Meno male che la Jeep c’è

settembre 11, 2018  |  Senza categoria  |  30 Commenti  |  Lascia un commento


È passato un mese e mezzo dalla scomparsa di Sergio Marchionne e gli occhi di molti analisti sono stati puntati sul mercato statunitense per capire come il mercato avrebbe reagito alla scomparsa dell’uomo che da noi ha salvato il Gruppo Fiat da morte certa, ma che soprattutto di là dell’oceano ha salvato anche lì da morte certa il Gruppo Chrysler.
C’era molta apprensione, va detto, ma almeno in agosto la più piccola delle leggendarie “big three” è quella che ha performato meglio con una crescita del 10% contro il 4,1% della Ford e addirittura il -13,3% della General Motors.
Come sia potuto succedere è presto detto: perché la Jeep, marchio su cui Marchionne aveva scommesso tutto, ha ottenuta da sola uno strepitoso +20%, grazie soprattutto alla nuova Wrangler e alla Compass, e ancor meglio ha fatto RAM con un +27%. Due crescite che da sole tengono in piedi tutto il Gruppo FCA negli States dove il raddoppio delle vendite Alfa Romeo (tutto merito della Stelvio) incide comunque pochissimo perché si tratta di numeri nel totale molto marginali.
Per Michael Manley, il successore di Marchionne, si tratta di dati che portano un po’ di serenità stante la grande preoccupazione che aleggia su FCA dopo la scomparsa del suo uomo guida, e che leniscono un po’ le ferite che vengono dall’Europa dove la scarsità di modelli nuovi rallenta le vendite (Jeep esclusa, va da sé). Peraltro entro fine mese dovrebbe arrivare il nome dell’erede di Altavilla alla guida dell’EMEA (l’area che comprende i mercati di Europa, Middle East e Africa) dove se non altro dovrebbe arrivare un italiano con il toto-nomi oramai ristretto alla triade Pietro Gorlier- Daniele Chiari- Gianluca Italia, con Gorlier, attuale CEO di Magneti Marelli, nel ruolo di favorito dopo che si sarà concretizzata la vendita proprio della Magneti Marelli per portare in cassa tanti soldi freschi da far fruttare al meglio. E di quanti denari servano per rilanciare i brand nazionali Dio solo lo sa.



30 Commenti


  1. Beh, Jeep la fanno anche in Italia e questo è una cosa non da poco. Certo, ci vogliono soldi per i nuovi modelli e poi devi vedere se col badge Fiat li vendi e a quale prezzo, ma la ritirata su questo marchio mi ha sorpreso; sono convinto che SUV medi o micio-grandi con questo marchio si venderebbero bene – vedi il successo della Freemont. Capitolo Alfa: il piano c’è, l’appeal pure, speriamo che seguano i fatti. Ma a parte tutto ciò, quello che mi preoccupa di più di FCA è il ritardo sull’elettrificazione, che è tanto più grave quanto più è premium il marchio. E come si sposano pesanti batterie e motori elettrici con la peculiarità di Alfa, ovvero gran motore (termico) e leggerezza?

  2. Mah. Non so nemmeno se convenga più, il rilancio dei marchi italiani. Sono quasi tutti modelli vecchi, anche di successo -almeno qua da noi- come la 500 e le derivate, ma non si può andare avanti dieci e passa anni a restyling. Servirebbe un impegno mostruoso e una successiva, costante, opera di affinamento e aggiornamento. Serio, non due balle tra mascherine e colori. Una Tipo meriterebbe almeno una versione sportiveggiante, da 150 cv minimo (a gasolio), o una turbo benzina tosta. Magari marchiata Abarth. Perché no? L’han fatto con la Ritmo…Mia idea che è già stata bocciata, qua, ma son convinto che servirebbe. La Giulietta è da rifare. Servono già interventi per la Giulia, a mio avviso (tutto sommato vende, e per mia soddisfazione su 5 che ne vedo 4 sono manuali). Magari una rivistazione della Panda 100 hp, che piacque a tanti, pur nell’ambito della nicchia. E una Punto nuova. Si, non conviene farla, se ne è già parlato. Ma si è mollato al nemico (cioè tutti gli altri, che non hanno affatto accantonato il settore) la categoria di punta. Magari qualche ibrido, anche semplice e furbo come quello della Suzuki, utile per le beghe nostrane burocratiche. E, siccome ogni tanto vedo immagini e ricostruzioni più o meno fantasiose, azzarderei pure una nuova Delta Integrale richiamante le forme di quella, favolosa, del 91-92. Probabilmente se mi presentassi con queste idee presso il consiglio di amministrazione FCA, mi darebbero un calcio nel sedere. Ci sta. Ma vadano avanti con le mascherine e i gruppi ottici lievemente modificati…

  3. Il fautore del salvataggio di FCA/Chrysler ha lasciato (purtroppo) un deserto produttivo (soprattutto qui in area EMEA) con molti punti interrogativi……

  4. Quel che mi lascia scontento è che si parla tanto di ambiente ma vanno sempre forte le SUV perché tutti noi vogliamo essere Americani.

  5. Il successo che sta avendo il marchio Jeep non è casuale. E’ vero che il mercato mondiale oggi è dei suv (piccoli , medi o grandi che siano) ma partendo dalla Cherokee, per passare poi alla Renegade, alla Compass e alla nuova Wrangler Jeep è l’unico brand che ha goduto di un rinnovo quasi totale della gamma negli ultimi anni e dell’introduzione di modelli inediti ( Renegade). Tutti prodotti indovinati . Nulla di tutto ciò è stato fatto per altri marchi del gruppo inclusi i brand premium Maserati e Alfa Romeo. Certo la coperta era corta si sapeva ma ora le risorse ci dovrebbero essere….speriamo che Manley ci creda…

    • Speriamo che le risorse ci siano veramente, anche se dove non è chiarissimo.

      • Speriamo davvero, anche se il prolungarsi di un certo standby nel presentare nuovi modelli nutrire dubbi è realismo e non pessimismo.

        Oltre a Jeep, per sperare in qualche buon numero da Alfa serve insistere su novità di prodotto.
        Cosa aspettarsi entro la fine del 2019 / entro i primi 6 mesi del 2020?

        le mie speranze sarebbero per Fiat e Alfa (i marchi che mi stanno più a cuore):
        Nuova 500
        Nuova Panda

        GTV Alfa (ci farei pure un pensierino, da affiancare possibilmente alla mia mx5)
        Grande Suv Alfa
        Nuova Giulietta su base Giorgio (e non profondo restyling come parrebbe…)

        Lei direttore che, oltre a speranze, può avere “da insider” anche qualche “fondata supposizione” cosa prevede?

        • Purtroppo ho soltanto delle speranze. Al momento tutto sembra molto cauto per non sbagliare nessuna mossa. Il dopo Marchionne è molto difficile perché tutti faranno il confronto con il prima…

          • anche con Marchionne ci si muoveva molto,molto attentamente:il successo di un nuovo modello avrebbe dato risorse per un altro,l’insuccesso…il fallimento,stavolta definitivo.ma,se non si rinnova ed amplia l’offerta,il destino finale sara’ solo stato allontanato.

  6. Concordo in pieno col titolo, che però non fa altro che acuire il mio ‘dolore’ per le sorti di Alfa Romeo: ogni sei mesi esce una nuova serie ‘speciale’ di Giulia e Stelvio, neanche fossero auto ‘fineserie’ (mi viene in mente l’Alfasud Valentino…); impiegano quasi due anni per dotarle delle applicazioni Apple ed Android, sino ad allora uniche nel segmento ad essere prive di ogni forma di connessione internet ! Non è fondamentale per un’Alfa avere la connessione internet, ma questo ritardo dà la misura degli stenti propri del marchio nell’aggiornamento sostanziale dei modelli. La Giulietta fa quello che può e la 4C è agli ultimi; dal 2020 la riscossa, ma nessuno, nemmeno 4R, sa da dove dovrebbe partire: dalla babyStelvio (auspicabile), dal megaSuv , dalla GTV (chi ci crede ?) ? Su Fiat meglio stendere un velo pietoso (ma lo stenderei ancora più spesso sulla Tipo Abarth, se non lo si è scritto giusto solo per sorriderne).
    Rimango della mia idea: Marchionne ha sperato nella fusione (il famoso discorso da ‘drogato’ di capitale), ma ha fallito l’obiettivo e da cacciatore mi pare si sia ben presto rassegnato a diventare preda: solo così, razionalmente, si può spiegare e giustificare l’inaudito ritardo nello sviluppo di Alfa e Maserati, sbandierato però fino alla noia, fra le perplessità crescenti degli addetti ai lavori, in tutti i piani dell’era Marchionne. Se non è stato un bluff, è solo perché sono comunque state presentate due auto degne della tradizione: un manifesto più che un piano. Speriamo che Gorlier, o chi per lui, sia più attendibile nel fare promesse di chi l’ha preceduto, sarebbe già un oggettivo progresso.

    • Il capo EMEA non può nulla se non suggerire. Chi conta è sempre il numero uno, che oggi è Manley.

    • Statmaz, non l’ho scritto solo per sorridere, anche se può apparire “forzato”. Ovviamente non penso che un’eventuale Tipo Abarth possa fare sfracelli commerciali contro una Golf GTI, per dire. C’è pure il rischio che un modello simile, specie se si attende ancora un altro lustro prima di metterlo in produzione, finisca per ricordare la Tipo 16V del 1992-93, arrivata fuori tempo massimo e non sviluppata a dovere, in base ai ricordi (in quegli anni c’era una concorrenza smisurata e il settore delle compatte sportiveggianti era gettonatissimo. Bei tempi.). Ma se hai riesumato il marchio Abarth, che fai, lo tieni per 15 anni sulle Punto vecchie di 13 anni e sulle 500 anch’esse attempate (la 124 è di nicchia, roba a parte)? Il resto della gamma non “quaglia” , tra 500x e L. E dare una spintarella alla Tipo, anche solo con il 1400 da 170 cv, forse le leverebbe un po’ di dosso quell’alone low cost che ha avuto sin da subito (pochi motori, anche se con 3 varianti di carrozzeria). O la si vuole considerare come una Dacia, o il flop Pulsar? Poi, l’idea sarà pure strampalata ma non è che ci siano molti altri modelli da rinvigorire con quel marchio. Quasi tutto il resto del mondo, nonostante i tempi siano cambiati, offre ancora una versione spinta – o più di una- della propria berlinetta “C” (Megane, Golf, Leon, 308, I30, Focus; l’Astra ha avuto un 160 cv sino a qualche mese fa ma è sparito, forse troppo spinto e delicato su un 1600 diesel…; beh la Focus nuova per ora ha un 150 cv a gasolio, comunque sufficientemente prestante; non vedo come possa considerarsi ridicola una Tipo “spinta” dopo aver visto la Focus ST 1500 diesel, agghindata di tutto punto -e anche bene, mi piace-, annaspare con quell’8 marce che non l’aiuta manco a consumare meno in autostrada). Detto ciò, mi rendo conto ogni volta di più di essere legato senza rimedio a concetti di auto ormai spazzati via. Di sicuro, per pensare davvero ad un rilancio si dovrebbe offrire un po’ di tutto, ibridi ed elettriche incluse. C’è poca carne al fuoco, in tal senso.

      • A me sembrava proprio una battuta ! Il marchio Abarth funziona su 500 e 124 per ovvie ragioni, in primo luogo direi per il connubio fra immagine del modello di origine e l’illustre richiamo storico. Ma ti ricordi che fine ha fatto la Punto Abarth da te giustamente citata ? Non pervenuta e ritirata senza rimpianti dopo pochi anni proprio perché derivata da un modello dall’immagine non esattamente trascinante, come appunto quella della Tipo. Credo non rimpiangerai davvero neanche tu la Stilo Abarth che non aveva neanche il motore degno di tanto nome e che considererei solo come uno dei tanti infortuni della gestione preMarchionne. Insomma, credo che il tempo delle berline compatte col marchio sportivo sia finito e mi risulta che i numeri di vendita siano impietosi anche per chi come Alfa con la Giulietta QV (e qui sono in conflitto di interesse…) o la VW con la Golf GTI o la BMW serie 1 o 2 con la M avrebbe tutte le carte in regola per presidiare la nicchia. Temo che la Tipo Abarth diventerebbe l’incubo dei concessionari, dovrai rassegnarti ; )…

        • La Stilo l’ho volutamente rimossa. Altre possibilità nell’ambito della gamma attuale non ne vedo, a meno che si vogliano fare suv e crossover marchiati così. Alcuni sono possibilisti, a me manco passa per l’anticamera del cervello, ma tant’è: siccome so bene di essere antiquato, penso che l’idea della 500 X Abarth di carletto-new possa funzionare (ma si parla lo stesso di un mezzo che ha già alcuni anni sul groppone). Hai centrato un altro aspetto: la pochezza di immagine. Se lasci in produzione modelli per 13 anni di fila, hai voglia. Ma a quel punto tanto vale ritirarlo di nuovo, il marchio Abarth, se non si sa come sfruttarlo e se non ci sono modelli adatti. La Tipo era una possibilità, magari mediocre, ma quello passa il convento. Che i numeri del segmento siano risicati, lo so bene e pure io avevo parlato di tempi cambiati. Ma le altre case quelle versioni le lasciano a listino, e le rinnovano, oltre a riproporle. Perché un minimo di immagine lo fanno ancora, e hanno interesse ad offrire un po’ di tutto (penso alla Yaris sportiva, che nulla a che fare con le tendenze prioritarie della casa costruttrice, ma l’han fatta lo stesso). Se poi sono i sostenitori stessi della FCA a respingere l’idea confermando, di fatto, l’aria da low cost di certi modelli, amen. Per me si dovrebbe osare. Se hai fatto la Multipla e la Stilo 5 porte (o le americane rimarchiate Lancia, velo pietoso), non necessariamente Abarth, puoi fare anche una versione spinta della berlinetta, indipendentemente dal marchio da piazzarci, visto che è ancora abbastanza recente (la Tipo l’ha presa il moroso di mia sorella, vettura riuscita a mio parere; l’aveva valutata pure mio padre, scartandola per questione di alcune misure e di problematiche extra. Ha poi preso una Crossland ma non certo perché gli piacesse il modello. Un cassone, per mio conto. Piace a tutti, guidare alto. Per me è come se stessi su un Ducato…).

      • una 500X Abarth sarebbe un prodotto molto piu’ appetibile e vendibile,oltretutto con pochissima concorrenza:non sarebbe ora di inventarsi nuove nicchie invece di scimmiottare la concorrenza?Fiat non lo fa dai tempi della 127…

      • In effetti un tempo le Golf GTI sul totale Golf erano parecchie, oggi anche di quelle se ne vedono proprio poche, figuriamoci di potenziali concorrenti. Certo, con il marchio Abarth le cose cambiano un po’, però una segmento C Abarth che va più piano di una segmento C VW a livello di immagine non credo sarebbe proprio positivo.

        • Beh, se è solo per questo la Punto Abarth le prendeva dalla Clio RS. Ma l’hanno fatta lo stesso pur essendo meno potente, non per essere necessariamente la piccola più veloce. Fosse solo quello, Hyundai non avrebbe dovuto nemmeno presentare l’I30N da 275 cv, che è meno potente di altre. Ma che è più rapida della nuova Megane RS, almeno per quel che riguarda la versione doppia frizione di quest’ultima. Per tanto così, l’Alfa dovrebbe far sparire la Giulietta 1600 diesel, che con 120 cv viene ampiamente sverniciata dalla Tipo pari motore in velocità (Alfa manuale mi pare toccasse i 195, accettabili, ma la doppia frizione arriva a 188, che è un risultato modesto. La Tipo si attesta sui 200, con l’esemplare doppia frizione un filo più in forma della manuale, 3 orari in più). Stupidate, magari, messe giù così. Ma non ne farei una questione di soli numeri. Vedano loro, in ogni caso. Il compito è arduo.

          • La cilindrata era maggiore. Invece anche la Polo GTI aveva un 1.4 ed era più veloce. Infatti la Punto Abarth ha avuto un successo non eclatante, a differenza della 500.
            Sulla Giulietta ci sta la versione depotenziata, semmai mancano le versioni top più veloci della concorrenza.

        • Maurizio, te ne dico un’altra: e lanciare versioni Abarth line? Abbiamo le ST line della Ford, le R line della VW, abbinabili anche ai chiodi da 60 cv, versioni Abarth line ci starebbero. Ma, per evitare di sminuire il marchio, andrebbero proposte solo con motori leggermente più potenti rispetto agli allestimenti normali. Così non avresti l’assillo della sfida cronomerica, ma daresti un filo di immagine a vetture normali. Esempi: Tipo 1600 diesel normale con cerchi da 16” e 120 cv, versione Abarth-line con cerchi da 17”, assetto lievemente ribassato e 10-15 cv in più. Persino una Panda da 100 cv potrebbe fregiarsi dell’Abarth line, lasciando il marchio puro alle 500 (595-695) per distinguerne il blasone. Questa mi pare più probabile, no? PS: continuo a ridere, mentre scrivo, perché mi rendo conto che sono discorsi che avrebbero funzionato alla grande 20 anni fa. Quando c’era ben altro genere di passione. Forse Cavicchi dovrebbe fare un blog simile per Ruoteclassiche, cacciarmi da qua e farmi iscrivere di là, nel caso…

  7. Posso capire che le aziende non possono seguire i desideri degli appassionati di auto, anche perché tanti sono contro l’innovazione (cambio automatico ed aiuti vari) oppure hanno desideri estetici molto particolari. Gli azionisti sono più contenti se i soldi vengono usati in maniera profittevole. Ma per Alfa Romeo ho qualche dubbio. Ok che lanciare modelli che possono non avere il successo desiderato è un rischio che è stato evitato ultimamente, ma anche investire una montagna di soldi nel rilancio (immagine, prodotto, distribuzione e via) e poi lasciare 2 modelli solitari a combattere ed aspettare anni per lanciare altro, e magari dover recuperare di nuovo sul piano immagine e prodotto, beh, non lo vedo un modo profittevole di investire. Non dico una marea di modelli, uno per ogni appassionato, ma almeno un po’ di continuità, evitando pause e salti mortali.
    Per quanto riguarda i finanziamenti, se non vengono dai prodotti venduti (scarsi o di scarsa profittabilità), bisogna provare con altro. Il debito tossico è stato cancellato, e quindi fare un piano di debito più sano ora sarebbe più possibile.
    Ma basta fare l’aziendalista, siamo su Quattroruote: perché non hanno rinnovato prima la Giulietta? non avrei comprato un’altra macchina. E una Punto che non assomigli alla 500?

  8. Una concomitanza tra clientela affamata di suv, marchio globale e famoso, nonché sinonimo stesso di fuoristrada, prodotti azzeccati, ben fatti e all’altezza della concorrenza ne hanno fatto una star. E hanno fatto bene a puntare molte delle poche risorse disponibili su quel marchio. Ci auguriamo da appassionati che una parte dei profitti ricavati sia destinato a settori per noi più emozionanti. Però le emozioni non portano soldi se non in modo indiretto, le vendite di prodotti che il mercato chiede invece si.

  9. Anche in Jeep comunque qualcosa è andato storto e ha le sembianze della Cherokee, la cui versione ristilizzata viene commercializzata in Europa proprio in questi giorni. Venduta bene in Nordamerica, è stata un flop stratosferico in Europa e, in particolare, in Italia. Il suo problema riguarda appunto l’immagine: solo ora hanno rimediato agli squilibri del frontale e della coda. In più, costava quanto le concorrenti davvero premium, ben più attraenti. Secondo me ormai la frittata è fatta e anche se hanno ridotto i prezzi, continueranno a venderne pochissime (se la giocherà con la DS7, l’ultima ‘novità’ del marchio tanto caro a 4R, e col suv della Mahindra…) Speriamo che Manley ne tenga conto: i gusti europei sono leggermente più raffinati di quelli yankee.

  10. Ha ragione, meno male che Jeep c’è, perchè per il resto è vuoto cosmico.
    Anche il tanto enfatizzato rilancio Alfa, di fatto rimasto fermo a 2 modelli, con gli altri decotti.
    Intanto la concorrenza ringrazia.

 

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