La bella Alpine finalista nel Car of the Year. Che sorpresa!

La bella Alpine finalista nel Car of the Year. Che sorpresa!

dicembre 7, 2018  |  Senza categoria  |  38 Commenti  |  Lascia un commento


Fa sempre una certa impressione vedere come passano i tempi, come cambiano i modi di giudicare, come tutto sia sempre più in evoluzione. Ho avuto l’opportunità di far parte della giuria del Car of the Year per 23 anni (si esce per età, 64 è il limite massimo, poi largo ai giovani) e ho visto vincere la prima auto giapponese (la Nissan Micra nel 1993) la prima vettura ibrida (la Toyota Prius nel 2005) e la prima elettrica (la Nissan Leaf nel 2011) ogni volta appuntandomi il senso dei nuovi tempi.
Da ex giurato ho visto anche l’accettazione sempre più rassegnata delle imperanti SUV con la Volvo XC90 seconda classificata nel 2016 cui sono seguite le due vittorie di Peugeot 3008 e Volvo XC40, e mi ero anche segnato con un grosso punto interrogativo il secondo posto a sorpresa di Toyota GT86/Subaru BRZ. Fatico ancor oggi a capire quel risultato reso possibile però dai grandi volumi che riuscivano a mettere assieme quele due vetture grazie alla diffusione su tantissimi mercati.
La nuova Alpine A110 però stento a inquadrarla come finalista per il titolo 2019, e non perché non sia nelle mie corde, tutt’altro, ma perché condensa in sé tutto quello che non era ai miei tempi tra le ragioni ammissibili di una scelta. È prodotta in pochi esemplari (fino a poco tempo fa c’era l’obbligo di 5000 pezzi minimi all’anno), non è proiettata nel futuro perché conserva ed esalta valori di un passato romantico che ho vissuto in diretta, non è portatrice di nuove tecnologie e non propone nemmeno il massimo dei contenuti ad un prezzo accessibile per la maggioranza degli acquirenti di un’automobile. È, comunque, un’auto che fa sognare, che promette di divertire e che può entrare in famiglie dove c’è già dell’altro per svolgere i compiti oggi richiesti per lo spostamento nel breve e nel lungo raggio. Un’auto esclusiva, insomma.
Se la vedrà con la Jaguar I-Pace che rappresenta il futuro, con la Ford Focus che è la summa delle qualità richieste in passato ad una candidata per essere vincente e con la Kia Ceed che punta a diventare la prima auto coreana ad arrivare al titolo, oltre che con Mercedes Classe A, Peugeot 508 e Citroen C5 Aircross. Un mazzo di finaliste dove c’è soltanto una “matta”. Come sia finita lì rimane curioso e mi ripropongo di ripassarmi con attenzione la lista delle 31 vetture rimaste escluse.



38 Commenti


  1. Ci sono alcuni film che non vinceranno mai un oscar e che non verranno mai considerati veramente d’essai. Eppure, alcuni di questi, magari piccole produzioni, piacciono davvero a tutti. Nessuno dirà mai che sono capolavori assoluti, ma allo stesso modo non hanno detrattori.
    La Alpine, come quei film, non può non piacere. Anche il più noioso dei suvvisti incalliti non può negare che un’auto così bella, leggera, fresca (non è una Porsche, non è tedesca, non è veramente lussuosa…) sia oggi in qualche modo significativa.
    Il premio ovviamente non lo vincerà, ma la sua presenza tra le finaliste la dice lunga sulla voglia dei giurati di ricominciare a vedere qualcosa, nel mercato, che non sappia solo di praticità, spazio, moda, guida autonoma o elettrica. Qualcosa che sappia di bellezza e passione.

  2. Secondo me non c’entra nulla per le suddette ragioni ed è stata messa lì giusto per “coreografia”, come usano i cuochi stellati sulle loro creazioni per appagare l’occhio dei fan e degli aspiranti tali. Sarà poi interessante sapere come ci è arrivata, come hanno votato i giornalisti francesi e francofoni et c., ma avremo tempo per azzannarci…; )

  3. “Esalta valori di un passato romantico…”. Quasi tutti. Ne manca uno, che disgraziatamente non è disponibile, e che per mio conto la rende invotabile, anche se le qualità ci sono tutte. E capisco perfettamente un certo stupore -abbinato al sorriso- del Direttore nel trovare in lizza una vettura di un genere ben lontano dalle elettriche del politicamente corretto (che i dinosauri come me non sopportano più già adesso…) e dei carriarmati da 5 metri.
    In ogni caso son curioso di vedere chi vincerà: ho idea che se la giocheranno Focus e Ceed. Tra le due sarei più tentato dalla prima, per il “peso” del marchio rispetto alla coreana. Ma non ci metto la mano sul fuoco, per niente. 1×2, insomma, come pronostico. Nel 2019 potrei pure sostituire la mia ottima Civic, che ha passato di slancio i 150000km, e le due sono serissime contendenti. Anche se sto facendo un pensierino verso un generale “downsizing”, e nel mazzo ci metto pure la Fiesta ST line con il diesel da 120 cv, che è un gran mezzo. Si vedrà. Come diceva il grande Guido Nicheli, “cambiare car è una scelta di vita, believe me” (Vacanze di Natale, 1983; a proposito, il copione originale prevedeva che il Dogui dicesse “Ho spremuto il melone, un mese di concentrazione sui testi e alla fine l’equazione Quattroruote -Autosprint ha dato Porsche”. Ma Nicheli, che più di tot non recitava, sovente improvvisava sul momento. L’ho letto sulla biografia uscita un anno fa dedicata al grande caratterista, autore di piazzate geniali come “Alboreto is nothing”. )

  4. Vincerà il solito “autoblindo” che se avrà uno straccio di motore elettrico passerà come ibrido e avrà il bonus.Questa Alpine non sarà considerata auto per famiglia(anche se si è marito e moglie) da quei debosciati che sono stato votati e pertanto sarà tartassa.

  5. Ben venga.
    La logica darebbe il premio alla Focus od alla coreana però forse la Alpine è li proprio per uscire dai canoni che in parte stanno rendendo “noiose” le auto.
    Una voce fuori dal coro per rappresentare un valore che si sta’ mano a mano perdendo: l’auto come passione e divertimento.

  6. Ho avuto modo di osservarla con calma a Milano Classica; è una vettura che, grazie ad alcuni dettagli richiama aspetti ludici oramai dimenticati, ma dei quali ( io per primo ) forse si ha nostalgia; onestamente ( anche se il mercato per fortuna mi dà torto) le linee dei Suv mi hanno stancato, soprattutto quando son guidate da persone la cui intelligenza è inversamente proporzionale alla potenza del motore.
    Inoltre, leggendone le varie prove su strada rilevo sempre più la difficoltà degli autori dei testi a far emergere le differenze fra i vari modelli.
    Forse forse solo la Stelvio ha nella sua linea, grazie al particolare raccordo padiglione-fiancata posteriore un qualcosa di ludico – infantile che la rende simpatica, soprattutto nel colore rosso.
    Ma sono solo mie considerazioni personali.

  7. Signor Cavicchi, mi consenta una piccola divagazione sul tema, ma aldilà dall’essere una candidata finalista all’auto dell’anno, potrebbe essere secondo lei e per chi se la potrà permettere, un’auto da collezione da qui a 20/30 anni (in linea di massima io non dovrei esserci) oppure, come dice un mio amico, auto prodotte oggi o pochi anni fa, da collezione (piccole e grandi), in futuro non ce ne saranno più vista la quantità di elettronica presente in esse che di fatto ne renderà impossibile il restauro o la gestione ?

    • Le auto di oggi diventeranno storiche così come è successo con quelle di ieri. Con l’arrivo poi delle vetture elettriche e della possibile guida autonoma, le ultime tradizionali (prodotte in piccola tiratura) diventeranno ricercatissime. Non dimentichi mai che il valore delle auto storiche è sempre legato alla memoria: con poche eccezioni di unicità nessuno vuole più le auto antiche, quelle anteguerra, mentre diventano attrattive vetture più nuove perchè i collezionisti cercano le vetture che hanno segnato la loro gioventù. Ieri cercavano le Lancia Aurelia B20, oggi le Porsche, domani le Delta (la sintesi è chiaramente molto grossolana).

      • quindi una coupè manuale a tiratura “bassa” diventerebbe qualcosa di appetibile in futuro? O le auto di cui parla sono quelle che già ora costano cifre a 6 zeri e che presumibilmente si rivaluteranno col tempo (tipo una Pagani Zonda)?

        • No, mi riferisco alle nuove che arriveranno, le ultime della specie. Poi chiaro che ci saranno automobili che si rivaluteranno tantissimo e altre che avranno un impatto molto meno speculativo. Ma vetture particolari, a bassa tiratura, secondo me avranno sempre una rivalutazione interessante. Però con le storiche bisogna sempre capire quanto costa tenerele in vita prima che abbiano un salto nel mondo veteran. Io per esempio ho venduto nel 1978 la mia Lancia Fulvia HF fanalone bellissima e plurivincente per un milione di lire. Oggi per una versione così bella non bastano centomila euro. Ma nel ’78 quel milione mi serviva per comperare una Porsche per correre… Che poi ho svenduto stando alle quotazioni di oggi. Ma quanto mi sarebbe costato tenerla per trent’anni, prima del botto all’insù?

          • discorso pieno di buon senso. Spesso ci si dimentica che alcuni beni necessitano di spese costanti per essere mantenuti efficienti. E’ il caso delle automobili, ma anche delle abitazioni. Spesso si vede solo il differenziale tra prezzo pagato e prezzo di rivendita, senza poi togliere le spese per manutenzione e tasse (oltre al rischio comunque non eliminabile di furti o incidenti…)

          • glielo chiedevo perchè mi era da poco balenata l’idea di poter prendere una 4c d’occasione, da tenere come gioiellino per qualche scampagnata. Poi per carità, sarebbe un investimento comunque proficuo, se non per soldi, almeno per le emozioni che dà. :-D

          • Potendo, è un’ottima idea. E lo sarà, a un livello inferiore, anche la 124 spider che tra un po’ si comprerà con poco e nel giro di vent’anni si rivaluterà di sicuro.

          • Federico, anche a me era venuta l’idea sulla 4C (sacrificando la Giulietta) e così negli ultimi mesi mi sono informato sui prezzi di alcuni esemplari nuovi o km 0 reperibili attraverso la concessionaria e sui siti online: impressionante come le quotazioni rimangano sostenute ! È proprio un bell’esempio di “instant classic”…Dalle tue parti va meglio ?

          • Caro Stefano… non proprio. Da me c’è una promozione che sconta il listino nuovo di 7000 franchi, ma rimaniamo sempre su un prezzo base di almeno 65000. Usate si trovano abbastanza numerose, ma un esemplare del 2014 lo si trova a circa 47000 franchi (magari trattabili, ma sempre bei soldini).
            Infatti stavo studiando una soluzione che mi possa permettere, ad esempio, di trasformare la mia Velar in due vetture che insieme costino la stessa cifra… tipo 4c e Stelvio ;-)

          • Una comproprietà?

            la butto lì…….

            Ciao

            Dario G.

          • Se ci mettiamo in 100 possiamo anche prendere una bella vettura :-)

          • Sarà ‘politicamente’ poco corretto ricordarlo, ma l’auto è uno delle due meraviglie del mondo che è meglio non gestire in comproprietà … ; )

          • Se volete che lanci un crowdfunding per l’acquisto si un’auto, datemi il LA e io ci metto un attimo a iniziare….
            L’unica vera difficoltà che prevedo è quella di metterci d’accordo sul modello.
            - Alpine A110
            - Alfa Romeo 4C
            - Alfa Romeo 8C
            - Nissan GT-R
            - Toyota Supra 2019
            - Porsche 911 turbo

            ….giuto per dare degli spunti.

            Dario G.

          • dipende da quanti siamo… perchè i modelli che hai citato hanno prezzi d’acquisto parecchio differenti tra loro… trovare una 8C al quadruplo del prezzo di una 4C è impresa ardua…
            Quello che pero’ mi sentirei di consigliare è acquistare le vetture qui in Svizzera, precedendo il tutto con la fondazione di una società Srl (qui si chiama Gmbh) al costo di 20000 franchi (i quali poi possono essere utilizzati anche per acquistare le vetture). Ciascuno dei partecipanti possiede una quota della società stessa proporzionale al suo investimento… :-)
            Io ci starei…

          • înutile dire che il motivo è strettamente economico. Niente superbollo o assicurazioni astronomiche qui… e niente controlli del fisco

  8. Sì, in effetti la Alpine è stata una “strana scelta” come del resto in passato lo è stata la Toyota GT86….Ma se Focus è “la summa delle qualità richieste in passato per una candidata per essere vincente” penso che “oggi” C5 Aircross ne aggiunge altre con un confort garantito dalle rivoluzionarie (per quanto “economiche”) sospensioni, dalla vita a bordo migliore, dalla versatilità d’uso, cose che non vedo “tutte insieme” in altre concorrenti (tra l’altro con una plug-in in arrivo…). E poi è una categoria “di tendenza” così come è SUV la i-Pace che sarà sicuramente la più votata dalle nazioni “verdi”. Ma, a quanto pare, se ne riparlerà più avanti…

  9. Carissimo Direttore, carissimi amici,

    Effettivamente i giurati sono andati molto in controtendenza rispetto ai canoni di scelta che ci aveva “svelato” in qualche modo negli anni scorsi in occasione di altre premiazioni di questo concorso.

    Ricordo anche che lei ci disse che i giurati non si limitano a giudicare il modello appena uscito di una “banale” berlina a 5 porte come la Focus, la 308 o l’Astra (solo per fare degli esempi) che nel momento dell’uscita ha magari poche motorizzazioni e poche varianti, ma che quando le case presentavano un modello davano a voi esperti anche molteplici informazioni sugli sviluppi futuri sotto diversi aspetti, informazioni celate al resto del popolo anche per una questione di concorrenza con le altre Case.

    L’Alpine del 2018 a me piace molto, un po’ fuori dalla mia portata in termini di prezzo, ma dalle foto e dai numeri che leggo mi pare un ottimo mezzo, assolutamente fuori dal nostro tempo troppo invapo da crossover e multiSUV, forse un istant classic, magari proprio per questo coraggiosa come Toyota GT86/Subaru BRZ e Peugeot RCZ. Molto meno di nicchia di Alfa Romeo 4C o le leggerissime quanto scomodissime Lotus.
    Purtroppo non ho ancora avuto l’occasione di vederne una dal vivo, ne di salirci ne tantomeno di guidarla. Mi riprometto di farlo quanto prima.

    Perché però sti giornalisti/esperti hanno portato alla nostra attenzione un simil gioiellino, molto al di fuori dei canoni del concorso?

    Io azzardo un’ipotesi.
    Se avessero a disposizione una molteplicità di voti da assegnare ad un numero ristretto di preferite dai singoli, può essere che razionalmente abbiano votato Focus, iPace e compagnia cantante, ma che poi qualche votino sia stato incanalato dal cuore, dalla passione, dall’emozione verso questo gioiellino magnetico come una dea d’altri tempi…….un po’ come la brava ragazza che ti scegli come moglie/compagna per tutta la vita e la strabona da addio al celibato che però, potendo, una b….a gliela daresti.

    A voi cogliere se l’Alpine è paragonabile più all’una o all’altra…..

    Un caro saluto a tutti.

    Dario G.

    • io non trascurerei l’impatto dei voti dei giurati francofoni, che mi pare che da tempi immemori mostrino il solito sciovinismo. A me personalmente la Alpine non fa impazzire. Il frontale anzi mi pare una brutta copia di quello della 911 (e in questa tipologia di vetture essere una brutta copia non lascia molte speranze…). Comunque mettiamoci l’animo in pace, arriverà sicuramente ultima alla votazione finale. E vincerà il solito frigorifero a 4 ruote che, tranne poche eccezioni, domina le preferenze dei giurati. Votazioni in cui – come riferito anche dal Cav – l’aspetto estetico conta meno di zero e quello emozionale… pure.

  10. finalmente un’auto splendida che si merita il titolo di “car of the year”,per le altre stendiamo un velo pietoso,come per tante altre che in passato hanno vinto,strano metodo di valutazione quello di eleggere “car of the year”.Strano metodo di valutazione da parte dei giurati e del regolamento per scegliere ed eleggere l’ ” auto dell’anno”.Vabbè che dopo il premio a (vado a memoria)fiat uno e tipo,nissan micra,renault scenic,toyota yaris,panda,pugeot 3008 sarebbe un premio che preferirei non vincere.

  11. @CarloCavicchi “Dimostrato che la vittoria vale non meno di 50 milioni di euro, credo che tutti preferiscano vincere piuttosto che perdere”.

    per un costruttore sono nemmeno peanuts(noccioline),non ho mai visto nessun costruttore stacciarsi le vesti per non aver vinto il premio,contrariamente a quando perdono quote di mercato.

    • Lei parla senza sapere. Mi creda.

    • ma un conto è stracciarsi le vesti (e qui ci puo’ stare che non cadano in depressione per una mancata vincita), un conto addirittura preferire perdere 50 milioni. Insomma dai, non esageriamo ora!

    • Caro Stirlingo,

      Io non conosco nessuno che ha acquistato una della auto da te citate che negli anni hanno vinto il premio, solo perché erano state scelte come “car of the year”.

      Non voglio negare il risvolto/risparmio pubblicitario per la Casa che ha il modello premiato, però il mercato ha ricalcato quasi sempre il giudizio dei giurati e ha premiato il modello con elevati numeri di vendita, sia nell’anno della premiazione, sia successivamente.
      Non credo che auto vendute in centinaia di migliaia di pezzi (se non milioni) siano da considerare di per sé ed in maniera oggettiva degli obrobri o degli insuccessi.

      Ciao

      Dario G.

      • soprattutto criticare l’assegnazione del premio a un’auto come la Uno, che oltre ad essere un successo di vendite incontestabile è stata pure una vettura che ha aperto una nuova era nel campo delle utilitarie…
        E che dire di Scenic (primo MPV medio, ma in realtà il premio è stato dato a tutta la famiglia Megane)?
        Non è che si possa pretendere che un premio dato da giurati provenienti da vari paesi rispecchi il giudizio di un solo utente che peraltro ha idee diametralmente opposte rispetto alla moltitudine di consumatori…

  12. @CarloCavicchi:”Lei parla senza sapere. Mi creda”.

    si vede che i costruttori evidentemente mi racconatno una storia differente

 

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