Intolleranza contro senso della misura

marzo 22, 2019  |  Senza categoria  |  21 Commenti  |  Lascia un commento


L’insofferenza verso l’automobile che caratterizza le amministrazioni comunali di mezzo mondo si caratterizza per un’avversione quasi sempre preconcetta. Si parte da una visione giusta (non stravolgere i centri storici, migliorare la vivibilità, ammorbare di meno l’aria) e si arriva sempre a una sola conclusione, incentivare esclusivamente il trasporto pubblico, esaltandone sempre i pregi e mai contemplandone anche i limiti.
La sicurezza, per esempio. Siccome ognuno vive sulla propria pelle le esperienze personali, nel corso di una piacevole chiacchierata con il numero due di Toyota mondo, il francese Didier Leroy, mi ha portato un caso molto interessante quanto pacato per chiarire che le guerre di religione sono sempre un errore.
Sostenere che l’auto è sempre un male mentre il servizio pubblico condiviso è sempre un bene – a suo dire – non è la soluzione bensì una miopia, quando invece bisognerebbe sempre ragionare su una convivenza il più indolore possibile. E mi ha portato questo esempio: «Dove vivo io a Parigi, sotto casa ho una comoda fermata del tram e pure a pochi passi una fermata della metropolitana. Per mia figlia quattordicenne non c’è niente di più comodo per andare a scuola, in palestra o anche a studiare da amici. Se però una sera, mettiamo verso le 22, mi chiama al telefono e mi chiede se per rientrare a casa è meglio che prenda il tram oppure la Metro, la prima cosa che le rispondo è di stare ferma dov’è che arrivo io a recuperarla con la macchina. D’altronde quale padre può essere tranquillo nel mandare una ragazzina tutta sola di notte su un vagone vuoto? Lo sarebbe forse l’assessore al traffico della città di Parigi se si trattasse di sua figlia? Eppure quando parla ribatte sempre che le automobili dovranno sparire del tutto nell’area metropolitana…»
Prendo allora questa esperienza diretta per sottoporvela (una tra tante, deve essere chiaro) e per farla diventare un tutto, per ribadire che ci sono tantissimi buoni motivi per reagire alla crociata permanente contro il mezzo privato piuttosto che porsi come primo obiettivo la soluzione per far convivere nella maniera più indolore possibile tutte le esigenze della società nel suo insieme: magari meno auto ma mai senza, più mezzi pubblici ma mai soltanto mezzi pubblici.



21 Commenti


  1. Carissimo Direttore.Lei ha parlato con una persona saggia che sa quello che dice non con il politico italiano”senza ne arte ne parte” che ritiene già aperto il tunnel del Brennero dove passano gli autocarri non sapendo che è in costruzione e sarà ferroviario credendo che magari con senso unico alternato ci potrebbero passare treni e auto..o il nuovo ponte che sarà costruito a Genova dove ho sentito che ci potrebbero essere bar,ristoranti e intrattenimenti vari sull’impalcato.Da noi ci ostiniamo a non fare per medie città metropolitane leggere automatiche e “fantastichiamo” di tram che gireranno in sede propria nelle città medioevali togliendo tutti i pochi auto disponibili:perchè possedere una auto è il male più assoluto.

  2. L’esempio del manager è poco calzante. Se tutte le figure deboli e in particolare la “fiolina” non si sente sicura la sera, non è colpa della metro o del bus che prende per tornare a casa ma dei galeotti lasciati in libertà da un sistema giudiziario assurdo e inconcepibile. Tra l’altro in certi casi, nemmeno l’auto privata pone riparo da certe deliberate incursioni che talvolta e raramente per fortuna, si è costretti a subire.

  3. Le sue conclusioni sono talmente piene di buon senso che non richiedono nessun ulteriore commento: condivido in pieno. Se tutti si comportassero così, il traffico in città, nelle ore critiche, sarebbe molto meno caotico

  4. Crociata permanente solo di facciata e fino a un certo punto. Sanno benissimo che non potranno sparire, le auto, e le vessano sempre di più ma enza arrivare a situazioni irrimediabili in quanto modo più immediato per far soldi. In fondo, visti anche i suoi post dedicati alle prodezze del comune di Bologna, non è così? Certo, ci sono sindaci talebani come quella di Parigi, gente fuori dal mondo. Ma pure a costoro le auto fan comodo.

  5. inizio a pensare che non ci sia categoria può “fuori dalla realtà” dei politici.
    Sicuramente l’assessore a Parigi manderà un’auto blu a prendere sua figlia. Ecco come gira il mondo realmente e quando non ci sono le telecamere.

    Qua, caro Direttore, tira fuori un altro tasto dolente che esterna dall’argomento automotive: la sicurezza delle città.
    Forse sarebbe il caso di rammentare ai nostri politici che per rendere le città più vivibili non è sufficiente pensare solo alla mobilità ma soprattutto alla sicurezza. In città il mezzo principale dovrebbero essere le nostre gambe. Ma se la sera non conviene uscire…

    Ho visto Mosca, come turista. La metropolitana chiude tardissimo la sera (in alcune zone mai) e notavo come ragazze da sole si muovessero tranquillamente per le stazioni della metro. Uguale a Milano e Parigi direi. (sono stato a Parigi e prendere la Metro a certi orari è veramente terrificante. Magari avrò pregiudizio io ma non credevo più nemmeno di essere in Europa. E nelle aree periferiche ho avuto la stessa sensazione pure in pieno giorno. Forse sarebbe il caso che guardassero altri problemi piuttosto che a voler eliminare le vetture.

    • inizio a pensare che non ci sia categoria può “fuori dalla realtà” dei politici.

      Era ora Lucio!!

      Il fatto è che fare la guerra alle auto porta tanti voti e soldi con le multe. Fare la guerra alla delinquenza invece è molto costoso.

  6. un padre che fà rientrare la figlia quattordicenne alle 22 a parigi si è già qualificato da solo,e,ve lo dice uno che ha girato gli slums come le zone centrali delle città di mezzo mondo.Sicuramente e credo di non sbagliarmi la crociata contro l’auto è stata decisa a tavolino da qualquno degli “illuminati” per sua convenienza personale come tante altre cose inspiegabili,ma,che nella realtà lo sono,che nemmeno il politico o i politici più potenti al mondo possono porre rimedio.

  7. Che un manager parli bene del suo prodotto è del tutto normale; lo è meno quando adduce esempi di usi personali; penso che un miglioramento della situazione ( stando così le cose ) non possa venire dal trasporto pubblico se non in tempi biblici.
    Potrebbe venire da subito dal nostro buonsenso; esempio ripristinando la passata abitudine di recarsi sul posto di lavoro almeno in 4 persone, dando la possibilità a tutte 4 di uscire alla stessa ora. In tal caso occorre togliere dalla testa di certi capi lo stramaledetto concetto tutto bizantino che la professionalità dei sottoposti è direttamente proporzionale alle ore passate in ufficio.
    Poi l’ atteggiamento dei politici nei confronti dell’ auto è stucchevole: riescono allo stesso tempo considerarla il demonio e la mucca sacra da mungere per fare cassa.

    • “In tal caso occorre togliere dalla testa di certi capi lo stramaledetto concetto tutto bizantino che la professionalità dei sottoposti è direttamente proporzionale alle ore passate in ufficio.”

      Standing ovation. Hai centrato un grave problema causa di insoddisfazione sul mondo del lavoro

  8. Premetto che sono d’accordo anch’io che non si può ragionare tutto bianco/tutto nero. Però è anche poco risolutivo parlare per eccezioni, perché chi è di qua dal limite vuole essere di là, ed il confine si sposta fino a mandare fuori strada tutto. Si può dire che si può entrare per la sicurezza di una bambina di 14. E quelle di 15. E poi quelle di 16 e così via. E i bambini sono meno importanti. Ed una maggiorenne. E via dicendo. Se non si riesce a porre un limite concreto ed accettato, forse il problema sta altrove, come qualcuno ha ipotizzato, nella sicurezza.
    Più che pensare di togliere le macchine, si dovrebbe pensare a come far decidere di non usare la macchina in centro. Se la scelta è libera viene accettata. Deve essere obiettivamente più conveniente e non coercitivamente.
    Liberamente posso decidere di usare il tram di giorno e la macchina di sera.
    Butto lì un’idea: un biglietto di entrata proporzionale al traffico presente. Voglio entrare quando il centro è già intasato, pago tanto. Entro quando non c’è nessuno e quindi non do fastidio, pago meno.
    Tornando all’esempio, voler andare a prendere la bambina alle 22 sarà meno penalizzante che farlo alle 14.
    Ovviamente ci saranno quelli che non rinunceranno neanche morti, ma saranno sempre meno.

  9. da noi,non riuscendo(o volendo?)a far pagare le tasse dirette ed indirette,ci si attacca all’auto,ed anche alla casa(perche’ l’evasore i soldi che si e’ tenuto da qualche parte li spendera’,e dove trovarli se non tra i beni registrati?).eppure l’auto e’ il demonio quando serve un colpevole(per l’inquinamento,per il rumore,persino per la sicurezza).si dovrebbe smettere di berciare scompostamente proclami(quasi sempre in ritardo)e pensare ad un futuro razionale e pragmatico.in cui mezzi di trasporto privati e pubblici convivano esaltando i propri pregi e limitando i difetti ed i limiti.certo da noi e’ piuttosto complicato per vari motivi(dall’orografia del territorio al modo in cui nascono nuovi quartieri od insediamenti residenziali,senza alcuna programmazione se non il guadagno dei costruttori e dei loro compagni di merende).noto pero’ che molti commenti vanno fuori tema parlando della sicurezza personale nelle citta’…

  10. Queste guerre di religione sono funzionali, partono da costatazioni oggettive tipo “le città sono diventate invivibili” e le trasformano facilissimamente in uno spot elettorale permanente. Non si potra’ mai svuotare città come Parigi dalle auto private semplicemente perché il trasporto pubblico,anche eccellente, non può essere disponibile sempre e dovunque; e figuriamoci a Milano o, che te lo dico a fare, Roma. Poi c’è un’altro fatto: ma come fa uno stato, soprattutto il nostro, a privarsi della sua migliore vacca da mungere, l’automobilista?

  11. Il mezzo pubblico dovrebbe far concorrenza, leale, all’auto. Se potessi andare a lavorare comodamente con il mezzo pubblico, non mettendoci il doppio di tempo e risparmiando qualcosa lo prenderei sicuramente. Ma far concorrenza leale all’auto costa. Molto, molto più facile per i politicanti di tutto il mondo penalizzare sempre di più l’auto con le scuse più disparate, in modo da rendere il mezzo pubblico appetibile per l’utente causa esasperazione.

  12. Perché a 14 anni non si può giocare a pallavolo e quindi fare allenamento, restare acena da una compagna di scuola, restare a mangiare dalla nonna e poi rientrare a casa? È così disdicevole?

    certo che sì ma qui si parlava di rientro in solitaria,se così,no non si può

  13. Caro Direttore, cari amici,

    Le preziose ovvietà dettate dal buon senso spesso discusse in questo spazio, purtroppo non passano nemmeno per l’anticamera del cervello di molti politici, amministratori ed esperti del settore.
    Le masse sono solo viste come un conglomerato informe da cui raccattare qualcosa, a volte voti, spesso soldi.
    Il compromesso da lei proposto nell’ultima frase del suo topic riassume quanto di meglio ci si possa aspettare dal futuro. Ma sarà così?
    I millennial Europei non sono molto interessati alla mobilità individuale, gli Italiani non fanno differenza. Credo pertanto che in futuro in Europa ci sarà sempre più la caccia all’automobilista inquinatore e sciupone, facilitata anche da una sempre maggiore concentrazione della popolazione nei centri urbani. In Italia le grandi città si espanderanno ancora a danno della provincia e della campagna. L’elettrico potrà temporaneamente dare un po’ di pace agli automobilisti individualista, ma prevedo che poi anche chi avrà un mezzo privato elettrico sarà messo alla gogna perché consuma energia in maniera non rispettosa dell’ambiente, sprecandola con il trasporto privato/individuale…indipendentemente da come questa energia sarà prodotta.
    In Nord America potrebbe non cambiare nulla perché la loro tradizione di trasporto individuale è ben radicata e solo qualche eccezione come la California e le grandi aeree metropolitane dell’Est e del Nord del Paese non sposteranno questo equilibrio.
    In Sud America le questioni sono sempre più complicate e non è facile fare previsione.
    La grande scommessa sono l’India e la Cina, oltre che lacuni popolosi Paesi come Indonesia, Thailandia, Vietnam, Filippine.
    Se i Governi non investiranno in efficienti servizi di trasporto pubblico, circa 3 MLD di persone vorranno la mobilità individuale su 4 ruote: ora la maggior parte di muove solo su due ruote….
    A confronto delle richieste di questi 3 MLD di individui, la popolazione Europea invecchiata e forse impoverita non influenzerà più di tanto il mercato mondiale dell’auto e dei trasporti in genere.
    Un caro saluto a tutti.

    Dario G.

    • “A confronto delle richieste di questi 3 MLD di individui, la popolazione Europea invecchiata e forse impoverita non influenzerà più di tanto il mercato mondiale dell’auto e dei trasporti in genere.”

      Bravo Dario. Questo è il punto e conterà su tutti i settori e sull’inquinamento in generale.

 

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