Ma le auto sono esenti dall’obsolescenza programmata?

novembre 2, 2017  |  Senza categoria  |  27 Commenti  |  Lascia un commento

Si chiama “obsolescenza programmata” e dopo troppi anni finalmente molti Governi stanno correndo ai ripari sulla scia della Francia che ha già una legge al riguardo dal 2015 e una risoluzione del Parlamento Europeo che sprona gli altri paesi a fare altrettanto.
Si tratta di troppi prodotti sul mercato la cui vita si accorcia all’improvviso costringendo il possessore a un nuovo acquisto. Una storia che parte da lontanissimo, già da un secolo fa quando i colossi elettrici del cartello Phoebus si impegnarono a costruire lampadine che non funzionassero per più di mille ore: meno della metà dalla resistenza minima già sperimentata. Poi mezzo secolo fa fu la Dupont a imporre ai suoi chimici di indebolire il nylon delle calze da signora, a beneficio di smagliature e vendite. E’ quindi toccato alle macchine fotocopiatrici, alle lavatrici, ai frigoriferi, all’iPod della Apple che non aveva disponibili le batterie di ricambio obbligando chi già ne aveva uno a ricomperarne uno nuovo.
Storie di cui sì è già parlato tanto e che hanno anche visto diverse azioni collettive dei consumatori contro i fabbricanti. Soltanto delle automobili non si è mai parlato, ma siamo proprio sicuri che il nostro mondo sia esente da comportamenti sospetti?
Su diversi forum americani qualcosa comincia a girare: chi si lamenta che alcune parti durino volutamente poco per alimentare il giro dei ricambi (plastiche, supporti delle levette dei comandi al volante, navigatori satellitari che non si aggiornano…) ma sono ancora congetture di piccolo cabotaggio e che non toccano mai il cosiddetto ferro, cioè la vera sostanza del veicolo.
Ad oggi si dice soltanto che le auto invecchiano troppo in fretta, ma questo perché sulle vetture più nuove arrivano sempre innovazioni importanti sulla sicurezza alla guida, sul confort di bordo, sull’infotainment, non certo perché le vetture diventano fragili o, peggio ancora, inutilizzabili come invece le lavatrici o i cordless da casa. Ma l’obsolescenza programmata sulle auto non c’è perché per principio nessun costruttore lo vuole, oppure soltanto perché potrebbe rivelarsi pericolosa per gli occupanti di un veicolo improvvisamente in panne, e questo sarebbe un rischio che danneggerebbe drammaticamente l’immagine?



27 Commenti


  1. Anche i governi ci mettono del suo come il nuovo standard di trasmissione Tv dal 2022 che costringerà che ha acquistato un Tv schermo piatto prima del 2017 a sostituirlo.Il sottoscritto che quando può,non regala soldi a chi già ce ne ha sin troppi,ha ancora il Tv tubo catodico che funziona benissimo con decoder.Mi limiterò nel 2022, a spendere qualche decina di € per un nuovo decoder.

  2. Credo sia “buona” la seconda. Almeno per le parti meccaniche o le componenti fondamentali: se si scoprissero “risparmi” e furbate in serie, valutate come scelta progettuale, le case, nell’eventualità di incidenti o magagne si troverebbero, molto facilmente, a rischiare di pagare rimborsi, spese processuali e quant’altro di entità sicuramente elevatissima. E nessuno vorrebbe prendere un’auto, o scegliere un marchio, a rischio “accertato”. Un conto è un phon o una lavatrice, anche se è seccante, un conto è un mezzo di trasporto. Immagino comunque che le case “limino” qualcosa su interni e finiture; a volte le magagne avvengono perché si scelgono materiali di qualità mediocre e/o soluzioni discutibili (ho letto sul forum di 4R le problematiche legate alle portiere delle Giulietta: maniglie fragili, sostituzioni frequenti dei pannelli interni; o il pedale freno che cede, come su quella cinese provata da 4R, una DR mi pare…meno peggio la maniglia, al limite si consolidano certe frasi fatte su alcune case e la loro qualità, mentre un guaio come quello ai freni è un boomerang mostruoso. Certo, anche le varie magagne che hanno colpito le tedesche negli ultimi anni, dalle turbine ai dsg, sono un discreto colpo all’immagine: ma con certi marchi vedo che la gente chiude sempre un occhio, fanno “immagine” anche quando si va in officina a 70000 km con il turbo rotto)

  3. c’e eccome nessuna auto moderna con centraline di quà di là di sù di giù durerà mai come un’auto di 30 anni fà tutta meccanica.Per non parlare dei moderni diesel pompati all’inverosimile che faticano ad arrivare a 120mila km.Ma stiamo scherzando? una volta a 120mila km con un diesel avevi da poco finito il rodaggio.sui motori poi c’è stata un’obsolescenza inaudita,tutti in leghe leggere con alberi che pesano neanche un’etto che appena fai un fuorigiri sbielli…testate costrette a sopportare pressioni inaudite che si crepano come zucche al sole.batterie non più sigillate non più ricaricabili che dopo 2 anni ti lasciano a piedi da un momento all’altro senza neanche preavviso il giorno di ferragosto.Motori che non si può più nemmeno controllare il livello dell’olio.Autotelai che al primo salto di qualche mm su una giuntura perchè l’hai preso troppo forte si piegano,cero il telaio costa troppo.Servosterzo elettrico che sui tornanti ti si spacca perchè troppo sollecitato.Frizioni che bruciano costrette a sopportare anche su auto di piccola cilindrata kilogrammetri di coppia che nemmeno ercole…La prima innovazione sulla sicurezza alla guida è stata mandata a gambe all’aria 30 anni fà quando iniziarono ad essere montate le autoradio in massa.Poi oggi ci sono gli smartphone,navigatori,tv, ecc ecc che hanno aggravato la cosa.”Le auto sono esenti da obsolescenza programmata?”in questa ultimi anni non credo.Anche perchè è l’automobile stessa,il motore a combustione interna o endotermico ad essere obsoleto.Difatti è un concetto di 150 anni fà.

    • No, se una roba cede perché non resiste è un problema di qualità/progettazione/risparmio. L’obsolescenza programmata è quando invece il sistema ce la farebbe ancora ma è programmato per non funzionare più. Meglio non fare confusione.

      • i motori a gasolio ce la farebbero ancora a tirare i chilometraggi dei vecchi diesel,ma,per non dirti che stai spendendo migliaia di euro per obsolescenza programmata ti montano i pezzi che più di quel tanto non durano.sarà ma il risultato non mi pare cambi di molto alla fine.

    • C4 Picasso 1.6 HDi 110cv 2007 230.000km, mai uno solo dei problemi da te elencati. A parte il motore (di cui ho solo fatto la manutenzione ordinaria), la batteria originale l’ho cambiata dopo 7 anni, l’olio motore lo posso controllare quando voglio (rabbocco 1/2 litro dopo 12000km poi il cambio a 20.000), problemi di telaio che si piega….dove li hai sentiti?…, servosterzo elettrico mai noie, la frizione è quella di fabbrica. Scusami ma sei un po’ catastrofico ma pure pessimista, Stirling…
      Trovo che nessuna Casa automobilistica farebbe milioni di chilometri con i muletti in diversissime zone (climatiche) del pianeta per “programmare” ad un tale chilometraggio la rottura di un pezzo piuttosto che un altro. Sarebbe da Harakiri per la reputazione della stessa Casa. Né tanto si può includere in obsolescenza programmata, freni e usura dei pneumatici che dipendono dallo stile di guida, dalle strade che si percorrono (con o senza curve, con o senza salite/discese) ma soprattutto dallo stato dell’asfalto (con o senza buche, nuovo o screpolato). La mia auto non la trovo obsoleta. Certo se si è fissati con l’ informatica, allora lo potrebbe pure essere ma….per esempio ho un regolatore di velocità (non attivo), un freno di stazionamento automatico, sensori di parcheggio posteriori, strumentazione digitale (tutto all’epoca di serie), che poche auto di oggi neanche li hanno. Non ha le tante assistenze alla guida ok ma queste saranno ancora di più fonte di distrazione (tanto ci pensa la macchina….). L’ unica cosa che “mi sono concesso” per essere aggiornato è il vivavoce (quello del tipo che si aggancia all’ aletta parasole) per….non sicurezza mia e quella altrui oltre…a evitare multe! Se abitassi in zone che viene sistematicamente piazzato un blocco del traffico, allora sarebbe pure obsoleta. Ma per mia fortuna non ho di questi problemi.
      Oggi, soprattutto con gli smartphone, si sta facendo di tutto per renderli obsoleti in modo programmato…le batterie, si sa,durano 2 anni e il costruttore fa in modo che dopo tale tempo lo devi cambiare completamente perché non si può sostituire più la sola batteria. Se cade per terra (anche a 20cm di altezza) o lo hai pagato 100€ o 1000€, devi sostituire il vetro (se ti va bene con 100€ lo puoi pure fare) sennò lo devi cambiare!
      Secondo me più in futuro ci sarà una obsolescenza programmata sia per l’informatica che a livello di batterie delle future auto elettriche…

  4. Più che le auto nel loro complesso (meccanica complessiva e motore, carrozzeria nel suo insieme, ecc.), possono essere i singoli componenti ad avere una obsolescenza programmata. Mi ricordo ai tempi della Uno 45 Fire S 3 porte, con il carburatore monocorpo, la durata della marmitta: 12/13 mesi…L’avrò cambiata 4 o 5 volte, sempre con la stessa durata e con il fastidiosissimo inconveniente che, appena bucata, cadeva letteralmente al suolo nella parte terminale e pertanto te la trascinavi dietro suscitando l’ilarità degli altri utenti della strada…Alla fine, esasperato dal ricambio originale Fiat (appunto dall’obsolescenza programmata!), il meccanico mi ha proposto di sostituirla con un ricambio non originale: ebbene per i restanti 4 anni non ho più avuto problemi!
    Cordialmente
    Salvatore

  5. Ma direttore, questo e’ un mondo basato sullo spreco. Se l’economia non cresce – si badi bene, cresce, non basta che rimanga stabile – io perdo il lavoro. E siccome tutti hanno tutto e anche di piu’, e’ necessario buttare roba ancora buona per comprarne di nuova. Una scusa vale l’altra, piu’ tecnologia, diverso design, nuove normative: la motivazione principale, e quasi sempre unica, e’ pero’ e solo quella: bisogna crescere, tradotto bisogna vendere di piu’ e a qualunque costo, altrimenti io, tu, noi perdiamo il lavoro. E tutti i discorsi sulla sostenibilta’, sull’eticita’, sul depauperamento del pianeta vanno a farsi friggere.
    Buona follia a tutti

  6. Per il momento non l’ho sperimentato, nel senso che non so se lo fanno apposta. Perché senza cartello sarebbe un grosso rischio per qualsiasi casa automobilistica: si potrebbe spargere velocemente la voce di alcuni componenti deboli rispetto alle auto di altre case e ci sarebbe un danno di immagine notevole. Diverso sarebbe se TUTTE applicassero la regola sugli stessi componenti, ma rischierebbero multe da qualche ente controllore. Secondo me è più facile che convincano i governi, molto più di quanto non lo facciano inopinatamente da se, a rendere obsolete le auto per legge dopo un tot di anni. Del resto a Milano è stato così: dopo la corsa al metano e al gpl, Pisapia le ha rese obsolete facendo pagare gabelle medievali anche a loro, mentre a Bologna già hanno problemi con quelle elettriche. Se un’auto è ben curata e sottoposta a manutenzione regolare, a parte qualche caso clinico, normalmente può durare all’infinito.

  7. Agganciandomi a Berma1954 il blocco delle auto più inquinanti è un modo molto elegante per far cambiar la macchina prima del dovuto…
    Se potessi girare ancora con la mia Marea Jtd euro 2 ( un’ ottima vettura da 18-20 KM / L che ho dovuto ” buttare” 7 anni fa per il motivo sopra ) non mi sentirei affatto un untore…

  8. Immagino che la categoria “obsolescenza programmata” comprenda un insieme di scelte progettuali del tutto eterogenee tra loro, il cui unico comune denominatore sia quello di limitare la durata di un oggetto: sinceramente mi riesce difficile pensare che tra queste scelte vi sia quella di “programmare” la rottura di un componente essenziale per la sicurezza; scelta difficile e forse anche dispendiosa, sia in fase di studio che per i possibili risvolti legali. È molto più facile realizzare l’obsolescenza programmata risparmiando sulla qualità della componentistica, oppure rendendo difficile o non conveniente la riparazione attraverso una politica opportuna sulla vendita dei ricambi (costringendo ad esempio a sostituire per intero un componente molto costoso quando il problema riguarda solo una sua parte di poco valore). Tra queste due opzioni, la seconda diventa sempre più importante rispetto alla prima: 30 o 40 anni fa molte auto con 10 anni di vita erano vittime della ruggine, o avevano interni ormai distrutti, però una riparazione meccanica o di carrozzeria risultava poco onerosa. A spingere verso la sostituzione, oltre all’invecchiamento dell’auto, c’era poi l’idea del salto di categoria e la disponibilità di auto dotate di accessori come servosterzo, aria condizionata e poi ABS ecc.
    Oggi si spinge verso la sostituzione di auto che spesso si presentano ancora in buono stato dopo 15 anni, già con buone dotazioni per il confort e la sicurezza, e spesso già adeguate in termini di emissioni (fatico a considerare una Euro 3 a benzina come una bomba ecologica). In questo caso interviene la sconvenienza economica (programmata) ad intervenire su aspetti magari non strutturali, come qualche componente elettronico o dell’impianto di condizionamento. Il resto lo fanno le limitazioni alla circolazione o il fatto che in presenza di un urto che comporti l’apertura degli airbag i costi di ripristino siano molto elevati (e questo è un bene se scoraggia la riparazione di auto potenzialmente pericolose). Senza andare a immaginare possibili “auto-sabotaggi ad orologeria” in fase di progettazione, basti pensare al fatto che qualche anno fa qualche auto venduta come Euro 4 fosse “Euro 5 ready”, ovvero adeguabile con un piccolo intervento alle normative successive con la possibilità di riportare sul libretto la nuova omologazione. Non mi sembra che la cosa abbia fatto scuola, quando invece in molti casi sarebbe stata e sarebbe ancora tecnicamente possibile. Mi sembra che queste scelte appartengano a pieno titolo alla categoria “obsolescenza programmata”…

  9. Riguardo ai cellulari è sempre più difficile trovarne uno che non abbia la batteria integrata. Quindi quando la batteria inizia a durare poco si deve cambiare il cellulare.

    Per quanto riguarda le auto credo che tale sistema possa essere utilizzato solo su componenti di entertainement o di rifinitura. Guai a rischiare di lasciare volontariamente in panne il cliente o tantomeno metterlo in situazioni pericolose.

    Sull’auto forse non c’è nemmeno bisogno di componenti a “guasto” programmato. Basta fare uscire ogni anno un lifting, fare uscire qualche nuovo ammennicolo elettronico ed ecco che l’auto diventa vecchia e da sostituire. Ovviamente si fa presa su chi può permettersi di sostituire l’auto spesso ma questo non è un problema in quanto chi non può permetterselo non è un potenziale acquirente.

    Poi aggiungiamo gli amministratori locali che decidono quando e quali auto bloccare in città ed il gioco è fatto.
    Le auto di oggi durerebbero tranquillamente 10 anni ma invecchiano in fretta per tutti i fattori di cui sopra.

  10. le auto del giorno d’oggi hanno una durata enormemente superiore a quelle di un passato nemmeno lontanissimo:una quarantina d’anni fa la ruggine intaccava la scocca in pochi anni(le Audi erano note per questo,in Germania..per dire come cambiano le cose e la loro percezione),i motori richiedevano almeno una spianatura della testata e la smerigliatura delle valvole intorno ai 100mila km.se usati con attenzione),le frizioni duravano 50000km.,e potrei continuare..no,non penso esista una programmazione dell’obsolescenza,anche perche’ si tratta di un acquisto molto impegnativo economicamente:di certo l’attenzione esagerata alla riduzione dei costi,invece,provoca inconvenienti e guasti come quelli citati nel testo e nei commenti

  11. Penso che esista. Non è strano che le candele di un’utilitaria di oggi, con tutto l’evidente progresso tecnico di questi anni, durino più o meno un anno, cioè quanto duravano vent’anni fa e poco più di una candela di 35 anni fa? È impossibile immaginare oggi una candela pensata per durare 150 200k km? E ovviamente non parlo dell’alto di gamma al platino o iridio o di motori a alte prestazioni

    • Sicuro? Io davvero del problema delle candele non sento mai parlare… Eppure ho amici e amiche che hanno utilitarie con diversi anni sulle spalle. Chi qua dentro ha un’utilitaria, o più in generale una vettura con qualche anno di vita, parli. Mi pare un argomento da approfondire.

      • Io ho sempre posseduto utilitarie che preferisco per la loro praticità, non avendo problemi di spazio (famiglia numerosa o quant’altro…). Mai avuto problemi con le candele che, sulla mia Peugeot 107 1.0 che sostituirò all’inizio dell’anno prossimo con una Peugeot 108 1.2, ho cambiato a 60.000 e a 120.000 km. (la mia auto adesso ha percorso 143.000 km. in piena efficienza…) soltanto perché così prevede il piano di manutenzione programmata indicato nel libretto di uso e manutenzione (sono io che dico al mio meccanico quello che deve controllare e sostituire, io non porto l’auto in concessionaria per i tagliandi ufficiali…), ma non perché l’auto abbia mai manifestato problemi di accensione.
        Cordialmente
        Salvatore

        • Da notare che nel piano di manutenzione programmata della Fiat 1100 R del 1966 le candele andavano sostituite ogni 10.000 km., ovvero il 16,6666…% del chilometraggio previsto per la sostituzione delle candele della mia piccola e amatissima Peugeot 107.
          Cordialmente
          Salvatore

      • A 100000 ci arrivano bene e le candele veramente finite le ho trovate solo sulla BMW dopo comprata che di km ne aveva 130000.

    • Strano.
      In famiglia abbiamo posseduto varie vetture tra cui varie utilitarie. Mai avuto problemi annuali con le candele. Anzi, forse mai avuto problemi con le candele se non dopo svariati km.

  12. Come osservava Casarano qui sopra, le industrie adottano una strategia più sottile che non l’obsolescenza programmata, dato che questa sarebbe dannosa per la loro immagine:
    - ricambi costosi, e vendita non del singolo pezzo, ma di un componente complesso (ad esempio, in alcuni casi non è disponibile il solo galleggiante del livello carburante, ma solo il blocco che comprende anche la pompa benzina) che rendono antieconomica la riparazione di auto con scarso valore residuo: provate a vedere il costo della sostituzione del volano bimassa in un diesel di qualche anno fa;
    - difficoltà o impossibilità a reperire i ricambi di vetture di 8-10 anni fa, ad esempio un gruppo ottico anteriore;
    Esiste poi un problema più complesso che riassumerei in una specie di accordo (non so chiamarlo altrimenti: forse patto scellerato è eccessivo) tra costruttori ed autorità di governo, che impongono sempre nuovi e apparentemente più severi standard anti-inquinamento, rendendo impossibile (vedi il caso dei Diesel euro 3) l’utilizzo di auto peraltro ancora efficienti e costringendo quindi gli automobilisti a liberarsi di mezzi che avrebbero davanti a sè ancora una lunga vita potenziale (salvo guasti!). Ci guadagnano le industrie, che vedono aumentare le vendite, ed i governi, che incassano iva ed imposte sull’immatricolazione. Oggi tutti spingono o sembrano spingere per l’ibrido, ma se anche tute le auto che circolano a Milano o a Roma fossero, come per miracolo, ibride la congestione sarebbe invariata e probabilmente l’inquinamento non calerebbe granchè, dipendendo da molti altri fattori (riscaldamento, fumi industriali, usura asfalto, pneumatici ed anche pastiglie freni). Potremmo chiamarla obsolescenza legislativa programmata, che ne pensa Direttore?

    • Escluda l’accordo tra costruttori e amministratori: le restrizioni sono un problema per i fabbricanti di auto perché gli adeguamenti impongono dei costi esagerati che richiedono ammortamenti lunghi. Il vero guadagno su un modello si fa quando questo è a fine vita, allorché il margine è alto. Se io devo accorciarne la vita, per imposizioni ad esempio ambientali, tutto il piano iniziale costi/ricavi salta.

  13. Finché le case costruttrici vanno nella direzione di offrire la garanzia più lunga o la sicurezza più alta, l’obsolescenza programmata non farà parte di questo settore. Questo almeno per le case di livello medio alto. Per le altre, intervengono gli enti controllori, le associazioni varie, il giornalismo di settore e gli stessi consumatori. Forse sono troppo ottimista. Ma quando vedo costruttori di elettronica che ti obbligano a firmare una garanzia limitata ad un anno contravvenendo la normativa vigente, non ho la stessa fiducia che ripongo sull’oggetto “auto”.
    La fiducia riguarda la coscienziosità nel progettare e costruire, non la qualità del prodotto finale, che dipende da altro tipo di decisioni e da altri fattori. In altre parole, non ho dubbi che una low cost sia progettata onestamente, mentre posso avere dubbi sulla reale qualità delle premium

  14. Argomento molto interessante questo dell’obsolescenza programmata. Servirebbe il contributo di qualcuno che conoscesse da “dentro” la situazione, perché come utente esterno è difficile per non dire impossibile sapere davvero come stanno le cose. Quello che però si osserva è che malgrado le presunte “innovazioni” e il presunto “progresso tecnico”, le auto durano quanto duravano prima. Non proprio come duravano prima magari, ma, di fronte a un costo di acquisto che aumenta costantemente, non ha lo stesso andamento la durata.
    La mia opinione è che, almeno per quanto riguarda la meccanica, se anche non non c’è una e vera e propria obsolescenza programmata, però, volutamente, non si migliora più di tanto. Non conviene per due ragioni entrambe:
    1. rischio di vendere meno auto
    2. aumento dei costi di produzione, in parti dell’auto, per giunta, poco “vendibili” a livello di marketing, perché a nessuno interessa se i silent block delle sospensioni sono di teflon anziché di un’altra plastica o la bronzina del cuscinetto di biella è trimetallica o altre particolarità.
    Su questo aspetto vi riporto cosa ho potuto osservare con la mia vecchia e nuova auto. Gli intervalli di manutenzione programmata erano a 30000km, un valore indubbiamente elevato, ma sbandierato dal venditore di turno come un indice del progresso tecnologico e miglioramento. L’auto nuova che ha sostituito la precedente ha nuovamente gli intervalli di manutenzione programmata a 20000 km. Come ce lo spieghiamo? Si erano sbagliati prima e l’olio motore in realtà non dura così tanto o “semplicemente” non conviene?

  15. Nelle auto l’obsolescenza programmata è a mio avviso di difficile individuazione, anche perchè utilizzandola in modo intensivo si parla più di usura delle parti meccaniche o degli accessori.
    Certo è che il continuo aggiornamento delle normative sulle emissioni sta provocando un invecchiamento rapido forzato del parco dei mezzi circolanti, salvo poi scoprire che magari le auto più recenti in condizioni di uso reale non hanno emissioni molto dissimili dai modelli precedenti.
    L’altro giorno scendevo a Brescia come al solito per lavoro (abito in Val Camonica) ed a sorpresa ho trovato pochissimo traffico in città.
    Merito della metropolitana leggera che pure ben funziona? No, semplicemente i diesel fino ad Euro 4 non potevano circolare (ed io non lo sapevo).
    Per fortuna la mia è Euro 5, quindi per pura fortuna non ho preso la multa (magari la prossima volta verranno escluse dalla circolazione anche queste).

    Sarà, ma occorre ragionare per trovare a mio avviso una soluzione che bilanci diverse esigenze in apparente conflitto e che definirei la via per l’economia sostenibile, più che per il consumo sostenibile.

    Cordiali saluti

  16. Con la diffusione delle vetture ibride ed elettriche credo che la parte elettrica di tali vetture (motori e batterie), sulla quale tanto si è scritto e detto anche in questo blog sulla sua presunta scarsa durata, sia proprio quella che denuncerà meno delle altre una possibile obsolescenza programmata dalle Case.
    Cordialmente
    Salvatore

 

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