condicio hanno poi messo un ragazzo a fare la pubblicità della Polo. La stessa VW aveva messo invece una donna distratta a guardare le vetrine e che viene salvata solo dal sistema di frenata di emergenza.
            Concordo con zinzanbr sul messaggio estremamente diseducativo di questi spot. Sono carini e simpatici, non ne dubito, ma fanno passare davvero l’idea che ci si possa distrarre senza pericolo.
            Sarebbe stato meglio invece proporre un esempio in cui, nonostante una persona è attenta, il sistema possa fare la differenza.
            Mi rendo conto pero’ che le case automobilistiche non fanno pubblicità progresso ma vogliono vendere. E chissene se a prezzo di un’involuzione della società

        • Ma un interruttore crepuscolare che di sera o se entri in galleria accende i fari da subito anche se non è un obbligo per legge NO?C’è sulla mia CIVIC del 2007 e aggiungo viste le tragedie capitate:un sensore che sente un peso di almeno 4 kg su un sedile qualsiasi segno che c’è la presenza di un essere umano: un bambino e se esci e chiudi le porte parte il clackson?Con tutte le stupidate inutili di cui sono farcite le auto e che quasi nessuno userà mai,sarebbe meglio togliere qualcosa e aggiungere questi due accessori !

      • Visto che lavoro un po’ nel campo, ti posso dire che l’obiettivo primario, quando non esclusivo, della pubblicità è far vendere e se ci sono da sfruttare dei luoghi comuni, magari anche sbagliati, ma che ti fanno restare in mente il prodotto, si va dritti e basta.

  9. Mediamente le donne guidano meglio degli uomini: lo dimostrano le statistiche relative agli incidenti. Poi magari uno ha avuto un incidente ad un incrocio per colpa di una donna che, distrattamente, gli ha tagliato la strada ed ecco nascere il “pre”-giudizio sulla “donna al volante pericolo costante”…Tale frase, come molte relative al mondo automotive, è nata con la motorizzazione di massa, grossomodo fine anni ’50-inizio anni ’60, quando la maggioranza delle famiglie cominciava a “farsi la macchina”, di solito una 600 o una 500, e la guida era appannaggio del solo capofamiglia. Le patenti femminili, ancora negli anni ’60, costituivano ancora una minoranza rispetto alle patenti maschili. Direi che quegli anni non vadano mitizzati troppo, come spesso viene fatto, perché molte pessime abitudini al volante sono nate proprio con tale motorizzazione di massa. La donna, all’epoca, era molto meno emancipata rispetto ad oggi (non dimentichiamo che la legge di riforma del diritto di famiglia e della parità tra uomo e donna risale soltanto al 1975…) e pertanto era meno disinvolta dell’uomo al volante, ma di solito più prudente.
    Come le barzellette italiane sulle varie nazionalità nascondevano un senso di inferiorità avvertito da chi le raccontava ridendoci sopra ed esorcizzando in tal modo questo senso medesimo, così tale detto, su cui il nostro egregio Direttore ci spinge a riflettere, nasconde(va) il timore di un’emancipazione femminile troppo spinta anche per ciò che concerne la guida di un’auto. Insomma: meglio, se possibile, impedire alle donne la guida, che è cosa prettamente maschile.
    Tutto ciò ormai è antiquariato, almeno per le giovani e giovanissime generazioni: intendo persone con al massimo 30/35 anni. E meno male, perché l’altra metà del cielo, che ha visto anche in Arabia Saudita finalmente riconosciuti i suoi diritti a guidare un’auto, rappresenta da noi un netto minore pericolo rispetto a tanti guidatori uomini che, credendo di saper guidare come piloti di formula 1, mettono giorno dopo giorno, guidando a velocità folli e dimostrando con ciò la loro imbecillità, idiozia, stupidaggine e mancanza di senso di responsabilità, a repentaglio la sicurezza propria e, soprattutto, altrui.
    Cordialmente
    Salvatore

    • Io non posso avere pregiudizi sulle donne: ne va della mia incolumità avendo una moglie che da giovane, nel 1977 per l’esattezza, ha vinto il titolo tricolore rally guidando con indubbia maestria vetture Opel e Porsche…

    • Salvo sapresti dirmi dove poter consultare le statistiche?
      Con una breve ricerca online ho trovato solo dati relativi al numero di vittime della strada.
      Perchè io queste statistiche le avrò sentite citare un milione di volte,anche da persone che non le hanno mai lette (mi riferisco a una conduttrice televisiva che fa del qualunquismo e del luogo comune il suo credo),ma non riesco a ritenerle attendibili,almeno finchè non le leggo e le interpreto.
      In passato secondo me le statistiche andavano prese con le pinze se si riferivano al numero di incidenti senza rapportarlo al numero di guidatori e guidatrici e alle relative percorrenze.
      Proprio perchè come scrivevi anche tu in passato il numero delle donne che guidavano era molto inferiore rispetto a quello degli uomini.
      Se per ogni donna che aveva la patente c’erano 3 uomini patentati,e se il chilometraggio di questi ultimi era molto superiore,derivare una regola dal numero di incidenti può essere fuorviante,sulla totalità dei sinistri era logico che la maggior parte vedessero gli uomini al volante come protagonisti.
      Ora è vero che la situazione è diversa e che la stragrande maggioranza delle ragazze prende la patente come i ragazzi,però non saprei dire se il gap in termini di numero di patenti sia stato colmato.
      Parto anche dalla mia esperienza personale,in tutta la mia famiglia,che era composta da più figlie femmine che figli maschi,si contano soltanto una patente e un foglio rosa tra nonne,madri,figlie e nipoti.
      Mentre gli uomini sono quasi tutti patentati.
      Con questo non voglio sostenere il luogo comune donna al volante pericolo costante,ma penso che anche il luogo comune opposto,secondo cui le donne sono prudenti e gli uomini spericolati,sia da verificare.
      Secondo me proprio come non c’è alcun fondamento nella diceria che vorrebbe gli uomini più abili rispetto alle rispettive sorelle,fidanzate,mogli e figlie; allo stesso modo non si può dare per scontato che le guidatrici siano mediamente più prudenti.
      In tutta onestà devo dire che tra le persone che hanno superato i 60 che conosco il miglior guidatore era una donna,alta un metro e cinquanta ma che portava il suo furgone da 35 quintali egregiamente,era esperta ma allo stesso tempo prudente.
      Mentre quando mi confronto con persone più vicine alla mia generazione posso dire di aver conosciuto delle guidatrici molto disinvolte,rispetto alle quali io e altri miei conoscenti siamo molto più prudenti.
      Io penso che certe statistiche possano essere fuorvianti e alimentare dei luoghi comuni anche quando servono a sfatarne altri.
      La realtà nel nostro paese è che il livello di disciplina e prudenza è in media molto basso,in un contesto simile stabilire chi è meno peggio tra guidatori e guidatrici serve a poco,dovremmo tutti sforzarci di guidare “meglio” e non parlo di abilità ma di efficienza,prudenza,attenzione e sicurezza.

      • Non ho consultato alcuna statistica, ma ne parlavo l’altro mese con uno dei titolari della mia compagnia assicuratrice, del Gruppo Allianz, e questi mi ha confermato che esistono tali statistiche. Ma francamente, se tu mi dicessi di mettere la mano sul fuoco su ciò, mi asterrei dal farlo…Per il resto condivido quanto tu dici. Sta di fatto che attualmente non credo che il numero dei guidatori sia superiore a quello delle guidatrici in termini assoluti e che il chilometraggio percorso attualmente dai due generi sia troppo dissimile.Quindi fare delle statistiche, per le Compagnie assicuratrici, dovrebbe essere adesso la cosa più semplice possibile.
        Cordialmente
        Salvatore

        • Chissà se l’assicuratore avrà letto queste fantomatiche statistiche o ne avrà solo sentito parlare.
          Onestamente quando sento qualcuno che le cita per dare la colpa di tutto quello che succede sulle strade ai guidatori di sesso maschile sono molto scettico (ce l’ho sempre con la conduttrice),mi sa tanto di luogo comune.
          Bisognerebbe verificare sul libretto rosso di Qr se le compagnie assicurative offrono alle guidatrici polizze scontate ritenendole guidatrici più prudenti e per loro clienti con minor rischio di fare incidenti.
          In caso contrario o le statistiche non dicono esattamente quello che si sente,o non sono ritenute attendibili,o le assicurazioni se ne fregano e fanno pagare a tutti le polizze a prezzo pieno…

          • In effetti sono entrambi luoghi comuni: sia dare sempre la colpa agli uomini, sia dare sempre la colpa alle donne.
            Cordialmente
            Salvatore

  10. Secondo me tutti si distraggono più o meno nelle stesse percentuali. E concordo sul vedere un calo vertiginoso di passione per l’auto. Ai miei tempi (da giovane) si guardavano le auto come punto di arrivo di una persona. Avere una bella auto (magari sportiva potente) era considerato un must. Ora è un must avere l’ultimo telefonino, l’ultimo tablet, l’ultimo orologio con funzione telefono. Quando incrocio le altre persone nelle auto, le vedo accovacciate su quel maledetto monitor anzichè guardare il panorama o la strada (magari 4 occhi vedono meglio di 2).
    Io, forse, ormai faccio parte di una categoria che si sta decimando. Mi piace guidare, mi piace viaggiare, godermi l’auto che sto guidando. Mi piace andare veloce (ogni tanto vado in pista con la mia auto o, se capita, con promozioni di concessionarie). Mi piace guidare al meglio, restando concentrato su quello che mi accade intorno e due mani sul volante, sempre.

    • Due mani sul volante che esagerazione…a che serve?
      Una al massimo così con l’altra si può tenere il telefono,magari in basso per non farlo vedere alle Fdo così gli occhi sono proprio puntati da tutt’altra parte rispetto a dove dovrebbero guardare.
      Tra l’altro io mi chiedo ma hanno tutti il cambio automatico?
      Oppure mettono la terza e poi tengono quella per tutto il tragitto?
      Dato che la mano destra è sempre più spesso impegnata col telefono cambiare le marce col manuale diventa complicato…

      • Eh già, il caro vecchio cambio manuale è stato spesso schernito perché non consente di tenere entrambe le mani sul volante in ogni momento, a prescindere dal discorso “prestazioni”. In teoria sarebbe anche condivisibile. La realtà è differente: e l’automatico è il miglior alleato dello smartphone (d’altronde ci si deve allenare, in vista della guida autonoma…così Quattroruote diventerà Quattroschermi). Ma ho notato molti, evidentemente passati da poco tempo da tre a due pedali, che guidano lo stesso con una mano sola: l’altra rimane poggiata sulla leva, anche se non si usa (percentuale di chi usa la leva in sequenziale, in città -che è poi il luogo migliore per osservare il comportamento degli automobilisti, almeno in certe condizioni-, quasi nulla). E’ un comportamento sbagliato, retaggio di comportamenti errati e abitudinari praticati con il manuale. Il cambio si manovra quando c’è da cambiare, altrimenti mani sul volante, entrambe, sempre. Al limite se il cambio è valido e si usa con soddisfazione, e se la coppia lo consente, si cercherà di usarlo con maggiore frequenza, dove è permesso godersi la strada…

        • Ci vorrebbero anche i paddle allora,o in casi estremi ammanettarli al volante…
          Io nemmeno col manuale tengo la mano destra sul cambio,nemmeno quando vibra un po’ e mi da fastidio.
          A parte che ho letto sul libretto d’uso e manutenzione che potrebbe addirittura essere dannoso per il cambio.
          Il fatto grave secondo me è che prima,quando i telefoni erano solo telefoni,alcuni li impugnavano con la sinistra e quindi usavano la destra per sterzare e cambiare (cosa pericolosa sia chiaro).
          Ma lo smartphone è già più complicato da usare con la mano non dominante,io non riesco nemmeno seduto sul divano a usare la sinistra,e siccome la maggior parte delle persone sono destrorse devono usare la destra.
          In questo modo la sinistra è sempre sul volante (almeno quella) e alla destra viene richiesto comunque di fare il doppio lavoro e alternarsi tra il cambio e lo smartphone.
          Che sia anche questa la ragione per cui l’automatico si sta diffondendo sempre di più???

          • Si diffonde perché è comodo per chi macina 50000 km all’anno, molti quali nel traffico, per chi non esce dalle metropoli, e per chi vuole un minor impegno possibile alla guida, questione di gusti. Il resto del gradimento è legato all’immagine: “ho l’automatico, sono figo, sono “arrivato”". L’opposto di un tempo. Ovviamente io sono vecchio stampo…

          • Io ho appena visto un’Audi A4 con cambio multitronic,mai avuto un particolare interesse ne per la casa dei 4 anelli ne per gli automatici,però devo ammettere che mi ha stuzzicato.
            Spero che non mi succeda lo stesso in futuro anche andando a vedere un suv…

          • ti capiterà di sicuro… fino a pochi anni fa avrei considerato solo coupè o cabrio (o al limite coupè 5p), ora mi ritrovo a valutare auto come Stelvio e Velar…
            I tempi cambiano,
            Sono certo che anche il Cav mai avrebbe ipotizzato di apprezzare una barca come la Insignia fino a 20-30 anni fa…

          • Per ora resto fedele ai gusti classici,berline e station wagon (anche se sono tremendamente passate di moda).

          • dici che le SW sono passate di moda? Ok, non faranno piu’ status symbol, ma ne vedo ancora parecchie, almeno in Europa. Ecco, le berline 4p si’ che ormai mi paiono sul viale del tramonto e resistono in Europa dell’est. Ovvio che oltreoceano e in Asia la situazione puo’ essere diametralmente opposta.
            Ma ricordati il mio oracolo: anche tu morirai suvvista :-) :-) :-)

          • Forse le station wagon grandi resistono ancora,ma sono quelle medio piccole che sono sparite.
            Prima tutte le segmento B avevano anche la versione station wagon,ora ci sono ancora ma non se ne vedono più perchè allo stesso prezzo ci sono i piccoli suv che fanno tendenza.
            Invece le berline medie come la Tipo che sono state per anni relegate nei mercati più poveri a me non dispiacciono.
            Se dovessi mai acquistare una Tipo prenderei o la berlina o la station wagon ma assolutamente non la 5 porte.

          • Dimenticavo.
            Spero che succeda il più tardi possibile,o almeno non prossimamente perchè ho “solo” trent’anni,ma mi sentirei di scommettere che non morirò suvvista.
            Magari,quasi sicuramente,guiderò un’auto elettrica ma non penso che sarà un suv.
            Tenendo anche presente che l’idea della famiglia numerosa non mi aggrada.
            Mi sentirei di scommettere 5 euro,vogliamo risentirci tra cinquant’anni e vedere chi ha azzeccato la previsione? ;-)

          • forse conviene fare 40… tra 50 anni ne avro’ (se ci arrivo) circa 90 e potrei avere difficoltà a riconoscere un SUV da un coupè :-)
            Ma per avere un SUV non serve avere famiglia. Anzi credo proprio che chi ha davvero famiglia si rivolga piu’ a Auto tipo MPV o Station. Io almeno personalmente vedo molti piu’ single che famiglie alla guida di un SUV

          • verissimo comunque quanto dici sulle piccole SW. Auto che ho sempre peraltro considerato molto poco riuscite (e in effetti non ricordo nemmeno in tempo di boom SW un solo modello che abbia venduto davvero tanto… certe schifezze tipo Corsa SW o 206 SW facevano accapponare la pelle già allora…
            Sulle medie (segm C ) e le medio grandi (segm D) tiene ancora bene come tipologia, le grandi (E) invece mi paiono molto in affanno soprattutto per il fatto che a quei prezzi i SUV sono molto piu’ appetibili e si svalutano molto meno. Basta guardare quanto Vale una A6 full dopo due anni per rendersi conto di come forse il segmento ormai sia destinato a scomparire

          • A me l’ultima generazione della Ibiza piace più in versione SW che normale,anche se non se ne vede una.
            E poi mi piace il concetto,un’auto con motori piccoli e costi di gestione identici a una segmento B con un po’ di spazio in più.
            Non direi,le famiglie cosa comprano allora?
            Le SW non vanno più tanto (e quelle grandi hanno motorizzazioni impegnative per una famiglia con un reddito non molto elevato),le berline e le medie non offrono spazio sufficiente,le monovolume sono sparite…chi ha due o più figli deve per forza comprare qualcosa di abbastanza grande.
            Fuori dalle scuole di suv,compatti e non,se ne vedono.
            Io ragiono probabilmente in maniera retrograda ma non prevedendo di avere figli non saprei cosa farmene di una vettura eccessivamente grande,e di conseguenza impegnativa da mantenere,per una coppia.
            Preferirei una berlina o una SW (peccato che le fastback le facciano solo i marchi premium) gestibile con lo spazio necessario per tutti i giorni e per carichi superiori occasionalmente.

          • cosa comprano? Beh, basandomi sulla mia (limitata) esperienza personale vedo che chi ha figli compra spesso auto tipo Meriva, C-max, B-max, 500 L e cosi’ via. Le MPV di dimensione medio-piccola insomma, capaci di garantire spazio e versatilità a costi contenuti. Altre famiglie che conosco hanno in casa una SW segmento C (Astra, 308 ecc…). Non pretendo ovviamente di stabilire regole generali con la mia modesta esperienza, ma penso di poter affermare con buona approssimazione che il SUV non sia considerato auto da famiglia. Che poi qualche famiglia decida di sacrificare aspetti razionali in nome di un’immagine piu’ forte… :-)
            Non hai tutti i torti sulla Ibiza. L’ultima serie è buona anche in versione SW. La vecchia serie, declinata anche in salsa VW come Polo SW era semplicemente inguardabile invece…

          • L’Ibiza SW ce l’ha mio padre, del 2013. 1600 turbodiesel. Un flop. Parecchie noie al motore (più volte in “protezione”, spesso all’improvviso in autostrada), rapporti cambio troppo lunghi, freni scarsi (non so perché, l’ha presa con i tamburi dietro, non ha chiesto e gliel’hanno rifilata). Ha spazio e un buon baule in rapporto alle dimensioni. In compenso si è bucato il rivestimento del sedile guida, senza che l’auto venisse usata in malo modo. Non ha neanche 70000 km, dopo l’aggiornamento dieselgate sembra sia passata da 90 a 75 cv…Si è stufato e gli arriverà una Crossland, da 120 cv: non era uno da suv, mio padre, ma ci sono esigenze extra, e quindi…Ha provato anche la diesel da 100 cv, dopo quella più potente: “no, prendo quella da 120…”. Manuale, ovvio. Buon sangue…Io non sono molto convinto, però, dovrà ricordarsi dell’ad blue…mah. Pure io non sono da suv. Trovo però particolarmente riuscita la Hyundai Kona, davvero equilibrata (e in fondo ha proporzioni da berlina, giusto pochi cm in più ma è sufficientemente bassa): peccato che, a quanto pare, il diesel da 136 cv sia abbinato solo al doppia frizione. Ergo, se la tengano in concessionaria…Fra poco più di un anno ne faccio 40, un pensierino ad uno sfizio lo sto facendo: e non sarà un suv. Le sw tengono botta solo per alcuni modelli (serie 3, classe C, A4…), forse la Giulia avrebbe meritato una sw, ma se c’è da far quadrare i conti posso capire perché non l’abbiano fatta.

          • Mi spiace che si sia rivelata poco affidabile,qualche anno fa acquistare un diesel di un gruppo tedesco era quasi una garanzia di avere pochissimi problemi.
            Ora tra i diesel super pompati che vanno come dei missili ma mostrano anche delle problematiche di affidabilità,e i filtri antiparticolato che si intasano scegliere il gasolio può rivelarsi un piccolo incubo.
            Oggi sono stato dal mio impiantista per il controllo periodico e aveva la quarta di quindici Jeep Renegade nuove diesel affidategli da una grande società per installare su ognuno l’impianto a metano.
            Mi sembrava un po’ scettico però alla fine lo pagano 2000 euro per ogni vettura quindi se hanno scelto di mettere il metano sul diesel lui gli mette il metano.
            Proprio mentre percorrevo la A26 avevo davanti un’Audi A6 3.0 Tdi che viaggiava a meno di 90 km orari e oscillava a destra e a sinistra,tanto che a momenti la sorpassavo con la mia modesta utilitaria.
            A occhio e croce stava smanettando col telefono,fortunatamente dopo pochi km si è fermato in un’area di servizio.

  11. Premetto che scrivo in tono scherzoso,non voglio scatenare polemiche,però un po’ di tempo fa’ mentre si discuteva sempre di telefonini e di distrazioni io scrissi che anche parlare coi passeggeri distrae,specie se il guidatore stacca gli occhi dalla strada o addirittura si volta verso i passeggeri posteriori.
    Se poi il tono della conversazione è acceso ancora peggio.
    Alcuni mi diedero dell’esagerato,compreso il direttore,ma sono contento di leggere nel suo topic che ha citato anche questo tra i comportamenti che possono portare il guidatore a distrarsi.
    Nel frattempo io non ho cambiato abitudini,faccio ancora fatica a parlare coi passeggeri mentre guido,non sto in assoluto silenzio tipo Lurch della famiglia Addams ma non sono nemmeno il conversatore più brillante e soprattutto non mi volto.
    Anche per questo a volte “sgrido” i passeggeri se mi capita di chiedere loro qualcosa e invece di usare la voce per rispondere si limitano a fare un cenno col capo,visto che io mentre guido non posso guardare verso di loro ma devo tenere gli occhi sulla strada,e che loro non sono come quei pupazzetti a forma di cane che fanno su e giù con la testa,penso che sia meglio usare la voce per comunicare.

    • Non so dove io ho mai scritto che non è un problema se chi guida si gira verso i passeggeri: mi stupisce perché questo è un mio chiodo fisso e chi viaggia con me nota sempre che io non mi giro mai. Si ricorda quando sarebbe successo?

      • http://viamazzocchi.quattroruote.it/senza-categoria/che-cosa-non-puo-piu-mancare-su-unauto-di-oggi/#comments

        In questa discussione ne abbiamo parlato e quando io ho scritto che anche parlare coi passeggeri distrae lei mi ha risposto in modo un po’ provocatorio parlando di divieto di parlare coi passeggeri.
        Ovviamente io non invocavo alcun divieto,dicevo solo che se un guidatore mentre parla ha l’abitudine di voltarsi o gesticolare molto e si distrae,oppure se un passeggero vuole discutere o parlare di argomenti impegnativi e vuole tutta l’attenzione di chi sta guidando,forse sarebbe meglio rimandare la conversazione a un momento più propizio,in cui non si sta viaggiando su un’auto che percorre 30 metri al secondo.
        Penso che non ci sia nulla di esagerato in quello che ho scritto.

        Poi in una discussione molto più vecchia in cui si parlava sempre di telefonino,forse aveva raccontato di aver preso una multa perchè usava entrambi gli auricolari.
        Anche in quel caso io sostenevo che le distrazioni devono essere ridotte al minimo indispensabile,mentre altri,compreso lei,rivendicavano il proprio diritto di parlare o telefonare in auto quanto volevano.
        Pure in quell’occasione io sono passato per l’esagerato perchè ho scritto che le telefonate,ma vale anche per le discussioni coi passeggeri,se non urgenti andrebbero rimandate,mentre invece c’è chi accumula proprio le telefonate da fare per sbrigarle mentre viaggia.

        Però quel topic deve essere molto più vecchio non so se lo trovo.

        Ricordo che conoscevo una coppia,lui non voleva mai litigare e quando la situazione si faceva tesa a casa si rifugiava in un’altra stanza.
        Per questo la sua compagna quando aveva qualche sassolino nella scarpa di cui voleva liberarsi aspettava che lui fosse alla guida,così volente o nolente lui doveva starla a sentire.
        Risultato lui guidava spesso mentre era distratto e arrabbiato e a farne le spese a volte erano gli altri automobilisti che magari venivano mandati a quel paese anche se avevano la precedenza.

      • Ho dimenticato di scrivere che nella discussione più vecchia si parlava sempre di telefonate con auricolare o vivavoce,quindi chi difendeva il proprio diritto di telefonare lo faceva sempre all’interno delle regole ci tengo a precisarlo.
        Non so se questo faccia di me un esagerato ma io ho scritto che anche se con l’auricolare si è in regola e le mani restano sul volante ci si distrae,meno che smanettando col telefono in mano di sicuro ma è comunque una piccola distrazione.
        Se non erro Quattroruote di recente ha fatto un test per vedere di quanto si alzano i tempi sul giro quando il guidatore è impegnato in una conversazione telefonica,anche con auricolare e vivavoce mi sembra che i tempi fossero più alti rispetti a quelli dello stesso guidatore concentrato esclusivamente sulla guida.

        • Non c’è dubbio che se uno tenta il tempo sul giro, se parla al telefono ( a meno che non sia Hamilton) rallenta un po’. Ma non credo che girando per strada uno debba sempre fare il tempo, e penso anche che se i va un po’ più piano non sia un disastro.

          • Ovviamente nell’articolo si parla di tempo sul giro perchè la prova è stata svolta su pista,come è giusto che sia perchè su strada sarebbe stato illegale.
            Ma un tempo più alto sul giro,sicuramente lei può dirlo meglio di me,significa meno precisione e più errori (nella tabella si parla di frenate mancate o non richieste) che su strada si possono tradurre in incidenti provocati o non evitati per mancanza di attenzione,non solo in tempi di percorrenza più lunghi.
            Un ostacolo che spunta all’improvviso è più difficile da evitare se si è distratti.
            Una cosa che noto abbastanza spesso su strada,oltre ovviamente alle tante auto che procedono a zig zag o in mezzo alla strada,sono i guidatori intenti a pistolare con lo smartphone che quando riportano gli occhi dove dovrebbero stare frenano senza motivo.
            Non frenate brusche ma colpetti di freno immotivati che secondo me dipendono proprio dal timore che deriva dal fatto di non avere gli occhi fissi sulla strada.
            Io mi regolo così : quando guido rarissimamente effettuo chiamate,e se ne ricevo rispondo (con l’auricolare) solo se penso che la chiamata possa essere importante ( se vedo che è un call center non rispondo per principio,se è un amico o un familiare preferisco richiamare una volta raggiunta la mia destinazione,se è roba di lavoro rispondo ma se è necessario accosto).

          • Cito l’articolo :

            “Si trattava di seguire la sagoma di un veicolo e, durante la guida, cercare un contatto nella rubrica, chiamarlo, ricevere una telefonata e rispondere a domande banali. Il tutto tenendo in mano il telefono o utilizzando i dispositivi vocali di bordo. Gli esiti sono stati abbastanza disastrosi e molto eloquenti: birilli abbattuti, collisioni sfiorate e, soprattutto, tempi di reazione parecchio dilatati ”

            Qui non si parla del fatto che le distrazioni,anche se si utilizza il vivavoce,ci rendono piloti più lenti.
            Il significato profondo è che ci rendono guidatori meno pronti e decisamente più pericolosi su strada.

      • https://www.quattroruote.it/news/sicurezza/2017/11/10/telefono_cellulare_al_volante_alex_zanardi_contro_le_distrazioni_in_auto.html

        Ecco l’articolo che citavo in cui,fatta eccezione per il primo tester che nel giro senza telefono deve aver commesso qualche errore che ha alzato il tempo,i tempi dicono che senza telefono si guida meglio,anche se si usa il vivavoce.
        Per me una coversazione con un passeggero è del tutto paralgonabile a una telefonata con auricolare o vivavoce quindi credo sia indubbio e non ci sia nulla di esagerato se scrivo che se si guida e basta si guida meglio rispetto a quando si fa anche altro contemporaneamente.

  12. Una coppia di miei vicini di casa.
    Lui mi spiace dirlo ma è proprio imbranato,è l’unico del palazzo che a momenti va contro i cassonetti dell’immondizia per parcheggiare in garage,persino prima che aveva una segmento B,figuriamoci ora che si è comprato un Suv medio grande.
    Anche quando parcheggia in strada viene da ridere,nemmeno io sono un drago ma se scendendo dall’auto mi accorgo di aver parcheggiato a un metro dal marciapiede e per giunta storto riaccendo il motore e la sistemo meglio.
    Lui no,tante volte sembra quasi che sia sceso in corsa e abbia lasciato andare l’auto alla deriva.
    Lei è un po’ più pratica ma anche meno prudente,specie al mattino quando sono in ritardo per portare i bambini a scuola la vedi partire come un razzo,affrontare la curva cieca senza rallentare,superare allo stop se l’auto che ha davanti fatica a inserirsi nel traffico.
    Se valessero i luoghi comuni dovrebbe essere l’esatto contrario,lui più pratico ma imprudente,e lei più imbranata ma anche più disciplinata.
    Ribadisco che stare a vedere chi è meno peggio serve a poco.

    • Infatti, tanto più che, in mancanza di certi tipi di selezione naturale, le abitudini, i desideri, vizi e virtù si stanno sempre più uniformando. Tanto per fare un esempio estremo e andando abbondantemente fuori tema, la prostituzione maschile. Conoscevo anni fa un ‘accompagnatore’ e già sapevo della situazione, ma me lo ha confermato il padre di un compagno di nuoto di mio figlio: un suo amico ha cambiato lavoro tempo fa e ora fa appunto l”accompagnatore’, gli ha fatto vedere l’agenda, è pienissima e per avere un appuntamento le gentili signore devono attivarsi un mese o due prima. Situazione impensabile anche solo 50-60 anni fa.

  13. sono anni che dico che per la sicurezza stradale non è stato fatto nulla,anzi è stato fatto in peggio.La prima cosa che un costruttore/legislatore di buon senso dovrebbe fare per rendere più sicura un’automobile sarebbe quella di far in modo che lo smartphone,tablet non funzioni a bordo di quest’ultima.

  14. Buoni buoni tutti…Ho scoperto che le Compagnie assicuratrici hanno introdotto un’altra variabile per ciò che concerne gli incidenti provocati da uomini e donne, dovuti a distrazioni. E sapete qual è? Il comportamento dei trans al volante!
    Per ora non lo sa nessuno, per motivi di politically correct: ma da voci insistenti pare che il numero di distrazioni al volante da parte di questi ultimi (o queste ultime, fate voi…) sia notevolmente superiore alle distrazioni degli uomini ma leggermente inferiore a quello delle donne. Forse la componente genetica è in grado di spiegare questo arcano…Chissà!
    Cordialmente
    Salvatore

  15. Che dire. Io cercherò di non essere maschilista visto che invidio il piede ed il manico suo, di sua moglie e di altri tipi e tipe toste (I Fratelli Muller e il figlio di una di essi, Yann Erlacher, Sebastien Loeb, Michele Mouton, Danika Patrick, Sabine Schmitz, I Fratelli McRae, I Fratelli Chilton, I fratelli Solberg, i Gemelli Coronel, Fabrizio Piedone Giovanardi, I Moss, ecc.). Però io ho visto 2 scene di due donne che facevano delle manovre grossolane al volante di una Passat e di una Matiz mettendoci tempo a parcheggiare ed andare via solo perché nel frattempo telefonavano. Quel che mi sta sulle scatole è che, oltre a non usare più le frecce (regalandole ai pellerossa) la gente (sia uomini che donne) ti sorpassa quando sei in paese addirittura quando rallenti per magari far passare la gente (mi è rimasta impressa quella scena di una signora dietro di me al volante di una Gran Vitara sorpassarmi e sfiorare degli studenti che attraversavano la strada sulle strisce solo perché io avevo rallentato per farli passare senza fermarmi). I Giovani fanno schifo rispetto a un tempo al volante perché diminuita la passione, ma come si fa a non essere appassionati se non c’è lavoro e l’auto viene classificata dai politici come qualcosa che toglie spazio a noi esseri umani ed una minaccia alla società, alla salute, ecc.(e pensare che ho un mio vicino di casa che io gli dico sempre che ha le gomme lisce e lui mi dice sempre: Io non me ne intendo) ?

    • Aggiungiamoci che la gente ti sorpassa persino quando rallenti per scavalcare un dosso artificiale. Ma a queste persone non importa che un giorno devono andare in officina a guardare il sotto-scocca e le sospensioni?

    • A me è capitato da pedone.
      A un attraversamento pedonale un’auto rallenta e ci fa passare.
      Dietro c’è un vecchio fuoristrada Toyota,che tra l’altro ho rivisto successivamente,che sorpassa l’auto che si è fermata in prossimità delle strisce e a momenti mi passa sui piedi (la morosa era indietro di mezzo passo per fortuna),ho proprio visto sfilare davanti a me la fiancata e lo specchietto mi è passato a una spanna dal naso.
      Il problema secondo me è che tanti guidano come se avessero paraocchi e visiera.
      Non guardano praticamente mai cosa avviene dietro e a lato,ma non guardano nemmeno in lontananza,stanno molto vicino a chi li precede e si concentrano solo su quello che fa l’auto che hanno davanti (come quando hai davanti un mezzo pesante e non vedi cosa succede oltre la sua sagoma).
      Se rallenta non pensano che probabilmente c’è un buon motivo,tipo un pedone che attraversa o un ostacolo o un dosso,ma gli si chiude subito la vena e in preda all’isteria cercano di sorpassare dando per scontato che il guidatore davanti a loro sia un cretino che frena senza alcuna ragione e che magari lo fa apposta per far perdere loro del tempo.
      In quei momenti certi guidatori per me non si rendono minimamente conto di cosa stanno facendo,quindi non pensano ne al meccanico ne alla sicurezza ne alla patente,pensano solo che l’auto davanti a loro gli sta tra i piedi e che devono sbarazzarsene.
      Roba che nemmeno Verstappen alla partenza di un gran premio sarebbe così avventato.

 

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