Ma se è più cara la colonnina della pompa?

Ma se è più cara la colonnina della pompa?

marzo 29, 2019  |  Senza categoria  |  86 Commenti  |  Lascia un commento


A volte i numeri ti mettono sotto gli occhi delle realtà che spesso si perdono dietro i messaggi, le tendenze i bisogni e i piani futuri della società in cui vogliamo vivere.
Il tema auto elettrica è sempre più al centro dei ragionamenti di chi lavora nel mondo auto perché volenti o nolenti è con una scelta molto radicale che bisogna cominciare a convivere. Questo significa anche affrontare il tema spinoso della divisione netta che esiste tra i favorevoli e i contrari che agli inizi di ogni cambiamento originano anche guerre di religione.
Evito, per ragioni di brevità di riprendere le buone ragioni dei favorevoli e i dubbi, spesso anche fondati, dei contrari a cominciare dal tema dell’ambiente che poggia su due filoni ben noti: da un lato il miglioramento dell’aria nelle grandi città, dall’altro l’inquinamento all’origine legato alla produzione dell’energia e poi quello a fine scorsa con lo smaltimento delle batterie e quello che ci gira attorno.
Temi vetusti di cui si è scritto tanto, così come quello delle basse percorrenze a fronte del prezzo ancora troppo alto delle vetture nuove, dei tempi di ricarica, dei punti di ricarica che sono in ogni caso problemi tendenzialmente in miglioramento.
Sul numero di aprile Quattroruote che è appena arrivato in edicola, a pag. 104, c’è comunque un preciso articolo che abbatte l’unica credenza che per adesso metteva d’accordo tutti: caricare l’auto elettrica costa molto meno che fare il pieno su una vettura con motore tradizionale perché si sa sui carburanti gravano accise esagerate.
Vi invito allora ad andarlo a leggere e mi limito a una sintesi che squarcia la certezza un po’ di tutti: percorrere 100 chilometri con una vettura elettrica, ricaricandola in una colonnina per ricarica rapida costa ben di più che farli con una vettura diesel persino di grossa cilindrata e peso elevato come un’Audi Q7.
Insomma, immagazzinare 50 KW in maniera rapida significa aspettare 39 minuti e spendere 16,34 euro contro i 14,32 euro (alla pompa in 14”) di una vettura diesel e i 12,73 euro di Full Hybrid benzina ( alla pompa in 12”).
Volendo poi fare un discorso ancora più terra terra ecco che per fare il pieno a una Audi e-tron servono 45 euro pari a 280 km contro 90 euro di una diesel per percorrere una distanza tripla.
Vabbè, si dirà che si può ricaricare l’auto tranquillamente a casa usando la presa domestica, ed è vero. Ma se vi guardate bene la tabella allegata (relativa soltanto ai costi e non ai benefici, voglio essere chiaro una volta di più) vogliamo dire che il tema apre una bella discussione? E aggiungerei anche: ma se a parità di spesa per l’utente lo Stato non incassa neanche le accise, quei soldi che perderà con quali tasse sull’auto li recupererà?



86 Commenti


  1. Condivido e sottolineo che ad oggi nessuno ha considerato il problema delle accise che lo stato verrebbe a perdere nel caso scomparissero dalla circolazione i motori endotermici. Oggi trovo nella mia regione (Emilia Romagna) la benzina verde ad euro 1,50/litro o poco più, presso i distributori più convenienti, ma di questa somma un euro o poco meno sono accese ed iva: il costo industriale è quindi pari a circa 50 centesimi. Se l’energia elettrica, che gode di minore tassazione, si allineasse a questi livelli di imposte, l’auto elettrica diventerebbe veramente “roba da ricchi” sia per l’acquisto che per l’utilizzo. Concordo quindi con quanto affermato da Mike Manley su 4R di aprile e sui suoi dubbi circa l’elettrico che qualcuno vuole imporre a tutti i costi agli automobilisti

    • se disgraziatamente lo stato italiano aumentasse ancora il prelievo fiscale sulla energia elettrica, che è già il più alto al mondo (studi approfonditi delle associazioni di categoria lo confermano), non sarebbe un disastro per gli automobilisti ma per le povere famiglie che con uno stipendio normale farebbero fatica a permettersi l’uso dei più comuni elettrodomestici. già mi immagino mamma, papà e il il nonno a pedalare per fare l’arrosto della domenica.
      battute a parte mi chiedo, e credo di non essere il solo, a chi giova davvero e chi sono gli sponsor politici di questa corsa all’elettrico. sinceramente trovo molto più ecologico il biodiesel da fonti non alimentari che l’auto elettrica…inoltre esiste una soluzione semplicissima per eliminare l’inquinamento dei centri urbani: impedire la circolazione delle auto private. capisco che si lede la libertà di molti ma se veramente l’ecologia è la priorità allora si deve “obbligare” chi abita in zone a densità di popolazione più elevata a non utilizzare l’auto come ad esempio accade nelle metropoli giapponesi.

  2. La strada dell’elettrico per tutti è ancora lunga e non oso pensare quando lo stato sempre alla ricerca di soldi,metterà mano anche alla energia elettrica con accise dedicate alla ricarica senza tralasciare il fatto che il 70% di auto grazie ai verdi che si oppongo a costruire parcheggi perché ci sono alberi da abbattere ecc,sostano in strada la notte.

  3. Non sono un esperto in mobilità elettrica, ma leggendo questo ed altri articoli, sembra che la mobilità elettrica non sarà il futuro, ma solo un’alternativa, non soppiantando le altre motorizzazioni e rimanendo una nicchia per alcuni utilizzatori.
    Tutti invocano la rivoluzione dell’elettrico con le nuove batterie e con nuove infrastrutture, ma se alla fine tutto viene a costare di più ed il bilancio ecologico rimane dubbio, credo che la rivoluzione non sarà così tanto “rivoluzionaria”.
    Nel mio piccolo credo che si andrà verso una convergenza delle 2 tecnologie, sviluppando migliori soluzioni ibride, sfruttando i vantaggi e le economie di entrambi i sistemi.
    Forse il mio scetticismo è alimentato dalla ridotta conoscenza della tecnologia in questione.
    Inoltre, per quanto ne so, le megaricariche, oltre che costose sono deleterie per le batterie, e quindi doppiamente costose, riducendo la vita delle batterie.
    Anche se provare la MBW i3 è stato divertente, non credo che a breve acquisterò un’elettrica.

  4. Direttore,come al solito esce dal coro e mostra un punto di vista diverso.ho letto,il mese scorso,su una storica rivista di moto un paragone prezzo di acquisto-costi d’uso,consumo e manutenzione.tra moto elettriche e a benzina(un po’ stiracchiato data l’offerta ancora eterogenea)e notavo l’improbabilita’ delle cifre:la corrente elettrica,nelle nostre case,e’ erogata da un contatore da circa 3kwh ed ha un prezzo tutto sommato ragionevole.se si installa un contatore da 6kwh il costo dell’energia sale di parecchio,ma e’ meglio farlo o si rischia di allungare moltissimo il tempo di ricarica di un veicolo(se si ha,come consigliabile,una wallbox)o di non poter usare elettrodomestici come lavatrici,aspirapolvere,lavastoviglie..le colonnine rapide e,ancor piu’,quelle superrapide,da 100kwh,costeranno parecchio di piu’(e tralascio l’effetto che hanno sulle batterie,come la necessita’ di lasciarle raffreddare…).eppure non se ne parla,dando per scontato che l’energia elettrica sia quasi regalata.

  5. A me pare che ‘sta cosa dell’elettrico non convinca troppo, ma per questioni di immagine e movimento d’opinione in tanti sono costretti a seguire quella strada: che è molto ripida, visto che finora nessuno si è sbilanciato sulle politiche energetiche nazionali o continentali. Argomento che anche i boss di molte case provano a mettere sul tavolo (pure nelle inteviste su 4R), ma al momento mi pare che venga accantonato. Voglio proprio vedere i talebani dell’elettrico quando dovranno fare i conti con smaltimenti e con il nucleare. La tabella riportata su 4R e qua nel blog tutto sommato era stata anticipata negli ultimi mesi da qualche trafiletto sui costi crescenti per le ricariche della Tesla. A me non sorprende. Trovo che siano ben altre le cose sorprendenti sull’ultimo numero. In primo luogo l’eccezionale rendimento complessivo della Mazda 3 con il due litri benzina da 122 cv abbinato a un piccolo motorino elettrico: onestamente non ho creduto ai miei occhi quando ho letto i dati di consumo -mai visto un benzina due litri del genere, mai- e anche quelli prestazionali. Con 122 cv fare lo 0-100 in 9,1” è molto buono, eccome (siamo sui livelli della 147 duemila con 150 cv, manuale, perché quella ciofeca di selespeed era assai penalizzante. Vado indietro nel tempo ma sono molti anni ormai che non si vedono più test di due litri benzina), la ripresa in VI non è così indecente anche se di sicuro mancherà un po’ la sensazione di “schiena” del diesel (in ogni caso un 21” in VI da 70-120 equivale a un 17-18” in V, allineato ai due litri “decenti” con 5 marce di 15 anni fa). Ed è eccellente la velocità massima, 11 orari oltre il dichiarato (208 orari per 122 cv sono tecnicamente ottimi, alla faccia degli ipocriti svedesi della Volvo). Ho vacillato, la prova mi ha confuso un po’ e la 3 ibrida, avvantaggiata rispetto a tutte le altre dalla presenza dell’ottimo e per me imprescindibile cambio manuale, finisce tra le papabili. Oltretutto ha un rapporto prezzo dotazioni notevole A discapito, la linea un po’ ostica e qualche cm di troppo del corpo vettura. L’altra sorpresa, pazzesca a mio avviso, è data dalla pagella della serie 3. I tedeschi devono aver provato a eguagliare o a far fuori la Giulia, ma dev’essere scappata la mano. Troppo sovrasterzo. 3 stelle nelle doti stradali non si vedevano più o meno dai tempi delle serie 3 di fine anni 70 e primi 80 (qualcuno ricorderà la prova della 323 del 1978, con la sequenza fotografica delle scodate…). Poi, ovvio, Bmw si rifà con il resto, interni, dotazioni, gamma, ecc.. Che è tutto ciò che manca all’Alfa Romeo Giulia, mai portata al massimo delle possibilità per tutto quel che non riguarda la guida. Volendo, una Pietà Rondanini. E’d'autore (Michelangelo), ma è rimasta incompiuta. Un peccato. In ogni caso, uno smacco per i tedeschi, un voto simile.

    • Ben scritto, Luca (non ho ancora letto 4R e delle tre stelle alla 3) ! Ma stanno mettendo mano al leggero restyling ed alle dotazioni di Giulia (e di Stelvio): ci sono ancora la speranza ed il tempo sufficienti perché il capolavoro si compia…

  6. Finalmente !
    Si, finalmente si comincia a parlare di numeri e la fonte è indiscutibilmente attendibile e spero che sia il punto di partenza che rimetta in discussione le aspettative esagerate e spesso utopistiche degli idolatri dell’elettrico a tutti i costi.
    In questa nuova avventura per l’auto ci si è fermati sinora a quello che una volta veniva definito per i diesel “effetto pompa”, si vedono solo gli aspetti più superficiali di questa nuova tecnologia ovvero emissioni zero (indirettamente non è così ma è un altro discorso ancora) e risparmio teorico, ora smentito, nei consumi.
    Oltre a questi parametri, e pochi lo capiscono, ci sono molte altre problematiche, mi viene in mente per esempio quando nel nostro Paese, ormai da anni, andiamo al limite del collasso elettrico in estate con i climatizzatori accesi, figuriamoci se si dovessero ricaricare anche migliaia di auto, andrebbe ripensata tutta la rete energetica nazionale già al limite.
    Per come la vedo io, l’elettrico può essere valido nelle città e su auto piccole, mentre l’ibrido potrebbe essere interessante nell’uso misto, salvo restando il diesel per chi ha percorrenze elevate e benzina per le auto prestazionali (vogliamo mettere il suono – musica – di un motore V12 o V8 con il ronzio di un elettrico ? Quanti ce ne sono i giro e quanto mai potranno inquinare, dai !).

  7. Incredibile, davvero ci prendono in giro. Grazie a Dio, esiste ancora una controinformazione all’altezza.

    • Nessuna presa in giro, ma facciamo un passo alla volta, la citat Audi E-Tron con 50 kW percorre ca. 200 km, sono 25 kW per 100 km. Prendiamo un costo di 15 centesimi a kW, media europea con un allacciamento a 22 kWh, ci troviamo a 7.50 euro, cioè 3.75 Euro per percorrere 100 km !! Che l’utente italiano paghi qualcosa in più è solo deplorevole. Ma anche utilizzando una tariffa a 25 centesimi per kW, alla fine abbiamo costi di soli 6.25 euro per 100 km …

  8. Anche gli 8.22€ da casa sono tanti visto che gli “elettrofili” si riempiono la bocca di “pieno gratuito”.

    Poi certamente il governo non rinuncerà alle accise… quindi chissà che bomba ci aspetterebbe.

    • Caro Lucio, già ora la bolletta della luce è composta in gran parte da tasse, accise e costi di rete. Io stesso mi ricordo le bollette che ricevevo. Ogni tre mesi pagavo qualcosa come 100 euro (di per sé poco, ne concordo, ma la quota energia era un misero 18-20 euro, visto che di giorno non eravamo mai a casa e la tariffa notturna era bassa). Insomma, non ci vuole ,molto a capire che da qualche parte le accise della benzina andranno spostate. Se non sull’elettricità (che andrebbe a penalizzare chi magari l’auto non ce l’ha), ci saranno tasse di possesso altissime, IVA a manetta sul nuovo e costi alti di passaggi di proprietà. Oltre ovviamente a un aumento (non completamente compensante) delle tasse sulla bolletta energetica e alle accise sulle ricariche rapide. Inutile girarci attorno: possedere un’auto sarà un lusso che si potranno permettere in pochi, gli altri dovranno usare le formule di sharing o noleggio o i mezzi pubblici. E tutti saranno chiamati con le tasse a compensare il mancato gettito. Come dire: i poveri con le loro tasse pagheranno la possibilità per i ricchi di guidare una Tesla da 150 mila euro.

      • Fede,
        in pratica ci prospettano un mondo di m***a.
        Temo anche io che si voglia tornare ad un passato in cui la massa doveva pensare a lavorare e sopravvivere mentre i pochi se la godevano.

        E la cosa che mi sgomenta è che questo ritorno sia “volontario”. Vedo colleghi che oramai lavorano almeno 10 ore al giorno ed impiegano anche i weekend solo per “senso del dovere” e perche “tanto non avevo nulla da fare”. Ovviamente nemmeno un grazie od una prospettiva di aumento.

        Si, il mondo di oggi è veramente impazzito.

        • ma Lucio… la situazione è GIA’ ora questa. Un manipolo di privilegiati si puo’ permettere tutto, mentre la massa già ora lavora per loro. La differenza tra il morire di fame e il sopravvivere piu’ o meno bene è stata in questo momento finanziata col debito pubblico. Il quale prima o poi diventerà insostenibile. Aggiungi il fatto che le professioni di oggi verranno in parte (o in gran parte) sostituite dalle macchine e avrai il quadro della situazione che ci aspetta.
          Fondamentalmente, ci sarà una sussistenza garantita a tutti (o a molti) solo per permettere di acquistare i beni genialmente inventati dal manipolo di cui sopra. Chi si saprà reinventare avrà successo, chi non si adatta resterà spiazzato. E il problema è che ci stiamo andando contro come se ci stessimo gettando in un burrone. Stiamo preparando le nuove generazioni a un futuro che non esisterà piu’^. Buona fortuna.

          • il debito pubblico e’ diventato insostenibile da un pezzo,e non solo in Italia(che,se fosse un’azienda,sarebbe fallita da un pezzo…).ma non siate cosi’ catastrofici,sono in atto grandi e rapidi cambiamenti che provocheranno ancor piu’ grandi problemi ma daranno anche nuove soluzioni,purtroppo ancora lontane.non credo faro’ in tempo a vederle…

    • Concordo su aumento accise per la ricarica se un domani le auto avranno numeri interessanti come successo con i motori diesel che sino a metà anni ’70 quando avevano numeri trascurabili ed erano acquistati soloda tassisti o rappresentanti,il “bollo auto” non ancora tassa di possesso,era di importo inferiore rispetto al modello a benzina della medesima cilindrata poi..sappiamo tutti come è andato a finire.Per le colonnine è facile aumentare il costo con nuove imposte sui kw/ora consumati ma anche per la casa.Basterà attribuire un consumo medio anno per ogni abitazione ad un costo calmierato e un costi maggiorato se sfori:come sino a qualche anno addietro dove c’era un costo del kw/ora per fasce di consuno ergo:più consumavi più pagavi il kw/ora ! A Dio piacendo,ne riparleremo tra 20 anni sulle auto elettriche in circolazione e sulla rete distribuzione e produzione.

  9. Io continuo a ritenere, e lo farò sempre, che l’automobile è esclusivamente un elemento di piacere e di passione, da vivere e amare incondizionatamente. Senza fare alcun calcolo né ragionamenti di convenienza: la passione non è mai conveniente eppure è l’unica cosa che ci permette di vivere felici.
    Per cui, senza star a far calcoli, quel che conta è che ciascuno di noi sia felice utilizzando l’automobile che ama: che questa sia mossa a elettricità oppure a benzina non è importante, conta solo il piacere che troviamo nel passar più tempo possibile assieme.

    Io, per esempio, viaggio per piacere con automobili non catalizzate, a carburatori, alimentandole con benzina a 100 ottani e aggiunta dei migliori additivi per trattamento di motori a benzina: non faccio calcoli, non mi chiedo quanto costi, respiro il profumo inebriante di questi motori e ne ricavo serenità, gioia, soddisfazione. Sensazioni che non hanno prezzo.
    Questi sentimenti mi portano, come accade a qualunque persona che viva di passioni e che, nel nostro caso, ama le automobili a comprendere e rispettare i sentimenti di ciascuno: evviva chi gode guidando automobili elettriche (io l’ho fatto e mi è piaciuto, ma non sostituirei con essa un automobile a carburatori), evviva chi ama i motori non catalizzati senza elettronica. Si può vivere bene assieme; anzi: è più bello quando c’è varietà di soluzioni tra cui scegliere e indirizzare la propria passione a quattro ruote.

    Francesco

    • Gentile Francesco, penso che lei, come me, sia appassionato di auto d’epoca: passione bellissima, che mi riempie la vita di gioia. Tuttavia la maggior parte dei comuni mortali, come me, deve fare anche i conti con il bilancio personale nel soddisfare i propri “piaceri” e le proprie “passioni” (per usare le sue parole): così come non posso permettermi una storica da 50.000-100.000 euro, e ho giocoforza ripiegato su qualcosa di ben più modesto (con la quale tuttavia mi diverto assai), egualmente devo fare con l’auto per l’uso di tutti i giorni. E per quest’ultimo impiego, l’elettrico, ai costi ed ai limiti di uso attuali, proprio non ci sta.

      • Caro Robby, infatti è proprio questo il bello: ci si può divertire e inebriare o anche – più semplicemente – ricavar soddisfazione da automobili che costano cifre modeste e che si riesce a mantener in piena efficienza senza grandi spese.
        Perciò la passione è salva a qualunque livello: che ci piacciano e che ci si possano permettere automobili storiche da 4.500 oppure da 450.000 euro; automobili moderne endotermiche poco impegnative sia in fase d’acquisto che di mantenimento oppure elettriche costose ed esclusive come le Tesla.
        La passione e il piacere sono quanto di più libero, anarchico e democratico ci sia: ognuno di noi può viverle serenamente.
        E chissà: magari in qualcuno dei miei lunghi viaggi senza catalizzatore ci si incrocerà con le rispettive storiche.

        Francesco

        • Scusandomi con chi segue il blog per questa intromissione personale, le segnalo il club di cui faccio parte: Officina Ferrarese del Motorismo Storico. Magari la conosce e potremmo incontrarci….

          • Complimenti: dai vostri eventi – mi vengono in mente “Valli e Nebbie” e “Terre Estensi” – mi è sempre giunta, purtroppo solamente in foto, affascinante atmosfera di passione e, soprattutto, di epoche in cui le automobili trasmettevano vibrazioni capaci di toccare le corde dei cinque sensi restituendo intense sinfonie.
            E il bello è che queste vibrazioni arrivavano con medesima intensità indipendentemente dal modello: anche il solo sfiorare la maniglia di una Fiat 600 del 1956 oppure di una Lancia Flaminia Sport Zagato del 1959 riesce a elevare l’uomo verso sensazioni paradisiache che, oggi, automobili moderne da un milione di euro non possono neppur lontanamente raggiungere. Che siano endotermiche oppure elettriche.
            L’unica macchina infallibile è quella che vince il tempo: la passione per le automobili d’epoca.

            Francesco

    • “respiro il profumo inebriante di questi motori e ne ricavo serenità, gioia, soddisfazione”
      Bene, hai spiegato chiaramente come fai a scrivere quello che scrivi. Sei un Oscar Wilde dei giorni nostri. E ti amiamo per questo. <3

    • non respiri troppo quei profumi inebrianti,Francesco,visto cosa c’e’ nei carburanti…e grazie per questo gioioso inno all’auto e alla liberta’ di scelta.

  10. 14 euro di gasolio per fare 100 km? 10 km con un litro? Avrenno preso il Q7 in città come riferimento suppongo…

  11. Io ho sentito molte persone fare il conto di quanto costerebbe il pieno di un’auto elettrica un tanto al chilo.
    Ma il prezzo del kw è estremamente variabile,ci sono tanti fornitori e tante tariffe quindi alla fine si può dire che quel costo varia molto da casa a casa.
    Inoltre io trovo logico che il “pieno” presso una colonnina di ricarica rapida costi di più,dopo tutto i tempi di ricarica si accorciano sensibilmente.
    E anche le colonnine non sono tutte uguali ma possono essere private o pubbliche.
    In ogni caso io penso che tutto questo discorso sia molto marginale.
    Che fare il pieno a un’elettrica costi tanto o costi poco la realtà resta che un’auto elettrica non è una scelta economicamente conveniente,almeno da nuova.
    Il prezzo di acquisto è spesso due o tre volte superiore rispetto a una vettura di pari categoria con motore termico,quindi se anche si facessero 100 km con 50 centesimi andare in pari sarebbe impossibile.
    Per me,almeno per adesso,chi sceglie una vettura elettrica lo fa per convinzione,in certi casi anche per moda,ma sa benissimo che sta operando una scelta che gli costerà molto di più rispetto a una vettura tradizionale.
    Se poi qualcuno vuole illudersi che viaggiare su un’elettrica convenga perchè ogni 100 km si risparmia qualche euro faccia pure,ma sarebbe un discorso molto miope.

    • Guarda, se è per questo conosco gente che viaggia in Tesla, usa la E-bike e poi acquista prodotti made in China, per il cui trasporto si inquina centinaia di volte tanto rispetto a una vettura diesel. O che poi se devono fare 600 km prendono l’aereo… ecco, i discorsi miopi, purtroppo, sono parecchio diffusi nella gente. Perchè alla fine cio’ che conta è sentirsi cool, fa nulla se poi le ragioni addotte siano quanto di piu’ lontano possibile dalla realtà…

  12. era una cosa che si sapeva già da tempo,che la corrente costa più della benzina,almeno per me che ho il vizio di leggere le varie voci in bolletta,posso capire che chi non campa con 1200/1500€ al mese abbia altri problemi,lo shopping nel quadrilatero della moda,il week end a courmayeur,l’estate a ibiza,non sapere quanto spende al mese,ma,passare per analfabeti non è una questione di reddito o di posizone sociale,piuttosto di coscienza e cervello.

  13. Molto terra terra: con la mia vecchia Musa 1,4 e 77 cv che ormai è arrivata a 140.000 Km, adottando una guida attenta ma non maniacale spendo circa 10 euro di benzina x fare 100 Km: con la citata Audi e tron ne spenderei circa 16 euro.

    Sono più che convinto a rimandare l’ acquisto di un’ elettrica.

    • Una Musa da 77cv non è certo paragonabile alla Audi e-tron da 360/400cv (e oltre 100000 euro), il paragone andrebbe fatto con un SUV benzina/gasolio di almeno 350cv, allora potresti paragonare i consumi.

      • un paragone quasi pertinente lo si puo’ fare con la mia auto, una Velar da 300 cv. Io faccio in autostrada (velocità da codice svizzero, quindi tra i 100 e i 120 km/h) anche 18 km/l su una distanza di circa 250 km. Cio’ significa che per fare quei 250 km pago meno di 20 euro, detto anche 8 euro per 100 km. E ho una vettura parecchio performante. Chiaro, se le tiro il collo i consumi salgono, ma credo che pure una elettrica si scarichi piu’ velocemente se sempre sollecitata.

    • beh, ma quel paragone suonerebbe un po’ stonato, non trovi? Sarebbe come se dicessi che consumi di piu’ con una Q5 a benzina rispetto alla Musa…
      Quello che fa piu’ specie è vedere come si spenda di piu’ ad alimentare una Etron rispetto a una Q7 diesel. Ecco, quello si’ fa davvero impressione.

  14. Elettrico, zero emissioni, utopia o gigantesco business ?
    Come molte utopie delle utopie nate negli ultimi decenni, anche questa ha per patria gli USA o meglio ancora la California che è stata la prima ad emettere svariati anni fa, se non erro, le normative rigidissime sulle emissioni dei veicoli (e guarda caso vi è stata fondata anche Tesla )
    Detta utopia pur essendo nata, come di solito avviene, da nobili intenti, ha trovato poi terreno fertile nel clima ecologista sviluppatosi negli anni 70/80, influenzando le scelte politiche e conseguentemente amministrative, degli anni a seguire.
    Per carità l’inquinamento è problema di tutti, ma come al solito, in qualsiasi cambio di direzione, qualcuno fiuta l’affare e cavalca l’onda, anzi lo tsunami.
    Tornando agli USA che ,vuoi o non vuoi, sono tuttora il principale fulcro ed indirizzo economico mondiale, hanno dato ovviamente il via a questo nuovo sistema di alimentazione al quale, per i motivi di cui prima, nessuno si è poi più potuto chiamare fuori.
    Ovviamente mettere in atto un tal cambio di indirizzo energetico e conseguentemente industriale a tutti gli effetti, comporta muovere una quantità di denaro immensa e chi prima arriva si aggiudica il predominio su risorse e scelte strategiche e potenziali sconvolgimenti geo-politici.
    Quindi, ripeto, utopia o gigantesco business ?

    • Ovvio che sia tutto business. L’importante è far credere al popolino che ci sia una ragione “buona” dietro. Guarda le guerre. Tutti le aborrono ma con la pasticchina del “serve per portare democrazia” oppure “serve per togliere il dittatore di turno” oppure “serve a portare la pace” ecco che pure la guerra viene accettata dalle masse pecorone.

      L’inquinamento è un serio problema ma tutti stanno a parlare di cambiamento climatico e CO2 quando invece è più probabile moriremo prima tra pesticidi in frutta e verdura, mercurio nelle acque, anabolizzanti ed antibiotici nelle carni ed inquinanti industriali nell’aria.
      L’inquinamento è un serio problema ma si preferisce distrarre la massa facendogli credere che la CO2 emessa dal proprio motore a benzina porterà all’Armageddon finale.

      La politica ha sempre creato od evidenziato un problema per nasconderne altri più seri. Ed in più è tutto un grande business.

  15. Il problema dell’umanità occidentale (ed ora anche orientale) è la pretesa di avere tutto e subito.
    Frutta verdura e carni oramai non hanno più sapore perchè il fine è far crescere tutto sempre, in grande quantità ed in fretta. Non si può mica non avere le ciliege tutto l’anno, ovvio.
    E poi questo “tutto e subito” è pazzesco. Oramai si ha fretta anche nelle cose che dovrebbero rappresentare uno svago e rilassarci.

  16. Non sono assolutamente d’accordo con i costi qui citati, ma facciamo un passo alla volta. Un Audi E-Tron con 50 kW percorre ca. 200 km, sono 25 kW per 100 km, se prendiamo un costo di 15 centesimi a kW, media europea con un allacciamento a 22 kWh, ci troviamo a 7.50 euro, cioè 3.75 Euro per percorrere 100 km. Aumentando persino la tariffa a 25 centesimi per kW abbiamo costi di 6.25 euro per 100 km … che l’utente italiano paghi qualcosina in più è solo deplorevole. Non voglio sempre citare la Svizzera, ma qui in ricarica notturna si arriva fino a 6 centesimi a kW, oppure esistono contratti 24h con costi di 11 centesimi a kW. Ma poco importa, per il semplice motivo che la ricarica elettrica per la citata E-Tron genera costi fra 3.75 e un max. di 6.25 euro per 100 km …

    • I nostri dati sono esatti, controllati e ricontrollati proprio per evitare contestazioni. Il costo alla colonnina di ricarica veloce è di 45-55 centesimi e questo è il risultato per la carica più rapida . Seguono tutte le altre con i costi che ci sono da noi, che le piaccia o meno.

      • Gentile direttore.In un mio commento nell’articolo sulle vendite del mese di marzo,ho invitato a leggere il suo blog sui costi della ricarica per tutti quelli entusiasti che le auto elettriche sono aumentate seppur con numeri irrisori:si fa presto ad aumentare le percentuali vendite quando non vendi quasi nulla! Ebbene un lettore mi ha risposto chi i suoi dati dei costi non sono veritieri in quanto molto più bassi.Non essendo in grado di fare analisi di costi precisi e non a “occhio”,non mi pronuncio su chi abbia ragione.Certo che con questi costi ma anche fossero un po’ inferiori,chi acquista una auto elettrica e dovrà cercare la colonnina(ammesso sia libera) tempi di ricarica e costi forse…sarà la prima e l’ultima macchina elettrica che acquisterà.

        • Come ho già risposto a un altro intervento, i costi sono esatti e sono stati controllati e ricontrollati proprio perché sapevamo che poi qualcuno, talebano dell’auto elettrica, li avrebbe contestati. E nel diagramma pubblicato ci sono tutte le varie possibilità (dalla colonnina rapida alla presa in garage con tutte le varianti intermedie). Non compare soltanto il costo del consorzio Lonity che ha il prezzo fisso di 8 euro per la ricarica dell’80% della batteria a prescindere del tipo di auto in circa 30 minuti perché al momento ne esiste in Italia soltanto una colonnina presso il Valdichiana Outlet Village, e quindi non fa per ora testo.
          Va ribadito che questi sono i costi attuali, ma che a mano a mano che caleranno gli introiti dalle accise della benzina bisognerà recuperare quella cifra in altra maniera, e la cosa più probabile è che nel consumo domestico quando si supererà un certo quantitativo di corrente erogata il costo s’impennerà per via di accise sull’elettricità.

          • Gentile direttore.Il mio commento era solo per metterla al corrente che qualcuno contestava i suoi dati come molti che scrivono che per ogni”problema” hanno loro la “bacchetta magica” per risolvere qualsiasi cosa.Sono d’accordo con lei sull’eventuale aumento prezzo elettricità qualora diminuissero i consumi di gasolio benzina e derivati come scritto nel mio commento del 30 marzo semplicemente per ogni utente,fare la media dei consumi annuali negli ultimi anni con una tolleranza del +10% e questi kw/ora annui saranno pagati a prezzo agevolato e il sur plus,gravato da accise.

      • Anche se non sono d’accordo con i vostri numeri, vorrei ringraziarla per avere pubblicato il mio post, le sono oltremodo grado e lei caro Direttore merita tutta la mia stima. Vi sono vari modi per “risparmiare”, in primis con il sistema di ricarica proposto dall’Audi con accesso a ca, 72’000 punti di ricarica, prezzo di una ricarica completa
        charger AC con potenze fino a 40 kW 7,95 oppure la ricarica completa utilizzando un supercharger Euro 9,95 Euro, più una tariffa mensile di Euro 4,95 o per chi viaggia in Europa Euro 17,95. Poi vi sono varie aziende che offrono un servizio simile come la MOVE, con tariffe di 9 cent per kW utilizzando un charger con potenze fino a 40 kW, o utilizzando un supercharger si va a spendere 26 cent per kW. Queste tariffe valgono in tutta l’Europa e ovviamente anche in Italia, cosi i costi per la E-tron, come per qualsiasi altra vettura elettrica anche avendo un piede piuttosto pesante, non è che abbiano una grande importanza. Consumi medi della E-Tron, Urbano ca. 18 kW per 100 km, extraurbano divertente ca. 20 a 21 kW, autostrada velocità costante ca. 24 kW.

        https://www.elektroauto-news.net/2019/audi-e-tron-charging-service-tarife

        Sul sito di Move sotto “unser Angebot” trovate le tariffe di cui sopra …

        https://www.move.ch/

        • Quattroruote si riferisce sempre ai costi in Italia e questo post si basa su questi dati. Mi fa piacere se all’estero si spende meno, ma si spende meno anche alla pompa della benzina. Noi però abitiamo in Italia.

    • ma il punto ulteriore è: poniamo anche che sia vero che i costi siano quelli indicati da Mike202. Poniamo, giacchè il costo della ricarica rapida è ovviamente quello indicato dal Direttore.
      Ma se anche fosse cosi’, è evidente che ci troviamo in una fase in cui bisogna “incentivare” in qualche modo e la domanda è ancora bassa. Se la domanda dovesse salire, cosa accadrebbe?
      Senza voler fare voli di fantasia, quando il gasolio in Italia era riservato a pochi sfigati che dovevano macinare chilometri su chilometri il costo al litro era bassissimo. Con il successo delle motorizzazioni diesel, il gasolio è diventato quasi costoso come la benzina. Vogliamo poi parlare del GPL? Stesso discorso. Quindi non serve nemmeno fare le Cassandre, se già ora il prezzo non è competitivo, finiti gli incentivi il conto da pagare sarà assai salato. C’è onestamente da sperare che l’elettrico non abbia un successo travolgente, o il risultato sarà banale: poche persone se lo potranno permettere, gli altri torneranno ad andare a cavallo (o meglio, ad asino, il cavallo costa troppo)

      • Come ho scritto in un precedente commento,negli anni ’70 quando il”diesel” era solo per pochi,oltre a costare il gasolio meno della metà della benzina,il bollo auto non ancora tassa di possesso,a parità di cilindrata ergo:i cavalli fiscali,costava meno della equivalente auto a benzina.Abbiamo poi saputo cosa è accaduto quando il diesel ha cominciato ad essere acquistato in quantità.

  17. Ho da poco scaricato il numero di Aprile di QR e ho letto l’articolo citato dal direttore Cavicchi. Che dire… è l’ennesima conferma che l’auto elettrica di massa è solo una chimera ,purtroppo fortemente propagandata da una classe politica , non solo italiana anzi prevalentemente straniera, incompetente tecnicamente, ipocrita e marcatamente populista. Condivido anche io l’assunto che nel prossimo futuro l’auto elettrica sarà solo una possibile alternativa all’auto con motori tradizionali ( ibride incluse) per gli automobilisti che hanno particolari esigenze di mobilità urbana e sopratutto che hanno un’adeguata disponibilità economica insieme ad adeguate infrastrutture vicine. Ad oggi l’auto elettrica fa numeri di vendita globali ridicoli nonostante la continua presentazione di nuovi modelli e nei i mercati dove le vendite sono più alte ciò avviene perché sono disponibili massicci incentivi pubblici per l’acquisto di tale tipo di auto. Per inciso tali incentivi non potranno durare in eterno.

  18. Questa discussione mi ha messo di buon umore. Già pregusto il momento in cui diventerà consuetudine vedere i ‘talebani elettrificati’ in coda estenuante alle colonnine con i portafogli in attesa di essere svuotati. Ma non voglio passare per insensibile: per quel giorno prometto che mi sarò sbarazzato almeno della Panda a gasolio Euro 4…

  19. Arrivo ora da 4 giorni di vacanza a Todi: la Civic, ormai a 163000 km, si è superata. E’ assurdo l’abbandono del diesel da parte dei giapponesi: un 1600 cc affidabilissimo che consuma sempre meno con il passare dei km. All’andata, ho deciso di rifare il pieno un po’ prima di raggiungere la bella cittadina umbra, lungo la superstrada che porta da Perugia a Terni. Avevo fatto il pieno il giorno prima, ebbene il risultato è stato 23,98 litri per 515 km (autostrada da Biandrate, a a Bologna ho poi preso la direttissima per Firenze e poi il raccordo per Perugia). Il tutto rispettando i limiti, a parte un paio di sorpassi (se mi arrivasse una multa, sarebbe per qualche “piazzata” temporanea dei velox ) in cui ho sfiorato i 140. Al ritorno, prendendo l’autostrada a Orvieto e allungando un po’ perché ho dovuto portare a casa la morosa fuori Varese, il risultato, a parità di condotta di guida, è stato ancora più eclatante. Dai 21,5 con un litro dell’andata a 23,6. 652 km con 27,6 litri. I km son quelli, la spesa pure. Mettiamo pure che ci sia una po’ di discrepanza tra erogato, contakm ecc.. ma il risultato è in ogni caso notevole. Ripeto, e lo farò ancora, è da pazzi buttare alle ortiche i turbodiesel.

  20. Caro Cavicchi, Lei però non considera in questi conti Tesla Model 3 e la rete Supercharger che è ben diffusa in Italia ed Europa, e che consente di muoversi in quasi tutto il Paese senza ansia da range.
    Model 3 Long Range, con un’autonomia reale di 400km a velocità autostradale di codice (530 km dichiarati dalla Casa) percorre 100 km con 18,75 kWh.
    Questi 18,75 kWh costano 5,62€ ai supercharger Tesla e si ricaricano in 9minuti e 30 secondi (allo stato attuale al supercharger si carica a 120 kWh, presto raddoppierà la potenza, quindi si dimezzerà il tempo).
    Ricaricandola a casa con un Wall Connector da 11 kWh occorreranno circa 1ora e 45minuti al costo di € 3,56, operazione che si fa mentre si dorme. (Per ricaricarla completamente occorrono circa 7 ore, che è più o meno quanto tutti dormiamo, sempre considerando che per scaricarla bisogna percorrere 500km al giorno).
    Questi sono i costi e i tempi reali, a prova di qualsiasi smentita, non quelli che indica lei.
    Aggiungo inoltre che con un’autonomia di circa 500 km in uso urbano e extraurbano, Model 3 verrà principalmente ricaricata nel proprio box di notte, trovandosi ogni mattina con un pieno di 500 km, mentre i supercharger si utilizzeranno prevalentemente per viaggiare, con soste di circa 25 minuti ogni 300 km (12 tra un anno quando le ricariche a 250 kWh saranno diffuse su tutta la rete Tesla supercharger).
    Certo, non è ancora l’auto per tutti, né vuole esserlo. Ma è di certo un’alternativa reale e concreta per i molti che possono permettersi BMW serie 3, Mercedes C, Audi A4, Giulia, ecc. e che possiedono un box privato.
    Non a caso, nel 2018 ha venduto negli USA più di tutte queste auto citate messe insieme.
    Aggiungiamo anche il fatto che non paga bollo né superbollo, che in molte città parcheggia gratis ovunque e non ha limitazioni di ztl, che non ha costi di tagliandi, che non avrà mai problemi di rivendibilità dovuti a normative EuroX, che ha prestazioni da BMW M3, che ha una tecnologia in costante aggiornamento on air.
    Ci sono anche dei contro quali l’incognita della durata delle batterie dopo 15 anni, ma a quel punto anche un’auto termica non potrebbe più circolare per via delle emissioni e dopo tale data il valore di qualsiasi auto tende allo zero.

    • Mi tolga una curiosità: lei questa vettura la possiede oppure l’ha provata a fondo, oppure ancora ha letto i dati e ce li ripropone?
      A parte questo, attorno a noi c’è un mondo che pensa all’elettrico magari senza potersi permettere una Tesla.
      infine leggo “Questi sono i costi e i tempi reali, a prova di qualsiasi smentita, non quelli che indica lei.” Saranno contenti i nostri tecnici che si sono fatti un mazzo così per arrivare alla fine alla tabella qui riproposta. Potevano fare prima: chiedere i dati veri a lei.

      • Sì, certo la possiedo da circa un mese. Sono dati reali, basati sul quotidiano uso di quest’auto.
        Tra l’altro sarebbe interessante che Quattroruote la provasse, perché effettivamente l’unico contatto che avete avuto con quest’auto fu in California.

        • Mi perdoni, io abito a Bologna e dovrei per lavoro andare a Perugia per lavoro e rientrare a Bologna in serata. La strada più comoda è prendere la E45. Mi sa indicare lungo il tragitto dove trovo le collonnine di ricarica Tesla? Grazie.
          Ps. peraltro dimenticavo che oggi fa freddo e piove anche, quindi sono costretto a tenere il riscaldamento acceso e pure azionare il tergicristallo.

          • Rispondendo alla sua domanda sul viaggio Bologna-Perugia-Bologna in giornata ho consultato la comoda pagina A better Routeplanner dove ho inserito i dati della Model 3 LR awd, la temperatura attuale e la pioggia: dice che ricaricando all’andata ad Arezzo per 3 minuti e al ritorno sempre ad Arezzo per 17 minuti con un totale di €11,34 e un tempo totale tutto compreso di percorrenza di 5 ore e 32 per un kilometraggio totale di 510 km.
            Ovviamente considerando i limiti di velocità attualmente vigenti.
            Come vede è assolutamente fattibile ed anche economico.

          • Non ho capito perché per andare da Bologna a Perugia anziché prendere la più comoda e più breve E45 dovrei prendere l’Autosole e fermarmi ad Arezzo. Perché altrimenti non trovo collonnine di ricarica Tesla?

          • Da Bologna a Perugia secondo google Maps la strada più breve è l’A1, non la E45.
            In ogni caso è chiaro che i supercharger non sono ovunque, così come l’esigenza di andare da Bologna a Perugia e ritorno in giornata interesserà sì e no lo 0,2% della popolazione.
            Nessuno dice che Tesla Model 3 sia l’auto per tutti, e nessuno sostiene che i supercharger siano capillari come i distributori di benzina. Però può incontrare le esigenze di molti clienti premium, perché come lei saprà meglio di me l’utenza media di chi ha un’auto premium percorre 50 km al giorno, magari 2-300 nel weekend per la gita fuori porta e le vacanze le fa in aereo.
            Chiaro che se uno fa l’agente di commercio e si muove su rotte non “tradizionalmente battute”, non è la macchina per lui.
            Nel mio specifico caso, vivendo a Milano e usando l’auto tutti i giorni tra centro città e un po’ di hinterland, piccole puntate nel weekend di massimo 200/300 km (tipo Milano-Forte, o Milano-Trentino), rete supercharger ben diffusa, diventa la macchina ideale.
            Quale altra auto termica mi da anche diritto a un pass gratuito che nella mia città mi consente di posteggiare gratis ovunque su strisce gialle e blu? Nessuna.
            Poi certo, sicuramente non sarà sempre tutto semplicissimo, ma i vantaggi e il piacere di guida sono talmente tanti che le assicuro che ne vale la pena. Tra l’altro prima di Tesla avevo un’altra elettrica cittadina con la quale in 5 anni non ho mai avuto un solo problema, né sono rimasto a piedi.
            Quello che però volevo dimostrarle è che è possibile andare da Bologna a Perugia a/r in giornata con 11 euro e 20 minuti di sosta per rifornimento con una Tesla Model 3 che costa molto meno di una Audi A4 di pari potenza, e più o meno come una qualsiasi diesel premium del segmento A4/Classe C/Serie 3.
            La differenza è che la Model 3 non ha costi di manutenzione, non paga bollo né superbollo, ha l’rca dimezzata e continua ad aggiornarsi on air non diventando mai obsoleta, e non rischiando di non poter più circolare a Milano nel giro di pochi anni.

          • “l’esigenza di andare da Bologna a Perugia e ritorno in giornata interesserà sì e no lo 0,2% della popolazione.”
            Io direi : lo 0,2% di chi acquista un’elettrica. Perchè di gente che fa avanti e indietro tutti i giorni ce n’è, eccome…
            Poi detto questo, sono sicuro che per chi non ha pressioni di tempo, denaro e lavoro viaggiare in elettrico sia possibile, anche a costo di qualche sacrificio in termini di libertà di movimento. Anzi, in certi casi puo’ essere anche divertente dover fare giri dell’oca e magari farsi pure qualche coda nel traffico perchè si puo’ andare solo in direzione della colonnina.
            Purtroppo nel mio caso, ad esempio, la scelta sarebbe perdente. Io ogni 3 settimane devo percorrere tra i 450 e i 750 km in un sol fiato, e con una Tesla dovrei fermarmi presumibilmente 2 volte (i SC al momento non permettono di ricaricare completamente la batteria, almeno qui da noi, ma la ricaricano circa della metà in 20 minuti), sempre ovviamente sperando di avere colonnine lungo il percorso. Cosa che nel mio caso non si verifica. E due giorni dopo devo tornare, stessa distanza e stesso problema. E’ uno dei motivi che mi ha fatto desistere dall’acquisto di una Model X. Gli altri sono il costo degli accessori assolutamente inaccettabile (tra la versione base e quella “decente” il prezzo raddoppiava letteralmente, senza arrivare a prendere la Ludicrous…) e appunto le finiture appariscenti ma non cosi’ qualitative. Alla fine sono andato a prendermi una Velar diesel. Con piena soddisfazione, nemmeno devo fare rifornimento, 60 litri bastano per percorrere i 750 km di cui sopra.

      • Aggiungo anche che la ricarica che lei definisce fast a 50kW a 0,45€ al kW è quella generalmente disponibile presso EnelX, mentre i supercharger Tesla ricaricano a 120 kW (e presto a 250) a 0,30€ al kW.
        A Milano inoltre la carica a 50 kW presso le 12 colonnine A2A costa solo 5,10€ al mese con cariche illimitate.

        • Infatti Quattroruote si è riferita ai clienti di vetture elettriche e non ai clienti Tesla.

          • Senza alcuna polemica: perchè?
            Model 3 è veramente un’auto rivoluzionaria ed è finalmente disponibile nel nostro Paese.
            Con un listino di 58.000€ si ha un’auto con trazione integrale, full optional, con 360 cavalli, coppia mostruosa, zero bollo e superbollo, 450 km di autonomia nel misto reali, una rete supercharger dedicata che consente di muoversi in tutta Europa senza patemi.
            Costa come una tedesca media ben accessoriata, ma senza costo dei tagliandi e senza bollo.
            Non sto dicendo che è alla portata di tutti, ma dei molti che in questo Paese comprano tedesche da 50+ mila euro.
            Ed è una elettrica pura: perché escluderla dalle sue, comunque interessanti considerazioni?
            Tengo a precisare che non sono un esaltato pro TESLA e pro elettrico a tutti i costi.
            Ho una Model 3 ma anche altre auto termiche tradizionali.

          • Altresì noti come ” teslabani “…

    • Se ho capito bene lei è un proprietario felice di un Tesla. La invidio sinceramente perché vuol dire che lei è un uomo ricco che possiede anche una casa dotata di box auto dove poter parcheggiare il suo giocattolino elettrico e ricaricarlo la notte magari con un contratto di fornitura corrente da 6kw e non da 3 come la maggior parte di noi comuni mortali. Tornando alla rete supercharger che lei definisce “ben diffusa in Italia e in Europa” le faccio osservare che la rete raggiungerà nel corso del 2019 il numero di circa 50 stazioni di ricarica in Italia ( dati che si trovano sul sito della Tesla). Non mi sembra affatto una distribuzione capillare, oltretutto molti di questi punti di distribuzione si trovano all’interno o nei pressi di strutture ricettive o posti di interesse pubblico ( alberghi, aeroporti, stazioni, ecc). Ultima nota se ho ben capito queste stazioni supercharger sono riservate ad auto Tesla. In definitiva persistono ancora oggi e credo che si manterranno nel tempo molte condizioni , alcune delle quali ammesse anche da lei, che rendono oggettivamente l’auto elettrica non acquistabile da tutti e non solo per il suo costo iniziale. PS non si faccia illusioni sui permessi che oggi hanno le auto elettriche di entrare nelle zone ztl dell grandi città. Oggi sono concessi in maniera generalizzata perché il numero di elettriche in circolazione è irrisorio, se dovesse aumentare come tutti auspicano scatteranno limitazioni anche per loro e non per motivi legati all’inquinamento ma per banali motivi di traffico e di disponibilità di parcheggi.

      • Certo, come dice giustamente lei le Tesla non sono auto per tutti, ma lo sono per i molti che spendono 50/60k euro per un’auto, e in Lombardia sono in tanti, basta guardare le auto che girano per strada. Chiaro che non si confronta con una Golf, ma lo può fare senza problemi con una A4 2.0 tdi che spesso supera i 60k euro se ben accessoriata.
        La rete supercharger con 50 punti dislocati su gran parte del territorio nazionale consente di muoversi quasi ovunque (escluso estremo sud e isole) e al contempo di viaggiare in tutta Europa:cerchi su YouTube i tanti video che lo dimostrano, per esempio quelli di Bjorn Nyland.
        I 400 km reali di autonomia di Model 3 le consentono di viaggiare tranquillamente tra un supercharger e l’altro, che in genere sono distanziati ogni 200 km lungo tutte le principali rotte strategiche.
        Inoltre siamo solo all’inizio: nel tempo ne sorgeranno anche altri, oltre ad avere anche altri punti di ricarica fast tipo Ionity, che a breve colonizzeranno anche l’Italia. Si ricordi che il gruppo VW sta investendo 90miliardi di euro nell’elettrico, e dietro a Ionity ci sono quasi tutte le grandi Case tedesche.
        Secondo me è proprio adesso che bisogna prendersi un’auto elettrica per godere di tutte le agevolazioni possibili e immaginabili: quando saranno molto diffuse allora il discorso potrebbe essere diverso.
        Chi vivrà vedrà.

      • Aggiungo anche che possedere un box non mi rende certo ricco, è una condizione che mi accomuna a milioni di italiani. Per altro io vivo in un condominio a Milano, quindi non certo la situazione più facile…
        Per quanto riguarda la potenza, ho un contratto da 16,5 kw, ne uso 11 per caricare la Tesla, la corrente la pago circa 0,18 al kW e passare da 3 a 16,5 kW è costato circa 400€ una tantum.
        Poi aggiunga circa 1200 euro tra impianto e wall connector, sempre una tantum.
        Da questa spesa in avanti, solo risparmio: immagini per esempio di non doversi più preoccupare del parcheggio perché ha un pass che lo rende gratuito in tutta la città… o di non dover pagare 2/3000 euro l’anno di bollo e superbollo.

        • parliamo quindi comunque di 1600 euro di spesa una tantum che vanno spalmate sui km fatti. Mi pare che da qualche altra parte tu abbia parlato di percorrenze piuttosto basse, nell’ordine dei 10-15000 km/annui. Quindi bisogna calcolare in quanto tempo questi costi sono stati ammortizzati, non è correttissimo dire “da qui in poi, solo risparmio”… Ricorda un po’ la storia della Lupo 3L. Vero che “dall’acquisto in poi solo risparmio”, ma per ammortizzare la differenza del prezzo di acquisto rispetto al 1.4 diesel normale occorreva – calcoli alla mano – percorrere 250.000 km…

        • Mi permetta ma lei possiede una Tesla Model 3 da circa un mese, a detta sua ci avrà fatto si è no 3500 km eppure è in grado di fornire tutta una serie di dati estremamente precisi su percorrenze, costi, rete di ricarica, ecc. Complimenti! Ma per caso viaggia con una centralina di misurazione parametri auto a bordo? Onestamente mi sa tanto di fake …o di pubblicità occulta…magari è un rivenditore Tesla…PS Non voglio fare campanilismi ma la Lombardia , e lo dico con tutto il rispetto per questa operosa e ricca regione d’Italia, non può essere portata ad esempio per tutto lo stivale. Dire che la rete di Supercharger è carente “solo” in alcune aree del sud e nelle isole è una palese bugia.Da Roma in giù , Sardegna compresa, ci sono solo 5 stazioni attive.

    • “Aggiungiamo anche il fatto che non paga bollo né superbollo, che in molte città parcheggia gratis ovunque e non ha limitazioni di ztl, che non ha costi di tagliandi, che non avrà mai problemi di rivendibilità dovuti a normative EuroX,”

      Appena ne aumenta il numero ecco che tutti questi privilegi spariranno. Come in un post precedente del nostro Direttore parlando di Bologna.

      Quei tempi di ricarica sono per ricaricare lo stretto necessario. Erro?
      Cioè uno devo muoversi con il patema di non poter arrivare a destinazione o doversi fermare 1 ora per sentirsi al sicuro?

      Lei possiede una Model 3. In italia sarà il primo a possederla. Lessi che le consegne forse iniziavano a Marzo.

      • Esatto ! A Bologna il comune promise anni addietro libero ingresso e parcheggio gratuito nella ZTL dove la sosta parte da € 1,80 ora a € 2,50 nelle zone più centrali ebbene,dallo scorso 16 maggio il comune ha continuato a far accedere liberamente nella ZTL le ibride ma la sosta gratuita solo ai residenti nel comune di Bologna.Ovviamente ho letto di proteste di chi abita nei comuni limitrofi a Bologna e che aveva acquistato l’ibrida che in genere costa di più per poter accedere alla ZTL per motivi di lavoro o altro non pagando la sosta.In un paese civile se fai una promessa poi la mantieni.Magari se ci ripensi dirai che da oggi chi acquista la ibrida non residente a Bologna pagherà la sosta ma chi ha già il diritto lo manterrà.

      • piu’ che altro, i problemi di rivendibilità sorgeranno indipendentemente dalla normativa EuroX. Come dici giustamente, l’esempio delle ibride mostra senza ombra di dubbio che all’aumentare del parco circolante, i privilegi spariscono, perchè l’obiettivo non è limitare l’inquinamento, ma il traffico privato. Inoltre col miglioramento delle performances delle batterie (che non sempre possono essere aggiornate on-air, visto che spesso è l’hardware ad essere aggiornato) le vecchie elettriche con prestazioni inferiori verranno aborrite. Ma se anche fossero aggiornabili parzialmente online, il costo non sarà certo pari a zero. Senza arrivare al paradosso della i3 dove servivano 9000 euro per aggiornare le batterie con un minimo guadagno in termini di autonomia, non è certo un mistero che Tesla i suoi aggiornamenti non li regalerà di certo per tutta la vita della vettura. Un’ azienda poi che cambia ogni due per tre le condizioni economiche di ricarica nei supercharger e crea ooscillazioni del suo listino a doppia cifra percentuale ogni mese non dà proprio l’idea di essere molto seria…

  21. Aggiungo anche le auto elettriche non sono tutte uguali. Per esempio Audi Etron è nata già vecchia: ha consumi elevati e non ha una rete Supercharger dedicata, così come Jaguar I pace. Purtroppo il ritardo siderale che hanno tutte le case nei confronti di Tesla e soprattutto della sua rete Supercharger è difficilmente colmabile, anche se ovviamente mi auguro possa essere colmato per poter avere maggiore scelta.
    Allo stato attuale in Italia chi vuole una elettrica premium è praticamente obbligato a comprare Tesla.

    • Ma quanti, in Italia, possono permettersi di acquistare un’auto da 58.000 euro?
      Come ho già detto, si tratta di “roba da ricchi”: il prezzo medio di un’auto venduta in Italia è ben più basso. E poi vogliamo mettere i 50 punti di ricarica Tesla con i circa 15.000 (cito a memoria) distributori presenti in italia

    • Più la leggo e più mi pare che scriva a “slogan pubblicitari”. Sicuramente un caso.

      • dici che c’è una similitudine con i vari Milingo e Muzzarelli che commentano nella sezione notizie ;-)

      • in realtà credo comunque che, semplicemente, sia una persona entusiasta dell’acquisto che ha fatto. E che quindi vede ovviamente i lati positivi. Giustamente paragona come costi una Model 3 a una A4, anche se andrebbe rilevato che le finiture della Tesla sono piu’ simili a quelle di una Renault o di una Fiat che non a quelle di un’ Audi. Di premium Tesla ha solo l’alimentazione, ma come assemblagg, finiture e materiali siamo lontanissimi dalle tedesche. E lo dico a ragion veduta visto che le ho viste, toccate e provate.

        • The_blond_surfer, dissento sulle finiture.
          Non siamo alla perfezione assoluta, ma davvero, quale auto lo è? Gli interni sono ben eseguiti e i materiali di ottima qualità, la tecnologia è semplicemente il top disponibile al momento, la macchina è praticamente disponibile con una guida autonoma di livello 3. Certo: è molto minimalista, deve piacere, come del resto qualsiasi altra auto. Probabilmente chi compra Mercedes non comprerebbe mai BMW e viceversa… io per esempio vengo da Mercedes classe E del 2014 (che ho tenuto… tanto si è già strasvalutata): sinceramente non noto differenze di alcun tipo nella finitura, e la mia E costava nuova 80k euro.
          Chiaro che siamo ancora agli inizi, che non tutto è perfetto e che magari in futuro le cose cambieranno.
          Ma adesso, 2019, per me non ha senso comprare una Mercedes nuova: è obsoleta rispetto alla mia Model 3, a conti fatti mi costa meno e risparmio un sacco di soldi, per le mie esigenze (25.000 km annui per lo più cittadini e brevi scampagnate) è perfetta, e poi da guidare è davvero incredibile: non ci sono paragoni con qualsiasi termica di pari prezzo.
          Tra l’altro… ordinata il 31/1/19 consegnata l’1/3/19.
          Ribadisco: non è per tutti, costa sicuramente più di una macchina media, ma non è affatto una macchina media, visto che comunque ha 360 o 450 cv, trazione integrale, una dotazione assolutamente completa che non prevede praticamente nessun accessorio se non l’autopilot completo e vari tipi di cerchi per la versione non performance.
          Non voglio sembrarvi un fanatico, non lo sono. Amo i motori termici, ho varie auto storiche con cui mi diverto nel tempo libero, non sono un ambientalista radicalizzato.
          Capisco possa sembrare strano e avventuroso muoversi con un’auto totalmente elettrica in Italia, però con Tesla è davvero fattibile, anche perché sono numerosi sia i supercharger lungo le principali direttive, che i destination charger. Per esempio il weekend si fa il classico viaggio fuori porta, tipo un Milano Bormio, e di notte si ricarica gratis in hotel, o magari mentre si pranza al ristorante.
          È pieno di app che ti danno informazioni utili su come e dove ricaricare.
          Basta davvero solo un minimo di pianificazione.

          • beh, mi stai citando un sacco di vantaggi di Tesla… che pero’ con assemblaggi e finiture nulla hanno a che fare. :-)
            Sono lieto che tu consideri la tua vettura alla pari di una premium tedesca come finiture, ma è un giudizio che è condiviso pressochè unicamente da pochi compratori della Tesla, mentre sia le riviste specializzate sia la grande maggioranza degli utenti le considera (a mio avviso correttamente) inferiori. Se vedi bene, ho citato comunque due marchi (Renault e Fiat) che non hanno finiture scadenti, ma di certo non a livello di una Audi o di una Mercedes.
            Basta del resto vedere i giochi che ha una portiera di una Model S per rendersene conto. La finitura è pari a quella di una buona americana, nulla piu’. E non è questione di minimalismo. Una Range Rover è minimalista nel design degli interni, ma come qualità siamo su un altro pianeta. Gli atout di una Tesla sono altri (e sono quelli che infatti hai elencato).

          • Small steps, resista agli attacchi concentrici, alcune obiezioni alle sue osservazioni sono oggettivamente forzate: non avrei tirato in ballo, ad esempio, né la disponibilità economica né i livelli di finitura per sostenere la tesi antiTesla. Non la comprerei neanche sotto tortura, ma credo che nel suo caso sia stata una scelta coraggiosa e ben argomentata e che, come lei ha scritto, non ci sia momento più conveniente dell’attuale per acquistare un’elettrica.

          • @Stefano
            Il citare la finitura non è un espediente per generare tesi Anti-Tesla. E’ solo per far notare come il costo sia quello di una Mercedes o Audi ma le finiture siano quelle di una buona generalista. Il che spiega perchè una elettrica costi come una vettura alimentata a nafta.
            Rispetto a una Octavia costa il doppio (e la Octavia come finiture, materiali e assemblaggi forse è pure meglio)

          • @Federico: se le tedesche concorrenti della Model 3 siano più o meno costose lo lascerei stabilire dai configuratori; non essendo interessato né all’una né alle altre, mi limito a constatare che la 3 provata da 4R questo mese raggiunga un prezzo per me, già cliente del modello, un prezzo semplicemente insensato. Un altro esempio: la Countryman “top” esposta nel salone della concessionaria della mia città è offerta a 55 mila euro. Secondo me la Model 3 è, con questi termini di confronto, è più che competitiva e rimane, allo stato, la migliore elettrica del mercato (e lo scrivo dando per scontato che tu non sia stato sedotto dall’insulso carrarmato Audi). Se conveniamo allora sul fatto che sia allo stato l’elettrica meglio congegnata, o meno farlocca, i giochi delle portiere sicuramente ci interesseranno molto meno. Del resto i “giochi” rasentano probabilmente la perfezione nella nuova serie 3: peccato che sia riuscita a rinverdire i fasti delle progenitrici degli anni ‘60-‘70, note come bare viaggianti, rimediando una stella e mezza in non ricordo quale specifica prova di stabilità sul bagnato. Il prezzo finale di un’auto è il risultato di molti fattori, come tutti sappiamo, ma che per stabilirne la congruità ci si debba ancora riferire ai tre marchi tedeschi lascia il tempo che trova. Dopo di che, se hai già ordinato la nuova 3, fammi solo il favore di non dirmelo … ; )

  22. Dalla tabella, per fare 100 km con un’ibrida spenderemmo 12,73€? Fossero anche 1,6 €/l, significherebbe consumare 8 litri per 100 km? Credo ci sia un errore e a questo punto dubito un po’ anche di tutti gli altri numeri.
    Per la cronaca, la mia ibrida per fare 100 km richiede (1,5€/l) 5,9€.

    • Mi perdoni, ma per fare un confronto non preconcetto contro l’auto elettrica (come scritto nell’articolo su Quattroruote) abbiamo preso a paragone una Q7 diesel e una Lexus 450h e non vetture piccole e assolutamente risparmiose. Peraltro il confronto con il costo dell’ergazione di corrente è a maggior ragione sorpredente proprio perché rapportato ad auto non certo parche nei consumi, altrimenti sai che differenza!

 

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