Maserati, non è tutto oro: Cina e Modena i temi caldi

Maserati, non è tutto oro: Cina e Modena i temi caldi

ottobre 31, 2018  |  Senza categoria  |  96 Commenti  |  Lascia un commento


Correva l’estate del 1997 e la Fiat era in ambasce perché non ci cavava i piedi con la Maserati, acquisita nel 1989 e lasciata nelle mani del malcapitato ing. Alzati, uomo di grande spessore ed esperienza ma del tutto abbandonato da Torino. Ecco allora l’idea: l’appioppiamo a Montezemolo, che fa tanto il galletto con la Ferrari, e vediamo “che cosa farà da grande” secondo il pensiero del suo nemico dichiarato Romiti.
Al tempo la casa del Tridente metteva sul mercato, con molta fatica, mille automobili e l’ordine della Fiat era di riuscire ad aumentare le vendite del 50%, anche se nessuno su questo risultato scommetteva una lira.
Ricordo bene quando Montezemolo, a cavallo del nuovo millennio, arrivò a promettere il traguardo delle 10 mila Maserati entro il 2010 mai immaginando la crisi economica che si sarebbe presentata.
Sorrisero tutti per quella previsione, salvo poi ricredersi nel 2008 allorché si arrivò a 8.900. Auto nuove e accattivanti, lo stabilimento di Modena rifatto completamente, e un’immagine ritrovata in giro per il mondo.
Lo scorso anno si è toccata quota 51 mila, ma Marchionne era deluso perché voleva arrivare a 75 mila, così a New York, nell’aprile di quest’anno per il lancio della Levante GTS, denunciò chiaramente che si era sbagliato il collocamento di questa SUV sia sul mercato americano sia soprattutto su quello cinese, altrimenti si sarebbe fatto tombola.
Già, il problema della Cina rimane il guaio più grosso di Maserati perché da quelle parti il blasone non ha alcun peso: non conoscono la storia e comprano soltanto per moda. Lì sbagliare il prezzo significa restare fuori dal giro, e così è successo. Un errore a cui sarà molto difficile rimediare nel breve.
Ed eccoci all’altro problema che affligge in questi giorni il marchio, a dispetto dei traguardi raggiunti e peraltro non ripetibili quest’anno come temeva proprio Marchionne: lo stabilimento di Modena. Il gioiello recuperato da Montezemolo è adesso quello a rischio ridimensionamento con molta apprensione tra i dipendenti. Ormai tutto il grosso (Quattroporte, Ghibli e Levante) nasce a Torino e siccome quasi tutta la produzione futura finirà sulla piattaforma Giorgio – quella della Giulia – con catene di montaggio a Torino oppure a Cassino, è molto improbabile che ne venga impiantata un’altra in Emilia dove boccheggiano le attuali sportive del Tridente (a loro volta destinate a un futuro sulla stessa piattaforma Giorgio) oltre che l’Alfa Romeo 4C già a fine vita.
L’erede di Marchionne, Manley, si è preso almeno due trimestri per ridisegnare il futuro di Maserati, ma è sicuro che adesso nei suoi pensieri ci sono soprattutto i tre stabilimenti europei ad alta intensità produttiva – Melfi, Pomigliano e Tychy in Polonia – e questi andranno riempiti con la Panda, la piccola Renegade e la nuova Ypsilon che dovrebbe tenere in vita (evviva, evviva) il brand Lancia dopo le tante minacce di chiusura. A Modena ci si penserà dopo, tanto più che anche la piccola Levante troverà vita altrove assieme alla piccola Stelvio. Ovvio che nella Motor Valley in tanti tremino, e per l’erede di Altavilla, il torinese Pietro Gorlier, una prima gatta da pelare è già servita.



96 Commenti


  1. Una nuova panda e una nuova ypsilon, beh non ne sarei così sicuro, mentre sono ancora meno sicuro, per non dire altro:-), che il nuovo coupè maserati sarà su base giorgio.
    Cina per vendere bisogna produrre la e fare auto a passo lungo, alfamaserati non fa nessuna delle 2 cose, a parte quattroporte che ha il passo lungo

    • Ognuno è sicuro delle informazioni che ha in mano. In Quattroruote abbiamo queste (in ogni caso io ho scritto di Panda, non della nuova Panda che deve essere ancora deliberata anche se il progetto “step-3″ è pronto da tre anni).

      • Perfetto panda, non nuova panda….

      • @Carlo Cavicchi.
        La sua affermazione nell’articolo: “…e la Nuova Ypsilon che dovrebbe tenere in vita (evviva, evviva) il brand Lancia dopo le tante minacce di chiusura….”.
        Significa che ha informazioni sicure anche su una Nuova Ypsilon che sostituirà quella attuale ormai i datata e che, anche se miseramente visto il blasone del marchio, con sentirà a Lancia di continuare ad esistere?

        • Sì, a Quattroruote risulta così. Per non perdere la quota di mercato che ancora rappresenta la Ypsilon in Italia c’è l’idea di rimettere in pista una nuova vettura erede dell’attuale e ancora a brand Lancia.

          • Effettivamente parlano di redditività, quindi una logica nel rifare la ypsilon esiste eccome, in pratica una panda che vendono a prezzi reali di almeno 1000-1500 euro superiori alla sorella fiat.
            Stessa logica di approvare la panda-jeep e congelare, si spera non per sempre, la panda fiat…..a marchio jeep guagneranno ancor più che a “marchi” 500 o ypsilon.

      • Sulla nuova Panda sono molto curioso.
        Mi piace moltissimo l’attuale, che trovo un prodotto quasi perfetto.
        Se la nuova guadagnasse pochi cm (entro i 3.80 massimo), con un pizzico di indole crossover, potrebbe colmare anche il vuoto della Punto, senza allontanarsi dalla propria fascia di mercato.

        • Il progetto Panda, per ora congelato, propone una vettura estremamente rivoluzionaria che parte da una versione base assolutamente spartana e a prezzo bassissimo che si può però implementare a piacere del cliente a diventare una piccola premium. Una roba che sul mercato delle city car può pensare soltanto la Fiat con la sua storia, ma è anche un progetto costosissimo da industrializzare e pertanto al momento da valutare bene. Forse con i soldi della vendita di Magneti Marelli un po’ di ossigeno potrebbe arrivare.

          • Speriamo non la tengano a incrostarsi, dare modo ai concorrenti di fare le cose per primi e farla uscire tardi….

        • Attendo novità allora, sono molto curioso.
          Per quanto l’attuale sia un’ottima auto, adatta a esigenze diversissime.

      • quando arriverebbe la Ypsilon? alcune fonti Serbe e in generale dell’est Europa dicono che in Serbia verrà prodotto un B-UV razionale a marchio Fiat. Ne sapete qualcosa?

  2. Io credo il problema di Maserati non sia tanto di prodotto, quanto di distribuzione (qua, probabilmente, l’ideale sarebbe affiancare nei concessionari Alfa Romeo) e, soprattutto, di design.
    Le ultime Maserati sono belle, ma non bellissime, e mancano anche un po’ di personalità. Mancano linee tese, manca carattere.
    Le Porsche si vendono anche col design sbagliato, le Maserati no; devono essere bellissime, non belle e basta.

    Idem per le Alfa Romeo. Anche qua troppo timide nel design, belle e non bellissime. Da questi marchi italiani ci si aspettano lezioni di bellezza, non un disegno piacevole.
    E, per le Alfa, mettiamoci pure l’assurda mancanza di versioni benzina entry level (tipo 150 CV) con cambio manuale, che tutte le concorrenti hanno. Solo questa mancanza ha pesato tantissimo in Europa.

    • credo che parametrare il concetto di bellezza ai gusti italici (o addirittura personali) sia un errore concettuale. Che le recenti Alfa e Maserati siano belle ma non bellissime cozza un po’ con i giudizi generalmente positivi sul design che queste vetture ricevono in giro per il mondo. Nulla è piu’ soggettivo della bellezza, e il concetto di bellezza stesso è molto relativo a background culturali, per cui cio’ che è bellissimo in Italia puo’ essere considerato orrido in Cina.
      I problemi penso siano ben diversi e sono da riscontrarsi in alcune ingenuità che pero’ pesano molto (soprattutto la mancanza rispetto alla concorrenza, per lo meno al lancio, di ammenicoli elettronici. Tanto per fare un esempio, fino a poco fa la Levante aveva ancora l’idroguida, cosa che impediva la guida autonoma di livello 2). Queste carenze fanno apparire il prodotto Alfa-Maserati come ancora non a livello della migliore concorrenza premium.
      Inoltre Alfa-Maserati sconta ancora in Europa e in America una certa reticenza in termini di immagine. E quando le cifre in ballo sono importanti, l’immagine conta eccome. In Cina il discorso è stato diverso e il discorso di Manley è di pieno buon senso. E’ stata sbagliata la tattica di posizionamento, oltre appunto al non aver pensato per tempo che alla gente che spende centinaia di migliaia di euro per un’auto interessa di piu’ il sistema multimediale che non l’albero di trasmissione in carbonio in quanto tale…

    • L’attrazione, il giudizio è soggettivo, la bellezza secondo parametri culturali, forse un po’ meno.
      Comunque, nessuno dice che non son belle, però che manchino un po’ di carattere e personalità, mi pare sia un giudizio molto diffuso.
      Si doveva, a mio parere, osare di più nello stile.

      Poi ripeto, per Alfa, la mancanza di versioni d’ingresso a benzina e cambio manuale, in Europa è un suicidio. In Italia ancora di più.

      • Sono partiti dalla Quadrifoglio per poi scendere, forse stanno pensando anche alle entry level. Certo, se aspettano e aspettano….

      • Andresb concordo, ma penso sia un pò l opinione di tutti che le ultime alfamaserati siano belle, ma molto in linea con la concorrenza esteticamente, poco di rottura non solo nell’estetica ma anche nei concetti.
        Decisioni di marketing,se vedi un pò la stessa cosa hanno fatto marchi in segmenti più o meno simili che vogliano rilanciarsi vedi jaguar o volvo.
        Diciamo che quella meno identificativa ma forse più rappresentativa per noi appassionati rimane giulia che cmq si salva per la larghezza di sr5 che le da un impronta diversa rispetto al sr3 a cui si sono “un pò” ispirati.
        Secondo me invece stelvio e ghibli non puoi dire che somigliano a qualcuno o che abbiano poca personalità, levante e quattroporte penso che esteticamente purtroppo non sono riuscite come ghibli anche per questioni di proporzioni.
        Cmq a parte le decisioni marketing o di AD fissati con le auto tedesche, maserati ci ha mostrato nel 2014 di quanto sono teoricamente capaci di fare belle auto col prototipo alfieri. Vedremo se nel 2020/21 quando arriverà finalmente la sua versioni definitiva su nuova piattaforma “non a benzina” se sarà all’altezza.

      • Insomma, anche la Ghibli a me non convince del tutto.
        Il frontale è bello, ma non fa gridare al miracolo. I fianchi posteriori troppo grassi. Avrei voluto linee più tese, più caratteristiche.
        Idem per Giulia e Stelvio.

        Jaguar, sulle berline, secondo me ha trovato un maggior equilibrio.

        • beh, appunto il mondo è bello perché è vario. A mio avviso invece la Ghibli è una delle più’ belle auto mai create, frontale incluso. Mentre le Jaguar berline mi paiono di una noia mortale. Nè eleganti, né sportive, soprattutto la XJ.

  3. Parecchie centinaia di Maserati sono andate distrutte nel porto di Savona per la recente tempesta.Dovranno essere nuovamente costruite con costi a carico dello spedizioniere.Sempre qualcosa in più per Maserati.

  4. Ma a Modena quindi cosa è rimasto in produzione?

    La nuova coupè sempre su stessa piattaforma?

  5. con “stessa” intendo quella della Giulia.

  6. Sono un gran estimatore della Maserati, pero` condivido l’opinione di andresb. Anch’io mi aspettavo qualcosa di piu`, personalmente le trovo un po’ troppo banali. La Maserati doveva essere quello che e` la Ferrari, ma nel settore delle berline ad alte prestazioni, delle GT e dei SUV. Penso che col marchio Maserati non bisognava parlare di volumi (proprio come la Ferrari), ma di vetture di gran classe. I profitti si possono fare con grandi volumi o con vetture tipicamente “italiane”. Sicuramente mi direte che e` facile fare pochi volumi e grandi profitti con la Ferrari, ma, sempre personalmente, penso che la dirigenza FCA abbia un po’ sottovalutato il marchio Maserati. Adesso vogliono aggiungere un SUV piu` piccolo, in concorrenza alla Stelvio, ma perche`? Perche` non costruire un SUV in concorrenza alla Bentayga, alla Mercedes GLS, alla BMW x7, alla Cayenne ecc.? Perche` alla FIAT prima e FCA adesso hanno sempre avuto paura di costruire auto costose? forse perche` non credono in se stessi e pensano di non esserne all’altezza?
    Lo so che il tifo ti distoglie dalla verita`ma un commento dall’imparziale Direttore o dai lettori di questo forum sarebbe molto apprezzato.
    Cordiali saluti
    Fausto

    • Caro Fausto,

      Che piacere rileggerti!

      Maserati ha una storia antica, per certi versi più importante di Porsche o Bentley.
      Facevano auto eleganti e mezzi che vincevano le competizioni.

      Le varie GL, Bentayga, Q8 e X7 arrivano da marchi premium che hanno una storia di marchio premium ininterrotta negli ultimi 40 anni o più.
      Queste Case possono fare economie di scala perché producono grosse berline a passo lungo, grosse coupé e SUV leggermente più piccoli di quelli che ho elencato sopra utilizzando pianali e motori i cui costi di sviluppo sono spalmati su un numero enorme di pezzi prodotti, di certo superiore a quanto prodotto da FCA.
      In FCA non guardano al prodotto, non ci guardano da oltre 20 anni, dal dopo Ghidella in poi.
      Hanno sempre e solo effettuato operazioni finanziarie, con molto successo, ma con poco o pochissimo sviluppo di prodotto. Operazioni di piccolo cabotaggio sempre e solo per traghettare verso lidi futuri, visione finanziaria, speculazioni di Borsa e non molto di più.
      Quello che conta da decenni in FIAT prima e in FCA poi non è affrontare i concorrenti sul mercato, ma utilizzare la leva finanziaria e borsistica a favore degli azionisti di riferimento.
      Tutto lecito. Però ora si trovano con dei prodotti trasversali, molto unici e con gamma ristretta, non propongono nuovi modelli e non sanno che pesci pigliare…….questo è il grande limite della gestione precedente.
      Nel 2004 stavano fallendo? Credo sia vero. Però sono passati 14 anni, hanno rilevato Chrysler a gratis, hanno il mercato USA quasi a disposizione, hanno ridotto sprechi e costi del personale con misure draconiane sia in Italia che in USA, hanno rinnovato la gamma JEEP e sviluppato una berlina Alfa (Giulia) e un SUV Alfa (Stelvio). Nessun sviluppo per FIAT se non l’ennesima riproposta di 500, Lancia ormai morta, berline e medie assenti perché non le vuole più il mercato (OK), SUV e mini SUV o crossover pressoché inesistenti (500X?).
      Continua a mancare il prodotto. Altro che infotainment………..
      Ferrari era in pancia a FIAT. E’ stato fatto uno spin-off ed è stata quotata. Che fine hanno fatto i quattrini? Come sono stati utilizzati? Non credo per sviluppare il prodotto.
      I bilanci FIAT erano appesantiti da enormi oneri finanziari da pagare alle banche. Nel 2004 stava saltando anche per questo motivo.
      La situazione negli anni è migliorata enormente fino ai giorni nostri dove l’indebitamento con le banche è quasi a zero, quindi anche gli oneri finanziari sono molto bassi. Però ancora i quattrini per sviluppare i prodotti non ci sono.
      Tanto per cambiare, invece di tenersi stretta la tecnologia o quotare Magneti Marelli in Borsa e tenerne il controllo, i nuovi gegni di FCA hanno pensato di venderla alla concorrenza…meglio a un operatore molto simile e più piccolo di FCA che ha alle spalle un Fondo USA con tasche molto profonde e che ha fatto l’affare della vita. Hanno acquisito una delle più importanti società tecnologiche Europee per fonderla con una delle eccellenze Giapponesi, proprio all’alba della nuova era dell’ibrido e dell’elettrificazione del mondo auto e non solo.
      Ora…….hanno incassato oltre 6 miliardi di Euro. Non sono una cifra colossale nel mondo automotive, potrebbero essere sufficienti a sviluppare due o tre modelli e un paio di propulsori. E poi? Si metteranno in coda dal loro acquirente di Magneti Marelli per acquistare tecnologia? forse non faranno ne uno ne l’altro.
      A mio parere FIAT, ora FCA, come costruttore di automobili è morta da decenni, la gestione precedente a quella attuale ha continuato in quel solco e ora credo che faranno la stessa cosa: obiettivi finanziari, leve, pochi prodotti tanto per sopravvivere e nulla di più.
      Il primo colosso Cinese che busserà alla porta con un po di miliardi di Euro si porterà a casa quello che resta della nostra ex industria automobilistica nazionale.

      Un caro saluto

      Dario G.

      • Con un paio di miliardi? Va bene vedere nero però a tutto c’è un limite. Fiat Brasile, per esempio, non suggerisce niente?

        • Fiat Brasile non credo sia un grande esempio di successo industriale e finanziario. Fiat era il primo costruttore nazionale, mentre ora e’ terzo alle spalle di GM e VW (quarto se si separano immatricolazioni Fiat da Jeep). Solo adesso sembra stiano occupandosi di lanciare uno (forse tre) crossover. In ogni caso, si trovano ad inseguire dove in passato guidavano le classifiche. Quanto alla redditivita’ della divisione Brasile, i dati finanziari sono li’ a testimoniare che c’e’ poco da brindare.

          • Concordo in Brazil la situazione è disastrosa quasi quanti in eu da leader a 3-4 del mercato.
            Poi a differenza che in eu in brazil negli ultimi anni sono uscite molte fiat nuove ma nessuna ha avuto un gran successo. Li si salvano grazie a jeep che in rapporto va ancora meglio che qui, e grazie agli LCV e i pickup….però ora vw sta per lanciare un diretto rivale del Toro quindi sarà sempre più dura.
            Nonostante questo l’ultimo plan dava molte fiat nuove per il brazil e poco o nulla per noi….peccato.

        • Carlo, scusi, ho riletto quanto ho scritto, ma “un paio di miliardi” proprio non l’ho trovato.
          Credo si riferisca a “un po di milardi”.
          Il quantum……dipende. Dalla voglia del cinese di acquistare (ma non sono certo degli sprovveduti) e da quanto tempo passerà da oggi visto la mancanza assoluta di progetti per l’ibrido, quasi nulla sull’elettrico, zero partership con quelli che contano per i due ambiti appena citati.
          Vedo nero perché non c’è un piano industriale che sia corposo, di svolta, attendibile e realizzabile.
          Per il Brasile purtroppo hanno già scritto altri in maniera esauriente.
          Un caro saluto
          Dario G.

          • Leggo commenti come se il Brasile sia un disastro per Fiat. Dunque quest’anno le vendite dovrebbero essere attorno ai 700 mila pezzi su un mercato complessivo di 2,5 milioni. Se vi sembrano pochi mi arrendo. È vero che il grosso lo fanno tre costruttori più o meno alla pari, ma la voce forte è di FCA che come gruppo viaggia con incremento in doppia cifra. A Fiat bisogna infatti aggiungere la quota di Jeep. Proprio in Sudamerica FCA ha previsto un investimento di 14 miliardi di reais da oggi al 2022 con diversi nuovi modelli molti dei quali a margine più alto di redditività.
            Poi le stesse preoccupazioni di adesso sono dieci anni che le sento: resta il fatto che pur in questo clima di pessimismo diffuso il Gruppo è arrivato ad azzerare il suo enorme debito e tirare avanti con un paio di brand oggi fortissimi e, tanto per restare in Italia, tenere aperti con molti più dipendenti di prima del 2009, gli stabilimenti di Melfi, Pomigliano, Cassino, Mirafiori, Torino ex-Bertone, Modena, VM a Cento. La perfezione è lontana, ma anche il baratro si è allontanato. E per chi ha investito in Fiat Chrysler il valore delle azioni in un anno si è raddoppiato. Insomma, bisogna intendersi su quanti sarebbero un po’ di miliardi.

    • sono d’accordo,completamente,e lo scrivo in un post a parte,sono tifoso anch’io?si’,di sicuro e senza dubbi.

    • Io ho sempre pensato a Maserati come un marchio da portare all’equivalenza con Porsche. Levante mi risulta sia in concorrenza con la Cayenne. Non vedo male tirare fuori un SUV equivalente al Macan (una Stelvio marchiata Maserati).
      Semmai non trovo sensato per Alfa avere un SUV più piccolo di Stelvio.

      La GranTurismo è in concorrenza con la 911. Non sarebbe male anche una concorrente alla 718 ma esiste Ghibli che prende un pubblico differente.

      Come mai la Levante è stata collocata male anche negli USA?

      • D’accordo su tutto, Maserati deve fare concorrenza a Porsche e Ferrari a Lamborghini e Bugatti. Entrambi però si devono dare una svegliata.

      • Perchè non sarebbe sensato per alfa avere un suv più piccolo di stelvio e per maserati avere un suv che potrebbe pestare i piedi a stelvio?
        Ovviamente sono sensati tutte e 2, ma per fare una stelvio maserati bisogna investire poco, per un suv alfa più piccolo di stelvio redditizio su base giorgio forse difficile, su base fiat-jeep almeno in Italia eu potrebbe togliere qualcosa all’unico marchio di cui sono interessati….vedremo

  7. wiliamspreafichi@alice.it

    Buonasera Cavicchi,vorrei un chiarimento:cosa intende esattamente quando scrive che si è sbagliato il collocamento del Suv Levante sul mercato sia americano e cinese?Soprattutto quando scrive che in Cina se si sbaglia il prezzo si rimane fuori dal giro?Cioè voglio dire….costano troppo le Maserati per trovare mercato in Cina?Grazie.

    • Sì, sono state proposte con un prezzo troppo alto.

      • Carlo, non pensi che se il prodotto fosse piu`attraente il prezzo sarebbe stato accettato?

        • In USA e in Cina direi di no. Non vedo negli States un problema di stile, altrimenti non avrebbero tanto successo vetture che noi riteniamo inguardabili. Hai presente il listino di Cadillac e Lincoln? Costano come molti segmenti C da noi, e invece sono premium. E vogliamo parlare di gusto (parlando di automobili) a Pechino?

          • bè ma porsche viene accetata…..direi..per quale motivo? costano meno là? o hanno un mercato già acquisito con il tempo?

          • Stefano, presumo proprio perché il marchio ha già superato la fase di penetrazione ed è diventato “di moda”. VW riesce ancora oggi a vendere vagonate di Jetta anni 80 li’…

          • federico deduco anche io che sia cosi….ma fosse appunto cosi..non credo che vendere una maserati ad un prezzo molto piu baso di porsche sia una soluzione intelligente…..cosi a primo acchito e da totale ignorante……poi come dice il direttore magari ai cinesi il mio discorso vale nulla.

  8. direttore,in cosa ritengono sbagliata la collocazione del marchio?pensavo da tempo e penso ancora che il prezzo,per qualsiasi prodotto che ambisca alla fascia premium(non solo auto)debba essere o piu’ basso dei concorrenti(ma occorrono spalle forti per sostenere gli investimenti finche’ non si comincia a fare numeri adeguati a recuperarli:e non e’ certo il caso di Fca)o piu’ alto,e non di poco:le vendite saranno molte meno ma molto piu’ remunerative e si rendera’ il marchio affascinante,sexy e’ la parola giusta,per un pubblico facoltoso di ricchezza recente(quelli che mia madre chiamerebbe parvenue…).ovvia,mente occorre un gran lavoro di marketing ed un’estetica degna di Maserati(la Levante mi pare un po’ anonima,pur essendo un gran bel Suv..).la mia idea e’ che,se una Ferrari si prezza a 200mila una Maserati si dovrebbe vendere a 150mila euro(alla grossa,naturalmente,i prodotti sono diversi,ma e’ per rendere l’idea)il che,tra l’altro,l’allontanerebbe da Alfa Romeo.che ne pensa?

    • La scelta di Montezemolo fu proprio quella di tenere la Maserati a un livello più basso di Ferrari per due ragioni: non disturbare il Cavallino e poi per poter arrivare a numeri alti cosa che invece la Ferrari non deve fare per rimanere esclusiva. In più Montezemolo impose uno stile che fosse l’esatto opposto di quello caro ai parvenu, auto di charme per una clientela che ambiva ad essere più raffinata che appariscente. Oggi una Ghibli costa meno di una A6 ma agli occhi della gente sembra posizionata più in alto come immagine. La piccola Levante sarebbe un po’ l’equivalente della Macan per Porsche e, opinione personale, non sembra un’idea malvagia. Il discorso della collocazione si riferiva al prezzo sui mercati Usa e Cina dove erano attese le vendite più forti.

      • chiara spiegazione,come sempre,direttore…ma perche’ la Ghibli costa meno di una A6?dovrebbe,invece,costare di piu’,tanto non sarebbe concorrente di Ferrari(molto piu’ cara comunque).i numeri non si sono fatti,quindi la strategia era sbagliata,non trova?forse il marketing e’ stato il vero errore.ad esempio le Mini si sono presentate sul mercato con un prezzo spropositato per la categoria,i contenuti ed il costo industriale e hanno avuto un successo incredibile.

        • Dire che non si sono fatti i numeri non è onesto. La progressione di Maserati fino a tutto il 2017 è stata incredibile. Ripeto: quando Montezemolo profetizzò 10 mila vetture del Tridente mezzo mondo si mise a ridere e l’altra metà scosse la testa. Ricordiamoci sempre da dove è ripartita.

  9. Insomma, qualcosa bolle in pentola: quello della Ypsilon è un vero scoop e che si pensi alla piccola Stelvio, piuttosto che alla grande (variante della Levante), è già qualcosa: per fare i numeri è su quella che Alfa deve puntare alla svelta. Uno scoop al contrario è che la nuova Panda non sia stata ancora deliberata: come pensano di ‘stirare’ l’attuale per altri tre anni e più ? Incomprensibile per me, poi però leggo nel listino di Quattroruote che la sempiterna Giulietta – che secondo lo pseudopiano presentato a giugno dovrebbe campare per altri due, tre anni – da questo mese è venduta solo con due miseri motori a gasolio ed a benzina dalla risibile potenza di 120 cv e allora subito devo ricredermi: questa FCA è capace di tutto e non finirà più di stupirci.

  10. Si conferma che fare automobili e’ un gioco costosissimo e che il modo migliore per mandare l’investimento in fumo e’ quello di non continuare ad investire sempre di piu’. La gamma Maserati e’ ristretta e soprattutto vecchiotta, per quanto sembri strano Ghibli, Levante e Quattroporte gia’ avrebbero bisogno di eredi. Per ogni nuova generazione di una Maserati (ammesso che ce ne siano), hai almeno tre nuove generazioni/restyling di una Porsche; sara’ pure un problema di posizionamento commerciale sbagliato in Cina, ma a me pare che la situazione mostri chiaramente la titubanza di FCA nei confronti di questo marchio e di Alfa, che vive una situazione analoga e forse peggiore – l’anno prossimo solo un bel restyling degli interni! Quando, invece, FCA crede in un marchio lo si vede chiaramente: Jeep e RAM non smettono di ricevere ampliamenti di gamma, aggiornamenti e tutte le attenzioni di questo mondo. Non e’ un caso che le voci sulla cessione del polo del lusso circolino ancora e anzi si siano rafforzate dopo Marchionne

    • Per investire di più servono i quattrini. Porsche sulla Taycan elettrica ha messo 6 miliardi di euro. Quante Magneti Marelli bisogna vendere per trovare quei quattrini per tutti i marchi?

      • E’ proprio questo il punto. L’obiettivo principale di FCA negli ultimi anni e’ stato quello di azzerare il debito ma se vuole veramente rilanciare Alfa e Maserati deve investire cifre importanti, di cui non dispone in proprio. I numeri dicono che FCA investe (e meno dei competitor) solo in Jeep e RAM mentre per gli altri marchi ci si accontenta di powerpoint durante gli investor day oppure si dice chiaro chiaro che sono destinati a ridimensionarsi o sparire del tutto, cosa strana per marchi come Fiat e Chrysler che, mi sbagliero’, quei due-tre SUV potrebbero vendere senza calpestare i piedi a Jeep. Questi ritmi di rinnovamento della gamma sono palesemente insufficienti, e allora non puo’ non venire il sospetto che l’obiettivo ultimo degli azionisti sia quello della fusione (gia’ tentata e fallita) o della cessione totale o a pezzi. Nota importante: in un mondo che va a tappe forzate verso l’elettrificazione, a me pare del tutto inconcepibile che una casa come FCA, cosi’ gravemente in ritardo, ceda l’unica azienda del gruppo che avrebbe potuto essere strategica in tal senso. Senza la pretesa di conoscere veramente le cose, ma questa decisione mi ricorda, come filosofia, quella di adottare pianali e motori Fiat su Alfa per risparmiare

        • il motivo per cui l’ha ceduta è lo stesso per cui ha ceduto a suo tempo a Bosh il brevetto per il common Rail. La motivazione è una penuria pazzesca di soldi. Vero che non ha più’ debito industriale, ma l’outlook a breve tempo non mi pare eccelso proprio perché per raggiungere quell’obiettivo si è sacrificato ogni investimento. Purtroppo la morte di SM ha bloccato probabilmente un progetto a più’ ampia portata che necessitava della figura carismatica del suo leader per concretizzarsi. Ora ci si trova un’azienda sana ma con potenziale basso e che necessita di soldi freschi per poter investire e sopravvivere. i 6 miliardi di MM serviranno proprio a quello. Non bastano per mettersi alla pari della concorrenza ma per lo meno permettono di far ripartire i progetti a maggior redditività.

        • Sono sicuro che FCA non è contenta di aver venduto un gioiello come MM, ma se hai una bella macchina e non hai i soldi per comprarle la benzina per farla girare, la macchina è destinata a morte sicura.
          Almeno questo avevo scritto anche in un altro articolo.
          Poi quando ho letto che 1/3 del ricavato è andato in dividendi, ho cominciato ad aver dubbi. Si è monetizzata la ricchezza, per investirla altrove.
          Ora aspetto di sapere quali progetti verranno liberati con questi fondi a disposizione. Su QR non c’è un modello sul calendario dei prossimi 12 mesi.

    • Indipendentemente dal discorso condivisibile o meno…4P e ghibli sono state commercializzate a inizio e fine 2013 ovvero circa 5 anni fa. Ovviamente non sono più modelli nuovi ma sono state direi adeguatamente aggiornate. Non esiste una porsche o auto in genere che viene rinnovata di modello ogni 5 anni. cayenne e panamera sono state sostituite dai nuovi modelli 7 o 8 anni dopo.

      • si’, pero’ 4P e Ghibli sono nate con ritardi abbastanza grossi in termini di “ammennicoli”. Porsche quando arriva sul mercato è già parecchio aggiornata in quel senso, quindi gli aggiornamenti di Maserati sono arrivati persino troppo tardi, mentre Porsche si puo’ permettere di temporeggiare un po’ di più’. Ed è un peccato, perché le Maserati sia come linea che come piacere di guida sono dodici spanne sopra la Porsche.

        • si certo quello che dici è evidente…..ma dire che oggi i modelli maserati dovrebero già essere sostituiti con i nuovi, industrialmente è privo di senso.

          • no beh, sostituiti in toto direi di no, non nel brevissimo periodo comunque. Ma nel giro di due-tre anni per forza di cose! Possibilmente questa volta mettendo le dotazioni tecnologiche (non tecniche…) alla pari della concorrenza tedesca.

          • si infatti si parla di modelli nuovi entro il 2022…..cmq per esperienza personale..avendo modo di guidare o essere trasportato da mercedes cls e a6 del 2015 e del 2017…..ovvero non i modelli appena usciti nel 2018…..la ghibli, che cmq è del 2013, non è che sia cosi “arretrata”…..quando scendo dalle altre e ci salgo sopra…non la cambierei mai con le suddette…..è più una suggestione teoricao meglio causata dal mondo internet…che ti inculca qualunque cosa e non persdona nulla….

  11. Buongiorno direttore. tema a me molto a cuore in quanto sostenitore dei prodotti italiani e possessore proprio di una ghibli, di cui ad oggi sono molto soddisfatto sia per performance che per affidabilità; certo ha i suoi piccoli “difetti” all’atto pratico di importanza molto relativa ma che, ad oggi, essendo le tedesche il riferimento, lì si devono rapportare(per fare degli esempi, senza entrare nel merito e commentare ed essendo severi in questo giudizio, si tratta magari di qualche rumorino in più, qualche dettaglio in plastica non troppo curato(a dispetto però magari di particolari estremamente più curati e migliori della concorrenza), un infotaiment, almeno prima dell’aggiornamento del 2017, non all’altezza della concorrenza(anche qua in realtà io l’ho trovato comodissimo, arrivavo da bmw, ma come estetica e apparenza “vecchio”; che poi nel 2013 non era molto diverso e forse meglio dell’infotaiment porsche) e l’assenza degli adas alla commercializzazione(oggi presenti e di buon livello)). Ho raccontato questa mia visione legata alla mia esperienza perchè da qui si evince secondo me l’errore di “posizionamento” nel mondo odierno: la ghibli è un’auto che soddisfa appieno dal punto di vista della guida avendo tutto ciò che realmente serve per sentirsi il “ragazzino con la RS3″ sotto le spoglie di un padre da famiglia con un’auto premium. Caratteristiche che altre premium nemmeno offrono o in alcuni casi solo come optional oggi e nel 2013 forse nemmeno come optional e che fanno la differenza(esempio il differeziale autobloccante al posteriore e un’ergonomia di gestione perfetta: intendo regolazioni essenziali e immediate di sospensioni e motore, senza entrare in infiniti menù con migliaia di regolazioni inutili). Insomma un’auto ottima da guidare e divertirsi ma che manca in aspetti tecnologici oggi sempre più importanti e richiesti; aspetti che purtroppo ancora oggi penalizzano maserati; infatti nonostante oggi gli adas siano praticamente a livello di molta concorrenza e l’infotaiment sia cmq di buon livello….si continua ad avere un’immagine di auto tecnologicamente arretrate e/o crysler ricarrozzate che non corrisponde affatto alla realtà. Questo secondo me ha compromesso molto l’immagine del marchio in maniera totalmente ingiustificata, tanto da leggere in giro video e commenti totalmente falsi e negativi, che vanno ad offuscare i reali e tangibili pregi dell’auto. A questo si aggiunge un capitolo totalmente opposto, almeno qui da noi e credo solo da noi(italia in part. ed europa): chi ti vede con una ghibli ti pensa una persona che “ha fatto i soldi” quando invece costa uguale o forse meno, a parità di optional, delle premium tedesche. Insomma un brand che si è posizionato in basso come prezzi luxury e in alto come immagine, non prezzi, premium e in basso come tecnologia(tecnologia accessoria poi, quella meccanica è poco vista ma c’è e forse superiore) premium. Credo che in USA pesi particolarmente questo discorso(ex crysler) perchè i prezzi mi sembrano inferiori che qua in Europa; non so nulla invece in cina sul posizionamento di prezzi.

    • Tutto in USA costa meno che qua per reggere su quel mercato: Audi, Bmw, Jaguar, Lexus è così via. In Cina le vetture d’importazione pagano tasse pazzesche e per imporre un nuovo brand, capace di far breccia nei consumatori, occorrono investimenti enormi e tempo, oppure prezzi molto più bassi. Purtroppo il nome Maserati da quelle parti (dove la storia è la gloria passata sono sconosciute) non dice nulla.

      • si certo in usa tutto costa meno, come maserati appunto….in questo senso intendevo dire che non è un problema di posizionamento di prezzi quanto di immagine acquisita in usa come derivata crysler. In cina non ho dubbi a credere ciò che scrive; anche se forse presentarsi con prezzi “bassi”, rispetto a porsche per fare un confronto, che credo anch’essa importata là, darebbbe l’idea di auto “meno importante”…..Probabilmente l’aumento delle tasse di lusso ha stroncato il mercato asiatico che cmq è sempre stato buono sino all’anno scorso dove maserati vendeva credo più del 30% della sua produzione. cmq come in tutte le cose, se daranno prosecuzione di quanto già fatto, migliorando sempre l’offerta nel tempo, credo potranno guadagnare sempre piu terreno. E’ però altrettanto vero che se ti crei un’immagine “negativa” pulirla necessita sempre più tempo.

      • PS….in ogni caso credo che anche da noi e in usa la storia e la gloria passata siano contate davvero poco. Certo il nome è fondamentale per richiamare attenzione e desiderio…ma poi è il prodotto che deve fare il suo lavoro…e per i motivi sopracitati è stato esageratamente criticato e penalizzato il prodotto dall’opinione generale…figuriamoci dunque in un posto dove il nome conta poco o nulla……e l’infotaiment è tra gli aspetti più importanti dell’auto!?!??!?

  12. wiliamspreafichi@alice.it

    Io credevo che i ricchi cinesi fossero disposti a pagare pur di entrare in possesso di un auto sportiva come la Maserati,evidentemente mi sbagliavo.A questo punto cosa bisogna fare per renderle più appetibili? Bisogna abbassare il prezzo e quindi renderle un pochino meno esclusive e raffinate?Di sicuro per rilanciare Alfa e Maserati servono tanti soldi e di Magneti Marelli ce n’era una sola…….forse una sinergia più profonda tra Alfa e Maserati potrebbe contenere un po di più i costi per lo sviluppo di nuovi modelli….il pianale Giorgio di Giulia e Stelvio con il suo schema sospensivo potrebbe andare bene per le future Ghibli-Quattroporte e baby Levante……

  13. Direttore, altro argomento da lei richiamato. Per ragioni storiche e di avvicendamenti storici da fiat a ferrari a fca della gestione maserati ci si ritrova oggi con 3 stabilimenti a produrre 50.000 auto. Certo si voleva raggiungere 70.000 ma cambia poco il discorso. Non ha senso produrre in 3 stabilimenti! Ci vuole una piattaforma e uno stabilimento per tutto il brand….una volta stabilizzata l’offerta e la domanda(perchè appunto maserati è un marchio nuovo che è partito da zero senza previsione certe).Sarà doloroso per modena ma purtroppo non vedo soluzioni.

  14. Mi lascia perplesso il fatto che, con la nuova piattaforma, tornino a rischio alcuni stabilimenti: qualche anno fa il gruppo VW ha lanciato una piattaforma “telaistica” utilizzata e sfruttabile per gran parte della gamma, ma non mi pare di aver letto di chiusure di fabbriche o spostamenti di personale. Qui, invece, ciclicamente, alcune della fabbriche del Gruppo finiscono per stentare. Questione di impianti da rifare per renderli più versatili (con costi conseguenti)? O la realizzazione della piattaforma Giorgio non ha tenuto troppo conto degli aspetti produttivi? Può essere che si tratti di domande banali o stupide, ma onestamente non ho mai fatto troppo caso a questi aspetti, che invece hanno un peso significativo. E mi chiedo: come è possibile che si possa sbagliare collocazione e prezzo, al giorno d’oggi, nei riguardi di mercati decisivi? Quanto al resto, mi sorprende un po’ il mantenimento in vita del marchio Lancia, anche se con la solita citycar (speriamo sia decorosa, e magari adattabile a piccola sportivetta con tanto di sigla HF). Su Maserati, non saprei che dire: di questi tempi, e abbiamo avuto conferma con la Giulia e con l’intervento del giornalista straniero (non ricordo il nome) su questo blog, o offri il “pacchetto completo” comprensivo di accessori adeguati e con le massime possibilità di connessione, o se punti soprattutto sulle doti stradali, ahimè, più di tot non vai. Specie se poi gli affinamenti arrivano con il contagocce, mentre le altre godono di aggiornamenti e miglioramenti complessivi, non solo di interni ma pure motoristici, con frequenza ben diversa. Quanto all’estetica, che è opinabile, le vetture del Tridente non sono brutte: ma in qualche caso si son visti degli scompensi (la Granturismo è bella, ma è lunghissima, e con quel design sembra ancora più lunga). E credo manchino un po’ di carisma: a mio avviso ne avevano di più i vecchi modelli degli anni 90, non solo quelli ancora derivati, con i loro limiti ma anche con i pregi, dalla Biturbo (es. la Ghibli), ma pure quelli usciti ex novo ai tempi, come la Quattroporte disegnata da Gandini (per me, bellissima: e dire che oggi sarebbe più corta di una serie 3 nuova…Certo, era ostica, ricordo bene le prove di 4R e le voci dei difetti, ma da ragazzino ci sbavavo sopra: forse l’ultima berlina sportiva di prestigio italiana -almeno per diversi anni-, non alla portata di tutti, per di più manuale…Altri tempi) o la 3200 GT, bellissima anch’essa, oltre che molto “prestante” (Opinioni soggettive, ovvio: ma non è un discorso legato alla “solita” nostalgia. Per dire, io preferisco di gran lunga, esteticamente, l’attuale Ftype rispetto alle coupè Jaguar prodotte dalla seconda metà degli anni 90, come la XK, che pure piacquero molto e non erano certo brutte)

    • Più o meno dicevo la stessa cosa.
      Le Biturbo, avevano carisma, con quel frontale cattivo, quelle dimensioni compatte, quegli interni opulenti all’eccesso. Poi vabbé, c’erano anche i difetti.

      Comunque, è chiaro che si fa anche per parlare.
      Vendere (tante) auto costose è difficile, e probabilmente richiede anni di impegno e lavoro, sui mercati oltre che sul prodotto.

      • le Biturbo venivano letteralmente schifate da tutti in quanto cadevano a pezzi ed erano mangiate dalla ruggine dopo pochi mesi. Se si è arrivato a dare una garanzia di 6 mesi per quelle auto un motivo c’è. Come immagine erano imbarazzanti e recentemente la Biturbo ha avuto la nomination poco invidiabile (in America) di auto peggiore mai prodotta.
        Insomma, magnificare la Biturbo è come voler dire che la Lancia era ammirata grazie alla Beta o che la Lamborghini ha stupito i mondo con la Urraco

        • Beh io ne ho parlato in termini di “carisma” e di idea, e mi riferivo soprattutto ai modelli degli anni 90 che, pur sfruttando il filone del decennio precedente, qualche miglioramento l’avevano visto. Ho letto pareri molto positivi anche sul forum di 4R da parte di chi aveva una Ghibli (aveva: l’ha venduta dopo averla tenuta per anni e quindi non è costretto a magnificarla per liberarsene…). Sul resto, mi riferisco al presentare un prodotto in tutto e per tutto al passo con i tempi, vedo sopra, la pensiamo in modo simile: gli “ammennicoli” ormai hanno lo stesso peso delle doti stradali. Se queste sono ottime, ma manca qualcosa, sei in deficit. Anche perché, rispetto agli anni 80 e ai primi 90, il gap che c’era tra le italiane e le tedesche sulla “guida” si è molto assottigliato: prima le tedesche, specie a trazione posteriore, erano più ostiche. Ora o bene o male ci siamo. Concordo anche con chi ha avuto modo di fare confronti dinamici e cogliere le differenze, però credo che siano aspetti, a quei livelli lì, che ormai possono convincere solo i più “patiti”. PS: io un giro sulla Urraco lo farei…

          • ehehehehe! Pure io, ma la Urraco fa parte del lotto di vetture amate moltissimo… a posteriori, ma dei disastri commerciali mentre erano in vendita. La patina fascinosa del tempo rende belle anche le ex Ghibli anni ’90, che pero’ all’epoca si sono rivelate flop e non hanno risollevato minimamente l’immagine di Maserati (purtroppo? Non saprei… ma la fama di vetture fragilissime è rimasta anche negli anni ’90). Stesso discorso per la Biturbo. E come dici giustamente, chi ne parla bene? Chi l’aveva!! Come chi si è lasciato con la ragazza ricorda pressochè unicamente i bei momenti passati insieme e tende a dimenticare le varie scornate.

  15. Ciao a tutti!
    Credo che lo stabilimento Maserati di Modena, che ho avuto modo di visitare, sia non più adatto alla nuova dimensione di Maserati.
    Per motivi logistici (e’ in centro citta’ Senza possibilità di espansione), per motivi tecnici (mancano reparto motori e le carrozzerie arrivano già preassemblate, niente verniciatura, assemblaggio, ecc.), per come vengono assemblate, a mano, l’una diversa dall’altra, grancabrio e grancoupe escono al ritmo di 12 al giorno, oltre alle circa 6 Alfa 4c, assemblata sulla stessa linea.
    Penso che per Alfieri in Maserati pensino a numeri diversi che il Modena plant non può garantire.
    Tutto qua, anche se vedere come lavorano quelle persone è emozionante.
    La professionalità è altissima ma i numeri che può esprimere troppo limitati.
    Poi si va fuori prezzo!
    Ricordo, inoltre, che tutte le Maserati, anche quelle costruite a Torino, fanno 40 km. Di collaudo post montaggio e preconsegna. E questo vale anche per la 4c.
    Porsche se le sogna queste cose, Maserati ha alcune caratteristiche che le rendono uniche.
    Provate in pista una quattroporte prima ed una panamera poi. Scenderete schifati dalla seconda, sarà come aver guidato una vettura di categoria inferiore.
    Io ho avuto la fortuna di poterlo fare a balocco, non mi piace parlare solo per il gusto di farlo.
    Giuseppe L

  16. Buongiorno Direttore,
    mi permetta di essere un po’ dubbioso sull’erede della Ypsilon.
    Mi ricordo che avevate anche informazioni certe sulla nuova Alfetta, qualche anno fa. Ma di quest’Alfetta non se ne vista nemmeno una.
    Lei parla anche dei soldi ricavati dalla vendita della MM. Ma la vedo dura che li utilizzino per investimenti. Intanto un terzo se li spartiranno gli azionisti con un dividendo straordinario! Bel modo per rilanciare dei marchi.
    Si criticava tanto Marchionne che non era uomo di prodotto, ma la sensazione è che chi è arrivato dopo non sia tanto meglio di lui.

    • La nuova Ypsilon avrebbe senso solo se fosse una Fiat Argo rimarchiata. Fiat ha una crisi d’identita’ del brand in Europa. Ha alcune vetture low cost (Panda, Tipo e Doblo’) e altre premium (famiglia 500). Lancia potrebbe diventare quello che Dacia e’ per Renault. La stessa piattaforma della Argo potrebbe essere usata da Fiat per produrre la 5oo 3p e 5p oltre che la 500 giardiniera. Ma rilanciare un brand e introdurre nuovi modelli costa. Se i soldi vengono usati per dividendi con un occhio (o forse entrambi) al valore azionario dell’azienda, il sospetto e’ che il management sia piu’ interessato a una fusione/vendita.

      • Il dividendo è il primo dal 2011, l’anno della fusione Fiat Chrysler. Era una promessa di Marchionne nel caso si fosse arrivati ad azzerare il debito. È il giusto riconoscimento agli azionisti che sono soprattutto piccoli investitori rimasti a secco per tanto tempo e che hanno permesso con la loro fiducia la rinascita dell’azienda. Guardando avanti il loro apporto sarà ancora indispensabile. È bene ricordare che Il dividendo rappresenta, assieme alla possibilità di vendita dell’azione sul mercato azionario, una delle principali motivazioni che spinge l’investitore all’acquisizione dell’azione stessa. E se i fedelissimi avessero comperato azioni di Vw oppure Psa al posto di quelle FCA?

        • Perfettamente d’accordo con il suo ragionamento direttore. Cio’ che contesto non e’ il dividendo (che pure non e’ un diritto, sarebbe bene ricordarlo), quanto l’entita’ (33% di un profitto straordinario che – si era detto in passato – sarebbe dovuto andare a finanziare ricerca e sviluppo del prodotto).
          Quanto al “ritorno” per gli investitori, EXOR (non proprio un piccolo investitore) dovrebbe ricevere circa €6oom in quanto azionista di controllo di FCA con il suo 29.19% delle azioni.

          • Giusta analisi, ma se guardiamo sempre ai grossi azionisti dimenticandoci dei piccoli finiamo fuori strada. Se facciamo notare che i piccoli pesano 70 ecco che la prospettiva cambia di colore.

          • Anche se fai aumentare il corso delle azioni fai contenti i Piccoli azionisti. quello che viene distribuito viene tolto dal valore delle azioni. La somma finale è la stessa, ma la forma é diversa: con una soluzione hai investimenti, dall’altra meno investimenti e contante in cassa.
            Ed un terzo é una fetta molto corposa.
            Secondo. Se la distribuzione è fatta solo per i Piccoli azionisti, allora Exor poteva effettuare degli acquisti di azioni proprie, e quindi reinvestire la propria quota di dividendi (invece mi pare che se li tenga e li investa altrove).
            Non mi permetto di discutere la scelta (troppo complessa per essere capita appieno da me), vorrei solo dire che esisteva un’alternativa per far contenti gli azionisti.

      • Buon giorno euge.86,
        personalmente penso che se la Lancia dovesse diventare quello che Dacia e` per Renault, preferirei sapere che il marchio Lancia e` morto definitivamente. Da persona anziana abituata a vedere passare per casa vetture come Aurelia, Flaminia, Fulvia, Flavia ecc., ripeto, preferisco sapere che il marchio Lancia e` morto e vivere di ricordi.
        Cordiali saluti
        Fausto

        • Perfettamente d’accordo. È già un’idea stramba quella di rifare la Ypsilon, apprezzata solo in Italia, ci manca solo la Lancia-Dacia !

          • Per fare una Lancia-Dacia bisognerebbe produrla in Romania, altrimenti addio low-cost. In Italia si possono ormai produrre soltanto vetture un po’ premium, le uniche dove si può fare un po’ di margine.

          • Stefano, l’idea di rifare una Ypsilon non è affatto stramba se la si posiziona in modo adeguato e si limitano gli investimenti al giusto. Non deve oltretutto essere prodotta in Italia, lo sarà piu’ facilmente in Polonia. Di certo fare di Lancia un marchio low-cost è contro ogni logica.
            Se mai – cosi’ forse si renderebbe meno indigesto il boccone anche per Fausto – potrebbe essere quello che è Skoda per VW. Anche il marchio ceco aveva in passato sfornato modelli di gran lusso. E ora non è un low-cost, ma una vettura (almeno percepita) con un buon rapporto qualità/Prezzo. Ma dubito che abbia senso creare una gamma ampia come quella Skoda.

          • Ma quindi direttore ci sta dicendo che la nuova Ypsilon verrà prodotta in Italia? Mi sembra una scelta strana, considerando che la vettura è attualmente prodotta in Polonia…

          • Direi di no. Nei piani (possibili) dovrebbe nascere in Polonia dove ci sarà la futura Panda. Stessa linea di montaggio, insomma.

  17. Secondo me a Quattroporte, Ghibli e levante manca un po’ l’effetto “WOW!”, che invece ha, per esempio, un’Audi RS6.

  18. Parlando di storia, il cavallino ha fagocitato tutti gli altri marchi, in primis Maserati; anche se i numeri mi danno torto è sempre stata mia convinzione che le risorse impiegate per resuscitare il tridente sarebbero dovute confluire nel marchio Alfa e Lancia; probabilmente un allargamento di modelli avrebbe fatto vendere molto di più.
    Ad esempio, perché non s’ è fatta la Giulia SW ? Tale modello avrebbe sicuramente eroso molto spazio alle solite 3 big tedesche; è veramente disarmante che il listino Alfa ci sta in due mezze pagine di 4 R mentre quello BMW ne occupa dieci…
    Poi per dirla tutta, non si può stare sul mercato con due modelli e mezzo.

    Parlando di stile Maserati, tutta la gamma dovrebbe ispirarsi alla A6GCS, una delle più belle auto mai costruite…vi immaginate uno spider in chiave moderna che riprendesse le forme della by Fantuzzi ?

  19. Sembra che ormai nulla sia più collegato con il territorio di riferimento.
    Società teoricamente di una nazione, hanno la proprietà altrove, auto teoricamente di una nazione vengono prodotte altrove. Ormai la reale appartenenza al territorio di origine non è più un valore in sé, ma solo un valore di marketing.
    Provare a mettere in dubbio l’origine tedesca di un’auto prodotta in Ungheria (per esempio). Oppure a dire che le Maserati torinesi non sono modenesi.
    Con la globalizzazione ci si è slegati dal territorio, prima con i fornitori, poi con la progettazione ed infine con la produzione. La produzione è l’ultimo tassello e quello più evidente.
    Ed è sempre più difficile comunicare questo, e quindi si evita.
    Range Rover é british (messaggio semplice).
    Range Rover ha capitali indiani, l’ingegnerizzazione è austriaca, la produzione è slovacca, i componenti sono italiani/tedeschi/americani/giapponesi…

    Gli unici che se ne interessano sono i puristi, i nostalgici ed i lavoratori.

  20. Reduce da un viaggio-lampo in auto a Stoccarda, passando per la Svizzera, per visitare i musei Mercedes e Porsche (a proposito, è solo visitandoli che si rivaluta a dovere quello dell’Alfa, dopo il recente controverso rinnovamento): in tre giorni, in un mare infinito di corazzate Audi, Mercedes, Porsche e BMW, ho incrociato – ahimè – una sola Giulia, una sola Levante e nemmeno l’ombra di una Stelvio (per il resto, qualche 500/500L, prerestyling soprattutto, e una minuta rappresentanza di Jeep): una situazione (angosciante per il futuro dei nostri stabilimenti) che tutti noi conosciamo, ma constatarla dal vivo, con i propri occhi, fa troppa impressione ! Ho letto qualche giorno fa che nel 2019 Manley si dedicherà a migliorare gli interni delle premium FCA: non so se sia vero, dubito che serva per invertire seriamente la tendenza, ma è meglio del nulla previsto nel piano industriale per il nuovo anno.

    • per quanto l’occhiometro non sia uno strumento attendibile… mi sa che in Svizzera eri impegnato a guardare altrove. Perchè ti garantisco che io vedo moltissime Stelvio e Levante qui. Giulia meno, ne vedo qualcuna ogni tanto, quasi sempre Veloce o quadrifoglio. Ma va detto che pure di A4, Sr. 3 e C-Klasse berlina ne vedo un gran poche.
      Sul migliorare gli interni, direi che va nella direzione perfetta. Aggiornare materiali e dotazioni tecnologiche è quello che FCA per un sacco di tempo non ha fatto e che solo da pochi anni ha ripreso a fare (vedi ad esempio i Restyling di Maserati). Prima si limitava a scurire i fari anteriori e a mettere qualche cromatura a pene di segugio.

      • Insomma, osi mettere in dubbio l’efficienza del mio sistema radar proFCA ? Riconosce (dalle luci e da dietro) un’Alfa al buio a centinaia di metri di distanza (boom), non parliamo della sua sensibilità di giorno ! Certo, non ha capacità statistiche, ma ti assicuro che, a Stoccarda, se ci sono, le Stelvio stanno rinchiuse al coperto. ; )

  21. “Oggi una Ghibli costa meno di una A6 ma agli occhi della gente sembra posizionata più in alto come immagine”.

    Penso anch’io che sia così. Si tratta di un cambiamento che necessita un periodo di transizione forse più lungo del previsto. Questo perlomeno qui da noi. In America e Cina è difficile da dire per quanto mi riguarda, ma senz’altro avrà influito l’errore di posizionamento.

    Poi c’è la questione dello stabilimento di Modena: il passaggio al pianale di Giulia e Stelvio per l’intera produzione futura, come peraltro è logico che sia, crea un grosso problema in tal senso.

    Un saluto a tutti.
    Luca

  22. l’errore che ho visto fare in maserati per la cina è lo stesso che vedo fare molte altre aziende.Certi capi azienda parlano,parlano,parlano senza una progettualità,senza capire che per vendere non basta produrre buoni o cattivi prodotti,altrimenti certi fenomeni non si spiegherebbero.La collocazione di un bene,automobile,o,di qualsiasi altro prodotto che non sia di largo consumo è una cosa che tranne agli appassionati non interessa a nessuno.Non sanno,essendo quasi tutti economisti(i capi azienda) che il mercato non è solo una questione economica,di cifre,di numeri,di segmenti.Esiste il branding,il marketing,quello che ti fà andare in bagno anche quando non ci devi andare.Un’azienda quando ha finito di produrre un bene pensa sia arrivata la fine del suo compito,errore più grosso non si può fare,è solo all’inizio.Ero al lancio ufficiale della Levante in cina,mi son messo le mani nei capelli,ha venduto fin troppo sul quel mercato,non certo perchè la suv non ha le carte in regola per vendere.Ero al lancio della e-tron dell’audi ad inizio ottobre a los angeles.Devo dire che i tedeschi oltre a saper fare le automobili sanno fare anche altre cose.Per la fabbrica di modena visto i motivi di spazio mi pare ci sia poco da fare per aumentare la produzione

  23. Un ultimo tassello secondo me ci vuole: ma il conto economico di Maserati è in attivo o no?

  24. Caro stimatissimo ex-direttore Carlo, il suo scoop sulla Ypsilon saprà bene che oltre che fulmine a ciel sereno provoca un vero tuffo al cuore.
    Perchè chi bene intende il mondo automotive, fin dalle sue radici e attraverso le varie burrasche, fino alle svolte più che epocali che (purtroppo o per fortuna) lo attendono, sa che nel Marchio dello Scudo Blu c’è una tale potenzialità e versatilità di sfruttamento già dimostrata con successo nella storia (ammiraglie, compatte di sostanza e qualità, formula 1, Rally, utilitarie, MPV) che viene unità alla migliore essenza di equilibrio (non solo estetico) e di italianità tale per cui chiuderlo sarebbe (comunque sia) il più grave atto mai commissibile di tutta la storia dell’automobile.
    E non sto ingigantendo i toni.
    Tutta la sua storia Le ha dato di fatto un palmares di dignità, che seppur ampiamente di disappannare, è incancellabile ancora oggi.
    Ditemi quale marchio del mondo genera una stima, riverenza e passione ardente (magari numericamente meno vasta di altri) talmente profonda, viscerale ed operosa da spingere privati esterni a ricreare i suoi miti più indimenticabili (ben noti anche anche le frontiere tricolori) o a volerla rilevare per darle un futuro.
    Lancia è sempre stata proiettata al belllo, all’innovazione ed al futuro. Lancia in realtà sarebbe futuro. Dentro quel DNA c’è già tutto.
    Lancia ha dimostrato che quando le si davano risorse per progetti chiari, equilibrati e decisi, il pubblico c’era. Come c’è anche adesso se non si perde altro tempo. Molti portafogli attendono Lancia.
    Per cui il gioco della volte e l’uva (vende poco, la riduco, la chiudo) è una cosa profondamente ingiusta verso l’automotive e verso la propria onestà.
    Ovvio che senza soldi per investire…. (e poi pagare i dipendenti) non si va da nessuna parte.
    E’ possibile però, a Suo giudizio Carlo, che la dirigenza Manley-Gorlier, inizi a cambiare punto di vista?
    Ypsilon, ultima residua, ci sta dimostrando sempre e comunque in maniera lampante che il desiderio del Suo marchio tradotto nelle vetture c’è; e lo fa pure nelle condizioni che sono sotto gli occhi di tutti: vettura di 7 anni, bellissima, equilibrata ma oggettivamente datata in particolare sotto l’aspetto oggi tanto attuale e sottolineato, della sicurezza. Eppure vende!
    La carne al fuoco in FCA è tanta è complessa, probabilmente come mai in nessun gruppo mondiale, per cui pragmaticamente è chiaro che ci voglia prudenza e sia ragionevole ripartire solo a piccoli e graduali passi.
    Ma mi permetta di dire che con un gruppo molto più in salute di una volta, un conto è proseguire la vita con una nuova Y e poi si vedrà, un conto è uccidere il marchio più straordinario della storia (per quando non sia già stato fatto eliminando la Delta).
    Ci dica Carlo, qual è il suo pensiero dei piani su Lancia che da anni non trapelano minimamente da Corso Agnelli 200? Il suo scoop è veritiero. Perchè non fate uno speciale di Quattrouote sul caso? Lo dovreste alla vostra reputazione e all’auto, soprattutto quella italiana.
    Attendiamo con estrema curiosità la sua risposta.

    • Il mio non è uno scoop, bensì una voce che circola da tempo dentro FCA per non buttare la quota di mercato della Ypsilon. Direi che viene ancora da Marchionne. Ci stanno pensando perché rifare la Ypsilon ,rifarla del tutto sia chiaro, è comunque meno costoso che studiare un’altra vettura più rivoluzionaria. Il suo posizionamento in Italia ( piccola, vagamente di lusso, per un pubblico femminile) garantisce quei numeri che sarebbe un peccato bruciare. Direi che non è amore per il marchio ma amore per la sua quota di mercato.

      • Quota di mercato che è dovuta in gran parte al suo Marchio, che travasa nel modello il suo DNA (per quanto in parte storpiato perchè esasperato in senso solo femminile).
        La storia (anche molto recente) ha già dimostrato che quel Marchio, su modelli equilibrati in tutte le loro caratteristiche (qualità, prezzo, dimensioni, carattere e motori) funziona e anche molto bene! (Ypsilon, Musa, Phedra); chi ha orecchi intenda.
        ..fra queste anche Delta, se solo avesse avuto una missione piuù chiara e decisa, ovvero giocare nel suo segmento, il C, senza allungarsi oltremodo per coprire anche il D. In quel modo, il cliente C dice che è troppo lunga, il D che è troppo corta e non è una vera D: risultato-perdi entrambi i clienti. Questa ha fatto nella realtà concreta la Delta III, che pur non è stata un flop ed è una vettura che ha soddisfatto (e soddisfa tutt’oggi) appieno i suoi felici possessori, che tra l’altro vorrebbero poterla sostituire..!!
        Speriamo che Antonella Bruno si sia imposta almeno un pochino, togliendo il prosciutto dagli occhi della dirigenza…di prima e soprattutto seconda linea (più spesso dedita alla sudditanza nel ripetere in giro stupidaggini).
        Rimane il fatto che uccidere il Marchio Lancia non sarebbe comunque giustificato appieno dal lato meramente economico, e sarebbe senza se e senza ma l’atto più grave da compiere per una casa auto.
        Caro Carlo, ci tenga aggiornati sugli sviluppi e se quando incrociasse qualche collega fra i corridoi di via Mazzocchi gli sottolinei di non dimenticare in redazione il marchio di Chivasso.
        Grazie.

 

Lascia un commento

Devi essere registrato e loggato per lasciare un commento. Accedi al Club Motori.